Erotici Racconti

Il mio harem - 7

Scritto da , il 2017-09-06, genere bisex

Oggi è successo qualcosa di incredibile.
Ero sul bordo della piscina a godermi gli ultimi giorni di ferie e come al solito ero nuda sul lettino per l’abbronzatura integrale, quando sentiamo suonare al cancello. Le ancelle vanno ad aprire e poi una di loro ritorna dicendomi “ signora c’è una donna che chiede di lei “. Io incuriosita mi infilo la vestaglia e mi avvicino al cancello. Man mano che mi avvicino inizio a distinguere la figura di questa donna e …… cazzo, mio marito !!!!. Una bella figura femminile mi si propone con un seno da quarta abbondante costretto in una canottierina che poco lascia all’immaginazione, ventre piatto da adolescente, minigonna jeans e cosce tornite, stivaletti in pelle bassi con tacco 12. I capelli corvini lunghi sulle spalle inquadrano un visino con occhietti da cerbiatto. Un figone da paura !!! “ Ma che ci fai da queste parti ……. ?” le dico mentre i primi brividi mi corrono lungo la schiena. Lei scoppia a piangere e mi si butta al seno, singhiozzando come una bambina. Io amorevolmente l’abbraccio e istintivamente la faccio entrare. “ lo stronzo …….. mi ha lasciato ……. appena si è accorto della mia strana fica ….. ha detto che di uomini operati non ne vuole ….. e mi ha cacciato di casa ….. “. Sono allibita, non so cosa fare, mentre le ancelle mi chiedono incuriosite chi sia. Entriamo in casa e le faccio bere un bicchiere d’acqua, per calmare la sua crisi isterica. Poi l’accompagniamo in camera e la stendo sul lettone. Appena poggia la testa sul cuscino, si rilassa, si abbandona si sopisce. “ care questo è …… “ ho un groppo in gola “ questo è …….. il mio ex marito “ riesco a pronunciare con un filo di voce e un minimo di commozione. Loro sono sbalordite. La spogliamo dei pochi abiti che indossa e la lasciamo abbandonata sul letto in tanga. Ora posso osservare bene le perfette colline disegnate dai suoi seni che prepotentemente lanciano i capezzoli verso il soffitto. Non posso fare a meno di baciarli e indugiare sulle aureole lasciando lievi disegni di saliva. Alzo lo sguardo e vedo il suo dolce visino con quell’impertinente nasino all’insù e le labbra umide e turgide. Mi avvicino e le bacio …… Dio che strana sensazione, ho brividi in tutto il corpo !! Lei ad occhi chiusi ricambia il mio bacio e le lingue iniziano a danzare nelle nostre bocche. Sento sapori a me noti ma che avevo dimenticato. Poi si scota leggermente e si gira, come a celare la sua intimità. Oddio …… non so cosa mi piglia ma sento la fica che mi si bagna. Ho il cervello fuso, non capisco se sto baciando una donna o …… Dio che mi sta accadendo ? Salgo nel letto e mi sdraio dietro di lei. L’abbraccio mentre i miei seni colpiscono la sua schiena e mi regalano ancora strani brividi. Inizio a passare la mano su i fianchi che trovo lisci e torniti con una pelle di rara setosità. Scendo lentamente e infilo le dita nell’elastico del tanga. Lo scanso e infilo la mano sul davanti. Lei istintivamente scosta le gambe e permette alle mie dita di raggiungere il frutto proibito. Infilo dentro un dito e lei si muove, mugola come un gattino, apre le gambe e mi agevola. Ora scendo con il viso e le regalo qualche bacio sulla pelle dorata. Ma voglio raggiungere la fica, la voglio baciare. Scosto la stoffa del tanga mentre lei ora aprendo le gambe mi offre la vista e non solo della sua bella fica operata. Inizio a leccare ….. hummmmm che strano sapore ….. e pensare che qui una volta c’era un cazzo ……. certo è diversa ….. non sembra di avere a che fare con una gustosa ostrica …… le manca il clitoride …… le mancano le piccole labbra …… è solo un crepaccio tra queste splendide cosce. Mi impegno e inumidisco tutto l’ingresso e poi infilo due, tre dita. Lei ora se la gode alla grande e inizia a contorcersi quando la scopo con le dita. Poi si divincola e si mette in posizione per un 69. Mi scanso la vestaglia e le offro la mia fica, quella vera, quella autentica, che lei si mangia letteralmente. Lecca, succhia, insaliva, penetra con la lingua e con le dita. Sento un orgasmo che si avvicina ….. sento un tremore lungo la schiena …… una scossa elettrica fino al cervello ….. che poi scende …. scende in mezzo alle gambe …… mi sconquassa e urlo ai quattro venti questo mio strano piacere. Ci fermiamo e allora mi rigiro verso di lei e ci baciamo di nuovo, di un bacio lungo, umido, a succhiarci le labbra, quasi a farci quasi male. Le accarezzo il viso e le sistemo i capelli “ mi sei mancata …. sai “ sono le uniche cose che riesco a pronunciare e scoppio anch’io in un pianto commosso.
Il resto alla prossima.
ciao

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