Erotici Racconti

Il mio harem - 4

Scritto da , il 2017-07-21, genere bisex

Le giornate scorrono tranquille tra massaggi e bagni di sole. Ho una carnagione bellissima e dorata, sono dimagrita qualche chilo e mi sento veramente in gran forma. Le ancelle sono sempre più brave, servizievoli, piegate ai miei desideri; le loro linguette oramai conoscono ogni angolo del mio corpo, hanno baciato e leccato ogni centimetro della mia pelle. Sono veramente delle bravissime e bellissime T-gilrs asiatiche. Ogni mattina mi diverto ad infilargli un plug in quei bei culetti oramai semivergini. Hanno dei sfinteri ancora rosa, sono dolcissime e glielo faccio tenere tutto il giorno. Alcune volte le vedo toccarsi fra di loro di nascosto, accarezzarsi quei seni appena accennati, e poi quando gli metto il plug, hanno un’erezione che subito gli calmo con dell’acqua fredda. Non voglio che sporchino casa con quel loro inutile sperma. Ho sentito il mio amico chirurgo plastico e mi ha detto che oggi c’è una nuova tecnica meno invasiva per trasformarle come piace a me. Si può fare una sorta di legatura dei testicoli, in maniera che non scendano nello scroto e rimangano sempre nel loro naturale alloggiamento alla base del pene, all’interno. In questo modo e a causa della temperatura corporea, perderanno la possibilità di produrre sperma. Voglio provare e fra qualche giorno le porterò per questo piccolo intervento ambulatoriale. Ma oggi arriverà Alì e finalmente le mie voglie represse e mai sopite, saranno soddisfatte. Sono in giardino sul piano vasca e ancora al sole. Mi tuffo per una nuotata e sento suonare al cancello. Le ancelle vanno ad aprire e vedo Alì che si avvicina. “ ciao Alì …. vieni …… fatti spogliare da loro e tuffati “ . Alì non se lo fa chiedere due volte e mentre lo spogliano rimango ammirata a vedere quel gran pisellone che moscio gli pende tra le gambe. Mamma mia, sembra davvero una terza gamba. Sento già le farfalle nella fica. Si tuffa e mi raggiunge dove si tocca, dove l’acqua arriva poco sopra la vita. Subito mi abbraccia, facendomi sentire il pisellone che mi struscia sulle cosce. Mi bacia, mi abbraccia, mi bacia il collo, mi morde i lobi, ha una gran voglia pure lui. E allora lo abbraccio anche io al collo, con le gambe gli cingo i fianchi e intreccio i piedi dietro ai reni. Praticamente gli sto offrendo la mia ficona aperta, pronta per essere profanata. Sento il pisellone che cresce, come una molla scatta sull’attenti e mi appoggia la cappellona in mezzo alle grandi labbra. Mi scappa inevitabilmente un primo sospiro di piacere. Ora gioca con la cappellona, come sa che mi piace, lo strusciandola su tutta l’apertura, indugiano in un entro e non entro, mentre sento il cervello oramai andare in pappa. Siamo in acqua e non posso sentire i miei umori ma immagino sia in un lago. Poi me lo punta e inizia a spingere. Sento le carni che si aprono al suo passaggio, sento che mi riempie tutta, esplora ogni angolo della mia fica. Continua a spingere inesorabile e me lo sbatte fino al collo dell’utero. Sospiro affannosamente, mugolo, sono ripiena fino all’inverosimile e la mia fica si è adattata a quell’intrusione e lo avvolge, lo abbraccia, non lo abbandona più. Inizia lentamente a muoversi, centimetro dopo centimetro, come sa che mi piace, me lo fa sentire tutto. Ora inizia a martellarmi, incessante, incurante delle mie urla di godimento miste a un po’ di dolore. Dio, come mi piace lasciarmi andare a questa penetrazione. Ora il ritmo è più veloce, mi piccona ancora in fondo alla fica che sento oramai slabbrata e completamente cedevole ai suoi colpi. Improvvisamente arriva un orgasmo, forte, violento. Una scossa elettrica mi scende dal cervello e un brivido mi percorre tutta la schiena. La fica si contrae ritmicamente e avvolge quel paletto che continua a scoparmi senza freni. E’ incredibile Alì, ha dei tempi lunghissimi !. Mi sento svuotata ma felice, ne ho ancora voglia, evidentemente la mancanza di cazzo di questi dieci giorni si fa sentire. Allora usciamo dall’acqua, lo faccio sdraiare su un lettino con lo scettro che non ha perso nulla della sua durissima erezione. E’ uno spettacolo vedere quel pezzo di carne che svetta verso l’alto !. Mi avvicino e lo sovrasto con le gambe, dandogli le spalle. Mi voglio impalare da sola nel culo. Chiamo le ancelle e mi faccio portare del gel lubrificante. Loro con le manine me lo applicano sul buco del culo, e allora prendo il pisellone e lo accosto cercando di mirare lo sfintere. Sono rimaste lì accanto a noi a vedere la scena, accovacciate ai piedi del lettino. Ora mi lascio calare e scendo per farmi entrare la cappellona. E’ entrata, con qualche sforzo ma è entrata e mi fermo qualche secondo per abituarmi all’intrusione. Conosco la tecnica e allora spingo e faccio leggermente estroflettere lo sfintere, come se dovessi defecare e mi abbandono , scendo e me ne infilo ancora altri buoni dieci centimetri. Mi sento piena, infilata come un tordo, ma lo voglio tutto ! . Ancora un piccolo sforzo e spingo mentre lui mi prende per i fianchi e mi aiuta a scendere sul cazzone. Oddio ….ce l’ho tutto nel culo …. Cado e con la schiena mi appoggio a lui, sudo per lo sforzo ma la sensazione di pienezza che provo, è incredibile. Mi tocco la fica e la sento oscenamente aperta e allora faccio segno alle ancelle di venirmi a leccare. Loro eseguono e subito sento le linguette che mi toccano ogni angolo della fica, mi scavano, mi inumidiscono, mi scopano, Una delle due ora si sta dedicando a quella parte di cazzo che è rimasta fuori e la insaliva. Si spinge sotto tra di noi con la testa e cerca di inumidirmi lo sfintere, regalandomi sensazioni profonde di goduria. Alì con le sue manone inizia a farmi muovere e mi fa scendere e salire tenendo un ritmo prima lento e gentile. Poi sente che scivola dentro senza fatica e allora aumenta il ritmo ed ora mi fa sobbalzare senza più alcun freno. Vuole godere anche lui !. Sento il mio sfintere oramai completamente dilaniato, allargato a dismisura, profanato senza ritegno. Le linguette continuano e mi regalano sensazioni mai provate. Mi abbandono completamente, sono nelle loro mani e sento il pisellone che ad ogni affondo cerca di entrare sempre di più. Oramai i miei respiri sono dei rantoli di puro piacere e grido …. grido indemoniata, con delle smorfie in viso tra dolore e piacere, tra la ricerca del secondo orgasmo, stavolta anale, e la voglia di essere sfondata come una troia. Sento lui che inizia a dare segni di cedimento, e dopo ancora qualche colpo mi spara nello sfintere una bordata di schizzi di sborra bollente. Mi sta riempiendo, si sta affogando. Poverino, anche lui ne aveva una voglia matta e allora quasi in contemporanea un secondo orgasmo mi devasta, mi scuote tutta, mi porta in celo, mentre dalla fica escono abbondanti umori che bagnano lui e il lettino. Le ancelle leccano avide come se fosse una preziosa leccornia. Che brave che sono ! Mi abbandono sudata e ansimante, rimango per qualche minuto sdraiata su di lui, con il cazzone ancora ben piantato dentro il culo. Lo sento ammosciarsi piano, lentamente, ma inesorabilmente. Allora mi alzo, e porto una mano sullo sfintere, primo per sentire quanto si è allargato e poi per non perdermi lo sperma che voglio far assaggiare alle ancelle. “ venite ragazze …. assaggiate anche lo sperma …… questo prezioso regalo che ci fa Alì …. “ e loro ubbidienti lo leccano mentre esce, non ne sprecano una goccia, se la passano di bocca in bocca, estasiate dall’abbondanza e gustandone il sapore. “ uhm ….. vedo che vi piace …… allora il prossimo sarà per voi ….. “ . Ho in mente un altro bel giochino per questa notte ma ve lo racconto alla prossima, ora sono veramente spossata. Ciao.

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