Erotici Racconti

Il mio harem - 6

Scritto da , il 2017-09-01, genere bisex

Ho portato le ancelle dal chirurgo per la legatura dei testicoli. Per una settimana non le ho volute distrurbare in quanto avevano ancora i punti sullo scroto ma ora è ora di giocare.
Per prima cosa, così come mi ha detto il chirurgo, devo prosciugargli i testicoli e togliergli quel poco di sperma che ancora hanno. Una volta vuotati e per effetto dell'eccessiva temperatura corporea, non ne produrranno più.
Così li denudo del pareo e sul bordo piscina inizierò a prelevare lo sperma.
Sono carinissime così operate, con lo scroto che riducendosi di volume, le è quesi sparito. Hanno solo un cazzetto che gli spunta sul davanti che quando è turgido, è un amore, senza le palle.
Sono sul mio lettino e le chiamo " su da brave ..... leccatemi la fica ".
Apro le cosce e subito si tuffano con le loro linguette in mezzo alla mia ficona fradicia.
Aspeto che si eccito un pò e poi le prendo i cazzetti in mano e le sego.
Le sento mugolare come gattini mentre le mie mani velocemente le portano verso l'orgasmo.
Uno, due , tre schizzetti di sperma che cadono sul bordo vasca.
Loro si vorrebbero allontanare e riposare ma io le prendo per la testa e le costringo a continuare il lavoretto che mi stanno facendo.
Ancora qualche minuto e ricomincio a segarle.
I cazzetti reagiscono con difficoltà e li sto segando anche se semimosci.
Dopo una mia prolungata insistenza, ecco ancora due schizzetti di sperma, molto meno abbondante di prima.
Tutta la mattinata va aventi così e alla quarta sega, le è uscita una sola misera gocciolina di sperma che tristemente si è fermata in cima alle cappelline.
Dovrei aver finito ma questa sera vedremo.
Continuo a prendere il sole alternando sapienti massaggi con oli essenziali.
La sera dopo cena le chiamo di nuovo; sono incredule e stremate per come si è svolta la giornata ma dinuovo gli prendo in mano i cazzetti mosci.
Questa volta ci metto molto a ferglieli drizzare; li sto segando da mezzora e niente, niente sperma.
Forse ci siamo ! vedremo l'indomani mattina.
Le metto a dormire sempre con me ai piedi del lettone e si dedicano ai miei piedi, leccandoli avidamente; pian piano mi addormento.
La mattina dopo, appena svegia, vado in cucina a preparare la colazione con l'intento di mettere nel loro latte, le solite pasticche per l'eerezione consigliate dal medico.
Mi faccio preparare e portare a letto la colazione e mentre mi porgono i vassoi, vedo che già i cazzetti sono irrigiditi. Loro se li guardano incredule; io so bene che le pasticche di Spedra, agiscono in circa 30 minuti.
Due bei cazzetti di circa 14/16 centimetri, moretti come la loro carnagione, con le cappelline ben libere, con tutte le vene in rilievo e oramai duri come il marmo, grazie alle pasticche che trattengono in loco il sangue.
Allora le prendo, le metto in mezzo al letto e inizio a fargli un pompino da favola. Li riempio di saliva viscosa e li sego.
Le voglio così, sempre disponibili ma senza quello schifo del loro sperma.
Le sboccino a lungo e i loro cazzetti eccitati ora svettano dai loro corpi efebici. Allora ne prendo una e la cavalco; mi metto in fica uno dei cazzetti e inizio a cavalcarlo. Lo sento piccolo, niente a che vedere con Alì e non mi soddisfa. Mi sento vuota. Mi sembra un pesciolino rosso che nuota solitario in un acquario.
Allora prendo anche la sorella e la metto in posizione, sdraiate, culo a culo con le gambe incrociate, in maniera da avere i due cazzetti vicini tra loro. Mi calo dinuovo su di loro ma questa volta impugno entrambe i cazzi e me li infilo insieme in fica.
" uhmmmm ... da brave .... fatevi scopare .... dai riempitemi la fica ..... " le incito.
La figa si è adattata, li lascia passare entrambe, si è aperta per riceverli, ma senza andare in profondità. Sento la pelle che mi tira ma sono soddisfatta e inizio a cavalcare furiosamente.
" brave .... fatemi godere .... mi piacciono i vostri cazzetti .... me li mangerei con la figa .... ! " e non vengono, così come volevo.
Poi mi viene un'idea; mi disarcionmo e prendo dal cassetto il fallo a due teste. Lo bagno di saliva e lo infilo nel culetto, prima ad una e poi all'altra. Le riaccoppio come prima e il fallo sparsce nei loro culetti. I cazzetti sono semore lì, dritti, bagnati, lucidi e forse sono ancora più duri. Me li infilo dinuovo e cavalco, cavalco all'impazzata.
Un primo orasmo mi coglie di sorpresa; sento un brivido lungo la schiena, come una scossa, mentre la figà di pulsa ritmicamente. Inizio a sudare e i mei gridolini di goduria oramai li sentiranno fino in paese. Ma ne ho ancora voglia e loro non accennano ad ammosciarsi.
Allora ne faccio uscire uno e subito me lo indirizzo nello sfintere. Una piccola spinta ed è subito dentro.
Hummmm ..... mi sto godendo una doppietta neinte male !
Cavalco, cavalco ancora come ad una corsa di trotto. Le sto sbattendo come non ho mai fatto, concedendo ad uno di loro, la vista della mia ficona piena, farcita del cazzetto ma ancora disponibile.
Allora gli dico di allungare un braccio verso il comodino e di prendermi un vibratore. L'ancella esegue e me lo passa. Io l'accendo alla massima velocità e me lo passo sul clitoride. Subito un 'altra scarica di adrenalina mi sconquassa. Tremo per l'arrivo imminente di un secondo orgasmo .... non resisto, lo voglio subito e così mi caccio in figa il vibratore, accoppiandolo al membro dell'ancella. Lo sento che si fa strada affianco al cazzetto di carne, forse lo schiaccia e lo scanza ma il senso di pienezza che mi da, mi soddisfa molto.
Ora ho la figa piena e dopo qualche secondo vengo devastata da un secondo orgasmo che mi disarciona e allora mi finisco da sola ficcandomi il vibro in profondità.
Ora sono esausta, semi svenuta, sudata fradicia, sdraita fra di loro e aprendo gli occhi vedo semre i due cazzetti lì difronte a me, duri e dritti ma non sono venuti. Perfetto è proprio quello che volevo, evidentemente lo sperma non si sta più ricreando nei coglioncini e così protrò approfittarne ancora, come e quando volgio, a mio piacimento, senza che mi sporchino.
Ma ora mi volgio dedicare ai loro seni e poi vi racconterò.

ciao

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