Erotici Racconti

Il mio harem - 2

Scritto da , il 2017-07-05, genere bisex

Mi risveglio ed apro lentamente gli occhi.
Un raggio di sole entra in camera dalle persiane socchiuse della finestra.
Sono al centro del lettone e le mie due servizievoli ancelle sono ancora addormentate, ranicchiate ai piedi del letto.
Mi stiro e sbadiglio, allungo le gambe e metto i piedi vicino alle loro bocche.
E' stato fantastico ieri sera, me li hanno puliti benissimo e ciò mi ha procurato una grande soddisfazione, voglio riprovarci.
Si svegliano e vedendo i piedi sul loro viso, capiscono al volo cosa devono fare.
Iniziano a leccare, prima piano, poi sempre più insistentemente. Allargo le dita dei piedi e mi leccano in mezzo alle dita, mi succhiano dito per dito, rimanendo un pò con l'alluce i bocca come a succhiare un cazzetto.
Sono brave queste troiette, mi danno un sordo piacere, mi piace il loro modo di accettare la sottomisiione, sono dolci e ubbidienti.
Continuano ancora per qualche minuto e devo dire che questo trattamento sta riaccendendo in me, strani desideri.
Sento formicolarmi dentro la fica !
Allora prendo un strapon dal comodino, mi alzo e lo indosso, guardandomi allo specchio e pavoneggiandomi con quel bel cazzo che si staglia tra le mie coscie.
E' di color marrone, con una bella cappella rossa, fedele riproduzione del cazzo di un negro, realistico, con vene in rilievo e palle che pendono alla base.
Faccio segno ad entrambe di avvicinarsi e le faccio inginocchiare per prenderlo nelle loro bocche fameliche.
Leccano, succhiano, se lo affondano fino in gola, simulano un profondo pompino con il risultato di insalivarlo a dovere.
Io intanto mi eccito di quello che vedo allo specchio, ovvero questi due maschietti affemminati, nudi, dediti alla loro padrona, ubbidienti e in piena adorazione di questo fallo di cui mi pavoneggio come fosse vero.
Allora mi siedo sul bordo del letto, ne prendo una, oramai sono perfettamente uguali e non le distinguo neanche più, e le faccio segno di venire ad impalarsi.
La malcapitata si avvicna titubante e le osservo le chiappette del culetto tondo che tra poco profanerò di nuovo.
La prendo per i fianchi e dandomi la schiena la metto in verticale sul fallo ancora insalivato mentre l'altra guarda la scena mettendosi in ginocchio ai miei piedi.
La prendo e la attiro a me, le punto il fallo tra le chiappe e la faccio scendere.
Lei sospira forte, tira indietro la testa, forse sente dolore, ma non si lamenta e lascia che il fallo insalivato le scivoli dentro, apparentemente senza difficoltà.
Ora è seduta su di me con il fallo ben conficcato nelle teneri carni mentre il respiro si fa più profondo, affannato.
La sento uggiolare, quasi miagola, è un lamento sommesso, che immagino a metà starda tra il piacere ed il dolore.
La sostengo ancora prendendola per i fianchi ed inizio ad imporre la danza sullo scettro, la faccio sobbalzare, le impongo il ritmo e lei cedevole si lascia fare e inizia a sostenersi da sola.
Sono sicura che le sta piacendo !
Ora ho le mani libere e prendo entrambe le tettine, le accarezzo, le pizzico, stringo forte i capezzoli eretti.
Le mordo il collo, le spalle, alternando baci passionali.
Voglio che le piaccia, voglio renderla schiava, voglio che non ne possa più fare a meno !
Ancora profondi sospiri, ancora lamenti da verginella mi fanno capire che sta provando grande piacere.
Faccio avvicinare l'altra e le indico di prendere il cazzo del fratello in bocca.
Lei diligemente esegue ma il cazzetto è sbattuto e sobbalza barzotto.
Allora cerca di coordinarsi con il ritmo che sto imponendo all' animalesca scopata e finalmente lo prende e non lo molla più.
Il fratello ha capito che deve impalarsi da solo ed esegue oramai con dedizione, salta e mi rimbalza sulle cosce, se lo sfila quasi tutto e se lo lascia riaffondare.
Immagino che il forellino anale le si sia definitivamente rotto, dopo i colpi di vibratore di ieri sera e il servizzieto che le sto imponendo ora.
Qualche colpo ancora e lo sento mugolare, aumenta il ritmo e immagino stia venendo nella bocca del fratello. In effetti vedo il cazzetto che gli si sta ammosciando, mentre il fratello si ritrae con la bocca piena di sperma.
Quello che si stava impalando, ora è accasciato senza forze sulle mie gambe, con la base del fallo, la parte più larga, ancora ben piantata nel culo.
Immagino in quale stato sia il suo sfintere, dilatato come forse non aveva mai provato.
Faccio avvicinare il fratello per farsi baciare e scambiarsi lo sperma.
Per un attimo amoreggiano, vedo le loro labbra aprirsi, offrirsi vicendevolmente, e le lingue che saettano, che penetrano. Ora hanno ingoiato e quindi decido che è ora di ricambiare anche all'altra il servizio che ho fatto alla prima.
Intanto sento la mia fica che si è abbondantemente fradiciata di umori, sto bagnando il bordo del letto, me li sto perdendo.
Prendo quella che ho ancora seduta sulle mie gambe e la faccio disarcionare, facendole uscire il fallo dal culo senza molti complimenti.
Faccio segno all'altra, che ha già capito e la scena si ripete.
La prendo la spingo e la faccio penetrare senza neanche darle il tempo di prepararsi mentalmente.
Le scappa qualche urletto ma non ho pietà.
Mi guardo allo specchio e sembra stia girando un film hard.
Mi sto eccitando da morire, e mi accorgo che questa poveretta me la sto inculando con più violenza, senza ritegno, la sbatto, la prendo come un fuscello e la calo giù, la spacco, la sfondo.
Lei ansima forte, ma non ha il coraggio di gridare, temendo una mia reazione. Continuo ancora, la sollavo ancora e la sbatto giù.
Mi piace sentire il rumore dei corpi sudati che si sbattono.
Penso che se alla prima le ho rotto il culo, a questa gli sto facendo un culo che la metà basta !
Ancora qualche colpo ben assestato, poi invito il fratello a prendere il cazzo in bocca e spompianare come il fratello ha fatto con lui.
Pochi colpi ancora e anche la seconda viene tra le labbra lascivamente dischiuse del fratello che si fa sborrare anche sul viso.
Una scena animalesca, di una intensità unica, veramente fortemente erotica ma io sono lì ancora bagnata fradicia, non ho goduto, e sento che mi manca qualcosa.
Le lascio sudate e rotte ai piedi del letto e cerco il fallo di ieri sera.
Dio dov'è .... lo trovo .... sotto il letto .... lo prendo, mi metto a gambe aperte sul letto ..... me lo conficco con violenza nella fica, che lubrificata com'è, non fa fatica ..... lo fa scivolare dentro.
Sento le carni che si aprono al suo passaggio e subito avvio la vibrazione.
Lo prendo alla base con entrambe le mani e spingo, spingo forte, me lo caccio dentro, lo sento sbattere sull'utero ma meglio, voglio spaccarmi.
Fantastico con la mente ..... Alì dove sei ..... quando vieni a farcirmi del tuo bel randello di carne ......Alì vieni e fammi tua ..... lo voglio ...... !
Dio sto morendo ..... e un violento oragsmo mi pervade, come un'ondata si abbate, scende da dietro il cevello percorrendo tutta la schiena e sento le pareti della fica che ritmicamente abbracciano il fallo, lo stringono, lo strozzano, ne percepisco ogni centimetro, ogni venza, ogni rilievo.
Ho la pelle d'oca.
Alì ..... voglio Alì .....
Alla prossima, ciao.

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