Gli albergatori - nono episodio
scritto il 2026-11-05 tempo di lettura 9 min
di
Felipe Gonzales
genere
Esibizionismo, Fisting
cura
A
Lo spettacolo offerto durante la colazione aveva riscosso molto successo, però avevamo rischiato di perdere il controllo, mentre, insieme a Beatrice, pensavamo a come risolvere il problema una nuova coppia di ospiti si presentò alla reception.
“Daniele, cosa ci fai qui?”
“Non mi aspettavi? Eppure, ho prenotato una camera due settimane fa.”
Controllai le prenotazioni e la trovai: Daniele e Luigi camera matrimoniale 201 per una settimana.
“Non sapevo che fossi tu, Luigi è il tuo compagno?”
“Si, ma veramente non lo riconosci?”
Lo guardai meglio, ma per quanto mi sforzassi non riuscivo a ricordami di lui.
Luigi intervenne: “Seconda media, occhiali spessi sempre seduto in fondo alla classe.”
Mi ricordai di lui ma senza il suo aiuto mi sarebbe stato impossibile, bruno, occhiali spessi e una peluria che gli copriva il volto prematuramente.
Il brutto anatroccolo era diventato un bellissimo cigno, gli occhiali erano scomparsi, così come la sua peluria, il suo corpo era slanciato, due piccole tette sembravano voler bucare il maglioncino e un favoloso culetto a mandolino scatenava l’invidia di molte fanciulle e il grosso e lungo pacco che esibiva indossando dei leggins che indossava mettendo in evidenza anche il solco tra le natiche.
Per fargli capire quanto fossi contento lo baciai e gli ficcai la lingua in gola mentre con la mano gli strinsi il cazzo.
Luigi: “Ehilà, così davanti a tutti?”
Carla: “Certo, gli ospiti già presenti devono essere rassicurati, devono sapere come comportarsi davanti ai nuovi arrivati. Ciao, io sono Carla, la moglie del depravato.” Anche lei lingua in bocca e massaggio al pene.
Beatrice: “Ciao, io sono Beatrice, assistente dei depravati.” Lei si dedicò a Daniele, lingua in bocca e massaggio col culo.
Io: “Loro sono Daniele e Luigi.”
Luigi: “Molto piacere, se non vi dispiace vorrei avere la chiave della stanza, il mio abbigliamento è diventato indecente.”
In effetti una larga macchia si stendeva sul suo inguine, i nostri saluti avevano avuto effetto.
Io: “Non ti preoccupare Luigi, varcata quella soglia puoi andare in giro nudo, non è ancora una regola scritta ma abbiamo notato che i nostri clienti gradiscono gli spettacoli, in special modo quello delle bellezze come te. Noi tre stavamo appunto discutendo su come tenere sotto controllo alcune situazioni.”
Una volta lasciata la reception ed entrati in sala lettura Luigi si esibì in uno spogliarello che gli valsero fischi e applausi dei presenti.
Una volta libero il suo cazzo fece vedere tutta la sua bellezza, Beatrice stava per fiondarsi su di lui ma io la bloccai: “Controllati, abbiamo del lavoro da fare.”
Ci accomodammo intorno a un tavolo e spiegammo a Luigi e a Daniele la nostra filosofia di vita, li raccontammo dell’esibizione del giorno prima che aveva scatenato una vera e propria orgia in sala ristoro e che ora pensavamo di darci delle regole per evitare che si creassero circostanze pericolose.
Io: “Forse potremmo proporre un menù per la colazione della mattina successiva, e oltre alle vivande si potrebbe proporre uno spettacolo dal vivo, dando la possibilità al cliente di scegliere se essere spettatore o partecipare come parte attiva o passiva.”
“Per esempio?” chiese Daniele.
Io: “Per esempio, lo spettacolo di ieri potremmo chiamarlo “Piede in culo”, al fianco del titolo ci potrebbero essere tre piccoli disegni: una poltroncina, un bel culetto e un piede. Il cliente che spunta la poltroncina sceglie di essere spettatore, chi sceglie il culetto si mette a disposizione per essere inculato da uno o più ospiti e naturalmente chi sceglie il piede penetrerà uno o più culi.”
Ancora Daniele: “Perché uno o più?”
Carla che aveva capito perfettamente disse: “Uno o più perché non conosciamo a priori le risposte, potremo avere più persone desiderose di essere sfondate di quante invece desiderino inculare e viceversa. Potremmo addirittura trovarci la sala con tutti attori e niente pubblico e allora penso che sia necessario predisporre un numero limitato di posti sul palco farli ruotare, in questo modo chi non è sul palco farà da spettatore e lo spettacolo sarà più eccitante. Se mancassero artisti per ricoprire alcuni ruoli dovremo intervenire noi.”
Intervenne anche Luigi: “Vi renderete conto che comunque sono situazioni che possono degenerare in uno spettacolo dal vivo. Mario prima mi parlavi di una regola non scritta riguardo il circolare nudi all’interno dell’albergo, penso che fareste bene a scriverla quella regola, è risaputo che i luoghi più tranquilli per quanto riguarda il sesso sono proprio quelle località in cui la gente può praticare il nudismo. Magari nella regola potreste anche specificare che le pratiche sessuali si potranno svolgere in pubblico durante gli spettacoli.”
Beatrice: “Stupendo, sono sicura che i nostri ospiti saranno felicissimi, ovviamente il menù dovrà cambiare abbastanza frequentemente altrimenti rischiamo di diventare noiosi. Meglio ancora, potremmo confondere i clienti, alcune sere potremo non presentare il menù e la mattina successiva organizzare una Roulette con lo stesso principio oppure organizzare degli Streep Poker.”
Io: “Perfetto, non vedo l’ora di cominciare, io e Carla prepariamo il menù per domani mattina e tu Beatrice pensa a come organizzare i giochi a sorpresa. Per non complicarci la vita direi di ripetere lo spettacolo di ieri, per gli ospiti sarà comunque una novità perché è richiesta la loro partecipazione.”
Finita la riunione di lavoro, ci mettemmo subito al lavoro e i menù per la colazione dell’indomani furono immediatamente distribuiti, una volta ritirati io e Carla raggruppammo le ordinazioni per tipologia.
In quel momento avevamo 40 clienti e come aveva previsto Carla nessuno voleva essere spettatore, ben ventotto persone volevano provare l’ebrezza di un piede nel culo e dodici persone mettevano a disposizione i loro piedi.
Ci stavamo scervellando per organizzare lo spettacolo in modo che in sala ci fosse sempre un po' di pubblico per applaudire e incitare quando Carla disse: “Qui ci vorrebbe Elena, lei ci sa fare con l’organizzazione.”
Come per miracolo Elena si materializzò: “Mi avete chiamato?”
“E tu che ci fai qui?” le chiese Carla.
Elena: “Il matrimonio è una palla, mi sono presa una pausa, qui mi diverto di più. Come posso aiutarvi?”
Le spiegammo tutto e lei propose subito una soluzione: “Prepariamo tre sedie per gli attori che sfonderanno, in questo modo con quattro turnazioni accontenteremo i dodici ospiti che hanno fatto quella scelta e in sala ci saranno dodici spettatori fissi più tutti quelli in attesa di essere inculati.
Per accontentare le 28 persone che desiderano offrire i loro deretani potremo farne scendere in pista sei per volta, poiché gli sfondatori saranno esauriti dopo quattro turni, interverremo noi per soddisfare gli ultimi quattro culi.
Tutto era deciso e insieme al personale preparammo la sala per la mattina.
Il giorno dopo la sala era pina di zinne, culi e cazzi in esposizione, tutti gli ospiti erano già pronti per le consumazioni, visto l’ambiente chiedemmo al personale di servire la colazione ai tavoli dopo essersi denudati e così mentre sorseggiavano il caffè o mangiavano una brioche, qualcuno si deliziava con un uccello o con una passera.
Quando gli ospiti si furono rifocillati Elena suonò la campanella e Carla chiamò i primi tre sfondatori e i primi sei culattoni, il personale di sala li preparò per bene ungendo piedi, gambe e culi, dopodiché aiutarono gli sfondatori a inserire i loro piedi in quei buchi in trepidante attesa.
La maggior parte dei nostri clienti è abituata a ricevere grossi calibri, ma ricevere un piede è un’altra cosa, far passare il collo e il tallone del piede non è semplice chi lo riceve avrà la sensazione di essere aperto in due.
Gli sfondatori erano bravi, facevano entrare i piedi, li ruotavano per dilatare l’ano e poi spingevano ancora, quattro riceventi riuscirono a far entrare il piede del loro amante e dopo qualche grido di dolore chiedevano di essere scopati con foga. A chi non riusciva a dilatarsi a sufficienza gli fu fornita assistenza, non potevano lasciare il palco senza essere sfondati per bene, i nostri assistenti li penetravano prima con una mano per poi incularli con due braccia per allargarli come si deve.
Dopo la fermata ai box i due culi furono rimessi in pista e dopo qualche tentativo godettero anche loro con un piede nel culo.
Al secondo turno ci accorgemmo di un problema, Jhon, uno degli artisti che doveva penetrare aveva un quarantasei di piede, prima di dare inizio ai giochi valutammo bene la capienza dei riceventi e alla fine decidemmo che a ricevere quella sberla sarebbe stata Karen, una bellissima donna all’apparenza molto esile ma con un’elasticità incredibile. Fu Carla a guidare Jhon per accertarsi che Karen non subisse danni, ma appena questa sentì le dita di Jhon, spinse con decisione e si impalò tra gli applausi del pubblico che rimase allibito nel vedere l’enorme arto entrare e uscire da quel buco sprofondando fino al ginocchio.
Il terzo turno andò alla grande nel ruolo di sfondatore giocavano tre fanciulle e non ebbero difficoltà a soddisfare i loro amanti anche se a due di loro dovettero penetrarli ben oltre il ginocchio.
Era giunto il momento del nostro intervento e a soddisfare gli ultimi quattro culattoni furono Carla, Beatrice ed Elena, tra i culattoni c’erano Daniele e Luigi.
Carla si occupò di loro, con Daniele non ebbe difficoltà lui aveva già avuto quel tipo di esperienza, il piedino scivolava dentro e fuori con facilità.
Luigi invece non riusciva, nonostante la sua esperienza, a rilassarsi a sufficienza per essere penetrato, allora Carla chiese l’aiuto di Kadhim.
Appena Luigi vide l’enorme manico di Kadhim avvicinarsi alla sua bocca si rilassò immediatamente e quando il nostro assistente glielo ficcò violentemente in gola, non pensò più al piede di Carla, il suo ano si dilatò e lui fu infilzato come un pollo allo spiedo.
Alla fine dello spettacolo ricevemmo i complimenti tutti, specialmente da parte di Daniele e Luigi i quali, preoccupati per il nostro benessere, e con la complicità di Khadim e colleghi, ci misero sul palco e ci scoparono per bene.
Il pubblico poté assistere a uno spettacolo extra e quando i nostri amanti iniziarono a spruzzare sui nostri corpi il loro seme molti spettatori si unirono a loro lasciandoci interamente ricoperti di sperma.
Ora toccava a Beatrice organizzare i giochi a sorpresa per i giorni successivi.
“Daniele, cosa ci fai qui?”
“Non mi aspettavi? Eppure, ho prenotato una camera due settimane fa.”
Controllai le prenotazioni e la trovai: Daniele e Luigi camera matrimoniale 201 per una settimana.
“Non sapevo che fossi tu, Luigi è il tuo compagno?”
“Si, ma veramente non lo riconosci?”
Lo guardai meglio, ma per quanto mi sforzassi non riuscivo a ricordami di lui.
Luigi intervenne: “Seconda media, occhiali spessi sempre seduto in fondo alla classe.”
Mi ricordai di lui ma senza il suo aiuto mi sarebbe stato impossibile, bruno, occhiali spessi e una peluria che gli copriva il volto prematuramente.
Il brutto anatroccolo era diventato un bellissimo cigno, gli occhiali erano scomparsi, così come la sua peluria, il suo corpo era slanciato, due piccole tette sembravano voler bucare il maglioncino e un favoloso culetto a mandolino scatenava l’invidia di molte fanciulle e il grosso e lungo pacco che esibiva indossando dei leggins che indossava mettendo in evidenza anche il solco tra le natiche.
Per fargli capire quanto fossi contento lo baciai e gli ficcai la lingua in gola mentre con la mano gli strinsi il cazzo.
Luigi: “Ehilà, così davanti a tutti?”
Carla: “Certo, gli ospiti già presenti devono essere rassicurati, devono sapere come comportarsi davanti ai nuovi arrivati. Ciao, io sono Carla, la moglie del depravato.” Anche lei lingua in bocca e massaggio al pene.
Beatrice: “Ciao, io sono Beatrice, assistente dei depravati.” Lei si dedicò a Daniele, lingua in bocca e massaggio col culo.
Io: “Loro sono Daniele e Luigi.”
Luigi: “Molto piacere, se non vi dispiace vorrei avere la chiave della stanza, il mio abbigliamento è diventato indecente.”
In effetti una larga macchia si stendeva sul suo inguine, i nostri saluti avevano avuto effetto.
Io: “Non ti preoccupare Luigi, varcata quella soglia puoi andare in giro nudo, non è ancora una regola scritta ma abbiamo notato che i nostri clienti gradiscono gli spettacoli, in special modo quello delle bellezze come te. Noi tre stavamo appunto discutendo su come tenere sotto controllo alcune situazioni.”
Una volta lasciata la reception ed entrati in sala lettura Luigi si esibì in uno spogliarello che gli valsero fischi e applausi dei presenti.
Una volta libero il suo cazzo fece vedere tutta la sua bellezza, Beatrice stava per fiondarsi su di lui ma io la bloccai: “Controllati, abbiamo del lavoro da fare.”
Ci accomodammo intorno a un tavolo e spiegammo a Luigi e a Daniele la nostra filosofia di vita, li raccontammo dell’esibizione del giorno prima che aveva scatenato una vera e propria orgia in sala ristoro e che ora pensavamo di darci delle regole per evitare che si creassero circostanze pericolose.
Io: “Forse potremmo proporre un menù per la colazione della mattina successiva, e oltre alle vivande si potrebbe proporre uno spettacolo dal vivo, dando la possibilità al cliente di scegliere se essere spettatore o partecipare come parte attiva o passiva.”
“Per esempio?” chiese Daniele.
Io: “Per esempio, lo spettacolo di ieri potremmo chiamarlo “Piede in culo”, al fianco del titolo ci potrebbero essere tre piccoli disegni: una poltroncina, un bel culetto e un piede. Il cliente che spunta la poltroncina sceglie di essere spettatore, chi sceglie il culetto si mette a disposizione per essere inculato da uno o più ospiti e naturalmente chi sceglie il piede penetrerà uno o più culi.”
Ancora Daniele: “Perché uno o più?”
Carla che aveva capito perfettamente disse: “Uno o più perché non conosciamo a priori le risposte, potremo avere più persone desiderose di essere sfondate di quante invece desiderino inculare e viceversa. Potremmo addirittura trovarci la sala con tutti attori e niente pubblico e allora penso che sia necessario predisporre un numero limitato di posti sul palco farli ruotare, in questo modo chi non è sul palco farà da spettatore e lo spettacolo sarà più eccitante. Se mancassero artisti per ricoprire alcuni ruoli dovremo intervenire noi.”
Intervenne anche Luigi: “Vi renderete conto che comunque sono situazioni che possono degenerare in uno spettacolo dal vivo. Mario prima mi parlavi di una regola non scritta riguardo il circolare nudi all’interno dell’albergo, penso che fareste bene a scriverla quella regola, è risaputo che i luoghi più tranquilli per quanto riguarda il sesso sono proprio quelle località in cui la gente può praticare il nudismo. Magari nella regola potreste anche specificare che le pratiche sessuali si potranno svolgere in pubblico durante gli spettacoli.”
Beatrice: “Stupendo, sono sicura che i nostri ospiti saranno felicissimi, ovviamente il menù dovrà cambiare abbastanza frequentemente altrimenti rischiamo di diventare noiosi. Meglio ancora, potremmo confondere i clienti, alcune sere potremo non presentare il menù e la mattina successiva organizzare una Roulette con lo stesso principio oppure organizzare degli Streep Poker.”
Io: “Perfetto, non vedo l’ora di cominciare, io e Carla prepariamo il menù per domani mattina e tu Beatrice pensa a come organizzare i giochi a sorpresa. Per non complicarci la vita direi di ripetere lo spettacolo di ieri, per gli ospiti sarà comunque una novità perché è richiesta la loro partecipazione.”
Finita la riunione di lavoro, ci mettemmo subito al lavoro e i menù per la colazione dell’indomani furono immediatamente distribuiti, una volta ritirati io e Carla raggruppammo le ordinazioni per tipologia.
In quel momento avevamo 40 clienti e come aveva previsto Carla nessuno voleva essere spettatore, ben ventotto persone volevano provare l’ebrezza di un piede nel culo e dodici persone mettevano a disposizione i loro piedi.
Ci stavamo scervellando per organizzare lo spettacolo in modo che in sala ci fosse sempre un po' di pubblico per applaudire e incitare quando Carla disse: “Qui ci vorrebbe Elena, lei ci sa fare con l’organizzazione.”
Come per miracolo Elena si materializzò: “Mi avete chiamato?”
“E tu che ci fai qui?” le chiese Carla.
Elena: “Il matrimonio è una palla, mi sono presa una pausa, qui mi diverto di più. Come posso aiutarvi?”
Le spiegammo tutto e lei propose subito una soluzione: “Prepariamo tre sedie per gli attori che sfonderanno, in questo modo con quattro turnazioni accontenteremo i dodici ospiti che hanno fatto quella scelta e in sala ci saranno dodici spettatori fissi più tutti quelli in attesa di essere inculati.
Per accontentare le 28 persone che desiderano offrire i loro deretani potremo farne scendere in pista sei per volta, poiché gli sfondatori saranno esauriti dopo quattro turni, interverremo noi per soddisfare gli ultimi quattro culi.
Tutto era deciso e insieme al personale preparammo la sala per la mattina.
Il giorno dopo la sala era pina di zinne, culi e cazzi in esposizione, tutti gli ospiti erano già pronti per le consumazioni, visto l’ambiente chiedemmo al personale di servire la colazione ai tavoli dopo essersi denudati e così mentre sorseggiavano il caffè o mangiavano una brioche, qualcuno si deliziava con un uccello o con una passera.
Quando gli ospiti si furono rifocillati Elena suonò la campanella e Carla chiamò i primi tre sfondatori e i primi sei culattoni, il personale di sala li preparò per bene ungendo piedi, gambe e culi, dopodiché aiutarono gli sfondatori a inserire i loro piedi in quei buchi in trepidante attesa.
La maggior parte dei nostri clienti è abituata a ricevere grossi calibri, ma ricevere un piede è un’altra cosa, far passare il collo e il tallone del piede non è semplice chi lo riceve avrà la sensazione di essere aperto in due.
Gli sfondatori erano bravi, facevano entrare i piedi, li ruotavano per dilatare l’ano e poi spingevano ancora, quattro riceventi riuscirono a far entrare il piede del loro amante e dopo qualche grido di dolore chiedevano di essere scopati con foga. A chi non riusciva a dilatarsi a sufficienza gli fu fornita assistenza, non potevano lasciare il palco senza essere sfondati per bene, i nostri assistenti li penetravano prima con una mano per poi incularli con due braccia per allargarli come si deve.
Dopo la fermata ai box i due culi furono rimessi in pista e dopo qualche tentativo godettero anche loro con un piede nel culo.
Al secondo turno ci accorgemmo di un problema, Jhon, uno degli artisti che doveva penetrare aveva un quarantasei di piede, prima di dare inizio ai giochi valutammo bene la capienza dei riceventi e alla fine decidemmo che a ricevere quella sberla sarebbe stata Karen, una bellissima donna all’apparenza molto esile ma con un’elasticità incredibile. Fu Carla a guidare Jhon per accertarsi che Karen non subisse danni, ma appena questa sentì le dita di Jhon, spinse con decisione e si impalò tra gli applausi del pubblico che rimase allibito nel vedere l’enorme arto entrare e uscire da quel buco sprofondando fino al ginocchio.
Il terzo turno andò alla grande nel ruolo di sfondatore giocavano tre fanciulle e non ebbero difficoltà a soddisfare i loro amanti anche se a due di loro dovettero penetrarli ben oltre il ginocchio.
Era giunto il momento del nostro intervento e a soddisfare gli ultimi quattro culattoni furono Carla, Beatrice ed Elena, tra i culattoni c’erano Daniele e Luigi.
Carla si occupò di loro, con Daniele non ebbe difficoltà lui aveva già avuto quel tipo di esperienza, il piedino scivolava dentro e fuori con facilità.
Luigi invece non riusciva, nonostante la sua esperienza, a rilassarsi a sufficienza per essere penetrato, allora Carla chiese l’aiuto di Kadhim.
Appena Luigi vide l’enorme manico di Kadhim avvicinarsi alla sua bocca si rilassò immediatamente e quando il nostro assistente glielo ficcò violentemente in gola, non pensò più al piede di Carla, il suo ano si dilatò e lui fu infilzato come un pollo allo spiedo.
Alla fine dello spettacolo ricevemmo i complimenti tutti, specialmente da parte di Daniele e Luigi i quali, preoccupati per il nostro benessere, e con la complicità di Khadim e colleghi, ci misero sul palco e ci scoparono per bene.
Il pubblico poté assistere a uno spettacolo extra e quando i nostri amanti iniziarono a spruzzare sui nostri corpi il loro seme molti spettatori si unirono a loro lasciandoci interamente ricoperti di sperma.
Ora toccava a Beatrice organizzare i giochi a sorpresa per i giorni successivi.
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