Gli albergatori - settimo episodio

scritto il 2026-10-23 tempo di lettura 14 min

di
genere
fisting
cura
A+

I primi raggi di sole filtrano dalle persiane e mi sveglio, Carla dorme ancora, l’esibizione di ieri sera sul palco del night l’ha distrutta e adesso riposa felice, forse sta ancora sognando gli enormi membri che le hanno donato sperma e orgasmi a non finire.
La lascio nel mondo dei sogni, faccio una rapida doccia, consumo una rapida colazione, rifiuto il “dolce” che Jelani voleva offrirmi e vado subito in spiaggia.
Dall’inizio della vacanza non abbiamo fatto altro che scopare, siamo felici ma il corpo ora chiede un attimo di tregua.
Passeggio sul bagnasciuga con gli infradito in mano, mi godo il tepore del sole e il fresco dell’acqua.
Sono completamente assorto nei miei pensieri che non mi accorgo di non essere più solo, fino a quando una palla di sabbia bagnata non mi colpisce sulla schiena, mi volto e un’altra palla mi colpisce sul petto.
Riconosco subito i colpevoli, erano Roberto e Marisa e alle loro spalle c’erano anche Eric e Karin che si accingevano a colpirmi a loro volta.
Per salvarmi entro in acqua e mi tuffo, loro continuano a bersagliarmi e mi costringono a immergermi, poi entrano anche loro in acqua, mi raggiungono e iniziamo ad azzuffarci come ragazzini.
Approfittando della situazione ho subito messo le mani sul seno di Karin, nonostante l’acqua fredda, stringere quelle poppe mi ha procurato subito un’erezione e lei ha ricambiato strizzandomi per bene il pacco.
La zuffa continuò per alcuni minuti, si coalizzarono contro di me e nella confusione Eric riuscì a sfilarmi il costume, corse fuori dall’acqua sventolando il trofeo, i suoi complici lo raggiunsero e tutti insieme mi fecero capire che se volevo indietro i miei indumenti avrei dovuto pagare pegno, era presto e la spiaggia era deserta, se volevo evitare situazioni imbarazzanti dovevo sbrigarmi a soddisfarli.
Li raggiunsi sul bagnasciuga e il primo che pretese il pagamento del pegno fu Eric: “Vediamo se le performance di bocchinaro che descrivi in “La vendetta di un marito” sono vere, vediamo se riesci a ingoiare questa mazza.”
Io lo guardai negli occhi, poi sputai su quel cazzo di oltre venticinque centimetri e lo ingoiai tutto, per farlo arrivare il prima possibile lubrificai il suo buco del culo con la saliva e gli infilai tutte le dita fino alle nocche.
Eric trattenne un grido di dolore, poi si rilassò e io lo penetrai con l’intera mano iniziando un fisting sempre più profondo, ogni volta che il mio braccio entrava, lui spingeva il suo cazzo nella mia gola cercando di far entrare anche le palle, non ci volle molto, poche spinte ed Eric mi regalò la sua sborra.
Roberto, Marisa e Karin rimasero colpiti da quella scena e vollero lo stesso trattamento.
I culi di Roberto e Marisa li avevo già conosciuti, ma quando mi trovai davanti alle meraviglie di Karin persi il controllo, iniziai ad allattarmi a quelle tette giunoniche mentre le accarezzavo il clitoride, la sua fica colava, intinsi le dita e con i suoi umori iniziai a lubrificare la sua rosetta anale.
Evidentemente la ragazza faceva buon uso del suo culo, l’ano si dilatò immediatamente e la mia mano scivolò dentro in quella che sembrava una voragine, continuai a spingere e la tirai fuori solo quando il mio braccio era dentro fino al gomito.
L’inculavo freneticamente e con l’altra mano le accarezzavo la vulva, ogni volta che le mie dita si avvicinavano alle grandi labbra, Karin cercava di agevolarne l’ingresso e così l’accontentai, la penetrai e le praticai un doppio fisting scuotendola a ogni colpo.
Karin iniziò a tremare e un suono gutturale le uscì dalla gola mentre arrivava l’orgasmo.
Rientrando presi sottobraccio i due ragazzi e chiesi loro: “Che ne dite sono stato all’altezza del protagonista di “La vendetta di un marito”?”
Ci facemmo una doccia, raggiungemmo gli altri in cucina e consumammo una seconda colazione.
Seduti in cucina parlavamo del più e del meno, cercavamo di programmare la giornata e Carla chiese a Marisa: “Io, Mario, Antonio e Sofia abbiamo parlato delle nostre attività, ma tu e Roberto non vi siete sbottonati più di tanto, non penso che un piccolo negozio di elettrodomestici possa farvi guadagnare tanto da permettervi un van lussuoso a sette posti.”
Al posto loro rispose Eric: “Certo che no, i loro soldi vengono dai loro filmini particolari: CamGirl, Gola Profonda calabrese, Roby e Mary e quattro mandinghi, eccetera.”
Antonio urlò a suo figlio: “Ma tu devi essere sempre così stronzo? Spiegami come fai a sapere tutto sulla pornografia, a Bologna studi o passi le giornate a segarti leggendo racconti e vedendo film porno?”
Karin intervenne in sua difesa: “Non ti preoccupare papà, lo sai che Eric è un genio, gli riesce tutto facile, gli studi procedono velocemente e ha parecchio tempo libero, lui da bravo secchione continua a studiare. La sua materia preferita è il sesso e gli piace conoscere tutto, anche le cose più perverse per poi metterle in pratica, per questo legge e guarda film.”
“E tu?” chiese Sofia, “Io sono fortunata, ho un fratellino che studia anche per me e mi dà delle lezioni private.”
Scoppiammo tutti a ridere, poi intervenne Roberto: “Non c’è problema Antonio, possiamo parlare tranquillamente della nostra attività principale, chiunque visiti certi siti incapperà prima o poi nei nostri film, non ci nascondiamo, recitiamo senza indossare maschere.”
Incuriosito Eric chiese come fosse iniziata la loro carriera di porno attori.
Rispose Marisa: “Io e Roberto abbiamo sempre avuto una vita sessuale molto intensa, ci siamo sempre confidati le nostre fantasie e il desiderio che non rimanessero solo fantasie crebbe con il passare del tempo. Pensammo che il modo migliore per realizzarle fosse entrare nel mondo del porno, li gli attori vengono sottoposti a severi controlli clinici. Riuscimmo a fare un provino presso una famosa casa produttrice e lo superammo a pieni voti. Siamo entrati in quel mondo per fare sesso, ma la nostra partecipazione era sempre più richiesta ed iniziarono ad arrivare anche i soldi, parecchi soldi. Ora siamo conosciuti come Roby e Mary”
Roberto: “A dire la verità Marisa è stata la mia fortuna, questa piccolina lascia tutti a bocca aperta, i suoi buchetti sorprendono per quello che sono capaci di fare, si è scopata quattro supercazzi di colore contemporaneamente, due nel culo, uno in vagina e uno in bocca.”
Marisa replicò: “Non è vero, tu sei stata la mia fortuna, pochi avrebbero accettato la mia personalità e anche tu reciti alla grande, le donne sono sempre soddisfatte dal tuo cazzo e i tuoi buchi deliziano i maschietti.”
Karin fece una riflessione: “Non è strano che voi tutti abbiate scelto il sesso come unico scopo della vostra vita?”
Le rispose sua madre: “Non è tanto strano se ci pensi, Antonio, Roberto e Mario hanno vissuto insieme la loro adolescenza e insieme hanno scoperto la bellezza del sesso, è normale che tra tante donne abbiano scelto tre troie come me, Marisa e Carla, la nostra vita non poteva andare diversamente. Adesso siamo tutti felici, liberi di goderci cazzi e fiche quando ne abbiamo voglia, la cosa ti turba amore?”
Karin: “No, la mia era solo una constatazione, penso che tu abbia ragione e forse è per questo che io ed Eric siamo tanto vogliosi di partecipare alle vostre esperienze, anche questo è una conseguenza naturale delle vostre scelte.”
“Bene” disse Marisa, “Visto che l’argomento vi intriga tanto, Roby e Mary vorrebbero farvi conoscere meglio il loro mondo, che ne dite se stasera venite da noi?”
Decidemmo di trascorrere la mattina al mare poi la sera saremmo andati da Roberto e Marisa.
Quando raggiungemmo la loro abitazione capimmo subito che la loro attività era veramente redditizia, ci trovammo davanti a una villa costruita su una collinetta, un sentiero pedonale saliva verso l’ingresso e una strada conduceva al garage ricavato all’interno della collina.
Entrammo dal garage e appena il portone basculante si sollevò apparvero una bellissima Ferrari Roma, una Lamborghini Revuelto e un suv Maserati, dopo aver ammirato quei gioielli entrammo in un ascensore che ci condusse direttamente all’interno della villa che Marisa ci fece visitare tutta quanta.
Era tutto bellissimo, ma giunti in una stanza molto ampia rimanemmo basiti, l’ambiente era arredato in modo da poter praticare qualsiasi gioco sessuale, dal normale rapporto amoroso su un comodo letto a un rapporto sadomaso.
C’era una parete attrezzata con maschere, frustini, costumi in latex e dildi di tutte le dimensioni e forme.
Roberto anticipò le nostre mosse: “Calmate i bollenti spiriti, adesso andiamo fuori a cena e poi chi vorrà potrà fare un provino.”
Andammo in un locale molto elegante con vista sul mare e cenammo a base di pesce accompagnato da bollicine tenute infresco in un secchiello con del ghiaccio.
Il cameriere assegnato al nostro tavolo provvedeva a riempire sempre il bicchiere appena si vuotava, ben presto tutti eravamo un po' allegri e per smaltire l’alcol facemmo una passeggiata al chiaro di luna.
Una volta rientrati eravamo tutti curiosi di sapere in cosa consistesse il provino e Marisa ci spiegò tutto: “La stanza che avete visto l’abbiamo allestita per poter girare dei film amatoriali, l’affittiamo a chi vuole realizzare dei veri e propri film, a chi vuole utilizzarla per le sue esibizioni su webcam, oppure a chi vuole utilizzarla per i propri desideri. Se volete possiamo sottoporvi a un vero e proprio casting, vi sottoporremo alle stesse prove che sono state richieste a noi per poter partecipare ai film porno. Sarete voi a scegliere se farlo a viso scoperto e se pubblicare la registrazione.”
Tutti quanti accettammo il nuovo gioco, ma solo io e Carla decidemmo di farlo senza maschera, se il risultato fosse stato di nostro gradimento l’avremmo utilizzato per farci conoscere, sarebbe stata un’ottima pubblicità per la nostra attività.
Marisa ci propose iniziare con dei provini di coppia e all’occorrenza ci sarebbe stato l’intervento di un terzo o quarto attore.
Roberto fece accomodare Eric e Karin su un divanetto e iniziò l’intervista con le domande di rito, nome, età e cosa li spingesse a partecipare ad un casting.
Karin si assicurò prima che il filmato non sarebbe mai stato pubblicato e ricevute le rassicurazioni di Roberto rispose alla domanda: “Frequentiamo l’università nella stessa città e condividiamo lo stesso appartamento. Oltre all’appartamento condividiamo tutto anche gli amanti, siamo aperti a qualsiasi esperienza e vorremmo poter guadagnare qualcosa per essere autonomi e non pesare ai nostri genitori.”
“Lo hai mai fatto davanti a una telecamera? Fai ancora in tempo a rinunciare.”
“No, andiamo avanti.”
“Bene, adesso dovrete fare quello che vi dico e Marisa filmerà tutto.”
Roberto si abbassò i pantaloni e il suo cazzo svettò fuori in piena erezione ordinò a Karin di fargli un pompino, lei si inginocchiò davanti a lui e cominciò a lavorarlo con la bocca.
“Così non va bene, devi metterci più passione, non deve rimanere fuori nemmeno un millimetro.”
Roberto la provocava per vedere se poteva sostenere le direttive di un ipotetico regista e Karin si impegnò maggiormente ottenendo i complimenti di Marisa.
“Bene, adesso vediamo come lavorate in coppia, sai come si pratica il fisting anale?”
“Certo.” Rispose Karin, Roberto le passò un barattolo di lubrificante e le chiese di penetrare analmente suo fratello mentre gli praticava un deepthroat.
Eric si mise supino e tirò su le gambe, sua sorella gli versò un abbondante dose di gel sull’ano e infilò la mano senza esitazioni, formò il pugno e cominciò ad andare avanti e indietro ruotando il pugno.
Mentre stantuffava il culo di Eric ingoiò il suo cazzo succhiando con passione.
“Vedo che siete molto esperti, Eric, adesso prendi il mio cazzo in bocca e fammi arrivare.”
Eric fu felice di ricevere quel comando, pompò con forza il manico di Roberto che non ci mise molto a scaricargli in bocca il suo seme.
Subito dopo Karin ricevette in bocca lo sperma del fratello.
Per il provino successivo si offrirono Carla e Sofia e fu chiesto loro di fare l’amore utilizzando anche i sextoys.
Le due donne si spogliarono lentamente, Carla si prese le tette e iniziò a leccarsi i capezzoli poi li offrì a Sofia che iniziò a succhiarli avidamente.
La scena divenne subito bollente, Sofia fece sdraiare Carla, le prese i piedi, li leccò a lungo poi iniziò a prenderli in bocca succhiandoli come se stesse facendo un pompino, continuando a leccare risaliva lungo le gambe arrivò alla fica di Carla e iniziò ad abbeverarsi.
Poi fu la volta di Carla prendere l’iniziativa, prese uno strapon nero lungo almeno venti centimetri e lo indossò, poggiò le mani sulle spalle di Sofia, la guidò verso il suo cazzo e iniziò a scoparle la faccia.
Quando il suo cazzo fu ben lubrificato dalla saliva di Sofia la fece mettere a quattro zampe e la prese da dietro, le sputò sul culo più volte e infilò le dita una ad una.
L’ano di Sofia si allargò per far entrare tutta la mano quindi si strinse di nuovo intorno al polso di Carla che si fermò un attimo per poi riprendere a spingere e ad arretrare.
Sofia ricevette una doppia penetrazione che la portò presto all’orgasmo facendole perdere il controllo del proprio corpo, la schiena si inarcava verso l’alto e subito dopo verso il basso, facendo entrare e uscire le mani di Carla.
Sofia ebbe un orgasmo dietro l’altro, quella doppia penetrazione era diventata una tortura di piacere e alla fine, radunando le ultime forze riuscì a implorare Carla: “Basta, per pietà smettila.”
Carla le diede il tempo di riprendersi, la fece sdraiare supina, si accovacciò e iniziò a leccarle i piedi, li bagnò per bene poi piazzò la sua figa su uno di essi come se fosse un cazzo e si impalò.
Sentire il suo piede entrare e uscire da quella tana calda e umida risvegliò il desiderio di Sofia, abbracciò Carla e le diede un bacio cercando la sua lingua, poi la fece stendere e le sussurrò: “Lasciati andare, adesso ci penso io, voglio fare l’amore con te, ti voglio sentire mia.”
Carla si stese e sollevò le gambe offrendole le sue intimità, la sua amante si tuffò con la testa tra le sue gambe, la penetrò con la lingua e le succhiò il clitoride facendolo diventare come un piccolo pene.
Carla gemeva per il piacere, la sua figa era diventata un lago, la sua amante smise di darle piacere con le labbra, si stese anche lei e con le dita del piede iniziò ad accarezzarle la vulva, dopo qualche carezza entrò nella vagina.
Prima introdusse le dita, poi entrò fino al collo del piede e iniziò a scoparla, dopo un pò tese il piede il più possibile e continuò a spingere fino a quando anche il tallone entrò nella caverna.
Ad ogni spinta la pancia di Carla si gonfiava, tutte le sue zone erogene venivano stimolate, il perineo, le labbra, il punto G e anche il clitoride.
Carla incitava Sofia: “Si, continua, più forte, spaccami” sentiva le fiamme partire dal basso e arrivarle in testa mentre arrivava il primo orgasmo.
Subito dopo Carla chiese di essere inculata allo stesso modo, così la sua compagna, con il piede ancora bagnato dai suoi umori, cominciò ad accarezzarle l’ano per poi ripetere le azioni precedenti.
Infilò prima le dita, pressò fino ad arrivare il collo del piede e fece avanti e indietro per qualche minuto.
Quando il culo di Carla fu abbastanza dilatato, drizzò il piede e spinse con più forza, lentamente il tallone superò il primo anello, il piede di Sofia entrava lentamente, superò il secondo anello dello sfintere e fu risucchiato dentro.
Carla gridò per il dolore, ma dopo qualche spinta il dolore lasciò il posto al piacere e il grido di dolore si trasformò in un incitamento: “Ancora di più, vai più dentro, sfondami.”
Mentre incitava Sofia, Carla spingeva per agevolare la penetrazione e, quando si fermò, la gamba era dentro quasi fino al ginocchio.
Bastarono pochi movimenti perché un altro orgasmo sconvolgesse il corpo di Carla che cercò di prolungare il più possibile quel momento chiedendo alla sua amica di rimanere all’interno del suo corpo.
Carla si stava godendo il piede di Sofia nel suo intestino, ruotava il bacino per farsi massaggiare dall’interno e i suoi movimenti facilitarono ulteriormente la penetrazione.
Sofia cominciò ad accarezzarle il clitoride, poi lentamente infilò una mano nella vagina e dopo pochi minuti Carla ebbe l’ennesimo orgasmo.
Mentre assistevamo all’esibizione noi uomini avevano iniziato a masturbarci, ma fummo subito interrotti da Marisa e Karin che pretendevano la loro dose di cazzi.
Terminammo di scopare che era quasi l’alba, ci addormentammo e ci svegliammo quando il sole era già tramontato.
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