Andai con una escort...E mi offri' pure la cena!
di
PATTY La monella di Torino
genere
esibizionismo
ANDAI CON UNA ESCORT… E MI OFFRI’ ANCHE LA CENA!
Accadde diversi anni fa e fui talmente sorpresa della cosa, che mi ritorna alla mente di continuo, con la speranza forse di rivivere questa esperienza una o anche più volte!
Frequentavo allora una scuola di yoga nella mia città…tra le persone più assidue c’era anche lei, una morettona sui 35, dal fisico prorompente, soprattutto dalle tette imponenti e sempre esibite a tutta vista, con scollature al limite della decenza. Mi domandavo spesso perché una donna come me fosse così attratta da quella figura, insieme così volgare ed eccitantissima, molto simpatica e assai disinibita. Non molto alta, ma decisamente ben fatta, al di là delle tette superbe, suscitava l’interesse di molti e molte, sia pure con scopi diversi. Con mia grande sorpresa la ritrovai anche ad un corso sull’arte orientale, di cui le avevo parlato io stessa qualche tempo prima. La sua presenza debordante, oltre il sexy, scompaginò non poco gli altri ascoltatori..eravamo le uniche femmine presenti!
“Ciao , sono Viviana”, così si presentò la prima volta, sorridendo complice e soddisfatta verso di me. Le risposi con un gentile “Io sono Ornella, se non sbaglio tu frequenti anche lo stesso mio corso di yoga!”. “Già, è per merito tuo che sono qua, ho sempre desiderato avvicinarmi seriamente all’arte orientale, per la carica di erotismo che sprigiona e che mi attrae molto”. Divertita dalla sua “verve” ed incuriosita dal personaggio “sopra le righe” presi a chiacchierare volentieri con lei prima e dopo le lezioni, finchè un giorno Viviana mi fece la proposta di invitarmi a cena da lei.
Allettata dai suoi complimenti nei miei confronti, insieme con le esplicite mossette e indizi che solo noi ragazze sappiamo cogliere nell’altra, accettai subito con grande piacere. L’invito era per il giovedì intorno alle 20.30, in Corso Tassoni, nei pressi di Piazza Bernini (ricordo che ci troviamo a Torino). Trascorsi il tempo che intercorreva con quell’appuntamento per me molto stuzzicante pensando a come mi sarei dovuta presentare a lei, in versione soft o decisamente più spinta e sexy? Non era la mia prima volta con una donna, avevo già una certa esperienza come lesbica, ma lo avevo fatto con amiche di vecchia data, più per gioco che per vera esigenza sessuale. Stavolta però era diverso, molto diverso…Viviana era per me un universo sconosciuto, una “première” da togliermi il respiro, anche se ancora non avevo sentore di cosa realmente mi aspettava, ma ero eccitatissima al pensiero di quell’incontro “proibito”!
Provai e riprovai un mucchio di indumenti, alla caccia di quelli giusti per “abboccare” con la migliore consapevolezza dei miei mezzi, arrivando ad acquistare per l’occasione pure un paio di perizoma , leopardato l’uno, aperto all’inguine l’altro..tanto per non sfigurare, non si sa mai!
Scoccata l’ora fatale, cioè il giovedì, iniziai la mia vestizione, così come l’avevo immaginata per giorni…scelsi il perizoma di leopardo (infilando quello più spinto, di riserva, nella borsetta). Lo sistemai con cura quasi ossessiva tra le natiche, cercando il punto migliore..a beneficio del mio fisico slanciato e delle gambe lunghe e affusolate, che per fortuna mi ritrovo. A quel punto rivestii prima le gambe poi le cosce con autoreggenti nere a rete larga, come piace a me! Il reggiseno nero a frange a balconcino stile Bardot, a sostenere le mie tettine sode e ben disegnate, ma non troppo voluminose, purtroppo!
L’abito prescelto , lungo e fasciante “da fatalona”, anche se non mi sento Rita Hayworth, ma per una sera il gioco vale la candela! Trucco non troppo pesante, ma occhioni cerchiati di nero come mi diverte fare a mo’ di bagasciona e ombretto celeste, accompagnato da rossetto rosa lucido, appena velato dalla matita marrone intorno…Chioma leggermente arruffata, ma sapiente, da parrucchiera fresca!
Così agghindata scesi in garage e salii sulla mia Golf (non osai sfidare le usuali occhiataccie del taxista di turno), parcheggiai non lontano dall’edificio dove dovevo recarmi e suonai convinta il campanello della mia “amica”.
Con una certa sorpresa, vidi comparire nel vasto androne Viviana, che mi fece cenno di entrare nel suo piccolo appartamento al piano rialzato. Lei sfoggiava un completino davvero mini di nero lurex, appiccicato al suo snello e vivace corpicino, tutto scatti e ancheggiamenti licenziosi. Dopo il rituale scambio di baci, che mi sfiorò le labbra con un’ondata di piacere represso, mi fece accomodare in salotto per un aperitivo. Tra un bicchiere e l’altro di brandy, la temperatura iniziava a salire ma..interrompemmo presto la “liaison” che stava nascendo tra di noi per dare inizio alla cena, come promesso.
I piatti che aveva preparato per me erano davvero deliziosi e per accompagnarli, noblesse oblige, mi versò champagne di ottima qualità! Ridemmo e scherzammo a più non posso, spostandoci infine sul divano del salotto. E qui accadde la prima sorpresa…aiutata dall’ebbrezza dell’alcool dopo pochi istanti presi l’iniziativa, cominciando ad accarezzarle le gambe per risalire con le mani sù sù sulla gonna micro…ella mi fermò, dicendo che quella che indossava era una gonna antistupro…”Sai, non mi fido troppo di certa gente in giro, scusami , torno subito”. Rimasi di sasso, non conoscevo neppure l’esistenza di un accessorio del genere e per di più lei,Viviana, lo indossava in casa propria ricevendo un’ospite! In un lampo fece ritorno, in mutande di seta nera, tanto aderenti sul suo corpo da ricordare un cospicuo monte di Venere, racchiuso tra le cosce.
Il messaggio mi arrivò subitaneo, non mi ero solo illusa, era realtà…si prefigurava una serata ad alto potenziale erotico, una voluttuosa goduria di sensi al femminile, come meglio non avrei potuto desiderare!
Sporgendo verso di me il suo braccio mi afferrò con delicatezza per farmi rialzare e mi accompagnò nella stanza da letto, dalle pareti rosse pompeiane in cui troneggiava un lettone a più piazze tutto nero, con le lenzuola e le federe in seta nera, come il suo slip incollato al pube! Feci un commento ad alta voce del tipo “Però, che gusto che hai!”. Viviana si stagliò davanti a me e portandosi un dito alla bocca, larga e rossissima, mi chiese di non parlare e cominciò a spogliarsi di quel pochissimo che aveva indosso, ossia un giubbotto a strizzare le favolose sue tette. Io persi la ragione di fronte a ciò che mi stava passando davanti e mi offrii di regalarle un mio strip tease, arte a cui tengo tantissimo e che avrei voluto esercitare come professione per tutta la vita. Viviana ne fu entusiasta e mi chiese se desideravo un po’ di musica di sottofondo..risposi immediatamente di sì e una musica suadente si sparse come d’incanto per la stanza. Non realizzavo più, se si trattava di un sogno ad occhi aperti o di una libidinosa realtà di sesso e di godimento assoluto. Fatto sta che..presi a muovermi come una cerbiatta in calore (avevo recitato quella parte un’infinità di volte tra le pareti di casa mia, purtroppo senza pubblico!), dall’alto dei miei tacchi 15, che scacciai presto lontano, ondeggiando languida di fronte alla mia “compagna di viaggio”, che frattanto si era distesa sul letto con le sue morbide mutandine di seta, confondendosi con lo sfondo da postribolo, degno del’antica Roma. Lasciai scivolare a terra il mio abito elegante, scoprendo così il mio completino di intimo sexy! Ballai sempre più scompostamente, più da baldracca di provincia che da stripper professionista, ma non stavo più nella pelle, letteralmente..il gioco mi aveva stregato, volevo essere protagonista assoluta in quel frangente. Vedevo che Viviana , divertita, mi lasciava fare con atteggiamento sornione, quasi a sottolineare una complicità di ruoli, in attesa , credo, di esplodere poi in un secondo tempo con argomenti ben più lubrìchi e forti, penetrazioni comprese!
Mi chiese soltanto il permesso di slacciarmi il reggiseno, dichiarando tutto il suo entusiasmo per quel piccolo strumento di piacere, tanto che mi sbilanciai con un “Te lo regalo volentieri, mia cara, così ti ricorderai sempre di me!” A quel punto eravamo rimaste entrambe con le sole mutandine addosso…mi spinsi a suggerirle di sfilarcele reciprocamente servendosi soltanto dei nostri denti affilati, calandole lentamente dalle cosce per gettarle poi via. Ero molto fiera del mio perizoma leopardato, che venne molto apprezzato anche da Viviana. In un attimo fummo nude dalla testa ai piedi ed iniziò la mia notte più indimenticabile…Viviana mi leccava con avidità i capezzoli, già turgidi al punto più alto e contemporaneamente mi infilava la mano nella fica, bagnata e calorosissima. Io mi abbandonai alla sua mercè, consentendole di fare tutto quello che voleva di me…avevo capito già da quando ero entrata nel suo pied-à-terre quale fosse il suo vero mestiere e forse la sua vera passione, essere una puttana de luxe!
Ci divincolammo e ci strusciammo per un paio d’ore, la mia lingua le era entrata dappertutto ma quel che mi sorprende di più, almeno dal mio punto di vista, le permisi di penetrarmi , con ausilii vari, compresa una bottiglia e uno strapon “leggendario”, in una parola di incularmi come nessuno aveva mai fatto prima..e con mio grandissimo godimento! Esausta, fradicia in tutto il corpo, selvaggiamente stuprato con dovizia di mezzi e con partecipazione lussuosa, Viviana mi propose infine di chiamare un paio di suoi amici dal cazzo enorme…dicendomi, “Così proverai anche tu, live, cosa vuol dire fare la puttana, e come ci si diverte, guadagnando anche molto denaro”.
Ritrovando a quel punto un briciolo di lucidità le dissi che avevo sempre desiderato fare quello che aveva celebrato quella sera, sentendomi nel mio intimo, davvero, una meretrice dal cuore generoso, ma che la mia aspirazione era soprattutto “farla vedere a più persone possibili, comprese molte donne ma in chiave esibizionista”. La mia fantasia più spinta prima di quell’esperienza con lei era di scendere in strada nuda o quasi, come una di loro, ma soltanto per il piacere di esibizionista viziosa, non per darla a pagamento come faceva allegramente lei, la procace Viviana dai seni strabordanti!
Non mi resta che aggiungere, in conclusione, che non si fece più vedere a lezione, mentre io mi resi conto con soddisfazione che ero stata con una escort, senza pagare, addirittura scroccando una cena sopraffina!
Accadde diversi anni fa e fui talmente sorpresa della cosa, che mi ritorna alla mente di continuo, con la speranza forse di rivivere questa esperienza una o anche più volte!
Frequentavo allora una scuola di yoga nella mia città…tra le persone più assidue c’era anche lei, una morettona sui 35, dal fisico prorompente, soprattutto dalle tette imponenti e sempre esibite a tutta vista, con scollature al limite della decenza. Mi domandavo spesso perché una donna come me fosse così attratta da quella figura, insieme così volgare ed eccitantissima, molto simpatica e assai disinibita. Non molto alta, ma decisamente ben fatta, al di là delle tette superbe, suscitava l’interesse di molti e molte, sia pure con scopi diversi. Con mia grande sorpresa la ritrovai anche ad un corso sull’arte orientale, di cui le avevo parlato io stessa qualche tempo prima. La sua presenza debordante, oltre il sexy, scompaginò non poco gli altri ascoltatori..eravamo le uniche femmine presenti!
“Ciao , sono Viviana”, così si presentò la prima volta, sorridendo complice e soddisfatta verso di me. Le risposi con un gentile “Io sono Ornella, se non sbaglio tu frequenti anche lo stesso mio corso di yoga!”. “Già, è per merito tuo che sono qua, ho sempre desiderato avvicinarmi seriamente all’arte orientale, per la carica di erotismo che sprigiona e che mi attrae molto”. Divertita dalla sua “verve” ed incuriosita dal personaggio “sopra le righe” presi a chiacchierare volentieri con lei prima e dopo le lezioni, finchè un giorno Viviana mi fece la proposta di invitarmi a cena da lei.
Allettata dai suoi complimenti nei miei confronti, insieme con le esplicite mossette e indizi che solo noi ragazze sappiamo cogliere nell’altra, accettai subito con grande piacere. L’invito era per il giovedì intorno alle 20.30, in Corso Tassoni, nei pressi di Piazza Bernini (ricordo che ci troviamo a Torino). Trascorsi il tempo che intercorreva con quell’appuntamento per me molto stuzzicante pensando a come mi sarei dovuta presentare a lei, in versione soft o decisamente più spinta e sexy? Non era la mia prima volta con una donna, avevo già una certa esperienza come lesbica, ma lo avevo fatto con amiche di vecchia data, più per gioco che per vera esigenza sessuale. Stavolta però era diverso, molto diverso…Viviana era per me un universo sconosciuto, una “première” da togliermi il respiro, anche se ancora non avevo sentore di cosa realmente mi aspettava, ma ero eccitatissima al pensiero di quell’incontro “proibito”!
Provai e riprovai un mucchio di indumenti, alla caccia di quelli giusti per “abboccare” con la migliore consapevolezza dei miei mezzi, arrivando ad acquistare per l’occasione pure un paio di perizoma , leopardato l’uno, aperto all’inguine l’altro..tanto per non sfigurare, non si sa mai!
Scoccata l’ora fatale, cioè il giovedì, iniziai la mia vestizione, così come l’avevo immaginata per giorni…scelsi il perizoma di leopardo (infilando quello più spinto, di riserva, nella borsetta). Lo sistemai con cura quasi ossessiva tra le natiche, cercando il punto migliore..a beneficio del mio fisico slanciato e delle gambe lunghe e affusolate, che per fortuna mi ritrovo. A quel punto rivestii prima le gambe poi le cosce con autoreggenti nere a rete larga, come piace a me! Il reggiseno nero a frange a balconcino stile Bardot, a sostenere le mie tettine sode e ben disegnate, ma non troppo voluminose, purtroppo!
L’abito prescelto , lungo e fasciante “da fatalona”, anche se non mi sento Rita Hayworth, ma per una sera il gioco vale la candela! Trucco non troppo pesante, ma occhioni cerchiati di nero come mi diverte fare a mo’ di bagasciona e ombretto celeste, accompagnato da rossetto rosa lucido, appena velato dalla matita marrone intorno…Chioma leggermente arruffata, ma sapiente, da parrucchiera fresca!
Così agghindata scesi in garage e salii sulla mia Golf (non osai sfidare le usuali occhiataccie del taxista di turno), parcheggiai non lontano dall’edificio dove dovevo recarmi e suonai convinta il campanello della mia “amica”.
Con una certa sorpresa, vidi comparire nel vasto androne Viviana, che mi fece cenno di entrare nel suo piccolo appartamento al piano rialzato. Lei sfoggiava un completino davvero mini di nero lurex, appiccicato al suo snello e vivace corpicino, tutto scatti e ancheggiamenti licenziosi. Dopo il rituale scambio di baci, che mi sfiorò le labbra con un’ondata di piacere represso, mi fece accomodare in salotto per un aperitivo. Tra un bicchiere e l’altro di brandy, la temperatura iniziava a salire ma..interrompemmo presto la “liaison” che stava nascendo tra di noi per dare inizio alla cena, come promesso.
I piatti che aveva preparato per me erano davvero deliziosi e per accompagnarli, noblesse oblige, mi versò champagne di ottima qualità! Ridemmo e scherzammo a più non posso, spostandoci infine sul divano del salotto. E qui accadde la prima sorpresa…aiutata dall’ebbrezza dell’alcool dopo pochi istanti presi l’iniziativa, cominciando ad accarezzarle le gambe per risalire con le mani sù sù sulla gonna micro…ella mi fermò, dicendo che quella che indossava era una gonna antistupro…”Sai, non mi fido troppo di certa gente in giro, scusami , torno subito”. Rimasi di sasso, non conoscevo neppure l’esistenza di un accessorio del genere e per di più lei,Viviana, lo indossava in casa propria ricevendo un’ospite! In un lampo fece ritorno, in mutande di seta nera, tanto aderenti sul suo corpo da ricordare un cospicuo monte di Venere, racchiuso tra le cosce.
Il messaggio mi arrivò subitaneo, non mi ero solo illusa, era realtà…si prefigurava una serata ad alto potenziale erotico, una voluttuosa goduria di sensi al femminile, come meglio non avrei potuto desiderare!
Sporgendo verso di me il suo braccio mi afferrò con delicatezza per farmi rialzare e mi accompagnò nella stanza da letto, dalle pareti rosse pompeiane in cui troneggiava un lettone a più piazze tutto nero, con le lenzuola e le federe in seta nera, come il suo slip incollato al pube! Feci un commento ad alta voce del tipo “Però, che gusto che hai!”. Viviana si stagliò davanti a me e portandosi un dito alla bocca, larga e rossissima, mi chiese di non parlare e cominciò a spogliarsi di quel pochissimo che aveva indosso, ossia un giubbotto a strizzare le favolose sue tette. Io persi la ragione di fronte a ciò che mi stava passando davanti e mi offrii di regalarle un mio strip tease, arte a cui tengo tantissimo e che avrei voluto esercitare come professione per tutta la vita. Viviana ne fu entusiasta e mi chiese se desideravo un po’ di musica di sottofondo..risposi immediatamente di sì e una musica suadente si sparse come d’incanto per la stanza. Non realizzavo più, se si trattava di un sogno ad occhi aperti o di una libidinosa realtà di sesso e di godimento assoluto. Fatto sta che..presi a muovermi come una cerbiatta in calore (avevo recitato quella parte un’infinità di volte tra le pareti di casa mia, purtroppo senza pubblico!), dall’alto dei miei tacchi 15, che scacciai presto lontano, ondeggiando languida di fronte alla mia “compagna di viaggio”, che frattanto si era distesa sul letto con le sue morbide mutandine di seta, confondendosi con lo sfondo da postribolo, degno del’antica Roma. Lasciai scivolare a terra il mio abito elegante, scoprendo così il mio completino di intimo sexy! Ballai sempre più scompostamente, più da baldracca di provincia che da stripper professionista, ma non stavo più nella pelle, letteralmente..il gioco mi aveva stregato, volevo essere protagonista assoluta in quel frangente. Vedevo che Viviana , divertita, mi lasciava fare con atteggiamento sornione, quasi a sottolineare una complicità di ruoli, in attesa , credo, di esplodere poi in un secondo tempo con argomenti ben più lubrìchi e forti, penetrazioni comprese!
Mi chiese soltanto il permesso di slacciarmi il reggiseno, dichiarando tutto il suo entusiasmo per quel piccolo strumento di piacere, tanto che mi sbilanciai con un “Te lo regalo volentieri, mia cara, così ti ricorderai sempre di me!” A quel punto eravamo rimaste entrambe con le sole mutandine addosso…mi spinsi a suggerirle di sfilarcele reciprocamente servendosi soltanto dei nostri denti affilati, calandole lentamente dalle cosce per gettarle poi via. Ero molto fiera del mio perizoma leopardato, che venne molto apprezzato anche da Viviana. In un attimo fummo nude dalla testa ai piedi ed iniziò la mia notte più indimenticabile…Viviana mi leccava con avidità i capezzoli, già turgidi al punto più alto e contemporaneamente mi infilava la mano nella fica, bagnata e calorosissima. Io mi abbandonai alla sua mercè, consentendole di fare tutto quello che voleva di me…avevo capito già da quando ero entrata nel suo pied-à-terre quale fosse il suo vero mestiere e forse la sua vera passione, essere una puttana de luxe!
Ci divincolammo e ci strusciammo per un paio d’ore, la mia lingua le era entrata dappertutto ma quel che mi sorprende di più, almeno dal mio punto di vista, le permisi di penetrarmi , con ausilii vari, compresa una bottiglia e uno strapon “leggendario”, in una parola di incularmi come nessuno aveva mai fatto prima..e con mio grandissimo godimento! Esausta, fradicia in tutto il corpo, selvaggiamente stuprato con dovizia di mezzi e con partecipazione lussuosa, Viviana mi propose infine di chiamare un paio di suoi amici dal cazzo enorme…dicendomi, “Così proverai anche tu, live, cosa vuol dire fare la puttana, e come ci si diverte, guadagnando anche molto denaro”.
Ritrovando a quel punto un briciolo di lucidità le dissi che avevo sempre desiderato fare quello che aveva celebrato quella sera, sentendomi nel mio intimo, davvero, una meretrice dal cuore generoso, ma che la mia aspirazione era soprattutto “farla vedere a più persone possibili, comprese molte donne ma in chiave esibizionista”. La mia fantasia più spinta prima di quell’esperienza con lei era di scendere in strada nuda o quasi, come una di loro, ma soltanto per il piacere di esibizionista viziosa, non per darla a pagamento come faceva allegramente lei, la procace Viviana dai seni strabordanti!
Non mi resta che aggiungere, in conclusione, che non si fece più vedere a lezione, mentre io mi resi conto con soddisfazione che ero stata con una escort, senza pagare, addirittura scroccando una cena sopraffina!
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