Il sogno di scopare Oksana

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esibizionismo

Il sogno di scopare Oksana

Avevo conosciuto da poco una splendida ucraina, bionda e formosa, la tipica Oksana dei fumetti erotici. Lei si chiamava proprio così…e mi aveva scatenato una voglia pazzesca di “farmela”! Lavorava in casa di miei conoscenti ormai da qualche anno ed ogni volta che capitavo lì mi accendevo tutta, per non dire di peggio…povere le mie mutandine inzuppate!
Si capiva che la fanciulla, di poco sopra i trentanni, aveva mangiato la foglia ma non ero certa che fosse pronta ad un vero amplesso lesbico. Non credevo di sbagliarmi, considerando le occhiate complici di lei, quando la fissavo inebetita scrutandone le forme prosperose e allettanti. Talvolta mi era parso quasi che mi sollecitasse a farmi avanti, sbaciucchiandomi sulle guance e stringendomi al petto con singolare vigore quando facevo visita ai miei amici in casa loro. “Ti trovo bene, sei bellissima!” ripeteva spesso al mio indirizzo…sollecitando così la mia replica “Anche tu sei in ottima forma, dove sei stata di bello? Stai benissimo con i tuoi leggings, ti invidio molto!”. Infatti Oksana si veste come una ragazzina pur avendo superato la trentina, ma con un fisico come il suo può dettar legge a qualunque femmina, è sexy da morire, dalla testa ai piedi!
Pure io non sono certo da buttar via, anche se sono ormai una milf piuttosto arrapata che ci tiene a conservare le sue qualità migliori, truccandomi e vestendo da “panterona” tutt’altro che in disarmo!

Un pomeriggio di qualche tempo fa decido di far visita alla coppia dei miei amici, senza preavviso, forse con la speranza inconscia di trovare la sola Oksana in casa. E così si verificò. Mi aprì la giunonica fanciulla dei miei sogni segreti, accogliendomi con un largo sorriso ed invitandomi ad entrare…io esitavo, nemmeno troppo imbarazzata, al pensiero di fermarmi lì pure in assenza dei proprietari, ma Oksana insistette, dicendo che loro non sarebbero tornati a sera inoltrata, dopo una cena fuori città. Eccitata all’idea di trovarmi finalmente da sola con lei, accettai l’invito e mi accomodai in salotto. Era estate, ero vestita pochissimo, un leggero abitino colorato con le spalline esilissime a sorreggere l’ampia scollatura, niente reggiseno e solo un morbido perizoma ad avvolgermi il pube.
Mentre lei, in divisa da lavoro, piuttosto disinvolta devo dire, era con un top minuscolo strizzato sui seni rigonfi e un paio di jeans a vita bassissima, da dove affiorava un tanga viola.
Dopo avermi offerto una bibita fresca, cominciammo a parlare, un po’ di tutto finchè non arrivammo a discutere dei nostri reciproci gusti, compresi quelli sulla moda e sui maschi..d’improvviso mi accorsi che, con malizia accorta, la bella slava mi attirò in una vera e propria trappola, facendomi confessare che mi piacevano anche le donne, come mi aveva appena confidato lei, sconfinando persino nei particolari più piccanti di una brevissima relazione che aveva avuto da giovane. Rotti ormai gli indugi, presi l’iniziativa fingendo un’improvvisa ondata di calore e mi calai le spalline dell’abito, rivelando così alla sua vista le mie tette scoperte…senza dire una parola, Oksana si avvicinò lanciandomi uno sguardo di intesa e prese a succhiarmi i capezzoli, con sempre maggior foga. La mia resistenza al suo assalto fu nulla, anzi ne approfittai all’istante e mi calai il vestito, lasciandolo crollare a terra. Ero di fronte a lei praticamente nuda, salvo il minuscolo perizoma di pizzo bianco, eccitatissima e disposta a tutto, a quel punto. Mi avrebbe potuto chiedere anche di uscire per strada così conciata e di concedermi al primo venuto ma…io volevo lei, il suo corpo bellissimo ed erotico. Sostavo in piedi, immobile, fremente nei miei desideri quando finalmente anche lei iniziò a spogliarsi, slacciandosi i jeans e lentamente sfilandoseli di dosso, con mossa lenta e sconvolgente per me. Rimasta in tanga, sgarbatissimo, ad evidenziare ancor più le sue magnifiche gambe e il ventre ampio e piatto, mi abbracciò leccandomi dappertutto, dalla bocca al basso ventre, stimolando la mia reazione e i miei sussulti di piacere. Ebbra di quella situazione, che avevo a lungo sognato ad occhi aperti, le sfilai delicatamente dal capo, attraverso la lunga chioma bionda, il top scoprendole così le morbide e fantastiche tette, dove con mia sorpresa trovai appesi ai capezzoli un paio di luminosissimi piercing di metallo sporgenti…mi domandai, chissà, forse ne troverò uno anche lì sotto, non si sa mai!
Liberandomi degli stivaletti mi coricai su di lei, strusciando le mie tette sulle sue, baciandola con trasporto, corrisposta piacevolmente e con perizia sopraffina anche dalla mia “collega”! A quel punto ci concedemmo una breve sosta, bevendo e ridendo a più non posso, prima di strapparci letteralmente di dosso gli unici piccoli indumenti rimasti sul nostro corpo nudo e palpitante. Io le morsicai il tanga con foga tale da strapparle persino alcuni peli pubici, che mi rimasero in bocca, godendo come una vera troia! Le chiesi scusa e terminai l’opera di svestizione, accompagnando la discesa al suolo del tanga con la mia bocca, un misto di saliva e di rossetto rosso fuoco. Scoprii che non portava piercing sulla vagina, ma il suo cespuglietto di peli biondi fu per me una autentica goduria dei sensi, mentre il mio perizoma lacerato e si era fermato sulle mie cosce.

Trascorremmo parecchio tempo a trastullarci, infilando dita, mano e quant’altro nei rispettivi buchi, venendo a ripetizione….Oksana volle concludere la performance infilandomi nel culo una bottiglia, spingendola senza sosta. Soffrivo, ma godevo insieme come una cagna in calore…ero imbrattata di umore caldo dappertutto, quasi in trance le chiesi di pisciarmi addosso e provai una sensazione indicibile. Sollevandomi sulle ginocchia le chiesi di lasciarsi leccare nel culo suo questa volta…e rigirata le spinsi nella fica il suo bel tanga, per farglielo espellere come una dea dello strip tease di paese, una di quelle scene che avevo visto nelle sagre volgari ma uniche per soddisfazione erotica.
Mi concesse di tenerlo come ricordo…lo conservo tuttora come un gioiello prezioso in camera mia, nel cassetto delle ”gioie” indimenticabili
scritto il
2026-09-02
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