Nika Longbow Ch.1
di
Pienodiidee
genere
fantascienza
Il seguente racconto è strutturato come primo capitolo di un romanzo fantasy erotico.
Mai, in tutta la sua vita, Nika Longbow aveva immaginato che sarebbe finita all'Accademia Powell, non era posto per lei quello. Eppure eccola lì, impettita in prima fila, insieme alle altre matricole. Non le sembrava nemmeno vero di poter essere lì, e probabilmente non sarebbe dovuta esserci. Ancora si stava chiedendo come fosse possibile che ci fosse finita, ma sapeva bene che la sua presenza era dovuta solo ad un colpo di fortuna, una stupida concatenazione di eventi, che però l'aveva portata dove nessun'altra come lei era mai stata. L'Accademia Powell non era una semplice scuola come le altre, il titolo completo era "Istituto per l'insegnamento delle arti magiche in ambito di guerra". Era una accademia militare di magia, a cui normalmente l'accesso è riservato a quelli provenienti dalle Nobili Famiglie, un gruppo ristretto di persone che si tramandava i magici insegnamenti di generazione in generazione, e difficilmente quelle famiglie si mischiavano con le persone comuni.
Per questo Nika non sarebbe dovuta essere lì, quel posto non le spettava. Nonostante fosse arrivata solo da poche ore, e non si era ancora svolta la cerimonia di benvenuto, in giro si era già sparsa la voce che era entrata solo perché qualcuno di potente le doveva un favore. Ma come poteva essere che una semplice ragazza come lei avesse un credito così importante verso qualcuno delle Nobili Famiglie?
Se lo stava chiedendo chiunque fosse giunta voce, e se avessero aspettato abbastanza a lungo, chissà che non avrebbero trovato risposta.
Comunque, meritante o meno, ormai Nika era lì, pronta a scoprire quel mondo tanto misterioso e precluso alla gente normale come lei.
Era nervosa ed impaurita, in fondo non aveva la minima idea di come funzionassero le cose nell'accademia, o anche solo fra i maghi. Si stava limitando a fare quello che facevano le altre matricole. Non erano poi tanti i nuovi studenti, compresa lei, forse ce n'erano sì e no una ventina sia maschi che femmine. Nika era un po' stupita che ci fossero classi miste. Dal fatto che ci fosse la parola "guerra" nel nome dell'istituto, si era immaginata che fosse un'accademia militare, e sempre per supposizione, aveva creduto che le Nobili Famiglie fossero più rigide e all'antica riguardo cose come questa. Ma d'altronde, che ne poteva sapere lei delle Nobili Famiglie? Non è che rivelassero i loro segreti alla gente comune, tant'è che c'era persino gente che dubitava che la magia esistesse. E poi c'era lei, che probabilmente era la prima persona comune a poter imparare ad usare la magia. Questo la rendeva felice, ma altrettanto impaurita, era una grossa responsabilità e si sarebbe dovuta dimostrare all'altezza. Cercava di farsi coraggio, ma vedeva come la guardavano le altre, soprattutto la ragazza di fianco a lei, la disprezzavano, senza neanche averla conosciuta.
Dopo circa un quarto d'ora che aspettavano, in riga in una sala chiusa, da una porta laterale entrarono delle ragazze più grandi e si piazzavano una alla volta proprio di fronte a loro. Indossavano tutte la divisa cerimoniale della scuola, con placche metalliche sulle spalline, che ogni ragazza aveva di colore diverso. Quella che si mise di fronte alla ragazza accanto a lei, (quella che continuava a guardare male Nika) era particolarmente felice e sorridente, e salutò la ragazza a fianco a Nika con un «Ciao sorellina!» detto a bassa voce.
Nika fu sorpresa, ma ora che le stava guardando meglio, le due si somigliavano, entrambe bionde, stessi occhi, naso e bocca, ma la maggiore era più alta e aveva un'espressione buona in viso, che la rendeva quasi angelica, mentre la sorella minore sembrava infastidita e aveva un'aria abbastanza spocchiosa. Due caratteri diametralmente opposti.
Mentre Nika le osservava, sentì una ragazza dire a voce alta «Non ci provare, quella la prendo io» e un «Ahio!» da parte della poveretta che era stata appena spostata di peso e superata dalla ragazza che si andò a mettere proprio di fronte a Nika.
Lei la riconobbe subito, non avrebbe dimenticato quel viso e quei capelli cinerei per nulla al mondo, era la ragazza in cui si era imbattuta pochi giorni prima, e che aveva intercesso per lei facendola ammettere all'accademia.
«Ciao ciao, mia cara salvatrice!» disse a Nika, che provò immediatamente un forte imbarazzo. Tutte la stavano fissando stupite, soprattutto la ragazza spocchiosa a fianco a lei.
«Ciao» rispose timidamente Nika.
«Visto in che posto ti ho portata?» scherzò lei.
Al che, la ragazza bionda che Nika aveva già etichettato come "sorella angelica" della tizia di lato, rimproverò dolcemente la ragazza dai capelli corvini, «Madelaine, per favore, almeno durante questa cerimonia comportati bene»
«Oki doki, Angiolina mia» rispose l'altra, dandole una pacca sul sedere.
«Maddy!»
«Perdonami Angelica, deve essermi scappato!» si difese Madelaine.
«Va bene, ora siamo serie però»
Angelica non era arrabbiata mentre lo diceva, anzi, stava sorridendo all'amica. Non si era scomposta un attimo, era sempre rimasta sorridente. E mentre Nika la osservava, non ci poteva credere che "la sorella angelica" si chiamasse effettivamente Angelica. Riguardo a "Maddy" invece, sembrava proprio che il mad contenuto nel suo nome le calzasse a pennello. A questo punto non si sarebbe sorpresa se la ragazza di fianco a lei, che finora l'aveva guardata con tanto disgusto, avesse un nome tipo Spocchilda o Presuntuosilde.
Finite di disporsi le ragazze più grandi, solo di fronte alle donne, non davanti agli uomini, si sentì una musica solenne provenire da oltre il portone dove le attendeva la cerimonia di benvenuto. Le ragazze più grandi iniziarono a togliere il mantello leggero che avevano indosso le matricole, a Nika era toccata Madelaine, che le fece l'occhiolino prima di iniziare a sbottonarle la camicia. Nika si tirò indietro impaurita, facendo di nuovo girare tutte a guardarla. La sorellina di Angelica alzò gli occhi al cielo, e questo diede parecchio fastidio a Nika, non trovava giusto che la giudicasse solo perché non conosceva le loro usanze, in fondo, era lì per imparare. Madelaine le fece cenno di avvicinarsi e di nuovo l'occhiolino, e Nika accettò controvoglia. Si sentiva in estremo imbarazzo mentre veniva spogliata, anche se Maddy era molto delicata. Quel che la preoccupava particolarmente era che nella stanza c'erano anche dei ragazzi, si girò istintivamente a guardarli e anche loro si stavano spogliando, ma da soli. La tensione e la paura iniziavano a montarle addosso, nel frattempo Madelaine le aveva tolto completamente la camicetta lasciandola col seno scoperto. Notò che la ragazza di fianco sbuffò guardandola, e capì subito il perché, anche lei era nuda nella parte superiore e il suo seno era molto più piccolo di quello di Nika. Che stupidaggine paragonarsi al corpo degli altri, pensò Nika, ma comunque provò soddisfazione nel vederla invidiosa.
Le mani di Madelaine la riportarono alla realtà quando dopo averle tolto gli stivali e i calzini, tentarono di sbottonarle la gonna. D'istinto Nika provò a fermarla, così Maddy le diede uno schiaffetto sulle mani, e poi sul culo, che era appena stato scoperto.
Nika stava per morire di imbarazzo, era completamente nuda in quella stanza piena di ragazzi e ragazze. Non aveva mai visto un pene, e lì ce n'erano anche troppi. Stava tremando di paura, temeva che da un secondo all'altro le sarebbero saltati addosso e dato inizio ad un'orgia. Madelaine le sorrise e le fece di nuovo l'occhiolino, per rassicurarla, ma non servì a molto. Adesso Nika incominciava a sentirsi a disagio per il suo corpo, sentiva tutti gli sguardi su di lei, che percorrevano la sua pelle centimetro per centimetro, con chissà quale torbidi pensieri. Sì mise le mano davanti al pube, per coprirsi, ma Madelaine le fece cenno di no con la testa, così le tolse. Spocchilda l'aveva di nuovo guardata e poi alzato gli occhi al cielo, non la sopportava davvero. Nika avrebbe voluto dirle che non era colpa sua e che non conosceva le usanze delle streghe, ma non avrebbe mai avuto il coraggio. Guardò involontariamente come fosse messa sotto la ragazza. Aveva un piccolo cespuglietto biondo, Nika non se lo aspettava, per qualche motivo credeva che tutte le ragazze avessero i peli neri, forse dovuto dal fatto che lei li avesse neri nonostante fosse castana di capello.
Non ebbe il coraggio di girarsi a guardare i peni dei ragazzi, arrossì all'idea di vederli e per non pensarci si mise impettita a guardare Madelaine davanti a lei, che sembrava si stesse divertendo molto a vederla in difficoltà. Stavolta fece sorridere anche Angelica. Era abbastanza evidente che fra lei e Madelaine c'era una certa complicità, dovevano essere molto amiche. Chissà se anche Nika avrebbe mai potuto fare amicizia con la ragazza altezzosa di fianco a lei. Ne dubitava.
Il portone di fronte a loro si aprì leggermente, e una coppia di persone, un uomo e una donna. Si presentarono come i due capo rappresentanti degli studenti, e invitarono le nuove reclute ad avvicinarsi per udire la loro spiegazione. L'intero gruppo si spinse verso di loro attraversando quella sorta di anticamera d'ingresso. Le ragazze più grandi, che facevano da damigelle, fermarono il gruppo e il ragazzo dietro Nika andò a sbatterle leggermente contro. Non lo aveva fatto di proposito, e di certo sarebbe stata una cosa da niente, non fosse per il fatto che entrambi fossero nudi, e quello che si era strofinato addosso alle sue natiche era un pene. Nika non urlò per evitare di attirare l'attenzione su di lei ed evitare di fare una sceneggiata davanti a tutti il primo giorno. Il ragazzo le sussurrò delle scuse a bassa voce, si capiva che era sincero e Nika si rassicurò, anche se ora non riusciva a non pensare a quel pene di lei, a cosa le avrebbe fatto se avesse potuto. Fu inorridita, ma più ci pensava e più la sua mente si immaginava nitidamente delle scene in cui lei veniva posseduta e penetrata da quello sconosciuto dietro di lei. Lo immaginava iniziare a strofinarsi addosso a lei fino a farselo diventare duro, poi come se niente fosse, le allargava le natiche e la scopava lì in piedi, davanti a tutti, senza scomporsi, e lei che rimaneva impassibile, in piedi, senza dire niente, per evitare di creare trambusto, anche se ogni tanto le sfuggivano dei gemiti. La ragazza di fianco a lei naturalmente la guardava e alzava gli occhi al cielo, come a biasimarla che non era nemmeno in grado di farsi scopare in silenzio. Si immaginava di fare sesso in quella maniera finché non le fossero cedute le gambe, e poi una volta a terra quel ragazzo avrebbe continuato a penetrarla a carponi. Non riusciva a pensare ad altro, tanto che non sentì quasi nulla della spiegazione dei rappresentanti e tornò alla realtà solo quando Madeleine si mosse verso di lei con un secchio d'acqua in mano, come stavano facendo anche tutte le altre ragazze più grandi con quelle piccole. Nika avrebbe voluto chiedere cosa stessero per fare, ma sapeva che probabilmente lo avevano appena detto i rappresentanti, e lei non li aveva ascoltati.
Era un rituale di purificazione. Madelaine si inginocchiò davanti a lei e posò a terra il secchio, immerse le mani in esso e prese le mani di Nika, guidandole verso i suoi vestiti e facendole capire che doveva spogliarla. Nika guardò le due sorelle di fianco a lei fare lo stesso e le ricopiò, spogliando pian piano Madelaine, dapprima gli abiti superiori mettendo anche lei col seno scoperto. Erano entrambi molto grandi e sodi, Nika avrebbe voluto toccarla, solo per curiosità, da come si comportava Madelaine sicuramente non le avrebbe dato fastidio, ma non era il caso di farlo in quel momento. Le tolse anche gli strati inferiori, lasciandola in mutande, poi le abbassò lentamente, come fosse un gesto sacro. Il suo volto era vicino alle parti intime di Madelaine e Nika cercò istintivamente di annusarla senza farsi scoprire. Non è che la desiderasse, era soltanto che aveva curiosità, in quanto nessuno si era prestato a spiegarle nulla sulla sessualità e la sua sfera. Non era ingenua, sapeva del sesso, solo che non aveva avuto esperienze e aveva tante domande.
Finito di spogliarla, Maddy immerse di nuovo le mani nel secchio e cominciò a passarle addosso a Nika, per lavarla. La situazione stava mettendo molta ansia a Nika, che non sapeva cosa fare e si limitò a guardare la ragazza di fianco a lei e imitarla. Si lasciò lavare le spalle e la schiena, poi il seno. La turbava sentire le mani e il corpo di Madelaine toccarla e sfregare le sue tette, perdipiù davanti a tutti, anche se nessuno stava facendo caso a lei, ognuno pensava a fare la sua parte. Madelaine sembrò divertirsi a lavarle le tette, le alzò, le soppesò e fece qualche cerchio con le dita delicatamente intorno ai suoi capezzoli, che ormai incominciavano a indurirsi, man mano che l'eccitazione sessuale di Nika cresceva. Nika si vergognò moltissimo e si chiese se tutto quello fosse necessario o fosse solo Maddy a fare così per provocarla, anche se a guardarla non vedeva malizia nei suoi gesti, per lei era solo un gioco.
Quando Madelaine ebbe finito col seno e si diresse più in basso, iniziò a strofinare la vagina di Nika, che fu quasi delusa quando smise dopo appena qualche strofinata. Ma fu colta di sorpresa quando Madelaine le allargò le natiche per lavarla. Non potè fare a meno di girarsi, e vide che il ragazzo dietro di lei le stava guardando per bene il buco del culo e la sua fica. Mentre Madelaine continuava a strofinarla e ad allargare e stringerle le chiappe. Nika guardò le due sorelle di fianco a lei e la scena era molto più delicata, Madelaine si stava divertendo di proposito. Ormai Nika era completamente eccitata e bagnata dei suoi umori. Sperò con tutta se stessa che non se ne accorgesse nessuno. Il ragazzo dietro di lei aveva subito lo stesso effetto, solo che su di lui si notava meglio, perché il suo pene era completamente duro e gonfio. Nika rimase ferma e cercò di controllarsi, ma non poteva non pensare a come quel ragazzo si stava sicuramente immaginando di poterla scopare mentre Maddy le continuava ad allargare il sedere. Fissava il cazzo duro di quel ragazzo che se ne stava eretto a pochi centimetri dal viso di Madelaine. Pazza com'era, Nika non si sarebbe stupita se glielo avesse preso in bocca e cominciato a succhiarglielo lì davanti a tutti. Madelaine smise di giocare con lei e finì di lavarla fino ai piedi, lasciando asciutta solo la testa e i capelli. Poi passò al ragazzo. Nika cercò di guardare prima di nascosto, poi sempre meno. Guardava la ragazza che fino a pochi secondi fa stava lavando lei, strusciarsi tranquillamente anche su quel ragazzo, come se per lei fosse normale. Madelaine si accorse che Nika la stava guardando con gli occhi pieni di desiderio, mentre lei passava le sue mani su tutto il corpo del ragazzo. Quando fu il momento di lavare il suo pene, Madelaine non si inginocchiò come con Nika, ma si mise alle spalle del ragazzo, appiccicandosi alla sua schiena e spingendogli addosso i suoi bei seni. Prese delicatamente in mano quel cazzo, già duro da parecchio tempo, e iniziò ad aprirlo lentamente, poi a chiuderlo, poi ripetè i movimenti, masturbandolo mentre guardava Nika negli occhi. Nika si vergognò, ma vide che Madelaine era divertita, quindi si giustificò che poteva guardare, anzi, penso che lo stesse facendo apposta per lei, ma poi si guardò intorno e alcune ragazze più in là stavano facendo lo stesso ad altri ragazzi. La cosa la tranquillizzò, penso che dovesse far parte della pulizia che stavano facendo, ma comunque la eccitava vedere quel cazzo venire segato a pochi centimetri dal suo culetto. Istintivamente, il suo corpo le diceva di toccarsi il clitoride e massaggiarlo per bene insieme alle sue grandi labbra, ma si guardò intorno e capì che non fosse il caso. Lo spettacolo di Madelaine andò avanti per un po', finché il ragazzo non esplose schizzando il suo seme sul sedere di Nika, che sbarrò gli occhi impietrita. Non aveva mai visto una cosa del genere e non se lo aspettava minimamente. Madelaine arrivò prontamente a pulirla dallo sperma che le colava addosso, passandole con una mano sulle sue chiappe. Nika era così eccitata che avrebbe voluto dirgli che potevano scoparla, sia lei che il ragazzo, ma riuscì a trattenersi, mentre Madelaine finiva di lavare anche il resto del ragazzo.
Era stata un'esperienza un po' troppo forte per Nika, e anche se le era piaciuta, era grata che fosse finita. Quando tutte le damigelle ebbero finito, presero i secchi e misero in un lato della stanza, poi si rivestirono.
Poco dopo si aprì il portone principale, rivelando un enorme salone dall'aspetto antico, pieno di vetrate, arazzi e colonne fregiate. Quella che sembrava essere l'intera accademia le stava aspettando intorno ad una vasca scavata al centro della sala, piena d'acqua scura.
Angelica, Madelaine e le altre damigelle dell'ultimo anno iniziarono ad avanzare, e altrettanto fecero le nuove leve, Nika compresa, che non sapendo cosa fare, si limitava a seguire le altre. Se prima era imbarazzata di essere nuda in quella saletta, ora che era di fronte all'intera scuola sentiva come se stesse per avere un attacco di panico, aumentato dal fatto che lo stomaco le stava quasi bruciando, come se volesse costringerla a vomitare. Se lo avesse fatto, sarebbe stato il peggior inizio possibile, tutti l'avrebbero derisa ed etichettata male fino alla fine dei suoi studi. Per fortuna sembrava riuscisse a trattenersi, confortata un po' dall'idea che non era la sola ad essere nuda, e che tutti dentro quella sala dovevano esserci passati prima di lei. Quello che Nika immaginò essere il preside dell' istituto iniziò un breve discorso su come le nuove reclute fossero il futuro della nazione, il loro orgoglio, e tutte quelle cose di rito che si dicono in questi casi. Poi si fece da parte e lasciò la scena alle nuove reclute.
Angelica prese per mano sua sorella minore e la accompagnò davanti la vasca, mettendola in bella mostra davanti a tutti. Si vedeva quanto Angelica fosse orgogliosa di sua sorella, e altrettanto sembrava esserlo la sorellina nel mostrarsi agli altri, cercando di tenere un'aria forte e sicuro. Si incamminò elegantemente dentro la vasca, fino a scomparire completamente sotto quell'acqua nera. Tutti fissavano il centro della vasca in religioso silenzio, solo Maddy, che sembrava non badare molto alle regole, si azzardò a parlare, anzi a sussurrare a Nika «Vanity è andata per prima perché sua sorella Angelica è la nostra migliore studentessa, essendo un Altacorte, diamo per scontato che sarà di luce. Sono proprio curiosa di sapere di cosa sarai tu».
Nika non aveva la minima idea di cosa volesse dire, aveva solo capito che l'altezzosa sorellina di Angelica si chiamava Vanity, e si chiese se non la stessero prendendo in giro oppure era normale che tutte le streghe avessero nomi che rispecchiassero la loro personalità. Forse per loro il nome era una sorta di legame magico col destino, chissà.
«Che cos'è un Altacorte?» chiese Nika a bassa voce.
Madelaine la guardò perplessa, come se non si aspettasse una domanda del genere.
«È il nome di famiglia, il cognome, una specie di nome che va dopo il nome, tipo per distinguere a quale famiglia appartieni, chi sono i tuoi parenti eccetera, pensavo ce li aveste anche voi»
«Sì sì, non avevo capito che fosse un cognome»
Maddy si trattenne dal ridere, «Per un attimo ho pensato che non aveste i cognomi, tipo che non vi servivano perché vi considerate tutti fratelli o una cosa del genere»
Stavolta fu il turno di Nika di guardare perplessa la sua colloquiante. Ma che assurdità era?
Stava per rispondergli, quando una luce dorata iniziò ad illuminare dal fondo della vasca. Si faceva sempre più luminosa, fino a che l'acqua non si increspò e pian piano ne venne fuori Vanity, era lei che emetteva luce da tutto il suo corpo, mentre l'acqua nera le cadeva di dosso, percorrendola dai capelli al viso, al seno e più giù. Le gocce nere colavano lungo la sua pelle pallida come fosse petrolio, attraversandole il mento, poi il collo, i seni, il ventre fino ai piedi. L’impurità veniva scacciata dalla luce sacra che emetteva. Lei si muoveva così fiera e perfetta che sembrava fosse una dea. Completò l'attraversamento della vasca, avanzò fino all'enorme specchio che avevano appositamente messo lì per l'evento, si guardò con aria soddisfatta e poi si girò verso il pubblico, mettendosi in posa, per pavoneggiarsi. Doveva averne di coraggio per sembrare così sicura ed orgogliosa nonostante fosse nuda davanti a tutti. Ci fu un applauso; la luce era l'elemento più ambito di tutti, destinato solo a coloro che avevano davanti a loro un futuro importante. Luminoso, appunto.
«Vabbè ce lo aspettavamo tutti, pure Angie è di luce, probabilmente tutti gli Altacorte lo sono. Scommetto che se non lo fosse diventata anche lei, l'avrebbero diseredata» commentò Maddy. Guardarono in silenzio le altre novizie entrare nella vasca, con sua sorpresa, Nika vide che le altre non si illuminavano come Vanity, ma la reazione dell' acqua era diversa per ogni elemento, bolliva per il fuoco, congelava per il ghiaccio e così via. Uscite dalla vasca avevano tutte un colore di capelli diverso. Maddy le spiegò che il colore dipendeva dal proprio elemento di appartenenza, sempre utilizzando gli esempi più comuni: rosso per il fuoco, celeste per il ghiaccio, eccetera. Siccome il pubblico portava il cappuccio, non poteva vedere i loro capelli, ma a quel punto era ovvio che fossero tutti delle teste colorate. Capì anche perché Vanity non aveva cambiato colore, lei era già bionda, e il colore della luce doveva essere quello.
«Qual è il tuo elemento?» chiese Nika a Madelaine.
«Vedi i miei capelli color cenere? Significa che non ho un elemento. È una condizione rarissima, vuol dire che possiamo assorbire temporaneamente l'elemento degli altri»
«Che cosa!?» si lasciò sfuggire Nika, era veramente impressionata. Adesso capiva perché a Madelaine era stato concesso di far entrare Nika all'Accademia, la sua condizione doveva renderla davvero importante agli occhi della loro società, doveva essere anche per questo che lei poteva fare un po' come gli pareva senza che nessuno le dicesse niente. Nika si era chiesta più volte perché la lasciassero fare, aveva pensato che fosse perché appartenesse a una famiglia molto potente e per questo le era concesso tutto, in fondo era l'unica a comportarsi in maniera così diversa dalle altre. Comunque non sembrava essere una che approfittava di quel potere e della sua condizione, probabilmente si comportava così semplicemente perché era un tantino matta.
Tutte le altre nuove reclute passarono nella vasca, lasciando Nika per ultima, sola al fianco di Madelaine. Non era un caso, sapeva di non essere la benvenuta in quel posto, era una del popolo, e l'avevano lasciata per ultima per farle capire che contasse di meno degli altri.
«Ora tocca a te, non deludermi!» disse a Nika, prendendola per mano e portandola verso la vasca.
Nika avanzò abbastanza spaventata verso l'interno della vasca, pronta ad affrontare quella sorta di rito battesimale che le avrebbe conferito un nuovo colore di capelli, e di conseguenza le sarebbe stata assegnata l'appartenenza ad un determinato elemento. Non sapeva quali fossero tutti gli elementi, sperava solo di non finire nel peggiore, non voleva dare a tutti una ragione in più per pensare che lei non valesse niente in quanto persona comune.
Avanzò fino ad essere completamente sommersa, poi continuò ad avanzare e avanzare per un tempo che le sembrò decisamente troppo lungo. Cercò di affrettarsi, per paura di finire il fiato e rimanere annegata. Poi una forza la gettò a terra, poi la colpì di nuovo, scaraventandola di lato. Accadde tutto così velocemente che non riusciva a capire niente, provava solo una paura immobilizzante, temeva che persino quell'acqua non la volesse lì, e la stava uccidendo semplicemente perché non era destinata ad essere una maga. Ricevette altri colpi da lato e venne sballottata a destra e sinistra, così forte da farle perdere la concentrazione e farle aprire la bocca, facendole entrare completamente l'acqua nei polmoni e lasciandola senza fiato, lì a morire.
Poi venne gettata verso l'alto, facendola schizzare fuori dalla vasca fin sopra agli ultimi gradini, sulla quale sbatté gomiti e ginocchia, facendosi malissimo. Dalla sala si alzarono esclamazioni di stupore e di terrore. Nika incominciò a rigettare con violenza tutta l'acqua che aveva bevuto, fino a riuscire a tossire aria. Tutti la guardavano immobili e in silenzio, qualcuno aveva provato ad avvicinarsi per soccorrerla, ma il preside li aveva fermati con un gesto.
Il turbinio di emozioni che stava provando Nika andavano dalla rabbia alla frustrazione alla vergogna e alla delusione. Sapeva di aver sbagliato tutto, che non era stata accettata da quell'acqua rituale, che non sarebbe mai diventata una maga, una di loro. Incominciò a piangere e a singhiozzare, risalì strisciando gli ultimi gradini per uscire dalla vasca, poi si alzò lentamente in piedi cercando di coprire con le mani le sue nudità. Guardò con rabbia verso lo specchio sulla quale tutti gli altri avevano scoperto quale fosse il loro elemento di appartenenza, ma lei lo fece solo per odio verso se stessa, per vedere che razza di fallimento era. Rimase immobile a guardarsi riflessa in quello specchio, incredula e ammutolita. Non capiva cosa significasse, ma i suoi capelli avevano effettivamente cambiato colore. Non era completamente bionda come le ragazze di luce, né completamente rossa per quelle di fuoco, né azzurre per quelle di ghiaccio né per qualsiasi altro elemento. Non aveva la testa completamente di un colore, ma varie ciocche colorate di tanti colori diversi, come se un'intera tavolozza glieli avesse dipinti. Non sapeva che cosa significasse, ma sapeva che non doveva essere una cosa normale. Si girò verso il pubblico, cercando qualcuno che le desse una spiegazione, poi il suo sguardo si incrociò con quello di Madelaine, che incominciò ad applaudirle, e tutti gli altri fecero lo stesso.
Fine del primo capitolo.
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Mai, in tutta la sua vita, Nika Longbow aveva immaginato che sarebbe finita all'Accademia Powell, non era posto per lei quello. Eppure eccola lì, impettita in prima fila, insieme alle altre matricole. Non le sembrava nemmeno vero di poter essere lì, e probabilmente non sarebbe dovuta esserci. Ancora si stava chiedendo come fosse possibile che ci fosse finita, ma sapeva bene che la sua presenza era dovuta solo ad un colpo di fortuna, una stupida concatenazione di eventi, che però l'aveva portata dove nessun'altra come lei era mai stata. L'Accademia Powell non era una semplice scuola come le altre, il titolo completo era "Istituto per l'insegnamento delle arti magiche in ambito di guerra". Era una accademia militare di magia, a cui normalmente l'accesso è riservato a quelli provenienti dalle Nobili Famiglie, un gruppo ristretto di persone che si tramandava i magici insegnamenti di generazione in generazione, e difficilmente quelle famiglie si mischiavano con le persone comuni.
Per questo Nika non sarebbe dovuta essere lì, quel posto non le spettava. Nonostante fosse arrivata solo da poche ore, e non si era ancora svolta la cerimonia di benvenuto, in giro si era già sparsa la voce che era entrata solo perché qualcuno di potente le doveva un favore. Ma come poteva essere che una semplice ragazza come lei avesse un credito così importante verso qualcuno delle Nobili Famiglie?
Se lo stava chiedendo chiunque fosse giunta voce, e se avessero aspettato abbastanza a lungo, chissà che non avrebbero trovato risposta.
Comunque, meritante o meno, ormai Nika era lì, pronta a scoprire quel mondo tanto misterioso e precluso alla gente normale come lei.
Era nervosa ed impaurita, in fondo non aveva la minima idea di come funzionassero le cose nell'accademia, o anche solo fra i maghi. Si stava limitando a fare quello che facevano le altre matricole. Non erano poi tanti i nuovi studenti, compresa lei, forse ce n'erano sì e no una ventina sia maschi che femmine. Nika era un po' stupita che ci fossero classi miste. Dal fatto che ci fosse la parola "guerra" nel nome dell'istituto, si era immaginata che fosse un'accademia militare, e sempre per supposizione, aveva creduto che le Nobili Famiglie fossero più rigide e all'antica riguardo cose come questa. Ma d'altronde, che ne poteva sapere lei delle Nobili Famiglie? Non è che rivelassero i loro segreti alla gente comune, tant'è che c'era persino gente che dubitava che la magia esistesse. E poi c'era lei, che probabilmente era la prima persona comune a poter imparare ad usare la magia. Questo la rendeva felice, ma altrettanto impaurita, era una grossa responsabilità e si sarebbe dovuta dimostrare all'altezza. Cercava di farsi coraggio, ma vedeva come la guardavano le altre, soprattutto la ragazza di fianco a lei, la disprezzavano, senza neanche averla conosciuta.
Dopo circa un quarto d'ora che aspettavano, in riga in una sala chiusa, da una porta laterale entrarono delle ragazze più grandi e si piazzavano una alla volta proprio di fronte a loro. Indossavano tutte la divisa cerimoniale della scuola, con placche metalliche sulle spalline, che ogni ragazza aveva di colore diverso. Quella che si mise di fronte alla ragazza accanto a lei, (quella che continuava a guardare male Nika) era particolarmente felice e sorridente, e salutò la ragazza a fianco a Nika con un «Ciao sorellina!» detto a bassa voce.
Nika fu sorpresa, ma ora che le stava guardando meglio, le due si somigliavano, entrambe bionde, stessi occhi, naso e bocca, ma la maggiore era più alta e aveva un'espressione buona in viso, che la rendeva quasi angelica, mentre la sorella minore sembrava infastidita e aveva un'aria abbastanza spocchiosa. Due caratteri diametralmente opposti.
Mentre Nika le osservava, sentì una ragazza dire a voce alta «Non ci provare, quella la prendo io» e un «Ahio!» da parte della poveretta che era stata appena spostata di peso e superata dalla ragazza che si andò a mettere proprio di fronte a Nika.
Lei la riconobbe subito, non avrebbe dimenticato quel viso e quei capelli cinerei per nulla al mondo, era la ragazza in cui si era imbattuta pochi giorni prima, e che aveva intercesso per lei facendola ammettere all'accademia.
«Ciao ciao, mia cara salvatrice!» disse a Nika, che provò immediatamente un forte imbarazzo. Tutte la stavano fissando stupite, soprattutto la ragazza spocchiosa a fianco a lei.
«Ciao» rispose timidamente Nika.
«Visto in che posto ti ho portata?» scherzò lei.
Al che, la ragazza bionda che Nika aveva già etichettato come "sorella angelica" della tizia di lato, rimproverò dolcemente la ragazza dai capelli corvini, «Madelaine, per favore, almeno durante questa cerimonia comportati bene»
«Oki doki, Angiolina mia» rispose l'altra, dandole una pacca sul sedere.
«Maddy!»
«Perdonami Angelica, deve essermi scappato!» si difese Madelaine.
«Va bene, ora siamo serie però»
Angelica non era arrabbiata mentre lo diceva, anzi, stava sorridendo all'amica. Non si era scomposta un attimo, era sempre rimasta sorridente. E mentre Nika la osservava, non ci poteva credere che "la sorella angelica" si chiamasse effettivamente Angelica. Riguardo a "Maddy" invece, sembrava proprio che il mad contenuto nel suo nome le calzasse a pennello. A questo punto non si sarebbe sorpresa se la ragazza di fianco a lei, che finora l'aveva guardata con tanto disgusto, avesse un nome tipo Spocchilda o Presuntuosilde.
Finite di disporsi le ragazze più grandi, solo di fronte alle donne, non davanti agli uomini, si sentì una musica solenne provenire da oltre il portone dove le attendeva la cerimonia di benvenuto. Le ragazze più grandi iniziarono a togliere il mantello leggero che avevano indosso le matricole, a Nika era toccata Madelaine, che le fece l'occhiolino prima di iniziare a sbottonarle la camicia. Nika si tirò indietro impaurita, facendo di nuovo girare tutte a guardarla. La sorellina di Angelica alzò gli occhi al cielo, e questo diede parecchio fastidio a Nika, non trovava giusto che la giudicasse solo perché non conosceva le loro usanze, in fondo, era lì per imparare. Madelaine le fece cenno di avvicinarsi e di nuovo l'occhiolino, e Nika accettò controvoglia. Si sentiva in estremo imbarazzo mentre veniva spogliata, anche se Maddy era molto delicata. Quel che la preoccupava particolarmente era che nella stanza c'erano anche dei ragazzi, si girò istintivamente a guardarli e anche loro si stavano spogliando, ma da soli. La tensione e la paura iniziavano a montarle addosso, nel frattempo Madelaine le aveva tolto completamente la camicetta lasciandola col seno scoperto. Notò che la ragazza di fianco sbuffò guardandola, e capì subito il perché, anche lei era nuda nella parte superiore e il suo seno era molto più piccolo di quello di Nika. Che stupidaggine paragonarsi al corpo degli altri, pensò Nika, ma comunque provò soddisfazione nel vederla invidiosa.
Le mani di Madelaine la riportarono alla realtà quando dopo averle tolto gli stivali e i calzini, tentarono di sbottonarle la gonna. D'istinto Nika provò a fermarla, così Maddy le diede uno schiaffetto sulle mani, e poi sul culo, che era appena stato scoperto.
Nika stava per morire di imbarazzo, era completamente nuda in quella stanza piena di ragazzi e ragazze. Non aveva mai visto un pene, e lì ce n'erano anche troppi. Stava tremando di paura, temeva che da un secondo all'altro le sarebbero saltati addosso e dato inizio ad un'orgia. Madelaine le sorrise e le fece di nuovo l'occhiolino, per rassicurarla, ma non servì a molto. Adesso Nika incominciava a sentirsi a disagio per il suo corpo, sentiva tutti gli sguardi su di lei, che percorrevano la sua pelle centimetro per centimetro, con chissà quale torbidi pensieri. Sì mise le mano davanti al pube, per coprirsi, ma Madelaine le fece cenno di no con la testa, così le tolse. Spocchilda l'aveva di nuovo guardata e poi alzato gli occhi al cielo, non la sopportava davvero. Nika avrebbe voluto dirle che non era colpa sua e che non conosceva le usanze delle streghe, ma non avrebbe mai avuto il coraggio. Guardò involontariamente come fosse messa sotto la ragazza. Aveva un piccolo cespuglietto biondo, Nika non se lo aspettava, per qualche motivo credeva che tutte le ragazze avessero i peli neri, forse dovuto dal fatto che lei li avesse neri nonostante fosse castana di capello.
Non ebbe il coraggio di girarsi a guardare i peni dei ragazzi, arrossì all'idea di vederli e per non pensarci si mise impettita a guardare Madelaine davanti a lei, che sembrava si stesse divertendo molto a vederla in difficoltà. Stavolta fece sorridere anche Angelica. Era abbastanza evidente che fra lei e Madelaine c'era una certa complicità, dovevano essere molto amiche. Chissà se anche Nika avrebbe mai potuto fare amicizia con la ragazza altezzosa di fianco a lei. Ne dubitava.
Il portone di fronte a loro si aprì leggermente, e una coppia di persone, un uomo e una donna. Si presentarono come i due capo rappresentanti degli studenti, e invitarono le nuove reclute ad avvicinarsi per udire la loro spiegazione. L'intero gruppo si spinse verso di loro attraversando quella sorta di anticamera d'ingresso. Le ragazze più grandi, che facevano da damigelle, fermarono il gruppo e il ragazzo dietro Nika andò a sbatterle leggermente contro. Non lo aveva fatto di proposito, e di certo sarebbe stata una cosa da niente, non fosse per il fatto che entrambi fossero nudi, e quello che si era strofinato addosso alle sue natiche era un pene. Nika non urlò per evitare di attirare l'attenzione su di lei ed evitare di fare una sceneggiata davanti a tutti il primo giorno. Il ragazzo le sussurrò delle scuse a bassa voce, si capiva che era sincero e Nika si rassicurò, anche se ora non riusciva a non pensare a quel pene di lei, a cosa le avrebbe fatto se avesse potuto. Fu inorridita, ma più ci pensava e più la sua mente si immaginava nitidamente delle scene in cui lei veniva posseduta e penetrata da quello sconosciuto dietro di lei. Lo immaginava iniziare a strofinarsi addosso a lei fino a farselo diventare duro, poi come se niente fosse, le allargava le natiche e la scopava lì in piedi, davanti a tutti, senza scomporsi, e lei che rimaneva impassibile, in piedi, senza dire niente, per evitare di creare trambusto, anche se ogni tanto le sfuggivano dei gemiti. La ragazza di fianco a lei naturalmente la guardava e alzava gli occhi al cielo, come a biasimarla che non era nemmeno in grado di farsi scopare in silenzio. Si immaginava di fare sesso in quella maniera finché non le fossero cedute le gambe, e poi una volta a terra quel ragazzo avrebbe continuato a penetrarla a carponi. Non riusciva a pensare ad altro, tanto che non sentì quasi nulla della spiegazione dei rappresentanti e tornò alla realtà solo quando Madeleine si mosse verso di lei con un secchio d'acqua in mano, come stavano facendo anche tutte le altre ragazze più grandi con quelle piccole. Nika avrebbe voluto chiedere cosa stessero per fare, ma sapeva che probabilmente lo avevano appena detto i rappresentanti, e lei non li aveva ascoltati.
Era un rituale di purificazione. Madelaine si inginocchiò davanti a lei e posò a terra il secchio, immerse le mani in esso e prese le mani di Nika, guidandole verso i suoi vestiti e facendole capire che doveva spogliarla. Nika guardò le due sorelle di fianco a lei fare lo stesso e le ricopiò, spogliando pian piano Madelaine, dapprima gli abiti superiori mettendo anche lei col seno scoperto. Erano entrambi molto grandi e sodi, Nika avrebbe voluto toccarla, solo per curiosità, da come si comportava Madelaine sicuramente non le avrebbe dato fastidio, ma non era il caso di farlo in quel momento. Le tolse anche gli strati inferiori, lasciandola in mutande, poi le abbassò lentamente, come fosse un gesto sacro. Il suo volto era vicino alle parti intime di Madelaine e Nika cercò istintivamente di annusarla senza farsi scoprire. Non è che la desiderasse, era soltanto che aveva curiosità, in quanto nessuno si era prestato a spiegarle nulla sulla sessualità e la sua sfera. Non era ingenua, sapeva del sesso, solo che non aveva avuto esperienze e aveva tante domande.
Finito di spogliarla, Maddy immerse di nuovo le mani nel secchio e cominciò a passarle addosso a Nika, per lavarla. La situazione stava mettendo molta ansia a Nika, che non sapeva cosa fare e si limitò a guardare la ragazza di fianco a lei e imitarla. Si lasciò lavare le spalle e la schiena, poi il seno. La turbava sentire le mani e il corpo di Madelaine toccarla e sfregare le sue tette, perdipiù davanti a tutti, anche se nessuno stava facendo caso a lei, ognuno pensava a fare la sua parte. Madelaine sembrò divertirsi a lavarle le tette, le alzò, le soppesò e fece qualche cerchio con le dita delicatamente intorno ai suoi capezzoli, che ormai incominciavano a indurirsi, man mano che l'eccitazione sessuale di Nika cresceva. Nika si vergognò moltissimo e si chiese se tutto quello fosse necessario o fosse solo Maddy a fare così per provocarla, anche se a guardarla non vedeva malizia nei suoi gesti, per lei era solo un gioco.
Quando Madelaine ebbe finito col seno e si diresse più in basso, iniziò a strofinare la vagina di Nika, che fu quasi delusa quando smise dopo appena qualche strofinata. Ma fu colta di sorpresa quando Madelaine le allargò le natiche per lavarla. Non potè fare a meno di girarsi, e vide che il ragazzo dietro di lei le stava guardando per bene il buco del culo e la sua fica. Mentre Madelaine continuava a strofinarla e ad allargare e stringerle le chiappe. Nika guardò le due sorelle di fianco a lei e la scena era molto più delicata, Madelaine si stava divertendo di proposito. Ormai Nika era completamente eccitata e bagnata dei suoi umori. Sperò con tutta se stessa che non se ne accorgesse nessuno. Il ragazzo dietro di lei aveva subito lo stesso effetto, solo che su di lui si notava meglio, perché il suo pene era completamente duro e gonfio. Nika rimase ferma e cercò di controllarsi, ma non poteva non pensare a come quel ragazzo si stava sicuramente immaginando di poterla scopare mentre Maddy le continuava ad allargare il sedere. Fissava il cazzo duro di quel ragazzo che se ne stava eretto a pochi centimetri dal viso di Madelaine. Pazza com'era, Nika non si sarebbe stupita se glielo avesse preso in bocca e cominciato a succhiarglielo lì davanti a tutti. Madelaine smise di giocare con lei e finì di lavarla fino ai piedi, lasciando asciutta solo la testa e i capelli. Poi passò al ragazzo. Nika cercò di guardare prima di nascosto, poi sempre meno. Guardava la ragazza che fino a pochi secondi fa stava lavando lei, strusciarsi tranquillamente anche su quel ragazzo, come se per lei fosse normale. Madelaine si accorse che Nika la stava guardando con gli occhi pieni di desiderio, mentre lei passava le sue mani su tutto il corpo del ragazzo. Quando fu il momento di lavare il suo pene, Madelaine non si inginocchiò come con Nika, ma si mise alle spalle del ragazzo, appiccicandosi alla sua schiena e spingendogli addosso i suoi bei seni. Prese delicatamente in mano quel cazzo, già duro da parecchio tempo, e iniziò ad aprirlo lentamente, poi a chiuderlo, poi ripetè i movimenti, masturbandolo mentre guardava Nika negli occhi. Nika si vergognò, ma vide che Madelaine era divertita, quindi si giustificò che poteva guardare, anzi, penso che lo stesse facendo apposta per lei, ma poi si guardò intorno e alcune ragazze più in là stavano facendo lo stesso ad altri ragazzi. La cosa la tranquillizzò, penso che dovesse far parte della pulizia che stavano facendo, ma comunque la eccitava vedere quel cazzo venire segato a pochi centimetri dal suo culetto. Istintivamente, il suo corpo le diceva di toccarsi il clitoride e massaggiarlo per bene insieme alle sue grandi labbra, ma si guardò intorno e capì che non fosse il caso. Lo spettacolo di Madelaine andò avanti per un po', finché il ragazzo non esplose schizzando il suo seme sul sedere di Nika, che sbarrò gli occhi impietrita. Non aveva mai visto una cosa del genere e non se lo aspettava minimamente. Madelaine arrivò prontamente a pulirla dallo sperma che le colava addosso, passandole con una mano sulle sue chiappe. Nika era così eccitata che avrebbe voluto dirgli che potevano scoparla, sia lei che il ragazzo, ma riuscì a trattenersi, mentre Madelaine finiva di lavare anche il resto del ragazzo.
Era stata un'esperienza un po' troppo forte per Nika, e anche se le era piaciuta, era grata che fosse finita. Quando tutte le damigelle ebbero finito, presero i secchi e misero in un lato della stanza, poi si rivestirono.
Poco dopo si aprì il portone principale, rivelando un enorme salone dall'aspetto antico, pieno di vetrate, arazzi e colonne fregiate. Quella che sembrava essere l'intera accademia le stava aspettando intorno ad una vasca scavata al centro della sala, piena d'acqua scura.
Angelica, Madelaine e le altre damigelle dell'ultimo anno iniziarono ad avanzare, e altrettanto fecero le nuove leve, Nika compresa, che non sapendo cosa fare, si limitava a seguire le altre. Se prima era imbarazzata di essere nuda in quella saletta, ora che era di fronte all'intera scuola sentiva come se stesse per avere un attacco di panico, aumentato dal fatto che lo stomaco le stava quasi bruciando, come se volesse costringerla a vomitare. Se lo avesse fatto, sarebbe stato il peggior inizio possibile, tutti l'avrebbero derisa ed etichettata male fino alla fine dei suoi studi. Per fortuna sembrava riuscisse a trattenersi, confortata un po' dall'idea che non era la sola ad essere nuda, e che tutti dentro quella sala dovevano esserci passati prima di lei. Quello che Nika immaginò essere il preside dell' istituto iniziò un breve discorso su come le nuove reclute fossero il futuro della nazione, il loro orgoglio, e tutte quelle cose di rito che si dicono in questi casi. Poi si fece da parte e lasciò la scena alle nuove reclute.
Angelica prese per mano sua sorella minore e la accompagnò davanti la vasca, mettendola in bella mostra davanti a tutti. Si vedeva quanto Angelica fosse orgogliosa di sua sorella, e altrettanto sembrava esserlo la sorellina nel mostrarsi agli altri, cercando di tenere un'aria forte e sicuro. Si incamminò elegantemente dentro la vasca, fino a scomparire completamente sotto quell'acqua nera. Tutti fissavano il centro della vasca in religioso silenzio, solo Maddy, che sembrava non badare molto alle regole, si azzardò a parlare, anzi a sussurrare a Nika «Vanity è andata per prima perché sua sorella Angelica è la nostra migliore studentessa, essendo un Altacorte, diamo per scontato che sarà di luce. Sono proprio curiosa di sapere di cosa sarai tu».
Nika non aveva la minima idea di cosa volesse dire, aveva solo capito che l'altezzosa sorellina di Angelica si chiamava Vanity, e si chiese se non la stessero prendendo in giro oppure era normale che tutte le streghe avessero nomi che rispecchiassero la loro personalità. Forse per loro il nome era una sorta di legame magico col destino, chissà.
«Che cos'è un Altacorte?» chiese Nika a bassa voce.
Madelaine la guardò perplessa, come se non si aspettasse una domanda del genere.
«È il nome di famiglia, il cognome, una specie di nome che va dopo il nome, tipo per distinguere a quale famiglia appartieni, chi sono i tuoi parenti eccetera, pensavo ce li aveste anche voi»
«Sì sì, non avevo capito che fosse un cognome»
Maddy si trattenne dal ridere, «Per un attimo ho pensato che non aveste i cognomi, tipo che non vi servivano perché vi considerate tutti fratelli o una cosa del genere»
Stavolta fu il turno di Nika di guardare perplessa la sua colloquiante. Ma che assurdità era?
Stava per rispondergli, quando una luce dorata iniziò ad illuminare dal fondo della vasca. Si faceva sempre più luminosa, fino a che l'acqua non si increspò e pian piano ne venne fuori Vanity, era lei che emetteva luce da tutto il suo corpo, mentre l'acqua nera le cadeva di dosso, percorrendola dai capelli al viso, al seno e più giù. Le gocce nere colavano lungo la sua pelle pallida come fosse petrolio, attraversandole il mento, poi il collo, i seni, il ventre fino ai piedi. L’impurità veniva scacciata dalla luce sacra che emetteva. Lei si muoveva così fiera e perfetta che sembrava fosse una dea. Completò l'attraversamento della vasca, avanzò fino all'enorme specchio che avevano appositamente messo lì per l'evento, si guardò con aria soddisfatta e poi si girò verso il pubblico, mettendosi in posa, per pavoneggiarsi. Doveva averne di coraggio per sembrare così sicura ed orgogliosa nonostante fosse nuda davanti a tutti. Ci fu un applauso; la luce era l'elemento più ambito di tutti, destinato solo a coloro che avevano davanti a loro un futuro importante. Luminoso, appunto.
«Vabbè ce lo aspettavamo tutti, pure Angie è di luce, probabilmente tutti gli Altacorte lo sono. Scommetto che se non lo fosse diventata anche lei, l'avrebbero diseredata» commentò Maddy. Guardarono in silenzio le altre novizie entrare nella vasca, con sua sorpresa, Nika vide che le altre non si illuminavano come Vanity, ma la reazione dell' acqua era diversa per ogni elemento, bolliva per il fuoco, congelava per il ghiaccio e così via. Uscite dalla vasca avevano tutte un colore di capelli diverso. Maddy le spiegò che il colore dipendeva dal proprio elemento di appartenenza, sempre utilizzando gli esempi più comuni: rosso per il fuoco, celeste per il ghiaccio, eccetera. Siccome il pubblico portava il cappuccio, non poteva vedere i loro capelli, ma a quel punto era ovvio che fossero tutti delle teste colorate. Capì anche perché Vanity non aveva cambiato colore, lei era già bionda, e il colore della luce doveva essere quello.
«Qual è il tuo elemento?» chiese Nika a Madelaine.
«Vedi i miei capelli color cenere? Significa che non ho un elemento. È una condizione rarissima, vuol dire che possiamo assorbire temporaneamente l'elemento degli altri»
«Che cosa!?» si lasciò sfuggire Nika, era veramente impressionata. Adesso capiva perché a Madelaine era stato concesso di far entrare Nika all'Accademia, la sua condizione doveva renderla davvero importante agli occhi della loro società, doveva essere anche per questo che lei poteva fare un po' come gli pareva senza che nessuno le dicesse niente. Nika si era chiesta più volte perché la lasciassero fare, aveva pensato che fosse perché appartenesse a una famiglia molto potente e per questo le era concesso tutto, in fondo era l'unica a comportarsi in maniera così diversa dalle altre. Comunque non sembrava essere una che approfittava di quel potere e della sua condizione, probabilmente si comportava così semplicemente perché era un tantino matta.
Tutte le altre nuove reclute passarono nella vasca, lasciando Nika per ultima, sola al fianco di Madelaine. Non era un caso, sapeva di non essere la benvenuta in quel posto, era una del popolo, e l'avevano lasciata per ultima per farle capire che contasse di meno degli altri.
«Ora tocca a te, non deludermi!» disse a Nika, prendendola per mano e portandola verso la vasca.
Nika avanzò abbastanza spaventata verso l'interno della vasca, pronta ad affrontare quella sorta di rito battesimale che le avrebbe conferito un nuovo colore di capelli, e di conseguenza le sarebbe stata assegnata l'appartenenza ad un determinato elemento. Non sapeva quali fossero tutti gli elementi, sperava solo di non finire nel peggiore, non voleva dare a tutti una ragione in più per pensare che lei non valesse niente in quanto persona comune.
Avanzò fino ad essere completamente sommersa, poi continuò ad avanzare e avanzare per un tempo che le sembrò decisamente troppo lungo. Cercò di affrettarsi, per paura di finire il fiato e rimanere annegata. Poi una forza la gettò a terra, poi la colpì di nuovo, scaraventandola di lato. Accadde tutto così velocemente che non riusciva a capire niente, provava solo una paura immobilizzante, temeva che persino quell'acqua non la volesse lì, e la stava uccidendo semplicemente perché non era destinata ad essere una maga. Ricevette altri colpi da lato e venne sballottata a destra e sinistra, così forte da farle perdere la concentrazione e farle aprire la bocca, facendole entrare completamente l'acqua nei polmoni e lasciandola senza fiato, lì a morire.
Poi venne gettata verso l'alto, facendola schizzare fuori dalla vasca fin sopra agli ultimi gradini, sulla quale sbatté gomiti e ginocchia, facendosi malissimo. Dalla sala si alzarono esclamazioni di stupore e di terrore. Nika incominciò a rigettare con violenza tutta l'acqua che aveva bevuto, fino a riuscire a tossire aria. Tutti la guardavano immobili e in silenzio, qualcuno aveva provato ad avvicinarsi per soccorrerla, ma il preside li aveva fermati con un gesto.
Il turbinio di emozioni che stava provando Nika andavano dalla rabbia alla frustrazione alla vergogna e alla delusione. Sapeva di aver sbagliato tutto, che non era stata accettata da quell'acqua rituale, che non sarebbe mai diventata una maga, una di loro. Incominciò a piangere e a singhiozzare, risalì strisciando gli ultimi gradini per uscire dalla vasca, poi si alzò lentamente in piedi cercando di coprire con le mani le sue nudità. Guardò con rabbia verso lo specchio sulla quale tutti gli altri avevano scoperto quale fosse il loro elemento di appartenenza, ma lei lo fece solo per odio verso se stessa, per vedere che razza di fallimento era. Rimase immobile a guardarsi riflessa in quello specchio, incredula e ammutolita. Non capiva cosa significasse, ma i suoi capelli avevano effettivamente cambiato colore. Non era completamente bionda come le ragazze di luce, né completamente rossa per quelle di fuoco, né azzurre per quelle di ghiaccio né per qualsiasi altro elemento. Non aveva la testa completamente di un colore, ma varie ciocche colorate di tanti colori diversi, come se un'intera tavolozza glieli avesse dipinti. Non sapeva che cosa significasse, ma sapeva che non doveva essere una cosa normale. Si girò verso il pubblico, cercando qualcuno che le desse una spiegazione, poi il suo sguardo si incrociò con quello di Madelaine, che incominciò ad applaudirle, e tutti gli altri fecero lo stesso.
Fine del primo capitolo.
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