Mustafà e i suoi amici
di
Chris Rondinelli
genere
trans
Basato su storia realmente accaduta con aggiunte romanzate.
Conobbi Mustafà casualmente una sera nel mio quartiere e da allora ci frequentammo per mesi. Lo portai a casa mia più volte e scopammo spesso. Mi faceva impazzire con il suo bel cazzo resistente e finiva sempre per allagarmi il culo di sborra calda. Me ne innamorai al volo, non mi era mai capitata una storia seria con un uomo di colore, avevo sempre avuto piu o meno rapporti occasionali, ma fu con Mustafà che ho iniziai ad apprezzare anche le relazioni serie con questi uomini particolari, ed e stata un'esperienza fantastica.
Presentai Mustafà a mia madre quando alla fine ci fidanzammo ufficialmente. Un pomeriggio l'uomo venne da me e insieme telefonammo a mia madre che al tempo si era trasferita in veneto. Le annunciammo il lieto evento. Mamma conoscendo le mie infatuazioni settimanali e pensando fosse una delle mie solite sbandate, mi mise in guardia ma quando capì che facevo seriamente non fece alcuna opposizione. Infondo Mustafà era un brav'uomo, lavorava in un cantiere edile come muratore fino a pomeriggio tardo, e divideva casa con altri amici del senegal. Dormiva spesso da me come una classica coppia regolare.
Nei Weekend non lavorava e potevo averlo a disposizione più a lungo. I suoi amici sapevano della nostra relazione, ma non aveva ancora voluto presentarmeli forse temendo che così bella e Troia potessero aprofittarne. Io al contrario continuavo a domandargli di farmeli conoscere al piu presto. Lui non era affatto geloso, sapeva della mia Troiaggine, gli ero piaciuta proprio per questo. Ci volle del tempo però per convincerlo a presentarmi i suoi compagni di casa.
Fu uno dei Weekend libero da impegni che finalmente dopo mille insistenze si era convinto a venire da me un pomeriggio portando anche gli amici. Quel sabato mi ero messa in tiro come non avevo mai fatto in vita mia preparandomi nei minimi particolari. L'intimo profumato, con il profumo che lui stesso mi aveva regalato, un bel corpetto nero con coppe sui seni che si allacciava da dietro con grossi lacci intrecciati sulla schiena, calze a rete e reggicalze immancabili nere, tanga nero, unghie di mani e piedi smaltate e laccate, lucidalabbra e rossetto rosso fuoco. I lunghissimi capelli sciolti tra spalle e schiena, ai piedi saldali con zeppa alta, io i tacchi non li ho mai saputi portare e per non rompermi un piede sui trampoli sceglievo sempre scarpe o zoccoli con la zeppa alta ma stabili. Sopra l'intimo indossai un mini abitino stretto a pailettes blu, regalo di un mio ex, l'abito non aveva spalline e si infilava a tubo. Mi presentai alla porta di casa quando i miei ospiti arrivarono.
Notai che erano tutti della stessa età del mio uomo, sui quaranta quarantacinque anni circa, anche se certi uomini di colore dimostrano meno anni di noi bianchi quando invecchiano. Oltre a Mustafà c'erano altri tre ragazzi, mi aveva detto conviveva con quattro ma sfortunatamente uno non era potuto venire per motivi che non ho ben capito. Ero felice di conoscere i compagni di camera del mio uomo che credo di aver fatto la scema per tutto il tempo.
Certo non ero indifferente agli amici del mio Mustafà, dato continuavano a farmi complimenti a modo loro e fissarmi ad ogni occasione. Quel pomeriggio c'era la partita dell'italia in TV, e la guardammo tutti in salotto bevendo birre e tifando. Io abbracciata al mio uomo scosciata e svaccata su di lui, mentre gli altri lanciavano occhiate di invidia ad ogni occasione. Mi eccitava l'idea di essere desiderata da quei ragazzi anche se avevo rispetto per tutti e non ci provai con nessuno. Finito il primo tempo della partita mi scusai con i miei ospiti e corsi in camera da letto a masturbarmi, ero eccitatissima, non mi capitava spesso di avere in casa tutto il giorno quattro bei maschi di colore. Sapere che mi volevano scopare mi aveva eccitata non poco. Con una scusa qualsiasi lasciai gli ospiti compreso il mio uomo in salotto a parlottare tra loro, e me la filai in camera chiudendo la porta. Mi Buttai sul lettone matrimoniale, mi feci scivolare via il vestitino a paillettes restando in intimo estraendo da un cassetto li vicino un vibratore che prontamente mi infilai dentro muovendolo avanti e indietro di continuo ad occhi chiusi sdraiata sul centro del lettone sospirando.
Sapere che a pochi passi da me c'erano quei maschi mi mandava fuori di testa. Feci solo in tempo a fare un paio di stantuffate con la mia manina prima che la porta della camera si aprì e la figura di uno degli amici di Mustafà fece capolino. - Schiusa credevo fossi bagno - fu la sua mal parata. il Bagno era attaccato alla camera da letto ed aveva la porta aperta, non poteva essersi sbagliato era entrato di proposito. - Entra... pure, - gli ho risposto sorridendo maliziosamente senza vergognarmi e continuando a tenermi il vibratore infilato dentro a gambe divaricate.
L'uomo chiuse la porta dietro di se e si sedette sul bordo del lettone guardandomi senza parlare. 'Sei bela' - ha poi detto l'uomo allungando una manona per toccarmi una coscia. Lo osservai mentre si metteva sul letto a fianco a me, prese in mano il mio cazzo iniziando a masturbarmi lentamente, mentre mi guardava gemere e godere fino a che non gli sborrai sulla mano con un sospiro. L'uomo a quel punto mollò il mio cazzo e mi mise le dita sporche di sperma in bocca, le succhiai fino a pulirgliele del tutto.
Senza pensarci troppo e non temendo nemmeno di esser scoperto, si abbassò in un attimo i pantaloni mentre mi alzavo chinandomi su di lui, aveva un bel cazzo grosso già duro che presi in mano e poi in bocca succhiandolo avidamente scostandomi da un lato i capelli. Lo feci venire quasi all'istante ingoiando tutta la sua sperma calda e ripulendogli pure la grossa e turgida cappella. il ragazzo dopo il servizietto si sistemò alla svelta e disse che mi aspettava in salotto con gli altri. Risposi che arrivavo subito, il tempo di risistemarmi.
Ecco fatto mi dissi tra me, Troia non ti smentisci mai, sorrisi pulendomi bene le labbra dalla sborra rimasta e rimettendomi il rossetto davanti allo specchio ancora in intimo. Pochi istanti dopo la porta della camera si riapri' nuovamente. Un'altro dei tre ragazzi era venuto a fare la mia conoscenza mettendo dentro la testa. - Prego caro, entra pure - gli feci con lo stesso sorrisetto malizioso del primo e il rossetto tra le mani. il ragazzo in piedi mi guardava con desiderio, poi azzardò - Mustafà ti vuole salotto, partita iniziata... - Mi scostai i capelli sistemandomeli con le mani, e sorridendo gli risposi che prima avevo voglia di fare l'amore.
Mi si avvicinò in silenzio allungando un braccio e mi accarezzò i capelli, poi senza preavviso mi si buttò addosso baciandomi sulla bocca cogliendomi alla sprovvista. Non ebbi il tempo di allontanarlo, chissà da quanto non scopavano quei ragazzi, erano in italia da tempo solo casa lavoro, poche distrazioni e zero donne. Lasciai quindi che anche quello si sfogasse baciandolo a mia volta, si abbassò pantaloni e mutande, e mi fece voltare con fare abbastanza brusco e poco gentile. Lo lasciai fare nuovamente senza protestare, solitamente l'uomo aggressivo non mi piace affatto, ma l'irruenza di certi uomini di colore non mi ha mai lasciata indifferente.
Mi allargò le gambe mettendo la sua grossa cappella tra le mie morbide natiche scostandomi da un lato il filo di licra del tanga, e spinse facendomi male. Lo fermai, ma lui mi tolse la mano e ci riprovò una seconda volta. La spinta ebbe successo, e la sua cappella scivolò dentro al mio culo. Mi scostò i lunghi capelli dal collo per baciarmelo. Già eccitata godevo e ansimavo, mi attaccai a lui prendendogli con entrambe le braccia il bacino e lo aiutai a spingermelo piu dentro possibile. L'uomo iniziò a stantuffarmi dentro e fuori sempre più velocemente e mi dovetti mordermi le labbra per non urlare. Puttana fino al midollo.
Non vedendomi tornare in salotto o forse per cercare l'amico, il primo a cui avevo fatto il pompino tornò in camera beccandoci sul fatto a scopare come maiali. Entrò chiudendo la porta. Quello che mi scopava disse qualcosa all'altro che non compresi, ma che l'altro comprese benissimo. Anche lui salì sul lettone a pantaloni abbassati infilandomi nuovamente il suo cazzo in gola, mentre l'amico ci dava dentro a rompermi il culo da dietro. Un Deja Vu già visto milioni di volte.
I due maschi neri si darono da fare su di me per qualche minuto prima che anche gli altri due rimasti, il terzo uomo e il mio Mustafà venissero a cercarci. Proprio Mustafà fu il primo ad entrare in camera spalancando la porta e trovando i suoi due amici impegnati a sfondarmi culo e bocca. Un qualsiasi altro uomo geloso si sarebbe prima incazzato con gli amici, poi con me ma non il mio Mustafà, che sorridendo e dicendo un paio di frasi all'altro nella loro lingua africana se la risero di gusto. A quel punto al diavolo la partita dell'italia, la sua donna e i suoi amici venivano prima di tutto. Mustafà disse qualcosa in quella lingua che solo loro capivano, e devo dire mi sentivo un po esclusa quando si rivolgevano tra loro in lingua madre. Subito dopo si spogliarono sia lui che l'amico rimasto, e si unirono agli altri due su di me. Ho sorriso al mio uomo mentre quello dietro mi stantuffava come un Toro facendomi impazzire e rompendomi il culo.
Il mio Mustafà con il cazzo duro e nudo come gli altri mi si e avvicinato, mi ha baciata sulle labbra, un bacio fugace. Abozzai un sorrisetto e nel frattempo l'unico che ancora non mi aveva abusata, mi infilò il suo bel cazzo in gola da succhiare.
Lui dal canto suo rimase li a guardare gli amici che mi scopavano insieme a turno in bocca e in culo senza batter ciglio, anzi, mi prese una mano libera, per dimostrarmi il suo amore. Non intervenne nemmeno una volta, lasciando che gli amici facessero il loro dovere di maschi sulla sua donna. Lo amai ancora di più in quel momento, aveva fatto un gesto davvero bellissimo. Loro avevano bisogno di svuotarsi le palle e il mio uomo li lasciò abusarmi in ogni modo senza farsi tanti problemi. Mi teneva la manina, e mi incitava a darmi da fare meglio che potevo. Cercai di fare del mio meglio per non deluderlo, volevo che Mustafà fosse orgoglioso della sua Troia, ma tener testa a tre uomini neri come il carbone che non scopavano da tempo, non era facile nemmeno per una Puttana navigata come me.
Mustafà voleva vedermi scopata nel culo da due di loro, e benché avessi provato pochissime volte quella situazione e fossi un tantino preoccupata dalle dimensioni dei cazzi dei suoi amici, non fiatai fidandomi di lui. Diede quindi ordine che due di loro si mettessero dietro di me sdraiata a gambe larghe a pancia sotto sul lettone in lingerie. Il terzo davanti alla mia faccia con il suo cazzo nella mia bocca, mentre i due provarono una bella ma difficile doppia nel culo. Dico difficile perchè chi l'ha provata sa che due uomini che infilano un cazzo nello stesso buco devono avere una coordinazione e un affiatamento preciso.
Senza contrastarsi l'uno con l'altro i due maschi tentarono di farmi entrare i loro cazzi grossi e duri dentro senza riuscirci. Fu Mustafà ad agevolarli lasciando la mia manina e cercando di allargarmi con le sue mani più che poteva. Finalmente con l'aiuto del mio uomo, i due ragazzi riuscirono nell'impresa, e fecero scivolare i loro cazzi dentro di me. Fu una sensazione unica e indescrivibile, mi sentii riempita da loro che iniziarono a muovere avanti e indietro avanti e indietro insieme.
Cercavo di rilassarmi ad occhi chiusi ma con il cazzo in gola del terzo che non mi dava respiro, mentre il mio Mustafà era tornato a tenermi la manina accanto accarezzandomi i lunghissimi capelli. Tremavo come una foglia, scossa dal piacere e un po dal dolore intanto che i due dietro spingevano dentro e fuori in sincronia i loro cazzi dal mio culo ormai sfondatissimo.
Godevo fin quasi alle lacrime non per il dolore ma per la gioia e il troppo piacere. La doppia penetrazione ha un forte impatto emotivo fa perdere il controllo. Avevo il corpo continuamente scosso da fremiti di piacere, gemevo forte con il cazzo in bocca del terzo che attutiva i miei gemiti. Fui presto riempita di calda sperma sia in culo dove sentii dei fiotti caldi allagarmi e riempirmi doppiamente, che in bocca dove quello era venuto. Ingoiai tutto ciò che potevo ingoiare, mentre il mio uomo mi accarezzava la testa e mi osservava compiaciuto. Avrebbe potuto chiedermi qualunque cosa e lo avrei fatto senza fiatare. Queste cose si fanno per amore.
A quel punto a nessuno interessava il risultato della partita. Terminati di svuotarsi le palle finalmente fui liberata, i tre a turno fecero un salto in bagno per ripulirsi e rinfrescarsi dalla fatica mentre io ci misi un po per trovare le forze e risollevarmi dal letto. Avevo i muscoli delle gambe atrofizzati e non riuscivo a muovermi con il culo slargato che mi doleva e mi bruciava, ero stata fantastica. Quando tutti tornarono vestiti e rinfrescati mi aiutarono lentamente ad alzarmi e portarmi in bagno. Avevo il culo rotto completamente e i muscoli mi rispondevano a fatica. Passai quasi tutto il Weekend ovviamente muovendomi a rallentatore. I tre amici di Mustafà decisero di lasciarci soli, e trascorsi il fine settimana con lui ma senza purtroppo fare l'amore dato ero fuori uso distrutta da quell'esperienza.
Qualche tempo dopo complice la stagione estiva, a Mustafà arrivarono le meritate vacanze, quindi gli chiesi se volesse accompagnarmi da mia madre, era molto tempo non la vedevo e avrei gradito la compagnia del mio uomo in quel viaggio. Partimmo con la sua auto, una modesta utilitaria ma che macinava senza problemi chilometri di strada. La Avvisai il giorno prima, ed ero eccitatissima come una bimba al solo pensiero di portare Mustafà a casa di mia madre a conoscerla.
Lei non ebbe nulla da obiettare, anzi si disse molto contenta di rivedermi dopo tanto tempo dall'ultima sua visita in città. il viaggio in se non fu nulla di particolare, arrivammo a destinazione verso il primo pomeriggio, ci fermammo a prendere delle pizze al volo da mangiare in macchina non volevamo perderci nemmeno un minuto di quel viaggio. Arrivammo da lei verso mezzogiorno e mezzo circa.
Parcheggiammo l'auto sotto casa sua, e suonammo il citofono. Nel salire le scale mi sentivo eccitatissima, ero vestita da troia e speravo che mamma vedendomi conciata così non iniziasse una delle sue solite prediche. Avevo degli Shorts in Jeans sgambatissimi che usavo mettere molto spesso l'estate, ai piedi avevo degli stivali neri, lo stesso corpetto che avevo indossato per la volta scorsa i miei bellissimi e lunghissimi capelli raccolti a coda alta con ciocche sciolte ai lati del viso, lucidalabbra, unghie smaltate di rosso laccate e lucide, matita contorno occhi.
Arrivata finalmente alla porta, mamma ci attendeva sull'uscio. L'abbracciai baciandola e stringendola forte forte, il mio uomo si presentò porgendole la mano educatamente ed entrammo in casa. Entrati in casa volle guardarmi bene e mi fece fare una giravolta su me stessa dicendomi che mi trovava in ottima forma. Almeno al momento non aveva commentato il mio abbigliamento da puttanella, ma forse mi conosceva troppo bene per lamentarsi. Le risposi che era merito di Mustafà se mi trovava così in forma, fare l'amore brucia calorie le ricordai. Mamma ne aprofittò subito per fare una delle sue solite uscite - 'Immagino dev'essere ben dotato come piace a te - rispose. Era tipico di lei fare certe uscite, mia madre era una donna a due facce, se le girava bene diventava una macchietta, non era cambiata molto dall'ultima volta che la vidi. Ci sedemmo sul divanetto insieme, e come avevo giustamente immaginato, mi fece il solito cazziatone per l'abbigliamento un po troppo da Troietta che non aveva notato all'inizio. Le ricordai che io ero una gran Troia non una semplice Troietta. Le dissi proprio così, anche il mio uomo lo confermò scherzosamente. Ovviamente nessuno dei due accennò a mamma il fatto che una settimana prima ero stata sfondata dai suoi amici.
Mustafà con mia sorpresa parlava volentieri con mia madre rivelandosi educato sempre gentile e mai troppo volgare. Se faceva qualche battuta un po spinta su di me, la faceva subito passare per scherzo, cosa che lei apprezzava moltissimo. Stranamente mamma non ci ostacolò come faceva quando le portavo un'uomo da conoscere. Con Mustafà ebbe subito un rapporto di amicizia spontanea e affettuosa. Tanto che osai aggiungere poteva già considerarla sua suocera. Scoppiò a ridere dicendo che correvo troppo. In Effetti ero e rimango ancora oggi una persona che fa sempre il passo troppo lungo, entrando nei loro discorsi, precisai che il nostro era un vero rapporto d'amore e non la solita sbandata del momento. A dimostrazione di quello che dicevo mi sedetti sulle sue ginocchia abbracciandolo al collo e baciandolo sulla bocca davanti a lei. Volevo farle vedere che avevamo intenzioni serie, e la cosa mi stava eccitando parecchio come sempre.
Con la scusa che eravamo assai sudati, anche se in casa era acceso un rinfrescante condizionatore moderno, cercai di far spogliare Mustafà, che stette al gioco e mi accontentò più che volentieri denudandosi senza tanti problemi davanti a mia madre. Adesso anche lei poteva constatare che era proprio dotato come aveva detto poco prima. Mamma restò piacevolmente sorpresa dalle dimensioni del cazzo del mio uomo seduto sul divanetto rilassato, mentre io vicina a lui glielo prendevo in mano sorridendo e lo masturbavo lentamente davanti al suo sguardo.
Sempre senza un minimo di vergogna o esitazione, mi chinai tra le gambe aperte del mio uomo, e mi infilai in bocca il suo bel palo nero con le mie labbra carnose succhiandolo. Mi scostai i lunghissimi capelli da un lato per far vedere bene il mio viso sia a Mustafà che a mia madre, e iniziai a darmi da fare sotto gli occhi di entrambi. Mamma borbottò qualcosa che non capii, ma non me ne curai, anche Mustafà si era eccitato alla situazione.
Aveva rispetto per mia madre, e non voleva offenderla in nessun modo, ma non poteva sottrarsi se avevo voglia di succhiargli il cazzo davanti ai suoi occhi. Lei tutto sommato non protestò più di tanto. Era abituata a certi spettacoli ormai da parte mia.
Mamma si era fatta molto attenta alla situazione, e ci guardava con interesse. Fatto un servizietto veloce con la bocca al mio uomo, le chiesi di poter usufruire del suo letto, dato sul divanetto dove ci trovavamo non si stava poi tanto comodi. Lei tentennò un istante prima di concederci il suo letto, a patto che non glielo sporcassimo e non facessimo rumore per la gente che poteva sentire negli appartamenti a fianco al suo. La rassicurai che avremmo fatto attenzione, e passammo nel reparto camera. Mia madre viveva in un monolocale, quindi li dentro era tutto limitato in uno spazio unico, la camera era separata dal salotto cucina da una porta, vicino c'era il bagno e un balconcino che si affacciava direttamente sulla strada dove avevamo parcheggiato l'auto di Mustafà. Ci buttammo sul lettone pulito e fresco baciandoci. Mentre baciavo appassionatamente il mio uomo, gli masturbavo il cazzo duro e strusciavo il mio fuori dal perizoma contro il suo. La cosa eccitava entrambi, la pelle nera lucida e sudaticcia di Mustafà mi mandava in estasi, anche mamma vedevo con la coda dell'occhio non era indifferente alla situazione, la sentivo cambiata parecchio dall'ultima volta che ci eravamo trovate.
Aveva detto potevamo chiudere la porta per lasciarci un po di privacy, io l'avevo lasciata invece spalancata sapendo che ci avrebbe dato un'occhiatina, e infatti così fu. Mamma non e mai stata tipo da toccarsi o fare cose sconce, non era la sua natura di donna pudica e cristiana, ma questo non le impediva di assistere a ciò che stavamo facendo, e credo anche divertirsi a vedermi presa da un maschio nero. Finalmente dopo tanti preliminari passammo a fare seriamente, mi misi sdraiata sul fianco sinistro al centro del lettone, Mustafà dietro mi teneva sollevata la gamba destra, scostandomi da un lato il lembo del perizomino che mi copriva poco o nulla, lui mise la sua grossa e turgida cappella dritta nel mio spacco, spingendo poco alla volta attento a non irritarmelo, ero appena guarita dalla doppia penetrazione subita nemmeno qualche settimana prima. Quando la sua lucida cappella entrò dentro di me, chiusi gli occhi e sospirai forte. Mamma era a pochi passi da noi, si era seduta su una sedia che era posizionata accanto al letto dalla parte destra, la sua posizione era nemmeno farlo apposta adattissima per ammirare tutta la scena del cazzo di Mustafà che mi penetrava lentamente sempre piu dentro fino ad arrivare alle palle. Quanto tempo era passato dall'ultima volta che mi ero fatta sfondare da un'uomo in sua presenza? adesso eccomi li, nuovamente a goderle in faccia il mio piacere, mentre un nero mi scopava sul suo letto. Se non sono una puttana io chi lo sarebbe????
Certe cose non cambiano mai fortunatamente ed ero così felice che anche lei potesse assistere dopo anni ancora una volta al mio piacere. L'uomo iniziava a fare dentro e fuori prendendo velocità, muovendo il bacino avanti e indietro. Tenevo gli occhi addosso a mamma vedendola molto coinvolta, e la cosa mi riempiva di gioia immensa. Poche volte aveva partecipato così attivamente ad un rapporto tra me e un uomo. Il tempo trascorso lontane doveva averla cambiata in meglio, o almeno era quello che pensavo io in quell'istante di pura passione.
Avevamo fatto la cosa giusta ad andarla a trovare, e avevo fatto bene come sempre a farle vedere che Troia ero tanto perchè non se lo dimenticasse. Dopo qualche pompata in culo Mustafà mi fece cambiare posizione, ma lo fermai un istante, volevo provare a coinvolgere anche mia madre e vedere cosa sarebbe accaduto. Sapevo che non avrebbe mai accettato di farsi toccare dall'uomo quindi mi rivolsi a lei chiedendole se almeno poteva aiutarci in un altro modo, il mio uomo era stanco dal viaggio, e da soli non potevamo continuare il rapporto. La convinsi con poche ma efficaci parole. Mamma è sempre stata buona e forse anche ingenua, era abbastanza facile con le giuste maniere alla lunga convincerla a fare quello che volevo. Come detto c'erano cose che per morale e pudore non sarei mai riuscita a farle fare ovviamente, ma per quello che mi interessava da lei lo ottenevo sempre. La invitai quindi ad avvicinarsi a noi, scendemmo dal letto, una scusa buona per non sporcarglielo, mi misi in piedi a gambe divaricatr e le chiesi di stringermi forte come quando ci eravamo salutate poco prima all'entrata di casa.
Mi lasciai andare tra le braccia di mia madre che mi teneva stretta a lei in un abbraccio passionale in lingerie nera. Mentre lui nudo dietro di me mi prese unendosi a noi in una specie di abbraccio a tre, allargando le braccia circondò me e prese anche le braccia di mamma che aveva una vestaglia senza maniche addosso. Lei ovviamente era molto imbarazzata, ma non ci fu tempo per vergognarsi perché Mustafà spinse il suo bacino in avanti facendo scivolare nuovamente il suo bel cazzo nero dentro di me.
Ho chiuso gli occhi sospirando forte appoggiata con il viso alla guancia di mia madre che mi teneva a stento. L'uomo iniziò a stantuffarmi avanti e indietro senza mai mollare l'abbraccio, mamma venne spinta dalla forza di Mustafà e dovemmo farla appoggiare al muro della camera perché non finisse a terra. La scena reale ma surreale allo stesso tempo era eccitantissima una meraviglia. Sollevai la testa dalla sua gunacia per guardarla dritta negli occhi sorridendo mentre Mustafà mi massacrava il culo a colpi di cazzo. Mai momento per me fu più bello. Voltai la testa una sola volta per baciare sulla bocca il mio uomo nlsempre abbracciata a mia madre. Mustafà non resistette a lungo stavolta, l'eccitazione dovette essere troppa anche per lui, e dopo qualche altra pompata ma ben assestata che mi sfondò le pareti del culo, venne copiosamente dentro di me allagandomi le viscere di calda sperma bianca svuotandosi completamente le palle, un momento unico che avrei voluto davvero filmare.
chrisbabyface@libero.it
Conobbi Mustafà casualmente una sera nel mio quartiere e da allora ci frequentammo per mesi. Lo portai a casa mia più volte e scopammo spesso. Mi faceva impazzire con il suo bel cazzo resistente e finiva sempre per allagarmi il culo di sborra calda. Me ne innamorai al volo, non mi era mai capitata una storia seria con un uomo di colore, avevo sempre avuto piu o meno rapporti occasionali, ma fu con Mustafà che ho iniziai ad apprezzare anche le relazioni serie con questi uomini particolari, ed e stata un'esperienza fantastica.
Presentai Mustafà a mia madre quando alla fine ci fidanzammo ufficialmente. Un pomeriggio l'uomo venne da me e insieme telefonammo a mia madre che al tempo si era trasferita in veneto. Le annunciammo il lieto evento. Mamma conoscendo le mie infatuazioni settimanali e pensando fosse una delle mie solite sbandate, mi mise in guardia ma quando capì che facevo seriamente non fece alcuna opposizione. Infondo Mustafà era un brav'uomo, lavorava in un cantiere edile come muratore fino a pomeriggio tardo, e divideva casa con altri amici del senegal. Dormiva spesso da me come una classica coppia regolare.
Nei Weekend non lavorava e potevo averlo a disposizione più a lungo. I suoi amici sapevano della nostra relazione, ma non aveva ancora voluto presentarmeli forse temendo che così bella e Troia potessero aprofittarne. Io al contrario continuavo a domandargli di farmeli conoscere al piu presto. Lui non era affatto geloso, sapeva della mia Troiaggine, gli ero piaciuta proprio per questo. Ci volle del tempo però per convincerlo a presentarmi i suoi compagni di casa.
Fu uno dei Weekend libero da impegni che finalmente dopo mille insistenze si era convinto a venire da me un pomeriggio portando anche gli amici. Quel sabato mi ero messa in tiro come non avevo mai fatto in vita mia preparandomi nei minimi particolari. L'intimo profumato, con il profumo che lui stesso mi aveva regalato, un bel corpetto nero con coppe sui seni che si allacciava da dietro con grossi lacci intrecciati sulla schiena, calze a rete e reggicalze immancabili nere, tanga nero, unghie di mani e piedi smaltate e laccate, lucidalabbra e rossetto rosso fuoco. I lunghissimi capelli sciolti tra spalle e schiena, ai piedi saldali con zeppa alta, io i tacchi non li ho mai saputi portare e per non rompermi un piede sui trampoli sceglievo sempre scarpe o zoccoli con la zeppa alta ma stabili. Sopra l'intimo indossai un mini abitino stretto a pailettes blu, regalo di un mio ex, l'abito non aveva spalline e si infilava a tubo. Mi presentai alla porta di casa quando i miei ospiti arrivarono.
Notai che erano tutti della stessa età del mio uomo, sui quaranta quarantacinque anni circa, anche se certi uomini di colore dimostrano meno anni di noi bianchi quando invecchiano. Oltre a Mustafà c'erano altri tre ragazzi, mi aveva detto conviveva con quattro ma sfortunatamente uno non era potuto venire per motivi che non ho ben capito. Ero felice di conoscere i compagni di camera del mio uomo che credo di aver fatto la scema per tutto il tempo.
Certo non ero indifferente agli amici del mio Mustafà, dato continuavano a farmi complimenti a modo loro e fissarmi ad ogni occasione. Quel pomeriggio c'era la partita dell'italia in TV, e la guardammo tutti in salotto bevendo birre e tifando. Io abbracciata al mio uomo scosciata e svaccata su di lui, mentre gli altri lanciavano occhiate di invidia ad ogni occasione. Mi eccitava l'idea di essere desiderata da quei ragazzi anche se avevo rispetto per tutti e non ci provai con nessuno. Finito il primo tempo della partita mi scusai con i miei ospiti e corsi in camera da letto a masturbarmi, ero eccitatissima, non mi capitava spesso di avere in casa tutto il giorno quattro bei maschi di colore. Sapere che mi volevano scopare mi aveva eccitata non poco. Con una scusa qualsiasi lasciai gli ospiti compreso il mio uomo in salotto a parlottare tra loro, e me la filai in camera chiudendo la porta. Mi Buttai sul lettone matrimoniale, mi feci scivolare via il vestitino a paillettes restando in intimo estraendo da un cassetto li vicino un vibratore che prontamente mi infilai dentro muovendolo avanti e indietro di continuo ad occhi chiusi sdraiata sul centro del lettone sospirando.
Sapere che a pochi passi da me c'erano quei maschi mi mandava fuori di testa. Feci solo in tempo a fare un paio di stantuffate con la mia manina prima che la porta della camera si aprì e la figura di uno degli amici di Mustafà fece capolino. - Schiusa credevo fossi bagno - fu la sua mal parata. il Bagno era attaccato alla camera da letto ed aveva la porta aperta, non poteva essersi sbagliato era entrato di proposito. - Entra... pure, - gli ho risposto sorridendo maliziosamente senza vergognarmi e continuando a tenermi il vibratore infilato dentro a gambe divaricate.
L'uomo chiuse la porta dietro di se e si sedette sul bordo del lettone guardandomi senza parlare. 'Sei bela' - ha poi detto l'uomo allungando una manona per toccarmi una coscia. Lo osservai mentre si metteva sul letto a fianco a me, prese in mano il mio cazzo iniziando a masturbarmi lentamente, mentre mi guardava gemere e godere fino a che non gli sborrai sulla mano con un sospiro. L'uomo a quel punto mollò il mio cazzo e mi mise le dita sporche di sperma in bocca, le succhiai fino a pulirgliele del tutto.
Senza pensarci troppo e non temendo nemmeno di esser scoperto, si abbassò in un attimo i pantaloni mentre mi alzavo chinandomi su di lui, aveva un bel cazzo grosso già duro che presi in mano e poi in bocca succhiandolo avidamente scostandomi da un lato i capelli. Lo feci venire quasi all'istante ingoiando tutta la sua sperma calda e ripulendogli pure la grossa e turgida cappella. il ragazzo dopo il servizietto si sistemò alla svelta e disse che mi aspettava in salotto con gli altri. Risposi che arrivavo subito, il tempo di risistemarmi.
Ecco fatto mi dissi tra me, Troia non ti smentisci mai, sorrisi pulendomi bene le labbra dalla sborra rimasta e rimettendomi il rossetto davanti allo specchio ancora in intimo. Pochi istanti dopo la porta della camera si riapri' nuovamente. Un'altro dei tre ragazzi era venuto a fare la mia conoscenza mettendo dentro la testa. - Prego caro, entra pure - gli feci con lo stesso sorrisetto malizioso del primo e il rossetto tra le mani. il ragazzo in piedi mi guardava con desiderio, poi azzardò - Mustafà ti vuole salotto, partita iniziata... - Mi scostai i capelli sistemandomeli con le mani, e sorridendo gli risposi che prima avevo voglia di fare l'amore.
Mi si avvicinò in silenzio allungando un braccio e mi accarezzò i capelli, poi senza preavviso mi si buttò addosso baciandomi sulla bocca cogliendomi alla sprovvista. Non ebbi il tempo di allontanarlo, chissà da quanto non scopavano quei ragazzi, erano in italia da tempo solo casa lavoro, poche distrazioni e zero donne. Lasciai quindi che anche quello si sfogasse baciandolo a mia volta, si abbassò pantaloni e mutande, e mi fece voltare con fare abbastanza brusco e poco gentile. Lo lasciai fare nuovamente senza protestare, solitamente l'uomo aggressivo non mi piace affatto, ma l'irruenza di certi uomini di colore non mi ha mai lasciata indifferente.
Mi allargò le gambe mettendo la sua grossa cappella tra le mie morbide natiche scostandomi da un lato il filo di licra del tanga, e spinse facendomi male. Lo fermai, ma lui mi tolse la mano e ci riprovò una seconda volta. La spinta ebbe successo, e la sua cappella scivolò dentro al mio culo. Mi scostò i lunghi capelli dal collo per baciarmelo. Già eccitata godevo e ansimavo, mi attaccai a lui prendendogli con entrambe le braccia il bacino e lo aiutai a spingermelo piu dentro possibile. L'uomo iniziò a stantuffarmi dentro e fuori sempre più velocemente e mi dovetti mordermi le labbra per non urlare. Puttana fino al midollo.
Non vedendomi tornare in salotto o forse per cercare l'amico, il primo a cui avevo fatto il pompino tornò in camera beccandoci sul fatto a scopare come maiali. Entrò chiudendo la porta. Quello che mi scopava disse qualcosa all'altro che non compresi, ma che l'altro comprese benissimo. Anche lui salì sul lettone a pantaloni abbassati infilandomi nuovamente il suo cazzo in gola, mentre l'amico ci dava dentro a rompermi il culo da dietro. Un Deja Vu già visto milioni di volte.
I due maschi neri si darono da fare su di me per qualche minuto prima che anche gli altri due rimasti, il terzo uomo e il mio Mustafà venissero a cercarci. Proprio Mustafà fu il primo ad entrare in camera spalancando la porta e trovando i suoi due amici impegnati a sfondarmi culo e bocca. Un qualsiasi altro uomo geloso si sarebbe prima incazzato con gli amici, poi con me ma non il mio Mustafà, che sorridendo e dicendo un paio di frasi all'altro nella loro lingua africana se la risero di gusto. A quel punto al diavolo la partita dell'italia, la sua donna e i suoi amici venivano prima di tutto. Mustafà disse qualcosa in quella lingua che solo loro capivano, e devo dire mi sentivo un po esclusa quando si rivolgevano tra loro in lingua madre. Subito dopo si spogliarono sia lui che l'amico rimasto, e si unirono agli altri due su di me. Ho sorriso al mio uomo mentre quello dietro mi stantuffava come un Toro facendomi impazzire e rompendomi il culo.
Il mio Mustafà con il cazzo duro e nudo come gli altri mi si e avvicinato, mi ha baciata sulle labbra, un bacio fugace. Abozzai un sorrisetto e nel frattempo l'unico che ancora non mi aveva abusata, mi infilò il suo bel cazzo in gola da succhiare.
Lui dal canto suo rimase li a guardare gli amici che mi scopavano insieme a turno in bocca e in culo senza batter ciglio, anzi, mi prese una mano libera, per dimostrarmi il suo amore. Non intervenne nemmeno una volta, lasciando che gli amici facessero il loro dovere di maschi sulla sua donna. Lo amai ancora di più in quel momento, aveva fatto un gesto davvero bellissimo. Loro avevano bisogno di svuotarsi le palle e il mio uomo li lasciò abusarmi in ogni modo senza farsi tanti problemi. Mi teneva la manina, e mi incitava a darmi da fare meglio che potevo. Cercai di fare del mio meglio per non deluderlo, volevo che Mustafà fosse orgoglioso della sua Troia, ma tener testa a tre uomini neri come il carbone che non scopavano da tempo, non era facile nemmeno per una Puttana navigata come me.
Mustafà voleva vedermi scopata nel culo da due di loro, e benché avessi provato pochissime volte quella situazione e fossi un tantino preoccupata dalle dimensioni dei cazzi dei suoi amici, non fiatai fidandomi di lui. Diede quindi ordine che due di loro si mettessero dietro di me sdraiata a gambe larghe a pancia sotto sul lettone in lingerie. Il terzo davanti alla mia faccia con il suo cazzo nella mia bocca, mentre i due provarono una bella ma difficile doppia nel culo. Dico difficile perchè chi l'ha provata sa che due uomini che infilano un cazzo nello stesso buco devono avere una coordinazione e un affiatamento preciso.
Senza contrastarsi l'uno con l'altro i due maschi tentarono di farmi entrare i loro cazzi grossi e duri dentro senza riuscirci. Fu Mustafà ad agevolarli lasciando la mia manina e cercando di allargarmi con le sue mani più che poteva. Finalmente con l'aiuto del mio uomo, i due ragazzi riuscirono nell'impresa, e fecero scivolare i loro cazzi dentro di me. Fu una sensazione unica e indescrivibile, mi sentii riempita da loro che iniziarono a muovere avanti e indietro avanti e indietro insieme.
Cercavo di rilassarmi ad occhi chiusi ma con il cazzo in gola del terzo che non mi dava respiro, mentre il mio Mustafà era tornato a tenermi la manina accanto accarezzandomi i lunghissimi capelli. Tremavo come una foglia, scossa dal piacere e un po dal dolore intanto che i due dietro spingevano dentro e fuori in sincronia i loro cazzi dal mio culo ormai sfondatissimo.
Godevo fin quasi alle lacrime non per il dolore ma per la gioia e il troppo piacere. La doppia penetrazione ha un forte impatto emotivo fa perdere il controllo. Avevo il corpo continuamente scosso da fremiti di piacere, gemevo forte con il cazzo in bocca del terzo che attutiva i miei gemiti. Fui presto riempita di calda sperma sia in culo dove sentii dei fiotti caldi allagarmi e riempirmi doppiamente, che in bocca dove quello era venuto. Ingoiai tutto ciò che potevo ingoiare, mentre il mio uomo mi accarezzava la testa e mi osservava compiaciuto. Avrebbe potuto chiedermi qualunque cosa e lo avrei fatto senza fiatare. Queste cose si fanno per amore.
A quel punto a nessuno interessava il risultato della partita. Terminati di svuotarsi le palle finalmente fui liberata, i tre a turno fecero un salto in bagno per ripulirsi e rinfrescarsi dalla fatica mentre io ci misi un po per trovare le forze e risollevarmi dal letto. Avevo i muscoli delle gambe atrofizzati e non riuscivo a muovermi con il culo slargato che mi doleva e mi bruciava, ero stata fantastica. Quando tutti tornarono vestiti e rinfrescati mi aiutarono lentamente ad alzarmi e portarmi in bagno. Avevo il culo rotto completamente e i muscoli mi rispondevano a fatica. Passai quasi tutto il Weekend ovviamente muovendomi a rallentatore. I tre amici di Mustafà decisero di lasciarci soli, e trascorsi il fine settimana con lui ma senza purtroppo fare l'amore dato ero fuori uso distrutta da quell'esperienza.
Qualche tempo dopo complice la stagione estiva, a Mustafà arrivarono le meritate vacanze, quindi gli chiesi se volesse accompagnarmi da mia madre, era molto tempo non la vedevo e avrei gradito la compagnia del mio uomo in quel viaggio. Partimmo con la sua auto, una modesta utilitaria ma che macinava senza problemi chilometri di strada. La Avvisai il giorno prima, ed ero eccitatissima come una bimba al solo pensiero di portare Mustafà a casa di mia madre a conoscerla.
Lei non ebbe nulla da obiettare, anzi si disse molto contenta di rivedermi dopo tanto tempo dall'ultima sua visita in città. il viaggio in se non fu nulla di particolare, arrivammo a destinazione verso il primo pomeriggio, ci fermammo a prendere delle pizze al volo da mangiare in macchina non volevamo perderci nemmeno un minuto di quel viaggio. Arrivammo da lei verso mezzogiorno e mezzo circa.
Parcheggiammo l'auto sotto casa sua, e suonammo il citofono. Nel salire le scale mi sentivo eccitatissima, ero vestita da troia e speravo che mamma vedendomi conciata così non iniziasse una delle sue solite prediche. Avevo degli Shorts in Jeans sgambatissimi che usavo mettere molto spesso l'estate, ai piedi avevo degli stivali neri, lo stesso corpetto che avevo indossato per la volta scorsa i miei bellissimi e lunghissimi capelli raccolti a coda alta con ciocche sciolte ai lati del viso, lucidalabbra, unghie smaltate di rosso laccate e lucide, matita contorno occhi.
Arrivata finalmente alla porta, mamma ci attendeva sull'uscio. L'abbracciai baciandola e stringendola forte forte, il mio uomo si presentò porgendole la mano educatamente ed entrammo in casa. Entrati in casa volle guardarmi bene e mi fece fare una giravolta su me stessa dicendomi che mi trovava in ottima forma. Almeno al momento non aveva commentato il mio abbigliamento da puttanella, ma forse mi conosceva troppo bene per lamentarsi. Le risposi che era merito di Mustafà se mi trovava così in forma, fare l'amore brucia calorie le ricordai. Mamma ne aprofittò subito per fare una delle sue solite uscite - 'Immagino dev'essere ben dotato come piace a te - rispose. Era tipico di lei fare certe uscite, mia madre era una donna a due facce, se le girava bene diventava una macchietta, non era cambiata molto dall'ultima volta che la vidi. Ci sedemmo sul divanetto insieme, e come avevo giustamente immaginato, mi fece il solito cazziatone per l'abbigliamento un po troppo da Troietta che non aveva notato all'inizio. Le ricordai che io ero una gran Troia non una semplice Troietta. Le dissi proprio così, anche il mio uomo lo confermò scherzosamente. Ovviamente nessuno dei due accennò a mamma il fatto che una settimana prima ero stata sfondata dai suoi amici.
Mustafà con mia sorpresa parlava volentieri con mia madre rivelandosi educato sempre gentile e mai troppo volgare. Se faceva qualche battuta un po spinta su di me, la faceva subito passare per scherzo, cosa che lei apprezzava moltissimo. Stranamente mamma non ci ostacolò come faceva quando le portavo un'uomo da conoscere. Con Mustafà ebbe subito un rapporto di amicizia spontanea e affettuosa. Tanto che osai aggiungere poteva già considerarla sua suocera. Scoppiò a ridere dicendo che correvo troppo. In Effetti ero e rimango ancora oggi una persona che fa sempre il passo troppo lungo, entrando nei loro discorsi, precisai che il nostro era un vero rapporto d'amore e non la solita sbandata del momento. A dimostrazione di quello che dicevo mi sedetti sulle sue ginocchia abbracciandolo al collo e baciandolo sulla bocca davanti a lei. Volevo farle vedere che avevamo intenzioni serie, e la cosa mi stava eccitando parecchio come sempre.
Con la scusa che eravamo assai sudati, anche se in casa era acceso un rinfrescante condizionatore moderno, cercai di far spogliare Mustafà, che stette al gioco e mi accontentò più che volentieri denudandosi senza tanti problemi davanti a mia madre. Adesso anche lei poteva constatare che era proprio dotato come aveva detto poco prima. Mamma restò piacevolmente sorpresa dalle dimensioni del cazzo del mio uomo seduto sul divanetto rilassato, mentre io vicina a lui glielo prendevo in mano sorridendo e lo masturbavo lentamente davanti al suo sguardo.
Sempre senza un minimo di vergogna o esitazione, mi chinai tra le gambe aperte del mio uomo, e mi infilai in bocca il suo bel palo nero con le mie labbra carnose succhiandolo. Mi scostai i lunghissimi capelli da un lato per far vedere bene il mio viso sia a Mustafà che a mia madre, e iniziai a darmi da fare sotto gli occhi di entrambi. Mamma borbottò qualcosa che non capii, ma non me ne curai, anche Mustafà si era eccitato alla situazione.
Aveva rispetto per mia madre, e non voleva offenderla in nessun modo, ma non poteva sottrarsi se avevo voglia di succhiargli il cazzo davanti ai suoi occhi. Lei tutto sommato non protestò più di tanto. Era abituata a certi spettacoli ormai da parte mia.
Mamma si era fatta molto attenta alla situazione, e ci guardava con interesse. Fatto un servizietto veloce con la bocca al mio uomo, le chiesi di poter usufruire del suo letto, dato sul divanetto dove ci trovavamo non si stava poi tanto comodi. Lei tentennò un istante prima di concederci il suo letto, a patto che non glielo sporcassimo e non facessimo rumore per la gente che poteva sentire negli appartamenti a fianco al suo. La rassicurai che avremmo fatto attenzione, e passammo nel reparto camera. Mia madre viveva in un monolocale, quindi li dentro era tutto limitato in uno spazio unico, la camera era separata dal salotto cucina da una porta, vicino c'era il bagno e un balconcino che si affacciava direttamente sulla strada dove avevamo parcheggiato l'auto di Mustafà. Ci buttammo sul lettone pulito e fresco baciandoci. Mentre baciavo appassionatamente il mio uomo, gli masturbavo il cazzo duro e strusciavo il mio fuori dal perizoma contro il suo. La cosa eccitava entrambi, la pelle nera lucida e sudaticcia di Mustafà mi mandava in estasi, anche mamma vedevo con la coda dell'occhio non era indifferente alla situazione, la sentivo cambiata parecchio dall'ultima volta che ci eravamo trovate.
Aveva detto potevamo chiudere la porta per lasciarci un po di privacy, io l'avevo lasciata invece spalancata sapendo che ci avrebbe dato un'occhiatina, e infatti così fu. Mamma non e mai stata tipo da toccarsi o fare cose sconce, non era la sua natura di donna pudica e cristiana, ma questo non le impediva di assistere a ciò che stavamo facendo, e credo anche divertirsi a vedermi presa da un maschio nero. Finalmente dopo tanti preliminari passammo a fare seriamente, mi misi sdraiata sul fianco sinistro al centro del lettone, Mustafà dietro mi teneva sollevata la gamba destra, scostandomi da un lato il lembo del perizomino che mi copriva poco o nulla, lui mise la sua grossa e turgida cappella dritta nel mio spacco, spingendo poco alla volta attento a non irritarmelo, ero appena guarita dalla doppia penetrazione subita nemmeno qualche settimana prima. Quando la sua lucida cappella entrò dentro di me, chiusi gli occhi e sospirai forte. Mamma era a pochi passi da noi, si era seduta su una sedia che era posizionata accanto al letto dalla parte destra, la sua posizione era nemmeno farlo apposta adattissima per ammirare tutta la scena del cazzo di Mustafà che mi penetrava lentamente sempre piu dentro fino ad arrivare alle palle. Quanto tempo era passato dall'ultima volta che mi ero fatta sfondare da un'uomo in sua presenza? adesso eccomi li, nuovamente a goderle in faccia il mio piacere, mentre un nero mi scopava sul suo letto. Se non sono una puttana io chi lo sarebbe????
Certe cose non cambiano mai fortunatamente ed ero così felice che anche lei potesse assistere dopo anni ancora una volta al mio piacere. L'uomo iniziava a fare dentro e fuori prendendo velocità, muovendo il bacino avanti e indietro. Tenevo gli occhi addosso a mamma vedendola molto coinvolta, e la cosa mi riempiva di gioia immensa. Poche volte aveva partecipato così attivamente ad un rapporto tra me e un uomo. Il tempo trascorso lontane doveva averla cambiata in meglio, o almeno era quello che pensavo io in quell'istante di pura passione.
Avevamo fatto la cosa giusta ad andarla a trovare, e avevo fatto bene come sempre a farle vedere che Troia ero tanto perchè non se lo dimenticasse. Dopo qualche pompata in culo Mustafà mi fece cambiare posizione, ma lo fermai un istante, volevo provare a coinvolgere anche mia madre e vedere cosa sarebbe accaduto. Sapevo che non avrebbe mai accettato di farsi toccare dall'uomo quindi mi rivolsi a lei chiedendole se almeno poteva aiutarci in un altro modo, il mio uomo era stanco dal viaggio, e da soli non potevamo continuare il rapporto. La convinsi con poche ma efficaci parole. Mamma è sempre stata buona e forse anche ingenua, era abbastanza facile con le giuste maniere alla lunga convincerla a fare quello che volevo. Come detto c'erano cose che per morale e pudore non sarei mai riuscita a farle fare ovviamente, ma per quello che mi interessava da lei lo ottenevo sempre. La invitai quindi ad avvicinarsi a noi, scendemmo dal letto, una scusa buona per non sporcarglielo, mi misi in piedi a gambe divaricatr e le chiesi di stringermi forte come quando ci eravamo salutate poco prima all'entrata di casa.
Mi lasciai andare tra le braccia di mia madre che mi teneva stretta a lei in un abbraccio passionale in lingerie nera. Mentre lui nudo dietro di me mi prese unendosi a noi in una specie di abbraccio a tre, allargando le braccia circondò me e prese anche le braccia di mamma che aveva una vestaglia senza maniche addosso. Lei ovviamente era molto imbarazzata, ma non ci fu tempo per vergognarsi perché Mustafà spinse il suo bacino in avanti facendo scivolare nuovamente il suo bel cazzo nero dentro di me.
Ho chiuso gli occhi sospirando forte appoggiata con il viso alla guancia di mia madre che mi teneva a stento. L'uomo iniziò a stantuffarmi avanti e indietro senza mai mollare l'abbraccio, mamma venne spinta dalla forza di Mustafà e dovemmo farla appoggiare al muro della camera perché non finisse a terra. La scena reale ma surreale allo stesso tempo era eccitantissima una meraviglia. Sollevai la testa dalla sua gunacia per guardarla dritta negli occhi sorridendo mentre Mustafà mi massacrava il culo a colpi di cazzo. Mai momento per me fu più bello. Voltai la testa una sola volta per baciare sulla bocca il mio uomo nlsempre abbracciata a mia madre. Mustafà non resistette a lungo stavolta, l'eccitazione dovette essere troppa anche per lui, e dopo qualche altra pompata ma ben assestata che mi sfondò le pareti del culo, venne copiosamente dentro di me allagandomi le viscere di calda sperma bianca svuotandosi completamente le palle, un momento unico che avrei voluto davvero filmare.
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