Sesso con Pamela – 3 – Gioco Di Ruolo
di
Bomber13
genere
dominazione
Pamela ne sapeva una più del diavolo. Se lei voleva attirare su di se l’attenzione di un qualsiasi uomo bastava che si mettesse a prendere il sole sulla veranda, a volte con il seno di fuori, a volte, addirittura nuda.
“La mia casa si trova in collina e da lì si vede l’autostrada – diceva – ogni tanto qualche camionista suona il clacson per salutarmi. Le macchine che passano vicino casa vedono che sono svestita ma non possono dirmi niente...sono a casa mia. Mi piace prendere il sole completamente nuda. Quando sono nuda mi sento bene e mi sento forte allo stesso tempo”.
Un pomeriggio presi la macchina e andai a trovarla. Ovviamente la chiamai prima per avvisarla che sarei passato.
Arrivato a casa sua mi trovai una scena particolarmente piccante. Il cancelletto era socchiuso, nel giardino c’era lei sdraiata sul lettino come mamma l’aveva fatta.
“Ciao – mi disse venendomi incontro – ben arrivato. Oggi ho voglia di fare un bel gioco di ruolo con te. Fai l’animatore nei locali no ? E allora oggi faccio io animazione a te – continuò in maniera maliziosa – se vuoi penetrarmi dovrai superare queste piccole prove”.
“Posso immaginare che tipo di prove sono” le risposi.
Mi mise davanti alla faccia i suoi piedi, ben curati e ben smaltati.
“Leccami i piedi adesso, parti dalla pianta del piede salendo lentamente fino alle dita poi dopo che hai succhiato bene le dita prosegui con il collo del piede”.
Quella di leccare i piedi di una donna era una pratica che non avevo mai fatto ma mi eccitava tantissimo. Far scorrere la lingua tra dito e dito succhiandolo bene. I suoi piedi avevano un odore sensuale e allo stesso tempo forte. “Sapevo che saresti venuto e ho voluto strofinarmi le dita dei piedi con una di quelle forme di pecorino che sono a stagionare – disse – ho voluto dare un bel pizzico di piccante al rapporto. Bravo, vedo che sai leccare bene i piedi. Ora leccami i capezzoli”.
Con la lingua giravo attorno ai capezzoli succhiandoli bene e alternando dei leggeri morsi. Era sempre più eccitata.
“E adesso – mi disse spalancando le gambe – leccamela, leccamela tutta”.
Non me lo feci ripetere due volte. La leccavo in maniera voluttuosa e sentivo che muoveva e roteava il bacino sempre più forte come se stesse per venire. “Dai leccami tutta, continua, non fermarti, bravo, hai imparato bene a far godere una donna”, diceva poi un grido forte che accompagnò il suo orgasmo. Continuò a sgrillettarsela in maniera forsennata. Prima di squirtare mi prese i capelli dicendomi “Apri la bocca, voglio farti sentire il mio sapore” Il suo squirt era davvero saporito.
“E ora scopami, scopami tutta, fammelo sentire tutto dentro”.
La assecondai subito. Lei si era appoggiata ad un albero del giardino. Io la presi da dietro spingendo sempre più forte. La mia venuta non tardò ad arrivare. Eravamo tutti e due eccitati. Dopo che venni lei mi sfilò il gommino e si fece colare tutta la sborra sulle tette massaggiandosele.
Dopo quella bella scopata ci rivestimmo. Prima di andarmene mi volle offrire un aperitivo. “Sei stato fantastico oggi – mi disse – sarebbe bello venire a una delle tue serate e passare la notte insieme alle tue amichette. Sai che bello fare le cose a tre”.
“Perché no”, le dissi.
Anche con i giochi di ruolo, Pamela sapeva risvegliare i desideri di qualunque uomo, e oggi, me lo aveva dimostrato”.
“La mia casa si trova in collina e da lì si vede l’autostrada – diceva – ogni tanto qualche camionista suona il clacson per salutarmi. Le macchine che passano vicino casa vedono che sono svestita ma non possono dirmi niente...sono a casa mia. Mi piace prendere il sole completamente nuda. Quando sono nuda mi sento bene e mi sento forte allo stesso tempo”.
Un pomeriggio presi la macchina e andai a trovarla. Ovviamente la chiamai prima per avvisarla che sarei passato.
Arrivato a casa sua mi trovai una scena particolarmente piccante. Il cancelletto era socchiuso, nel giardino c’era lei sdraiata sul lettino come mamma l’aveva fatta.
“Ciao – mi disse venendomi incontro – ben arrivato. Oggi ho voglia di fare un bel gioco di ruolo con te. Fai l’animatore nei locali no ? E allora oggi faccio io animazione a te – continuò in maniera maliziosa – se vuoi penetrarmi dovrai superare queste piccole prove”.
“Posso immaginare che tipo di prove sono” le risposi.
Mi mise davanti alla faccia i suoi piedi, ben curati e ben smaltati.
“Leccami i piedi adesso, parti dalla pianta del piede salendo lentamente fino alle dita poi dopo che hai succhiato bene le dita prosegui con il collo del piede”.
Quella di leccare i piedi di una donna era una pratica che non avevo mai fatto ma mi eccitava tantissimo. Far scorrere la lingua tra dito e dito succhiandolo bene. I suoi piedi avevano un odore sensuale e allo stesso tempo forte. “Sapevo che saresti venuto e ho voluto strofinarmi le dita dei piedi con una di quelle forme di pecorino che sono a stagionare – disse – ho voluto dare un bel pizzico di piccante al rapporto. Bravo, vedo che sai leccare bene i piedi. Ora leccami i capezzoli”.
Con la lingua giravo attorno ai capezzoli succhiandoli bene e alternando dei leggeri morsi. Era sempre più eccitata.
“E adesso – mi disse spalancando le gambe – leccamela, leccamela tutta”.
Non me lo feci ripetere due volte. La leccavo in maniera voluttuosa e sentivo che muoveva e roteava il bacino sempre più forte come se stesse per venire. “Dai leccami tutta, continua, non fermarti, bravo, hai imparato bene a far godere una donna”, diceva poi un grido forte che accompagnò il suo orgasmo. Continuò a sgrillettarsela in maniera forsennata. Prima di squirtare mi prese i capelli dicendomi “Apri la bocca, voglio farti sentire il mio sapore” Il suo squirt era davvero saporito.
“E ora scopami, scopami tutta, fammelo sentire tutto dentro”.
La assecondai subito. Lei si era appoggiata ad un albero del giardino. Io la presi da dietro spingendo sempre più forte. La mia venuta non tardò ad arrivare. Eravamo tutti e due eccitati. Dopo che venni lei mi sfilò il gommino e si fece colare tutta la sborra sulle tette massaggiandosele.
Dopo quella bella scopata ci rivestimmo. Prima di andarmene mi volle offrire un aperitivo. “Sei stato fantastico oggi – mi disse – sarebbe bello venire a una delle tue serate e passare la notte insieme alle tue amichette. Sai che bello fare le cose a tre”.
“Perché no”, le dissi.
Anche con i giochi di ruolo, Pamela sapeva risvegliare i desideri di qualunque uomo, e oggi, me lo aveva dimostrato”.
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