Sesso con Pamela – 1 – Il primo incontro e la prima volta.
di
Bomber13
genere
confessioni
In uno dei miei primi racconti pubblicati su questa piattaforma (https://www.eroticiracconti.it/racconto/105944-sabato-sera) ho parlato di Pamela, una scopamica originaria della Campania con la quale ho fatto sesso tantissime volte.
Quest’oggi voglio raccontarvi alcune delle mie esperienze sessuali con lei.
Vi confesso che ogni volta che ho fatto sesso con lei è stata un’esperienza unica: io ero letteralmente ammaliato da lei, mi piaceva il suo corpo formoso, il suo bellissimo e morbidissimo seno, i suoi meravigliosi piedi e la sua saporitissima figa. Lei era come la mia padrona: mi piaceva essere dominato da lei. A lei piacevano i miei occhi e anche il modo con cui facevo sesso con lei: un modo rispettoso ma allo stesso tempo passionale.
Secondo me lei si era innamorata di me anche se non me lo voleva confessare. Però le piacevo e questo voleva dire tanto: essere entrato nelle sue grazie era una gran cosa.
Ma come è stata la prima volta in cui io e lei abbiamo fatto sesso?
Ogni giorno quando tornavo a casa con il treno notavo ai bordi della statale una donna che vestiva in maniera succinta appoggiata sul cofano di una utilitaria rossa. Capelli biondi corti, minigonna cortissima e sandali con il tacco...in poche parole, una prostituta.
Qualche volta mi capitava di sognarla di notte. E in questi sogni io e lei facevamo l’amore come due fidanzati.
Una domenica pomeriggio mi decisi: la dovevo conoscere, ci dovevo fare sesso.
Andai nel luogo dove solitamente si metteva: era lì, seduta sul lato guidatore della macchina con un reggiseno a triangolini e una bellissima minigonna.
“Sali, andiamo”, le dissi.
“Vuoi farlo in auto o in camera?”, mi rispose.
“Facciamolo in camera, lontano da occhi indiscreti”.
“Bene, allora la prestazione costa un po’ di più”, continuò.
“Non importa – ribattei – oggi sono venuto per te. E’ tanto che voglio conoscerti. Ho preso coraggio e sono venuto qui da te”.
Mi sorrise mentre gettò via la sigaretta che stava fumando.
Dopo un breve tratto di strada arrivammo in una casa dove lei solitamente portava gli uomini che andavano a trovarla.
Entrammo. Una casa arredata in maniera essenziale. Una piccola cucina con soggiorno, un bagno con vasca e la camera da letto.
Nella camera c’era un letto matrimoniale, un televisore e alcune cassette di film porno.
“Vado un attimo a lavarmi – le dissi – faccio subito”.
“OK, intanto mi metto a letto”, rispose lei dalla camera.
Dopo essermi lavato mi diressi verso la stanza da letto. Pamela era sul letto. Completamente nuda.
“Dai giovanotto – mi fece – spogliati tutto nudo, fammi vedere il tuo arnese”
Mi avvicinai a lei, mi spogliai completamente. Lei mi prese il cazzo in mano mentre con l’altra mi toccava i testicoli. Ciò mi fece eccitare moltissimo e me lo fece diventare duro. Dopo avermi infilato il profilattico, me lo prese in bocca. Era una bellissima sensazione. Mentre me lo succhiava io le accarezzavo i capelli e spingevo la sua testa sul mio cazzo.
“Si dai, continua così, brava”, le dissi.
“E adesso scopami – mi fece lei – fammelo sentire tutto”.
Si stese sul letto aprendo le gambe. La sua figa era tutta bagnata emanava un odore sensuale. Mi avvicinai a lei e la penetrai succhiandole i seni. Sentivo che i suoi capezzoli si erano inturgiditi, probabilmente per l’eccitazione.
“Dai spingi, spingi, spingiiiiiiiiii, ancora, di più, ancora, scopami bel giovanotto”, urlava.
Le sue frasi spinte mi fecero raggiungere l’orgasmo.
Venni copiosamente dentro il preservativo: era la prima volta che sborravo così tanto. Sicuramente la giornata molto calda, lei tutta nuda, il profumo della sua figa, dei suoi piedi, e della sua pelle avevano fatto si che il mio orgasmo fosse così abbondante. Oltre al suo profumo, l’odore intenso di quelle piccole forme di formaggio pecorino che erano a stagionare sopra una delle dispense.
“Non ci siamo ancora presentati – le dissi – io mi chiamo Giancarlo. Piacere di conoscerti”.
“Io mi chiamo Pamela – rispose lei – sei proprio un bel ragazzo. Alcuni uomini che vengono da me hanno tutti la pancia, sono pelati e puzzano di fumo e di alcool. Tu no, si vede che ci tieni alla tua igiene personale. Quelle forme di pecorino che hai visto me le faccio arrivare dalla Campania, la mia regione di origine. Sono diversi anni che sto qui da voi. Prima abitavo a Genova. Poi mi sono stufata e sono scesa qui nelle Marche”.
Ci rivestimmo in fretta, tornammo alla macchina e la riaccompagnai alla sua utilitaria.
La salutai mentre scendeva e chiudeva energicamente la portiera della mia auto.
Per il resto della giornata così come durante la notte non feci altro che pensare a lei e a quell’esperienza di sesso.
Il giorno dopo tornai ai miei impegni ovviamente tenendo per me questa esperienza.
Lungo il viaggio di ritorno pensai che se da una parte era stato bello ed eccitante, dall’altra dicevo che non avrei dovuto ripetere più una simile esperienza.
Ma mi sbagliavo perché poi qualche tempo dopo decisi di tornare da lei.
Quest’oggi voglio raccontarvi alcune delle mie esperienze sessuali con lei.
Vi confesso che ogni volta che ho fatto sesso con lei è stata un’esperienza unica: io ero letteralmente ammaliato da lei, mi piaceva il suo corpo formoso, il suo bellissimo e morbidissimo seno, i suoi meravigliosi piedi e la sua saporitissima figa. Lei era come la mia padrona: mi piaceva essere dominato da lei. A lei piacevano i miei occhi e anche il modo con cui facevo sesso con lei: un modo rispettoso ma allo stesso tempo passionale.
Secondo me lei si era innamorata di me anche se non me lo voleva confessare. Però le piacevo e questo voleva dire tanto: essere entrato nelle sue grazie era una gran cosa.
Ma come è stata la prima volta in cui io e lei abbiamo fatto sesso?
Ogni giorno quando tornavo a casa con il treno notavo ai bordi della statale una donna che vestiva in maniera succinta appoggiata sul cofano di una utilitaria rossa. Capelli biondi corti, minigonna cortissima e sandali con il tacco...in poche parole, una prostituta.
Qualche volta mi capitava di sognarla di notte. E in questi sogni io e lei facevamo l’amore come due fidanzati.
Una domenica pomeriggio mi decisi: la dovevo conoscere, ci dovevo fare sesso.
Andai nel luogo dove solitamente si metteva: era lì, seduta sul lato guidatore della macchina con un reggiseno a triangolini e una bellissima minigonna.
“Sali, andiamo”, le dissi.
“Vuoi farlo in auto o in camera?”, mi rispose.
“Facciamolo in camera, lontano da occhi indiscreti”.
“Bene, allora la prestazione costa un po’ di più”, continuò.
“Non importa – ribattei – oggi sono venuto per te. E’ tanto che voglio conoscerti. Ho preso coraggio e sono venuto qui da te”.
Mi sorrise mentre gettò via la sigaretta che stava fumando.
Dopo un breve tratto di strada arrivammo in una casa dove lei solitamente portava gli uomini che andavano a trovarla.
Entrammo. Una casa arredata in maniera essenziale. Una piccola cucina con soggiorno, un bagno con vasca e la camera da letto.
Nella camera c’era un letto matrimoniale, un televisore e alcune cassette di film porno.
“Vado un attimo a lavarmi – le dissi – faccio subito”.
“OK, intanto mi metto a letto”, rispose lei dalla camera.
Dopo essermi lavato mi diressi verso la stanza da letto. Pamela era sul letto. Completamente nuda.
“Dai giovanotto – mi fece – spogliati tutto nudo, fammi vedere il tuo arnese”
Mi avvicinai a lei, mi spogliai completamente. Lei mi prese il cazzo in mano mentre con l’altra mi toccava i testicoli. Ciò mi fece eccitare moltissimo e me lo fece diventare duro. Dopo avermi infilato il profilattico, me lo prese in bocca. Era una bellissima sensazione. Mentre me lo succhiava io le accarezzavo i capelli e spingevo la sua testa sul mio cazzo.
“Si dai, continua così, brava”, le dissi.
“E adesso scopami – mi fece lei – fammelo sentire tutto”.
Si stese sul letto aprendo le gambe. La sua figa era tutta bagnata emanava un odore sensuale. Mi avvicinai a lei e la penetrai succhiandole i seni. Sentivo che i suoi capezzoli si erano inturgiditi, probabilmente per l’eccitazione.
“Dai spingi, spingi, spingiiiiiiiiii, ancora, di più, ancora, scopami bel giovanotto”, urlava.
Le sue frasi spinte mi fecero raggiungere l’orgasmo.
Venni copiosamente dentro il preservativo: era la prima volta che sborravo così tanto. Sicuramente la giornata molto calda, lei tutta nuda, il profumo della sua figa, dei suoi piedi, e della sua pelle avevano fatto si che il mio orgasmo fosse così abbondante. Oltre al suo profumo, l’odore intenso di quelle piccole forme di formaggio pecorino che erano a stagionare sopra una delle dispense.
“Non ci siamo ancora presentati – le dissi – io mi chiamo Giancarlo. Piacere di conoscerti”.
“Io mi chiamo Pamela – rispose lei – sei proprio un bel ragazzo. Alcuni uomini che vengono da me hanno tutti la pancia, sono pelati e puzzano di fumo e di alcool. Tu no, si vede che ci tieni alla tua igiene personale. Quelle forme di pecorino che hai visto me le faccio arrivare dalla Campania, la mia regione di origine. Sono diversi anni che sto qui da voi. Prima abitavo a Genova. Poi mi sono stufata e sono scesa qui nelle Marche”.
Ci rivestimmo in fretta, tornammo alla macchina e la riaccompagnai alla sua utilitaria.
La salutai mentre scendeva e chiudeva energicamente la portiera della mia auto.
Per il resto della giornata così come durante la notte non feci altro che pensare a lei e a quell’esperienza di sesso.
Il giorno dopo tornai ai miei impegni ovviamente tenendo per me questa esperienza.
Lungo il viaggio di ritorno pensai che se da una parte era stato bello ed eccitante, dall’altra dicevo che non avrei dovuto ripetere più una simile esperienza.
Ma mi sbagliavo perché poi qualche tempo dopo decisi di tornare da lei.
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