Sesso con Pamela – 2 – Una bella domenica al mare.

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genere
confessioni

Nonostante avessi promesso a me stesso di non rivederla più, Pamela aveva risvegliato in me delle fantasie erotiche che nemmeno sapevo di avere. Eravamo diventati grandi amici e ogni volta che andavo a trovarla erano esperienze appassionanti e assai bollenti.
Una domenica mattina decidemmo di andare al mare in una spiaggia libera vicino alla casa dove solitamente portava i suoi clienti : era una spiaggia poco frequentata : le poche donne che c’erano erano tutte senza reggiseno. Fosse stata una spiaggia nudisti avremmo visto cose ben più audaci ma andava bene lo stesso.
Pamela si tolse la camicia mostrando il suo meraviglioso seno. Sotto aveva un perizoma azzurro che esaltava di più le tipiche forme generose delle donne del Sud Italia.
“Mettimi la crema”, mi disse. Le ubbidii mettendole la crema lungo la schiena e sul seno. Lei amava farselo massaggiare. Quel massaggio mi aveva eccitato tantissimo. Andammo poi a farci il bagno. Era bello vederla nuotare. Sembrava una sirena. Si avvicinò a me. Preso dall’eccitazione che aveva raggiunto livelli altissimi avrei voluto baciarla sulle labbra ma lei mi disse : “Perdonami ma preferisco non farmi baciare sulle labbra”. Sia io che lei avremmo voluto lasciarci andare ma in primo luogo eravamo in un luogo dove tutti ci avrebbero visto e non avremmo certamente fatto una bella figura. Seconda cosa e più importante, nonostante fosse una prostituta, Pamela andava rispettata. Lei poi mi infilò le mani nei boxer e iniziò a toccarmelo. Il caldo di quella domenica mescolato all’eccitazione del momento mi fecero venire subito. Un orgasmo copioso seguito da un suo bacio sul mio petto.
Rimanemmo in acqua per una ventina di minuti. Mentre ci lasciavamo cullare dalle piccole onde io le massaggiai il seno allo stesso modo in cui glielo avevo massaggiato quando le avevo messo la crema solare.
“Senti – mi disse – che ne dici di venire a pranzo a casa mia ? Faccio degli ottimi spaghetti”.
“Perché no – le risposi – ho voglia di un bel piatto di spaghetti”.
Uscimmo dall’acqua, ci asciugammo e tornammo a casa sua. I nostri corpi profumavano di sole, di crema solare e di salsedine, il giusto preludio per un bollente dopo pranzo.
Mentre l’acqua cuoceva gli spaghetti, Pamela andò in bagno a togliersi il costume. Ne uscì avvolta da un pareo colorato. Il pareo la copriva facendo intuire rapidamente che se glielo avessi tolto sarebbe rimasta completamente nuda. Un chiaro messaggio che mi faceva capire che dopo il pranzo io e lei avremmo scopato.
Gli spaghetti erano ottimi : olio e abbondante peperoncino. “Sia l’olio che il peperoncino arrivano dalla mia terra di origine : senti che sapore ?”
Mentre mangiavamo gli spaghetti ci guardavamo negli occhi sempre più intensamente. Lei si alzò dalla sedia e si diresse verso la camera lasciando cadere il pareo. Era rimasta completamente nuda.
“Fammelo sentire – mi disse – sono eccitata, sono in calore. Ho voglia di te”.
Non me lo feci ripetere due volte : mi tolsi i boxer, lei mi prese il cazzo in bocca succhiandolo voluttuosamente. Dopo che si mise a pecora la presi da dietro cavalcandola con forza.
“Bravo, dai, continua così. Fammi godere. Dammelo tutto, tutto, tuttooooooo. Sei favoloso. Mi piace molto scopare con te. Beata la ragazza che si fidanzerà con te”, continuava a dire in preda all’eccitazione.
Si stese sul letto aprendo le gambe. “Leccamela”.
Iniziai a leccargliela mentre con le mani toccavo i suoi bellissimi seni. La mia lingua dentro di lei la faceva eccitare moltissimo. Aveva raggiunto l’orgasmo ma non contenta mi chiese di penetrarla ancora. E così feci fino a che non venni.
“Grazie – mi disse – ero eccitata oggi e ho voluto soddisfare la mia voglia. Per questo che ti ho invitato oggi. Mi piace moltissimo il tuo modo di fare sesso con me. Sei migliore di tanti altri uomini che vengono a trovarmi. Loro vanno subito al dunque : mi vogliono nuda e a gambe aperte”.
“Non è che ti sei innamorata di me e non me lo vuoi confessare ?”, le risposi.
“Innamorata no ma mi piaci molto. Vieni più spesso a trovarmi”.
Dopo essermi rivestito mi avvicinai alla porta e prima di salutarmi mi sfiorò le labbra con un bacio come a dirmi “Non dimenticarti di me”.
scritto il
2026-05-11
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