Restauratore di mobili antichi

di
genere
gay

‌Sono Roberto 59 anni, restauratore di mobili antichi, lavoro appassionante ereditato dalla grande abilità e passione che aveva mio padre. Ho iniziato fin da ragazzino,avevo 12 anni e dopo la scuola molto spesso andavo nel laboratorio a dare una mano a mio padre, negli anni a seguire mi ha insegnato e trasmesso questo lavoro impegnativo,ma che mi dava molte soddisfazioni. Devo anche dire che ha contribuito a farmi conoscere le mie preferenze sessuali. Spesso mio padre,per non lasciare il posto di lavoro e per non perdere tempo,mi mandava a fare delle commissioni dai clienti e da fornitori di materiale per il suo lavoro di restauratore. In una di quelle commissioni,conobbi un cliente abituale di mio padre il quale , essendo titolare di un negozio di antiquariato ,gli procurava anche lavoro di terzi, quindi i contatti con il sig. Carlo, questo era il suo nome, erano frequenti . Lui era un signore di una quarantina di anni,fisico asciutto e slanciato sempre con vestiti in ordine , non aveva moglie e viveva in un appartamento dietro al negozio,lui sempre gentile nei miei confronti,solo dopo alcuni incontri capii il motivo, infatti dopo la terza volta che andavo da lui per ordine di mio padre, iniziò a farmi degli innocenti complimenti,che ero un bel ragazzino,educato e apprezzava il mio impegno verso mio padre. Io ho sempre gradito i suoi complimenti e lho sempre ringraziato. Oltre la scuola,che ho continuato a frequentare,stavo più entrando nel mestiere di mio padre, perché oltretutto mi appassionava sempre di più. Avevo compiuto 18 anni e stavo per raggingere la maturità. Il collegamento con il sig Carlo è stato sempre fondamentale per il proseguimento del "nostro" lavoro,con lui oramai era subentrata una certa amicizia,i complimenti verso di me non sono mai mancati ma da quel periodo che oramai facevo il quinto anno delle superiori,lui si faceva sempre più audace e visto che lo assecondavo, perché in fondo essere apprezzato da una persona adulta, mi aveva fatto sempre piacere. Un giorno mi chiese se poteva accarezzarmi,rimasi un po' meravigliato da quella strana richiesta,ma acconsentii;mi guidò in un angolo più appartato del negozio,si sedette su una sedia di quelle alte che si usano anche nei banconi di bar e iniziò a carezzarmi il viso complimentandosi dei miei occhi,dei miei lineamenti molto delicati ,che era tipicamente da femmina e mentre mi faceva questi apprezzamenti, le sue mani passarono a toccarmi lungo la schiena scendendo piano piano fino a toccarmi il sedere, arrivato lì sentii le sue mani strozzarmi le natiche e mi disse che avevo un bel culetto tosto e se lo poteva accarezzare. Non presi molto bene il suo " tipicamente da femmina",però le sue mani sulle mie natiche mi davano dei brividi di piacere,non mi era mai capitata una cosa del genere e lo lasciai fare. Nello stesso tempo iniziai a preoccuparmi perché non volevo fare tardi per tornare da mio padre , glielo dissi ma lui mi trattenne ancora chiedendomi se mi piaceva,non negai che la cosa mi stava dando quei brividi di piacere,ma ripetei che dovevo andare. Il sig Carlo capì la mia preoccupazione e mi fece promettere di non dire a nessuno quello che avevamo fatto e se mi avrebbe fatto piacere di poter continuare la volta successiva quel gioco appena iniziato,io gli feci solo un sorriso,ma risposi . Tornando da mio padre,lungo il tragitto pensavo a quello che stavo facendo poco prima con il sig Carlo e che anche se la cosa mi dava piacere,non era cosa da fare, perché c'era qualcosa di sbagliato . Vinse però la parte che credevo sbagliata, perché la volta successiva che andai da lui,non ebbi la forza di evitare le sue avances,il negozio non era granché frequentato,se non da pochissimi clienti amanti dell'anticariato,così mi guidò nuovamente al solito angolo più appartato e stetti al suo gioco, facendomi così toccare nelle mie parti intime,compreso il mio pisello. Ero immobilizzato e stavo a sua disposizione,aveva infilato le mani dentro i miei pantaloncini corti iniziando a palparmi il culetto e maneggiando il mio pisello,io ero avvampato di calore ed sicuramente arrossito in volto,ma quel gioco mi dava piacere,il pisello al tocco della sua mano si induriva,mentre la mano nel di dietro esplorava i glutei,mentre un dito spingeva, cercando di farsi strada nel mio buchino anale,non capivo cosa stava succedendo,ma i brividi di piacere erano sempre più forti e volevo che non finissero, la mano che avvolgeva il pisello si muoveva su e giù,io fino a quel giorno mi sono sempre masturbato da solo,ma quella mano esperta era qualcosa di molto più piacevole,in aggiunta al dito che si stava facendo strada nel mio buchetto posteriore,quel giochino non durò molto, perché ad un certo punto sentii una " piacevole scossa",facendo schizzare il mio pisello e che subito dopo mi diede un senso di piacevole rilassamento . Il sig Carlo si accorse del mio stato e mi chiese se mi era piaciuto, non negai la mia piacevole sensazione avuta facendo un cenno di si con il capo . Prima di tornare a casa il sig Carlo mi regalò diecimila lire e chiedendomi di mantenere questo segreto tra noi e se avessi voluto sarei potuto andare da lui quando volevo , aldilà delle commissioni che mi dava mio padre . Tornando a casa quel giorno non riuscivo a non pensare a quello che mi aveva fatto il sig Carlo e il desiderio di volerlo fare di nuovo era sempre più forte. Era estate e le giornate erano più lunghe, la sera dopo cena spesso uscivo per andare con i miei amici,il giorno dopo dell'incontro al negozio del sig Carlo, quella sera, invece che andare dagli amici, decisi di andare da lui, quel desiderio di provare di nuovo quelle piacevoli sensazioni non mi mollava. Arrivato alla porta del suo appartamento bussai e quando venne ad aprirmi lo vidi piacevolmente sorpreso ,mi fece subito entrare e con sorriso malizioso provo ad indovinare il perché ero andato da lui,con un po' di vergogna riuscii a farmi capire che aveva indovinato, così mi invitò a sedermi sul divano e senza troppi indugi,si sedette vicino a me , iniziando a toccarmi nelle parti intime come aveva fatto il giorno prima,mi slacciò la patta dei pantaloncini e prese in mano il mio pisello che al primo tocco già si stava indurendo, lo maneggiò per un po' con delicatezza,poi smise e prese la mia mano portandola nella zona che intima dei suoi pantaloni, chiedendomi se mi andava di fare la stessa cosa con lui,io eccitato e ovviamente incuriosito gli dissi di sì. Il sig Carlo a quel punto ,in un lampo ,puntò i piedi sul pavimento,volevo il sedere e in un attimo si tirò giù i pantaloni della tuta e gli slip , appena denudò la sua parte intima, il mio sguardo si fissò sul suo pisello che già era duro , era più grande del mio ed aveva la punta scoperta di un colore violaceo,mi invito a toccarglierlo e di massaggiarli come aveva fatto lui a me,la sensazione nel toccare quel bastone caldo era piacevole e vedevo lui che si era allungato per godersi quello che piacevole momento che gli stavo provocando,poi mi fece smettere e mi chiese di alzarmi e togliermi i pantaloncini e gli slip, davanti a lui seduto,io in piedi con il pisello davanti ai suoi occhi iniziò a massaggiarmi con una mano il mio,con l'altra la parte posteriore,mi stava provocando un piacere indescrivibile,poi il dito che giocava intorno al mio buchino ampliava il piacere,lui mi dchiese se mi piaceva e glielo confermai con un si convinto,mentre mi toccava il pisello ,si era bagnato con la saliva un dito dell'altra mano e tornò a toccare il mio buchino iniziando a spingerlo dentro,io avevo delle sensazioni di piacere sempre più forti e lui che se ne accorse, faceva sempre più pressione con il dito nel mio buco,non mi faceva male e assecondavo la sua spinta. Vedendo la mia reazione il sig Carlo mi disse che aveva capito fin dal primo giorno che mi aveva conosciuto che fossi uno a cui piaceva farsi "toccare" in quel buchetto. Veramente neanche io lo sapevo fino a che lui non me lo ha fatto scoprire, quello che non avrei mai immaginato che oltre ad un dito di una mano , è che quel buchetto, da lì a qualche giorno fosse esplorato anche da qualcos'altro. Il sig Carlo poi si distese sul divano ,mi fece vedere inginocchiare vicino a lui ,mi chiese di massaggiarli il pisello come mi aveva insegnato e bagnandosi nuovamente il dito con la saliva , tornò a spingerlo dentro il mio buchetto,questa volta quel dito era più intraprendente e nello spingere dentro, iniziò a farsi strada, io sentivo un po' di fastidio,ma non mi faceva male e assecondavo quella penetrazione che entrava sempre di più, cominciava a piacermi davvero e mentre massaggiaavo il suo pisello iniziavo a muovermi con il sedere perché aumentantava il piacere, il sig Carlo eccitato iniziava a dirmi cose fuori posto,chiamandomi puttanella e a dirmi che dopo il dito,prima o poi ci avrebbe messo un'altra cosa lì dentro, immaginavo cosa intendeva pensavo scherzasse perché non credevo ci potesse entrare,anche perché mi avrebbe fatto davvero male. Continuammo così per un po',io gli massaggiavo il pisello e lui giocava con il dito ,oramai senza problemi dentro il mio sedere,poi lo sfilò,si portò di nuovo la mano sulla bocca e si insalivò di nuovo le dita . Tornò con la mano dietro il mio sedere e di nuovo infilò il suo dito ,questa volta senza nessuno sforzo,dentro il mio buco muovendolo dentro fuori,io ero preso con il piacevole massaggio al suo pisello,ad un certo punto sentivo che il mio buco mi stava facendo male e mi resi subito conto che il sig Carlo stava tentando di metterci un'altro dito, gli chiesi di fermarsi perché mi faceva male ,ma non mi diede retta,era eccitato e mi rassicurava che quel dolore mi sarebbe passato quasi subito, oramai ero in preda alle sue mani(dita), riuscì ad entrare anche con il secondo dito ,mi faceva male ed avevo smesso di massaggialo, fortunatamente fu come disse,che mi sarebbe passato e così mi rilassai e iniziavo ad avere di nuovo piacere. Il mio "compagno di giochi" , sembrava non essere ancora soddisfatto, infatti dopo un po' che giocava con le dita dentro il mio culetto,le sfilò e chiese di alzarmi,lo fece anche lui e mi disse che oramai ero pronto per il prossimo passo,non capivo cosa intendeva ,provai a farmi spiegare, ma lui disse semplicemente di non preoccuparmi, mi disse di mettermi in ginocchio sul divano con le mani appoggiate sulla spalliera e con soddisfazione ed eccitamento mi disse che quella sera mi avrebbe fatto sentire "femmina", ero sinceramente preoccupato perché avevo capito cosa intendeva farmi e che sicuramente non sarebbe stata una cosa piacevole, volevo andare via ma lui mi bloccò cercando di tranquillizzarmi e che sarebbe andato tutto per il meglio ,mi chiese di attendere un attimo così,si allontanò, tornò poco dopo si mise dietro di me ,sentii le sue dita spalmare qualcosa nel mio buchetto già aperto da quelle dita,poi qualcosa di caldo che cercava il mio buco anale che appena centrato iniziò la spinta per farsi strada dentro di me,ero preoccupato ma oramai non potevo sfuggire,il suo pisello era più grosso delle sue dita e faceva fatica ad entrare,io stringevo i denti per soffocare il dolore che mi stava creando,il sig Carlo continuava a rassicurarmi che dopo mi sarebbe piaciuto tanto,che lo avrei rifatto molte altre volte. I tentativi di spinta erano continui ea mano a mano più decisi ,ad un certo punto sentii un dolore fortissimo,emisi un urlo strozzato e mi resi conto che era entrato tutto di un fiato completamente dentro perché sentivo il suo pube contro le mie natiche. Il mio compagno di giochi,aveva raggiunto il suo fine, comunque tenendo il suo palo tutto dentro di me si fermò e mi disse che da quel momento in sarebbe stato solo piacere, che ogni volta che lo avrei fatto sarebbe stato sempre più bello,io avevo i miei dubbi ,il mio buco aperto così mi bruciava e mi faceva davvero male,quando iniziò a muoversi dentro di me il dolore effettivamente diminuiva sempre di più,sentivo il suo pisello sbattermi sempre con più forza e il piacere si sostituiva man mano che lo faceva,stavo provando un piacere nuovo scoprendo anche cosa significava venire emettendo sperma dal pisello, infatti quando il sig Carlo "venne"( un termine che non conoscevo), emise dei grugniti soffocati e sentii il suo pisello pulsare dentro il mio culo. Con calma lo sfilò dal mio buco ,io nel rilassarmi sentii colare quel liquido lungo le cosce e devo dire che ero veramente soddisfatto. Si era fatto tardi,il sig Carlo mi fece fare un bidet per ripulirmi e mi sbrigai a tornare a casa. Tornato verso le 11, i miei mi stavano aspettando per andare a letto, così dopo la buonanotte andai i camera mia ,mi accorsi che ancorsciv del liquido dal buchetto e andai in bagno a pulirmi meglio,con le dita sentii il buco ancora aperto e indolensito,stavo con la speranza che si richiudesse , altrimenti sarebbe stato un problema serio.
scritto il
2026-07-28
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