I due venditori di colore

di
genere
incesti

Il sole di metà giugno picchiava implacabile, l'afa rendeva l'aria densa e quasi palpabile. Mi ero appena svegliato, il sudore che mi imperlava la fronte, quando sentii mia madre, Angela, muoversi per casa. Indossava una vestaglietta leggera, appena sopra il ginocchio, di un tessuto morbido che aderiva alle sue forme, lasciando intravedere il suo intimo. Le ciabatte alte e aperte mettevano in risalto i suoi piedi curati, con le unghie smaltate di un rosso acceso, mentre le sue gambe bianche e tornite si muovevano con un'andatura sinuosa.

"Buongiorno Nicola," disse con voce suadente, "il papà è andato via presto al lavoro. Ti ho preparato la colazione. Quando ho finito le faccende, mi daresti una mano in giardino?"
Mentre mangiavo, non potei fare a meno di osservarla. Ogni suo movimento, ogni curva accentuata dalla vestaglia, ogni fruscio del tessuto. Le sue ciabatte scivolavano sul pavimento, rivelando la perfezione dei suoi piedi, e il modo in cui si chinava per raccogliere qualcosa, accentuava la scollatura della vestaglia, mostrando il profilo del suo seno.
"Va bene mamma," risposi, la voce un po' roca, "studio un po' e poi ti aiuto."

Dopo un paio d'ore, mi chiamò per andare in giardino. L'aria era ancora più pesante fuori. Mi diede l'annaffiatoio e si dedicò alle aiuole, la schiena china, il sedere che spingeva contro il tessuto leggero della vestaglia. Il giardino, perimetrale alla strada di un piccolo villaggio, era chiuso da una recinzione in cemento aperta in alcuni punti.
Dopo una mezzoretta di lavoro, sentimmo delle voci fuori al cancellino. Guardai e vidi due uomini di colore, uno con un borsone pieno, l'altro con scope e scovoloni per la pulizia delle ragnatele, legati alla schiena. I loro occhi erano fissi su mia madre, china a sistemare le aiuole, ma era chiaro che il loro interesse andava ben oltre la pulizia.
"Signora," chiamò uno di loro con un sorriso che scopriva denti bianchissimi, "avere tante cose interessare per la vostra casa."

Mia madre sussultò, alzando la testa. Li vide, e un lampo di qualcosa di inaspettato attraversò i suoi occhi. Invece di rifiutare, un sorriso malizioso le increspò le labbra. "Oh, davvero?" disse, la voce più profonda del solito. "Entrate pure, ho giusto bisogno di qualcosa per pulire il patio. E magari potreste aiutarmi a spostare alcuni vasi pesanti..."
Li guidò verso casa con un'andatura sinuosa, e poi verso il patio.
Il patio era un piccolo giardinetto con un ombrellone gigante che faceva ombra a un divanetto e due poltrone in vimini coperti da cuscini. Il cuore mi batteva forte, osservando la scena con un misto di turbamento ed eccitazione. Sentii le loro voci farsi più vicine, mentre mi avvicinavo al patio, con la porta a vetro scorrevole leggermente aperta.
Guardavo e sentivo mia madre che spiegava ai due uomini di colore, come dovevano spostare le fioriere e dove metterle.
Vedevo gli uomini che guardavano mia mamma mentre spiegava cosa dovevano fare, ma mentre lei si spostava facendo muovere la vestaglia, loro guardavano le tette e il culo, che erano sicuramente più interessanti rispetto alle fioriere.
Mentre facevano i lavori di trasferimento il tono tra gli uomini e mia madre era diventato diverso, più basso, più intimo. Mi avvicinai piano alla porta scorrevole.
Ero davvero eccitato, il cazzo mi faceva male costretto nei pantaloncini, vedevo i due uomini di colore che approfittavano e si strusciavano, per una scusa o per l’altra, a mia madre; il colore nero degli uomini e la carnagione bianca di mia madre metteva ancora di più in risalto la mia eccitazione.
Lei stava al gioco e mentre gli dicevano, “signora come fare e dove spostare fioriere.”
Mia madre si chinava facendo vedere ai due uomini dove prendere le fioriere, ma così facendo la vestaglia andava su, così facendo loro potevano vedere l’intimo nero di mia madre e il culo ben tornito.
Si vedeva chiaramente dai loro pantaloni le loro erezioni, e mia madre con quel sorriso malizioso, guardava proprio lì in mezzo alle gambe.
Mia mamma mi vede in veranda e mi dice: “Nicola caro abbiamo finito prendi dei bicchieri e le bibite nel frigorifero, ci sediamo tutti qui sotto all’ombra e offriamo a questi gentil uomini qualcosa.”
Tornato con il vassoio, erano già seduti mia mamma sul divanetto e due uomini sulle poltroncine.
“Grazie Nicola, signori servitevi bevete pure quello che volete e grazie per il vostro aiuto.”
Mia madre mi fece sedere in parte a lei, i due uomini sui 40/45 si presentarono, quello più tozzo si chiamava Abasi e l’altro fisico più atletico Boseda.
Mia madre era seduta sul divanetto, le gambe accavallate, la vestaglia leggermente aperta. I due uomini erano di fronte a lei, i loro sguardi carichi di desiderio.
“Bene signori adesso ci rifocilliamo con acqua e bibite e poi guardiamo la vostra merce in vendita, così da sdebitarmi per il vostro aiuto.”
Guardandosi i due uomini sorrisero con fare ambiguo.
Boseda intervenne, “noi avere merce diversa anche non in vendita, essere in Italia da tempo, ma le nostre famiglie non qui in Italia.”
Abasi, “avere bisogno di donne che stanno con noi, e lei bella molto fa tanto effetto.”
La mamma guardandomi con quello sguardo che faceva capire la sua eccitazione.
Angela, “me ne sono accorta guardando ho visto qualcosa, che nelle storie che si dice di voi di colore, ho avuto la chiara e netta sensazione visiva, che sia vero.”

“Nicola cosa dici, questi signori vogliono una ricompensa, ma non in denaro in natura.”
Io guardo mia madre con quello sguardo di comprensione e vederla anche lei così eccitata, mi metteva disagio ma anche una sensazione di goduria, mi sentivo già bagnato.
Lei voleva giocare un po’ da questa situazione, prendere in mano la circostanza.

Abasi chiese alla mamma, “signora possiamo vedere qualcosa, se sposta un po’ la vestaglia guardiamo cosa porta sotto la vestaglia.”

La mamma mi guarda e con il suo solito sorriso, chiede quella immaginaria approvazione.

“Va bene, vi faccio vedere il mio intimo ma ci fermiamo lì, ricordate che c’è anche mio figlio che guarda.”

Boseda intervenne, “non credo che tuo figlio dispiace guardare, mi sembra tanto exitato.”

La mamma a questo punto aprì un po’ la vestaglia, mettendo un piede sul tavolino, scoprendo di netto il suo intimo nero trasparente.
Le gambe bianche ben tornite e l’intimo trasparente che faceva intravvedere la sua figa con quel pelo biondo appena accennato fecero trasalire i due uomini e la loro erezione si fece ancor più intensa.
La mamma rise fragorosamente, “allora cosa dite vi ho accontentato, vi siete gustati abbastanza la situazione?”
“Avete di che immaginare nelle vostre notti in solitudine.”

Abasi si fece avanti, il suo sguardo fisso sull'inguine di Angela. "Signora, abbiamo visto le mutandine, ma se sposta un po' di più... vorremmo vedere bene bella figa. Solo un po', per capire meglio la merce."

Angela inclinò la testa, un sorriso audace le dipinse le labbra. "Solo un po', dite? E poi… altre richieste? Magari le tette e il culo?

La mamma ancora seduta con il piede sul tavolino, prese con un dito il tessuto dello slip all’interno della coscia spostandolo piano.

Così facendo mise in evidenza le labbra della figa, con l’altra mano, con due dita, apriva la figa facendo vedere le piccole labbra rosee.
Si vedeva chiaramente l’eccitazione di mia madre, con quell’apertura si vedeva la figa lucida e umida.

Boseda annuì con veemenza, la sua erezione pulsava visibilmente attraverso i pantaloni. "Tutto quello che ci fate vedere ci piace. E lei è bellissima. Vogliamo vedere tutto."

Nicola sentiva il suo corpo vibrare. L'eccitazione era quasi insopportabile. Vedere sua madre giocare con questi uomini, con quella malizia negli occhi, era un fuoco che lo divorava.

Angela si alzò lentamente.
Si girò di schiena, spostando la vestaglia mostrando il profilo perfetto del suo sedere tornito dentro l’intimo nero trasparente. "E questo? Vi piace questo?"
Gli uomini emisero un gemito gutturale.

Abasi si alzò dalla poltroncina e si spostò verso Angela, le mani tese come per afferrare. "Signora, è perfetto. Ma se togliere le mutande e si piega in avanti vedere meglio..."

La mia eccitazione era arrivata allo stremo, decisi di tirare fuori il mio cazzo che mi faceva male.

“Nicola tesoro, ma che ti succede”

Angela rise, un suono rauco e sensuale. "Tesoro questi signori sono molto insistenti, ma vedo che anche tu approvi eh? Ma mi piace. Mi piace che mi desideriate così tanto."

Angela con un movimento veloce tolse lo slip che cadde a terra. Si chinò leggermente in avanti, permettendo alla vestaglia di scivolare a terra, rimanendo nuda solo con il reggiseno dove si vedevano chiaramente le grosse tette e capezzolo duro.

Angela accontentò la richiesta di Abasi chinandosi in avanti facendo vedere bene il buco del culo e la fessura della figa chiusa tra le gambe.

Boseda e Abasi togliendo i pantaloni fecero fuoriuscire le loro nerchie…
Angela si voltò e sbarro gli occhi vedendo i due enormi cazzi neri, con il respiro affannoso per l’eccitazione.

“Nicola penso che mi lascerò andare su questi due cazzi così grossi mai visti.”
“Tu cosa dici.”
La mamma aveva la mia più completa approvazione vedendomi con il cazzo in mano mentre mi masturbavo.
La mamma non sorrideva più, troppa era l’eccitazione.
Si avvicinò ai due uomini prendendo in mano i loro cazzi e chinata su di loro cominciò a succhiarli prima uno poi l’altro.
Boseda, intanto, gli tirò fuori le tette, prendendo prima un capezzolo poi l’altro strizzandoli e Abasi invece gli introduceva nella figa le dita grosse, facendola mugolare, perché non poteva urlare avendo in bocca i due cazzi dei negri.

Nicola sentì un brivido corrergli lungo la schiena. La sua eccitazione era al culmine. Sua madre stava offrendo sé stessa, e lui era lì a guardare, partecipe di un gioco perverso che lo stava consumando.

Abasi si ritrasse dalla bocca di Angela, il suo cazzo nero e duro come un tronco le gocciolava. "Ora, signora, è il momento di provare la nostra merce."

Angela annuì, gli occhi lucidi di desiderio.
Si girò, mostrando il suo sedere perfetto, le natiche tese. "Fai pure, Abasi. Voglio sentire il tuo cazzo dentro di me."
Abasi la afferrò per i fianchi, la sollevò leggermente e la fece piegare in avanti, appoggiando le mani sul divanetto.
Inserì il suo cazzo nella sua figa umida con un gemito di piacere. Angela ansimò, il corpo che si tendeva. "Oh, sì... così..."

Mentre Abasi penetrava Angela da dietro nella figa, Boseda le afferrò il seno, stringendolo forte, mentre con l'altra mano le accarezzava il clitoride.
Angela gemeva, il corpo scosso da spasmi. "Oh, Dio... non ce la faccio più..."

Nicola, vedendo sua madre in quella posizione, mentre la figa veniva riempita con quel mostro di cazzo che apriva la figa in maniera esagerata, con il culo esposto si vedeva bene lo sfintere che si apriva e chiudeva.

Sentì un'ondata di eccitazione travolgerlo. Il suo cazzo era ormai duro come una roccia, pulsante. Non poteva più resistere. Si avvicinò a sua madre, che era ancora piegata in avanti, con Abasi che la penetrava da dietro.
"Mamma," sussurrò Nicola, la voce roca per l'eccitazione.
Angela si tolse il cazzo di Boseda dalla bocca e si voltò leggermente, vedendo il cazzo di suo figlio.
Un sorriso malizioso le illuminò il volto. "Nicola, tesoro... vuoi provare anche tu?"
Nicola annuì freneticamente.
l'idea di possedere sua madre, di riempirla, di essere parte di quel trio, lo eccitava oltre ogni limite.
"Prendi il suo posto, figliolo," disse Angela, la voce un sussurro rauco.

Mentre Abasi continuava a stantuffarla nella figa, Boseda si spostava dal davanti facendo posto a Nicola.

“Nicola vieni qui vicino e riempimi la bocca con il tuo cazzo, sto godendo come una troia… dai spaccatemi tutta.”

“Godooooo… vengooooo… riempitemi tutti i buchi con i vostri cazzi neri.”

“Mamma mi fai godere anche tu con questa bocca da troia…”

Mamma succhiava con veemenza il cazzo del figlio ingrossato e con le palle dure pronto a sborrare.

Boseda, si spostò in fianco ad Abasi che mentre chiavava la figa di Angela, lui con una mano gli strizzava i capezzoli, con l’altra iniziava con un dito a giocare con lo sfintere di Angela, sputando sul buco del culo ed inserendo piano il dito.

Ad Angela gli si piegavano le gambe dalla goduria mentre continuava a succhiare l’uccello del figlio e mugolando come una cagna in calore.

Si tolse il cazzo del figlio dalla bocca “Mi fate godere da morire non fermatevi, voglio provare quel grosso cazzo anche nel culooooo, dai sfondatemiiii.”

La madre ancora chinata scendevano i suoi umori dalle gambe bianche dopo aver avuto due orgasmi fortissimi.

“Nicola per favore vai in bagno a prendere la crema che c’è sotto il lavandino, mi serve mi voglio godere questi cazzi neri enormi nel mio culo.”

E mentre Abasi e Boseda si scambiavano di posto Nicola corse a prendere la crema in bagno.

Tornato Nicola, sua madre era alle prese ancora con un altro orgasmo, mentre Boseda la chiavava nella figa e Abasi gli faceva succhiare il cazzo e le palle.

Boseda, “Ragazzo mettere tu crema dentro e sopra il buco del culo della mamma.”

Angela annui con lo sguardo a Nicola, prese una parte di crema e comincio a massaggiare lo sfintere della mamma entrando prima con un dito poi con due e alla fine con tre.

La mamma era pronta per prendere i cazzi neri enormi anche nel culo per la sua goduria.

Boseda, tolse il cazzo dalla figa di Angela, si sedette sul divanetto e fece avanzare Angela, arretrando lei prese il grande cazzo nero e piano piano se lo piantò dentro il culo lubrificato dal figlio.

Boseda prese le gambe da dietro della madre alzandole, Nicola e Abasi davanti, vedevano il cazzo nel culo di Angela esageratamente aperto, guardavano la figa aperta di Angela che pulsava e squirtava.

“Nicola amore, ora tocca a te riempirmi la figa, intanto, che questo negro mi rompe il culo, riempi tutta, siiii… godoooo…”

Con uno sforzo, spinse il suo cazzo nella figa di Angela, sovrapponendosi a Boseda. Angela urlò di piacere, il corpo che si tendeva sotto la doppia penetrazione.
"Oh, sì! Oh, sì!" gemette. "Siete tutti dentro di me! Nicola... Abasi... Boseda!"

Abasi intanto veniva masturbato dalla madre mentre glielo succhiava.

"Oh, Dio... non ce la faccio più... mi state facendo impazzire!"
Nicola sentiva il suo cazzo riempirsi e svuotarsi nella figa calda e umida di sua madre, mentre sentiva anche il cazzo di Boseda muoversi dentro di lei.

Era un'esperienza travolgente, perversa, eccitante. Vedere sua madre, la sua bellissima madre, essere posseduta da tre uomini contemporaneamente, e lui stesso essere uno di loro, era il suo sogno erotico più profondo che si realizzava.
"Ti amo, mamma," sussurrò Nicola, mentre sentiva il suo orgasmo avvicinarsi.
"Ti amo anch'io, tesoro," rispose Angela, la voce spezzata dal piacere.
“Nicola spingi forte, voglio sentirti tutto dentro.”
Nicola spinse ancora più forte, sentendo il suo cazzo riempirsi fino all'inverosimile nella figa di sua madre. Sentì il suo seme caldo riversarsi dentro di lei.
"Sì! Così!" urlò Angela, il corpo che si irrigidiva in un orgasmo potente.
Abasi e Boseda, sentendo il corpo di Angela vibrare, accelerarono il ritmo, i loro orgasmi che si avvicinavano.
In pochi istanti, i tre uomini esplosero dentro Angela, riempiendola completamente. Lei urlò un'ultima volta, il corpo che si rilassava tra le loro braccia.
Nicola, esausto ma euforico, si ritrasse dalla madre, il suo cazzo ancora duro per l'eccitazione. Guardò sua madre, il suo corpo coperto di sudore e sperma, e sentì un profondo senso di soddisfazione. Aveva partecipato, aveva posseduto sua madre, e l'aveva riempita.


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scritto il
2026-07-22
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