I facchini
di
Bourne
genere
incesti
Qualche giorno prima mia mamma mi chiede se per favore, potevo portarla da sua sorella Chiara, mio padre impegnato come al solito dal lavoro, non poteva.
Zia Chiara abita a 30 km da casa nostra, la zia da poco separata non ha figli, assomiglia un po’ a mamma ma leggermente più in carne.
La giornata era iniziata con una promessa di noia, ma il sorriso sfacciato di mia madre mentre saliva in macchina aveva già acceso una scintilla di anticipazione. La gonna aderente le saliva leggermente, rivelando gambe perfette fasciate da calze velate, un invito silenzioso che non avevo mancato di notare. "Nicola, la zia ha bisogno di me perché deve svuotare la cantina," aveva detto, ma il suo sguardo diceva altro. Io, da bravo figlio, mi ero offerto di dare una mano, anche se sapevo che la zia Chiara, da poco separata e con qualche chilo di troppo che la rendeva ancora più succulenta, aveva chiamato dei professionisti.
Arrivati a casa di zia Chiara, l'aria era già carica di un profumo dolce e pungente, un misto di profumo costoso e qualcosa di più. Mia madre, con la sua solita eleganza provocante, si era subito messa all'opera, ma i suoi movimenti erano studiati, ogni gesto una seduzione. La zia Chiara, più morbida e formosa, la osservava con un misto di invidia.
"Allora, siete pronti a sporcarvi le mani?" aveva detto la zia appena entrati con una risata roca, i suoi occhi che indugiavano sulle curve di mia madre.
Dopo pochi minuti, suonò il campanello e mia zia andò ad aprire, i due uomini entrarono e si presentarono, due signori corpulenti nemmeno tanto giovani, diedero la mano a mia zia e mia madre.
“Siamo pronti per incominciare, possiamo andare giù in cantina.”
Si misero subito al lavoro, io in disparte a controllare, vedevo mia madre e zia Chiara che si chinavano per spostare vecchi scatoloni, le loro gonne si sollevavano, mostrando il culo coperto dalle mutandine, che mi faceva fremere. I due uomini chiamati dalla zia, si guardavano increduli di tanto ben di dio, ed i loro sguardi oramai erano fissi su mamma e zia. Un silenzio carico di tensione calò nella cantina umida, rotto solo dal respiro affannoso delle donne e dal mio battito cardiaco impazzito.
Un silenzio carico di tensione calò nella cantina, rotto solo dai respiri affannosi delle donne e dal battito impazzito del mio cuore. Zia Chiara, con un sorriso malizioso, ruppe il silenzio: "Angela, se andiamo avanti così faremo poca opera, i signori hanno altro a cui guardare." Mia madre le fece l'occhiolino: "Chiara, anche l'occhio vuole la sua parte. E anche però, ti sei vestita in modo piuttosto provocante, cosa devono fare questi poveri signori?" Poi, il suo sguardo si posò su di me, un lampo di complicità negli occhi. "Nicola, tesoro," disse, la sua voce un sussurro rauco che mi fece accapponare la pelle, "questi signori hanno bisogno di un aiuto extra. E tu, caro, sembri proprio pronto a darlo."
Chiara era incuriosita, vedeva gli uomini che si toccavano il pacco con i membri già duri, ma soprattutto incuriosita dal nipote Nicola e sua sorella, la madre, che si comportava da troia.
Chiara sentiva l’eccitazione nell’aria, lei che da tempo non faceva sesso con un uomo dopo la separazione con il marito, poteva essere un’occasione.
“Angela ma come si fa con Nicola?”
“Chiara non ti preoccupare per Nicola, sai quante volte ha pensato a te, Nicola è un porcellino”
Le parole di mia madre risuonarono nella cantina umida, cariche di un'audacia che mi fece tremare le gambe. Zia Chiara, con un'espressione che oscillava tra il divertito e il desideroso, si voltò verso di me. I suoi occhi scuri, ora pieni di una nuova luce, mi scrutarono con un'intensità che mi fece sentire nudo. La sua figura più morbida, accentuata dalla gonna che le aderiva sui fianchi generosi, sembrava pulsare di un'energia repressa. I due uomini, i cui sguardi non avevano lasciato le donne, ora si spostarono su di me, un misto di sorpresa e aspettativa nei loro volti corpulenti.
"Un porcellino, dicci cosa pensi quando pensi alla zia?" mormorò uno degli uomini, io in un misto di eccitazione e di vergogna non riuscivo a parlare. un sorriso malizioso di Chiara le increspava le labbra carnose. Si avvicinò a me, il profumo della sua pelle, un misto di talco e qualcosa di più selvaggio, mi prese per una mano, e mi invitò a sedermi insieme a lei su un vecchio divano consunto, dove aveva messo su delle lenzuola che erano pronte da mettere nelle scatole "Nicola, sei pronto a dimostrare quanto sei porcellino?" La sua voce era un sussurro rauco, un invito diretto che mi fece sentire un calore diffondersi nel basso ventre.
Gli uomini in piedi in parte a sua madre Angela stavano cominciando a palpare, alzando la sua gonna davanti e dietro facendo vedere le gambe con le calze velate autoreggenti e lo slip trasparente che faceva vedere il pelo pubico.
Gli uomini si avvicinarono al divano senza togliere le mani dal culo di sua madre.
Intanto la zia e Nicola seduti sul divano guardavano la scena eccitati da questa scena.
“Ma Angela!” disse la sorella “ti fai palpare così da questi uomini davanti a tuo figlio?” “Sei proprio una troia degenerata”
“Chiara mia cara non è la prima volta sai!”
A questo punto uno degli uomini chiese a mia madre “Guarda tua sorella che ha le gambe aperte, perché non gli togli tu le mutandine e fai vedere la figa della zia a tuo figlio?”
Mia madre, Angela, con un'espressione compiaciuta. Si avvicinò chinandosi, posando le mani sulle cosce di Chiara. "Chiara, tesoro, non fare la timida. Nicola è un ragazzo cresciuto, e ha sempre avuto un debole per le donne mature e formose. Non è vero, amore?" I due uomini, incoraggiati da questa atmosfera sempre più carica, iniziarono a muoversi con più audacia. Uno di loro, con un gesto quasi impercettibile, si tolse i pantaloni e le mutande rimanendo con il cazzo duro in mano. L'altro lo seguì a ruota, il suo sguardo fisso su mia madre.
"Ma... e i signori?" chiese Chiara, la sua voce un po' più incerta, ma i suoi occhi brillavano di un desiderio crescente.
"I signori? Hai visto che cazzi hanno tirato fuori?." rispose Angela con un sorriso seducente, "ma prima, voglio vedere quanto sei brava a fare la padrona di casa, Chiara. E tu, Nicola, adesso tolgo le mutandine alla zia, voglio che tu veda quanto è brava tua zia a farsi desiderare."
Prese con le mani le mutandine della sorella e piano piano gliele sfilò con un brivido, la figa leggermente aperta con una striscia sottile di pelo scuro, che a differenza della sorella che aveva una vagina con il pelo pubico biondo appena accennato.
“Vedo che non sono troia solo io, hai tutte le mutandine bagnate!”
Così alzò angora di più la gonna di Chiara offrendo la visione della figa a suo figlio.
Prese la mano di Nicola “Senti Nicola come è bagnata la figa di tua zia!”
Nicola sentì il calore umido e il profumo intenso che emanava. La mano di sua madre lo guidava, mentre gli uomini si avvicinavano, i loro sguardi ora fissi su Chiara e poi su di lui, un invito silenzioso a partecipare a quel gioco perverso. Angela sorrise, incoraggiandolo con un cenno del capo. "Non aver paura, amore. La zia è pronta. E credo anche questi uomini visto le loro erezioni." La cantina si fece più calda, l'aria densa di attesa e di eccitazione. Nicola sentì il suo corpo rispondere, un desiderio primordiale che prendeva il sopravvento, mentre sua madre e sua zia lo guardavano, pronte a guidarlo in un'esperienza che andava oltre ogni immaginazione.
Uno dei signori arrapato andò oltre “Nicola hai voglia di vedere la tua mamma leccare la figa alla zia?”
Le due donne si guardarono con intensità, scoprendo qualcosa di diverso ed eccitante.
“Ma volete davvero che lecchi la figa a mia sorella?” “Dai Angela potrebbe essere interessante far vedere a questi uomini e a Nicola come si lecca la figa!”
Angelica guardò suo figlio, con una espressione che suo figlio non aveva mai visto.
Si chinò ai piedi di sua sorella e con le mani comincio ad aprire la figa di Chiara, che inarcando la schiena iniziava ad ansimare, avvicinandosi sempre di più con il viso in mezzo alle gambe.
Chiara, con un sorriso compiaciuto, incoraggiava Angela con sussurri. "Così, così, sorella mia," mormorava, mentre la lingua di Angela iniziava a esplorare la vagina di Chiara.
"Angela... ti prego... più forte..." Angela rispose con un sorriso malizioso, intensificando i suoi movimenti della lingua.
L'altro uomo, con un movimento fluido, si avvicinò a Nicola e Angela, il suo sguardo fisso sui seni di Angela che premevano contro la stoffa della sua camicetta. "E tu, Angela," disse l'uomo con voce roca, "sei pronta a condividere il tuo corpo con noi, proprio come tua sorella?" Angela rise, un suono sensuale che echeggiò nella cantina. "Non sono mai stata più pronta," rispose, mentre le sue mani iniziavano a sbottonarsi la camicetta, rivelando la pelle morbida e i capezzoli che si indurivano al suo tocco.
Nicola osservava la scena con un misto di shock e desiderio crescente. Vedeva sua madre, la donna che aveva sempre ammirato, ora esposta e pronta a concedersi. La zia Chiara, con gli occhi chiusi e il corpo tremante, sembrava godere appieno delle attenzioni di Angela e dell'uomo inginocchiato davanti a lei. L'uomo che si era avvicinato a Nicola e Angela, con un gesto deciso, le sfilò la camicetta, scoprendo il suo décolleté. Le sue mani scivolarono sui seni di Angela, accarezzandoli con una familiarità che fece sussultare la donna.
"Nicola, tesoro," sussurrò Angela, la sua voce roca di eccitazione, "adesso tocca a te. La zia è pronta per te, e anche io." Si voltò verso il figlio, i suoi occhi brillavano di un fuoco nuovo. L'uomo accanto a lei le sfilava la gonna, rivelando le sue gambe perfette e le mutandine di pizzo trasparente. Nicola sentì il suo corpo rispondere, un'erezione prepotente che premeva contro i suoi jeans.
Chiara, con un gemito, si girò verso Nicola. "Vieni, nipote mio," disse, la sua voce un invito rauco. "La mamma ti ha preparato." Angela, con un sorriso complice, spinse dolcemente Nicola verso la zia slacciando i pantaloni e facendo fuoriuscire dai boxer il cazzo duro. L'uomo che aveva accarezzato Angela si chinò e le sfilò le mutandine, rivelando la sua figa umida e invitante. Contemporaneamente, l'altro uomo si avvicinò a Chiara, che aveva già aperto le gambe, offrendo la sua intimità a Nicola.
Nicola, guidato dalla madre, iniziò a puntare il buco della vagina della zia Chiara. Sentì il calore umido dalla sua figa e il profumo inebriante. "Senti, amore," sussurrò, "quanto è bagnata. Lei ti vuole." Nicola esitò per un istante, poi, incoraggiato dallo sguardo di sua madre e dai gemiti di piacere di Chiara, con un colpo secco entrò nella sua figa.
Mentre Nicola iniziava pompare la figa di Chiara, Angela si voltò verso l'uomo che le stava accarezzando il seno. Lui la fece sdraiare sul divano consunto, mentre lei si offriva completamente a lui. L'altro uomo, che aveva assistito alla scena, si avvicinò a Chiara e, mentre Nicola la scopava con movimenti decisi, lui gli mise l’uccello in bocca che Chiara succhio con avidità, mentre gemeva e godeva come una troia.
"Adesso, Nicola," disse Angela, la sua voce un sussurro rauco, mentre l'uomo iniziava a penetrarla, "adesso ti faccio vedere come si fa. Tu con il tuo cazzo fai godere la zia, e io mi faccio scopare da questo uomo." Nicola sentì il suo corpo vibrare di eccitazione mentre continuava a dedicarsi a Chiara. Sentiva il respiro affannoso di sua madre e i gemiti dell'uomo che la possedeva.
Chiara, con la figa che squirtava umida dalle penetrazioni incalzanti di Nicola, si voltò verso l'uomo che stava succhiando il cazzo e gli disse “adesso lo voglio nel culo questo cazzo.” L'uomo che stava scopando Angela si spostò, lasciandola libera per un istante. Angela si rialzò, il suo corpo nudo e scintillante di sudore, e si avvicinò a Nicola e Chiara.
"Bravi, ragazzi," disse Angela, con un sorriso soddisfatto. "Adesso, Nicola, ti faccio vedere come si fa con la mamma." Si chinò su di lui, mentre l'uomo che aveva appena finito con lei si avvicinava a Chiara, pronto a prenderla nella figa, mentre l’altro seduto sul divano era pronto per metterlo nel culo a Chiara. Mentre la mano di Angela gli prendeva il cazzo “adesso mentre la zia si fa chiavare davanti e dietro, tu scopa la mamma, fai vedere ai signori come sei bravo.”
Nicola, sentendo la mano della madre che gli stringeva il pene, si sentì pervadere da un'ondata di desiderio iniziale. Le parole di Angela risuonavano nella sua mente: "adesso mentre la zia si fa chiavare davanti e dietro, tu scopa la mamma, fai vedere ai signori come sei bravo." L'idea di possedere sua madre, mentre la zia era impegnata con gli altri uomini, accese in lui una fiamma che bruciava più intensamente di qualsiasi cosa avesse mai provato.
Angela, con gli occhi che brillavano di un'eccitazione febbrile, si posizionò di fronte a lui, le gambe leggermente divaricate, il suo corpo nudo e invitante sotto la luce fioca della cantina. "Vieni, amore mio," sussurrò, la sua voce roca e piena di desiderio. "Fai vedere a questi uomini quanto sei bravo con la tua mamma." Nicola, guidato dalla madre, si chinò e la prese tra le gambe. Sentì la sua figa umida e calda accoglierlo, un calore che si propagò per tutto il suo corpo. Iniziò a penetrarla con movimenti decisi, sentendo il suo corpo rispondere con un'intensità sorprendente. Angela gemeva, le mani che si aggrappavano alle sue spalle, mentre i suoi seni si muovevano ritmicamente contro il suo petto.
Nel frattempo, la zia Chiara era completamente abbandonata ai piaceri dei due uomini. Uno le teneva saldamente i fianchi, spingendola più a fondo nella sua penetrazione nella figa, mentre l'altro con il cazzo duro, esplorando il suo ano con una perizia che la faceva urlare di piacere. I gemiti di Chiara si mescolavano ai sospiri affannosi di Angela e ai ruggiti degli uomini, creando una sinfonia di lussuria che riempiva l'aria. Nicola, sentendo il ritmo della madre intensificarsi, si sentiva sempre più travolto dall'eccitazione. Vedeva sua madre godere sotto di lui, e sapeva che la zia stava vivendo un piacere altrettanto intenso.
"Più forte, Nicola!" ansimò Angela, stringendolo a sé. “Dai che sto venendo si dai godoooo cazzooo" Nicola obbedì, aumentando la velocità e la profondità delle sue spinte. Sentiva il suo cazzo pulsare all'unisono con il corpo di sua madre, un'unione che trascendeva ogni tabù. Uno degli uomini che stava sodomizzando Chiara si voltò, il suo sguardo fisso su Nicola e Angela. Con un sorriso malizioso, “Dai che sborriamo tutti insieme appassionatamente.”
L'aria nella cantina divenne densa di un'eccitazione palpabile. Nicola sentì il suo corpo irrigidirsi, le spinte verso sua madre divennero più frenetiche, il suo orgasmo imminente. Angela gemette più forte, il suo corpo si tese, e un grido liberatorio mentre il suo orgasmo la travolgeva, il suo corpo che si contraeva attorno al pene di Nicola. Contemporaneamente, Chiara urlò di piacere mentre uno degli uomini la faceva venire con una penetrazione profonda. Nicola, sentendo il suo corpo esplodere, si ritrasse da sua madre, il suo seme caldo che si riversava sulla sua pancia. Nicola, con il suo cazzo ancora pulsante, si avvicinò a sua madre, “Vieni Nicola che voglio assaporare il tuo cazzo, bagnato dai miei umori e la tua sborra.”
Mentre gli uomini si preparavano a concludere, stantuffando Chiara nel culo e nella figa. Angela succhiava il cazzo di Nicola, Chiara gemeva e ansimava, i suoi orgasmi che si susseguivano. Poi, con un grido soffocato, contemporaneamente, Chiara raggiunse l'apice del piacere, mentre gli uomini, con un ultimo sforzo, eiaculavano dentro di lei. Tutti i partecipanti, esausti ma soddisfatti, si guardarono con un misto di turbamento e appagamento, le loro vite cambiate per sempre da quell'esperienza estrema.
Zia Chiara abita a 30 km da casa nostra, la zia da poco separata non ha figli, assomiglia un po’ a mamma ma leggermente più in carne.
La giornata era iniziata con una promessa di noia, ma il sorriso sfacciato di mia madre mentre saliva in macchina aveva già acceso una scintilla di anticipazione. La gonna aderente le saliva leggermente, rivelando gambe perfette fasciate da calze velate, un invito silenzioso che non avevo mancato di notare. "Nicola, la zia ha bisogno di me perché deve svuotare la cantina," aveva detto, ma il suo sguardo diceva altro. Io, da bravo figlio, mi ero offerto di dare una mano, anche se sapevo che la zia Chiara, da poco separata e con qualche chilo di troppo che la rendeva ancora più succulenta, aveva chiamato dei professionisti.
Arrivati a casa di zia Chiara, l'aria era già carica di un profumo dolce e pungente, un misto di profumo costoso e qualcosa di più. Mia madre, con la sua solita eleganza provocante, si era subito messa all'opera, ma i suoi movimenti erano studiati, ogni gesto una seduzione. La zia Chiara, più morbida e formosa, la osservava con un misto di invidia.
"Allora, siete pronti a sporcarvi le mani?" aveva detto la zia appena entrati con una risata roca, i suoi occhi che indugiavano sulle curve di mia madre.
Dopo pochi minuti, suonò il campanello e mia zia andò ad aprire, i due uomini entrarono e si presentarono, due signori corpulenti nemmeno tanto giovani, diedero la mano a mia zia e mia madre.
“Siamo pronti per incominciare, possiamo andare giù in cantina.”
Si misero subito al lavoro, io in disparte a controllare, vedevo mia madre e zia Chiara che si chinavano per spostare vecchi scatoloni, le loro gonne si sollevavano, mostrando il culo coperto dalle mutandine, che mi faceva fremere. I due uomini chiamati dalla zia, si guardavano increduli di tanto ben di dio, ed i loro sguardi oramai erano fissi su mamma e zia. Un silenzio carico di tensione calò nella cantina umida, rotto solo dal respiro affannoso delle donne e dal mio battito cardiaco impazzito.
Un silenzio carico di tensione calò nella cantina, rotto solo dai respiri affannosi delle donne e dal battito impazzito del mio cuore. Zia Chiara, con un sorriso malizioso, ruppe il silenzio: "Angela, se andiamo avanti così faremo poca opera, i signori hanno altro a cui guardare." Mia madre le fece l'occhiolino: "Chiara, anche l'occhio vuole la sua parte. E anche però, ti sei vestita in modo piuttosto provocante, cosa devono fare questi poveri signori?" Poi, il suo sguardo si posò su di me, un lampo di complicità negli occhi. "Nicola, tesoro," disse, la sua voce un sussurro rauco che mi fece accapponare la pelle, "questi signori hanno bisogno di un aiuto extra. E tu, caro, sembri proprio pronto a darlo."
Chiara era incuriosita, vedeva gli uomini che si toccavano il pacco con i membri già duri, ma soprattutto incuriosita dal nipote Nicola e sua sorella, la madre, che si comportava da troia.
Chiara sentiva l’eccitazione nell’aria, lei che da tempo non faceva sesso con un uomo dopo la separazione con il marito, poteva essere un’occasione.
“Angela ma come si fa con Nicola?”
“Chiara non ti preoccupare per Nicola, sai quante volte ha pensato a te, Nicola è un porcellino”
Le parole di mia madre risuonarono nella cantina umida, cariche di un'audacia che mi fece tremare le gambe. Zia Chiara, con un'espressione che oscillava tra il divertito e il desideroso, si voltò verso di me. I suoi occhi scuri, ora pieni di una nuova luce, mi scrutarono con un'intensità che mi fece sentire nudo. La sua figura più morbida, accentuata dalla gonna che le aderiva sui fianchi generosi, sembrava pulsare di un'energia repressa. I due uomini, i cui sguardi non avevano lasciato le donne, ora si spostarono su di me, un misto di sorpresa e aspettativa nei loro volti corpulenti.
"Un porcellino, dicci cosa pensi quando pensi alla zia?" mormorò uno degli uomini, io in un misto di eccitazione e di vergogna non riuscivo a parlare. un sorriso malizioso di Chiara le increspava le labbra carnose. Si avvicinò a me, il profumo della sua pelle, un misto di talco e qualcosa di più selvaggio, mi prese per una mano, e mi invitò a sedermi insieme a lei su un vecchio divano consunto, dove aveva messo su delle lenzuola che erano pronte da mettere nelle scatole "Nicola, sei pronto a dimostrare quanto sei porcellino?" La sua voce era un sussurro rauco, un invito diretto che mi fece sentire un calore diffondersi nel basso ventre.
Gli uomini in piedi in parte a sua madre Angela stavano cominciando a palpare, alzando la sua gonna davanti e dietro facendo vedere le gambe con le calze velate autoreggenti e lo slip trasparente che faceva vedere il pelo pubico.
Gli uomini si avvicinarono al divano senza togliere le mani dal culo di sua madre.
Intanto la zia e Nicola seduti sul divano guardavano la scena eccitati da questa scena.
“Ma Angela!” disse la sorella “ti fai palpare così da questi uomini davanti a tuo figlio?” “Sei proprio una troia degenerata”
“Chiara mia cara non è la prima volta sai!”
A questo punto uno degli uomini chiese a mia madre “Guarda tua sorella che ha le gambe aperte, perché non gli togli tu le mutandine e fai vedere la figa della zia a tuo figlio?”
Mia madre, Angela, con un'espressione compiaciuta. Si avvicinò chinandosi, posando le mani sulle cosce di Chiara. "Chiara, tesoro, non fare la timida. Nicola è un ragazzo cresciuto, e ha sempre avuto un debole per le donne mature e formose. Non è vero, amore?" I due uomini, incoraggiati da questa atmosfera sempre più carica, iniziarono a muoversi con più audacia. Uno di loro, con un gesto quasi impercettibile, si tolse i pantaloni e le mutande rimanendo con il cazzo duro in mano. L'altro lo seguì a ruota, il suo sguardo fisso su mia madre.
"Ma... e i signori?" chiese Chiara, la sua voce un po' più incerta, ma i suoi occhi brillavano di un desiderio crescente.
"I signori? Hai visto che cazzi hanno tirato fuori?." rispose Angela con un sorriso seducente, "ma prima, voglio vedere quanto sei brava a fare la padrona di casa, Chiara. E tu, Nicola, adesso tolgo le mutandine alla zia, voglio che tu veda quanto è brava tua zia a farsi desiderare."
Prese con le mani le mutandine della sorella e piano piano gliele sfilò con un brivido, la figa leggermente aperta con una striscia sottile di pelo scuro, che a differenza della sorella che aveva una vagina con il pelo pubico biondo appena accennato.
“Vedo che non sono troia solo io, hai tutte le mutandine bagnate!”
Così alzò angora di più la gonna di Chiara offrendo la visione della figa a suo figlio.
Prese la mano di Nicola “Senti Nicola come è bagnata la figa di tua zia!”
Nicola sentì il calore umido e il profumo intenso che emanava. La mano di sua madre lo guidava, mentre gli uomini si avvicinavano, i loro sguardi ora fissi su Chiara e poi su di lui, un invito silenzioso a partecipare a quel gioco perverso. Angela sorrise, incoraggiandolo con un cenno del capo. "Non aver paura, amore. La zia è pronta. E credo anche questi uomini visto le loro erezioni." La cantina si fece più calda, l'aria densa di attesa e di eccitazione. Nicola sentì il suo corpo rispondere, un desiderio primordiale che prendeva il sopravvento, mentre sua madre e sua zia lo guardavano, pronte a guidarlo in un'esperienza che andava oltre ogni immaginazione.
Uno dei signori arrapato andò oltre “Nicola hai voglia di vedere la tua mamma leccare la figa alla zia?”
Le due donne si guardarono con intensità, scoprendo qualcosa di diverso ed eccitante.
“Ma volete davvero che lecchi la figa a mia sorella?” “Dai Angela potrebbe essere interessante far vedere a questi uomini e a Nicola come si lecca la figa!”
Angelica guardò suo figlio, con una espressione che suo figlio non aveva mai visto.
Si chinò ai piedi di sua sorella e con le mani comincio ad aprire la figa di Chiara, che inarcando la schiena iniziava ad ansimare, avvicinandosi sempre di più con il viso in mezzo alle gambe.
Chiara, con un sorriso compiaciuto, incoraggiava Angela con sussurri. "Così, così, sorella mia," mormorava, mentre la lingua di Angela iniziava a esplorare la vagina di Chiara.
"Angela... ti prego... più forte..." Angela rispose con un sorriso malizioso, intensificando i suoi movimenti della lingua.
L'altro uomo, con un movimento fluido, si avvicinò a Nicola e Angela, il suo sguardo fisso sui seni di Angela che premevano contro la stoffa della sua camicetta. "E tu, Angela," disse l'uomo con voce roca, "sei pronta a condividere il tuo corpo con noi, proprio come tua sorella?" Angela rise, un suono sensuale che echeggiò nella cantina. "Non sono mai stata più pronta," rispose, mentre le sue mani iniziavano a sbottonarsi la camicetta, rivelando la pelle morbida e i capezzoli che si indurivano al suo tocco.
Nicola osservava la scena con un misto di shock e desiderio crescente. Vedeva sua madre, la donna che aveva sempre ammirato, ora esposta e pronta a concedersi. La zia Chiara, con gli occhi chiusi e il corpo tremante, sembrava godere appieno delle attenzioni di Angela e dell'uomo inginocchiato davanti a lei. L'uomo che si era avvicinato a Nicola e Angela, con un gesto deciso, le sfilò la camicetta, scoprendo il suo décolleté. Le sue mani scivolarono sui seni di Angela, accarezzandoli con una familiarità che fece sussultare la donna.
"Nicola, tesoro," sussurrò Angela, la sua voce roca di eccitazione, "adesso tocca a te. La zia è pronta per te, e anche io." Si voltò verso il figlio, i suoi occhi brillavano di un fuoco nuovo. L'uomo accanto a lei le sfilava la gonna, rivelando le sue gambe perfette e le mutandine di pizzo trasparente. Nicola sentì il suo corpo rispondere, un'erezione prepotente che premeva contro i suoi jeans.
Chiara, con un gemito, si girò verso Nicola. "Vieni, nipote mio," disse, la sua voce un invito rauco. "La mamma ti ha preparato." Angela, con un sorriso complice, spinse dolcemente Nicola verso la zia slacciando i pantaloni e facendo fuoriuscire dai boxer il cazzo duro. L'uomo che aveva accarezzato Angela si chinò e le sfilò le mutandine, rivelando la sua figa umida e invitante. Contemporaneamente, l'altro uomo si avvicinò a Chiara, che aveva già aperto le gambe, offrendo la sua intimità a Nicola.
Nicola, guidato dalla madre, iniziò a puntare il buco della vagina della zia Chiara. Sentì il calore umido dalla sua figa e il profumo inebriante. "Senti, amore," sussurrò, "quanto è bagnata. Lei ti vuole." Nicola esitò per un istante, poi, incoraggiato dallo sguardo di sua madre e dai gemiti di piacere di Chiara, con un colpo secco entrò nella sua figa.
Mentre Nicola iniziava pompare la figa di Chiara, Angela si voltò verso l'uomo che le stava accarezzando il seno. Lui la fece sdraiare sul divano consunto, mentre lei si offriva completamente a lui. L'altro uomo, che aveva assistito alla scena, si avvicinò a Chiara e, mentre Nicola la scopava con movimenti decisi, lui gli mise l’uccello in bocca che Chiara succhio con avidità, mentre gemeva e godeva come una troia.
"Adesso, Nicola," disse Angela, la sua voce un sussurro rauco, mentre l'uomo iniziava a penetrarla, "adesso ti faccio vedere come si fa. Tu con il tuo cazzo fai godere la zia, e io mi faccio scopare da questo uomo." Nicola sentì il suo corpo vibrare di eccitazione mentre continuava a dedicarsi a Chiara. Sentiva il respiro affannoso di sua madre e i gemiti dell'uomo che la possedeva.
Chiara, con la figa che squirtava umida dalle penetrazioni incalzanti di Nicola, si voltò verso l'uomo che stava succhiando il cazzo e gli disse “adesso lo voglio nel culo questo cazzo.” L'uomo che stava scopando Angela si spostò, lasciandola libera per un istante. Angela si rialzò, il suo corpo nudo e scintillante di sudore, e si avvicinò a Nicola e Chiara.
"Bravi, ragazzi," disse Angela, con un sorriso soddisfatto. "Adesso, Nicola, ti faccio vedere come si fa con la mamma." Si chinò su di lui, mentre l'uomo che aveva appena finito con lei si avvicinava a Chiara, pronto a prenderla nella figa, mentre l’altro seduto sul divano era pronto per metterlo nel culo a Chiara. Mentre la mano di Angela gli prendeva il cazzo “adesso mentre la zia si fa chiavare davanti e dietro, tu scopa la mamma, fai vedere ai signori come sei bravo.”
Nicola, sentendo la mano della madre che gli stringeva il pene, si sentì pervadere da un'ondata di desiderio iniziale. Le parole di Angela risuonavano nella sua mente: "adesso mentre la zia si fa chiavare davanti e dietro, tu scopa la mamma, fai vedere ai signori come sei bravo." L'idea di possedere sua madre, mentre la zia era impegnata con gli altri uomini, accese in lui una fiamma che bruciava più intensamente di qualsiasi cosa avesse mai provato.
Angela, con gli occhi che brillavano di un'eccitazione febbrile, si posizionò di fronte a lui, le gambe leggermente divaricate, il suo corpo nudo e invitante sotto la luce fioca della cantina. "Vieni, amore mio," sussurrò, la sua voce roca e piena di desiderio. "Fai vedere a questi uomini quanto sei bravo con la tua mamma." Nicola, guidato dalla madre, si chinò e la prese tra le gambe. Sentì la sua figa umida e calda accoglierlo, un calore che si propagò per tutto il suo corpo. Iniziò a penetrarla con movimenti decisi, sentendo il suo corpo rispondere con un'intensità sorprendente. Angela gemeva, le mani che si aggrappavano alle sue spalle, mentre i suoi seni si muovevano ritmicamente contro il suo petto.
Nel frattempo, la zia Chiara era completamente abbandonata ai piaceri dei due uomini. Uno le teneva saldamente i fianchi, spingendola più a fondo nella sua penetrazione nella figa, mentre l'altro con il cazzo duro, esplorando il suo ano con una perizia che la faceva urlare di piacere. I gemiti di Chiara si mescolavano ai sospiri affannosi di Angela e ai ruggiti degli uomini, creando una sinfonia di lussuria che riempiva l'aria. Nicola, sentendo il ritmo della madre intensificarsi, si sentiva sempre più travolto dall'eccitazione. Vedeva sua madre godere sotto di lui, e sapeva che la zia stava vivendo un piacere altrettanto intenso.
"Più forte, Nicola!" ansimò Angela, stringendolo a sé. “Dai che sto venendo si dai godoooo cazzooo" Nicola obbedì, aumentando la velocità e la profondità delle sue spinte. Sentiva il suo cazzo pulsare all'unisono con il corpo di sua madre, un'unione che trascendeva ogni tabù. Uno degli uomini che stava sodomizzando Chiara si voltò, il suo sguardo fisso su Nicola e Angela. Con un sorriso malizioso, “Dai che sborriamo tutti insieme appassionatamente.”
L'aria nella cantina divenne densa di un'eccitazione palpabile. Nicola sentì il suo corpo irrigidirsi, le spinte verso sua madre divennero più frenetiche, il suo orgasmo imminente. Angela gemette più forte, il suo corpo si tese, e un grido liberatorio mentre il suo orgasmo la travolgeva, il suo corpo che si contraeva attorno al pene di Nicola. Contemporaneamente, Chiara urlò di piacere mentre uno degli uomini la faceva venire con una penetrazione profonda. Nicola, sentendo il suo corpo esplodere, si ritrasse da sua madre, il suo seme caldo che si riversava sulla sua pancia. Nicola, con il suo cazzo ancora pulsante, si avvicinò a sua madre, “Vieni Nicola che voglio assaporare il tuo cazzo, bagnato dai miei umori e la tua sborra.”
Mentre gli uomini si preparavano a concludere, stantuffando Chiara nel culo e nella figa. Angela succhiava il cazzo di Nicola, Chiara gemeva e ansimava, i suoi orgasmi che si susseguivano. Poi, con un grido soffocato, contemporaneamente, Chiara raggiunse l'apice del piacere, mentre gli uomini, con un ultimo sforzo, eiaculavano dentro di lei. Tutti i partecipanti, esausti ma soddisfatti, si guardarono con un misto di turbamento e appagamento, le loro vite cambiate per sempre da quell'esperienza estrema.
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