Il manutentore

di
genere
incesti

Una mattina fredda e nebbiosa di metà anni '70. Mamma Angela, 45 anni, formosa e con un corpo che Nicola, il figlio diciannovenne, non si stancava mai di ammirare, era in cucina. Il marito, come al solito, era fuori per lavoro, lasciando a Nicola e a sua madre la casa tutta per loro.
Nicola, con il cuore che batteva forte, aveva spiato sua madre mentre si cambiava in camera da letto. Le curve generose, le gambe tornite, il sedere mozzafiato, erano uno spettacolo che lo mandava in visibilio. Sapeva che sua madre, in quei momenti di solitudine, aspettava sempre un'occasione per dare sfogo alle sue voglie.
Un giorno, un problema con la stufetta a gas del bagno offrì l'occasione. Mamma Angela, con un sorriso malizioso, disse a Nicola che avrebbe chiamato un manutentore. Nicola, sperando in qualcosa di eccitante, si offrì di restare a casa, nonostante la madre gli avesse suggerito di uscire con gli amici.
Qualche ora dopo il campanello suonò. Nicola aprì la porta e si trovò davanti il manutentore, un uomo sui sessant'anni, con la pancia e la faccia da porco che aveva un'espressione lasciva. Mamma Angela, in una gonna appena sopra il ginocchio, calze nere e scarpe col tacco, una camicetta bianca con un reggiseno di pizzo color carne, lo accolse con un sorriso civettuolo.
La mamma propose subito il caffè al manutentore, che accettò con piacere.
Mentre sorseggiavano il caffè, seduti in cucina uno di fronte all’altro, la madre spiegò il malfunzionamento della stufetta. Il manutentore, però, sembrava più interessato alle gambe di Angela, seduta sulla sedia, con le gambe leggermente divaricate. Nicola, in piedi in disparte, sentiva crescere l'eccitazione.
"Nicola, accompagna il signore in bagno," disse la madre, con un tono che non ammetteva repliche.
Il bagno era piccolo, con una vasca, il bidet, il WC e la stufetta. Nicola, pur rimanendo sulla porta, non voleva perdersi nulla. Improvvisamente, la madre entrò di fretta, scusandosi per la necessità di usare il bagno per fare pipì. Il manutentore, imbarazzato, stava per uscire, ma Angela lo invitò a restare, dicendo che avrebbe fatto in fretta.
"Nicola, potresti prendermi un rotolo di carta igienica?" chiese la madre, guardandolo con un sorriso.
Nicola, fingendo di obbedire, si gustò la scena. Angela si tirò su la gonna, rivelando calze nere autoreggenti. Si abbassò le mutandine di pizzo e si sedette sul WC. Uno scroscio di urina ruppe il silenzio. La madre e il manutentore si scambiarono uno sguardo di intesa.
"Sei ancora lì, Nicola?" chiese Angela.
"Non ho trovato la carta," rispose lui, con la voce tremante.
"Non importa, mi arrangio," rispose la madre, alzandosi e mostrando il sedere al manutentore e a Nicola. Si asciugò con quel po’ di carta rimasta dal rotolo, mentre il manutentore, arrapato, si rivolgeva a Nicola.
"Che bel culo ha la tua mammina," disse, "ma non dovresti guardare."
"Tanto mi spia sempre per farsi le seghe," rispose Angela, con un sorriso.
Il manutentore colse l'occasione. "Posso vedere anche quello c’è davanti?"
Angela, desiderosa, guardò Nicola per un assenso silenzioso.
La mamma si gira e gli fa vedere la figa aperta con il pelo biondo appena accennato, si vedono le labbra della figa rosa e già del tutto bagnata con gli umori che scivolano in parte alle cosce.
Nicola non disse nulla. La mano del manutentore si avvicinò alla vagina bagnata di Angela, iniziando a palparla. La madre gemette, piegandosi all'indietro. Il manutentore la penetrò con le dita, mentre Angela godeva, mugolando.
Nicola, con il cazzo fuori dai pantaloni, non poteva più restare a guardare. Il manutentore, sempre più audace, chiese di vedere le tette. Angela aprì la camicetta, tirando fuori i capezzoli duri e rosati.
"Spostiamoci sul divano, saremo più comodi," disse Angela, con un sorriso da troia stampato sul viso.
Nicola si spostò dalla porta facendo passare la mamma con la gonna leggermente alzata e le mutandine ancora alle caviglie e parte del seno fuori dalla camicetta. Io con il pisello ancora fuori li seguivo in sala. Il manutentore si mise a sedere sul divano calandosi i pantaloni per fare uscire il suo cazzo. Angela si chinò e cominciò a succhiarglielo. Mentre lo faceva, guardò Nicola, poi disse: "Nicola, anche la mamma vuole godere. Il papà è sempre via, e anch'io ho bisogno." Non diremo nulla al papà vero?
Adesso Nicola guarda la mamma come gode, lei si toglie le mutandine ancora arrotolate alle caviglie e la gonna, rimane con le calze autoreggenti, le scarpe e la camicetta con le tette fuori. Poi si siede sul cazzo del manutentore mugolando come una cagna in calore, con lui che la incita dicendo dai troia fammi godere e fai godere anche tuo figlio.
"Vieni, Nicola," disse la mamma, "vieni a toccare le tette della mamma."
Nicola si avvicinò, toccando le tette della madre. Il manutentore lo incitò: "Metti l'uccello in bocca alla mamma."
Nicola obbedì, gli pose il suo uccello sulle labbra della mamma, che poi fece sparire in bocca succhiandolo avidamente.
La mamma godeva davvero tanto, con il mio uccello in bocca e il cazzone del manutentore che gli apriva la figa, ma non gli bastava e il manutentore se ne accorse.
Il manutentore mi dice “Nicola guardiamo bene questo bel culo bianco della mamma?”. La mamma in un gesto di comprensione mi guarda e sorride, si tira su dal cazzone del manutentore e si mette a girata con il culo verso di noi.
Il manutentore dice “guarda come lo prende bene adesso” sputa sul buco del culo della mamma gli punta il cazzo e piano spinge dentro il suo arnese.
Dopo un primo urlo, guardano il viso di mia madre mentre il manutentore la stantuffa nel culo, la vedo che è in estasi e con la mano si tocca il clitoride godendo come una pazza e guardandomi mi dice “dai che voglio far godere anche te”.
Allora il manutentore si rivolge a me e mi dice” la mamma gli piacerebbe avere tutti i buchi, riempiti per bene, cosa ne dici se me la faccio sedere sopra e tu la penetri nella figa con il tuo cazzo”?
La mamma sentito il manutentore dice “ma così mi farete morire dal godimento”.
A quel punto il manutentore si siede sul divano e la mamma piano piano mente si appoggia a me e io gli apro con le mani le chiappe per fare entrare l’uccello del manutentore, lei mi guarda e mi dice “ dai Nicola che godooooo come una troia mettimelo nella figa ti pregoooooo”.
"Dai, Nicola, mettimelo dentro!" implorò.
"Sì! Godo! Tu Rompimi il culo! E Tu mettimelo nella figa, figlio di puttana!" urlò.
Mentre la scopavo mi guardava con quell’aria da troia e io gli dicevo si mamma sei proprio una troia, stai bagnando tutto il divano in pelle godeva e squirtava come una cagna in calore.
Eravamo arrivati tutti al limite, il manutentore chiese a mia mamma se stava ancora venendo, lei gli disse che era già venuta 3 volte. Ha cominciato a godere “dai rompetemiiiii godooooo vengoooo sono una troiaaaa spaccatemi tuttaaaaa”… venimmo in orgasmo infinito e dagli orifizzi della vagina e del culo di mia mamma usciva sborra a non finire.
Raggiunsero l'orgasmo, mentre sborra usciva dagli orifizi di Angela. Esausti, si sedettero sul divano, guardando la madre felice. Si accordarono di non dire nulla, giurando al manutentore di mantenere il segreto. Si congedarono con una stretta di mano e la stufetta riparata gratuitamente.
di
scritto il
2026-02-19
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