Il meccanico

di
genere
incesti

La cena era finita da poco, e l'aria nella sala da pranzo era ancora densa di conversazioni sopite e del profumo di arrosto. Mio padre, si rivolse a mia madre. "Domani, tesoro," disse, posando il tovagliolo, "dovrai accompagnare Nicola con la macchina dal meccanico. Io devo lavorare tutto il giorno." Mia madre annuì. Io, invece, sentii un brivido corrermi lungo la schiena. Avevo la patente da appena un anno, e l'idea di dover guidare fino all'officina di Davide, quel meccanico che mio padre conosceva bene e che aveva promesso di fare il lavoro subito, mi metteva un'ansia sottile. Mia madre, poi, non aveva mai preso la patente, e dipendeva sempre da noi per gli spostamenti. Mio padre mi guardò. "E tu, Nicola, sei l'unico che può farlo. Davide ha detto che vi aspetta, così potete tornare subito."
Il giorno dopo, il sole era già alto quando uscii di casa. L'aria era frizzante, ma dentro di me un calore diverso iniziava a farsi strada. Mia madre era seduta sul sedile del passeggero, con un'espressione un po' persa. "Sei sicuro Nicola di sapere dove andare?" mi chiese, la voce tremante. "Certo, mamma," risposi, cercando di sembrare più sicuro di quanto mi sentissi. "Conosco la strada." L'officina di Davide era un luogo che avevo sempre associato a odore di olio e a rumori metallici, ma oggi, con mia madre accanto, tutto sembrava diverso.
L'odore di olio e gomma bruciata aleggiava nell'officina di Davide, un profumo che per Angela era diventato sinonimo di eccitazione. Accanto a lei, Nicola, suo figlio, osservava con un misto di curiosità e noia il meccanico robusto che si chinava sul motore di un'auto. Davide, con il suo grembiule macchiato e le mani callose, lanciò un'occhiata ad Angela, un sorriso che prometteva più di una semplice riparazione. "Tutto pronto per voi, signora Angela, suo marito sarà contento" disse, la voce roca. "Potete aspettare nel salottino, se volete."

Angela, però, non era lì per aspettare. Sentiva un bisogno impellente, non solo di urinare, ma di qualcosa di più profondo, un desiderio che le bruciava dentro. "In realtà, Davide," iniziò, la voce un sussurro seducente, "mi sento un po' indisposta. C'è un bagno qui vicino? Ho un'urgenza improvvisa."

Davide strizzò l'occhio, capendo al volo. "Certo, certo. Segua me." Si voltò, e Angela notò il suo aiutante, un uomo nero dalla corporatura possente, che la osservava con un interesse palpabile. Poco più in là, un altro cliente, un uomo corpulento con un'aria annoiata, attendeva il suo turno. L'aria si fece elettrica.

Mentre Davide la guidava verso un piccolo bagno sul retro, Angela sentì il suo sguardo indugiare sul suo corpo. Nicola, incuriosito, li seguì a breve distanza, fermandosi sulla soglia dell'officina. Angela entrò nel bagno angusto, chiudendo la porta solo parzialmente. "Ho bisogno di fare pipì," sussurrò, più a sé stessa che a Davide, ma la sua voce era carica di un invito esplicito.

Davide si appoggiò allo stipite, il suo corpo massiccio che riempiva l'apertura. "Capisco," disse, la sua voce un ringhio basso. "Ma signora, Angela, a volte le urgenze si risolvono meglio se qualcuno le può dare una mano." I suoi occhi scivolarono lungo il corpo di lei, soffermandosi sul suo culo fasciato perfettamente dalla sua gonna rossa e le calze velate.

In quel momento, l'altro cliente, attratto dalla conversazione, si avvicinò. "Tutto bene, Davide?" chiese, mi sembra che i lavori si siano fermati. Sbirciò anche lui in quella porta parzialmente aperta. Ma il suo sguardo si posò subito su Angela, un lampo di desiderio negli occhi. Anche l'aiutante nero si era avvicinato, la sua presenza imponente che riempiva lo spazio di visuale.

Angela sentì un brivido. Era esattamente quello che voleva. "Ho un'urgenza," ripeté, la voce tremante di eccitazione. "Ma non credo di riuscire a gestirla da sola, se qualcuno vuole aiutarmi."

Nicola, dalla soglia, osservava con occhi sgranati. Capiva bene cosa stesse succedendo, e sentiva la tensione nell'aria, vedeva il modo in cui gli uomini guardavano sua madre.

Davide fece un passo avanti ed aprì un di più la porta, le sue mani che scivolavano sui fianchi di Angela. "Non preoccuparti, ti aiutiamo noi" mormorò. Il cliente si fece avanti, il suo sguardo fisso sulla camicia scollata di Angela.

"Ho bisogno di fare la pipì," sussurrò Angela, inarcando la schiena mentre le mani di Davide le alzava la gonna facendo vedere a tutti le sue gambe con le mutandine nere e le calze autoreggenti. L'aiutante entrò anche lui e con una mano comincio a sfilare lo slip di Angela le abbassò le mutandine fino alle ginocchia, dicendo “la troia ha le mutande completamente bagnate e non è pipì”. Il cliente, con audacia, entrava anche lui nel piccolo bagno e si mise ad accarezzarle il seno sopra il tessuto della camicia.
"Mamma?" sussurrò Nicola, un misto di confusione e fascino nella voce.

Angela si voltò, un sorriso predatorio sul volto. "Oh, Nicola," disse, la voce roca. "Vieni a vedere cosa fa la tua mamma quando ha un'urgenza." Si piegò leggermente, ancora con le mutandine alle ginocchia esponendo il suo sedere e la figa con il suo pelo biondo appena accennato agli uomini. L'aiutante le accarezzò il sedere, mentre Davide le apriva le gambe, la fecero sedere sul water.
Angela si accinse ad aprire con le dita la figa, lasciandosi andare ad uno scroscio di urina che nel piccolo bagno si sentì molto accentuato.

"Non pensavo che tua madre fosse così... disponibile e troia," disse il cliente, la sua voce roca di desiderio tirò fuori dalla camicia e dal reggiseno un seno grande con una grossa aureola e capezzolo turgido.

Nicola, paralizzato dall'eccitazione e dallo shock, fece un passo avanti. Vedeva sua madre, la sua bellissima mamma, completamente esposta, le gambe divaricate, mentre gli uomini la guardavano con fame. Davide, con un ghigno, le sfilò completamente le mutandine nere, rivelando la sua figa umida e invitante. L'aiutante nero, con una mano, le accarezzò il clitoride, facendola gemere.

"Vieni, Nicola," disse Davide, la voce un invito perverso. "Non fare il timido. Guarda bene come tua madre si diverte."

Il cliente, con un movimento rapido, si sfilò i pantaloni, rivelando un cazzo duro e pulsante. Si posizionò dietro Angela, mentre Davide la teneva piegata in avanti. "Questa troietta ha bisogno di essere riempita," ringhiò il cliente, e con una spinta decisa, il suo cazzo entrò nella figa di Angela, facendola urlare di piacere.

"Ahhh! Sì! Più forte!" gemette Angela, piegandosi ancora di più.

L'aiutante nero, vedendo l'opportunità, si posizionò di fronte a lei, tra le sue gambe aperte. Con un gesto deciso, le sfilò la gonna lasciandola completamente nuda dalla vita in giù, solo con le calze e le scarpe nere con il tacco. Poi, con un sorriso malizioso, le afferrò il seno, stringendolo forte. "E questa tetta ha bisogno di essere leccata," disse, e si chinò, la sua lingua ruvida che esplorava il capezzolo turgido.

Nicola era ipnotizzato. Vedeva sua madre, la sua ninfomane madre, essere trattata come una troia da tre uomini. La sua eccitazione era quasi insopportabile.

Davide, con un'occhiata complice a Nicola, le sfilò la camicetta, rivelando il suo décolleté con una tetta fuori che l’aiutante stava leccando. "E questo bel culo ha bisogno di un bel riempimento," disse, e con una mano, le accarezzò il sedere, mentre il cliente che la stava montando a pecorina, con l'altra le apriva le natiche inserendo dentro due dita nel buco del culo.

"Oh, sì! Fottetemi ovunque!" implorò Angela, il suo corpo che si contorceva sotto le attenzioni dei tre uomini.

Il cliente, sentendo il suo cazzo muoversi dentro di lei, la spinse più a fondo. "Sei una puttana incredibile, Angela," ansimò.

L'aiutante nero, con una mano, le accarezzò la coscia interna. "Guarda, Nicola," disse, la sua voce profonda e roca. "Tua madre è una vera troia. Le piace essere fottuta da più uomini."

Nicola, incapace di resistere oltre, si avvicinò. Vide il cazzo del cliente entrare e uscire dalla figa di sua madre, mentre l'aiutante nero le leccava il seno. Sentì un desiderio irrefrenabile di toccarla, di farne parte.

"Mamma," sussurrò di nuovo, la voce tremante.

Angela, sentendo la sua presenza, si voltò leggermente. I suoi occhi brillavano di lussuria sfrenata. "Nicola, tesoro," disse, la voce roca. "Vuoi vedere come si fa? Vuoi provare?"

Nicola annuì, incapace di parlare.

Davide, con un sorriso compiaciuto. "Bene, ragazzo," disse, rivolgendosi a Nicola. "Tua madre è una troia che ama essere riempita. E tu sei il suo piccolo spettatore preferito. Ma forse potresti diventare qualcosa di più."

Il cliente, sentendo il suo cazzo quasi eiaculare, la spinse un'ultima volta. "Fottuta!" gridò, e si ritrasse, lasciando Angela ansimante e bagnata, posizionandosi con il cazzo alla bocca di Angela gli sborrava in bocca e sul viso, con lei soddisfatta che si metteva in bocca con le dita la sborra che gli era rimasto sul viso.

L'aiutante nero, con il suo cazzo enorme, si posizionò tra le gambe di Angela, che si era seduta con le gambe tremanti sul water. Le accarezzò la figa umida. "Ora tocca a me, troietta," disse, e con un gesto deciso, le entro nella figa con forza.

Angela gemette, sentendo il suo cazzo entrare in lei. "Oh, sì! Fottimi, negro!"

Nicola, con il cuore che batteva all'impazzata, si avvicinò ancora. Vide sua madre essere fottuta dall'aiutante nero, mentre il cliente si asciugava il sudore dalla fronte. Sentiva l'odore del sesso, del sudore e dell'urina.

Davide, con un'occhiata a Nicola, le disse: "E ora, ragazzo, è il tuo turno di imparare. Tua madre è pronta per te."

Angela, con gli occhi che brillavano di desiderio, si voltò verso Nicola. "Vieni, tesoro," sussurrò. "guarda come mi fottono questi uomini."

Nicola, con le mani tremanti, si avvicinò. Vide sua madre, la sua bellissima madre, completamente nuda, con le gambe aperte, che prendeva il cazzone del negro e lei che si contorceva dal godimento.

L'aiutante nero, sentendo il suo cazzo riempirsi di sborra, si ritrasse, lasciando Angela con un gemito di piacere andando anche lui a sborrare in bocca della mamma di Nicola.

Davide, con un sorriso perverso, le disse: "Ora, ragazzo, è il tuo momento. Fottila forte, come merita."

Nicola, con un misto di terrore ed eccitazione, si inginocchiò davanti a sua madre. Le accarezzò il viso, poi le sue tette. Sentì il suo corpo tremare.

Angela, con un sorriso predatorio, gli disse: "Non essere timido, amore. Fottimi. Fottimi forte."


"Mamma," sussurrò, e con un gesto deciso, le fece entrare il cazzo nella figa.

Angela urlò di piacere. "Ahhh! Sì! Fottimi, Nicola! Fottimi forte!"

Nicola, con il corpo che tremava, iniziò a muoversi. Sentiva il suo cazzo entrare e uscire dalla figa di sua madre. Vedeva il suo corpo contorcersi di piacere.

Il cliente e l'aiutante nero osservavano la scena, con sorrisi soddisfatti.

"Bravo, ragazzo," disse il cliente. "Hai imparato bene."

Davide, con un ghigno, le disse: "Ora, ragazzo, è il momento della doppia penetrazione. Fottila con me."

Nicola, con gli occhi sgranati, guardò Davide. Poi guardò sua madre, che annuiva con eccitazione.

Davide fece alzare Angela ancora tremante dal water si posizionò lui seduto sul water e allargando il culo di Angela la fece sedere sul suo cazzo. Mentre il cazzo di Davide entrava nello sfintere della madre, Nicola era di fronte a lei. Insieme, iniziarono a fotterla, uno da davanti, l'altro da dietro.

Angela urlava di piacere, il suo corpo che si contorceva sotto le spinte di entrambi. "Ahhh! Sì! Fottetemi! Fottetemi entrambi!"

Nicola sentiva il suo cazzo entrare e uscire dalla figa di sua madre, mentre Davide la fotteva da dietro. Era un'esperienza travolgente, eccitante e terrificante.

"Fottila, ragazzo!" ringhiò Davide. "Fottila come un vero uomo!"
In quel momento dopo un colpo forte Davide veniva nel culo di Angela.
Angela, sentendo il culo pieno di sborra, con un gemito finale, raggiunse l'orgasmo. "Ahhh! Sì! Sono venuta ancora brutti stronzi, mi avete fottuta per bene!"

Nicola, con tutta la forza che aveva, continuò a fottere sua madre. Sentiva il suo corpo tremare, il suo cazzo pulsare.

Davide, con un ghigno, le disse: "Ora, ragazzo, è il tuo turno di venire."

Angela, con un sorriso predatorio, gli disse: "Vieni, tesoro. Vieni dentro di me."

Nicola, con un gemito, eiaculò dentro sua madre.

Il cliente e l'aiutante nero osservavano la scena, con sorrisi soddisfatti.

"Benvenuto nel club, ragazzo," disse il cliente. "Ora sei uno di noi."

Angela, con un sorriso soddisfatto, disse: "E questo è solo l'inizio."
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2026-04-17
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