Gli amici di Nicola
di
Bourne
genere
incesti
Il sudore mi imperlava la fronte mentre guardavo mia madre, Angela, piegata sul ripiano della cucina. La sua gonna nera corta, con le calze nere, mettevano in risalto le curve che mi avevano ossessionato fin dall'adolescenza. Oggi, però, non ero solo. Avevo invitato Massimo, Loris e Mauro, i miei amici più stretti, i soliti amici che venivano a volte per casa. Con loro ci scambiavamo riviste porno, a volte le guardavamo assieme nella mia camera e spesso loro, sfogliando le pagine, si soffermavano su alcune donne che assomigliavano a mia madre. Mi chiedevano spesso di vedere il suo intimo. Un piano folle, eccitante e assolutamente proibito.
Quel giorno c’era un’aria diversa, mio padre era via per lavoro per un paio di giorni, mia madre invece era particolarmente predisposta al piacere di farsi vedere eccitante. Sapeva che i miei amici erano interessati alle sue forme e probabilmente si sparavano seghe a non finire pensando a lei.
"Mamma, sono qui con i miei amici," dissi, cercando di mantenere un tono di voce normale. Lei si voltò, sorridendo. Il suo sorriso era sempre stato la mia rovina, un invito silenzioso a desiderare l'irraggiungibile. Oggi, quel sorriso era diretto anche a loro, ai miei amici, che la squadravano con occhi famelici.
"Venite, ragazzi," disse Angela, la voce leggermente roca. "Spero che mio figlio non vi stia annoiando a morte."
"Assolutamente no, signora," rispose Massimo, “abbiamo giocato un po’ in camera di Nicola” il più audace del gruppo, con un sorriso che prometteva guai. “si si certo giocare” rispose Angela con un sorriso. Facendo capire che in camera del figlio facevano qualcosa d’altro invece di giocare. "Siamo qui per tenergli compagnia... e magari aiutarla con qualcosa in cucina."
Angela rise, un suono cristallino che mi fece rabbrividire. "Oh, non credo di aver bisogno di aiuto, ma apprezzo l'offerta."
Quello era il mio segnale. "Mamma, perché non ci fai vedere la tua nuova ricetta? Quella che mi hai detto di voler provare."
Lei esitò un istante, poi annuì. "Certo, tesoro. Venite, ragazzi."
Gli amici mi seguirono in cucina, dove l'aria era densa di tensione. Sapevo che i miei amici stavano già fantasticando, immaginando le possibilità. Io stesso, nonostante il senso di colpa che mi attanagliava, non riuscivo a smettere di desiderare quello che stava per accadere.
Angela iniziò a spiegare la ricetta, ma le sue parole sembravano perdersi nel brusio dei miei pensieri. La guardavo muoversi, i suoi fianchi ondeggiare leggermente mentre prendeva gli ingredienti. Massimo si avvicinò a lei, offrendosi di tagliare le verdure. Loris si appoggiò al bancone, fissandola con uno sguardo intenso. Mauro, il più timido, rimase in disparte, ma i suoi occhi tradivano il suo desiderio.
"Massimo, potresti passarmi quel coltello?" chiese Angela, indicando un ceppo di coltelli. Lui si chinò, il suo braccio sfiorò il seno prosperoso, costretto in una camicia chiara aperta e invitante, mentre le porgeva l'oggetto. Un brivido percorse la mia spina dorsale. Angela si voltò, i loro sguardi si incrociarono per un istante troppo lungo. Un sorriso malizioso si dipinse sulle labbra di mia madre. "Grazie, caro."
Mentre Angela si chinava per prendere una ciotola dal ripiano inferiore, la sua gonna si sollevò leggermente, rivelando un lembo di pizzo nero delle calze autoreggenti e le gambe bianche così ben tornite. Massimo tossì, cercando di nascondere la sua erezione evidente. Loris si leccò le labbra, e persino Mauro si mosse, i suoi occhi fissi su quel piccolo scorcio di paradiso.
"Mamma, hai bisogno di aiuto con quello?" chiesi, la mia voce un po' troppo acuta.
"Oh, no, Nicola tesoro mio. Sono abituata," rispose lei, raddrizzandosi con un movimento sinuoso che fece ondeggiare i suoi fianchi. I miei amici gemettero quasi impercettibilmente.
Massimo il più intraprendente, voleva mettere in imbarazzo la mamma di Nicola.
"Signora, ho visto che porta le calze autoreggenti, ma le porta sempre?"
Angela ridacchiò, un suono che mi fece venire i brividi. "Ma Massimo Davvero? Beh, mi hai guardato le gambe, lo so che non giocate nella camera di Nicola, guardate quelle riviste e poi vi fate strane fantasie."
“comunque si, porto le autoreggenti per comodità, quando vado a fare pipì non devo abbassare anche i collant, mi basta far scendere lo slip, quando lo porto e poi anche perché agli uomini piacciono.”
“Allora ragazzi volete aiutarmi, oppure volete andare avanti a guardarmi le gambe e il culo”
Massimo fu il primo a muoversi, un sorriso sfacciato gli si allargò sul viso. "Beh, signora, se l'aiuto consiste nel guardare... siamo tutti volontari e saremmo tutti curiosi, compreso suo figlio, credo, di sapere se oggi lo slip lo porta."
Angela rise, una risata piena e sensuale che mi fece sentire il sangue pulsare nelle vene. "Ah, birbanti! E se vi dicessi che siete sfortunati perché oggi le porto? Però c'è molto di più da guardare, e magari anche da toccare?"
I miei amici erano ipnotizzati. Loris deglutì rumorosamente, i suoi occhi scuri che brillavano di desiderio. Mauro, solitamente il più timido, aveva le guance arrossate e un'espressione di pura lussuria. Io, Nicola, sentivo il mio cazzo diventare duro come una roccia nei pantaloni, la vergogna e l'eccitazione che si mescolavano in un cocktail esplosivo. Mia madre, la mia fottuta madre, stava flirtando apertamente con i miei amici, e a me piaceva da morire.
Angela ridendo, strinse le tette con le mani.
“E queste tette... beh, queste tette hanno bisogno di essere ammirate da vicino."
Angela si voltò e apri un po’ la camicetta, facendo vedere il pizzo del reggiseno nero.
“Dai Nicola incoraggia i tuoi amici, non essere geloso, aiutami a togliere la camicetta, così facciamo vedere ai tuoi amici le belle tette della tua mammina!”
Nicola si prese la briga di slacciare i bottoni della camicetta della madre per poi lasciarla solo con il reggiseno, mostrando a tutti in trasparenza del tessuto le tette bianche e l’aureola grande con i capezzoli già in evidenza.
Massimo guardò Nicola, come se avesse bisogno del suo benestare e gli disse, “Nicola quando ci facevi vedere l’intimo di tua mamma che aveva nel suo cassetto, non pensavo minimamente, nella mia fantasia, che fossero così belle le tette di tua madre.”
Angela sorrise, “ma quante seghe vi siete fatti con il mio intimo? Ora avete la possibilità di vedere dal vero senza fantasticare”
Massimo e Loris si spostarono insieme verso Angela.
Loris non si fece pregare e tirò fuori un seno dal reggiseno di Angela, mentre Massimo cominciò, da dietro, ad alzare la gonna che si sollevava ancora di più, rivelando non solo il pizzo delle calze, ma anche l'inizio delle sue cosce morbide e la curva perfetta del suo sedere fasciato solo da un sottile tessuto.
Lei si voltò verso Nicola, i suoi occhi verdi che brillavano di malizia. "Oh, Nicola, tesoro. Non fare il santarellino tu e il tuo amico Mauro. So che anche tu stai godendo di questo spettacolo. E non far finta di non aver mai fantasticato su di me, eh?"
"Bene, bene. Mi piace quando i ragazzi sono così... volenterosi." Le sue mani scesero verso le patte dei pantaloni di Massimo e Loris, riuscendo a tirare fuori i due cazzi duri come il muro, provocando un brivido visibile. "Allora, chi vuole essere il primo a sentire quanto è morbida la mia figa?"
“Anche tu Nicola e Mauro tirate fuori i vostri arnesi e vediamo di ragionare un po’ per chi comincia a leccare la figa alla tua mamma.”
Massimo e Loris gli tolsero la gonna, Angela stava già godendo come una troia per questa situazione, rimanendo solo con l’intimo e le calze nere autoreggenti e i tacchi, sembrava proprio una troia depravata.
“ragazzi andiamo di là che ci mettiamo comodi e così mi fate succhiare i vostri cazzi”
Non se lo fecero ripetere e intanto che si spostavano i ragazzi, compreso Nicola e Mauro, la toccavano dappertutto.
“Ragazzi la mammina è fradicia” Disse Loris che era entrato nello slip e aveva messo un dito nella figa di Angela, che gemeva come una porca.
Arrivati sul divano Angela disse: "Allora, chi vuole essere il primo a sentire quanto è morbida la mia figa mentre io succhio i vostri cazzi?"
“E poi se siete bravi vi faccio assaggiare anche il mio culo, vero Nicola? Magari il primo sei proprio tu.”
Sapevo che da quel momento in poi, nulla sarebbe più stato come prima. La mia mamma, la mia bellissima, puttana mamma, stava per dare il via a un'orgia con i miei migliori amici, e io ero lì, eccitato e terrorizzato, pronto a farne parte.
Massimo si fece avanti per primo, con un ghigno che prometteva solo depravazione. "Io, signora. Voglio essere il primo a sentire quella figa." Si inginocchiò davanti ad Angela, che era seduta sul divano, le gambe aperte, mostrando la sua intimità umida e invitante. Massimo le sfilò lo slip con un gesto rapido, rivelando completamente la sua vulva, già gonfia e bagnata. Angela gemette quando la lingua di Massimo iniziò a esplorare ogni anfratto, succhiando e leccando con una ferocia che la fece inarcare sulla schiena. "Oh, sì, cazzo! Più forte, Massimo! Fammi sentire, puttana!" urlava, le mani che si stringevano nei capelli di lui.
Loris, vedendo la madre di Nicola godere così intensamente, non riuscì più a trattenersi. Si tolse i pantaloni e i boxer, mostrando il suo cazzo duro e pulsante. "Ora tocca a me, mamma!" disse, la voce roca. Si posizionò dietro di lei, mentre Massimo continuava a stimolarla con la bocca. Angela si girò leggermente, afferrando il cazzo di Loris e portandoselo alla bocca con una voracità incredibile. Iniziò a succhiarlo con una maestria che fece tremare le ginocchia a Loris. "Porca puttana, che bocca che hai, Angela! Mi fai venire solo a guardarti!"
Nicola, vedendo la scena, sentì il suo corpo ribollire. La vergogna era sparita, sostituita da un desiderio primordiale. Si avvicinò a sua madre, il cazzo che premeva contro i pantaloni. "Mamma... anch'io..." sussurrò, la voce spezzata dall'eccitazione. Angela, con gli occhi che brillavano di lussuria, gli fece un cenno con la testa. "Certo, tesoro mio. Non fare il timido con la tua mamma.” Nicola si posizionò accanto a Loris, sfilandosi i pantaloni e i boxer. Il suo cazzo, ora completamente eretto, era un'arma di desiderio. Angela, con una mano, continuava a succhiare Loris, mentre con l'altra afferrò il cazzo di Nicola. "Oh, sì! Guarda come si eccita il mio bambino! Nicola, fammi sentire il tuo cazzo nella mia bocca!"
Mauro, il più timido, era rimasto in disparte, ma ora, vedendo la madre di Nicola e i suoi amici in preda al piacere più sfrenato, si sentì travolto. Si sfilò i vestiti con mani tremanti, il suo cazzo che si ergeva, piccolo ma desideroso. Si avvicinò al divano, guardando la madre di Nicola con occhi imploranti. Angela, con un sorriso malizioso, gli fece cenno di avvicinarsi. "Anche tu, Mauro. Non ti lascerò fuori da questo divertimento. Vieni, succhiami i capezzoli, e poi ti farò sentire quanto è calda e bagnata la mia figa."
In quel momento, il divano divenne il centro di un'orgia sfrenata. Angela, la madre, era al centro di tutto, leccando, succhiando, accogliendo i cazzi dei suoi tre amici e di suo figlio nella sua bocca e nella sua figa. I ragazzi si alternavano, leccandole il culo, penetrandola, facendola urlare di piacere.
Mauro, sentendo l'eiaculazione avvicinarsi, aumentò la velocità, il suo corpo che si tendeva. Con un ultimo grido, si ritirò, riversando il suo sperma caldo nella bocca e sul viso di Angela, che lo ingoiò avidamente, il sapore salmastro che le inondava la gola. Nicola, senza esitazione, si posizionò tra le gambe di sua madre, mentre Massimo, con la bocca ancora umida di lei, le leccava l'ano con rinnovato vigore. Angela, con gli occhi lucidi e il respiro affannoso, si girò leggermente, offrendo il suo ano a Massimo, che iniziò a penetrarla con decisione, mentre Nicola si preparava a inserirsi nella sua figa.
La madre urlava di piacere, il corpo scosso da spasmi incontrollabili, mentre suo figlio e gli amici continuavano a soddisfare ogni suo desiderio. Nicola si inserì profondamente nella sua figa, mentre Massimo la sodomizzava con forza. Angela era in estasi, il suo corpo che non poteva più sopportare tanta intensità. Sentì il calore di due cazzi dentro di sé, uno nella figa e uno nell'ano, mentre Nicola e Massimo aumentavano il ritmo, i loro corpi che si muovevano all'unisono. Loris e Mauro, eccitati dalla scena, si avvicinarono, le mani che accarezzavano i seni di Angela, le labbra che cercavano la sua bocca.
Con un ultimo sforzo congiunto, Nicola e Massimo raggiunsero l'orgasmo, i loro corpi che si irrigidivano mentre riversavano il loro sperma caldo e abbondante sul viso e sul petto di Angela. Contemporaneamente, Loris e Mauro si chinavano su di lei, le loro mani che la tenevano ferma mentre le loro eiaculazioni finali la inondavano, coprendo il suo corpo di un manto bianco e denso, lasciandola esausta ma completamente soddisfatta, nel pieno di un vortice di lussuria e depravazione senza fine.
Quel giorno c’era un’aria diversa, mio padre era via per lavoro per un paio di giorni, mia madre invece era particolarmente predisposta al piacere di farsi vedere eccitante. Sapeva che i miei amici erano interessati alle sue forme e probabilmente si sparavano seghe a non finire pensando a lei.
"Mamma, sono qui con i miei amici," dissi, cercando di mantenere un tono di voce normale. Lei si voltò, sorridendo. Il suo sorriso era sempre stato la mia rovina, un invito silenzioso a desiderare l'irraggiungibile. Oggi, quel sorriso era diretto anche a loro, ai miei amici, che la squadravano con occhi famelici.
"Venite, ragazzi," disse Angela, la voce leggermente roca. "Spero che mio figlio non vi stia annoiando a morte."
"Assolutamente no, signora," rispose Massimo, “abbiamo giocato un po’ in camera di Nicola” il più audace del gruppo, con un sorriso che prometteva guai. “si si certo giocare” rispose Angela con un sorriso. Facendo capire che in camera del figlio facevano qualcosa d’altro invece di giocare. "Siamo qui per tenergli compagnia... e magari aiutarla con qualcosa in cucina."
Angela rise, un suono cristallino che mi fece rabbrividire. "Oh, non credo di aver bisogno di aiuto, ma apprezzo l'offerta."
Quello era il mio segnale. "Mamma, perché non ci fai vedere la tua nuova ricetta? Quella che mi hai detto di voler provare."
Lei esitò un istante, poi annuì. "Certo, tesoro. Venite, ragazzi."
Gli amici mi seguirono in cucina, dove l'aria era densa di tensione. Sapevo che i miei amici stavano già fantasticando, immaginando le possibilità. Io stesso, nonostante il senso di colpa che mi attanagliava, non riuscivo a smettere di desiderare quello che stava per accadere.
Angela iniziò a spiegare la ricetta, ma le sue parole sembravano perdersi nel brusio dei miei pensieri. La guardavo muoversi, i suoi fianchi ondeggiare leggermente mentre prendeva gli ingredienti. Massimo si avvicinò a lei, offrendosi di tagliare le verdure. Loris si appoggiò al bancone, fissandola con uno sguardo intenso. Mauro, il più timido, rimase in disparte, ma i suoi occhi tradivano il suo desiderio.
"Massimo, potresti passarmi quel coltello?" chiese Angela, indicando un ceppo di coltelli. Lui si chinò, il suo braccio sfiorò il seno prosperoso, costretto in una camicia chiara aperta e invitante, mentre le porgeva l'oggetto. Un brivido percorse la mia spina dorsale. Angela si voltò, i loro sguardi si incrociarono per un istante troppo lungo. Un sorriso malizioso si dipinse sulle labbra di mia madre. "Grazie, caro."
Mentre Angela si chinava per prendere una ciotola dal ripiano inferiore, la sua gonna si sollevò leggermente, rivelando un lembo di pizzo nero delle calze autoreggenti e le gambe bianche così ben tornite. Massimo tossì, cercando di nascondere la sua erezione evidente. Loris si leccò le labbra, e persino Mauro si mosse, i suoi occhi fissi su quel piccolo scorcio di paradiso.
"Mamma, hai bisogno di aiuto con quello?" chiesi, la mia voce un po' troppo acuta.
"Oh, no, Nicola tesoro mio. Sono abituata," rispose lei, raddrizzandosi con un movimento sinuoso che fece ondeggiare i suoi fianchi. I miei amici gemettero quasi impercettibilmente.
Massimo il più intraprendente, voleva mettere in imbarazzo la mamma di Nicola.
"Signora, ho visto che porta le calze autoreggenti, ma le porta sempre?"
Angela ridacchiò, un suono che mi fece venire i brividi. "Ma Massimo Davvero? Beh, mi hai guardato le gambe, lo so che non giocate nella camera di Nicola, guardate quelle riviste e poi vi fate strane fantasie."
“comunque si, porto le autoreggenti per comodità, quando vado a fare pipì non devo abbassare anche i collant, mi basta far scendere lo slip, quando lo porto e poi anche perché agli uomini piacciono.”
“Allora ragazzi volete aiutarmi, oppure volete andare avanti a guardarmi le gambe e il culo”
Massimo fu il primo a muoversi, un sorriso sfacciato gli si allargò sul viso. "Beh, signora, se l'aiuto consiste nel guardare... siamo tutti volontari e saremmo tutti curiosi, compreso suo figlio, credo, di sapere se oggi lo slip lo porta."
Angela rise, una risata piena e sensuale che mi fece sentire il sangue pulsare nelle vene. "Ah, birbanti! E se vi dicessi che siete sfortunati perché oggi le porto? Però c'è molto di più da guardare, e magari anche da toccare?"
I miei amici erano ipnotizzati. Loris deglutì rumorosamente, i suoi occhi scuri che brillavano di desiderio. Mauro, solitamente il più timido, aveva le guance arrossate e un'espressione di pura lussuria. Io, Nicola, sentivo il mio cazzo diventare duro come una roccia nei pantaloni, la vergogna e l'eccitazione che si mescolavano in un cocktail esplosivo. Mia madre, la mia fottuta madre, stava flirtando apertamente con i miei amici, e a me piaceva da morire.
Angela ridendo, strinse le tette con le mani.
“E queste tette... beh, queste tette hanno bisogno di essere ammirate da vicino."
Angela si voltò e apri un po’ la camicetta, facendo vedere il pizzo del reggiseno nero.
“Dai Nicola incoraggia i tuoi amici, non essere geloso, aiutami a togliere la camicetta, così facciamo vedere ai tuoi amici le belle tette della tua mammina!”
Nicola si prese la briga di slacciare i bottoni della camicetta della madre per poi lasciarla solo con il reggiseno, mostrando a tutti in trasparenza del tessuto le tette bianche e l’aureola grande con i capezzoli già in evidenza.
Massimo guardò Nicola, come se avesse bisogno del suo benestare e gli disse, “Nicola quando ci facevi vedere l’intimo di tua mamma che aveva nel suo cassetto, non pensavo minimamente, nella mia fantasia, che fossero così belle le tette di tua madre.”
Angela sorrise, “ma quante seghe vi siete fatti con il mio intimo? Ora avete la possibilità di vedere dal vero senza fantasticare”
Massimo e Loris si spostarono insieme verso Angela.
Loris non si fece pregare e tirò fuori un seno dal reggiseno di Angela, mentre Massimo cominciò, da dietro, ad alzare la gonna che si sollevava ancora di più, rivelando non solo il pizzo delle calze, ma anche l'inizio delle sue cosce morbide e la curva perfetta del suo sedere fasciato solo da un sottile tessuto.
Lei si voltò verso Nicola, i suoi occhi verdi che brillavano di malizia. "Oh, Nicola, tesoro. Non fare il santarellino tu e il tuo amico Mauro. So che anche tu stai godendo di questo spettacolo. E non far finta di non aver mai fantasticato su di me, eh?"
"Bene, bene. Mi piace quando i ragazzi sono così... volenterosi." Le sue mani scesero verso le patte dei pantaloni di Massimo e Loris, riuscendo a tirare fuori i due cazzi duri come il muro, provocando un brivido visibile. "Allora, chi vuole essere il primo a sentire quanto è morbida la mia figa?"
“Anche tu Nicola e Mauro tirate fuori i vostri arnesi e vediamo di ragionare un po’ per chi comincia a leccare la figa alla tua mamma.”
Massimo e Loris gli tolsero la gonna, Angela stava già godendo come una troia per questa situazione, rimanendo solo con l’intimo e le calze nere autoreggenti e i tacchi, sembrava proprio una troia depravata.
“ragazzi andiamo di là che ci mettiamo comodi e così mi fate succhiare i vostri cazzi”
Non se lo fecero ripetere e intanto che si spostavano i ragazzi, compreso Nicola e Mauro, la toccavano dappertutto.
“Ragazzi la mammina è fradicia” Disse Loris che era entrato nello slip e aveva messo un dito nella figa di Angela, che gemeva come una porca.
Arrivati sul divano Angela disse: "Allora, chi vuole essere il primo a sentire quanto è morbida la mia figa mentre io succhio i vostri cazzi?"
“E poi se siete bravi vi faccio assaggiare anche il mio culo, vero Nicola? Magari il primo sei proprio tu.”
Sapevo che da quel momento in poi, nulla sarebbe più stato come prima. La mia mamma, la mia bellissima, puttana mamma, stava per dare il via a un'orgia con i miei migliori amici, e io ero lì, eccitato e terrorizzato, pronto a farne parte.
Massimo si fece avanti per primo, con un ghigno che prometteva solo depravazione. "Io, signora. Voglio essere il primo a sentire quella figa." Si inginocchiò davanti ad Angela, che era seduta sul divano, le gambe aperte, mostrando la sua intimità umida e invitante. Massimo le sfilò lo slip con un gesto rapido, rivelando completamente la sua vulva, già gonfia e bagnata. Angela gemette quando la lingua di Massimo iniziò a esplorare ogni anfratto, succhiando e leccando con una ferocia che la fece inarcare sulla schiena. "Oh, sì, cazzo! Più forte, Massimo! Fammi sentire, puttana!" urlava, le mani che si stringevano nei capelli di lui.
Loris, vedendo la madre di Nicola godere così intensamente, non riuscì più a trattenersi. Si tolse i pantaloni e i boxer, mostrando il suo cazzo duro e pulsante. "Ora tocca a me, mamma!" disse, la voce roca. Si posizionò dietro di lei, mentre Massimo continuava a stimolarla con la bocca. Angela si girò leggermente, afferrando il cazzo di Loris e portandoselo alla bocca con una voracità incredibile. Iniziò a succhiarlo con una maestria che fece tremare le ginocchia a Loris. "Porca puttana, che bocca che hai, Angela! Mi fai venire solo a guardarti!"
Nicola, vedendo la scena, sentì il suo corpo ribollire. La vergogna era sparita, sostituita da un desiderio primordiale. Si avvicinò a sua madre, il cazzo che premeva contro i pantaloni. "Mamma... anch'io..." sussurrò, la voce spezzata dall'eccitazione. Angela, con gli occhi che brillavano di lussuria, gli fece un cenno con la testa. "Certo, tesoro mio. Non fare il timido con la tua mamma.” Nicola si posizionò accanto a Loris, sfilandosi i pantaloni e i boxer. Il suo cazzo, ora completamente eretto, era un'arma di desiderio. Angela, con una mano, continuava a succhiare Loris, mentre con l'altra afferrò il cazzo di Nicola. "Oh, sì! Guarda come si eccita il mio bambino! Nicola, fammi sentire il tuo cazzo nella mia bocca!"
Mauro, il più timido, era rimasto in disparte, ma ora, vedendo la madre di Nicola e i suoi amici in preda al piacere più sfrenato, si sentì travolto. Si sfilò i vestiti con mani tremanti, il suo cazzo che si ergeva, piccolo ma desideroso. Si avvicinò al divano, guardando la madre di Nicola con occhi imploranti. Angela, con un sorriso malizioso, gli fece cenno di avvicinarsi. "Anche tu, Mauro. Non ti lascerò fuori da questo divertimento. Vieni, succhiami i capezzoli, e poi ti farò sentire quanto è calda e bagnata la mia figa."
In quel momento, il divano divenne il centro di un'orgia sfrenata. Angela, la madre, era al centro di tutto, leccando, succhiando, accogliendo i cazzi dei suoi tre amici e di suo figlio nella sua bocca e nella sua figa. I ragazzi si alternavano, leccandole il culo, penetrandola, facendola urlare di piacere.
Mauro, sentendo l'eiaculazione avvicinarsi, aumentò la velocità, il suo corpo che si tendeva. Con un ultimo grido, si ritirò, riversando il suo sperma caldo nella bocca e sul viso di Angela, che lo ingoiò avidamente, il sapore salmastro che le inondava la gola. Nicola, senza esitazione, si posizionò tra le gambe di sua madre, mentre Massimo, con la bocca ancora umida di lei, le leccava l'ano con rinnovato vigore. Angela, con gli occhi lucidi e il respiro affannoso, si girò leggermente, offrendo il suo ano a Massimo, che iniziò a penetrarla con decisione, mentre Nicola si preparava a inserirsi nella sua figa.
La madre urlava di piacere, il corpo scosso da spasmi incontrollabili, mentre suo figlio e gli amici continuavano a soddisfare ogni suo desiderio. Nicola si inserì profondamente nella sua figa, mentre Massimo la sodomizzava con forza. Angela era in estasi, il suo corpo che non poteva più sopportare tanta intensità. Sentì il calore di due cazzi dentro di sé, uno nella figa e uno nell'ano, mentre Nicola e Massimo aumentavano il ritmo, i loro corpi che si muovevano all'unisono. Loris e Mauro, eccitati dalla scena, si avvicinarono, le mani che accarezzavano i seni di Angela, le labbra che cercavano la sua bocca.
Con un ultimo sforzo congiunto, Nicola e Massimo raggiunsero l'orgasmo, i loro corpi che si irrigidivano mentre riversavano il loro sperma caldo e abbondante sul viso e sul petto di Angela. Contemporaneamente, Loris e Mauro si chinavano su di lei, le loro mani che la tenevano ferma mentre le loro eiaculazioni finali la inondavano, coprendo il suo corpo di un manto bianco e denso, lasciandola esausta ma completamente soddisfatta, nel pieno di un vortice di lussuria e depravazione senza fine.
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