Il padrone di casa
di
Bourne
genere
incesti
Il campanello suonò Angela andò ad aprire la porta, il signor Antonio, padrone di casa entrò, seguito da un amico dall'aria robusta e un po' minacciosa, Marco. L'aria era carica di tensione, non solo per i mesi di affitto arretrati che la signora Angela doveva, ma per un'elettricità sottile che aleggiava tra i tre. Angela, con un vestito che aderiva alle sue forme generose, cercò di mantenere un contegno, ma sentiva un calore insolito diffondersi dentro di sé.
"Signora Angela," iniziò Antonio il padrone, la sua voce più morbida del solito, "siamo qui per l'affitto. Ma vedo che lei è sola. Forse ha bisogno di un po' di compagnia per risolvere i suoi problemi?"
“Si mio marito è via per lavoro e mio figlio a scuola”
Marco, con un sorriso sornione, si avvicinò, il suo sguardo indugiava sul décolleté di Angela. "Non si preoccupi, signora. Siamo qui per aiutarla. In tutti i modi possibili."
Angela sentì un brivido correrle lungo la schiena. L'odore di sigaro e colonia maschile riempiva la stanza. "Io... non ho i soldi," sussurrò, la voce roca.
Antonio fece un passo avanti, le sue mani che sfioravano la vita di Angela. "Non si preoccupi dei soldi, signora. Abbiamo un modo diverso per saldare il debito. Un modo che renderà tutti felici."
Marco si posizionò dietro di lei, le sue mani che scivolavano sui fianchi, stringendoli con decisione. "Siamo in due, signora. E siamo entrambi molto... generosi."
Angela si sentì accerchiata, ma invece di paura, provava un'eccitazione crescente. Era esattamente quello che desiderava. "Cosa volete?" chiese, la voce un sussurro seducente.
"Vogliamo che tu ci dia quello che ci devi," ringhiò Antonio, avvicinando il suo viso al suo orecchio”
Marco le sfilò la giacca, rivelando una camicetta scollata che lasciava intravedere il seno. "Cominciamo con un piccolo assaggio," mormorò, tirandole fuori un seno grande con grosse aureole dalla camicia sbottonata e dal reggiseno, le sue dita che accarezzavano la pelle nuda.
"Mamma?" sussurrò una voce dall'esterno. Era il figlio di Angela, Nicola, tornato a casa inaspettatamente.
La porta si aprì lentamente, rivelando Nicola, un ragazzo sui vent'anni, con gli occhi sgranati per lo shock. Il suo sguardo passò da sua madre, con le mani di Marco che le accarezzavano il seno scoperto, ad Antonio, che le teneva la vita stretta. L'aria si fece improvvisamente più densa, carica di un'elettricità diversa, più oscura e potente.
Antonio sorrise, un ghigno che non raggiungeva i suoi occhi. "Bene, bene. Sembra che abbiamo un ospite inatteso. Non preoccuparti, ragazzo. Tua madre stava solo... discutendo di affari."
Marco ritirò le mani, lasciando il seno scoperto, ma il suo sguardo non lasciò il corpo di Angela. "Affari molto... intimi," aggiunse, la sua voce roca e piena di malizia.
Nicola deglutì, il suo corpo irrigidito. Non era stupido. Vedeva la situazione, sentiva la tensione sessuale che emanava da sua madre e dai due uomini. Ma invece della repulsione, sentì qualcosa di strano, un misto di confusione e un'eccitazione proibita che gli saliva dallo stomaco.
Angela, vedendo il volto del figlio, provò un attimo di panico, ma poi un'ondata di audacia la travolse. E in quel momento, con quei due uomini che la desideravano apertamente, e con suo figlio che la guardava con un'espressione indecifrabile, sentì un desiderio primordiale accendersi in lei.
"Nicola, tesoro," disse Angela, la sua voce sorprendentemente ferma, "il papà si è dimenticato di pagare 3 mesi di affitto arretrati e il padrone con il suo amico sono qui per parlare dell'affitto. Ma credo che abbiamo trovato una soluzione... più interessante."
Antonio fece un passo indietro, lasciando che Marco si avvicinasse a Nicola. "I tuoi genitori hanno un debito con noi, ragazzo. E noi siamo qui per riscuoterlo. In tutti i modi possibili." Marco posò una mano sulla spalla di Nicola, stringendola con una forza che non era minacciosa, ma quasi possessiva. "E sembra che tu sia arrivato giusto in tempo per assistere."
Nicola sentì il calore della mano di Marco sulla sua spalla, e il suo sguardo si posò di nuovo su sua madre. La camicia di Angela era ancora aperta con la tetta in bella vista, Antoni da dietro gli aveva aperto di più la camicetta, tirando fuori l’altro seno, rivelandolo in tutto il suo splendore, i capezzoli duri per l'eccitazione. Poi le sue mani che scivolavano lungo i suoi fianchi, accarezzando la curva dei suoi glutei.
Marco fece scivolare la mano dalla spalla di Nicola, scendendo lungo il suo braccio, fino a stringergli la mano. "Benvenuto nella famiglia, ragazzo. Stasera, impariamo tutti qualcosa di nuovo."
Angela sentì le mani di Antonio scivolarle sotto la gonna, accarezzando la sua biancheria intima umida. Il suo respiro si fece affannoso. Guardò suo figlio, che ora la fissava con un'intensità che le fece tremare le gambe. L'aria era satura di desiderio, di promesse proibite.
"Allora," disse Antonio, la sua voce un ringhio basso, "chi vuole iniziare?"
Marco fece un passo avanti, il suo sguardo fisso su Angela, ma poi si spostò su Nicola, un sorriso malizioso che gli increspava le labbra. "Io direi... che possiamo iniziare con un assaggio di tutto."
Nicola sentì il suo corpo pulsare. La vista di sua madre, desiderata da due uomini, e la mano di Marco che stringeva la sua, lo stavano portando sull'orlo di qualcosa di inimmaginabile. Era un gioco pericoloso, ma l'eccitazione era troppo forte per resistere.
A quel punto Antonio “la tua mamma sta godendo ha le mutandine tutte bagnate.”
Angela sentì un brivido di piacere puro attraversarla. Era un invito, una sfida. E lei era pronta a giocare. Le mani di Antonio si fecero più audaci, accarezzando le sue cosce, mentre Marco le sfilava lentamente la camicetta e togliendo il reggiseno, esponendo completamente il suo seno al calore della stanza e agli sguardi famelici. La serata era appena iniziata, e la promessa di un piacere estremo, condiviso, era nell'aria.
Antonio si voltò verso Nicola, un sorriso lascivo sul volto. "Vedi, ragazzo? Tua madre è una donna che sa come soddisfare i suoi debiti. E tu sei qui per imparare come si fa." Marco spinse dolcemente Nicola verso Angela, le sue mani che le accarezzavano il seno ora completamente esposto. "Non essere timido," sussurrò Marco all'orecchio di Nicola. "Tua madre ha bisogno di un uomo forte. E tu sei suo figlio, no? C'è un legame speciale."
Nicola, con il cuore che batteva all'impazzata, si avvicinò a sua madre. La guardò negli occhi, vedendo in essi un misto di desiderio e un invito silenzioso. Le sue mani tremavano mentre si avvicinavano al seno di Angela. Antonio si posizionò dietro di lei, le sue mani che le accarezzavano la schiena, spingendola leggermente in avanti. "Vai, ragazzo," disse Antonio. "Mostrale quanto sei cresciuto."
Nicola esitò un istante, poi la sua mano sfiorò il capezzolo di Angela. Lei sussultò, un gemito basso le sfuggì dalle labbra. Nicola sentì un'ondata di eccitazione travolgerlo. Le dita di Marco gli accarezzavano la coscia, guidandolo. "Sì, così," mormorò Marco. "Senti com'è morbida. Senti quanto ti desidera."
Angela si voltò leggermente, il suo corpo ora più esposto. Le mani di Antonio scivolarono più in basso, accarezzando i suoi glutei sodi, spingendola verso Nicola. "Non fermarti ora, figlio," disse Angela, la sua voce roca di desiderio. "Fatti sentire."
Nicola, incoraggiato dalle parole di sua madre e dalla presenza degli uomini, trovò il coraggio. Le sue mani si fecero più audaci, accarezzando il seno di Angela, poi scivolando più in basso, verso il suo ventre. Sentì la sua figa umida attraverso la stoffa sottile della biancheria. Antonio si chinò e le baciò il collo, mentre Marco gli sussurrava all'orecchio: "Ora è il momento di farle sentire il tuo cazzo."
Nicola si sentì invadere da un potere nuovo. Le mani di Antonio le tenevano i fianchi, mentre Marco gli guidava la mano verso la gonna di Angela. Con un gesto deciso, Nicola le sfilò la gonna, e Marco le mutandine, esponendo completamente le sue gambe e la sua figa bagnata. Angela gemette più forte, inarcando la schiena.
"Oh, Nicola," sussurrò Angela, gli occhi chiusi per il piacere. "fai vedere a questi signori come sei bravo."
Marco sorrise, soddisfatto. "Vedi? Te l'avevo detto che avevi talento. Ora, facciamogli sentire anche il mio." Si inginocchiò davanti ad Angela, le sue mani che le accarezzavano le cosce, spingendole più larghe. "Antonio, il tuo turno," disse Marco, alzando lo sguardo verso il padrone di casa.
Antonio si posizionò dietro Angela, le sue mani che le tenevano i fianchi stretti. Nicola, ancora eccitato, si avvicinò, le sue mani che accarezzavano il seno di sua madre. Marco iniziò a leccare la figa di Angela, mentre Antonio le penetrava il culo con un dito, poi due. Angela urlava di piacere, il suo corpo che si muoveva tra le mani degli uomini e lo sguardo del figlio.
"Adesso, Nicola," disse Antonio, la sua voce profonda e roca. "È ora che tu prenda il tuo posto. Fatti avanti."
Nicola, con il cazzo duro e pulsante, si posizionò tra le gambe di sua madre. Marco si spostò, lasciando spazio. Angela si voltò verso di lui, il suo corpo completamente esposto, la figa che gocciolava. "Vieni, amore mio," disse Angela, la sua voce un invito seducente. "Fatti sentire."
Antonio disse “aspettate un attimo che la troia ha il culo bello aperto ed è ora che ci metta il mio cazzo” a quel punto se la fece sedere sopra il suo uccello, e con un urlo Angela “dai rompimi il culo e tu Nicola mettimelo nella figa che è tutta pronta e bagnata.” Mentre Marco le accarezzava il seno e le sussurrava parole sporche all'orecchio.
“Godoooo cazzoooo dai dateci dentro così dovete prendermi.”
Nicola, con l'aiuto di Marco che gli teneva la figa di Angela aperta, riuscì a penetrare la figa di sua madre. Angela urlò, un misto di dolore e piacere. "Oh, sì!" gemette. "Più forte, Nicola! Fatti sentire!"
Nicola si muoveva dentro sua madre, sentendo il suo corpo caldo e umido stringerlo. Era un'esperienza travolgente, proibita, ma incredibilmente eccitante.
"Non fermarti, figlio," disse Angela, il suo corpo che si muoveva freneticamente sotto quello di Nicola e con il cazzo nel culo di Antonio. "Voglio sentirvi dentro di me. Voglio che scopiate."
Marco si avvicinò a Nicola, le sue mani che gli accarezzavano la schiena. "Bravo, ragazzo. Continua così. Falla impazzire." Antonio, con un ultimo gemito profondo, si ritirò dal culo di Angela, lasciandola libera di concentrarsi su suo figlio.
Nicola sentì il suo orgasmo avvicinarsi. La vista di sua madre, il suo corpo che si muoveva sotto il suo, le sue urla di piacere, tutto contribuiva a portarlo al limite. Con un ultimo sforzo, Nicola venne dentro sua madre, il suo cazzo che pulsava e rilasciava il suo seme caldo. Angela gemette forte, stringendolo a sé.
"Oh, Nicola," sussurrò, esausta ma soddisfatta. "Sei stato meraviglioso."
Angela, ancora ansimante per il piacere e l'eccitazione, si voltò verso suo figlio. Le sue mani tremavano leggermente mentre prendeva il suo cazzo ancora pulsante, ancora pieno della sua sborra. Con movimenti lenti e sensuali, iniziò a pulirlo con la lingua, assaporando il suo seme, mentre Nicola la guardava con occhi pieni di un misto di orgoglio e desiderio. Il calore del suo corpo, ancora umido dal piacere, si irradiava mentre si dedicava al figlio, un gesto intimo e proibito che sigillava il loro legame in modo perverso.
Antonio, con un ghigno soddisfatto, si avvicinò da dietro, le sue mani che le stringevano i fianchi con possessività. "Bene, ragazzo," ringhiò, la sua voce roca di eccitazione, "hai fatto un ottimo lavoro. Ora è il nostro turno di farla godere ancora di più." Marco, già inginocchiato davanti ad Angela, le accarezzava le cosce, spingendole più larghe, il suo sguardo fisso sulla sua figa umida e invitante.
Mentre Antonio iniziava a penetrarla profondamente nel culo, spingendo con forza. Angela gemette, inarcando la schiena sotto la pressione del cazzo. Il suo corpo era un crogiolo di sensazioni: il piacere della lingua di Marco sulla sua figa ancora bagnata e sporca della sborra del figlio, la penetrazione profonda e potente di Antonio nel suo ano, e la vista di suo figlio che la guardava, ancora con il cazzo umido di lei.
"Oh, sì! Antonio, più forte!" ansimò Angela, mentre il suo corpo si muoveva freneticamente tra le mani e i corpi degli uomini. Marco alzò lo sguardo su di lei, un sorriso malizioso sulle labbra. "E ora, signora, è il momento di assaggiare anche il mio," disse, la sua voce un sussurro rauco. Si spostò, lasciando che Antonio continuasse la sua penetrazione anale, mentre lui si posizionava tra le sue gambe, pronto a inserirsi nella sua figa.
Angela si sentì completamente invasa, ogni buco riempito, ogni sensazione amplificata. Antonio continuava a spingere nel suo culo, mentre Marco iniziava a penetrarla nella figa, il suo cazzo duro che si faceva strada nel suo corpo umido. Angela urlava di piacere, il suo corpo che si contorceva sotto la furia dei due uomini. Nicola, ancora vicino, le accarezzava il seno, osservando la scena con un'intensità crescente, sentendo il suo corpo pulsare di un desiderio nuovo e proibito.
"Continuate così!" gridò Angela, la sua voce roca di estasi. "Voglio sentirvi dentro di me! Voglio che mi prendiate tutta!" Antonio e Marco si scambiarono uno sguardo complice, aumentando il ritmo, le loro penetrazioni che si sincronizzavano in una danza selvaggia e sfrenata. Angela era al centro del loro desiderio, un trofeo da possedere e consumare, mentre suo figlio assisteva, partecipe e sempre più eccitato, alla completa sottomissione di sua madre. La stanza era satura di sudore, gemiti e l'odore inebriante del sesso sfrenato, un rituale di piacere estremo che li legava tutti in un patto oscuro e indissolubile.
Antonio la strinse forte, il suo cazzo che affondava nel suo ano. "Sei una troia, Angela! Una vacca degenerata che si fa scopare davanti a suo figlio!" Marco le leccava il seno, la sua voce roca. "Sì, mignotta! Guarda come ti prendiamo, davanti a lui! Non ti vergogni, eh?" Angela gemette, il suo corpo che si muoveva sotto la furia di entrambi. "Oh, sì! Prendermi! Voglio che mi rompiate il culo e la figa! Voglio che mi facciate la puttana!" Nicola la guardava, il suo corpo che tremava di eccitazione, mentre Antonio e Marco continuavano a penetrarla, sborrandole dentro con forza, le loro parole oscene che riempivano l'aria.
Nicola mentre le toccava ancora le tette della madre con i capezzoli ancora duri e il suo respiro ansimante, lo attirò a sé, “vedi Nicola come i signori mi hanno fatto godere?”
I signori Antonio e Marco si rivestivano, ringraziando: "Signora Angela, l'affitto è pagato e si ricordi che potremmo concederle altre situazioni." "Grazie a voi per il sostegno e l'aiuto," rispose Angela, la voce ancora rotta dall'orgasmo e dall'umiliazione, mentre i suoi occhi incontravano quelli del figlio, un misto di vergogna e desiderio che aleggiava nell'aria carica di sudore e sperma.
"Signora Angela," iniziò Antonio il padrone, la sua voce più morbida del solito, "siamo qui per l'affitto. Ma vedo che lei è sola. Forse ha bisogno di un po' di compagnia per risolvere i suoi problemi?"
“Si mio marito è via per lavoro e mio figlio a scuola”
Marco, con un sorriso sornione, si avvicinò, il suo sguardo indugiava sul décolleté di Angela. "Non si preoccupi, signora. Siamo qui per aiutarla. In tutti i modi possibili."
Angela sentì un brivido correrle lungo la schiena. L'odore di sigaro e colonia maschile riempiva la stanza. "Io... non ho i soldi," sussurrò, la voce roca.
Antonio fece un passo avanti, le sue mani che sfioravano la vita di Angela. "Non si preoccupi dei soldi, signora. Abbiamo un modo diverso per saldare il debito. Un modo che renderà tutti felici."
Marco si posizionò dietro di lei, le sue mani che scivolavano sui fianchi, stringendoli con decisione. "Siamo in due, signora. E siamo entrambi molto... generosi."
Angela si sentì accerchiata, ma invece di paura, provava un'eccitazione crescente. Era esattamente quello che desiderava. "Cosa volete?" chiese, la voce un sussurro seducente.
"Vogliamo che tu ci dia quello che ci devi," ringhiò Antonio, avvicinando il suo viso al suo orecchio”
Marco le sfilò la giacca, rivelando una camicetta scollata che lasciava intravedere il seno. "Cominciamo con un piccolo assaggio," mormorò, tirandole fuori un seno grande con grosse aureole dalla camicia sbottonata e dal reggiseno, le sue dita che accarezzavano la pelle nuda.
"Mamma?" sussurrò una voce dall'esterno. Era il figlio di Angela, Nicola, tornato a casa inaspettatamente.
La porta si aprì lentamente, rivelando Nicola, un ragazzo sui vent'anni, con gli occhi sgranati per lo shock. Il suo sguardo passò da sua madre, con le mani di Marco che le accarezzavano il seno scoperto, ad Antonio, che le teneva la vita stretta. L'aria si fece improvvisamente più densa, carica di un'elettricità diversa, più oscura e potente.
Antonio sorrise, un ghigno che non raggiungeva i suoi occhi. "Bene, bene. Sembra che abbiamo un ospite inatteso. Non preoccuparti, ragazzo. Tua madre stava solo... discutendo di affari."
Marco ritirò le mani, lasciando il seno scoperto, ma il suo sguardo non lasciò il corpo di Angela. "Affari molto... intimi," aggiunse, la sua voce roca e piena di malizia.
Nicola deglutì, il suo corpo irrigidito. Non era stupido. Vedeva la situazione, sentiva la tensione sessuale che emanava da sua madre e dai due uomini. Ma invece della repulsione, sentì qualcosa di strano, un misto di confusione e un'eccitazione proibita che gli saliva dallo stomaco.
Angela, vedendo il volto del figlio, provò un attimo di panico, ma poi un'ondata di audacia la travolse. E in quel momento, con quei due uomini che la desideravano apertamente, e con suo figlio che la guardava con un'espressione indecifrabile, sentì un desiderio primordiale accendersi in lei.
"Nicola, tesoro," disse Angela, la sua voce sorprendentemente ferma, "il papà si è dimenticato di pagare 3 mesi di affitto arretrati e il padrone con il suo amico sono qui per parlare dell'affitto. Ma credo che abbiamo trovato una soluzione... più interessante."
Antonio fece un passo indietro, lasciando che Marco si avvicinasse a Nicola. "I tuoi genitori hanno un debito con noi, ragazzo. E noi siamo qui per riscuoterlo. In tutti i modi possibili." Marco posò una mano sulla spalla di Nicola, stringendola con una forza che non era minacciosa, ma quasi possessiva. "E sembra che tu sia arrivato giusto in tempo per assistere."
Nicola sentì il calore della mano di Marco sulla sua spalla, e il suo sguardo si posò di nuovo su sua madre. La camicia di Angela era ancora aperta con la tetta in bella vista, Antoni da dietro gli aveva aperto di più la camicetta, tirando fuori l’altro seno, rivelandolo in tutto il suo splendore, i capezzoli duri per l'eccitazione. Poi le sue mani che scivolavano lungo i suoi fianchi, accarezzando la curva dei suoi glutei.
Marco fece scivolare la mano dalla spalla di Nicola, scendendo lungo il suo braccio, fino a stringergli la mano. "Benvenuto nella famiglia, ragazzo. Stasera, impariamo tutti qualcosa di nuovo."
Angela sentì le mani di Antonio scivolarle sotto la gonna, accarezzando la sua biancheria intima umida. Il suo respiro si fece affannoso. Guardò suo figlio, che ora la fissava con un'intensità che le fece tremare le gambe. L'aria era satura di desiderio, di promesse proibite.
"Allora," disse Antonio, la sua voce un ringhio basso, "chi vuole iniziare?"
Marco fece un passo avanti, il suo sguardo fisso su Angela, ma poi si spostò su Nicola, un sorriso malizioso che gli increspava le labbra. "Io direi... che possiamo iniziare con un assaggio di tutto."
Nicola sentì il suo corpo pulsare. La vista di sua madre, desiderata da due uomini, e la mano di Marco che stringeva la sua, lo stavano portando sull'orlo di qualcosa di inimmaginabile. Era un gioco pericoloso, ma l'eccitazione era troppo forte per resistere.
A quel punto Antonio “la tua mamma sta godendo ha le mutandine tutte bagnate.”
Angela sentì un brivido di piacere puro attraversarla. Era un invito, una sfida. E lei era pronta a giocare. Le mani di Antonio si fecero più audaci, accarezzando le sue cosce, mentre Marco le sfilava lentamente la camicetta e togliendo il reggiseno, esponendo completamente il suo seno al calore della stanza e agli sguardi famelici. La serata era appena iniziata, e la promessa di un piacere estremo, condiviso, era nell'aria.
Antonio si voltò verso Nicola, un sorriso lascivo sul volto. "Vedi, ragazzo? Tua madre è una donna che sa come soddisfare i suoi debiti. E tu sei qui per imparare come si fa." Marco spinse dolcemente Nicola verso Angela, le sue mani che le accarezzavano il seno ora completamente esposto. "Non essere timido," sussurrò Marco all'orecchio di Nicola. "Tua madre ha bisogno di un uomo forte. E tu sei suo figlio, no? C'è un legame speciale."
Nicola, con il cuore che batteva all'impazzata, si avvicinò a sua madre. La guardò negli occhi, vedendo in essi un misto di desiderio e un invito silenzioso. Le sue mani tremavano mentre si avvicinavano al seno di Angela. Antonio si posizionò dietro di lei, le sue mani che le accarezzavano la schiena, spingendola leggermente in avanti. "Vai, ragazzo," disse Antonio. "Mostrale quanto sei cresciuto."
Nicola esitò un istante, poi la sua mano sfiorò il capezzolo di Angela. Lei sussultò, un gemito basso le sfuggì dalle labbra. Nicola sentì un'ondata di eccitazione travolgerlo. Le dita di Marco gli accarezzavano la coscia, guidandolo. "Sì, così," mormorò Marco. "Senti com'è morbida. Senti quanto ti desidera."
Angela si voltò leggermente, il suo corpo ora più esposto. Le mani di Antonio scivolarono più in basso, accarezzando i suoi glutei sodi, spingendola verso Nicola. "Non fermarti ora, figlio," disse Angela, la sua voce roca di desiderio. "Fatti sentire."
Nicola, incoraggiato dalle parole di sua madre e dalla presenza degli uomini, trovò il coraggio. Le sue mani si fecero più audaci, accarezzando il seno di Angela, poi scivolando più in basso, verso il suo ventre. Sentì la sua figa umida attraverso la stoffa sottile della biancheria. Antonio si chinò e le baciò il collo, mentre Marco gli sussurrava all'orecchio: "Ora è il momento di farle sentire il tuo cazzo."
Nicola si sentì invadere da un potere nuovo. Le mani di Antonio le tenevano i fianchi, mentre Marco gli guidava la mano verso la gonna di Angela. Con un gesto deciso, Nicola le sfilò la gonna, e Marco le mutandine, esponendo completamente le sue gambe e la sua figa bagnata. Angela gemette più forte, inarcando la schiena.
"Oh, Nicola," sussurrò Angela, gli occhi chiusi per il piacere. "fai vedere a questi signori come sei bravo."
Marco sorrise, soddisfatto. "Vedi? Te l'avevo detto che avevi talento. Ora, facciamogli sentire anche il mio." Si inginocchiò davanti ad Angela, le sue mani che le accarezzavano le cosce, spingendole più larghe. "Antonio, il tuo turno," disse Marco, alzando lo sguardo verso il padrone di casa.
Antonio si posizionò dietro Angela, le sue mani che le tenevano i fianchi stretti. Nicola, ancora eccitato, si avvicinò, le sue mani che accarezzavano il seno di sua madre. Marco iniziò a leccare la figa di Angela, mentre Antonio le penetrava il culo con un dito, poi due. Angela urlava di piacere, il suo corpo che si muoveva tra le mani degli uomini e lo sguardo del figlio.
"Adesso, Nicola," disse Antonio, la sua voce profonda e roca. "È ora che tu prenda il tuo posto. Fatti avanti."
Nicola, con il cazzo duro e pulsante, si posizionò tra le gambe di sua madre. Marco si spostò, lasciando spazio. Angela si voltò verso di lui, il suo corpo completamente esposto, la figa che gocciolava. "Vieni, amore mio," disse Angela, la sua voce un invito seducente. "Fatti sentire."
Antonio disse “aspettate un attimo che la troia ha il culo bello aperto ed è ora che ci metta il mio cazzo” a quel punto se la fece sedere sopra il suo uccello, e con un urlo Angela “dai rompimi il culo e tu Nicola mettimelo nella figa che è tutta pronta e bagnata.” Mentre Marco le accarezzava il seno e le sussurrava parole sporche all'orecchio.
“Godoooo cazzoooo dai dateci dentro così dovete prendermi.”
Nicola, con l'aiuto di Marco che gli teneva la figa di Angela aperta, riuscì a penetrare la figa di sua madre. Angela urlò, un misto di dolore e piacere. "Oh, sì!" gemette. "Più forte, Nicola! Fatti sentire!"
Nicola si muoveva dentro sua madre, sentendo il suo corpo caldo e umido stringerlo. Era un'esperienza travolgente, proibita, ma incredibilmente eccitante.
"Non fermarti, figlio," disse Angela, il suo corpo che si muoveva freneticamente sotto quello di Nicola e con il cazzo nel culo di Antonio. "Voglio sentirvi dentro di me. Voglio che scopiate."
Marco si avvicinò a Nicola, le sue mani che gli accarezzavano la schiena. "Bravo, ragazzo. Continua così. Falla impazzire." Antonio, con un ultimo gemito profondo, si ritirò dal culo di Angela, lasciandola libera di concentrarsi su suo figlio.
Nicola sentì il suo orgasmo avvicinarsi. La vista di sua madre, il suo corpo che si muoveva sotto il suo, le sue urla di piacere, tutto contribuiva a portarlo al limite. Con un ultimo sforzo, Nicola venne dentro sua madre, il suo cazzo che pulsava e rilasciava il suo seme caldo. Angela gemette forte, stringendolo a sé.
"Oh, Nicola," sussurrò, esausta ma soddisfatta. "Sei stato meraviglioso."
Angela, ancora ansimante per il piacere e l'eccitazione, si voltò verso suo figlio. Le sue mani tremavano leggermente mentre prendeva il suo cazzo ancora pulsante, ancora pieno della sua sborra. Con movimenti lenti e sensuali, iniziò a pulirlo con la lingua, assaporando il suo seme, mentre Nicola la guardava con occhi pieni di un misto di orgoglio e desiderio. Il calore del suo corpo, ancora umido dal piacere, si irradiava mentre si dedicava al figlio, un gesto intimo e proibito che sigillava il loro legame in modo perverso.
Antonio, con un ghigno soddisfatto, si avvicinò da dietro, le sue mani che le stringevano i fianchi con possessività. "Bene, ragazzo," ringhiò, la sua voce roca di eccitazione, "hai fatto un ottimo lavoro. Ora è il nostro turno di farla godere ancora di più." Marco, già inginocchiato davanti ad Angela, le accarezzava le cosce, spingendole più larghe, il suo sguardo fisso sulla sua figa umida e invitante.
Mentre Antonio iniziava a penetrarla profondamente nel culo, spingendo con forza. Angela gemette, inarcando la schiena sotto la pressione del cazzo. Il suo corpo era un crogiolo di sensazioni: il piacere della lingua di Marco sulla sua figa ancora bagnata e sporca della sborra del figlio, la penetrazione profonda e potente di Antonio nel suo ano, e la vista di suo figlio che la guardava, ancora con il cazzo umido di lei.
"Oh, sì! Antonio, più forte!" ansimò Angela, mentre il suo corpo si muoveva freneticamente tra le mani e i corpi degli uomini. Marco alzò lo sguardo su di lei, un sorriso malizioso sulle labbra. "E ora, signora, è il momento di assaggiare anche il mio," disse, la sua voce un sussurro rauco. Si spostò, lasciando che Antonio continuasse la sua penetrazione anale, mentre lui si posizionava tra le sue gambe, pronto a inserirsi nella sua figa.
Angela si sentì completamente invasa, ogni buco riempito, ogni sensazione amplificata. Antonio continuava a spingere nel suo culo, mentre Marco iniziava a penetrarla nella figa, il suo cazzo duro che si faceva strada nel suo corpo umido. Angela urlava di piacere, il suo corpo che si contorceva sotto la furia dei due uomini. Nicola, ancora vicino, le accarezzava il seno, osservando la scena con un'intensità crescente, sentendo il suo corpo pulsare di un desiderio nuovo e proibito.
"Continuate così!" gridò Angela, la sua voce roca di estasi. "Voglio sentirvi dentro di me! Voglio che mi prendiate tutta!" Antonio e Marco si scambiarono uno sguardo complice, aumentando il ritmo, le loro penetrazioni che si sincronizzavano in una danza selvaggia e sfrenata. Angela era al centro del loro desiderio, un trofeo da possedere e consumare, mentre suo figlio assisteva, partecipe e sempre più eccitato, alla completa sottomissione di sua madre. La stanza era satura di sudore, gemiti e l'odore inebriante del sesso sfrenato, un rituale di piacere estremo che li legava tutti in un patto oscuro e indissolubile.
Antonio la strinse forte, il suo cazzo che affondava nel suo ano. "Sei una troia, Angela! Una vacca degenerata che si fa scopare davanti a suo figlio!" Marco le leccava il seno, la sua voce roca. "Sì, mignotta! Guarda come ti prendiamo, davanti a lui! Non ti vergogni, eh?" Angela gemette, il suo corpo che si muoveva sotto la furia di entrambi. "Oh, sì! Prendermi! Voglio che mi rompiate il culo e la figa! Voglio che mi facciate la puttana!" Nicola la guardava, il suo corpo che tremava di eccitazione, mentre Antonio e Marco continuavano a penetrarla, sborrandole dentro con forza, le loro parole oscene che riempivano l'aria.
Nicola mentre le toccava ancora le tette della madre con i capezzoli ancora duri e il suo respiro ansimante, lo attirò a sé, “vedi Nicola come i signori mi hanno fatto godere?”
I signori Antonio e Marco si rivestivano, ringraziando: "Signora Angela, l'affitto è pagato e si ricordi che potremmo concederle altre situazioni." "Grazie a voi per il sostegno e l'aiuto," rispose Angela, la voce ancora rotta dall'orgasmo e dall'umiliazione, mentre i suoi occhi incontravano quelli del figlio, un misto di vergogna e desiderio che aleggiava nell'aria carica di sudore e sperma.
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