La Moglie Bianca
di
Mafy
genere
trans
Premessa, ormai sono molti anni che mi travesto, amo sentire il fruscio delle calze sulla mia pelle, l’intimo che mi avvolge i seni finti che ballano ed indossare vestiti femminili che fasciano il mio corpo. Amo vedermi davanti allo specchio e sculettare per casa.
Da un circa un paio d’anni nella mia azienda è stato assunto come magazziniere un giovane ragazzo di colore di 30 anni che viene dalla Tanzania di nome John.
Un ragazzo veramente d’oro dedito al lavoro, sempre sorridente, disponibile e gentile con tutti e, per finire con un fisico statuario e con tratti molto delicati; infatti molte dipendenti gli scodinzolano dietro ma lui è indifferente al loro fascino perché dice sempre che è sposato ed hai dei figli e ora sta facendo dei sacrifici per poter dare un futuro migliore alla sua famiglia.
Circa 4 mesi fà ero appena uscito da lavoro mentre mi recavo a casa lo vedo che camminava sul marciapiede con lo zainetto in spalle solo soletto. Mi accosto e gli chiedo se ha bisogna di un passaggio e lui mi dice che ha perso il pullman e che deve fare 5 km per ritornare a casa a quel punto gli dico di salire che lo accompagno io.
Nel tragitto parliamo e lui come se avesse bisogno di sfogarsi inizia a raccontarmi della sua famiglia che si trova giù in Tanzania e della sua vita in Italia, che si sente sempre solo e che non ha nessuna amicizia e nessuno con cui parlare e delle difficoltà comunque economiche.
A quel punto preso da un fare da crocerossina gli dico “visto che abito da solo che ne dici se vieni a casa mia ceniamo insieme e poi ti riaccompagno io”. Lui mi guarda e sorridendomi accetta dicendo che è la prima volta che qualcuno fa questo per lui.
Arrivammo a casa prima di iniziare a cucinare gli chiesi se mangiava tutto, lui mi rispose di si e così mi misi immediatamente a cucinare. Mi raccontò che era cresciuto in una famiglia cattolica anche se lui non era molto praticante, mi racconto della sua casa, di sua moglie, dei figli. Poi ci mettemmo a tavola e la conversazione fu molto piacevole e cenammo. Lui mangiò tutto e mi disse che ero molto brava a cucinare e mi fece molti complimenti, forse un bicchiere di vino di più la conversazione si incanalò sulla vita privata e sul sesso. Scherzando gli dissi che vedevo come le donne della ditta gli sculettavano dietro e facevano le cretine sperando in qualcosa. Lui sorrise e disse che la cosa gli piaceva ma non gli interessava, allora stuzzicandolo gli dissi “Non è che ti piacciono gli uomini?” e lui mi rispose “No, no, no. Sono fedele a mia moglie anche se è un grosso sacrificio, anche se una volta l’ho tradita appena arrivato in Italia con un travestito e ti devo dire delle volte ci ripenso perché è stata un’esperienza stupenda e bellissima. Spero che non ti abbia sconvolto” ed io risposi “No, no , no credo che ogni uno sia libero di fare ciò che gli piacia senza se e senza ma” pero penso che lui se ne sia accorto perché mi feci un po rosso in viso e poi prosegui “sai lui era un operatore del centro dove mi trovavo, parlando mi disse di questa sua passione e così gli chiesi di vestirsi per me. Devo dire che queste persone super sensuali e forse più intriganti e sensuali di una donna e così poi finimmo a letto e tutto fù magico.” Non so cosa mi sia successo ma qualcosa mi balenò per la testa “Scusa forse il vino e forse la cena devo andare un attimo in bagno, ti lascio 5 minuti da solo” lui rispose “Non ti preoccupare, visto che mi hai offerto la cena, in cambio io pulisco la cucina e te fai con comodo” lo guardai e sorridente gli dissi “allora ti invito tutte le sere” e lui mi rispose “Magari, vengo volentieri”. Poi mi alzai ed andai verso la parte notte della casa chiudendo la porta che la divideva ma invece di andare in bagno entrai in camera mia. Il mio cuore mi batteva a mille, ma decisi di rischiare, mi spogliai completamente, poi aprii l’armadio, indossai un paio di calze nere con la riga dietro, un reggicalze di pizzo nero, reggiseno di pizzo sempre nero, una gonna sopra il ginocchio di raso nera e sopra una t-shirt color ghiaccio. Infila la parrucca a caschetto bionda e le scarpe con tacco poi andai in bagno mi diedi una sistemata un po' di terra sulle guance e rossetto alle labbra e poi andai verso la cucina. Aprii la porta che divide la zona notta da quella giorno e lo vidi che aveva pulito tutto e che stava mettendo apposto gli ultimi piatti, degluitii l’ultima goccia di saliva e dissi:
Io : “Spero che non ti dia dispiacere come mi sono messa”, lui si gira e quando mi vede rimane sbalordito ed esterefatto.
John: “Ma tu……. tu …….. sei……”
Io : “Si io sono crossdress, spero che la cosa non ti turbi e non ti dispiaci. Sei stato molto sincero con te ed io vorrei esserlo allo stesso modo”
John: “Sono felice, anzi felicissimo sei veramente stupenda e bellissima. Non so cosa dire e dirti, posso dire che sono eccitatissimo”
Mi avvicinai molto lentamente sculettando verso di lui come una gatta in calore ed appoggia la mano sul suo petto, lui me la prese mi tirò verso di se, con l’altra me l’appoggio sul viso e poi avvicinandosi mi baciò. Sentii le sue labbra sulle mie e la sua lingua che entrava nella mia bocca, mi sciolsi ed iniziammo a baciarci. Le nostre lingue roteavano le nostre labbra si cercavano, poi mi staccai e gli alzai la maglietta scoprendo il suo petto. Era un petto liscio e scultoreo, bellissimo come quelli sui film, le mie labbra si avvicinarono, iniziai a baciare i pettorali poi con la lingua giocai con i capezzoli mentre lui aveva sfilato la maglia poi, poi sentii la sua mano premere sulla mia testa e capii cosa desiderava e voleva. Mi piegai ed abbassai i pantaloni della tutta insieme alle mutande e immediatamente come una molla usci fuori il suo cazzo, e devo dire che un bellissimo cazzo. Sarà stato lungo più di 25 centimetri e bello largo con una bella cappella rosea non molto grande, inizia prima a baciarlo e poi a leccarlo, lo sentivo mugolare di piacere poi me lo infilai tutto dentro la gola e sinceramente non riuscii ad arrivare alla base. Mentre lo spompinavo, sentii alzarmi la gonna e le sue mani che mi palpavano il sedere ed un suo dito intrufolarsi nel mio buchino.
John : “mmmmm…… mmmmmm…. Che troietta non porti neanche le mutandine,,, hai proprio voglia….” Dopo dopo un po, mi fece girare appoggiare i gomiti al tavolino e piegare in avanti e si mise dietro a me. Sentii alzare di nuovo la gonna, mi fece allargare le gambe e poi sentii la sua cappella puntare sul mio forellino, sentii la cappella passare, inarcai la schiena ed alzai il sederino per ricevere meglio quell’asta poi sentii che saliva tutta dentro di me, sentivo il mio ventre aprirsi, mi sentivo spaccata, mi faceva male però era bellissimo non finiva mai poi, sentii i testicoli sbattere contro il mio sederino lo sentivo tutto dentro me come se mi arrivasse al cuore e rimasi senza fiato. Rimanemmo così per qualche secondo in modo che mi potessi abituare alla sua asta poi sentii che usciva piano piano fino a quando il glande stava per uscire. A quel punto le sue mani mi presero per bene per i fianchi ed iniziò a scoparmi, lo risentii risalire tutto dentro di me poi riuscire poi risalire ormai non capivo più nulla ero in estasi mi stava scopando alla grande, sentivo lo sbattere del suo ventre sul mio culo, l’eccitazione era grande mi scopava e mi diceva che dovevo essere solo sua la sua moglie bianca mi scopò per un bel po' fino a quando lo senti irrigidirsi e una quantità di liquido caldo che mi riempiva il culo e lo stomaco. Rimanemmo così per un minuto mentre entrambi respiravamo a fatica lui perché mi aveva scopato io perché lo avevo preso. Poi lo sentii uscire e nello stesso tempo il culo fare rumori stani e colare dei suoi umori, mi fece girare e mi baciò con foga e mi disse.
John : “E’ stato bellissimo e stupendo, ti prego vuoi diventare la mia moglie bianca?”
Io : “Lo guardai e gli dissi si lo voglio, ma ti prego rimani qui questa notte”.
Andammo in bagno e ci pulimmo poi io indossai una camicia da notte trasparente ed andammo a letto, dormimmo abbracciati e poi il giorno seguente andammo a lavoro come due amici.
Ormai è diventata un’abitudine infatti spesso si ferma da me e passiamo pomeriggi o fine settimana avvinghiati sul letto.
P.S. Le donne della ditta continuano a fare le stupide con lui e se ci sono anche io, lui si gira verso di me e mi fa l’occhiolino così io invece di essere gelosa sorrido e penso “Quel bel cazzo e quel bel fisico è ed è solo mio perché io sono la sua moglie bianca”.
Da un circa un paio d’anni nella mia azienda è stato assunto come magazziniere un giovane ragazzo di colore di 30 anni che viene dalla Tanzania di nome John.
Un ragazzo veramente d’oro dedito al lavoro, sempre sorridente, disponibile e gentile con tutti e, per finire con un fisico statuario e con tratti molto delicati; infatti molte dipendenti gli scodinzolano dietro ma lui è indifferente al loro fascino perché dice sempre che è sposato ed hai dei figli e ora sta facendo dei sacrifici per poter dare un futuro migliore alla sua famiglia.
Circa 4 mesi fà ero appena uscito da lavoro mentre mi recavo a casa lo vedo che camminava sul marciapiede con lo zainetto in spalle solo soletto. Mi accosto e gli chiedo se ha bisogna di un passaggio e lui mi dice che ha perso il pullman e che deve fare 5 km per ritornare a casa a quel punto gli dico di salire che lo accompagno io.
Nel tragitto parliamo e lui come se avesse bisogno di sfogarsi inizia a raccontarmi della sua famiglia che si trova giù in Tanzania e della sua vita in Italia, che si sente sempre solo e che non ha nessuna amicizia e nessuno con cui parlare e delle difficoltà comunque economiche.
A quel punto preso da un fare da crocerossina gli dico “visto che abito da solo che ne dici se vieni a casa mia ceniamo insieme e poi ti riaccompagno io”. Lui mi guarda e sorridendomi accetta dicendo che è la prima volta che qualcuno fa questo per lui.
Arrivammo a casa prima di iniziare a cucinare gli chiesi se mangiava tutto, lui mi rispose di si e così mi misi immediatamente a cucinare. Mi raccontò che era cresciuto in una famiglia cattolica anche se lui non era molto praticante, mi racconto della sua casa, di sua moglie, dei figli. Poi ci mettemmo a tavola e la conversazione fu molto piacevole e cenammo. Lui mangiò tutto e mi disse che ero molto brava a cucinare e mi fece molti complimenti, forse un bicchiere di vino di più la conversazione si incanalò sulla vita privata e sul sesso. Scherzando gli dissi che vedevo come le donne della ditta gli sculettavano dietro e facevano le cretine sperando in qualcosa. Lui sorrise e disse che la cosa gli piaceva ma non gli interessava, allora stuzzicandolo gli dissi “Non è che ti piacciono gli uomini?” e lui mi rispose “No, no, no. Sono fedele a mia moglie anche se è un grosso sacrificio, anche se una volta l’ho tradita appena arrivato in Italia con un travestito e ti devo dire delle volte ci ripenso perché è stata un’esperienza stupenda e bellissima. Spero che non ti abbia sconvolto” ed io risposi “No, no , no credo che ogni uno sia libero di fare ciò che gli piacia senza se e senza ma” pero penso che lui se ne sia accorto perché mi feci un po rosso in viso e poi prosegui “sai lui era un operatore del centro dove mi trovavo, parlando mi disse di questa sua passione e così gli chiesi di vestirsi per me. Devo dire che queste persone super sensuali e forse più intriganti e sensuali di una donna e così poi finimmo a letto e tutto fù magico.” Non so cosa mi sia successo ma qualcosa mi balenò per la testa “Scusa forse il vino e forse la cena devo andare un attimo in bagno, ti lascio 5 minuti da solo” lui rispose “Non ti preoccupare, visto che mi hai offerto la cena, in cambio io pulisco la cucina e te fai con comodo” lo guardai e sorridente gli dissi “allora ti invito tutte le sere” e lui mi rispose “Magari, vengo volentieri”. Poi mi alzai ed andai verso la parte notte della casa chiudendo la porta che la divideva ma invece di andare in bagno entrai in camera mia. Il mio cuore mi batteva a mille, ma decisi di rischiare, mi spogliai completamente, poi aprii l’armadio, indossai un paio di calze nere con la riga dietro, un reggicalze di pizzo nero, reggiseno di pizzo sempre nero, una gonna sopra il ginocchio di raso nera e sopra una t-shirt color ghiaccio. Infila la parrucca a caschetto bionda e le scarpe con tacco poi andai in bagno mi diedi una sistemata un po' di terra sulle guance e rossetto alle labbra e poi andai verso la cucina. Aprii la porta che divide la zona notta da quella giorno e lo vidi che aveva pulito tutto e che stava mettendo apposto gli ultimi piatti, degluitii l’ultima goccia di saliva e dissi:
Io : “Spero che non ti dia dispiacere come mi sono messa”, lui si gira e quando mi vede rimane sbalordito ed esterefatto.
John: “Ma tu……. tu …….. sei……”
Io : “Si io sono crossdress, spero che la cosa non ti turbi e non ti dispiaci. Sei stato molto sincero con te ed io vorrei esserlo allo stesso modo”
John: “Sono felice, anzi felicissimo sei veramente stupenda e bellissima. Non so cosa dire e dirti, posso dire che sono eccitatissimo”
Mi avvicinai molto lentamente sculettando verso di lui come una gatta in calore ed appoggia la mano sul suo petto, lui me la prese mi tirò verso di se, con l’altra me l’appoggio sul viso e poi avvicinandosi mi baciò. Sentii le sue labbra sulle mie e la sua lingua che entrava nella mia bocca, mi sciolsi ed iniziammo a baciarci. Le nostre lingue roteavano le nostre labbra si cercavano, poi mi staccai e gli alzai la maglietta scoprendo il suo petto. Era un petto liscio e scultoreo, bellissimo come quelli sui film, le mie labbra si avvicinarono, iniziai a baciare i pettorali poi con la lingua giocai con i capezzoli mentre lui aveva sfilato la maglia poi, poi sentii la sua mano premere sulla mia testa e capii cosa desiderava e voleva. Mi piegai ed abbassai i pantaloni della tutta insieme alle mutande e immediatamente come una molla usci fuori il suo cazzo, e devo dire che un bellissimo cazzo. Sarà stato lungo più di 25 centimetri e bello largo con una bella cappella rosea non molto grande, inizia prima a baciarlo e poi a leccarlo, lo sentivo mugolare di piacere poi me lo infilai tutto dentro la gola e sinceramente non riuscii ad arrivare alla base. Mentre lo spompinavo, sentii alzarmi la gonna e le sue mani che mi palpavano il sedere ed un suo dito intrufolarsi nel mio buchino.
John : “mmmmm…… mmmmmm…. Che troietta non porti neanche le mutandine,,, hai proprio voglia….” Dopo dopo un po, mi fece girare appoggiare i gomiti al tavolino e piegare in avanti e si mise dietro a me. Sentii alzare di nuovo la gonna, mi fece allargare le gambe e poi sentii la sua cappella puntare sul mio forellino, sentii la cappella passare, inarcai la schiena ed alzai il sederino per ricevere meglio quell’asta poi sentii che saliva tutta dentro di me, sentivo il mio ventre aprirsi, mi sentivo spaccata, mi faceva male però era bellissimo non finiva mai poi, sentii i testicoli sbattere contro il mio sederino lo sentivo tutto dentro me come se mi arrivasse al cuore e rimasi senza fiato. Rimanemmo così per qualche secondo in modo che mi potessi abituare alla sua asta poi sentii che usciva piano piano fino a quando il glande stava per uscire. A quel punto le sue mani mi presero per bene per i fianchi ed iniziò a scoparmi, lo risentii risalire tutto dentro di me poi riuscire poi risalire ormai non capivo più nulla ero in estasi mi stava scopando alla grande, sentivo lo sbattere del suo ventre sul mio culo, l’eccitazione era grande mi scopava e mi diceva che dovevo essere solo sua la sua moglie bianca mi scopò per un bel po' fino a quando lo senti irrigidirsi e una quantità di liquido caldo che mi riempiva il culo e lo stomaco. Rimanemmo così per un minuto mentre entrambi respiravamo a fatica lui perché mi aveva scopato io perché lo avevo preso. Poi lo sentii uscire e nello stesso tempo il culo fare rumori stani e colare dei suoi umori, mi fece girare e mi baciò con foga e mi disse.
John : “E’ stato bellissimo e stupendo, ti prego vuoi diventare la mia moglie bianca?”
Io : “Lo guardai e gli dissi si lo voglio, ma ti prego rimani qui questa notte”.
Andammo in bagno e ci pulimmo poi io indossai una camicia da notte trasparente ed andammo a letto, dormimmo abbracciati e poi il giorno seguente andammo a lavoro come due amici.
Ormai è diventata un’abitudine infatti spesso si ferma da me e passiamo pomeriggi o fine settimana avvinghiati sul letto.
P.S. Le donne della ditta continuano a fare le stupide con lui e se ci sono anche io, lui si gira verso di me e mi fa l’occhiolino così io invece di essere gelosa sorrido e penso “Quel bel cazzo e quel bel fisico è ed è solo mio perché io sono la sua moglie bianca”.
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