Tra pecore e montoni

di
genere
confessioni

Sono vissuta per molti anni in montagna
Un paese che viveva di pastorizia
Tutti più o meno avevano un gregge.
Mio nonno intelligente invece crea un caseificio.
Ho vissuto per 35 anni tra pecore montoni e formaggi.
Certo la vita era piatta niente di trascendentale,
L’unico divago era fare sesso.
E essendo anche propensa a questa attività,
Quando mio nonno mi mandava a contrastare il prezzo del latte ho usato la mia dote per tirare il prezzo.
Certo in cambio donavo qualcosa che poteva indurli a cedere.
erano rozzi ma erano anche prestanti.
Dai venti ai trentacinque
Non saprei quanti mi hanno montata.
Avvolte dovevo cedere più volte per avere il prezzo desiderato.
Decimo era il più combattivo
È stato lui il primo ad aprirmi il culo
Aveva 3000 capi di bestiame
E per convincerlo di accettare il prezzo
Sono stata la sua donna per un anno
Fidanzati ufficialmente per sviare chiacchiere.
Lui un 35 enne io ventenne
Lui certo non un bel uomo
Ma Dio gli aveva dato una dotazione asinina e una resistenza fuori dalla media.
Per farlo godere ci voleva un ora
E la mia farfallina non bastava per soddisfarlo.
Anche perché dopo tre messi era slabbrata
E mi ha scassato il culo
Ora è talmente aperto che un cazzo normale era come fare un pompino senza denti.
E di pompini di culo ormai ne fatti tanti.
Poi incontrai il mio amore della vita
Che mi portò via da quel paese,
Con lui c’era tanto amore e rispetto.
Certo non sapeva tutto di me e di cosa facevo.
Mi sentivo in colpa
Non potevo certo dirgli che ero una pecora da monta.
Avevo paura che scappasse.
Così mentivo su il mio passato.
Per coprire che ero larga l’unica verità in parte che gli ho confessato che ero stata la fidanzata di Decimo
E che era superdotato.
Certo non c’era confronto mio marito un 15 cm contro i 24 di Decimo
Senza paragonare la circonferenza
Mio marito un wiuster da hot dog
Contro una lattina da 500 ml.
Mio marito
Mi dona tre stupende bambine .
L’unica mancanza che avevo erano quelle monte al paese.
Che ogni anno in estate riprovo quelle sensazioni.
Certo i vecchi pastori non sono più attivi ma i loro figli si,
La cosa che mi sta preoccupando sono le mie tre bambine,
Ogni estate preferisco passarle al paesello invece che al mare .
E il caseificio nonno ormai scomparso lo ha venduto ai suoi tempi .
Le ragazze vanno spesso al pascolo con i pastori.
Il figlio di Decimo ha ereditato dal padre la dotazione,
E devo ammettere che ho problemi ad prenderlo tutto anche se ho più di 50 anni .
L’altra sera ho visto il figlio di Decimo caricare sul camioncino le mie tre bambine.
E quando sono rientrate le ho trovate provate,
Ho chiesto dove sono state
Loro in coro a mungere
Questo mi ha aperto i miei ricordi
Anch’io dicevo a mamma che andavo a mungere.
Certo non erano le pecore ma i cazzi
Quindi le mie bambine stanno continuando la tradizione di famiglia
Che è da 8 generazioni che mungiamo i pastori.
Certo loro almeno il lavoro se lo dividono essendo tre.
Io dovevo far tutta da sola.
Ora sto cercando di riprendermi l’azienda di famiglia.
Il problema non è il prezzo
Il problema che lui vuole le mie bambine e me.
Per un estate intera.
Certo non sarà semplice mentalmente,
È una cosa sapere e non vedere
Tutt’altra cosa farlo con le mie bambine,
Per di l’azienda è con 12 soci azionisti
Si dovrebbe creare una orgia di 16 persone, è l’unica causa inamovibile.
Non saprei come introdurre il discorso con le bambine.
(Suggerimenti)

scritto il
2026-07-23
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