L'avviamento

di
genere
gay

L'AVVIAMENTO
Quel locale stava sottoterra ed apriva solo di sera. Lo chiamavano “La Bolgia”. Tutti i ragazzi del quartiere prima o poi ci andavano, qualcuno per curiosità, qualcuno per convinzione, altri per abitudine perché ci avevano fatto il callo, altri per fare moneta. Era frequentato da uomini grandi e grossi, un po' avanti con l'età, la maggior parte panciuti e pelosi e sporcaccioni. Mi senti pronto o almeno così mi pareva e mi ci avventurai. Avevo sentito dire che si veniva iniziati e la cosa non mi dispiaceva, anzi desideravo proprio un'esperienza forte. Il maschio che mi bloccò al suo tavolo mi offrì una birra, e continuava a ripetermi che ero tanto bellino. Poi mi fece diverse domande strane e mi chiese se volevo vedergli il cazzo. Gli ho annuito e mi ha portato via, verso la sua auto. Ha messo in moto e dopo un gran girovagare si è fermato.
-Qui siamo tranquilli.
Si è slacciato la cintura, sì è sbottonato, mi ha appoggiato la mano lì.
-Forza dai.
Gliel'ho tirato fuori tutto. Mi ha invitato a baciarlo e l'ho fatto.
-Mi sembra che ci stai.
-Sì.
Lo vedi come ce l'ho duro?
-Sì.
-Sai perché?
-Forse.
-Perché desidera il tuo culetto. Dai spogliati.
Mentre gli ubbidivo gli domandai se potevo sentire male.
-Un po' sì.
Mi girò di schiena, abbracciandomi. Me lo fece sentire fuori. Poi subito tutto dentro da fermo.
-Sei mio.
Dentro e fuori, dentro e fuori per non so quanto. Mi incoraggiava, mi rassicurava.
-Dai che sei anche troppo bravo. Mi vuoi tutto?
-Sì.
Gli rispondevo a monosillabi. Sapevo bene che presto sarebbe venuto e non vedevo l'ora che lo facesse. Colpo dopo colpo la sua frenesia aumentò. Non sentivo più male ma solo sensazioni nuove. Arrivò in un lampo e mi ricoprì di bacetti sul collo.
-Ti ho fecondato sai. Forza rivestiti che ti riporto indietro.
Fu la prima inculata della mia vita. Non fui pagato e non avrei accettato soldi. Mi ha solo ringraziato e anch'io gli ho detto grazie.
Mi ci voleva un'esperienza così.
-Se ti va possiamo rivederci.
-Sì.
-Ti posso insegnare tanto altro.
E, cavolo, è stato di parola.
scritto il
2026-05-14
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