Il Master del sex shop (11)

di
genere
dominazione

CAPITOLO 11.
Nelle mani del vicino.

“avvocato che bella sorpresa vederti passeggiare nel ruolo che ti si addice meglio” e scoppiò a ridere dimostrando che aveva già la certezza si trattasse di Silvia.
Io non fiatai.
“ma, come si permette?” tentò una flebile protesta quasi terrorizzata dalla situazione essere ammirata per la prima volta da uno sconosciuto in una tenuta così indecorosa per lei. Eppure il suo corpo esprimeva vergogna ed eccitazione, la sottoveste lasciava una tetta scoperta mostrando una tetta gonfia che tentò di ricoprire velocemente.
“dopo che ti ho vista sdraiarti sul pianerottolo a gambe aperte e poi strusciarti sulla mia porta Pensavo che mi stessi cercando e così ti ho raggiunto direttamente”. Le sue parole arrivavano come frecce su un bersaglio.

Silvia cercò delle scuse “non è come pensate”.
“non penso niente constato quello che vedo. E poi vestita in questo modo con una tetta al vento stai decisamente meglio di quando metti i tuoi completi giacca e pantaloni, mai una gonna”
Dunkel mi guardò severamente e continuò “Non avrei mai immaginato che dietro ad una moglie così irreprensibile, una seria professionista si nascondesse una porca né che tu ti divertissi a giocare con lei. Farle delle foto per Sacha, va bene ma non pensavo che arrivassi a trovare gusto a farla girare per strada vestita come una puttana”.
Quella frase ci gelò.
“un gioco solo un gioco” tentai di controbattere preso alla sprovvista
“non mi sembra ho ben sentito i vostri discorsi anche se tu hai tentato di farmi credere che era solo una sosia di tua moglie”.

Essere precipitati in quella condizione estremamente sconveniente mi faceva venire i brividi e allo stesso tempo trovavo il tutto spaventosamente eccitante. Avevamo giocato davanti alla porta del nostro vicino e non solo ci aveva visto ma aveva poi spiato tutti i nostri discorsi venendo conoscenza dei nostri segreti. Quell’uomo le aveva sempre procurato disgusto ed anche professionalmente lo evitava dimostrandogli spesso il suo disprezzo mantenendo le distanze e snobbandolo. Ora si trovava davanti a lui in quel modo così volgare e avvilente per il suo ruolo di tutto i giorni. Non poteva accettare di essere quello che sembrava, non con lui anche se si era abbandonata a fantasticare quella stessa situazione.
“smettetela – riprese stizzita Silvia cercando di mantenere un impossibile contegno – non vi permetto di continuare”
“taci puttana, è finito il tempo della seria e altezzosa professionista. So che mi hai sempre detestato ma chi se ne frega dell’opinione di una puttana.”
Buttai qualche parola arruffata “una banale trasgressione ,non l’abbiamo mai fatto prima”
Lui viscidamente le si avvicinò e fece scivolare la mano sul collare prendendo tra le mani la targhetta “schiava, un buon biglietto da visita” parlò ad alta voce con freddo distacco lasciandoci ammutoliti senza sapere cosa avremmo potuto obiettare.
“Chissà da quanto tempo conduci questa doppia vita una seria signora che di notte si trasforma in una volgare battona.”
Risposi per lei “non è vero, non è che una serata di follie e poi chi non ha dei vizi?” cercai di stemperare le sue parole mentre Silvia strabuzzava gli occhi e mi guardava come se potessi trovare una soluzione.
Continuava a squadrarla da capo a piedi e incurante delle mie obiezioni continuò “ Hai due belle gambe e dovresti imparare a mostrarle sempre”
Vide la cavigliera “Sai ,vero, che la portavano le schiave alla caviglia destra nell’antica Roma per essere riconosciute, oggi chi conosce il significato sa che una donna che lo porta a destra è sessualmente disponibile e che il marito ama mostrarla e offrirla ad altri”.

Incrociai lo sguardo di Silvia senza dirci niente e Dunkel fu ancora più esplicito “ solo la cavigliera potrebbe passare indifferente a chi non e conosce il significato ma la scritta, avvocato sei una moglie troia e la voglia di tuo marito a vederti sottomessa è tanta da arrivare ad accettare di cedere le tue foto a Sacha perché ti possa trasformare in una delle sue puttane usata dove come e quando e soprattutto con chi gli converrà”
Silvia scosse la testa “digli che non è vero”
Cosa avrei potuto dirle? Ormai sapeva tutto.
“Io non sono quello che pensate, mi sono lasciata prendere la mano, pensavo fosse un gioco” riprese concitata.
“Se non ti fosse piaciuto non avresti neppure iniziato – e continuò con una perfida cattiveria quasi volesse umiliarla - sei sempre stata così seria, il sesso sembrava che non ti sfiorasse neppure ed invece lasci che tuo marito ti faccia tutte quelle foto per uno sconosciuto”.
Ero ammutolito
Quello che aveva temuto era successo ora il suo segreto era stato svelato nelle mani di qualcuno che la conosceva bene. Il nostro mondo per bene sembrava capitolare

Sperando di trovare una soluzione gli spiegai nuovamente, cercando di essere più deciso, come le proposte di Sacha fossero solo un gioco tra me e Silvia e mai avrei mostrato quelle foto compromettenti ad uno sconosciuto.
Il nostro vicino mentre ascoltava si accese una sigaretta e con disprezzo le soffiò il fumo sul volto.
Senza dare peso alle mie parole mi chiese se fosse la prima volta che la fotografavo e se pensassi veramente di lasciare le sue foto nel sex shop di quell’uomo.

Arrivò prima la risposta inaspettata di Silvia prendendomi di sorpresa “Si e ho fatto quelle foto solo per Sacha e provare a sentirmi sua ma solo per gioco” Per la prima volta di fronte ad uno sconosciuto ammetteva di essersi lasciata fotografare per Sacha riconoscendo il suo ruolo di donna che amava essere esibita.
Lui però la azzittì perentoriamente “Credi che a lui basterà? Forse non lo conoscete quanto me”.
Non mi sarei mai aspettato lo conoscesse e questo ora complicava enormemente il tutto. Non era sicuramente una conoscenza occasionale e lo dimostrò usando idee che avevo già sentito da Sacha “Vedrai come ti saprà cambiare ti porterà a vivere la tua sessualità in modo diverso e la tua vita dovrà cambiare - le disse sorridendo - Dopo l’album il passo successivo saranno le riviste porno dei paesi dell’est e poi i siti internet, i locali notturni e finire nel giro della prostituzione il passo sarà breve”.
Pensai stesse scherzando ma le sue successive considerazioni mi fecero capire con orrore in che razza di situazione ci stavamo gettando.

“Non cambierò certo per lui” protestò Silvia quasi con sicura arroganza coprendosi con la mano la tetta che era restata fino a quel momento scoperta quasi stesse recuperando un pudore che fino a quel momento sembrava non avesse più anche davanti a Dunkel.
“Hai voluto esaudire le tue voglie nascoste e quelle di tuo marito ed ormai è troppo tardi per fermarti soprattutto ora che pure io so quali sono i vostri segreti e le tue perversioni di moglie-puttana – le indicò di nuovo la cavigliera – e di tuo marito che ti vuole offrire come schiava di Sacha”
Noi eravamo completamente inibiti e neppure riuscimmo a ribellarci al fatto che ,preso da tasca il suo telefonino, le scattò una foto.
“cosa fate” protestò Silvia ritraendosi
“fotografo una puttana e magari dopo mi faccio anche fare un bel pompino , ti ho sentita sai come ti sei lavorata tuo marito nell’ascensore arrivando a chiedergli di farti scopare da me, quindi credo che ora sarai ben disponibile a fare quello che ti chiedo”
“io vi odio” gli rispose secca.
Lui scoppiò a ridere poi facendosi serio le disse secco “taci puttana - e continuò - non potrai più fare la sostenuta, la signora con la puzza sotto il naso, la seria professionista. Guardati , sei irriconoscibile. L’ultima volta che ti ho vista eri così seria in giacca e pantaloni ma questa tenuta ti si addice, anche se il tuo abito mi sembra sia fin troppo castigato.- con un sorriso sarcastico continuò - avrebbe bisogno di qualche accorgimento che esalti di più quello che devi offrire”

Poi rivolgendosi a me “E, sono certo, che un marito perverso come te si potrà solo eccitare nel vedere tua moglie che non avrà alcuna difficoltà a fare ciò che le chiederò cominciando dalle foto”
Non gli risposi eccitato spaventato e frastornato dell’evoluzione della serata.
Dopo una breve pausa continuò rivolgendosi a lei “Da questa sera vedrai che sarà tutto più facile, accetterai le mie richieste sempre più audaci ti lascerai fotografare sempre più laidamente, come una prostituta con il suo cliente solo che le foto te le farò io e non tuo marito e sarò io a consegnarle a Sacha”.
Ora qualcuno che non ero io la voleva fotografare in quella sua tenuta sexy.
La determinata e irreprensibile Silvia non riusciva a spiaccicare parola come se aspettasse una mia reazione che invece si spense in una supplichevole richiesta “Dai non puoi farlo, cerca di capire cosa potrebbe significare”
Sperai si potesse impietosire, invece fu il contrario.

“Capisco quanto sia una situazione umiliante e disdicevole per la tua posizione – si rivolse a lei - il fatto che io abbia scoperto la tua vita segreta, ma ci sarebbe una soluzione. Potrei mantenere il tuo e segreto tra di noi e potrai continuare la tua seria e rispettabile vita di tutti i giorni e lasciarti giocare con Sacha senza che nessuno sappia niente.”

Lui allungò di nuovo la mano per accarezzarle il volto “Se tu fossi più disponibile con me” le accarezzò il volto”
Rimasi sorpreso nel vedere Silvia non rifiutare quella carezza. Sembrava essere completamente stordita ed io ero annebbiato dalla passività con cui si abbandonava alle sue attenzioni soprattutto aspettando quelle che sarebbero state le sue future richieste.
Ancora di più restai stupefatto nel vederla cedere alla presa di Dunkel che le allontanò il braccio con cui nascondeva il seno e se lo lasciò spostare lungo il fianco così che restasse in mostra non solo la tetta gonfia ma l’eccitazione che ne traspariva con il capezzolo che sembrava scoppiare.
Silvia si vergognava ma sembrava apprezzare. Quella situazione mi stava dannatamente eccitando. Che sensazione perversa stavo provando ancor più eccitante di averla vista passeggiare in mezzo ad una strada. Non sembrava neppure cercare una minima ribellione né un tentativo di sottrarsi a quello che solo poche ore fa avrebbe disdegnato.

“Ho sempre pensato che sotto sotto fossi una gran troia esibizionista.”
“non sono una puttana!” cercò timidamente di ribellarsi.
“Ti ho visto e fotografata passeggiare in mezzo ad una strada adescata da quel tizio in auto. Difficile pensare a qualcosa di diverso”
Silvia ora sembrava cedere completamente a quell’uomo che sicuramente le faceva schifo ma non riusciva a controllare.
Mi pentivo per quello che stava succedendo per non averlo saputo controllare l’evoluzione di quel dannato incontro con il nostro vicino di casa e di aver pensato potesse bere la storia della sosia di Silvia. Per contro l’eccitazione mi aveva reso completamente folle, senza critica e senza rispetto per lei al punto che non pensai più alle eventuali conseguenza che avrebbero potuto derivare.
Provavo un piacere immondo nel vederla offerta in quel modo ad una persona che lei incontrava tutti i giorni, dal quale mai si sarebbe aspettata di mostrarsi in una tenuta tanto discinta.
E proprio sul tema dei vestiti che Dunkel riprese la parola.
“Criticavi gli abiti di Sharifa, la mia domestica per i suoi abitini che ne valorizzavano il corpo, e non erano certo volgari. Invece guardati ora ,cosa sembri ?”
Non ottenne risposta e poi si rivolse a me “e sono certo che tua moglie farebbe un figurone se solo andasse al lavoro vestendosi in modo più appariscente. Ammettilo ti piacerebbe e se lo facessi faresti un figurone. Quando frequentavo il vostro studio ho sentito certi commenti su di te da alcuni tuoi clienti ma anche dai tuoi collaboratori”
Sembrava che leggesse nella mente le sue fantasia su quel Vito. Silvia restava muta lasciando quella tetta scoperta come se esprimesse la sua disponibilità a lasciarlo continuare pur sapendo che se il nostro vicino l’avesse veramente smascherata la sua vita professionale sarebbe stata completamente stravolta come nelle sue fantasie più perverse.
“A te piacerebbe vederla sempre più porca e sempre più puttana anche al lavoro”
La sua domanda mi fece trasalire perché non riuscivo a togliermi dalla testa l’immagine di lei discinta davanti ai suoi colleghi, i suoi clienti più squallidi come avevamo fantasticato nella nostra prima notte di fantasie confessate.
“Anche lei si è eccitata e credo che farsi trattare da puttana la ecciti tantissimo quello che aspetta tua moglie è solo avere una scusa per non fermarsi e smettere di essere presentarsi come una moglie integerrima ma disposta ad accettare qualunque cosa per salvaguardare la sua immagine”
Le stava facendo capire che non avrebbe potuto fare diversamente se non accondiscendere alle sue richieste e allo stesso tempo soddisfare le sue fantasie più sporche.

La sua voce flebile mi riportò alla realtà “Cosa volete - si rivolse al notaio – farò tutte le foto che mi chiederete ma evitate che nel mio studio si venga a sapere cosa ho fatto”
Mi fissò spaventata “Non vorrei ma non posso fare altro, aiutami …mi ci hai messo tu in questo casino, io non volevo…e anche tu volevi fosse solo un gioco, vero?” mi disse implorante.
“Visto – lui sembrò troneggiare gongolandosi - tua moglie, ha capito che se mi ascolterà avrà solo dei vantaggi.”
E come avrei potuto fare diversamente visto che ce l’avevo spinta io in quel casino
“Sono sicuro che hai capito come mi piacerebbe vederti per compensare il mio silenzio?”
La guardai ed in un’atmosfera allucinante. Abbassò gli occhi e tremante si scoprì anche l’altro seno .
“Vedi impari in fretta”
Non avrei mai pensato che la sua sottomissione arrivasse a tanto.
Lui la fotografò senza che lei obiettasse.
Stava entrando realmente nel ruolo di una moglie sottomessa senza che mi opponessi a quella sua trasformazione. Seppur morendo dalla vergogna di mostrarsi ad un conoscente che il giorno dopo avrebbe potuto raccontare a tutti che lei la signora il serio avvocato si stava lasciando fotografare da Dunkel come aveva fatto con me.

Il vecchio sorrise, mi diede una piccola gomitata le si avvicinò e abbracciandola tese un mano una tetta la strattonò e mi chiese di farle una foto.
Tremante puntai l’obiettivo del telefonino.
Era precipitato tutto ora restava poco della sua immagine di tutti i giorni visto che se ne stava i abbracciata tette al vento al nostro vicino, come se questo bastasse per mantenere il segreto.




Il racconto è così,lento, introspettivo, pieno di dialoghi e non solo di sesso sbattuto in faccia.Può piacere o no e fin quando i pareri positivi saranno nettamente superiori a quelli negativi lo continuerò allo stesso modo con le eventuali modifiche che deriveranno dai comportamenti di Silvia e delle altre. Solo Silvia però avrà il potere di chiedermi se e quando interromperlo
Disponibile a critiche,commenti e suggerimenti vari.
Serendipi2016@libero.it
scritto il
2026-03-09
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