Il master del sex shop (8)
di
serendipi2016
genere
etero
CAPITOLO 8 Ripensamenti
Silvia stava tremando “Risaliamo ti prego, facciamo tutte le foto che vuoi ma in casa, Sacha sarà soddisfatto comunque”
Non riuscivo a togliermi dalla testa quelle immagini e la scelta perversa di Sacha nel proporle.
“mi vergogno, non puoi pensare che esca seminuda in mezzo ad una strada per giunta sotto casa nostra”.
Eppure spinse la mano sulla porta aprendola a metà “guarda, già arrivare qua sotto è un azzardo stiamo esagerando” e sganciò dal collare la catenina che aveva funzionato da guinzaglio, come se volesse mettere la parola fine alla serata.
“Se ha scelto quelle foto è certo che te le lasceresti fare,non è così?”
“.. si – rispose incautamente – no – si corresse subito dopo- non lo farei, non farmi dire cose che non potrebbero succedere se non nella fantasia..”
“Non è più una fantasia e da domani Sacha avrà tutte le foto che ti ho fatto comprese quelle che farai in mezzo ad una strada.” la incalzai.
“E tu vorresti veramente che mi mostri come una puttana la fuori? ma, guardami, pensa se mi vedesse qualcuno che mi conosce, la mia reputazione, la nostra reputazione”. Cercò di convincermi.
“e il notaio, forse che non ti ha vista?”
“si ma non mi ha riconosciuta” precisò.
“Ne sei sicura? Forse è complice del nostro segreto. Ti ha trovata estremamente sensuale con una carica erotica tutta da scoprire,avrebbe voluto dire puttana ma non ha osato. Tu ne eri lusingata, eccitata e se mi fossi attardato qualche minuto di più tu saresti uscita ne sono certo”.
Spalancai la porta dell’ascensore . Le insinuai anche il dubbio che potesse essere alla finestra per capire se fosse veramente lei o una prostituta che mi ero portato a casa.
“e cosa dirai al notaio quando ti riconoscerà?” Per un attimo nessuno dei due parlò e fu ancora lei che concluse la frase “ E’ vero mi eccita uscire la fuori fa paura ma quell’uomo mi fa ribrezzo, è viscido ed odioso sarebbe umiliante per me se mi dovesse vedere vestita in questo modo.”non posso far scoprire l notaio che la sua vicina è una puttana”
“eppure ti sei strusciata nuda sulla sua porta come se gli stessi confessando che la sua vicina puttana lo stava aspettando”
Non seppe darmi una risposta eppure il suo atteggiamento fu eloquente. Mi rispose mi prese una mano e me portò ad accarezzare il suo sesso che era ancora caldo e bagnato dei suoi umori.
Era la sua inaspettata confessione di quanto gli scenari descritti da Sacha fossero corretti.
Uscii dall’ascensore e mi avvicinai alla porta che dava sulla strada e lei mi seguì.
La fissai sorridendo e feci scattare la chiusura della vetrata che dava sulla strada. Silvia sobbalzò ma non indietreggiò di un centimetro.
“che cosa fai - mi chiese quasi con ansia lasciando però tutto in sospeso come se quella possibilità fosse reale – se il notaio fosse veramente la finestra. E’ troppo quell’uomo lo odio, mi vengono i brividi solo immaginarmi il suo sguardo addosso ”
La sua fantasia vagava eppure non capivo se stesse esprimendo un desiderio di degradarsi fino a quel punto. Eravamo dei persi ad immaginare quegli scenari “sicuramente si ecciterà parecchio” aggiunsi sinteticamente.
“cosa penserà di me”
“che la sua vicina è una puttana esibizionista che gira per la strada con indosso solo uno straccetto di sottoveste”
“lo direbbe a tutte le persone che mi conoscono”
“no se lo convinci a mantenere il segreto”
“e cosa dovrei fare per convincerlo?”
Sorrisi, calcai la mano sul suo sesso facendole intuire quale sarebbe stata la merce di scambio.
Avrebbe potuto ingiuriarmi, non lo fece e al contrario sentii il suo corpo corso da fini tremori.
Mi abbracciò ,cercò la mia bocca dimenticando dove eravamo.
“ma ti rendi conto cosa mi stai chiedendo? camminare in mezzo ad una strada come una puttana mostrarmi al notaio e accettare chissà quali richieste”
Silvia immaginava che stessi fantasticano e che ormai stavamo andando oltre le richieste di Sacha e forse lasciò che io mi potessi spingere a chiederle altro, perché era quello che voleva. Qualche sera prima avevamo giocato con quelle fantasie ricordando le volgari proposte del suo cliente. L’avevo convinta ad accettare le richieste di Sacha ma ora senza ritegno ci stavamo spingendo oltre l’immaginabile e la cosa sorprendente era vederla succube del suo ruolo.
La stavo portando al punto di non ritorno, se l’avesse fatto sarebbe stata la dimostrazione che Sacha aveva ragione Silvia era nata per essere sottomessa alle voglie perverse di un padrone intransigente pronta ad offrirsi anche ad un vicino di casa che aveva sempre snobbato. Cosa mi stava prendendo, ero diventato pazzo?
Forse era giunto veramente il momento di fermarci
Camminavano sul baratro di una voragine senza fondo.
Silvia sarebbe stata così folle da proseguire o avrebbe placato le sue fantasie?
Silvia avrebbe realizzato le richieste di Master Sacha?
Serendipi2016@libero.it
Silvia stava tremando “Risaliamo ti prego, facciamo tutte le foto che vuoi ma in casa, Sacha sarà soddisfatto comunque”
Non riuscivo a togliermi dalla testa quelle immagini e la scelta perversa di Sacha nel proporle.
“mi vergogno, non puoi pensare che esca seminuda in mezzo ad una strada per giunta sotto casa nostra”.
Eppure spinse la mano sulla porta aprendola a metà “guarda, già arrivare qua sotto è un azzardo stiamo esagerando” e sganciò dal collare la catenina che aveva funzionato da guinzaglio, come se volesse mettere la parola fine alla serata.
“Se ha scelto quelle foto è certo che te le lasceresti fare,non è così?”
“.. si – rispose incautamente – no – si corresse subito dopo- non lo farei, non farmi dire cose che non potrebbero succedere se non nella fantasia..”
“Non è più una fantasia e da domani Sacha avrà tutte le foto che ti ho fatto comprese quelle che farai in mezzo ad una strada.” la incalzai.
“E tu vorresti veramente che mi mostri come una puttana la fuori? ma, guardami, pensa se mi vedesse qualcuno che mi conosce, la mia reputazione, la nostra reputazione”. Cercò di convincermi.
“e il notaio, forse che non ti ha vista?”
“si ma non mi ha riconosciuta” precisò.
“Ne sei sicura? Forse è complice del nostro segreto. Ti ha trovata estremamente sensuale con una carica erotica tutta da scoprire,avrebbe voluto dire puttana ma non ha osato. Tu ne eri lusingata, eccitata e se mi fossi attardato qualche minuto di più tu saresti uscita ne sono certo”.
Spalancai la porta dell’ascensore . Le insinuai anche il dubbio che potesse essere alla finestra per capire se fosse veramente lei o una prostituta che mi ero portato a casa.
“e cosa dirai al notaio quando ti riconoscerà?” Per un attimo nessuno dei due parlò e fu ancora lei che concluse la frase “ E’ vero mi eccita uscire la fuori fa paura ma quell’uomo mi fa ribrezzo, è viscido ed odioso sarebbe umiliante per me se mi dovesse vedere vestita in questo modo.”non posso far scoprire l notaio che la sua vicina è una puttana”
“eppure ti sei strusciata nuda sulla sua porta come se gli stessi confessando che la sua vicina puttana lo stava aspettando”
Non seppe darmi una risposta eppure il suo atteggiamento fu eloquente. Mi rispose mi prese una mano e me portò ad accarezzare il suo sesso che era ancora caldo e bagnato dei suoi umori.
Era la sua inaspettata confessione di quanto gli scenari descritti da Sacha fossero corretti.
Uscii dall’ascensore e mi avvicinai alla porta che dava sulla strada e lei mi seguì.
La fissai sorridendo e feci scattare la chiusura della vetrata che dava sulla strada. Silvia sobbalzò ma non indietreggiò di un centimetro.
“che cosa fai - mi chiese quasi con ansia lasciando però tutto in sospeso come se quella possibilità fosse reale – se il notaio fosse veramente la finestra. E’ troppo quell’uomo lo odio, mi vengono i brividi solo immaginarmi il suo sguardo addosso ”
La sua fantasia vagava eppure non capivo se stesse esprimendo un desiderio di degradarsi fino a quel punto. Eravamo dei persi ad immaginare quegli scenari “sicuramente si ecciterà parecchio” aggiunsi sinteticamente.
“cosa penserà di me”
“che la sua vicina è una puttana esibizionista che gira per la strada con indosso solo uno straccetto di sottoveste”
“lo direbbe a tutte le persone che mi conoscono”
“no se lo convinci a mantenere il segreto”
“e cosa dovrei fare per convincerlo?”
Sorrisi, calcai la mano sul suo sesso facendole intuire quale sarebbe stata la merce di scambio.
Avrebbe potuto ingiuriarmi, non lo fece e al contrario sentii il suo corpo corso da fini tremori.
Mi abbracciò ,cercò la mia bocca dimenticando dove eravamo.
“ma ti rendi conto cosa mi stai chiedendo? camminare in mezzo ad una strada come una puttana mostrarmi al notaio e accettare chissà quali richieste”
Silvia immaginava che stessi fantasticano e che ormai stavamo andando oltre le richieste di Sacha e forse lasciò che io mi potessi spingere a chiederle altro, perché era quello che voleva. Qualche sera prima avevamo giocato con quelle fantasie ricordando le volgari proposte del suo cliente. L’avevo convinta ad accettare le richieste di Sacha ma ora senza ritegno ci stavamo spingendo oltre l’immaginabile e la cosa sorprendente era vederla succube del suo ruolo.
La stavo portando al punto di non ritorno, se l’avesse fatto sarebbe stata la dimostrazione che Sacha aveva ragione Silvia era nata per essere sottomessa alle voglie perverse di un padrone intransigente pronta ad offrirsi anche ad un vicino di casa che aveva sempre snobbato. Cosa mi stava prendendo, ero diventato pazzo?
Forse era giunto veramente il momento di fermarci
Camminavano sul baratro di una voragine senza fondo.
Silvia sarebbe stata così folle da proseguire o avrebbe placato le sue fantasie?
Silvia avrebbe realizzato le richieste di Master Sacha?
Serendipi2016@libero.it
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