Il Master del sex shop (5)
di
serendipi2016
genere
esibizionismo
5. FOTO PER SACHA
Avevamo giocato con la fantasia ora si trattava di metterle in pratica proponendole le idee di Sacha .
Guardammo la TV fino tardi.
Ero indeciso ma alla fine presi la decisione, entrai in camera da letto mentre Silvia era ancora davanti al televisore, aprii la scatola e posai il contenuto sul letto: mi colpirono i sandali rossi con zeppe e tacchi a spillo di un’altezza che Silvia non aveva mai portato e che indossati avrebbero di certo valorizzato le sue gambe sempre nascoste sotto eleganti e seri pantaloni.
Sfogliai ancora le foto e immaginai che avrebbe potuto sentirsi offesa alla proposta di imitarle anche se in fondo era come si era immaginata. Per un momento pensai di scartare le tre foto più spinte: la modella nuda solo con calze e reggicalze che posava volgarmente in un ascensore, l’altra dove fumava una sigaretta gambe larghe con il sesso ben in mostra seduta sui dei gradini. Immaginai la stessa scena sul nostro pianerottolo e mi eccitai in maniera sconsiderata. Infine la terza immagine, la più spinta con un collare al collo in ginocchio davanti ad una porta chiusa.
Decisi di nascondere le foto per il momento e lasciai la scatola aperta ed il pacchetto con il resto degli acquisti sul letto, ritornando da lei.
Poco dopo fu lei ad alzarsi ed io restai ad aspettarla nel salotto.
Ritornò e con voce seccata “Cos’è quella roba e dove l’hai presa? Non penserai per caso che me la metta, vero?”.
Sfilò le calze dalla busta “ e poi io non metto calze e reggicalze fanno tanto puttana”
“Dopo ieri sera mi sembrava fossero adatti per il tuo nuovo lavoro in quel locale” e lasciai la frase in sospeso, mi alzai evitando di aggiungere altro e mi infilai in bagno sotto la doccia. Non immaginavo cosa sarebbe successo, tuttavia il sasso l’avevo gettato, ora spettava solo a lei decidere se continuare o no.
La raggiunsi poco dopo in camera da letto. La luce era spenta, lei già rintanata a letto in uno dei suoi pigiamini contro ogni tentazione. Che delusione. Silvia allungò una mano tentando un timido abbraccio che non ricambiai. Lei sospirò e si girò dall’altra parte.
Evidentemente ,pensai, avevo esagerato, non avevo capito niente del suo comportamento e delle sue fantasie.
Tentai di prendere sonno chiedendomi se fosse stato il caso di chiudere la serata così drasticamente.
La sentii alzarsi e dirigersi nel salone. Silenzio per qualche minuto poi spense la luce e mi chiese se potessi raggiungerla. Visto che non le risposi mi chiamò una seconda volta. Per evitare di continuare in quel modo tutta la notte scesi dal letto camminando al buio. Arrivato nel salone accesi la luce. Silvia era seduta sulla poltrona indossando la sottoveste nera, le gambe affusolate nelle calze nere calzando i sandali rossi. Mi accolse con un sorriso quasi forzato. Restai a guardarla in silenzio.
Intravidi i capezzoli disegnarsi sotto la stoffa della sottoveste. Un effetto legato alla sollecitazione della stoffa od altrimenti avrei dovuto pensare che stesse provando piacere ad esibirsi in quel modo.
“ti piaccio?” disse cercando di tenere una voce sensuale.
“Vito ti ha vista?” le chiesi sorridendo.
Facendosi seria quasi balbettando continuò “non scherzare è solo un gioco tra di noi” e nello stesso tempo con malizia accavallò le gambe.
Un’occasione come quella valeva la pena di gestirla nel modo migliore ed i suggerimenti di Sacha caddero alla perfezione.
“sai fare solo questo” la provocai. Lasciò scivolare la spallina della sottoveste, restando con un seno semiscoperto e sensualmente sollevò l’orlo della sottoveste mostrando ancora di più le cosce nude sopra la balza delle calze velate.
“cosa vuoi che faccia ora?” disse con voce più sexy.
Un invito. Non ci potevo credere.
Ripensai alle frasi di Sacha “tua moglie non aspetta altro che passare dalla fantasia alla realtà”, decisi che fosse il mettere in atto le sue richieste “inizia a fotografarla e non vedrai l’ora di mostrarmi i risultati.” mi ripetevo mentalmente immaginando che Sacha fosse li dietro di noi a dirigere la serata . Risentivo le sue parole “a tua moglie piace essere esibita, mostrarsi come una troia ma non le basterà e vorrà spingersi ancora oltre”
Il fantasma di Sacha continuava ad ossessionarmi “ritornerai per chiedermi di aggiungerla alla mia raccolta fino al momento in cui me la affiderai completamente ed io la saprò trasformare, sarò il suo padrone e lei ubbidiente non saprà negare ogni mia richiesta”
Non mi vergognai di quella fantasia perché era anche quella di mia moglie: trasformata in modo indecente , come le aveva chiesto Vito, schiava del desiderio di uno sconosciuto ed offerta nel suo locale o offerta da Sacha ai suoi clienti su quell’album volgare non faceva differenza. Era quello che volevo? Assolutamente no, ma immaginarlo mi eccitava. Quei pensieri mi facevano paura ma non riuscivo a togliermeli dalla testa .
La sera prima Silvia aveva giocato un ruolo che non le apparteneva, si era eccitata ed ora avevo il modo di appagare le sue fantasie e la mia voglia di averla tutta sexy e disponibile. Cosa sarebbe successo se le avessi mostrato anche le foto da imitare? Geloso com’ero l’avrei voluta solo per me, eppure non potei fare a meno di pensare a Sacha e quella sua richiesta piena di vergogna e non mi fermai
Accesi lo stereo, abbassai le luci. Le chiesi di aspettarmi e tornai da lei con la macchina fotografica.
Le scattai una foto improvvisamente.
“Cosa fai? mi vergogno non farmi foto vestita in questo modo!”
“Non volevi che Vito ti vedesse vestita come una puttana?” e scattai alcune immagini in successione.
.
“Smettila, se veramente le vedesse non so cosa potrebbe succedere” fu la sua flebile opposizione e questa sua paura stimolò ancora di più la mia perversità che stava prendendo il sopravvento come se stesse cercando di realizzare le sue fantasie.
“E’ proprio quello che voglio” sarebbe stata la risposta da darle, ma in silenzio continuai a scattare altre foto senza però smettere di immaginare di trasformarla come mi aveva suggerito Sacha. Ora non era più il serio avvocato, la moglie seria e irreprensibile, volevo vederla abbandonarsi interamente in quelle pose volgari cosa che difficilmente avrebbe accettato o forse mi sbagliavo. Forse anche lei avrebbe accettato di esibirsi in pose così oscene?
Quelle foto che Sacha mi aveva proposto da utilizzare come modello erano decisamente volgari ma la volevo così e la parola puttana mi frullava dentro e più la ripetevo più le chiedevo di osare.
“Sei andata da Vito vestita da zoccola?”
Silvia annuì dimostrandomi l’intenzione di riprendere il gioco della sera prima.
“Era quello che immaginavo, fammi vedere come si esibisce una puttana” le dissi continuando a scattarle foto. Ormai avevo iniziato ad usare un linguaggio volgare e lei non sembrava risentirsi.
Immortalai quel suo stupore in un’altra foto.
“prometti che non le farai vedere a nessuno”
“e se anche fosse?”
“e se anche fosse cosa?” aveva ripetuto rimuginando quella frase eppure vinta dal dubbio, aggiunse “Non scherzare, non puoi pensare che qualcuno mi veda in questo stato…. come ti è venuto in mente”.
Quella sua insistente paura finiva per eccitarmi ancora di più “Avrei voluto sceglierti una guêpière nera ed un collare di cuoio con la scritta “slave” da cui pendeva un guinzaglio- confessai brutalmente ma anche sicuro di aumentare la nostra eccitazione – ma Sacha mi ha consigliato di iniziare con qualcosa di più soft e di fotografarti e mi ha convinto a fotografarti.”
Silvia fece un passo indietro “cosa stai dicendo, chi è Sacha?”
Ormai mi stavo facendo coinvolgere da quel gioco e senza più remore decisi di non fermarmi “Il proprietario del sex shop che mi ha venduto tutto quello che indossi e vuole vedere come ti sta”.
Silvia si irrigidì “Smettila di scherzare!”
“non sto scherzando, tu volevi offrirti a Vito, così ho cercato qualcuno che ti potesse trasformare come ti eri immaginata” sentendomi ancor più eccitato nel vedere la sua reazione e leggerle negli occhi un mix di stupore paura e desiderio.
“Non può essere vero, non puoi aver accettato una cosa del genere. Vuoi mostrarmi ad uno sconosciuto seminuda sei pazzo?”.
“Ho visto come ti sei eccitata – anche se titubante mi lanciai nell’ultima provocazione – e quanto desiderio c’era immaginandoti di trasformarti nella puttana di Vito. Mi hai sconvolto al punto che questa sera in quel sex shop quando uno sconosciuto mi ha proposto di lasciare che sia lui a guidarti verso quella trasgressione che fantasticavi non ho saputo resistere all’idea di vederti offerta alla sua vista in atteggiamenti e pose sempre più volgari da vera porno star”
Anche se titubante mi lanciai nell’ultima provocazione – e vuole che tu ti metta in posa come queste modelle”
Recuperai le foto che mi aveva passato Sacha.
Eravamo ad una svolta e non sapevo di certo immaginare quale sarebbe stata la sua reazione. Solo per un attimo pensai di essere stato eccessivo invece Silvia riprese sorprendendomi “non puoi pensarlo veramente, sono tua moglie, non sai neppure chi è,ho una reputazione, dimmi che non è vero! E poi - fece scorrere le foto che avrebbe dovuto copiare - guarda sono una più volgare dell’altra cosa penserebbe di me”
Sentii il mio sesso tendersi ancora di più. Aveva ragione. Le foto che Sacha aveva scelto erano decisamente volgari, solo in calze e reggicalze pose in cui non si celava nulla. “dovrei assumere atteggiamenti non solo sconvenienti ma da sembrare veramente una puttana. Non puoi pensare veramente che lo faccia, guarda.” sbattendomi di nuovo sotto il naso le foto.
La cosa più sorprendente era però la mancanza di un rifiuto e la mia eccitazione nell’immaginarla cedere a quelle richieste e guardando ancora le foto non sembrava trovare cosa dirmi.
“Non riesci fare a meno di pensarci, o avresti voglia di farlo veramente? ”
Lei non parlava il suo respiro sembrava esprimere un suo coinvolgimento sempre più profondo.
Abbassò lo sguardo e timidamente a bassa voce si lasciò sfuggire un si che le si bloccò in gola
ancora un respiro profondo “Mi vergogno nell’abbandonarmi a queste fantasie ,non sono mai arrivata a tanto”
“Non sono più fantasie e se ti metterai in posa come quelle modelle le foto e non saranno solo per noi due, ma per Sacha”
“Se vuoi esibirmi come una puttana fallo pure.” mi rispose con tono di sfida.
“Certo che si, ma ricordati che potrebbe essere solo l’inizio. Una zoccola che offre il suo corpo ad uno sconosciuto si deve aspettare di tutto e lui non ti userà nessun riguardo”
Continuò nella sua sfida. Si abbassò la spallina scoprendosi interamente una tetta “Mi vuole così?.”
Mi guardò provocante sicura di se ed io mi sentii autorizzato a proporle cosa volesse da lei.
“Non solo” feci la voce bassa e misteriosa. Era il mio turno di confessarle le più perverse fantasie che Sacha mi aveva insinuato “non si limiterà a tenere le foto solo per lui ma le esporrà nella sua raccolta privata che tiene nel suo locale per i suoi clienti e che ha intitolato: Foto proibite di Mogli per bene esibite ed offerte come volgari prostitute”.
Con un riflesso di pudore si ricoprì il seno scoperto, balbettò “ Non sono quel genere di donna, giocavamo solo con delle fantasie. Ma se accettassi cosa penseresti di me immagina dove potrebbe arrivare”
“in mostra per tutti i clienti del suo locale offerta come una prostituta – e mi sentii autorizzato a spingermi oltre come aveva fatto Sacha con me – Ti potrei lasciare nelle sue mani. Lui sarà il tuo educatore. Ti farà cambiare il modo essere facendoti vivere le tue fantasie esibizioniste trasformandoti nella sua schiava personale facendoti assaporare il gusto perverso della sottomissione. Ti chiederà di vestire indossando abiti fascianti, minigonne e poi calze e reggicalze in bella mostra docile e sottomessa alle sue richieste”
“Vuoi dire che non si limiterà solo a delle foto e mi vorrebbe spingere a fare cose che non ho mai fatto? E poi se anche accettassi tu mi lasceresti vestire in quel modo?”
Mi calai ancora di più nel gioco delle parti “Le scelte saranno solo sue e sarai completamente nelle mani di uno sconosciuto che potrà disporre di te come vorrà . Diventerai la sua schiava e la sua puttana al tempo stesso”
La sua risposta mi lasciò ancor più sorpreso non capii in dove volesse spingersi “Sai che potrei sorprenderti” Mi rispose in tono di sfida ma lasciava trasparire anche quanto fosse tentata dal mettere in pratica quelle fantasie.
Mi voleva mettere alla prova misurare quanto avrei potuto accettare una situazione tanto trasgressiva e non ebbi più alcun ritegno “Ieri sera mi hai sorpreso ,non mi sarei aspettato che tu potessi avere quelle fantasie. Non ti avevo mai visto eccitata in quel modo e sei riuscita a farmi provare un piacere che non avevo mai provato e accettare le proposto di Sacha mi ha eccitato l’idea di trovare il modo di realizzare quelle fantasie”
Prendendola per un braccio stringendola a me le accarezzai le tette sentendo l’eccitazione spargersi nel suo corpo arrivare alla punta dei suoi capezzoli. Appoggiai le mie labbra sulle sue. Si sciolse e le nostre lingue si unirono. Le appoggiai una mano sul culo e senza remore mi spinsi a ricercare il suo sesso. Aveva indossato anche il perizoma. Tentò di allontanarsi ma fui più rapido e riuscii a cogliere l’umido della stoffa sopra il suo sesso. Non le diedi il tempo di reagire diversamente ed indietreggiai. “non smettere continua ad accarezzarmi” la sua voce mi riportò alla realtà. Se quella era la sua reazione alla vergogna di scoprire la sua eccitazione mi sentii autorizzato a continuare.
.
“Allora ti vuoi spogliare e lasciarti fotografare come ti ha chiesto Sacha?” le chiesi con la gola secca.
“Stiamo solo giocando, vero?”
Le sorrisi “no di certo voglio che ti abbandoni alle richieste di Sacha fino ad appartenergli, diventare la sua schiava e accettare le sue richieste - Ero turbato geloso ma eccitato sapevo bene che quello che le stavo chiedendo era realtà – ti lascerai trasformare completamente e accetterai che mostri le tue foto nel suo negozio come una qualunque puttana”.
Riportai la mano sul suo culetto e poi sul suo sesso sempre più fradicio di umori. Si stava eccitando. Incredibile. Cosa le era successo? Per gioco aveva accettato che la chiamassi puttana e sembrava che si stesse eccitando all’idea che qualcuno la potesse vedere vestita in quel modo ed ancor peggio posare in quegli atteggiamenti postribolari.
Sentii ancora le parole di Sacha risuonarmi in testa “una donna per bene … che gode ad essere umiliata e dominata da un padrone che la sappia spingere verso ciò che da sempre l'ha disgustata ma attratta da tutte quelle oscenità lontane dal suo mondo ,non mi sorprenderei più di tanto se dovesse finire su un palco come spogliarellista o a battere su una statale”.
Senza ripensarci trasformai quelle parole ripetendole a Silvia “Ho accettato di mostrarti a Sacha e lascerò che sia lui a trasformarti come ti ha chiesto Vito”
“Non capisco, stai scherzando vero?” stava capendo che non era più solo una fantasia
“Tu cosa pensi?”
Le accarezzai la spalla e le scoprii le tette. "Avanti inizia a spogliarti sai come ti vuole Sacha” nel dubbio di aver esagerato mi aspettavo un diniego, invece fu il contrario.
Alzò la testa “ma dici veramente?”
Le chiesi di continuare e lei non se lo fece ripetere, si alzò sollevando il bordo della sottoveste. “sono abbastanza volgare? E’ così che mi vuoi?”
“non io, ma Sacha ”.
Non disse altro, mi sorrise.
Non mi lasciava capire quanto pensasse fossero solo fantasie o cercasse di nascondermi cosa realmente provasse nell’accettare una realtà ben chiara.
Tolsi da tasca la cavigliera che mi aveva regalato Sacha
“Mettila” ordinai seccamente.
“Sai cosa significa?” chiese quasi disgustata dimostrandomi di conoscerne il significato.
Io annuii. “Slut wife – continuai – con questo completi l’abbigliamento” Lei non chiese altre spiegazioni, si chinò ed agganciò il piccolo gioiello alla caviglia.
Ripensai a Sacha ed a quanto avesse saputo intuire i segreti di mia moglie meglio di me. “ Non mi sarei aspettato vederti cedere così facilmente accettando di posare per uno sconosciuto - volevo solo metterla alla prova, capire quanto la eccitasse l’idea che quel gioco non fosse solo per noi – vedrà le tue foto e chissà cosa potrebbe chiederti ancora”
Girò su se stessa facendo svolazzare la sottoveste
“voglio che tu mi desideri follemente, mi piace sentirmi desiderata. Mi volevi più sconcia e indecente per l’album di quel Sacha, lo farò”.
Aveva finito per accettare l’inaccettabile o faceva ancora parte delle sue fantasie?
“Sei perfetta, immagina chi ti vedrà in queste foto e con quella scritta cavigliera con cui confessi il tuo stato di moglie zoccola trasformata in una schiava, così puoi iniziare la strada della tua trasformazione, è quello che vuoi?”
Come se volesse confermare la scelta, si abbassò la sottoveste scoprendosi le tette accarezzandosele e senza dire altro si alzò dirigendosi verso di me. La sottoveste cadde ai suoi piedi.
Si inginocchiò davanti a me slacciandomi lentamente i pantaloni. La sua mano dentro le mie mutande facendomi scivolare fuori il sesso teso e desideroso di lei.
La lasciai fare “Se è quello che vuoi farò tutto quello che desidera Sacha” era un’ammissione della sua completa disponibilità.
Non aggiunse altro, si appoggiò col volto al mio sesso palpitante e con una malizia mai vista prima di allora fece scivolare la lingua lungo tutta l’asta.
“Lasceresti che tua moglie diventi la puttana di quell’uomo?”
“non sono io che lo voglio è quello che desideri tu”
“Si, guardami cosa so fare”
Non immaginavo che sarebbe arrivata a tanto “Sacha aveva ragione non solo ti eccita posare per lui sottomessa alle sue più laide richieste e poco alla volta si porterà ad esibirti in pubblico magari sul palco di Vito come spogliarellista”
Appoggiò il volto al mio sesso teso strabuzzando gli occhi verso l’alto sospirò “Si, penso di si se è quello che desideri mi offrirò anche a Vito”,
Mi guardò negli occhi continuando ad accarezzarmi il sesso dolcemente.
“Nessuno ti spinge a continuare ma se lo farai Sacha sarà il tuo mentore senza scrupoli e tu hai bisogno di una persona severa che ti possa trascinare sempre più verso i tuoi desideri i più malsani”
Mi baciò sul glande facendomi rabbrividire accogliendolo interamente nella sua bocca incominciando un lento e estasiante movimento.
Non le lasciai tregua “vedo che come troia ci sai fare”
Facendomi violenza mi staccai dalla sua bocca , non avrei potuto fare diversamente se volevo veramente fotografarla come mi aveva chiesto Sacha.
Lei si fermò come inibita.
“non ti piace, non vuoi che la tua puttana ti faccia godere?”
“prima ti voglio fotografare sottomessa alle sue più laide richieste, diventerai non solo puttana ma anche la sua schiava ”
Silvia sgranò gli occhi
Si alzò rindossando la sottoveste guardandosi intorno. Riprese tra le mani le foto “non riesco ad immaginarmi , vuoi spingermi veramente a tanto?” La sua domanda era diretta quasi scaricasse su di me ogni scelta.
“Al contrario penso che ti stia dando solo la possibilità di cominciare a fare quello che desideri veramente. Ti piace giocare il ruolo della puttana. Forse che mi sbaglio?”
Silvia capitolò “ mi piace pensarlo per gioco. L’ho sempre sognato e mi eccita ma ora siamo andati oltre anche se non immaginavo che mi sarei abbandonata così morbosamente da perdere ogni inibizione e confessarti questi miei desideri ed eccitarmi tanto”
“Lo sai che se dovessi continuare e lasciarti fotografare come ti ha chiesto Sacha dovrai anche accettare che le tue foto girino nel suo negozio” le chiesi con la gola secca.
Ero turbato geloso ma eccitato sapevo bene che quello che le stavo chiedendo stava per aprire un baratro di trasgressioni senza fine.
“Non so cosa mi succede, dove mi sono lasciata trasportare da queste fantasie se continuo ho paura che non sarà più un nostro gioco” Emergevano sempre i suoi dubbi quel suo contrapporsi tra la signora per bene e i desideri più sporchi.
“sarà sempre il nostro gioco solo che ora avrai aggiunto qualcosa in più. Vivrai realmente quello che sei senza nasconderti dietro a delle apparenze””
Silvia sgranò gli occhi “trasformarmi nella puttana di Sacha. Ubbidire ad uno sconosciuto?” la sua baldanza di qualche secondo prima sembrò traballare.
“Ti rendi conto che cosa potrebbe succedere alla nostra vita se accettassi queste proposte?”
L’eccitazione perversa che si era appropriata di quei desideri indecenti mi faceva perdere di vista la realtà e cosa avrebbe significato seguire quelle fantasie, così non seppi altro che risponderle in modo sfuggente “nessuno ci spinge a continuare.
Mi guardò persa.
“adesso basta fammi vedere cosa sai fare, spogliati e copia le pose di quelle modelle, o dobbiamo smettere?”
La scelta diventava solo sua e dei suoi desideri.
Il dubbio di un momento. Cosa avrebbe deciso Silvia?
Il prossimo sarà il capitolo finale o l’inizio di una lunga serie?
Silvia è l’unica a saperlo, per il momento.
Serendipi2016@libero.it
Avevamo giocato con la fantasia ora si trattava di metterle in pratica proponendole le idee di Sacha .
Guardammo la TV fino tardi.
Ero indeciso ma alla fine presi la decisione, entrai in camera da letto mentre Silvia era ancora davanti al televisore, aprii la scatola e posai il contenuto sul letto: mi colpirono i sandali rossi con zeppe e tacchi a spillo di un’altezza che Silvia non aveva mai portato e che indossati avrebbero di certo valorizzato le sue gambe sempre nascoste sotto eleganti e seri pantaloni.
Sfogliai ancora le foto e immaginai che avrebbe potuto sentirsi offesa alla proposta di imitarle anche se in fondo era come si era immaginata. Per un momento pensai di scartare le tre foto più spinte: la modella nuda solo con calze e reggicalze che posava volgarmente in un ascensore, l’altra dove fumava una sigaretta gambe larghe con il sesso ben in mostra seduta sui dei gradini. Immaginai la stessa scena sul nostro pianerottolo e mi eccitai in maniera sconsiderata. Infine la terza immagine, la più spinta con un collare al collo in ginocchio davanti ad una porta chiusa.
Decisi di nascondere le foto per il momento e lasciai la scatola aperta ed il pacchetto con il resto degli acquisti sul letto, ritornando da lei.
Poco dopo fu lei ad alzarsi ed io restai ad aspettarla nel salotto.
Ritornò e con voce seccata “Cos’è quella roba e dove l’hai presa? Non penserai per caso che me la metta, vero?”.
Sfilò le calze dalla busta “ e poi io non metto calze e reggicalze fanno tanto puttana”
“Dopo ieri sera mi sembrava fossero adatti per il tuo nuovo lavoro in quel locale” e lasciai la frase in sospeso, mi alzai evitando di aggiungere altro e mi infilai in bagno sotto la doccia. Non immaginavo cosa sarebbe successo, tuttavia il sasso l’avevo gettato, ora spettava solo a lei decidere se continuare o no.
La raggiunsi poco dopo in camera da letto. La luce era spenta, lei già rintanata a letto in uno dei suoi pigiamini contro ogni tentazione. Che delusione. Silvia allungò una mano tentando un timido abbraccio che non ricambiai. Lei sospirò e si girò dall’altra parte.
Evidentemente ,pensai, avevo esagerato, non avevo capito niente del suo comportamento e delle sue fantasie.
Tentai di prendere sonno chiedendomi se fosse stato il caso di chiudere la serata così drasticamente.
La sentii alzarsi e dirigersi nel salone. Silenzio per qualche minuto poi spense la luce e mi chiese se potessi raggiungerla. Visto che non le risposi mi chiamò una seconda volta. Per evitare di continuare in quel modo tutta la notte scesi dal letto camminando al buio. Arrivato nel salone accesi la luce. Silvia era seduta sulla poltrona indossando la sottoveste nera, le gambe affusolate nelle calze nere calzando i sandali rossi. Mi accolse con un sorriso quasi forzato. Restai a guardarla in silenzio.
Intravidi i capezzoli disegnarsi sotto la stoffa della sottoveste. Un effetto legato alla sollecitazione della stoffa od altrimenti avrei dovuto pensare che stesse provando piacere ad esibirsi in quel modo.
“ti piaccio?” disse cercando di tenere una voce sensuale.
“Vito ti ha vista?” le chiesi sorridendo.
Facendosi seria quasi balbettando continuò “non scherzare è solo un gioco tra di noi” e nello stesso tempo con malizia accavallò le gambe.
Un’occasione come quella valeva la pena di gestirla nel modo migliore ed i suggerimenti di Sacha caddero alla perfezione.
“sai fare solo questo” la provocai. Lasciò scivolare la spallina della sottoveste, restando con un seno semiscoperto e sensualmente sollevò l’orlo della sottoveste mostrando ancora di più le cosce nude sopra la balza delle calze velate.
“cosa vuoi che faccia ora?” disse con voce più sexy.
Un invito. Non ci potevo credere.
Ripensai alle frasi di Sacha “tua moglie non aspetta altro che passare dalla fantasia alla realtà”, decisi che fosse il mettere in atto le sue richieste “inizia a fotografarla e non vedrai l’ora di mostrarmi i risultati.” mi ripetevo mentalmente immaginando che Sacha fosse li dietro di noi a dirigere la serata . Risentivo le sue parole “a tua moglie piace essere esibita, mostrarsi come una troia ma non le basterà e vorrà spingersi ancora oltre”
Il fantasma di Sacha continuava ad ossessionarmi “ritornerai per chiedermi di aggiungerla alla mia raccolta fino al momento in cui me la affiderai completamente ed io la saprò trasformare, sarò il suo padrone e lei ubbidiente non saprà negare ogni mia richiesta”
Non mi vergognai di quella fantasia perché era anche quella di mia moglie: trasformata in modo indecente , come le aveva chiesto Vito, schiava del desiderio di uno sconosciuto ed offerta nel suo locale o offerta da Sacha ai suoi clienti su quell’album volgare non faceva differenza. Era quello che volevo? Assolutamente no, ma immaginarlo mi eccitava. Quei pensieri mi facevano paura ma non riuscivo a togliermeli dalla testa .
La sera prima Silvia aveva giocato un ruolo che non le apparteneva, si era eccitata ed ora avevo il modo di appagare le sue fantasie e la mia voglia di averla tutta sexy e disponibile. Cosa sarebbe successo se le avessi mostrato anche le foto da imitare? Geloso com’ero l’avrei voluta solo per me, eppure non potei fare a meno di pensare a Sacha e quella sua richiesta piena di vergogna e non mi fermai
Accesi lo stereo, abbassai le luci. Le chiesi di aspettarmi e tornai da lei con la macchina fotografica.
Le scattai una foto improvvisamente.
“Cosa fai? mi vergogno non farmi foto vestita in questo modo!”
“Non volevi che Vito ti vedesse vestita come una puttana?” e scattai alcune immagini in successione.
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“Smettila, se veramente le vedesse non so cosa potrebbe succedere” fu la sua flebile opposizione e questa sua paura stimolò ancora di più la mia perversità che stava prendendo il sopravvento come se stesse cercando di realizzare le sue fantasie.
“E’ proprio quello che voglio” sarebbe stata la risposta da darle, ma in silenzio continuai a scattare altre foto senza però smettere di immaginare di trasformarla come mi aveva suggerito Sacha. Ora non era più il serio avvocato, la moglie seria e irreprensibile, volevo vederla abbandonarsi interamente in quelle pose volgari cosa che difficilmente avrebbe accettato o forse mi sbagliavo. Forse anche lei avrebbe accettato di esibirsi in pose così oscene?
Quelle foto che Sacha mi aveva proposto da utilizzare come modello erano decisamente volgari ma la volevo così e la parola puttana mi frullava dentro e più la ripetevo più le chiedevo di osare.
“Sei andata da Vito vestita da zoccola?”
Silvia annuì dimostrandomi l’intenzione di riprendere il gioco della sera prima.
“Era quello che immaginavo, fammi vedere come si esibisce una puttana” le dissi continuando a scattarle foto. Ormai avevo iniziato ad usare un linguaggio volgare e lei non sembrava risentirsi.
Immortalai quel suo stupore in un’altra foto.
“prometti che non le farai vedere a nessuno”
“e se anche fosse?”
“e se anche fosse cosa?” aveva ripetuto rimuginando quella frase eppure vinta dal dubbio, aggiunse “Non scherzare, non puoi pensare che qualcuno mi veda in questo stato…. come ti è venuto in mente”.
Quella sua insistente paura finiva per eccitarmi ancora di più “Avrei voluto sceglierti una guêpière nera ed un collare di cuoio con la scritta “slave” da cui pendeva un guinzaglio- confessai brutalmente ma anche sicuro di aumentare la nostra eccitazione – ma Sacha mi ha consigliato di iniziare con qualcosa di più soft e di fotografarti e mi ha convinto a fotografarti.”
Silvia fece un passo indietro “cosa stai dicendo, chi è Sacha?”
Ormai mi stavo facendo coinvolgere da quel gioco e senza più remore decisi di non fermarmi “Il proprietario del sex shop che mi ha venduto tutto quello che indossi e vuole vedere come ti sta”.
Silvia si irrigidì “Smettila di scherzare!”
“non sto scherzando, tu volevi offrirti a Vito, così ho cercato qualcuno che ti potesse trasformare come ti eri immaginata” sentendomi ancor più eccitato nel vedere la sua reazione e leggerle negli occhi un mix di stupore paura e desiderio.
“Non può essere vero, non puoi aver accettato una cosa del genere. Vuoi mostrarmi ad uno sconosciuto seminuda sei pazzo?”.
“Ho visto come ti sei eccitata – anche se titubante mi lanciai nell’ultima provocazione – e quanto desiderio c’era immaginandoti di trasformarti nella puttana di Vito. Mi hai sconvolto al punto che questa sera in quel sex shop quando uno sconosciuto mi ha proposto di lasciare che sia lui a guidarti verso quella trasgressione che fantasticavi non ho saputo resistere all’idea di vederti offerta alla sua vista in atteggiamenti e pose sempre più volgari da vera porno star”
Anche se titubante mi lanciai nell’ultima provocazione – e vuole che tu ti metta in posa come queste modelle”
Recuperai le foto che mi aveva passato Sacha.
Eravamo ad una svolta e non sapevo di certo immaginare quale sarebbe stata la sua reazione. Solo per un attimo pensai di essere stato eccessivo invece Silvia riprese sorprendendomi “non puoi pensarlo veramente, sono tua moglie, non sai neppure chi è,ho una reputazione, dimmi che non è vero! E poi - fece scorrere le foto che avrebbe dovuto copiare - guarda sono una più volgare dell’altra cosa penserebbe di me”
Sentii il mio sesso tendersi ancora di più. Aveva ragione. Le foto che Sacha aveva scelto erano decisamente volgari, solo in calze e reggicalze pose in cui non si celava nulla. “dovrei assumere atteggiamenti non solo sconvenienti ma da sembrare veramente una puttana. Non puoi pensare veramente che lo faccia, guarda.” sbattendomi di nuovo sotto il naso le foto.
La cosa più sorprendente era però la mancanza di un rifiuto e la mia eccitazione nell’immaginarla cedere a quelle richieste e guardando ancora le foto non sembrava trovare cosa dirmi.
“Non riesci fare a meno di pensarci, o avresti voglia di farlo veramente? ”
Lei non parlava il suo respiro sembrava esprimere un suo coinvolgimento sempre più profondo.
Abbassò lo sguardo e timidamente a bassa voce si lasciò sfuggire un si che le si bloccò in gola
ancora un respiro profondo “Mi vergogno nell’abbandonarmi a queste fantasie ,non sono mai arrivata a tanto”
“Non sono più fantasie e se ti metterai in posa come quelle modelle le foto e non saranno solo per noi due, ma per Sacha”
“Se vuoi esibirmi come una puttana fallo pure.” mi rispose con tono di sfida.
“Certo che si, ma ricordati che potrebbe essere solo l’inizio. Una zoccola che offre il suo corpo ad uno sconosciuto si deve aspettare di tutto e lui non ti userà nessun riguardo”
Continuò nella sua sfida. Si abbassò la spallina scoprendosi interamente una tetta “Mi vuole così?.”
Mi guardò provocante sicura di se ed io mi sentii autorizzato a proporle cosa volesse da lei.
“Non solo” feci la voce bassa e misteriosa. Era il mio turno di confessarle le più perverse fantasie che Sacha mi aveva insinuato “non si limiterà a tenere le foto solo per lui ma le esporrà nella sua raccolta privata che tiene nel suo locale per i suoi clienti e che ha intitolato: Foto proibite di Mogli per bene esibite ed offerte come volgari prostitute”.
Con un riflesso di pudore si ricoprì il seno scoperto, balbettò “ Non sono quel genere di donna, giocavamo solo con delle fantasie. Ma se accettassi cosa penseresti di me immagina dove potrebbe arrivare”
“in mostra per tutti i clienti del suo locale offerta come una prostituta – e mi sentii autorizzato a spingermi oltre come aveva fatto Sacha con me – Ti potrei lasciare nelle sue mani. Lui sarà il tuo educatore. Ti farà cambiare il modo essere facendoti vivere le tue fantasie esibizioniste trasformandoti nella sua schiava personale facendoti assaporare il gusto perverso della sottomissione. Ti chiederà di vestire indossando abiti fascianti, minigonne e poi calze e reggicalze in bella mostra docile e sottomessa alle sue richieste”
“Vuoi dire che non si limiterà solo a delle foto e mi vorrebbe spingere a fare cose che non ho mai fatto? E poi se anche accettassi tu mi lasceresti vestire in quel modo?”
Mi calai ancora di più nel gioco delle parti “Le scelte saranno solo sue e sarai completamente nelle mani di uno sconosciuto che potrà disporre di te come vorrà . Diventerai la sua schiava e la sua puttana al tempo stesso”
La sua risposta mi lasciò ancor più sorpreso non capii in dove volesse spingersi “Sai che potrei sorprenderti” Mi rispose in tono di sfida ma lasciava trasparire anche quanto fosse tentata dal mettere in pratica quelle fantasie.
Mi voleva mettere alla prova misurare quanto avrei potuto accettare una situazione tanto trasgressiva e non ebbi più alcun ritegno “Ieri sera mi hai sorpreso ,non mi sarei aspettato che tu potessi avere quelle fantasie. Non ti avevo mai visto eccitata in quel modo e sei riuscita a farmi provare un piacere che non avevo mai provato e accettare le proposto di Sacha mi ha eccitato l’idea di trovare il modo di realizzare quelle fantasie”
Prendendola per un braccio stringendola a me le accarezzai le tette sentendo l’eccitazione spargersi nel suo corpo arrivare alla punta dei suoi capezzoli. Appoggiai le mie labbra sulle sue. Si sciolse e le nostre lingue si unirono. Le appoggiai una mano sul culo e senza remore mi spinsi a ricercare il suo sesso. Aveva indossato anche il perizoma. Tentò di allontanarsi ma fui più rapido e riuscii a cogliere l’umido della stoffa sopra il suo sesso. Non le diedi il tempo di reagire diversamente ed indietreggiai. “non smettere continua ad accarezzarmi” la sua voce mi riportò alla realtà. Se quella era la sua reazione alla vergogna di scoprire la sua eccitazione mi sentii autorizzato a continuare.
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“Allora ti vuoi spogliare e lasciarti fotografare come ti ha chiesto Sacha?” le chiesi con la gola secca.
“Stiamo solo giocando, vero?”
Le sorrisi “no di certo voglio che ti abbandoni alle richieste di Sacha fino ad appartenergli, diventare la sua schiava e accettare le sue richieste - Ero turbato geloso ma eccitato sapevo bene che quello che le stavo chiedendo era realtà – ti lascerai trasformare completamente e accetterai che mostri le tue foto nel suo negozio come una qualunque puttana”.
Riportai la mano sul suo culetto e poi sul suo sesso sempre più fradicio di umori. Si stava eccitando. Incredibile. Cosa le era successo? Per gioco aveva accettato che la chiamassi puttana e sembrava che si stesse eccitando all’idea che qualcuno la potesse vedere vestita in quel modo ed ancor peggio posare in quegli atteggiamenti postribolari.
Sentii ancora le parole di Sacha risuonarmi in testa “una donna per bene … che gode ad essere umiliata e dominata da un padrone che la sappia spingere verso ciò che da sempre l'ha disgustata ma attratta da tutte quelle oscenità lontane dal suo mondo ,non mi sorprenderei più di tanto se dovesse finire su un palco come spogliarellista o a battere su una statale”.
Senza ripensarci trasformai quelle parole ripetendole a Silvia “Ho accettato di mostrarti a Sacha e lascerò che sia lui a trasformarti come ti ha chiesto Vito”
“Non capisco, stai scherzando vero?” stava capendo che non era più solo una fantasia
“Tu cosa pensi?”
Le accarezzai la spalla e le scoprii le tette. "Avanti inizia a spogliarti sai come ti vuole Sacha” nel dubbio di aver esagerato mi aspettavo un diniego, invece fu il contrario.
Alzò la testa “ma dici veramente?”
Le chiesi di continuare e lei non se lo fece ripetere, si alzò sollevando il bordo della sottoveste. “sono abbastanza volgare? E’ così che mi vuoi?”
“non io, ma Sacha ”.
Non disse altro, mi sorrise.
Non mi lasciava capire quanto pensasse fossero solo fantasie o cercasse di nascondermi cosa realmente provasse nell’accettare una realtà ben chiara.
Tolsi da tasca la cavigliera che mi aveva regalato Sacha
“Mettila” ordinai seccamente.
“Sai cosa significa?” chiese quasi disgustata dimostrandomi di conoscerne il significato.
Io annuii. “Slut wife – continuai – con questo completi l’abbigliamento” Lei non chiese altre spiegazioni, si chinò ed agganciò il piccolo gioiello alla caviglia.
Ripensai a Sacha ed a quanto avesse saputo intuire i segreti di mia moglie meglio di me. “ Non mi sarei aspettato vederti cedere così facilmente accettando di posare per uno sconosciuto - volevo solo metterla alla prova, capire quanto la eccitasse l’idea che quel gioco non fosse solo per noi – vedrà le tue foto e chissà cosa potrebbe chiederti ancora”
Girò su se stessa facendo svolazzare la sottoveste
“voglio che tu mi desideri follemente, mi piace sentirmi desiderata. Mi volevi più sconcia e indecente per l’album di quel Sacha, lo farò”.
Aveva finito per accettare l’inaccettabile o faceva ancora parte delle sue fantasie?
“Sei perfetta, immagina chi ti vedrà in queste foto e con quella scritta cavigliera con cui confessi il tuo stato di moglie zoccola trasformata in una schiava, così puoi iniziare la strada della tua trasformazione, è quello che vuoi?”
Come se volesse confermare la scelta, si abbassò la sottoveste scoprendosi le tette accarezzandosele e senza dire altro si alzò dirigendosi verso di me. La sottoveste cadde ai suoi piedi.
Si inginocchiò davanti a me slacciandomi lentamente i pantaloni. La sua mano dentro le mie mutande facendomi scivolare fuori il sesso teso e desideroso di lei.
La lasciai fare “Se è quello che vuoi farò tutto quello che desidera Sacha” era un’ammissione della sua completa disponibilità.
Non aggiunse altro, si appoggiò col volto al mio sesso palpitante e con una malizia mai vista prima di allora fece scivolare la lingua lungo tutta l’asta.
“Lasceresti che tua moglie diventi la puttana di quell’uomo?”
“non sono io che lo voglio è quello che desideri tu”
“Si, guardami cosa so fare”
Non immaginavo che sarebbe arrivata a tanto “Sacha aveva ragione non solo ti eccita posare per lui sottomessa alle sue più laide richieste e poco alla volta si porterà ad esibirti in pubblico magari sul palco di Vito come spogliarellista”
Appoggiò il volto al mio sesso teso strabuzzando gli occhi verso l’alto sospirò “Si, penso di si se è quello che desideri mi offrirò anche a Vito”,
Mi guardò negli occhi continuando ad accarezzarmi il sesso dolcemente.
“Nessuno ti spinge a continuare ma se lo farai Sacha sarà il tuo mentore senza scrupoli e tu hai bisogno di una persona severa che ti possa trascinare sempre più verso i tuoi desideri i più malsani”
Mi baciò sul glande facendomi rabbrividire accogliendolo interamente nella sua bocca incominciando un lento e estasiante movimento.
Non le lasciai tregua “vedo che come troia ci sai fare”
Facendomi violenza mi staccai dalla sua bocca , non avrei potuto fare diversamente se volevo veramente fotografarla come mi aveva chiesto Sacha.
Lei si fermò come inibita.
“non ti piace, non vuoi che la tua puttana ti faccia godere?”
“prima ti voglio fotografare sottomessa alle sue più laide richieste, diventerai non solo puttana ma anche la sua schiava ”
Silvia sgranò gli occhi
Si alzò rindossando la sottoveste guardandosi intorno. Riprese tra le mani le foto “non riesco ad immaginarmi , vuoi spingermi veramente a tanto?” La sua domanda era diretta quasi scaricasse su di me ogni scelta.
“Al contrario penso che ti stia dando solo la possibilità di cominciare a fare quello che desideri veramente. Ti piace giocare il ruolo della puttana. Forse che mi sbaglio?”
Silvia capitolò “ mi piace pensarlo per gioco. L’ho sempre sognato e mi eccita ma ora siamo andati oltre anche se non immaginavo che mi sarei abbandonata così morbosamente da perdere ogni inibizione e confessarti questi miei desideri ed eccitarmi tanto”
“Lo sai che se dovessi continuare e lasciarti fotografare come ti ha chiesto Sacha dovrai anche accettare che le tue foto girino nel suo negozio” le chiesi con la gola secca.
Ero turbato geloso ma eccitato sapevo bene che quello che le stavo chiedendo stava per aprire un baratro di trasgressioni senza fine.
“Non so cosa mi succede, dove mi sono lasciata trasportare da queste fantasie se continuo ho paura che non sarà più un nostro gioco” Emergevano sempre i suoi dubbi quel suo contrapporsi tra la signora per bene e i desideri più sporchi.
“sarà sempre il nostro gioco solo che ora avrai aggiunto qualcosa in più. Vivrai realmente quello che sei senza nasconderti dietro a delle apparenze””
Silvia sgranò gli occhi “trasformarmi nella puttana di Sacha. Ubbidire ad uno sconosciuto?” la sua baldanza di qualche secondo prima sembrò traballare.
“Ti rendi conto che cosa potrebbe succedere alla nostra vita se accettassi queste proposte?”
L’eccitazione perversa che si era appropriata di quei desideri indecenti mi faceva perdere di vista la realtà e cosa avrebbe significato seguire quelle fantasie, così non seppi altro che risponderle in modo sfuggente “nessuno ci spinge a continuare.
Mi guardò persa.
“adesso basta fammi vedere cosa sai fare, spogliati e copia le pose di quelle modelle, o dobbiamo smettere?”
La scelta diventava solo sua e dei suoi desideri.
Il dubbio di un momento. Cosa avrebbe deciso Silvia?
Il prossimo sarà il capitolo finale o l’inizio di una lunga serie?
Silvia è l’unica a saperlo, per il momento.
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