Il Master del sex shop (12)
di
serendipi2016
genere
dominazione
CAPITOLO 12 Puttana per una notte puttana per sempre
Non sapevo cosa fare, scattai le foto come mi aveva detto . Gelosia ed eccitazione nel vederla ammirata dal vicino in quella sua tenuta sexy truccata volgarmente e seminuda, l'esatto opposto di come era nella vita di tutti i giorni, seria, intoccabile nel suo vestire castigato. Trovavo eccitante cogliere il suo imbarazzo che provò ad esprimere timidamente abbassando la testa “Cosa mi hai fatto fare, guarda sin dove siamo arrivati”.
Non le risposi ancora esterrefatto e scioccato dall’evoluzione degli eventi.
“Nessuno ti ha obbligata – il notaio la teneva per il collare senza che lei si ribellasse – ti sei scoperta tu le tette era quello che volevi e sei andata oltre ogni mia aspettativa”
La mano di Dunkel si allungò ad accarezzare la pelle scoperta di Silvia. Che sensazione perversa stavo provando nel lasciare che il nostro vicino approfittasse di lei” su avanti continua a fotografare tua moglie che si lascia accarezzare come la puttana che voleva essere”. Incapace di trattenermi scattai altre foto.
Dunkel sorrise “C’è un localino fuori città dove mi piacerebbe accompagnarti”
Silvia abbassò lo sguardo sollevandosi le spalline della sottoveste.
Scosse la testa annuendo “datemi il tempo di salire in casa e cambiarmi”. Cosa stava dicendo, accettava le avances del notaio. Non ci potevo credere.
La risata di Dunkel risuonò nel silenzio “vestita così sei perfetta”
“non può pensare che io possa venire in un locale concia in questo modo - fu la sua reazione - seminuda e con una spallina strappata e questa roba al collo”.
Dunkel rispose che per la spallina avrebbe rimediato visto che proprio sopra il locale abitava un suo amico sarto che le avrebbe riparato l’abito. “Ma questa sottoveste è indecente e sotto sono nuda”
“è un miniabito perfetto” divenne ancor più serio “anche se come ti dicevo è fin troppo castigato e avrebbe bisogno di qualche accorgimento che esalti di più quello che sei, ma a questo c’è tempo”
Divagò anche sui particolari lasciando intuire che anche per quello avrebbe potuto essere d’aiuto quel suo amico.
La vidi perplessa ma ormai rassegnata disposta a cedere “non so se sia la scelta giusta mi vergogno venire con lei in un locale che neppure conosco vestita in questo modo non l’ho mai fatto non mi sono mai vestita così per andare in un locale diglielo” mi interpellò quasi potessi modificare la decisone del nostro vicino. Non capivo se si vergognasse o morisse dalla voglia di abbandonarsi a quell’azzardo e che non sapesse reprimere il suo desiderio di esibizione.
Infatti concluse “ma se lo faccio terrà questo segreto tra noi?” Era capitolata.
Il vecchio sorrise annuendo. Forse sentendosi sicura si passò un dito intorno al collo “ almeno toglietemi questo” ed indicò il collare.
“non ne vedo la necessità, la scritta sopra è eloquente chi ti guarda deve sapere che sei una schiava”
Con un tentativo di ribellione con voce decisa Silvia ribattè che non era la schiava di nessuno.
Imperterrito il notaio sfilò da tasca il suo cellulare in silenzio lavorò sulla tastiera e fece partire una registrazione. Diavolo d’un uomo, non avrei mai pensato potesse aver fatto una cosa del genere, ci aveva registrato mentre eravamo sulle scale. Mi gelò sentire la voce di Silvia “ Si … sono la schiava di quel Sacha, hai una moglie puttana ormai”.
E se avessi voluto cercare una giustificazione restai ammutolito sentendo la successiva conversazione tra me e Silvia “allora vuoi proprio che ci scoprano che scenda il notaio?”
“ si, che mi senta pure ,fai vedere anche a lui che puttana sono diventata che gira per la strada con indosso solo uno straccetto di sottoveste"
“tuo marito non ha esitato a pensare di offrirti come schiava a Sacha ed ora non ha nulla in contrario che io possa disporre di te a mio piacimento. Quando sarai in mia compagnia non sarai più il serio avvocato e la dolce mogliettina ma solo un oggetto di piacere nelle mie mani”
Silvia cercò di ribellarsi “voi siete pazzo, non so cosa vi siete messo in testa” ma non seppe continuare un discorso logico.
“Cosa potrei mettermi in testa ,ti sei vista? - la assillò - Ti ho chiesto di mostrarmi il culo in mezzo ad una strada e tu lo fai come una puttana che si offre ad un cliente”
Arrossì per la prima volta ,si guardò intorno allungandosi l’orlo della sottoveste verso il basso.
“Per gioco….” Tentò di controbattere “mi sono lasciata andare giocando con mio marito ma sono sempre una seria professionista, non se lo dimentichi”
“Io credo invece forse era proprio quello che desideravi e che hai sempre nascosto e chissà quante volte tuo marito passando davanti a falò di prostitute sulle statali aveva immaginato di vederti vestita in quel modo ecco da questa sera sarai come una di loro, vero, diglielo”
Preso alla sprovvista tentai di rispondere “ho immaginato di volerlo…. Forse si lo volevo ma è difficile passare dalla fantasia alla realtà”
Quella frase non fece altro che dare forza alle affermazioni di Dunkel.
“Allora hai accettato di mostrare a Sacha quello che il nostro avvocato sta diventando e vicino a lei sembro proprio un suo cliente” Lui mi girò le spalle e mi chiese secco di scattarle alcune foto vicino a Silvia. Come un automa presi il cellulare tra le mani per arricchire la nutrita serie di foto della giornata .
Le appoggiò una mano sulla coscia scoprendole la balza delle calze scomparendo sotto la stoffa facendola sobbalzare. Scattai delle foto mentre Silvia sospirando chiudeva gli occhi seguendo con lenti movimenti del bacino la mano del notaio che continuava ad accarezzarle il suo sesso.
Ipnotizzato da quella sua arrendevolezza non riuscivo a placare la mia erezione e avrei voluto prenderla e scoparmela completando quello che avevamo iniziato nell’ascensore. Avrei dovuto strappargliela dalle mani “Ora basta, cosa vuoi ancora di più” dissi con astio e gelosia .
Senza smettere di accarezzarla le chiese di aprire gli occhi “guarda tuo marito e digli se devo smettere”
“Ti amo troppo ,perdonami, mi hai trascinato fino a dove non avrei mai immaginato. ho paura mi sto vergognando a morte -
non riuscì a reprimere un balbettò - ma non voglio che smetta e andrò con lui in quel locale come se fossi la sua puttana”
Dunkel mi sorrise compiacente
“e dopo? – dissi Sconcertato dinnanzi alla sua voglia di continuare – chissà cosa vorrà ancora da te”
“Tuo marito ha ragione, sarà solo l’inizio. Voglio recuperare tutti quegli anni in cui mi ha snobbato e per prima cosa devi imparare alcune regole per essere sempre consapevole di quello che sei, quindi a casa dovrai sempre girare nuda calze e reggicalze e tacchi a spillo, a letto nuda per il piacere di tuo marito e in ogni momento quando ti chiamerò lascerai che tuo marito ti metta il collare e la cavigliera e ti accompagni da me non come sua moglie ma come la mia puttana.”
Era una follia, l’asservimento che le chiedeva sarebbe stato totale. Silvia non parlava più.
Mi lasciava Silvia come una puttana in casa ma pronta a raggiungere il suo appartamento a comando
“Andrai in ufficio sempre in calze e reggicalze ma senza indossare le mutandine perchè il tuo sesso possa essere sempre disponibile Ricorda però che ,fin da ora, e qualunque sia la sua lunghezza delle gonne, quando ti siederai dovrai alzarti la gonna e appoggiare il sedere nudo”
Silvia Riuscì solo a sbiascicare un “ ma…ma come potrei” lasciandomi sorpreso per il solo fatto che potesse aver preso in considerazione quelle proposte così laide,
“Già a partire da domani potrei decidere di farti tenere al collo quel collare che ti infastidisce tanto.”
Silvia si azzittì. Le tette scoperte ed i capezzoli turgidi smascheravano la sua eccitazione
Tremavo dall’eccitazione e dalla gelosia sapendo che da li a poco lei lo avrebbe accompagnata in un locale vestita in quel modo consapevole che avrebbe l’avrebbe trattata come una puttana. Ma il resto era un’incognita anche se aveva promesso realizzare quello che di più squallido che gli avevo raccontato mettendolo a conoscenza delle fantasie di mia moglie.
“questa puttana è tutta calda, bagnata. – sfilandole la mano da sotto la gonna si rivolse a lei in tono volgare e sfacciato - l’idea di essere la mia puttana la sta eccitando. Allora hai capito cosa voglio da te ?” le chiese in modo burbero facendo schioccare la manata che le tirò sul culo e questa volta il suo si mi lacerò il cuore.
Il notaio non soddisfatto e le richiese nuovamente di essere più esplicita.
Silvia si guardò attorno persa ma balbettando gli rispose “una puttana”.
Restai a bocca aperta nel sentirla rivolgersi a lui in quel modo.
Mi gettò uno sguardo pieno di libidine “non sai da quanto tempo aspetto questo momento ma sapevo sarebbe arrivato prima o poi , quindi posso disporre di tua moglie come una puttana?”
Chiaramente la sua non era una fantasia ma una richiesta concreta. Non poteva parlare sul serio, con chi pensava di aver a che fare.
Stavo realizzando con orrore in che razza di situazione ci stavamo gettando
Vide la mia sorpresa “ perché non è forse quello che volevi?” Il cuore mi stava per scoppiare ma il colpo di grazia me lo assestò subito dopo “Goditi lo spettacolo, questa stasera ti offrirà il suo esordio da puttana”
Silvia si fermò arrossendo all’idea che quell’uomo entrato così prepotentemente nel loro gioco si potesse trasformare in un cliente e lei in una prostituta.
Aveva giocato con me quel ruolo, lo aveva vissuto nelle sue fantasie eccitandosi e provando delle sensazioni intense ma da li a pensare che avrebbe dovuto trasformarsi nella puttana di quel viscido Dunkel ce ne passava. Lasciandoci interdetti lui senza scrupoli con una frase spalancò la porta della perdizione per farle iniziare la discesa agli inferi della perversione.
Sempre meno tempo da dedicare al racconto
Comunque ci sono sempre .
Serendipi2016@libero.it
Non sapevo cosa fare, scattai le foto come mi aveva detto . Gelosia ed eccitazione nel vederla ammirata dal vicino in quella sua tenuta sexy truccata volgarmente e seminuda, l'esatto opposto di come era nella vita di tutti i giorni, seria, intoccabile nel suo vestire castigato. Trovavo eccitante cogliere il suo imbarazzo che provò ad esprimere timidamente abbassando la testa “Cosa mi hai fatto fare, guarda sin dove siamo arrivati”.
Non le risposi ancora esterrefatto e scioccato dall’evoluzione degli eventi.
“Nessuno ti ha obbligata – il notaio la teneva per il collare senza che lei si ribellasse – ti sei scoperta tu le tette era quello che volevi e sei andata oltre ogni mia aspettativa”
La mano di Dunkel si allungò ad accarezzare la pelle scoperta di Silvia. Che sensazione perversa stavo provando nel lasciare che il nostro vicino approfittasse di lei” su avanti continua a fotografare tua moglie che si lascia accarezzare come la puttana che voleva essere”. Incapace di trattenermi scattai altre foto.
Dunkel sorrise “C’è un localino fuori città dove mi piacerebbe accompagnarti”
Silvia abbassò lo sguardo sollevandosi le spalline della sottoveste.
Scosse la testa annuendo “datemi il tempo di salire in casa e cambiarmi”. Cosa stava dicendo, accettava le avances del notaio. Non ci potevo credere.
La risata di Dunkel risuonò nel silenzio “vestita così sei perfetta”
“non può pensare che io possa venire in un locale concia in questo modo - fu la sua reazione - seminuda e con una spallina strappata e questa roba al collo”.
Dunkel rispose che per la spallina avrebbe rimediato visto che proprio sopra il locale abitava un suo amico sarto che le avrebbe riparato l’abito. “Ma questa sottoveste è indecente e sotto sono nuda”
“è un miniabito perfetto” divenne ancor più serio “anche se come ti dicevo è fin troppo castigato e avrebbe bisogno di qualche accorgimento che esalti di più quello che sei, ma a questo c’è tempo”
Divagò anche sui particolari lasciando intuire che anche per quello avrebbe potuto essere d’aiuto quel suo amico.
La vidi perplessa ma ormai rassegnata disposta a cedere “non so se sia la scelta giusta mi vergogno venire con lei in un locale che neppure conosco vestita in questo modo non l’ho mai fatto non mi sono mai vestita così per andare in un locale diglielo” mi interpellò quasi potessi modificare la decisone del nostro vicino. Non capivo se si vergognasse o morisse dalla voglia di abbandonarsi a quell’azzardo e che non sapesse reprimere il suo desiderio di esibizione.
Infatti concluse “ma se lo faccio terrà questo segreto tra noi?” Era capitolata.
Il vecchio sorrise annuendo. Forse sentendosi sicura si passò un dito intorno al collo “ almeno toglietemi questo” ed indicò il collare.
“non ne vedo la necessità, la scritta sopra è eloquente chi ti guarda deve sapere che sei una schiava”
Con un tentativo di ribellione con voce decisa Silvia ribattè che non era la schiava di nessuno.
Imperterrito il notaio sfilò da tasca il suo cellulare in silenzio lavorò sulla tastiera e fece partire una registrazione. Diavolo d’un uomo, non avrei mai pensato potesse aver fatto una cosa del genere, ci aveva registrato mentre eravamo sulle scale. Mi gelò sentire la voce di Silvia “ Si … sono la schiava di quel Sacha, hai una moglie puttana ormai”.
E se avessi voluto cercare una giustificazione restai ammutolito sentendo la successiva conversazione tra me e Silvia “allora vuoi proprio che ci scoprano che scenda il notaio?”
“ si, che mi senta pure ,fai vedere anche a lui che puttana sono diventata che gira per la strada con indosso solo uno straccetto di sottoveste"
“tuo marito non ha esitato a pensare di offrirti come schiava a Sacha ed ora non ha nulla in contrario che io possa disporre di te a mio piacimento. Quando sarai in mia compagnia non sarai più il serio avvocato e la dolce mogliettina ma solo un oggetto di piacere nelle mie mani”
Silvia cercò di ribellarsi “voi siete pazzo, non so cosa vi siete messo in testa” ma non seppe continuare un discorso logico.
“Cosa potrei mettermi in testa ,ti sei vista? - la assillò - Ti ho chiesto di mostrarmi il culo in mezzo ad una strada e tu lo fai come una puttana che si offre ad un cliente”
Arrossì per la prima volta ,si guardò intorno allungandosi l’orlo della sottoveste verso il basso.
“Per gioco….” Tentò di controbattere “mi sono lasciata andare giocando con mio marito ma sono sempre una seria professionista, non se lo dimentichi”
“Io credo invece forse era proprio quello che desideravi e che hai sempre nascosto e chissà quante volte tuo marito passando davanti a falò di prostitute sulle statali aveva immaginato di vederti vestita in quel modo ecco da questa sera sarai come una di loro, vero, diglielo”
Preso alla sprovvista tentai di rispondere “ho immaginato di volerlo…. Forse si lo volevo ma è difficile passare dalla fantasia alla realtà”
Quella frase non fece altro che dare forza alle affermazioni di Dunkel.
“Allora hai accettato di mostrare a Sacha quello che il nostro avvocato sta diventando e vicino a lei sembro proprio un suo cliente” Lui mi girò le spalle e mi chiese secco di scattarle alcune foto vicino a Silvia. Come un automa presi il cellulare tra le mani per arricchire la nutrita serie di foto della giornata .
Le appoggiò una mano sulla coscia scoprendole la balza delle calze scomparendo sotto la stoffa facendola sobbalzare. Scattai delle foto mentre Silvia sospirando chiudeva gli occhi seguendo con lenti movimenti del bacino la mano del notaio che continuava ad accarezzarle il suo sesso.
Ipnotizzato da quella sua arrendevolezza non riuscivo a placare la mia erezione e avrei voluto prenderla e scoparmela completando quello che avevamo iniziato nell’ascensore. Avrei dovuto strappargliela dalle mani “Ora basta, cosa vuoi ancora di più” dissi con astio e gelosia .
Senza smettere di accarezzarla le chiese di aprire gli occhi “guarda tuo marito e digli se devo smettere”
“Ti amo troppo ,perdonami, mi hai trascinato fino a dove non avrei mai immaginato. ho paura mi sto vergognando a morte -
non riuscì a reprimere un balbettò - ma non voglio che smetta e andrò con lui in quel locale come se fossi la sua puttana”
Dunkel mi sorrise compiacente
“e dopo? – dissi Sconcertato dinnanzi alla sua voglia di continuare – chissà cosa vorrà ancora da te”
“Tuo marito ha ragione, sarà solo l’inizio. Voglio recuperare tutti quegli anni in cui mi ha snobbato e per prima cosa devi imparare alcune regole per essere sempre consapevole di quello che sei, quindi a casa dovrai sempre girare nuda calze e reggicalze e tacchi a spillo, a letto nuda per il piacere di tuo marito e in ogni momento quando ti chiamerò lascerai che tuo marito ti metta il collare e la cavigliera e ti accompagni da me non come sua moglie ma come la mia puttana.”
Era una follia, l’asservimento che le chiedeva sarebbe stato totale. Silvia non parlava più.
Mi lasciava Silvia come una puttana in casa ma pronta a raggiungere il suo appartamento a comando
“Andrai in ufficio sempre in calze e reggicalze ma senza indossare le mutandine perchè il tuo sesso possa essere sempre disponibile Ricorda però che ,fin da ora, e qualunque sia la sua lunghezza delle gonne, quando ti siederai dovrai alzarti la gonna e appoggiare il sedere nudo”
Silvia Riuscì solo a sbiascicare un “ ma…ma come potrei” lasciandomi sorpreso per il solo fatto che potesse aver preso in considerazione quelle proposte così laide,
“Già a partire da domani potrei decidere di farti tenere al collo quel collare che ti infastidisce tanto.”
Silvia si azzittì. Le tette scoperte ed i capezzoli turgidi smascheravano la sua eccitazione
Tremavo dall’eccitazione e dalla gelosia sapendo che da li a poco lei lo avrebbe accompagnata in un locale vestita in quel modo consapevole che avrebbe l’avrebbe trattata come una puttana. Ma il resto era un’incognita anche se aveva promesso realizzare quello che di più squallido che gli avevo raccontato mettendolo a conoscenza delle fantasie di mia moglie.
“questa puttana è tutta calda, bagnata. – sfilandole la mano da sotto la gonna si rivolse a lei in tono volgare e sfacciato - l’idea di essere la mia puttana la sta eccitando. Allora hai capito cosa voglio da te ?” le chiese in modo burbero facendo schioccare la manata che le tirò sul culo e questa volta il suo si mi lacerò il cuore.
Il notaio non soddisfatto e le richiese nuovamente di essere più esplicita.
Silvia si guardò attorno persa ma balbettando gli rispose “una puttana”.
Restai a bocca aperta nel sentirla rivolgersi a lui in quel modo.
Mi gettò uno sguardo pieno di libidine “non sai da quanto tempo aspetto questo momento ma sapevo sarebbe arrivato prima o poi , quindi posso disporre di tua moglie come una puttana?”
Chiaramente la sua non era una fantasia ma una richiesta concreta. Non poteva parlare sul serio, con chi pensava di aver a che fare.
Stavo realizzando con orrore in che razza di situazione ci stavamo gettando
Vide la mia sorpresa “ perché non è forse quello che volevi?” Il cuore mi stava per scoppiare ma il colpo di grazia me lo assestò subito dopo “Goditi lo spettacolo, questa stasera ti offrirà il suo esordio da puttana”
Silvia si fermò arrossendo all’idea che quell’uomo entrato così prepotentemente nel loro gioco si potesse trasformare in un cliente e lei in una prostituta.
Aveva giocato con me quel ruolo, lo aveva vissuto nelle sue fantasie eccitandosi e provando delle sensazioni intense ma da li a pensare che avrebbe dovuto trasformarsi nella puttana di quel viscido Dunkel ce ne passava. Lasciandoci interdetti lui senza scrupoli con una frase spalancò la porta della perdizione per farle iniziare la discesa agli inferi della perversione.
Sempre meno tempo da dedicare al racconto
Comunque ci sono sempre .
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