Viktor: Le angurie della zia Tina
di
Jack Off
genere
incesti
Le angurie della zia Tina
“Bisognerà che stiamo attenti. Sai in giardino nuda…potrebbe anche vederci qualcuno” disse zia Tina.
“Temo che in questi due giorni di vestiti te ne lascerò indossare pochi zietta… Però se magari potessi mettere le calze…’.
‘Porco perverso! Propio come le battone mi vuoi vero?’.
‘Zia le calze ti fanno così sexy” ho sempre venerato le calze di nylon specie se le indossano delle donne mature e di generose proporzioni.
“‘Lo so, lo so porcellone. Pensa che ne ho prese anche un paio a rete. Nere…’.
‘O stupende!’ lo avevo già duro.
“E come fai a sapere che le adoro? Te lo ha detto la mamma?”.
Lei rise. “No, tua nonna. Aspettami sul divano in salotto che mi dici come mi stanno’ e sparì verso la camera da letto.
Pensai per un attimo a quella troia di mia nonna, madre di sette figlie una più troia dell’altra. Non solo si scopava me, suo nipote ma passava pure la voce alle figlie su come rendersi più interessanti ai miei occhi. Cristo che famiglia di vacche.
Zia Tina sculettando tutta nuda mi prese una birra dal frigo e me la porse. ‘Mettiti comodo che ti mostro l’abitino nuovo’ disse tutta allegra e dimenando il culone salì verso la camera da letto.
Solo a immaginare come sarebbe scesa avevo il cazzo di acciaio e me ne stavo seduto nudo a gambe larghe sul divano resistendo alla tentazione di farmi una sega.
‘A buongiorno!’ esclamò una voce.
Restai di stucco e alzai la testa. Una donna sulla trentina piuttosto mascolina in jeans e giubbotto. Grassottela, capelli a spazzola, faccia bruttina col mento prominente e con gli occhi iniettati di rabbia ‘Chi cazzo sei?’ sbottò.
‘Chi cazzo sei tu scusa? Io sono il nipote di Tina’.
‘A! E stai nudo in casa?’.
‘Sempre quando bevo la birra così la gusto di più’.
‘La birra alle undici del mattino!’.
‘Per rinfrescarmi….-risi- adesso puoi dirmi chi cavolo sei’.
‘Sono Lucia abito nella casa a fianco…. Sono volate queste lenzuola sulle mie rose e ho pensato fossero della Tina…’ spiegò mostrandomi due lenzuola appallottolate che aveva sotto al braccio.
‘Si probabile siano di mia zia… Grazie’.
Si avvicinò e le posò sul divano accanto a me. ‘Bhe adesso vado… Salutami Tina’.
‘Guarda che se vuoi fermarti a guardarmi ancora un po il cazzo non ci sono problemi!’ commentai visto che non l’aveva perso d’occhio da quando era entrata.
‘Oi bello guarda che caschi male. A parte che sono sposata da due anni ma sono lesbica quindi’.
‘Sposata con una donna allora?’.
‘Ma no, ma no con un maschio coglione…’.
‘Guarda che adesso è legale se vuoi sposare una donna’.
‘Si prova tu in questo paese a dire che sei lesbica e poi vedi…’ mormorò lei.
‘Quindi megli sposarsi il primo che passa’ risi.
‘Oi stronzo ma tu che cosa critichi. Io mi sposo chi ho voglia’.
‘E chissà come lo fai godere a letto vero? Ma quando te lo pianta che fai pensi a Belen?’.
‘Ma saranno cazzi miei cosa penso quando faccio scopare mio marito’.
‘Bhe la prossima volta puoi pensare a questo!’ dissi e me lo massaggiai un po’.
‘Cazzo fai ti seghi? Ma sei pazzo’.
‘Dai non fare la santa che quasi sbavi mentre lo guardi’ e mi alzai in piedi verso di lei.
‘Oi oi che fai? Ma che fai’.
‘Buona Lucia stai buona che ti faccio vedere cosa sa fare un cazzo così’.
‘No ma io…. -Balbettò- io, io, io’ era impietrita. Non riusciva a muoversi.Ero proprio di fronte a lei. Le mie mani le abbassarono la cerinera del giubbotto. Sotto aveva una maglietta che sottolineava il seno enorme e molliccio che le sbatteva sul pancione.
La accarezzai, le infilai la mano sotto alla maglia, scostai il reggiseno e le afferrai una tettina…
Giocai con le dita sui suoi capezzoli ‘Se sei lesbica non dovresti avere i capezzoli così duri’.
‘Ummmm ma io…..’.
‘Tranquilla Lucia…. Stai tranquilla che non ti faccio male’.
Calarono i jeans, si sfilò le scarpe. Gli slip neri segnavano lo zoccolo di cavallo della sua fichetta… Quando presi a toccarla mi accorsi che era depilata completamnete….
In un attimo era sdraiata sul divano…. ‘Adesso ti faccio sentire cosa è un vero cazzo’.
‘Ummmm ma io…. Io…….’.
‘Piano faccio piano’ dissi ma intanto avevop la cappella mezza dentro di lei. Era così stretta che pareva vergine. ‘Ma che ha tuo marito un bastoncino del gelato?’.
‘Ummm io… Io…..’ era senza parole. Si dimenava tutta per farlo entrare. Tutto pareva fuor che lesbica….
Presi a spingere per infilarlo tutto dentro di lei… Le uscì anche un po di sangue…. ‘O si… Ummmm o si…. Non fermati non….’.
Presi a dare il ritmo. Dentro-fuori-dentro…. La stavo facendo impazzire tanto che si mise a piangere dalla gioia.
‘Vi faccio un caffè!’ disse una testa che spuntava da dietro il muro.
Lucia sgranò gli occhi ‘Tina! Io! O porca merda che figura….Io!’.
‘Ma tranquilla cara finite che io intanto preparo un caffè per tutti’.
Guardai la zia con sguardo riconoscente, lei mi fece l’occhiolino d’intesa. Che bello avere una zia così porca… Era stata lì a guardarci probabilmnete da quando glielo avevo messo dentro…
Ripresi a pompare. Lucia ebbe almeno tre orgasmi quindi toccò a me… ‘Fammi uscire che se no ti riempio…’ dissi con la solita premura che usavo con le donne ancora feconde.
Ma lei mi mise le mani dietro al culo e mi cinse a lei… ‘No no riempimi…. Sono sei mesi che proviamo a fare un bimbo ma non viene…. Riempimi!’.
‘Bhe se insisti’ risi e lieto dell’invito con tre pompate decise mi svuotai le palle fino all’ultima goccia.
‘Ummmm io credo che mio marito sia sterile sai…’ disse mentre veniva ancora una volta.
‘Di certo non ti appaga molto se ti eccitano le donne’ notai continuando a muoverlo dentro di lei per svuotarmi del tutto.
‘E pensa che gliela do proprio solo per avere un bimbo’.
‘Bhe magari ti ho risolto il problema conclusi estranedo il cazzo esausto.
Lucia prese le lenzuola sporche che ci aveva riportato e ne usò una per pulirsi la fica e l’altro per coprire il suo corpo nudo. Più che altro pareva provasse vergogna per i venti chili di troppo che il suo ventte e i suoi fianchi non poteva mascherare.
In effetti fisicamente aveva un po’ la forma di un fiasco.
La zia Tina arrivò proprio in quel momento e solo a fissarla mi cadde il mento. Body nero di pizzo a balconcino con tette al vento, calze nere a rete, tacchi da 11 su scarpe nere, rossetto e trucco sugli occhi…. Niente mutande quindi una perfetta visione del suo bosco peloso che pareva persino pettinato di fresco….
‘Zia sei troppo fica!’ dissi sincero.
‘Si Tina sei bellissima’ sgranò gli occhi anche Lucia.
‘A ma quindi sei lesbica davvero?’ notai.
Zia Tina le si avvicinò e le accarezzò la testa con amore ‘diciamo che è parecchio bisex vero cara?’.
‘O si Tina…. Come dici tu ‘ e aperta la bocca ficcò la lingua in quella di zia e iniziarono a limonare come due porche….
Stavamo scopando da due ore. Appena capita la complicità fra mia zia e la vicina di casa non mi ero certo tirato indietro e appena zia aveva messo la lingua in bocca a Lucia io le avevo messo la mia nella fica rasata facendole un giochetto di bocca che la fece impazzire.
Zia ci aveva invitato a seguirla di sopra a letto per stare più comodi e li ci eravamo davvero lasciati andare. Loro a sessantanove e io a fotterle a turno senza pietà… Adesso avevo capito chi aveva reso così lesbica Lucia, quella troia di Tina che non si era certo fatta sfuggire questa stronzetta vogliosa inappagata a casa e in cerca di soddisfazione.
Chissà da quanto la zia se la sbatteva mi chiesi notando con quanta naturalezza la grassottella signora le leccasse la gnocca…
Probabiolmente era la sua schiava, quasi di certo la scusa del lenzuolo volato era un modo per farsi dare una ripassata.
Di sicuro però alla grassona non dispiaceva un bel cazzo come il mio perchè me la presi in tutti i modi che volevo e ogni volta venivo invitato a schizzarle ancora dentro la figa e ancora e ancora….
Alla fine decisi che mi meritavo anche un giusto premio e approfittando che Lucia era a pecorina sotto di me mentre leccava la patata a zia che le stava sdraiata davanti a gambe all’aria decisi di toglierlo dall’utero e di prendere l’ultima verginità che la grassona aveva ancora…
‘Oi ma che fai scherzi?’.
‘Buona stai buona che non ti faccio male’.
‘Tina ma cazzo ma…. No li nel culo no fa male….’.
‘Buona troietta vedrai che ti piace’ la rassicurò Tina sedendole quasi sul viso… Iniziai a spingere…
‘Ooooo ma no… Dai no mi spacchi…..’.
‘Buona vacca!’.
‘Aiaaaaaaaaaaaaaaa’ urlò ma nessuno la stava ad ascoltare.
Il suo anello andò in frantumi ‘Cazzo mi uccidi aia aia!’ si lamentava ma io continuavo un centimetro alla volta a spaccarle il culo mentre mia zia guardava tutta eccitata…
‘Il maritino non te lo mette nel culo troia?’.
‘Oio…. No no…. Io non lo lascio…. Noooo porca puttana che male….. Aiaaaaaaaaa’. Ormai era tutto dentro.
Mi attaccai ai suoi fianchi grassi e presi a pompare a tutta forza…. ‘Ancora male’.
‘Ummmm un po meno’ sospirò.
‘Dai dai vedrai che ti piace’.
‘O ecco…. O si…. Siiiii adesso si ecco lo sento…. Oooooooo ma è stupendo’.
La scena doveva aver super eccitato zia Tina perchè la sua fica spruzzò altro liquido quasi fosse sborra…
Me inculai la donna per una decina di minuti buoni tutto carico di orgoglio fin che non sentii che stavo per schizzare ancora…. Lo tolsi veloce dal culo tanto da farla urlare per il dolore ‘Aia cazzoooooooo!’ ma subito lo lenii rimettendoglielo nella fica con un colpo solo…. ‘Eccotelo dai che ti faccio di nuovo il pieno…. troiaaaaaaaaaaa!’ ululavo mentre schizzavo un’altra volta….
Intanto zia le aveva tolto la fica dalla bocca e si era messa a pecora col culo già ben spalancato. Chiaro che anche lei voleva un giro di cazzo nel culo che non le feci attendere….
Ritornai poi a Lucia…. Un secondo giro nel suo culo adesso molto più accogliente poi di nuovo in fica per sborrrae poi in bocca a zia e fra le sue mammelle per farlo tornare duro….
Adesso però scusate signore ma devo proprio pisciare….pausa….
‘Perchè pausa? Pisciale addosso no!’ disse seria Tina.
La guardai stupito. La zia mi fece l’occhiolino. ‘Ti piace bere la piscia vero troia?’.
‘O si Tina la bevo, la bevo sempre…. Adoro il tuo piscio….’.
Che vacca. La zia la usava proprio per ogni perversione. Eccitato dall’idea misi il cazzo sulla pancia cicciona di Lucia e feci partire una pisciata che la lavò fino alla bocca. Nel contempo Tina le montò sopra accucciata proprio con la figa ad altezza bocca e prese a orinare anche lei senza pietà….
Lucia beveva tutto… Era davvero la nostra schiavetta….
Ci spostammo quindi in bagno dove si sedette sulla tazza e pisciò anche lei mentre, naturalmente stavo sotto di lei e la inculavo un’altra volta.
Zia Tina invece ne fece dell’altra mettendosi un bicchiere fra le gambe e alla fine chiese a Lucia di berla.
Era chiaro che più Lucia veniva umiliata e più la zia godeva.
Quando la rimandammo via zoppicava e come beffa finale non le restituimmo le mutande ne i jeans obbligandola a farsela fino a casa con la patata al vento… ‘Ma sicura che i miei vestiti non si trovano?’.
‘Ma dai cara vedrai che poi saltano fuori. Vai a casa così vai cara’ la rincuorò zia con un sorriso.
‘Ho tutto fuori’.
‘Meglio visto che sanguini dal culo e hai le labbra screpolate… L’aria fresca ti fa bene fidati’.
Io trattenevo a stento le risate.
‘E se mi vede qualcuno?’.
‘Meglio cara gli dici di leccartela’ chiuse il discorso zia e quasi la accompagnò fuori a forza.
La guardammo allontanarsi dalla finestra a culo nudo e ce la ridemmo come matti mentre zia già mi aveva messo la mano sul cazzo. ‘Adesso ti faccio un boccone bello energetico e poi si torna a letto a fare sul serio’.
‘Cazzo zia non ti basta mai!’.
‘Perchè a te basta?’.
Mostrai il cazzo già teso ‘Direi di no’ e ridemmo di nuovo.
‘E così ti sbatti la vicina di casa. Bhe un po’ cessa e grassa però si impegna direi’.
‘Lascia perdere va è una rompi cazzo da competizione. Ogni giorno con una scusa viene a rompermi le palle con le sue storie sul marito che non riesce a ingravidarla e sull’orgasmo che non riesce a provare…’.
‘E così l’hai fatta venire tu a colpi di lingua zietta’.
‘Ma lascia stare. Avevo appena pranzato e mi ero messa in poltrona per rilassarmi un po’ col mio vibratore quando quella fa che entrare e mi becca lì a gambe larghe col cosa alla massima velocità… Che dovevo fare….’.
‘Fartela mi pare ovvio’ annuii.
‘Esatto. Così da allora si è fissata che è lesbica e per quello non gode col marito… Comunque viene comoda perchè quasi ogni pomeriggio viene a darmi una ripassata….’.
‘Comunque non mi pare tanto lesbica. Sarà venuta venti volte mentre la scopavo’.
‘Ma si infatti il problema è solo che il marito è il classico frettoloso. La mette sotto, lo pianta dentro, quattro pompate e fine della festa chiaro che non viene…poi non è che abbia chissà che cosa fra le gambe…’.
‘Te lo ha detto lei?’.
‘Ma va. Me lo sono fatto dopo una settimana che si erano trasferiti qui. Otto minuti di libidine contando i cinque in cui mi ha leccato le tettone. Davvero negato’.
‘E brava la mia zia troia che si ripassa i vicini di casa’.
“Senti chi parla. Quello che arriva e mi tromba la colf dopo due minuti”.
La guardai, ebbi una idea che me lo fece tornare dritto “zia dimmi la verità, ti fotti anche la colf?”.
Lei mi sorrise “lecca molto bene”.
“Wow ma sei una da orge zietta”.
“Non dirmi che vorresti scoparmi in trio anche con la colf?”.
“Non si potrebbe?” chiesi un po’ deluso.
“Ma certo caro, possiamo fare tutto se ti regge il cazzo, anzi penso che lei ne sarà più che felice”.
Già mi immaginavo un sessantanove bianco e nero con quelle due vaccona grasse che si strizzavano luna sull’altra le tettone sudate, i culoni grassi che ballonzolavano, la ciccia traboccante da ogni dove e io che infilavo il mio regale uccello in ogni buco che trovavo.
Tornò zia, pulita e profumata. “Il mio bel body nuovo è già tutto sborrato” disse sedendomi accanto sul divano.
“Sei bella anche nuda” le risposi accarezzandole una tettona.
Lei gradì il complimento, mi afferrò il cazzo e prese a segarmi piano piano “goditela fin che non torna la Rosa”.
“Non sa nulla immagino”.
“No caro, mia figlia è ancora ingenua. Penso ne morirebbe se sapesse cosa stiamo facendo. Per quello goditi questo weekend. Da lunedì pantaloni addosso e cazzo nelle mutande bello mio”.
“Non le metto mai le mutande zia”.
Lei strinse più forte il cazzo cercando di farmi male “hai capito cosa intendo. Non fare il furbo capito?”.
Preferii cambiare discorso “zia, per ora concentriamoci su questo perverso weekend”.
“Si, hai ragione” sorrise e si chinò prendendomelo in bocca…ancora.
jackoffstorie@yahoo.com
“Bisognerà che stiamo attenti. Sai in giardino nuda…potrebbe anche vederci qualcuno” disse zia Tina.
“Temo che in questi due giorni di vestiti te ne lascerò indossare pochi zietta… Però se magari potessi mettere le calze…’.
‘Porco perverso! Propio come le battone mi vuoi vero?’.
‘Zia le calze ti fanno così sexy” ho sempre venerato le calze di nylon specie se le indossano delle donne mature e di generose proporzioni.
“‘Lo so, lo so porcellone. Pensa che ne ho prese anche un paio a rete. Nere…’.
‘O stupende!’ lo avevo già duro.
“E come fai a sapere che le adoro? Te lo ha detto la mamma?”.
Lei rise. “No, tua nonna. Aspettami sul divano in salotto che mi dici come mi stanno’ e sparì verso la camera da letto.
Pensai per un attimo a quella troia di mia nonna, madre di sette figlie una più troia dell’altra. Non solo si scopava me, suo nipote ma passava pure la voce alle figlie su come rendersi più interessanti ai miei occhi. Cristo che famiglia di vacche.
Zia Tina sculettando tutta nuda mi prese una birra dal frigo e me la porse. ‘Mettiti comodo che ti mostro l’abitino nuovo’ disse tutta allegra e dimenando il culone salì verso la camera da letto.
Solo a immaginare come sarebbe scesa avevo il cazzo di acciaio e me ne stavo seduto nudo a gambe larghe sul divano resistendo alla tentazione di farmi una sega.
‘A buongiorno!’ esclamò una voce.
Restai di stucco e alzai la testa. Una donna sulla trentina piuttosto mascolina in jeans e giubbotto. Grassottela, capelli a spazzola, faccia bruttina col mento prominente e con gli occhi iniettati di rabbia ‘Chi cazzo sei?’ sbottò.
‘Chi cazzo sei tu scusa? Io sono il nipote di Tina’.
‘A! E stai nudo in casa?’.
‘Sempre quando bevo la birra così la gusto di più’.
‘La birra alle undici del mattino!’.
‘Per rinfrescarmi….-risi- adesso puoi dirmi chi cavolo sei’.
‘Sono Lucia abito nella casa a fianco…. Sono volate queste lenzuola sulle mie rose e ho pensato fossero della Tina…’ spiegò mostrandomi due lenzuola appallottolate che aveva sotto al braccio.
‘Si probabile siano di mia zia… Grazie’.
Si avvicinò e le posò sul divano accanto a me. ‘Bhe adesso vado… Salutami Tina’.
‘Guarda che se vuoi fermarti a guardarmi ancora un po il cazzo non ci sono problemi!’ commentai visto che non l’aveva perso d’occhio da quando era entrata.
‘Oi bello guarda che caschi male. A parte che sono sposata da due anni ma sono lesbica quindi’.
‘Sposata con una donna allora?’.
‘Ma no, ma no con un maschio coglione…’.
‘Guarda che adesso è legale se vuoi sposare una donna’.
‘Si prova tu in questo paese a dire che sei lesbica e poi vedi…’ mormorò lei.
‘Quindi megli sposarsi il primo che passa’ risi.
‘Oi stronzo ma tu che cosa critichi. Io mi sposo chi ho voglia’.
‘E chissà come lo fai godere a letto vero? Ma quando te lo pianta che fai pensi a Belen?’.
‘Ma saranno cazzi miei cosa penso quando faccio scopare mio marito’.
‘Bhe la prossima volta puoi pensare a questo!’ dissi e me lo massaggiai un po’.
‘Cazzo fai ti seghi? Ma sei pazzo’.
‘Dai non fare la santa che quasi sbavi mentre lo guardi’ e mi alzai in piedi verso di lei.
‘Oi oi che fai? Ma che fai’.
‘Buona Lucia stai buona che ti faccio vedere cosa sa fare un cazzo così’.
‘No ma io…. -Balbettò- io, io, io’ era impietrita. Non riusciva a muoversi.Ero proprio di fronte a lei. Le mie mani le abbassarono la cerinera del giubbotto. Sotto aveva una maglietta che sottolineava il seno enorme e molliccio che le sbatteva sul pancione.
La accarezzai, le infilai la mano sotto alla maglia, scostai il reggiseno e le afferrai una tettina…
Giocai con le dita sui suoi capezzoli ‘Se sei lesbica non dovresti avere i capezzoli così duri’.
‘Ummmm ma io…..’.
‘Tranquilla Lucia…. Stai tranquilla che non ti faccio male’.
Calarono i jeans, si sfilò le scarpe. Gli slip neri segnavano lo zoccolo di cavallo della sua fichetta… Quando presi a toccarla mi accorsi che era depilata completamnete….
In un attimo era sdraiata sul divano…. ‘Adesso ti faccio sentire cosa è un vero cazzo’.
‘Ummmm ma io…. Io…….’.
‘Piano faccio piano’ dissi ma intanto avevop la cappella mezza dentro di lei. Era così stretta che pareva vergine. ‘Ma che ha tuo marito un bastoncino del gelato?’.
‘Ummm io… Io…..’ era senza parole. Si dimenava tutta per farlo entrare. Tutto pareva fuor che lesbica….
Presi a spingere per infilarlo tutto dentro di lei… Le uscì anche un po di sangue…. ‘O si… Ummmm o si…. Non fermati non….’.
Presi a dare il ritmo. Dentro-fuori-dentro…. La stavo facendo impazzire tanto che si mise a piangere dalla gioia.
‘Vi faccio un caffè!’ disse una testa che spuntava da dietro il muro.
Lucia sgranò gli occhi ‘Tina! Io! O porca merda che figura….Io!’.
‘Ma tranquilla cara finite che io intanto preparo un caffè per tutti’.
Guardai la zia con sguardo riconoscente, lei mi fece l’occhiolino d’intesa. Che bello avere una zia così porca… Era stata lì a guardarci probabilmnete da quando glielo avevo messo dentro…
Ripresi a pompare. Lucia ebbe almeno tre orgasmi quindi toccò a me… ‘Fammi uscire che se no ti riempio…’ dissi con la solita premura che usavo con le donne ancora feconde.
Ma lei mi mise le mani dietro al culo e mi cinse a lei… ‘No no riempimi…. Sono sei mesi che proviamo a fare un bimbo ma non viene…. Riempimi!’.
‘Bhe se insisti’ risi e lieto dell’invito con tre pompate decise mi svuotai le palle fino all’ultima goccia.
‘Ummmm io credo che mio marito sia sterile sai…’ disse mentre veniva ancora una volta.
‘Di certo non ti appaga molto se ti eccitano le donne’ notai continuando a muoverlo dentro di lei per svuotarmi del tutto.
‘E pensa che gliela do proprio solo per avere un bimbo’.
‘Bhe magari ti ho risolto il problema conclusi estranedo il cazzo esausto.
Lucia prese le lenzuola sporche che ci aveva riportato e ne usò una per pulirsi la fica e l’altro per coprire il suo corpo nudo. Più che altro pareva provasse vergogna per i venti chili di troppo che il suo ventte e i suoi fianchi non poteva mascherare.
In effetti fisicamente aveva un po’ la forma di un fiasco.
La zia Tina arrivò proprio in quel momento e solo a fissarla mi cadde il mento. Body nero di pizzo a balconcino con tette al vento, calze nere a rete, tacchi da 11 su scarpe nere, rossetto e trucco sugli occhi…. Niente mutande quindi una perfetta visione del suo bosco peloso che pareva persino pettinato di fresco….
‘Zia sei troppo fica!’ dissi sincero.
‘Si Tina sei bellissima’ sgranò gli occhi anche Lucia.
‘A ma quindi sei lesbica davvero?’ notai.
Zia Tina le si avvicinò e le accarezzò la testa con amore ‘diciamo che è parecchio bisex vero cara?’.
‘O si Tina…. Come dici tu ‘ e aperta la bocca ficcò la lingua in quella di zia e iniziarono a limonare come due porche….
Stavamo scopando da due ore. Appena capita la complicità fra mia zia e la vicina di casa non mi ero certo tirato indietro e appena zia aveva messo la lingua in bocca a Lucia io le avevo messo la mia nella fica rasata facendole un giochetto di bocca che la fece impazzire.
Zia ci aveva invitato a seguirla di sopra a letto per stare più comodi e li ci eravamo davvero lasciati andare. Loro a sessantanove e io a fotterle a turno senza pietà… Adesso avevo capito chi aveva reso così lesbica Lucia, quella troia di Tina che non si era certo fatta sfuggire questa stronzetta vogliosa inappagata a casa e in cerca di soddisfazione.
Chissà da quanto la zia se la sbatteva mi chiesi notando con quanta naturalezza la grassottella signora le leccasse la gnocca…
Probabiolmente era la sua schiava, quasi di certo la scusa del lenzuolo volato era un modo per farsi dare una ripassata.
Di sicuro però alla grassona non dispiaceva un bel cazzo come il mio perchè me la presi in tutti i modi che volevo e ogni volta venivo invitato a schizzarle ancora dentro la figa e ancora e ancora….
Alla fine decisi che mi meritavo anche un giusto premio e approfittando che Lucia era a pecorina sotto di me mentre leccava la patata a zia che le stava sdraiata davanti a gambe all’aria decisi di toglierlo dall’utero e di prendere l’ultima verginità che la grassona aveva ancora…
‘Oi ma che fai scherzi?’.
‘Buona stai buona che non ti faccio male’.
‘Tina ma cazzo ma…. No li nel culo no fa male….’.
‘Buona troietta vedrai che ti piace’ la rassicurò Tina sedendole quasi sul viso… Iniziai a spingere…
‘Ooooo ma no… Dai no mi spacchi…..’.
‘Buona vacca!’.
‘Aiaaaaaaaaaaaaaaa’ urlò ma nessuno la stava ad ascoltare.
Il suo anello andò in frantumi ‘Cazzo mi uccidi aia aia!’ si lamentava ma io continuavo un centimetro alla volta a spaccarle il culo mentre mia zia guardava tutta eccitata…
‘Il maritino non te lo mette nel culo troia?’.
‘Oio…. No no…. Io non lo lascio…. Noooo porca puttana che male….. Aiaaaaaaaaa’. Ormai era tutto dentro.
Mi attaccai ai suoi fianchi grassi e presi a pompare a tutta forza…. ‘Ancora male’.
‘Ummmm un po meno’ sospirò.
‘Dai dai vedrai che ti piace’.
‘O ecco…. O si…. Siiiii adesso si ecco lo sento…. Oooooooo ma è stupendo’.
La scena doveva aver super eccitato zia Tina perchè la sua fica spruzzò altro liquido quasi fosse sborra…
Me inculai la donna per una decina di minuti buoni tutto carico di orgoglio fin che non sentii che stavo per schizzare ancora…. Lo tolsi veloce dal culo tanto da farla urlare per il dolore ‘Aia cazzoooooooo!’ ma subito lo lenii rimettendoglielo nella fica con un colpo solo…. ‘Eccotelo dai che ti faccio di nuovo il pieno…. troiaaaaaaaaaaa!’ ululavo mentre schizzavo un’altra volta….
Intanto zia le aveva tolto la fica dalla bocca e si era messa a pecora col culo già ben spalancato. Chiaro che anche lei voleva un giro di cazzo nel culo che non le feci attendere….
Ritornai poi a Lucia…. Un secondo giro nel suo culo adesso molto più accogliente poi di nuovo in fica per sborrrae poi in bocca a zia e fra le sue mammelle per farlo tornare duro….
Adesso però scusate signore ma devo proprio pisciare….pausa….
‘Perchè pausa? Pisciale addosso no!’ disse seria Tina.
La guardai stupito. La zia mi fece l’occhiolino. ‘Ti piace bere la piscia vero troia?’.
‘O si Tina la bevo, la bevo sempre…. Adoro il tuo piscio….’.
Che vacca. La zia la usava proprio per ogni perversione. Eccitato dall’idea misi il cazzo sulla pancia cicciona di Lucia e feci partire una pisciata che la lavò fino alla bocca. Nel contempo Tina le montò sopra accucciata proprio con la figa ad altezza bocca e prese a orinare anche lei senza pietà….
Lucia beveva tutto… Era davvero la nostra schiavetta….
Ci spostammo quindi in bagno dove si sedette sulla tazza e pisciò anche lei mentre, naturalmente stavo sotto di lei e la inculavo un’altra volta.
Zia Tina invece ne fece dell’altra mettendosi un bicchiere fra le gambe e alla fine chiese a Lucia di berla.
Era chiaro che più Lucia veniva umiliata e più la zia godeva.
Quando la rimandammo via zoppicava e come beffa finale non le restituimmo le mutande ne i jeans obbligandola a farsela fino a casa con la patata al vento… ‘Ma sicura che i miei vestiti non si trovano?’.
‘Ma dai cara vedrai che poi saltano fuori. Vai a casa così vai cara’ la rincuorò zia con un sorriso.
‘Ho tutto fuori’.
‘Meglio visto che sanguini dal culo e hai le labbra screpolate… L’aria fresca ti fa bene fidati’.
Io trattenevo a stento le risate.
‘E se mi vede qualcuno?’.
‘Meglio cara gli dici di leccartela’ chiuse il discorso zia e quasi la accompagnò fuori a forza.
La guardammo allontanarsi dalla finestra a culo nudo e ce la ridemmo come matti mentre zia già mi aveva messo la mano sul cazzo. ‘Adesso ti faccio un boccone bello energetico e poi si torna a letto a fare sul serio’.
‘Cazzo zia non ti basta mai!’.
‘Perchè a te basta?’.
Mostrai il cazzo già teso ‘Direi di no’ e ridemmo di nuovo.
‘E così ti sbatti la vicina di casa. Bhe un po’ cessa e grassa però si impegna direi’.
‘Lascia perdere va è una rompi cazzo da competizione. Ogni giorno con una scusa viene a rompermi le palle con le sue storie sul marito che non riesce a ingravidarla e sull’orgasmo che non riesce a provare…’.
‘E così l’hai fatta venire tu a colpi di lingua zietta’.
‘Ma lascia stare. Avevo appena pranzato e mi ero messa in poltrona per rilassarmi un po’ col mio vibratore quando quella fa che entrare e mi becca lì a gambe larghe col cosa alla massima velocità… Che dovevo fare….’.
‘Fartela mi pare ovvio’ annuii.
‘Esatto. Così da allora si è fissata che è lesbica e per quello non gode col marito… Comunque viene comoda perchè quasi ogni pomeriggio viene a darmi una ripassata….’.
‘Comunque non mi pare tanto lesbica. Sarà venuta venti volte mentre la scopavo’.
‘Ma si infatti il problema è solo che il marito è il classico frettoloso. La mette sotto, lo pianta dentro, quattro pompate e fine della festa chiaro che non viene…poi non è che abbia chissà che cosa fra le gambe…’.
‘Te lo ha detto lei?’.
‘Ma va. Me lo sono fatto dopo una settimana che si erano trasferiti qui. Otto minuti di libidine contando i cinque in cui mi ha leccato le tettone. Davvero negato’.
‘E brava la mia zia troia che si ripassa i vicini di casa’.
“Senti chi parla. Quello che arriva e mi tromba la colf dopo due minuti”.
La guardai, ebbi una idea che me lo fece tornare dritto “zia dimmi la verità, ti fotti anche la colf?”.
Lei mi sorrise “lecca molto bene”.
“Wow ma sei una da orge zietta”.
“Non dirmi che vorresti scoparmi in trio anche con la colf?”.
“Non si potrebbe?” chiesi un po’ deluso.
“Ma certo caro, possiamo fare tutto se ti regge il cazzo, anzi penso che lei ne sarà più che felice”.
Già mi immaginavo un sessantanove bianco e nero con quelle due vaccona grasse che si strizzavano luna sull’altra le tettone sudate, i culoni grassi che ballonzolavano, la ciccia traboccante da ogni dove e io che infilavo il mio regale uccello in ogni buco che trovavo.
Tornò zia, pulita e profumata. “Il mio bel body nuovo è già tutto sborrato” disse sedendomi accanto sul divano.
“Sei bella anche nuda” le risposi accarezzandole una tettona.
Lei gradì il complimento, mi afferrò il cazzo e prese a segarmi piano piano “goditela fin che non torna la Rosa”.
“Non sa nulla immagino”.
“No caro, mia figlia è ancora ingenua. Penso ne morirebbe se sapesse cosa stiamo facendo. Per quello goditi questo weekend. Da lunedì pantaloni addosso e cazzo nelle mutande bello mio”.
“Non le metto mai le mutande zia”.
Lei strinse più forte il cazzo cercando di farmi male “hai capito cosa intendo. Non fare il furbo capito?”.
Preferii cambiare discorso “zia, per ora concentriamoci su questo perverso weekend”.
“Si, hai ragione” sorrise e si chinò prendendomelo in bocca…ancora.
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