Le confessioni di mia moglie 11

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Era rimasta sola con i due uomini nel bar, sorseggiando il suo ultimo bicchiere di vino. Sapeva come sarebbe potuta finire la serata. Osservò l'altro cliente, valutando l'idea di avere rapporti con entrambi; non era convinta. Quell'uomo non l'attraeva: era un coetaneo di Stephan, più basso di lei in quel momento, complici i tacchi che indossava, e c'era qualcosa che lo rendeva assolutamente non attraente.

Emma guardò Stephan con un'espressione perplessa, pensando che, come già era successo, avrebbe potuto semplicemente giocare con lui. Iniziò a fissarlo, lanciando segnali inequivocabili, lasciando cadere lo sguardo sul membro dell'uomo, che ricambiava sorridente mentre finiva di sistemare il bancone.

Attese qualche minuto. Nel frattempo l'altro cliente aveva terminato di sollevare le sedie e si era accomodato accanto a lei; ma Emma, vogliosa, scese dallo sgabello e si diresse in bagno, dove attese il suo prescelto.

Nell'antibagno si fermò davanti a quello specchio che due anni prima le aveva regalato piacere e che stava finalmente per ritrovare. Stephan non tardò: aprì quella porta poco dopo ed Emma, d'istinto, provò a baciarlo. Era la prima volta che baciava un uomo nero; un mix di emozioni la stava inebriando, quando la grossa mano di Stephan scivolò sotto il vestito tra le sue chiappe e le dita andarono dirette a sfiorarle la vagina. Emma ebbe un sussulto di piacere e morse il labbro dell'uomo, che per reazione le spinse la testa verso il basso.

Emma si ritrovò a essere scopata in gola: era di spalle al cornicione della porta della toilette, tenuta per il capo dalle mani dell'uomo, mentre quel cazzo le arrivava fino in gola e usciva fuori. Le spinte violente e profonde le provocarono un conato di vomito; dalla sua bocca uscì parte del vino appena bevuto. Nel mentre Stephan aveva iniziato a maneggiare un pacco di preservativi, ne prese uno lasciando il restante pacco sul lavandino e avanti al suo viso se lo infilò. In seguito venne fatta rialzare, tirata su di peso da Stephan.

Emma si rese conto, in quel momento, che non era lei a gestire la partita. Si era volontariamente offerta al piacere di quell'uomo, provocandolo e sfidandolo.
Stephan si mise il preservativo mentre lei restava immobile, colpita da quella determinazione e da quella violenza; era ammaliata. Stephan sapeva cosa fare; sapeva cosa voleva davvero quella donna per bene.

La prese per i fianchi, la fece voltare, le infilò le dita nella figa in modo quasi prepotente e poi le posizionò il cazzo davanti. Emma attendeva il momento: era appoggiata con le mani al cornicione della porta, la testa rivolta verso il water. Sentì il cazzo entrarle dentro, lo sentì farsi spazio finché il corpo dell'uomo non si scontrò con i suoi glutei allenati. Era grosso; molto più del suo buon Peter, meno del suo dildo e più del mio.

In pochi movimenti i colpi divennero costanti, decisi e forti. Emma iniziò a strillare e Stephan cercò di tapparle la bocca, continuando a sbattersela come lei desiderava. Sotto la pressione dei colpi Emma superò il cornicione al quale si teneva, scivolando in avanti verso il water, bloccata per i fianchi dalle mani di quello uomo che non voleva smettere di colpirla.
Emma cercò di farlo fermare mentre le sue urla di piacere riempivano quei pochi metri quadrati.
Stephan quando sentii il suo piacere avvicinarsi iniziò a dare colpi secchi, più lenti e decisi.
Emma guardava il fondo del water, affannata mentre sentiva il cazzo dell’ospite uscire dal suo corpo. Si voltò d’istinto di spalle verso il muro e si lasciò scivolare in terra.
Stephan si ricompose aggiustandosi i pantaloni mentre Emma lo guardava sentendosi molto soddisfatta per la situazione. In quel momento intravide oltre Stephan la porta de bagno aperta e dietro di lui quell’altro uomo non attraente. Stephan uscì dicendo qualcosa all’altro che si presentò a quel punto con il cazzo già di fuori.
Passarono diversi secondi ed Emma guardando il membro dell’altro uomo si sollevò dal quel pavimento sporco, le gambe le tremavano, le cosce erano totalmente bagnate, aveva goduto così tanto da non rendersi conto di aver lasciato i suoi stessi liquidi scivolarle fino ai piedi. Si piegò ancora sulle ginocchia lasciando l’uomo penetrarle la bocca in quel piccolo bagno.

Emma era devastata da emozioni e alcool.
Lo prese a succhiare rendendolo duro in pochi secondi nella confusione in cui era.
L’uomo nel mentre cercava di allungare le mani oltre la schiena di Emma cercando di palparle il sedere ma con molte difficoltà. Emma mi ripeteva di sentirsi confusa, aveva cercato quella situazione e ora sentiva il dovere di soddisfare anche l’altro uomo. Il pompino fu intenso e durò abbastanza, l’uomo non si svuotava ed Emma a quel punto mentre veniva sempre toccata lungo la schiena, gli chiese di passarle un preservativo, glielo mise lei poi chiese di spostarsi fuori dal bagno a causa degli stretti spazi.
Venne così tirata delicatamente fino ad uscire dal bagno per poi ritrovarsi in terra , a pecora. L’uomo a quel punto la penetrò e lei rimase ferma a quattro zampe lasciandolo godere.
Emma vide Stephan affacciarsi, gli fece segno di far avvicinarsi ma lui rimase solo lì a guardare. poco dopo l’uomo che la stava scopando iniziò a darci dentro finché Emma si ritrovò sdraiata per terra di pancia con lui sopra e iniziò a muovere il bacino come lei sapeva fare spingendo i glutei contro il pube dell’uomo con un forte movimento addominale. In quella posizione nella quale anche con me gestiva lei il gioco, l’uomo venne in pochi minuti.
Emma sdraiata a terra con lui sopra la sua schiena, sentii il respiro dell’uomo sull’orecchio e poi una mano che le teneva la guancia da sotto e dall’altro lato la bocca di lui. Venne baciata e con gli occhi chiusi scambiò la saliva con quello sconosciuto finché lui si sollevò.

Emma si sedette poggiandosi al muro eccitata per cosa aveva appena vissuto. Venne aiutata ad alzarsi dallo stesso uomo che aveva appena finito di scoparla e con il quale fu accompagnata verso il bancone.
Emma non capiva più nulla, era sovrastata da tutto. Si ricompose appena ne ebbe modo e fu accompagnata da quel cliente che ne aveva appena assaporato il piacere fino all’incrocio del suo appartamento.
Si addormentò con i vestiti e completamente avvolta negli odori di quei due uomini e tra i ricordi dei loro respiri sulla sua pelle.
scritto il
2026-05-04
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