Amanti segreti n°22
di
Agostino
genere
confessioni
All'ora di pranzo via al ristorante ci eravamo appena seduti al tavolo che una =Elena Elena= chiamava,lei si girava da quanto capii era una vecchia amica dei banchi di scuola ci presentammo,questa =Graziella= fece ed io =Paolo= dissi,le vidi parlare un poco tra loro poi via al pranzo,ad un certo momento questa si avvicinava e =allora ci sentiamo= disse poi dandomi la mano senza farsi notare dalle mie donne mi passa un biglietto ed io svelto lo mettevo nel taschino ;
più tardi non visto lessi il biglietto c'era scritto "chiamami" ed il numero telefonico non so ma dovevo aver fatto colpo,io l'avevo appena notata,non alta un poco grassa carina ma niente di più.
Tornati a casa chiesi ad Elena chi era questa Graziella =una compagna di banco che già da ragazzina parlava di cazzi e sesso= rispose,cenammo poi via a letto una giornata al mare poi stanca.
Due giorni dopo al lavoro più curiosità che per altro feci quel numero rispose lei dopo il solito pronto le dissi chi ero ed il perché del biglietto =quando incontro um uomo come te se mi piace ci provo faccio male= disse le chiesi cosa voleva =se ci vediamo poi lo vedrai= mi disse ancora mi diede l'indirizzo e le risposi che dopo il lavoro ci saremmo visti e cosi feci ;
arrivato sotto casa suonai al citofono =sali= disse due piani a piedi entrato in casa di Graziella mi resi conto che non l'avevo vista bene, era una bonazza prendemmo un caffè poi =allora dimmi= dissi =c'è poco da dire con te mi farei una bella scopata= disse ed apertasi la vestaglia =cosa mi dici?= era nuda,però a zinne stava bene detto fatto scopammo li in cucina lei coricata sul tavolo a gambe larghe penzoloni fuori dal tavolo ed io in piedi fra le cosce che ficcato il cazzo nella sorca rasata la scopavo, mi sbattevo contro di lei che urlava =si dai bel porco così sfondami= godevo dentro di lei ma non capii perché volle fare sesso con me,una avventura da una botta e via.
A metà settimana dopo quella giornata al mare ero di riposo a casa, Elena al lavoro, Katia in camera sua la giornata per farla mia del tutto finalmente,ore 9,30 si alzava dal letto =ciao papi= mi disse poi in bagno ed venti minuti dopo in cucina per la colazione,ero già ben in tiro le andai dietro, la baciavo nel collo con dolcezza e lei intuiva =papà mi dispiace non si può ho il ciclo= mi disse e li mi smontavo già pesavo che a letto avremmo scopato invece =succede= risposi deluso =senti esco un poco= ed uscivo con la voglia di scopare,allora telefonavo a Graziella e lei pronta =si vieni ti aspettavo= una mezz'ora ed ero da lei questa volta a letto nudi sopra di lei che la sbattevo nel letto =si si bel montone mio dai dai sborrami,vengo cazzo cosa mi fai provare= =sei la mia puttana te la sfondo sta sorca= dicevo e si con Graziella erano vere scopate senza amore pur di godere,poi lei su di me che andava su giù sino a colmarla di sperma nella vagina, mi ero sfogato lei era contenta e via a casa.
Un mese dopo tra lavoro,Elena in casa avevo perso la speranza di scopare mia figlia comunque una volta fra le cosce di Graziella un'altra fra quelle della mia cara Elena appagavo ogni mia voglia sessuale,con Graziella potevo godere in vagina il che andava ancora meglio.
Una domenica dopo aver pranzato venne da me Katia =papà andiamo al cinema so che danno un film che vorrei vedere= =aspetta sento tua madre= dissi andato in cucina le dissi e lei =no andate voi ho da fare tante cose a casa= rispose, una volta preparati scesi in garage via in macchina al cinema primo spettacolo, entrati in sala già pieno e saliamo su in galleria se non ricordo male il film era Paprica o un film simile,iniziava il film il primo tempo andava e Katia mia figlia la vidi che poggiava il capo sulla mia spalla destra poi mi prese la mano stringendola come dirmi qualcosa, la guardai e ci demmo un bacio d'amore non sapevo se era voluta uscire per il film o per stare un poco insieme,forse anche per l'uno e l'altro infatti nel semibuio come insinuai la mano sotto la gonna lei pronta con le giacche sulle gambe copriva tutto poi apriva un poco le cosce e =toccala papà toccala bene= disse,come una coppia di fidanzati pian piano con le mie dita infilate di lato nelle mutandine massaggiavo la figa,poi un dito spinto un poco dentro lo facevo andare avanti indietro come avesse nel canale vaginale un cazzo che la scopava le dita bagnate dei suoi umori sessuali solo quando mi tolse la mano intuii che doveva aver goduto ed anche lo stato di abbandono contro me il capo sulla mia spalla tutto diceva cosa aveva provato.
Finito il primo tempo accese le luci,il gelataio un paio di cremini ed ecco il secondo tempo ;
verso le sei di sera usciti dal cinema presa la macchina si tornava verso casa ma strada facendo c'era un posto dove a sera in auto varie coppie si fermavano per qualche bacio o per fare sesso =che dici ci fermiamo un poco= le chiesi =si papi si= rispose ed in quella radura mi fermavo con la macchina tra alte siepi poi deciso reclinato lo schienale dove sedeva mia figlia ed una volta finita lunga nel sedile le andavo sopra lei mi strinse ritrovandoci poi a baciarci con foga ed a lungo,la situazione altamente eccitante non servivano le parole,tutto si svolgeva istintivamente come automi, lei che toglieva le mutandine,sollevava la gonna ed io che calavo giù pantalone e mutande,la baciavo ancora mentre nudi sessualmente avvertivamo il contatto carnale,lei allargava le cosce io già a cazzo duro fra le sue cosce ambedue più che padre e figlia eravamo una coppia vogliosi di amarci,il mio coso puntato al canale vaginale le penetrava dentro un poco,li mi fermavo la guardai tutto era deciso e scontato =si papi prendimi fammi tua,ti voglio scopami papino= non aspettavo altro che sentire quelle sue frasi,inizialmente spinsi piano e poco, il cazzo scivolava bene nella vagina ed una spinta ben assestata la sverginavo lei ebbe solo un sussulto poi sopra e dentro di lei presi a scoparla =papà si spingi,mamma quanto mi piace finalmente scopo non sono più vergine= diceva =si amore di papà quanto ti volevo,come sei calda che sorca amore= dicevo mentre la montavo piano senza fretta conoscendo le femmine alcune vengono subiti mentre con altre ci vuole un poco di più piano
continuavo a scoparla =amore stai bene= dissi =si eccome papà dai più forte= mi rispose ed allora vai Paoletto sbattila ben bene e li presi a montarla forte a sbatterla nel sedile sino a che =papino si godo papi vengo cazzo sii= =quanto sei bona= dissi e via feci il solito in modo da non sborrarle dentro.
Dalla tasca del pantalone presi poi un fazzoletto prima lo passai alla sorca ancora dischiusa,guardai niente sangue poi le pulivo la pancia dallo sperma ;
=come ti senti hai provato dolore= feci io =papà sto proprio bene ho soltanto provato una leggera fitta dentro però è stato bello papi= disse =l'importante che stai bene e sei felice ora sei una donna donna= dissi,tutto era iniziato.
più tardi non visto lessi il biglietto c'era scritto "chiamami" ed il numero telefonico non so ma dovevo aver fatto colpo,io l'avevo appena notata,non alta un poco grassa carina ma niente di più.
Tornati a casa chiesi ad Elena chi era questa Graziella =una compagna di banco che già da ragazzina parlava di cazzi e sesso= rispose,cenammo poi via a letto una giornata al mare poi stanca.
Due giorni dopo al lavoro più curiosità che per altro feci quel numero rispose lei dopo il solito pronto le dissi chi ero ed il perché del biglietto =quando incontro um uomo come te se mi piace ci provo faccio male= disse le chiesi cosa voleva =se ci vediamo poi lo vedrai= mi disse ancora mi diede l'indirizzo e le risposi che dopo il lavoro ci saremmo visti e cosi feci ;
arrivato sotto casa suonai al citofono =sali= disse due piani a piedi entrato in casa di Graziella mi resi conto che non l'avevo vista bene, era una bonazza prendemmo un caffè poi =allora dimmi= dissi =c'è poco da dire con te mi farei una bella scopata= disse ed apertasi la vestaglia =cosa mi dici?= era nuda,però a zinne stava bene detto fatto scopammo li in cucina lei coricata sul tavolo a gambe larghe penzoloni fuori dal tavolo ed io in piedi fra le cosce che ficcato il cazzo nella sorca rasata la scopavo, mi sbattevo contro di lei che urlava =si dai bel porco così sfondami= godevo dentro di lei ma non capii perché volle fare sesso con me,una avventura da una botta e via.
A metà settimana dopo quella giornata al mare ero di riposo a casa, Elena al lavoro, Katia in camera sua la giornata per farla mia del tutto finalmente,ore 9,30 si alzava dal letto =ciao papi= mi disse poi in bagno ed venti minuti dopo in cucina per la colazione,ero già ben in tiro le andai dietro, la baciavo nel collo con dolcezza e lei intuiva =papà mi dispiace non si può ho il ciclo= mi disse e li mi smontavo già pesavo che a letto avremmo scopato invece =succede= risposi deluso =senti esco un poco= ed uscivo con la voglia di scopare,allora telefonavo a Graziella e lei pronta =si vieni ti aspettavo= una mezz'ora ed ero da lei questa volta a letto nudi sopra di lei che la sbattevo nel letto =si si bel montone mio dai dai sborrami,vengo cazzo cosa mi fai provare= =sei la mia puttana te la sfondo sta sorca= dicevo e si con Graziella erano vere scopate senza amore pur di godere,poi lei su di me che andava su giù sino a colmarla di sperma nella vagina, mi ero sfogato lei era contenta e via a casa.
Un mese dopo tra lavoro,Elena in casa avevo perso la speranza di scopare mia figlia comunque una volta fra le cosce di Graziella un'altra fra quelle della mia cara Elena appagavo ogni mia voglia sessuale,con Graziella potevo godere in vagina il che andava ancora meglio.
Una domenica dopo aver pranzato venne da me Katia =papà andiamo al cinema so che danno un film che vorrei vedere= =aspetta sento tua madre= dissi andato in cucina le dissi e lei =no andate voi ho da fare tante cose a casa= rispose, una volta preparati scesi in garage via in macchina al cinema primo spettacolo, entrati in sala già pieno e saliamo su in galleria se non ricordo male il film era Paprica o un film simile,iniziava il film il primo tempo andava e Katia mia figlia la vidi che poggiava il capo sulla mia spalla destra poi mi prese la mano stringendola come dirmi qualcosa, la guardai e ci demmo un bacio d'amore non sapevo se era voluta uscire per il film o per stare un poco insieme,forse anche per l'uno e l'altro infatti nel semibuio come insinuai la mano sotto la gonna lei pronta con le giacche sulle gambe copriva tutto poi apriva un poco le cosce e =toccala papà toccala bene= disse,come una coppia di fidanzati pian piano con le mie dita infilate di lato nelle mutandine massaggiavo la figa,poi un dito spinto un poco dentro lo facevo andare avanti indietro come avesse nel canale vaginale un cazzo che la scopava le dita bagnate dei suoi umori sessuali solo quando mi tolse la mano intuii che doveva aver goduto ed anche lo stato di abbandono contro me il capo sulla mia spalla tutto diceva cosa aveva provato.
Finito il primo tempo accese le luci,il gelataio un paio di cremini ed ecco il secondo tempo ;
verso le sei di sera usciti dal cinema presa la macchina si tornava verso casa ma strada facendo c'era un posto dove a sera in auto varie coppie si fermavano per qualche bacio o per fare sesso =che dici ci fermiamo un poco= le chiesi =si papi si= rispose ed in quella radura mi fermavo con la macchina tra alte siepi poi deciso reclinato lo schienale dove sedeva mia figlia ed una volta finita lunga nel sedile le andavo sopra lei mi strinse ritrovandoci poi a baciarci con foga ed a lungo,la situazione altamente eccitante non servivano le parole,tutto si svolgeva istintivamente come automi, lei che toglieva le mutandine,sollevava la gonna ed io che calavo giù pantalone e mutande,la baciavo ancora mentre nudi sessualmente avvertivamo il contatto carnale,lei allargava le cosce io già a cazzo duro fra le sue cosce ambedue più che padre e figlia eravamo una coppia vogliosi di amarci,il mio coso puntato al canale vaginale le penetrava dentro un poco,li mi fermavo la guardai tutto era deciso e scontato =si papi prendimi fammi tua,ti voglio scopami papino= non aspettavo altro che sentire quelle sue frasi,inizialmente spinsi piano e poco, il cazzo scivolava bene nella vagina ed una spinta ben assestata la sverginavo lei ebbe solo un sussulto poi sopra e dentro di lei presi a scoparla =papà si spingi,mamma quanto mi piace finalmente scopo non sono più vergine= diceva =si amore di papà quanto ti volevo,come sei calda che sorca amore= dicevo mentre la montavo piano senza fretta conoscendo le femmine alcune vengono subiti mentre con altre ci vuole un poco di più piano
continuavo a scoparla =amore stai bene= dissi =si eccome papà dai più forte= mi rispose ed allora vai Paoletto sbattila ben bene e li presi a montarla forte a sbatterla nel sedile sino a che =papino si godo papi vengo cazzo sii= =quanto sei bona= dissi e via feci il solito in modo da non sborrarle dentro.
Dalla tasca del pantalone presi poi un fazzoletto prima lo passai alla sorca ancora dischiusa,guardai niente sangue poi le pulivo la pancia dallo sperma ;
=come ti senti hai provato dolore= feci io =papà sto proprio bene ho soltanto provato una leggera fitta dentro però è stato bello papi= disse =l'importante che stai bene e sei felice ora sei una donna donna= dissi,tutto era iniziato.
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