Amanti segreti n°16

di
genere
confessioni

Febbraio 1980 andai al tribunale civile per dei documenti notai una ragazza più ciccia che ossa,alta,bel viso,davanti a certe femmine io ci ho sempre provato alle brutte mi avrebbe mandato un bel vaffa...,questa era la con i genitori da come potei capire cosi quando sentii fare un cognome e loro entrare mi bastò guardare la lista dell'elenco del nomi e me lo sognavo il nome Anna,a casa poi cercando sull'elenco telefonico trovavo il numero telefonico e l'indirizzo di casa.

Giorni dopo uscito di casa e prima di andare al lavoro mi recavo sotto casa di questa Anna e da come vidi abitava al primo piano c'erano grandi vetrate da poter vedere bene le persone quella che vidi era proprio lei Anna,vidi che notava sotto casa la mia presenza,penso che già al tribunale anche lei dovette vedermi e questo mi agevolava tanto che facendole un saluto con la mano la vidi rispondere,poi feci un gesto per dirle se scendeva un attimo,non ci credevo ed invece poco dopo era sotto casa e senza farsi vedere dai genitori ferma sotto il primo piano mi fece cenno di andare io da lei,erano quei palazzi aperti al di sotto come a palafitte ;
fatte le presentazioni =ti ho notata al tribunale giorni fa sono rimasto senza parole nel vederti cosi bella giunonica dovevo rivederti,chiederti se possiamo vederci ed uscire insieme una di queste sere= le dissi =si avevo notato che mi osservavi al tribunale non so magari no stasera= risposi era già fatto un passo =si anch'io sto andando al lavoro= feci cosi prendemmo appuntamento per giorni dopo,un bacio di saluto sulle guance e via al lavoro.

Due sere dopo con la scusa di una cena tra amici,uscito da casa andavo vicino casa sua in un punto preciso dove loro i genitori non ci potevano vedere,ecco che la vidi arrivare ed uscito dalla macchina le andavo incontro dandole un bacio vero a cui lei rispose =non qui se ci vedono= disse,mi diressi poi ad un ristorante che conoscevo una buona cena poi via verso un posto che avevo già studiato poco illuminato si qualche puttana ma dove ognuno faceva i cazzi propri.

Chiusi nella mia macchina,dopo qualche parola coosa facevo di mestiere quanti anni,lei 25 anni ed io 38,poi sceso giù lo schienale dove era seduta lei e via a baciarci bocca a bocca ed ancora baci l'ampia gonna sollevandola finiva alla vita scoprendole due cosce enormi,certo non indossava mai vestiti aderenti per il fatto che lei tra le cosce piene ed il tanto culo era oltre il normale ma a me invece eccitava molto,lei stessa si tolse le mutandine,voleva scopare ed io pronto a soddisfarla,una volta fra le cosce vedere le zinne nude per me era una componente del rapporto sessuale ed anche se aveva il seno di appena una terza in quella situazione andava bene.

Abbassati pantaloni e mutande tornavo fra le sue cosce notando che in tutto questo lei silenziosa ma come fosse un automa si concedeva,poco dopo dentro la figa con il cazzo duro come marmo lei sotto allargata come poteva nell'auto restava ferma e silenziosa mentre io la pompavo ben bene ma senza fretta però il fatto che lei stesse ferma senza far un minimo di fiato fece si che presi io a parlare mentre la scopavo dicendole di tutto da bona a troia o che me la sarei inculata volentieri e li lei =un giorno te lo do porco,pensa puoi anche sborrarmi dentro ho finto ieri il ciclo sei fortunato= disse ed allora presi a montarla con foga e forza tanto che la mia auto ondeggiava sotto il movimento intuii il suo godere respirava forte e gemeva come un rantolo,io invece =tie senti come ti sbatto e rompo sta sorca, senti come papà ti sborra dentro= non so come dissi cosi ma fece effetto =tu come sai o hai capito che mio padre mi scopa quando siamo soli in casa?= disse =non lo sapevo ma amore bello fossi tuo padre come si fa a rinunciare ad un tal culo cosi tanto ed imponente= risposi =non deve saperlo mai nessuno prometti ma lui mi ha iniziata presto al sesso= disse e li stessa sera in macchina poi prese il cazzo in bocca sapeva ciuccare proprio bene,cosi finiva la prima sera con Anna.
scritto il
2026-02-16
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