Un figlio per mio marito.
di
pennabianca.
genere
corna
Mi chiamo Stefania, ho 37 anni, sono di media statura, mora, occhi scuri, un bel seno prosperoso e anche un bel culetto prominente ed accattivante, mentre le gambe, a mio avviso, sono un po' troppo magre. Da sette anni sono sposata con Daniele, un bel ragazzo, moro anche lui, occhi scuri, fisico assolutamente normale. Stiamo insieme da dieci anni e durante tutto questo tempo, il sesso è stato sempre piacevole e soddisfacente. Quando l'ho conosciuto, era reduce da una brutta storia. Era stato fidanzato per cinque anni con una ragazza e, quando stavano per convolare a nozze, lei se n'era scappata con il suo migliore amico. Per Daniele era stato un duro colpo e, all'inizio della nostra storia, ho dovuto faticare un po' per conquistare la sua fiducia; con il tempo, il nostro rapporto è diventato sempre più bello. Anch'io avevo avuto le mie storie: due, in particolare, erano state abbastanza importanti. La prima con un ragazzo un po' più grande di me, che mi aveva iniziato ai piaceri del sesso; mi scopava da matti in ogni occasione. La nostra storia era finita quando avevo preso a parlare di matrimonio e poiché lui non voleva legarsi in nessun modo, ci eravamo lasciati. Dopo un po' di tempo, ho trovato un altro fidanzato e con lui le cose erano abbastanza buone, anche se il sesso non era per niente il suo forte. Non era molto dotato e, soprattutto, aveva scarsa resistenza, così, dopo un po' che stavamo insieme, più di una volta l'ho cornificato e, allora, mi son resa conto che non era la persona giusta con cui passare il resto della mia vita. Con Daniele, quando abbiamo festeggiato il nostro quinto anniversario, abbiamo iniziato a parlare di figli. All'inizio Daniele sembrava molto entusiasta di questa cosa e, così, abbiamo intensificato i nostri rapporti sessuali, scopando in diverse ore del giorno e nei posti e modi più impensati. Purtroppo però, mese dopo mese, non succedeva niente e, allora, ho cominciato a fare delle ricerche su internet, per conoscere tecniche e/o situazioni atte a migliorare la possibilità di avere un figlio. Ho imparato a calcolare i miei giorni fertili ed ho cercato di fare sesso con mio marito in quel periodo, sempre più spesso, anche regolando la temperatura della stanza, mantenendo il mio corpo in maniera più rialzata, dopo che lui era venuto, affinché lo sperma trovasse la via giusta per andare a fecondare il mio ovulo. Nonostante tutti i miei sforzi, non riuscivo a restare incinta.
Ne abbiamo parlato ed ho visto che Daniele diventava sempre più nervoso, perché non voleva riconoscere che fosse necessario rivolgersi ad uno specialista. Anzi, a suo dire, ero io ad avere qualche problema, perché lui era fermamente convinto che i suoi spermatozoi fossero tanti e funzionali al concepimento. Lunghe discussioni e conseguenti litigate, non hanno portato a niente. Così una sera, dopo che mi era venuto dentro, ho raccolto un campione del suo sperma e l'ho fatto analizzare da uno specialista. Il dottor Bruno, dopo un attento esame, mi ha detto che non poteva darmi una risposta definitiva e certa al 100%, perché sarebbe stato necessario un campione fresco, ma, da quello che aveva potuto vedere, anche semplicemente da questo campione che gli avevo portato, era chiaro che mio marito presentasse una certa carenza di spermatozoi. Mi son sentita veramente distrutta, perché non riuscivo a convincere mio marito a sottoporsi a degli esami più specifici e, nello stesso tempo, capivo che anche lui voleva un figlio, ma sembrava quasi che la cosa non lo riguardasse più di tanto. Quando son andata all'ennesimo appuntamento da questo specialista, gli ho esternato tutta la mia frustrazione.
«Sono veramente distrutta! Voglio avere un figlio a tutti i costi e non riesco a far partecipe mio marito di questo mio desiderio. Per lui il tutto si riduce al fatto che mi dona il suo sperma e poi, per il resto, diventa un problema mio. Naturalmente è così egoista che non vuol ammettere che il suo sperma non riesca a fecondarmi! Non so proprio come fare!»
Lui mi ha ascoltato attentamente, poi mi ha suggerito diverse opzioni, tra cui anche l'inseminazione artificiale oppure la fecondazione assistita, ma, ha sottolineato che, tutte queste tecniche, avevano dei costi veramente elevati, senza comunque garantire il risultato di restare incinta. Poi, prima di salutarmi, è rimasto un attimo in silenzio e subito dopo mi ha fatto una domanda un po' strana.
«Stefania, è davvero decisa ad avere un figlio a tutti i costi? Voglio dire: cosa sarebbe disposta a fare pur di restare incinta?»
Pur senza capire, gli ho risposto che ero assolutamente determinata ad avere un figlio.
«Certo che voglio un figlio; voglio restare incinta ed avere un figlio a qualunque costo; purtroppo non ho molto denaro da spendere, altrimenti mi sarei anche adeguata alle opzioni da lei avanzate.»
Lui mi ha detto che forse poteva esserci un'altra opzione, ma si trattava di qualcosa un po' particolare. Incuriosita, gli ho chiesto di cosa stava parlando e lui, dopo aver riflettuto un attimo, mi ha esternato la sua idea.
«C'è un'altra opzione che garantisce sicuramente maggior successo, ma comporta un piccolo sacrificio da parte sua.»
Ancor più incuriosita, gli ho ribadito la volontà di esser fecondata e di esser disposta a qualunque sacrificio. Lui mi ha chiesto una foto di mio marito ed alcuni altri dati importanti, come peso, altezza, poi mi ha detto che, calcolando bene i giorni fertili, avrebbe potuto trovare quelli che lui ha definito "donatori spontanei", che avrebbero provveduto ad innaffiare bene le mie ovaie, garantendomi quasi sicuramente il risultato. Dopo un attimo di sbigottimento, ho riflettuto un po' sulla faccenda e gli ha chiesto di esser molto più chiaro
«Diciamo che la cosa è molto semplice: lei si troverebbe con 4/5 uomini, che somiglino il più possibile a suo marito, perfettamente sani e si lascia possedere da loro, facendosi iniettare nel ventre quanto più sperma possibile, in modo da fecondare i suoi ovuli. Ovviamente lei sarà bendata, perché non deve sapere chi di loro sarà il primo ad irrorare la sua vagina, poi, una volta che tutti saranno venuti, lei potrà decidere se continuare ancora o sentirsi soddisfatta. Si prenda pure il suo tempo, consideri che avrà i giorni fertili tra due weekend. Per quella data dovrà riferirmi se intende accettare questa opzione, così, nel frattempo, potrò scegliere le persone giuste e poi dovrà trovare una motivazione con suo marito, per assentarsi da casa come minimo due giorni. Provvederò io ad organizzare tutto e lei sarà montata sotto la mia supervisione, in maniera che tutto si svolga nel migliore dei modi possibili. Si prenda qualche giorno per riflettere e mi faccia sapere entro la fine della prossima settimana.»
Sono andata a casa e, per due giorni, non ho mai pensato a tutta questa cosa. Era come se la mia mente si fosse spenta. Poi una sera, dopo aver fatto sesso con mio marito ed avuta l'ennesima discussione per invitarlo a sottoporsi ad esami, lui si è rivolto a me in maniera un po' aggressiva.
«Oh, che palle! Ma la vuoi finire? Ti ho detto che sono perfettamente a posto e, di conseguenza, non è necessario che mi sottoponga ad alcun esame. È un problema tuo quello di non riuscire a restar incinta!»
Il giorno dopo ho chiamato il dottor Bruno e gli ho detto di organizzare ogni cosa; avrei trovato una motivazione per assentarmi da casa il weekend successivo. Fortunatamente è stato proprio mio marito che mi ha offerto l'opportunità su un piatto d'argento. Due giorni dopo, mentre stavamo cenando, lui ha parlato a lungo al telefono con un suo amico; poi, chiusa la comunicazione, mi ha chiesto se per me era un problema restar due giorni da sola per il weekend successivo, in quanto gli sarebbe piaciuto partecipare all'apertura della pesca della trota, in un fiume in montagna.
«Partirei il venerdì sera e tornerei la domenica sera, sul tardi. Spero che non sia per te un grosso problema, restare per un weekend da sola. Ti prometto che poi, il weekend successivo, andremo da qualche parte a tua scelta.»
Quella proposta mi è apparsa come la manna dal cielo; ho finto di esser un po' dispiaciuta e così gli ho strappato la promessa che, nel weekend successivo, saremmo andati insieme in una Spa, a rilassarci e godere di momenti in assoluta serenità. Tutta la settimana non ho fatto altro che pensare a quello che avrei fatto durante questo weekend. Dentro di me avevo reazioni contrastanti: da un lato mi sentito eccitata al pensiero che sarei stata posseduta da quattro o cinque maschi, ma, nello stesso tempo, si rafforzava sempre di più l'idea che non dovevo considerare quel fatto come un adulterio, bensì aveva uno scopo ben preciso, cioè quello di restare incinta. Più si avvicinava il giorno dell'evento e più mi sentivo eccitata. Ero consapevole che sarei stata montata da cinque maschi e questa cosa mi stava eccitando sempre di più. Non avevo mai fatto una cosa del genere e, anche se lo scopo era più che valido, dentro di me, mi sentivo d'esser una gran troia. Il sabato mattina, alle 8:00 in punto, mi son recata presso lo studio del dottor Bruno; lui ha esaminato bene la mia vagina ed ha rilevato la mia temperatura basale. Constatato che tutto era perfettamente in ordine, siamo usciti dal suo studio e siamo saliti con l'ascensore due piani più in alto; siamo entrati in un piccolo appartamento. Appena entrati, lui mi ha chiesto di spogliarmi nuda e, con un certo iniziale imbarazzo, ho eseguito il suo ordine; poi ha coperto i miei occhi con una piccola maschera, molto aderente e, tenendomi per mano, abbiamo fatto alcuni passi; ho capito che eravamo entrati in una stanza, perché, poco dopo, mi ha fatto metter seduta sopra un letto.
«Stefania, qui, accanto a te, ci sono cinque uomini, tutti dall'aspetto e dalla corporatura più o meno identica a quella di tuo marito. Sono tutti consapevoli che quello che stai per fare è finalizzato al fatto di restar incinta; di conseguenza, loro si considerano solo ed esclusivamente dei donatori spontanei che, anziché riversare il loro sperma in un apposito contenitore e donarlo ad una banca del seme, lo inietteranno direttamente nel tuo ventre. Sei bendata perché non devi sapere chi di essi sarà il primo a far questo versamento dentro di te e, volendo, potrai sempre restar bendata, fino alla fine del trattamento, che dovrà comunque durare tutto oggi e anche domani. Se dovessi aver dei ripensamenti o non te la senti di sottoporti a questo trattamento, puoi sempre interrompere tutto e ce ne andiamo; diversamente, ti invito a rilassarti e godere appieno del piacere che te ne deriverà, da tutto quanto. Godi liberamente, lasciati andare, perché nessuno di loro ti farà del male, ma ciascuno di essi provvederà a far sì che tu riesca a realizzare il tuo obiettivo.»
Ho fatto un profondo respiro ed ho detto che ero perfettamente consapevole di ciò che stavo per fare.
«Non ho cambiato idea! Voglio esser ingravidata nel modo più bello e dolce possibile. Il mio corpo è a vostra completa disposizione e la mia vagina è pronta a ricevere lo sperma di chi la vorrà riempire, a suo piacimento.»
Un attimo dopo, ho sentito diverse mani accarezzare il mio corpo, poi sistemarmi meglio sul letto e, dopo avermi sdraiato, ho sentito una bocca calda che è venuta a leccare la mia intimità. Una lingua davvero esperta ha percorso la mia vulva in lungo ed in largo, poi ha indugiato a lungo sul mio bottoncino, facendomi gemere di piacere. Mentre godevo, qualcuno si è inginocchiato ai miei lati e, dopo avermi preso una mano e sollevata, mi è stata fatta appoggiare su dei membri abbastanza grossi, non troppo lunghi, ma decisamente più grossi di quello di mio marito. Ho iniziato a spompinarli uno per volta, alternandoli nella bocca e mi son resa conto che erano tutti e cinque ben dotati. Al secondo orgasmo, una persona si è inginocchiata tra le mie cosce e, dopo avermi sollevato le gambe, ho sentito la sua verga che si appoggiava allo spacco della mia farfallina e, delicatamente, ma con decisione, è scivolato tutto dentro di me. Mi son sentita piena, riempita alla grande. Nello stesso tempo, sentivo quell'affare scivolare lungo le pareti della mia vagina, aprirla al suo passaggio e, una volta raggiunto il fondo, è rimasta immobile per qualche istante, poi, lentamente, ha cominciato a muoversi avanti e indietro ed io mi son abbandonata al piacere. Ho avuto ben presto un primo orgasmo ed ho tremato a bocca piena, perché nel frattempo continuavo a succhiare altre verghe, che mi venivano alternate in bocca. Pensavo che sarebbe venuto immediatamente, invece, dopo che ho avuto un primo orgasmo, il mio sconosciuto si è sfilato ed ha lasciato il posto ad un altro, che mi ha penetrato anche lui, facendomi godere ancora. Uno dopo l'altro, si son alternati dentro di me e ciascuno di loro mi ha condotto al piacere. Finito il primo giro, mi hanno fatto girare e metter carponi; mentre stavo in ginocchio, qualcuno è venuto davanti a me e, delicatamente, mi ha infilato un bel membro in bocca, mentre un altro, dietro di me, mi ha penetrato tenendomi ferma per i fianchi.
Ha preso a sbattermi con decisione, con più vigore e forza, rispetto a quello che l'aveva preceduto. Al sopraggiungere del mio ennesimo orgasmo, d'un tratto ho sentito il mio chiavatore rimanere immobile piantato dentro di me e subito un'ondata di calore ha riempito il mio ventre. Ho avvertito fremiti di piacere e, nello stesso tempo, mi son emozionata al pensiero che in quel preciso istante, qualcuno mi stava ingravidando. È stata un'emozione fortissima. Subito dopo lui si è spostato ed un altro ha preso il suo posto; ha cominciato a pomparmi anche questo più velocemente, fino a svuotarsi dentro di me e, anche in questo caso, ho avvertito il calore del suo seme, che riempiva la mia vagina. Ero sconvolta dal piacere e, nello stesso tempo, il mio stallone ha lasciato il posto ad un altro, che ha proseguito imperterrito a pomparmi, per infine irrorare le mie ovaie. Uno dopo l'altro, hanno riempito il mio ventre con cinque copiose sborrate e, quando anche il quinto è venuto, ho sentito la voce del dottor Mario molto vicino a me.
«Stefania, sei una femmina stupenda; credo che questa prima fase si sia completata nel migliore dei modi. Vorrei chiederti il piacere di poter contribuire a mia volta a farcire la tua vagina, se me lo permetti.»
Stordita dal piacere, ho semplicemente annuito e, poco dopo, ho sentito un membro molto più grosso degli altri, che si faceva strada all'interno della mia fica, ormai completamente riempita di sperma. Anche questo non era eccezionalmente lungo, ma sicuramente molto più grosso degli altri e, tenendomi per i fianchi, ha preso a sbattermi con forza.
«Che bella porcella che sei! Ho desiderato possedere la tua vagina dal primo istante che ti ho visto! Mi piace scopare una bella troietta come te! Tieni, puttanella, accogli anche la mia sbroda!»
Mi ha pompato molto bene a sua volta e, quando ho raggiunto l'orgasmo, anche lui mi è venuto dentro.
«Sì, mi piace; mi piace da impazzire farmi ingravidare. Dai, porco, sborrami dentro anche tu; dai, sborrami dentro! Vieni anche tu! Vengo ancora!»
Ha iniziato ad eruttare la sua sbroda dentro di me, mentre continuava a pomparmi senza fermarsi un attimo. Poi anche lui si è sfilato ed io son crollata stremata sul letto. Lui, delicatamente, mi è venuto vicino, mi ha tolto la benda e mi sono, per un attimo, guardata intorno. Ero contornata da cinque maschi, oltre lui, e tutti mi hanno sorriso e fatto un bell'applauso.
«Complimenti! Sei una femmina eccezionale ed è un vero piacere godere con te; ora riposati, che poi faremo un altro giro!»
Son rimasta sdraiata nel letto, mentre uno di loro si è avvicinato e mi ha chiesto se avevo bisogno di andar in bagno; per un attimo ho pensato di farlo, ma, subito dopo, ho cambiato idea; volevo che lo sperma di questi cinque maschi, di cui non conoscevo il nome, ma dall'aspetto fisico quasi identico a quello di mio marito, restasse il più a lungo possibile dentro di me. Li ho guardati tutti e cinque intensamente, cercando di capire chi di loro potesse avermi sborrato per primo dentro, però, dopo un attimo, mi son detta che, in fondo, la cosa non m'importava più di tanto, perché l'unica cosa cui ero interessata, era restar incinta. Siamo rimasti per un'oretta tranquillamente sdraiati; mi hanno coccolato e continuato a tener sempre alto il mio livello di eccitazione; poi abbiamo iniziato un secondo giro e, ognuno di loro, mi ha scopato di nuovo, questa volta cambiando più volte posizione; ho goduto ancora così tanto, che mi sentivo veramente al settimo cielo. Mi hanno posseduto per più di due ore, riempiendo generosamente ancora una volta la mia vagina. Abbiamo fatto una breve pausa, all’ora di pranzo, mangiando semplicemente dei tramezzini; poi, nel pomeriggio, uno dopo l'altro son passati tutti per la mia bocca ed i loro membri si son tornati subito in tiro; così, ancora una volta, uno dopo l'altro mi hanno scopato, facendomi godere molto, ma sempre scaricando il loro piacere nel mio utero. Completato anche questo terzo giro, son rimasta stupita nel vedere che si stavano rivestendo ed ho chiesto a Bruno il motivo.
«È semplice, mia cara, ora loro se ne vanno. Il loro compito è finito, sono stati abbondantemente spremuti da te. Adesso noi due andremo a cena in un bel posto e, quando torneremo qui, ci saranno altri tre maschi, pronti per te. Altri tre tori dai tratti somatici come quelli di tuo marito e con le palle belle piene, che riempiranno il tuo ventre ancora per tutta la notte, in modo che sia assolutamente certo che tu, da questa avventura, ne esca pregna.»
Ho avvertito un lungo brivido lungo la schiena e, dopo aver salutato i miei cinque amici, dando un bacio in bocca a ciascuno di essi, ho fatto una bella doccia e, da una scatola, Bruno ha tirato fuori uno splendido abito, che mi ha chiesto di indossare. Un bell'abito da sera, abbastanza semplice, ma nello stesso tempo, molto elegante. Una volta pronta, siamo andati io e lui a cena in un posto molto elegante e, mentre stavamo mangiando, ho notato che accanto a noi c'era un tavolo con tre uomini che, più di una volta, hanno sorriso verso di noi. Ho guardato Bruno e lui ha annuito, facendomi capire che quelli sarebbero stati i miei prossimi stalloni. Finita la cena, siam tornati nell'appartamento e, appena dentro, subito lui ha aperto la porta a quei tre maschi, visti al ristorante; si sono avvicinati a me e, dopo avermi baciato, hanno iniziato a spogliarmi, cosa che hanno fatto a loro volta molto velocemente. Quando eravamo tutti nudi, Bruno si è avvicinato a me e, dopo avermi fatto distendere sul letto, dove qualcuno aveva già provveduto a sostituire le lenzuola con altre pulite, egli, tenendomi per mano, mi ha fatto di nuovo fremere di piacere.
«Mia cara, considerando il fatto che, probabilmente, il più è già fatto, ora vorrei chiederti di rilassarti completamente e di goderti questi tre maschi, che ti prenderanno in ogni buco, ma si svuoteranno solo e sempre dentro la tua vagina. Abbandonati al piacere, godi senza pensare a niente, se non al piacere che ti faranno provare.»
Subito sono iniziate le tre ore più belle della mia vita. Quattro lingue, compresa quella di Bruno, mi hanno leccato dappertutto. Otto mani mi hanno fatto letteralmente impazzire, perché sono stata accarezzata e masturbata dappertutto, compreso il mio bocciolo anale, che è stato abbondantemente lubrificato sia prima con la saliva e poi anche con del gel lubrificante; mentre ero a cavallo di uno di questi maschi, con il suo membro ben piantato dentro di me, qualcuno mi ha fatto allungare su di lui ed un altro mi è penetrato dietro. All'inizio mi son sentita un po' disagio, però poi hanno iniziato a muoversi in maniera così perfetta, che i miei orgasmi si sono alternati uno dopo l'altro, senza soluzione di continuità. Mi hanno scopato in continuazione, facendomi godere tantissimo e, cosa particolare, nessuno di essi è venuto, se non dentro la mia vagina. Ognuno di loro mi ha irrorato le ovaie con due generose sborrate e, quando se ne sono andati, erano le tre del mattino; ero sfinita e mi son addormentata assieme a Bruno, che aveva goduto a sua volta del mio corpo. Quando mi son svegliata, a metà mattinata del giorno dopo, Bruno è entrato nella stanza con un vassoio contenente una ricca colazione.
«Buongiorno mia cara, ora fai una ricca colazione e poi una bella doccia, perché, tra poco, arriverà la terza squadra.»
L'ho guardato alquanto stupita.
«Ma... Cioè, mi vuoi dire... Oddio: ma quanto cazzo mi fai prendere? Altri maschi verranno a scoparmi?»
Lui ha sorriso, e poi ha annuito.
«Dobbiamo aver la certezza che le tue ovaie siano belle piene e, per farlo, ho bisogno di alternare i maschi che ti dovranno montare. Naturalmente, se non te la senti, possiamo sempre lasciar perdere, ma, questa è un'opportunità in più, per esser certi che sarai gravida.»
Ho sentito un lungo brivido scorrere lungo la mia spina dorsale e la mia patatina bagnarsi in una maniera incredibile. Ho fatto colazione e poi la doccia; quando son tornata in camera da letto, ancora una volta qualcuno aveva provveduto a sostituire le lenzuola usate durante la notte, con altre perfettamente pulite e, nella stanza c'erano già cinque maschi nudi, pronti a farmi impazzire. Sono stata sottoposta a tre ore di sesso sfrenato; mi hanno posseduto ripetutamente in doppia e, a volte, anche in tripla, nel senso che, in certi momenti, c'era sempre qualcuno che me lo infilava in bocca. Uno dopo l'altro si son svuotati dentro di me e, come al solito, l'ultimo è stato il dottor Bruno. Finita anche questa estenuante sessione di sesso, lui mi ha preso per mano e portato a fare una bella doccia; poi mi son vestita e siamo andati a pranzo insieme; nel pomeriggio son tornata a casa mia. Mi sono riposata, perché ero alquanto stremata, ma estremamente felice. Mentre mi stavo rilassando, ho ricevuto la telefonata di mio marito che mi comunicava che avrebbe ritardato di due giorni il suo rientro, in quanto sembrava che la pesca fosse veramente miracolosa. Questa cosa mi ha fatto immensamente piacere, perché così ho avuto modo sia di rilassarmi e riposarmi, ma, soprattutto, anche di far ritornare alla normalità i miei buchi, un po' ancora troppo dilatati ed irritati per il continuo uso. Quando è tornato mio marito, era talmente felice di aver preso tanti pesci, che, per festeggiare, mi son fatta scopare all'istante e lui, contento, mi è venuto sopra e mi ha scopato venendo molto rapidamente. Non si è nemmeno accorto che la mia fighetta era ancora un po' dilatata. Come promesso, il weekend successivo mio marito mi ha portato in uno splendido Resort, munito di una spa con acqua termale; ci siamo rilassati e riposati molto, facendo sesso più volte e, ogni volta che scopavo con mio marito, mi bastava chiudere gli occhi e pensare a quelle belle cordate di cazzi che mi ero godute la domenica prima. Un mese dopo, sono andata a fare una visita dal dottor Bruno e, dopo aver fatto un test di gravidanza, ho scoperto di esser incinta. Per ringraziarlo, gli ho fatto un sontuoso pompino. Ho fatto credere a mio marito che il merito era tutto suo e dovuto al fatto che eravamo tranquilli e rilassati nella spa, ed ora sto allattando una splendida bambina, cui ho dato nome Aurora; mio marito è talmente felice, che mi ha detto che, appena possibile, vuole anche un maschietto; io mi son messa a ridere e gli ho chiesto: "solo uno?" Lui contento mi ha risposto: "non uno solo, ma diversi".
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