Io l’ho esibita e lui l’ha scopata!
di
pennabianca.
genere
corna
Sono Emilio, 35 anni, moro, occhi scuri, fisico normale. Da quattro anni sono sposato con Alice, mia coetanea, alta quanto me, bionda, occhi azzurri, un bel seno di una terza misura piena, un bel ventre piatto, contrapposto ad uno splendido culetto a forma di cuore, posto al culmine di cosce lunghe e belle. Siamo stati fidanzati tre anni. All'inizio, appena messi insieme, ero un po’ geloso, possessivo, perché venivo da due storie finite male, perché le persone con cui stavo erano, a loro volta, molto gelose. Volevano l'esclusiva, il totale controllo della mia vita ed a me sembrava fosse qualcosa di troppo esagerato. Quando ho conosciuto Alice, ho notato subito che gli altri maschi la guardavano con una certa cupidigia, perché la sua bellezza proprio non passava inosservata. Se poi ci si aggiunge il fatto che a lei piace molto mostrarsi, attirare l'attenzione su di sé, indossando indumenti alquanto provocanti, dovrebbe esser chiaro il perché altri maschi non possano far a meno di osservarla, ed anche con una certa bramosia. All'inizio era qualcosa che mi dava un po' fastidio, che mi lasciava alquanto interdetto e, per questo, Alice, un giorno, ebbe a dirmi che, se non modificassi il mio comportamento, mi avrebbe lasciato.
«Emilio, tu mi piaci, sei bravo, generoso, affettuoso ed io ti amo; ma, quando mi hai conosciuto, non puoi non aver notato che a me piace vestire in maniera audace, provocante, perché a me piace esser al centro delle attenzioni di altri uomini. Mi piace esser desiderata, perché è una cosa che stimola la mia autostima, mi eccita, così da farmi venire da te carica di emozione, al punto da farmi scopare; sentirmi bramata da altri mi fa bagnare ed ecco perché adoro praticare il gioco dell’esibizionismo, specie se poi potrò calmare i miei bollenti spiriti, facendomi scopare dal mio uomo. Emilio, sei tu il mio uomo, quindi, non esser geloso e goditi il fatto che tanti maschi mi vorrebbero ma sarai solo tu a chiavarmi.»
Ho riflettuto a lungo su questo argomento e, un po' alla volta, ho cominciato ad esser fiero del suo modo di esibirsi e provocare altri maschi. Col passare del tempo il gioco si è sempre più evoluto, portandoci a vivere esperienze sempre più stimolanti e belle. La conseguenza di tutto questo sono state scopate davvero fantastiche, durante le quali mi divertivo a stuzzicare Alice e provocarla con parole piuttosto volgari, tipo "zoccola", perché poco prima si era divertita esibendosi con questo o con quello.
«Ti piaceva quel tizio alto, vero? Scommetto che saresti stata capace di fargli un sontuoso pompino con ingoio; chissà, forse, gli avresti dato anche il culo!»
Ovviamente, Alice mi rispondeva per le rime.
«Certo che mi piaceva quel maiale; hai visto come mi ha guardato culo e cosce? Mi sarebbe davvero piaciuto farmelo, me lo sarei fatto metter nel culo e sfondare alla grande!»
È il caso di precisare che possiedo un membro più o meno nella norma e penso di saperlo usare abbastanza bene, ma, a sentire quelle sue parole, mi facevano eccitare così tanto, che mi ritrovavo a scoparla a bestia. Per i tre anni di fidanzamento, questa è stata la regola delle nostre scopate. Appena sposati, pensavo che il gioco si sarebbe ancor più evoluto, mentre, al contrario, per i primi due anni, aveva perso molto della sua potenza. Sicuramente il tutto era dovuto ai nostri impegni di lavoro che, all'inizio, ci hanno coinvolti e stressati in modo abnorme. Poi, lentamente, le cose son migliorate. Durante l'estate del terzo anno di matrimonio si è verificata una vera e propria svolta. Siamo andati in vacanza in Croazia per una settimana e, fin da subito, abbiamo preso atto che si poteva far tranquillamente del nudismo; con gran disinvoltura, Alice si è immediatamente adeguata potendo, a maggior ragione, coltivare la sua propensione all'esibizionismo, facendolo in maniera ancor più ardita. Per i primi tre giorni, si è lasciata ammirare dai tanti maschi che l'hanno intrigata, ma nessuno ha avuto l'ardire di avvicinarla. Naturalmente ero consapevole che potevo correre il rischio che qualcuno potesse scoparmela, ma, dentro di me, era ormai maturato da tempo il desiderio di vederla alle prese con un altro uomo. Il quarto giorno, mentre eravamo in spiaggia completamente nudi, si è sistemato, accanto a noi, un uomo sulla cinquantina. Non troppo alto, dai capelli brizzolati, fisico un po' tarchiato, occhi scuri e muscolatura abbastanza evidente, anche se era chiaro di non esser palestrato. Ho subito notato che, tra le gambe, aveva un bel membro, lungo ben oltre la media, senza esser per niente esagerato; l'aveva più lungo del mio e sicuramente più grosso. Dopo circa mezz'ora che era sdraiato accanto a noi, ho notato che Alice si divertiva a provocarlo, aprendo e chiudendo le cosce. Per me quella cosa non era poi tanto strana; era un gioco che aveva sempre fatto, con il risultato di vedere più di un maschio a cazzo duro, segarsi per lei. Il tizio, invece, la guardava, all'inizio, con addirittura una certa indifferenza; questa particolarità ha provocato ancor più mia moglie, perché si sarebbe aspettata un'erezione istantanea, cosa che invece non si verificava. Pensavo che non fosse interessato, invece poi ho notato che lui la guardava con insistenza e questo mi ha subito incuriosito. Anche Alice ha iniziato a guardarlo più intensamente e lui, prima ha sorriso, poi si è rivolto a lei con una frase ad effetto.
«Splendido gioco questo tuo, ma, per esser una vera provocazione, dovresti far qualcosa di più!»
Alice è rimasta più che stranita a quelle parole, vi ha rimuginato un po' su e poi gli ha chiesto, non senza una certa sfrontatezza, cosa avrebbe dovuto fare oltre quello cui si dedicava; lui si è avvicinato di più a lei, fino ad una distanza di quasi un metro e, a bassa voce, le ha suggerito cosa doveva fare.
«Dovresti passar le tue dita lungo le cosce, fino a raggiungere l'inguine, sfiorare le tue labbra quasi ad invocare chi ti guarda a sostituire la tua mano. Questa operazione mostrerebbe all'esterno tutta la lussuria che hai dentro!»
Subito dopo, è tornato a sdraiarsi sul suo asciugamano, posto appena un po' più lontano. Alice si è girata verso di me, io le ho sorriso e le ho detto che, tutto sommato, poteva esser un'esperienza interessante. Ho visto che ha subito preso ad accarezzarsi, con una lentezza quasi esasperante, prima le cosce e poi anche la sua magnifica patatina. Un movimento lento, languido, che subito ha attirato l'attenzione di alcuni maschi, che si son mostrati con il cazzo in mano, a segarsi per lei. Il tizio ha sorriso ed ha fatto un cenno del capo, quasi a voler significare che era quello che andava fatto; allora ho visto che anche il suo membro ha dato segni di risveglio; lui ha preso ad accarezzarsi molto lentamente ma senza masturbarsi. Nonostante ci fossero alcuni singoli molto dotati, che si son messi in evidenza davanti a mia moglie, Alice ha proseguito a fissare il membro del tizio, che ora era diventato veramente ben rigido. È stato un continuo gioco di sguardi, di carezze molto lascive, senza mai arrivare ad una masturbazione vera e propria; il tutto ha eccitato Alice in una maniera pazzesca. Era così su di giri che, ad un certo punto, mi ha detto che andava a fare il bagno; quando ho provato ad alzarmi, mi ha imposto di star fermo e guardare. Come si è incamminata verso l'acqua, subito è stata seguita da due o tre singoli, mentre il nostro amico è rimasto sdraiato, a sua volta, intento, ad ammirare il fatto che mia moglie era effettivamente assediata da uno stuolo di maschi. Ho fatto il gesto di alzarmi in piedi, ma lui si è voltato verso di me e mi ha detto di restar fermo dov'ero.
«Non ti muovere! Vedrai che la tua donna sarà in grado di farli schizzare tutti, senza godere con nessuno di essi.»
Son rimasto alquanto stupito dal suo tono autoritario avuto anche con me; la cosa mi è piaciuta molto, perché ho visto che i maschi che erano tutt'intorno a mia moglie, ora se lo menavano velocemente e ciascuno ha schizzato, senza che mia moglie sfiorasse, anche solo con un dito, qualcuno di quei membri. Quando è uscita dall'acqua, ho notato la sua espressione soddisfatta; è tornata di nuovo al suo telo e, prima di mettersi seduta, si è abbassata su di me e mi ha baciato, con un sorriso da maliarda.
«Ti è piaciuto ciò che ho fatto? Hai visto come li ho fatti schizzare? Erano troppo su di giri per me. Mi è davvero piaciuto questo gioco diverso dal solito. Il tizio qui davanti, mi sta intrigando tanto!»
Ha pronunciato queste frasi a bassa voce, ma sono certo che il tizio accanto a noi abbia sentito, perché, appena mia moglie si è distesa, ho potuto notare un sorriso di soddisfazione dipinto anche sul suo viso. Alice è rimasta per qualche minuto prona, mostrando il suo magnifico culetto ed ho visto che il tizio si è girato di lato, facendo sì che mia moglie potesse vedere il suo membro, perfettamente in tiro. Intanto si era giunti all'ora di pranzo, per cui ci siamo spostati all'ombra di un chiosco, lì nelle vicinanze, e ci siamo messi a consumare un'insalata estiva; anche il nostro amico ci ha raggiunti ed io l'ho invitato a mettersi seduto al tavolo con noi. Ci siamo presentati, lui ha detto di chiamarsi Mario e di esser un imprenditore di un paese non troppo lontano dal nostro. Si è rivelato esser una persona molto cordiale, educata e rispettosa, e questo è servito a far nascere un certo feeling, sia con me che con mia moglie. Ci ha chiesto da quanto tempo facevamo esibizionismo ed Alice ha risposto che era una cosa che le è sempre piaciuta, fin da ragazzina, spronandola ad indossare minigonne molto corte, per vedere i suoi compagni di liceo sbavare per lei.
«È una cosa che mi ha eccitato sempre tanto; le mie compagne di scuola mi dicevano che era una puttanella, una troietta, che osava mostrarsi a tutti e questo, in parte, era vero, perché era ciò che mi piaceva fare. La maggior parte di esse lo dicevano per invidia, mentre altre lo dicevano perché non riuscivano ad avere la mia stessa disinvoltura. Col tempo, questo gioco mi è piaciuto sempre più ed ora, che sono sposata con lui e che lo apprezza, mi diverto davvero molto a praticarlo.»
Lui ha sorriso, poi si è rivolto a me e mi ha chiesto che cos'era, in particolare, che mi piaceva del gioco di mia moglie.
«Mi piace molto quando vedo che tanti maschi si eccitano per lei. Sapere che è desiderata e capire che se la scopano con gli occhi, immaginando di poter fare con lei qualsiasi porcata, mi eccita moltissimo!»
Alice gli ha chiesto cosa gli era piaciuto di lei, cosa lo aveva intrigato e la sua risposta è stata qualcosa che ci ha sorpreso non poco.
«Mi ha intrigato la tua inesperienza! Ti limitavi solo a mostrare il corpo, mentre invece, come ti ho fatto notare, dovevi anche suscitare interesse nei confronti di chi ti guarda. Far scorrere le tue dita sulle pieghe della vulva, porta chi ti guarda a desiderare di sostituir la tua mano con la propria. In più, mi piacerebbe vederti, mentre raggiungi un orgasmo. Se ti masturbi mentre osservi chi si sta masturbando per te, non solo lo ecciti al massimo, ma gli fai anche capire che quello che fa è di tuo gradimento.»
Ho visto un po' di stupore negli occhi di mia moglie, così, dopo aver fatto un sorriso malizioso ed aver sorbito tutti e tre un buon caffè, siam tornati sotto l'ombrellone e lui ha steso il suo telo, accanto al nostro. Per un certo tempo, siamo rimasti silenziosi sdraiati all'ombra, ma di sicuro pensando, un po' tutti, a cosa di licenzioso poter fare, quando, d'un tratto, Alice ha cominciato a carezzarsi, apriva le cosce, mostrando che le sue dita scivolavano oltre le grandi labbra, fino ad inoltrarsi all'interno della vagina. Immediatamente la cosa ha attratto l'attenzione di due/tre singoli, che si son messi sdraiati a poca distanza da noi ed hanno preso a carezzarsi l'uccello, prima piano e in modo discreto, poi con sempre maggior vigore ed evidenza. Mario si è avvicinato a mia moglie e le ha suggerito di rallentare.
«Non venire subito; prolunga il tuo piacere il più possibile; rallenta, togli le dita, intrise dei tuoi umori e portale, prima alla tua bocca e poi, anche alla mia.»
Son rimasto stupito, perché era la prima volta che un maschio interagiva in maniera così completa con mia moglie; l'idea poi che si sarebbe spinta a fargli sentire il sapore del suo miele, mi ha quasi fatto venire senza toccarmi. È stato il momento in cui ho capito che, alla fine, Mario sarebbe riuscito a chiavarsi mia moglie. Questa idea me lo ha fatto diventar duro come il ferro. In quel preciso istante ho realizzato, dentro di me, che era quanto desideravo da tempo, che lo volevo con tutto me stesso ed ora, probabilmente, si sarebbe avverato. Alice ha continuato ad accarezzarsi, a masturbarsi ancora più lentamente e poi, in maniera molto lasciva, ha sfilato le dita dalla sua passera e se le è portate alla bocca, leccandole con la punta della lingua; poi, si è girata verso di lui e le ha infilate nella sua bocca; ho visto che lui ha leccato con avidità tutto ciò che le ricopriva. Ho girato lo sguardo verso i maschi che ci stavano guardando e, due di essi, hanno sborrato quasi all'istante. La cosa non è sfuggita neanche a Mario, che l'ha evidenziata ad Alice.
«Hai visto che effetto dirompente ha avuto il tuo gesto? Quei due sognavano di aver le loro mani al posto della tua ed è per questo che, quando ti sei leccate le dita, loro son venuti all'istante. Per esibirsi, bisogna aver anche il desiderio di sentirsi troia, altrimenti il tutto si riduce al solo mostrare un po' di carne. Tu, invece, devi mostrare di aver voglia di esser quanto più troia possibile.»
Naturalmente Alice ha dovuto riconoscere la validità di quanto affermato da Mario. Per cui, dopo aver sorriso, gli ha detto che voleva sentirsi, non un po', ma TANTO troia.
Mario le ha risposto che la giornata era ancora lunga e, dopo il tramonto, sarebbe iniziata la notte, per cui c'era tutto il tempo per deliziarsi con quel gioco. Alice ha continuato a masturbarsi lentamente, fino a raggiungere un incontenibile orgasmo, che l'ha sconvolta. Ho visto il suo corpo vibrare come le corde di un violino, mentre dalla sua bocca proveniva un lungo gemito di piacere. Mario l'ha osservata in silenzio e poi, una volta che l'orgasmo aveva avuto luogo ed il suo corpo aveva smesso di fremere, ha sorriso, si è alzato in piedi, ha preso mia moglie per mano e l'ha portata con sé a far il bagno. Sono entrati nell'acqua fino alle ascelle, dopo di che lui le si è messo davanti ed ha preso a masturbarla nell'acqua; ho visto Alice contorcersi più di una volta, in preda a spasmi di piacere immensi. Intorno a loro c'erano quattro o cinque maschi a poca distanza, che hanno osservato tutta la scena e son convinto che anch'essi si son masturbati, venendo come pivelli. Son rimasti in acqua per più di un'ora e, quando sono usciti, ho visto che si guardavano negli occhi in maniera complice. Alice si è sdraiata sul telo e poi mi ha dato un bacio.
«Amore, mi ha mandato in estasi. Mi ha masturbato davanti a tutti quei maschi, facendomi godere tre volte! La cosa incredibile è che, per quanto io lo abbia segato bene e vigorosamente, lui ancora non è venuto.»
Mario ha sorriso e le ha confessato che, in realtà, era già venuto nella sua mente, perché, più che fisicamente, lui adora il gioco psicologico. Siamo rimasti sulla spiaggia, fin quasi al tramonto e, per tutto questo tempo, lui ha continuato ad accarezzare le cosce di mia moglie; in più di un'occasione, l'ha masturbata, mentre dei singoli si segavano in suo onore. Quando siamo venuti via, lui ci ha dato appuntamento per cenare insieme e, prima di salutarci, ha chiesto a mia moglie di prepararsi con un preciso outfit.
«Devi indossare una gonna corta, una camicetta tenuta chiusa da un solo bottone, e niente intimo, ne sopra, né sotto, scarpe dal tacco più alto che hai. Non far sesso con lui sotto la doccia, perché ti voglio ancora ben carica, calda e piena di voglia!»
Son rimasto un po' stupito, nel vedere che Alice ha subito accettato il suggerimento proposto. Giunti nella nostra camera, Alice ha fatto la doccia e si è spalmato l'intero corpo di crema idratante e profumata; poi, dopo aver fatto la doccia a mia volta, sono uscito e mi son avvicinato a lei a cazzo duro
«Amore, Mario ha detto che non ti devo scopare, ma io avverto un dolore fortissimo alle palle per quanto sono dure e piene.»
Alice mi ha sorriso, ha preso in mano il mio membro e me lo ha segato abbastanza velocemente; poi, quando ha capito che stavo per sborrare, si è abbassata e me lo ha preso in bocca, così da ingoiare tutta la notevole sborrato che le ho riversate in gola. Mentre me lo stava succhiando, per pulire e raccogliere l'ultima goccia, mi son divertito a provocarla un po'.
«Ti rendi conto di quanto sei troia? Mi lasci con la voglia addosso, perché lui ti ha detto che ti vuole ancora calda e piena di voglia? Sei la puttana che questa sera si farà scopare da quel tizio; dimmelo che, questa sera, gli darai anche il culo?!»
Questa storia del culo è molto ricorrente, per il semplice motivo che Alice è vergine di culo. È così gelosa del suo culo, che se anche glielo sfioro con un dito, scatta come una molla e, ovviamente, sogno di profanare quel buchetto ogni notte che è accanto a me, ed ora, all'idea che possa offrirlo ad un altro, mi sconvolge non poco. Abbiamo raggiunto Mario nel luogo da lui indicato ed abbiamo passato una bellissima serata; durante la cena, lui si è complimentato molto con lei, ma, soprattutto, ha tenuto, per buona parte della serata, una mano tra le cosce di mia moglie. Naturalmente per Alice, essere masturbata in pubblico, è stato qualcosa di travolgente; qui non si era più su una spiaggia nudista, ma in un ristorante, in mezzo a tanta gente, che poteva certamente capire che mia moglie stesse godendo, perché oscenamente masturbata da un altro. Ovviamente questa cosa mi ha sconvolto molto. A metà cena, sono stato costretto ad andare in bagno a tirarmi una sega, perché stavo veramente rischiando di venir nei calzoni, senza toccarmi. A lasciarli soli, però, mi ha eccitato ancor più. Quando sono uscito dal bagno, ho aspettato qualche secondo prima di tornare nel salone e li ho osservati un po' da lontano: ho visto che lui stava dicendo qualcosa a mia moglie, a distanza molto ravvicinata. Ho visto che Alice ha sorriso ed ha fatto un cenno d'assenso con il capo; quando son tornato, mi ha guardato ed ha detto che la serata prometteva veramente bene. Non sapevo a cosa si riferisse, ma l'ho scoperto poco dopo. Quando siamo usciti dal ristorante, abbiamo percorso un tratto di strada cittadina, fino ad arrivare ad un parco, a ridosso del mare. Durante la passeggiata, Mario ha tenuto sempre il braccio intorno alla vita di Alice e, in più di un'occasione, l’ha baciata sul collo. Appena giunti nel parco, si son seduti su una panchina un po' più defilata, fuori dalla luce dei lampioni e, subito dopo, lui si è messo a baciare e palpare le tette di Alice.
Ho sentito mia moglie gemere di piacere, mentre quello le succhiava i capezzoli, mentre insisteva a tenerle una mano tra le cosce. Ha portato Alice all'orgasmo, facendola fremere per un bel po', poi ha aperto la patta dei pantaloni, ed ha appoggiato una mano sul capo di Alice; lei subito si è abbassata e gli ha preso il cazzo in bocca: ha preso a fargli una pompa fantastica. Se lo è succhiato per bene per qualche minuto e, nello stesso tempo, anch'io ho tirato fuori il mio, ma d'un tratto Mario ha fatto sollevare Alice, l’ha messa in ginocchio sopra la panchina e si è posizionato dietro di lei; con una spinta decisa, glielo ha piantato tutto dentro, facendola godere quasi all'istante.
«Oh sì, finalmente! È tutto il giorno che desidero sentirlo dentro; cazzo, scopami forte! Guarda, Emilio, finalmente puoi vedere… Oh, cazzo, mi sta già facendo venire!»
Ho visto Alice scossa da un profondo orgasmo, così mi son alzato in piedi e son andato dall'altro lato della panchina; le ho infilato il mio cazzo in bocca. Me lo sono fatto succhiare, muovendo il mio corpo con lo stesso ritmo tenuto da Mario ed Alice ha avuto altri due orgasmi molto ravvicinati; poi ha preso a succhiare con vigore il mio cazzo. È stato sconvolgente, vederla montata in maniera così violenta e decisa. Non ho resistito e le ho regalato una bella sborrata, che lei ha ingoiato fino all'ultima goccia. Mentre me lo stava continuando a succhiare, ha avuto ancora un orgasmo e, questa volta, lo ha urlato a voce alta.
«Mi fa godere! Amore, mi fa godere! Cazzo, sento le sue palle che mi sbattono contro; oddio, VENGO!»
Mentre Alice godeva, ho visto Mario pomparla più forte; poi ha cominciato ad assestare dei colpi molto potenti, mentre le sborrava dentro.
«Ecco che arrivo anch'io! Alice, sei una fica fantastica! Sborrarti dentro è doveroso, quasi un obbligo; senti come te la sto riempiendo?»
Alice ha veramente goduto molto, mentre lui sicuramente, ad ogni colpo che dava, forte e vigoroso, le spruzzava dentro continue bordate di sperma.
«Amore, mi sta riempiendo come un bignè. Mai sentita tanta sborra! Cazzo, mi fa venire ancora?!»
Dopo esser rimasto qualche istante immobile, si è tirato fuori e mi ha guardato; mi ha detto di far a cambio. Si è posizionato davanti alla bocca di Alice, lei ha preso a leccare e pulire il suo membro, mentre io mi son messo dietro e, quando ho fatto il gesto di montar mia moglie, lui mi ha bloccato.
«Che fai? Il tuo compito non è montarla ora, ma ripulirla; inginocchiati e lecca!»
Son rimasto bloccato, allibito ad una simile richiesta; Alice si è girata e mi ha guardato, sostenendo che era quello il mio dovere.
«Hai sentito cosa ha detto? Ora sei un cornuto e questo è il tuo compito! Perciò datti da fare e puliscimela per bene!»
Un po' stordito, sconvolto dalla situazione, mi son abbassato e mi son trovato davanti la fica di mia moglie aperta, con le labbra gonfie ed un po' arrossata, ma, soprattutto, piena! Colava già della crema bianca ed ho dato una prima leccata, poi un'altra, e, alla fine, ho incollato la mia bocca contro la sua vulva ed ho preso a raccogliere golosamente la sbroda che stava colando. È stata la prima di una lunga serie di volte, in cui ho pulito la fica di mia moglie. Per tutto il resto della vacanza, lui l'ha montata regolarmente e l'ha riempita sistematicamente. Dopo che siamo tornati è diventato il suo bull fisso; ora viene a scopare mia moglie, due volte a settimana, a casa mia. Per impedirmi di scopare con lei, già da tempo, mi ha ingabbiato l'uccello ed ora li guardo, mentre lui la sta facendo godere, mentre la sodomizza; gli piace pompare quel culo che ha sverginato una settimana dopo che siamo tornati dalla vacanza. Da tre mesi, Alice ha sospeso ogni tipo di precauzione ed ha già un ritardo di tre settimane.
Quando ne son venuto a conoscenza, sono venuto senza toccarmi e questo l'ha rese felice; contenta mi ha accarezzato l'uccello chiuso nella gabbietta e mi ha detto che era felice di vedere quanto questa cosa mi fosse piaciuta. In effetti impazzisco di piacere nel veder mia moglie godere con lui, perché è un vero spettacolo; ovviamente vengo senza toccarmi e cerco di non darlo a vedere, perché ne restano alquanto infastiditi.
«Emilio, tu mi piaci, sei bravo, generoso, affettuoso ed io ti amo; ma, quando mi hai conosciuto, non puoi non aver notato che a me piace vestire in maniera audace, provocante, perché a me piace esser al centro delle attenzioni di altri uomini. Mi piace esser desiderata, perché è una cosa che stimola la mia autostima, mi eccita, così da farmi venire da te carica di emozione, al punto da farmi scopare; sentirmi bramata da altri mi fa bagnare ed ecco perché adoro praticare il gioco dell’esibizionismo, specie se poi potrò calmare i miei bollenti spiriti, facendomi scopare dal mio uomo. Emilio, sei tu il mio uomo, quindi, non esser geloso e goditi il fatto che tanti maschi mi vorrebbero ma sarai solo tu a chiavarmi.»
Ho riflettuto a lungo su questo argomento e, un po' alla volta, ho cominciato ad esser fiero del suo modo di esibirsi e provocare altri maschi. Col passare del tempo il gioco si è sempre più evoluto, portandoci a vivere esperienze sempre più stimolanti e belle. La conseguenza di tutto questo sono state scopate davvero fantastiche, durante le quali mi divertivo a stuzzicare Alice e provocarla con parole piuttosto volgari, tipo "zoccola", perché poco prima si era divertita esibendosi con questo o con quello.
«Ti piaceva quel tizio alto, vero? Scommetto che saresti stata capace di fargli un sontuoso pompino con ingoio; chissà, forse, gli avresti dato anche il culo!»
Ovviamente, Alice mi rispondeva per le rime.
«Certo che mi piaceva quel maiale; hai visto come mi ha guardato culo e cosce? Mi sarebbe davvero piaciuto farmelo, me lo sarei fatto metter nel culo e sfondare alla grande!»
È il caso di precisare che possiedo un membro più o meno nella norma e penso di saperlo usare abbastanza bene, ma, a sentire quelle sue parole, mi facevano eccitare così tanto, che mi ritrovavo a scoparla a bestia. Per i tre anni di fidanzamento, questa è stata la regola delle nostre scopate. Appena sposati, pensavo che il gioco si sarebbe ancor più evoluto, mentre, al contrario, per i primi due anni, aveva perso molto della sua potenza. Sicuramente il tutto era dovuto ai nostri impegni di lavoro che, all'inizio, ci hanno coinvolti e stressati in modo abnorme. Poi, lentamente, le cose son migliorate. Durante l'estate del terzo anno di matrimonio si è verificata una vera e propria svolta. Siamo andati in vacanza in Croazia per una settimana e, fin da subito, abbiamo preso atto che si poteva far tranquillamente del nudismo; con gran disinvoltura, Alice si è immediatamente adeguata potendo, a maggior ragione, coltivare la sua propensione all'esibizionismo, facendolo in maniera ancor più ardita. Per i primi tre giorni, si è lasciata ammirare dai tanti maschi che l'hanno intrigata, ma nessuno ha avuto l'ardire di avvicinarla. Naturalmente ero consapevole che potevo correre il rischio che qualcuno potesse scoparmela, ma, dentro di me, era ormai maturato da tempo il desiderio di vederla alle prese con un altro uomo. Il quarto giorno, mentre eravamo in spiaggia completamente nudi, si è sistemato, accanto a noi, un uomo sulla cinquantina. Non troppo alto, dai capelli brizzolati, fisico un po' tarchiato, occhi scuri e muscolatura abbastanza evidente, anche se era chiaro di non esser palestrato. Ho subito notato che, tra le gambe, aveva un bel membro, lungo ben oltre la media, senza esser per niente esagerato; l'aveva più lungo del mio e sicuramente più grosso. Dopo circa mezz'ora che era sdraiato accanto a noi, ho notato che Alice si divertiva a provocarlo, aprendo e chiudendo le cosce. Per me quella cosa non era poi tanto strana; era un gioco che aveva sempre fatto, con il risultato di vedere più di un maschio a cazzo duro, segarsi per lei. Il tizio, invece, la guardava, all'inizio, con addirittura una certa indifferenza; questa particolarità ha provocato ancor più mia moglie, perché si sarebbe aspettata un'erezione istantanea, cosa che invece non si verificava. Pensavo che non fosse interessato, invece poi ho notato che lui la guardava con insistenza e questo mi ha subito incuriosito. Anche Alice ha iniziato a guardarlo più intensamente e lui, prima ha sorriso, poi si è rivolto a lei con una frase ad effetto.
«Splendido gioco questo tuo, ma, per esser una vera provocazione, dovresti far qualcosa di più!»
Alice è rimasta più che stranita a quelle parole, vi ha rimuginato un po' su e poi gli ha chiesto, non senza una certa sfrontatezza, cosa avrebbe dovuto fare oltre quello cui si dedicava; lui si è avvicinato di più a lei, fino ad una distanza di quasi un metro e, a bassa voce, le ha suggerito cosa doveva fare.
«Dovresti passar le tue dita lungo le cosce, fino a raggiungere l'inguine, sfiorare le tue labbra quasi ad invocare chi ti guarda a sostituire la tua mano. Questa operazione mostrerebbe all'esterno tutta la lussuria che hai dentro!»
Subito dopo, è tornato a sdraiarsi sul suo asciugamano, posto appena un po' più lontano. Alice si è girata verso di me, io le ho sorriso e le ho detto che, tutto sommato, poteva esser un'esperienza interessante. Ho visto che ha subito preso ad accarezzarsi, con una lentezza quasi esasperante, prima le cosce e poi anche la sua magnifica patatina. Un movimento lento, languido, che subito ha attirato l'attenzione di alcuni maschi, che si son mostrati con il cazzo in mano, a segarsi per lei. Il tizio ha sorriso ed ha fatto un cenno del capo, quasi a voler significare che era quello che andava fatto; allora ho visto che anche il suo membro ha dato segni di risveglio; lui ha preso ad accarezzarsi molto lentamente ma senza masturbarsi. Nonostante ci fossero alcuni singoli molto dotati, che si son messi in evidenza davanti a mia moglie, Alice ha proseguito a fissare il membro del tizio, che ora era diventato veramente ben rigido. È stato un continuo gioco di sguardi, di carezze molto lascive, senza mai arrivare ad una masturbazione vera e propria; il tutto ha eccitato Alice in una maniera pazzesca. Era così su di giri che, ad un certo punto, mi ha detto che andava a fare il bagno; quando ho provato ad alzarmi, mi ha imposto di star fermo e guardare. Come si è incamminata verso l'acqua, subito è stata seguita da due o tre singoli, mentre il nostro amico è rimasto sdraiato, a sua volta, intento, ad ammirare il fatto che mia moglie era effettivamente assediata da uno stuolo di maschi. Ho fatto il gesto di alzarmi in piedi, ma lui si è voltato verso di me e mi ha detto di restar fermo dov'ero.
«Non ti muovere! Vedrai che la tua donna sarà in grado di farli schizzare tutti, senza godere con nessuno di essi.»
Son rimasto alquanto stupito dal suo tono autoritario avuto anche con me; la cosa mi è piaciuta molto, perché ho visto che i maschi che erano tutt'intorno a mia moglie, ora se lo menavano velocemente e ciascuno ha schizzato, senza che mia moglie sfiorasse, anche solo con un dito, qualcuno di quei membri. Quando è uscita dall'acqua, ho notato la sua espressione soddisfatta; è tornata di nuovo al suo telo e, prima di mettersi seduta, si è abbassata su di me e mi ha baciato, con un sorriso da maliarda.
«Ti è piaciuto ciò che ho fatto? Hai visto come li ho fatti schizzare? Erano troppo su di giri per me. Mi è davvero piaciuto questo gioco diverso dal solito. Il tizio qui davanti, mi sta intrigando tanto!»
Ha pronunciato queste frasi a bassa voce, ma sono certo che il tizio accanto a noi abbia sentito, perché, appena mia moglie si è distesa, ho potuto notare un sorriso di soddisfazione dipinto anche sul suo viso. Alice è rimasta per qualche minuto prona, mostrando il suo magnifico culetto ed ho visto che il tizio si è girato di lato, facendo sì che mia moglie potesse vedere il suo membro, perfettamente in tiro. Intanto si era giunti all'ora di pranzo, per cui ci siamo spostati all'ombra di un chiosco, lì nelle vicinanze, e ci siamo messi a consumare un'insalata estiva; anche il nostro amico ci ha raggiunti ed io l'ho invitato a mettersi seduto al tavolo con noi. Ci siamo presentati, lui ha detto di chiamarsi Mario e di esser un imprenditore di un paese non troppo lontano dal nostro. Si è rivelato esser una persona molto cordiale, educata e rispettosa, e questo è servito a far nascere un certo feeling, sia con me che con mia moglie. Ci ha chiesto da quanto tempo facevamo esibizionismo ed Alice ha risposto che era una cosa che le è sempre piaciuta, fin da ragazzina, spronandola ad indossare minigonne molto corte, per vedere i suoi compagni di liceo sbavare per lei.
«È una cosa che mi ha eccitato sempre tanto; le mie compagne di scuola mi dicevano che era una puttanella, una troietta, che osava mostrarsi a tutti e questo, in parte, era vero, perché era ciò che mi piaceva fare. La maggior parte di esse lo dicevano per invidia, mentre altre lo dicevano perché non riuscivano ad avere la mia stessa disinvoltura. Col tempo, questo gioco mi è piaciuto sempre più ed ora, che sono sposata con lui e che lo apprezza, mi diverto davvero molto a praticarlo.»
Lui ha sorriso, poi si è rivolto a me e mi ha chiesto che cos'era, in particolare, che mi piaceva del gioco di mia moglie.
«Mi piace molto quando vedo che tanti maschi si eccitano per lei. Sapere che è desiderata e capire che se la scopano con gli occhi, immaginando di poter fare con lei qualsiasi porcata, mi eccita moltissimo!»
Alice gli ha chiesto cosa gli era piaciuto di lei, cosa lo aveva intrigato e la sua risposta è stata qualcosa che ci ha sorpreso non poco.
«Mi ha intrigato la tua inesperienza! Ti limitavi solo a mostrare il corpo, mentre invece, come ti ho fatto notare, dovevi anche suscitare interesse nei confronti di chi ti guarda. Far scorrere le tue dita sulle pieghe della vulva, porta chi ti guarda a desiderare di sostituir la tua mano con la propria. In più, mi piacerebbe vederti, mentre raggiungi un orgasmo. Se ti masturbi mentre osservi chi si sta masturbando per te, non solo lo ecciti al massimo, ma gli fai anche capire che quello che fa è di tuo gradimento.»
Ho visto un po' di stupore negli occhi di mia moglie, così, dopo aver fatto un sorriso malizioso ed aver sorbito tutti e tre un buon caffè, siam tornati sotto l'ombrellone e lui ha steso il suo telo, accanto al nostro. Per un certo tempo, siamo rimasti silenziosi sdraiati all'ombra, ma di sicuro pensando, un po' tutti, a cosa di licenzioso poter fare, quando, d'un tratto, Alice ha cominciato a carezzarsi, apriva le cosce, mostrando che le sue dita scivolavano oltre le grandi labbra, fino ad inoltrarsi all'interno della vagina. Immediatamente la cosa ha attratto l'attenzione di due/tre singoli, che si son messi sdraiati a poca distanza da noi ed hanno preso a carezzarsi l'uccello, prima piano e in modo discreto, poi con sempre maggior vigore ed evidenza. Mario si è avvicinato a mia moglie e le ha suggerito di rallentare.
«Non venire subito; prolunga il tuo piacere il più possibile; rallenta, togli le dita, intrise dei tuoi umori e portale, prima alla tua bocca e poi, anche alla mia.»
Son rimasto stupito, perché era la prima volta che un maschio interagiva in maniera così completa con mia moglie; l'idea poi che si sarebbe spinta a fargli sentire il sapore del suo miele, mi ha quasi fatto venire senza toccarmi. È stato il momento in cui ho capito che, alla fine, Mario sarebbe riuscito a chiavarsi mia moglie. Questa idea me lo ha fatto diventar duro come il ferro. In quel preciso istante ho realizzato, dentro di me, che era quanto desideravo da tempo, che lo volevo con tutto me stesso ed ora, probabilmente, si sarebbe avverato. Alice ha continuato ad accarezzarsi, a masturbarsi ancora più lentamente e poi, in maniera molto lasciva, ha sfilato le dita dalla sua passera e se le è portate alla bocca, leccandole con la punta della lingua; poi, si è girata verso di lui e le ha infilate nella sua bocca; ho visto che lui ha leccato con avidità tutto ciò che le ricopriva. Ho girato lo sguardo verso i maschi che ci stavano guardando e, due di essi, hanno sborrato quasi all'istante. La cosa non è sfuggita neanche a Mario, che l'ha evidenziata ad Alice.
«Hai visto che effetto dirompente ha avuto il tuo gesto? Quei due sognavano di aver le loro mani al posto della tua ed è per questo che, quando ti sei leccate le dita, loro son venuti all'istante. Per esibirsi, bisogna aver anche il desiderio di sentirsi troia, altrimenti il tutto si riduce al solo mostrare un po' di carne. Tu, invece, devi mostrare di aver voglia di esser quanto più troia possibile.»
Naturalmente Alice ha dovuto riconoscere la validità di quanto affermato da Mario. Per cui, dopo aver sorriso, gli ha detto che voleva sentirsi, non un po', ma TANTO troia.
Mario le ha risposto che la giornata era ancora lunga e, dopo il tramonto, sarebbe iniziata la notte, per cui c'era tutto il tempo per deliziarsi con quel gioco. Alice ha continuato a masturbarsi lentamente, fino a raggiungere un incontenibile orgasmo, che l'ha sconvolta. Ho visto il suo corpo vibrare come le corde di un violino, mentre dalla sua bocca proveniva un lungo gemito di piacere. Mario l'ha osservata in silenzio e poi, una volta che l'orgasmo aveva avuto luogo ed il suo corpo aveva smesso di fremere, ha sorriso, si è alzato in piedi, ha preso mia moglie per mano e l'ha portata con sé a far il bagno. Sono entrati nell'acqua fino alle ascelle, dopo di che lui le si è messo davanti ed ha preso a masturbarla nell'acqua; ho visto Alice contorcersi più di una volta, in preda a spasmi di piacere immensi. Intorno a loro c'erano quattro o cinque maschi a poca distanza, che hanno osservato tutta la scena e son convinto che anch'essi si son masturbati, venendo come pivelli. Son rimasti in acqua per più di un'ora e, quando sono usciti, ho visto che si guardavano negli occhi in maniera complice. Alice si è sdraiata sul telo e poi mi ha dato un bacio.
«Amore, mi ha mandato in estasi. Mi ha masturbato davanti a tutti quei maschi, facendomi godere tre volte! La cosa incredibile è che, per quanto io lo abbia segato bene e vigorosamente, lui ancora non è venuto.»
Mario ha sorriso e le ha confessato che, in realtà, era già venuto nella sua mente, perché, più che fisicamente, lui adora il gioco psicologico. Siamo rimasti sulla spiaggia, fin quasi al tramonto e, per tutto questo tempo, lui ha continuato ad accarezzare le cosce di mia moglie; in più di un'occasione, l'ha masturbata, mentre dei singoli si segavano in suo onore. Quando siamo venuti via, lui ci ha dato appuntamento per cenare insieme e, prima di salutarci, ha chiesto a mia moglie di prepararsi con un preciso outfit.
«Devi indossare una gonna corta, una camicetta tenuta chiusa da un solo bottone, e niente intimo, ne sopra, né sotto, scarpe dal tacco più alto che hai. Non far sesso con lui sotto la doccia, perché ti voglio ancora ben carica, calda e piena di voglia!»
Son rimasto un po' stupito, nel vedere che Alice ha subito accettato il suggerimento proposto. Giunti nella nostra camera, Alice ha fatto la doccia e si è spalmato l'intero corpo di crema idratante e profumata; poi, dopo aver fatto la doccia a mia volta, sono uscito e mi son avvicinato a lei a cazzo duro
«Amore, Mario ha detto che non ti devo scopare, ma io avverto un dolore fortissimo alle palle per quanto sono dure e piene.»
Alice mi ha sorriso, ha preso in mano il mio membro e me lo ha segato abbastanza velocemente; poi, quando ha capito che stavo per sborrare, si è abbassata e me lo ha preso in bocca, così da ingoiare tutta la notevole sborrato che le ho riversate in gola. Mentre me lo stava succhiando, per pulire e raccogliere l'ultima goccia, mi son divertito a provocarla un po'.
«Ti rendi conto di quanto sei troia? Mi lasci con la voglia addosso, perché lui ti ha detto che ti vuole ancora calda e piena di voglia? Sei la puttana che questa sera si farà scopare da quel tizio; dimmelo che, questa sera, gli darai anche il culo?!»
Questa storia del culo è molto ricorrente, per il semplice motivo che Alice è vergine di culo. È così gelosa del suo culo, che se anche glielo sfioro con un dito, scatta come una molla e, ovviamente, sogno di profanare quel buchetto ogni notte che è accanto a me, ed ora, all'idea che possa offrirlo ad un altro, mi sconvolge non poco. Abbiamo raggiunto Mario nel luogo da lui indicato ed abbiamo passato una bellissima serata; durante la cena, lui si è complimentato molto con lei, ma, soprattutto, ha tenuto, per buona parte della serata, una mano tra le cosce di mia moglie. Naturalmente per Alice, essere masturbata in pubblico, è stato qualcosa di travolgente; qui non si era più su una spiaggia nudista, ma in un ristorante, in mezzo a tanta gente, che poteva certamente capire che mia moglie stesse godendo, perché oscenamente masturbata da un altro. Ovviamente questa cosa mi ha sconvolto molto. A metà cena, sono stato costretto ad andare in bagno a tirarmi una sega, perché stavo veramente rischiando di venir nei calzoni, senza toccarmi. A lasciarli soli, però, mi ha eccitato ancor più. Quando sono uscito dal bagno, ho aspettato qualche secondo prima di tornare nel salone e li ho osservati un po' da lontano: ho visto che lui stava dicendo qualcosa a mia moglie, a distanza molto ravvicinata. Ho visto che Alice ha sorriso ed ha fatto un cenno d'assenso con il capo; quando son tornato, mi ha guardato ed ha detto che la serata prometteva veramente bene. Non sapevo a cosa si riferisse, ma l'ho scoperto poco dopo. Quando siamo usciti dal ristorante, abbiamo percorso un tratto di strada cittadina, fino ad arrivare ad un parco, a ridosso del mare. Durante la passeggiata, Mario ha tenuto sempre il braccio intorno alla vita di Alice e, in più di un'occasione, l’ha baciata sul collo. Appena giunti nel parco, si son seduti su una panchina un po' più defilata, fuori dalla luce dei lampioni e, subito dopo, lui si è messo a baciare e palpare le tette di Alice.
Ho sentito mia moglie gemere di piacere, mentre quello le succhiava i capezzoli, mentre insisteva a tenerle una mano tra le cosce. Ha portato Alice all'orgasmo, facendola fremere per un bel po', poi ha aperto la patta dei pantaloni, ed ha appoggiato una mano sul capo di Alice; lei subito si è abbassata e gli ha preso il cazzo in bocca: ha preso a fargli una pompa fantastica. Se lo è succhiato per bene per qualche minuto e, nello stesso tempo, anch'io ho tirato fuori il mio, ma d'un tratto Mario ha fatto sollevare Alice, l’ha messa in ginocchio sopra la panchina e si è posizionato dietro di lei; con una spinta decisa, glielo ha piantato tutto dentro, facendola godere quasi all'istante.
«Oh sì, finalmente! È tutto il giorno che desidero sentirlo dentro; cazzo, scopami forte! Guarda, Emilio, finalmente puoi vedere… Oh, cazzo, mi sta già facendo venire!»
Ho visto Alice scossa da un profondo orgasmo, così mi son alzato in piedi e son andato dall'altro lato della panchina; le ho infilato il mio cazzo in bocca. Me lo sono fatto succhiare, muovendo il mio corpo con lo stesso ritmo tenuto da Mario ed Alice ha avuto altri due orgasmi molto ravvicinati; poi ha preso a succhiare con vigore il mio cazzo. È stato sconvolgente, vederla montata in maniera così violenta e decisa. Non ho resistito e le ho regalato una bella sborrata, che lei ha ingoiato fino all'ultima goccia. Mentre me lo stava continuando a succhiare, ha avuto ancora un orgasmo e, questa volta, lo ha urlato a voce alta.
«Mi fa godere! Amore, mi fa godere! Cazzo, sento le sue palle che mi sbattono contro; oddio, VENGO!»
Mentre Alice godeva, ho visto Mario pomparla più forte; poi ha cominciato ad assestare dei colpi molto potenti, mentre le sborrava dentro.
«Ecco che arrivo anch'io! Alice, sei una fica fantastica! Sborrarti dentro è doveroso, quasi un obbligo; senti come te la sto riempiendo?»
Alice ha veramente goduto molto, mentre lui sicuramente, ad ogni colpo che dava, forte e vigoroso, le spruzzava dentro continue bordate di sperma.
«Amore, mi sta riempiendo come un bignè. Mai sentita tanta sborra! Cazzo, mi fa venire ancora?!»
Dopo esser rimasto qualche istante immobile, si è tirato fuori e mi ha guardato; mi ha detto di far a cambio. Si è posizionato davanti alla bocca di Alice, lei ha preso a leccare e pulire il suo membro, mentre io mi son messo dietro e, quando ho fatto il gesto di montar mia moglie, lui mi ha bloccato.
«Che fai? Il tuo compito non è montarla ora, ma ripulirla; inginocchiati e lecca!»
Son rimasto bloccato, allibito ad una simile richiesta; Alice si è girata e mi ha guardato, sostenendo che era quello il mio dovere.
«Hai sentito cosa ha detto? Ora sei un cornuto e questo è il tuo compito! Perciò datti da fare e puliscimela per bene!»
Un po' stordito, sconvolto dalla situazione, mi son abbassato e mi son trovato davanti la fica di mia moglie aperta, con le labbra gonfie ed un po' arrossata, ma, soprattutto, piena! Colava già della crema bianca ed ho dato una prima leccata, poi un'altra, e, alla fine, ho incollato la mia bocca contro la sua vulva ed ho preso a raccogliere golosamente la sbroda che stava colando. È stata la prima di una lunga serie di volte, in cui ho pulito la fica di mia moglie. Per tutto il resto della vacanza, lui l'ha montata regolarmente e l'ha riempita sistematicamente. Dopo che siamo tornati è diventato il suo bull fisso; ora viene a scopare mia moglie, due volte a settimana, a casa mia. Per impedirmi di scopare con lei, già da tempo, mi ha ingabbiato l'uccello ed ora li guardo, mentre lui la sta facendo godere, mentre la sodomizza; gli piace pompare quel culo che ha sverginato una settimana dopo che siamo tornati dalla vacanza. Da tre mesi, Alice ha sospeso ogni tipo di precauzione ed ha già un ritardo di tre settimane.
Quando ne son venuto a conoscenza, sono venuto senza toccarmi e questo l'ha rese felice; contenta mi ha accarezzato l'uccello chiuso nella gabbietta e mi ha detto che era felice di vedere quanto questa cosa mi fosse piaciuta. In effetti impazzisco di piacere nel veder mia moglie godere con lui, perché è un vero spettacolo; ovviamente vengo senza toccarmi e cerco di non darlo a vedere, perché ne restano alquanto infastiditi.
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