Il bull di mia moglie.

di
genere
corna


Mi chiamo Mario, ho 36 anni, sono di media statura, capelli neri, occhi scuri, fisico nella norma. Da 6 anni, sono sposato con Anna, mia coetanea, bella donna alta, mora, occhi scuri, seno di una quarta misura abbondante, fianchi leggermente morbidi ma non grassa, bel culo prominente che fa da cornice a cosce lunghe e ben tornite. Ci siamo conosciuti per puro caso, allorché sono stato ricoverato nel reparto ospedaliero dove lei lavora come infermiera, per esser operato di appendicectomia. Ricordo che ne fui un po' imbarazzato, quando venne a radere il mio inguine prima dell'intervento. Ebbe a provvedervi con una disinvoltura tale che l'imbarazzo fu solo e tutto mio. Divenimmo subito amici e iniziammo a frequentarci; lei, in quel periodo, veniva da una storia chiusa con qualche strascico, così, quando mi son proposto a rallegrare un po' la sua vita, lei ha accettato subito e, ben presto, ci siamo innamorati, pervenendo al matrimonio l'anno successivo. A 30 anni, mi son trovato una moglie che, a letto, era una vera forza della natura: aperta in ogni buco dal il precedente fidanzato, che era un porco di prima categoria; sapeva tirare pompini sontuosi e, inopinatamente, ti ingoiava anche l'anima. A mia volta, venivo da un paio di storie più che deludenti, finite perché quelle con cui avevo impattato, erano persone troppo pudiche per i miei gusti, mentre, in realtà, volevo una donna proprio come lei, disinibita, tendenzialmente troia, ma anche innamorata e complice. Fin da subito e, appena sposati, abbiamo messo in chiaro proprio questi concetti e lei si è detta più che soddisfatta per non essersi imbattuta in un soggetto geloso, bensì uno cui piacesse l'idea di poter fare la troia per il piacere di entrambi. Man mano, abbiamo preso a raccontarci un po' del nostro passato e, soprattutto, mi piaceva da matti riandare con la mente alla volta in cui aveva dovuto radermi, tenendo il mio cazzo in mano con una scioltezza assoluta. Lei mi rispondeva dicendo che si trattava semplicemente di lavoro e che il mio membro, per lei, non era altro che una qualunque altra parte del corpo. In realtà, poi, nel tempo, ha confessato una cosa che mi ha fatto eccitare molto. Mi ha raccontato che, all'inizio di quel suo lavoro, c'era un infermiere, responsabile del reparto e, spesso e volentieri, demandava sempre a lei il compito di radere le persone che dovevano esser operate. Mi ha confessato che, più di una volta, si era trovata tra le mani dei membri veramente grossi, insinuandole la voglia di aver a che fare con un superdotato. Inoltre, ha tenuto a precisare che non era stato proprio un fidanzato a iniziarla ai piaceri del sesso, ma Federico, il vecchio primario che sovraintendeva il reparto e, insieme a Pasquale, che era il caposala da cui proveniva l'incombenza di radere, spesso e volentieri se la scopavano in doppia. Questa notizia è servita a far scatenare ancor più la mia lussuria nei suoi confronti, al punto che, dopo circa tre anni che eravamo sposati, per la prima volta ho spinto mia moglie tra le braccia di un altro maschio. Avevamo conosciuto una coppia in vacanza, che ci aveva fatto capire che avrebbero gradito far lo scambio del partner; così, la sera prima della fine della vacanza, ci siam trovati, tutti e quattro allegramente insieme sopra un letto; per la prima volta ho visto Anna scopata da un altro uomo e, ammetto, che la cosa mi era piaciuta moltissimo. Per fortuna ho tra le gambe un membro di ottime dimensioni, sia in lunghezza che circonferenza, ma quello che ha in mente mia moglie è qualcosa di più grosso ancora, in quanto ha precisato che le era capitato di radere gli inguini di due cazzi di misure davvero eccezionali.
«Per una volta, nella vita, mi piacerebbe provare! Come ti ho detto, mi hanno scopato in doppia, ma è rimasta in me la voglia di sentirne uno proprio grosso che mi sfondi tutta!»
Per circa un anno non abbiamo più ripreso questo argomento, poi, casualmente, è stata lei stessa che, in qualche modo, ha trovato il candidato giusto. Mi ha raccontato di un paziente, di nome Carlo, venuto anche lui per una appendicectomia.
«È un bel maschio sulla cinquantina, con fisico asciutto e ben strutturato, ma, soprattutto, munito di un cazzo veramente sproporzionato! Quando l'ho preso in mano per depilarlo, lui mi ha guardato ed ha fatto un mezzo sorrisetto, piuttosto ironico.
“Signora, me lo tratti con cura! Capisco che non è una cosa che possa vede tutti i giorni, però serve che si mantenga in perfetto stato!”
Io gli ho sorriso rispondendogli che, non solo era una cosa che non si vedeva di tutti i giorni, ma, comunque, sarebbe stato ancor più bello vederlo al di fuori di quel contesto ospedaliero. Lui ha risposto che se ne sarebbe potuto riparlare dopo l'operazione. Giusto ieri è passato per un saluto e, quando mi ha visto, mi ha offerto un caffè; mentre eravamo alla macchinetta, mi ha chiesto se ero sempre intenzionata a veder come si comportava il suo membro al di fuori dell'ospedale e io gli ho risposto che ne avrei parlato con te, onde ottenerne l'assenso. È rimasto un attimo stupito, poi ha sorriso e mi ha dato il suo numero di telefono, aggiungendo che dovrai esser tu a contattarlo!»
Ho visto l'espressione del viso di mia moglie mentre mi dava il numero di telefono ed ho notato che era alquanto ansiosa di sapere se lo avessi fatto.
«Va bene, amore; adesso lo contatto e ti faccio sapere!»
Il pomeriggio dello stesso giorno, lo contatto al telefono e ci mettiamo a parlare di tutta la vicenda. Faccio qualche domanda e lui, a sua volta, me ne rivolge altre.
«Mario, ma è la prima volta che... voglio dire: con tua moglie hai già avuto qualche esperienza trasgressiva?»
Mi piace subito il suo modo garbato, gentile, ma, soprattutto, mi piace il suo modo sereno di parlare. Gli racconto la nostra esperienza dello scambio di coppia e lui mi fa subito un'altra domanda più precisa.
«Ho capito! Però, mi sembra di capire che non sei mai stato a guardare tua moglie, mentre viene chiavata da un altro?!»
Ci penso un attimo e gli rispondo che l'ho vista solo in quell'occasione in cui ha scopato con il marito di quella con cui stavo scopando a mia volta. Lui mi dice che non è nuovo a queste esperienze; più di una volta gli è capitato di scopare una donna/moglie davanti al marito e, per esperienza, mi chiede una cosa, che mi lascia alquanto perplesso.
«Non ho nessun problema a far godere tua moglie sotto i tuoi occhi, ma vorrei porre una condizione: tu devi solo guardare, perché voglio scoparla da solo, mentre tu resti lì ad ammirarla!»
Son rimasto un po' stupito da questa sua richiesta, ma, in considerazione di quanto mia moglie ci tenesse a vivere questa esperienza e avendo trovato lei stessa la persona giusta, ho deciso di accettare anche questa particolare situazione. Così ci mettiamo d'accordo per vederci un sabato sera che mia moglie è libera dal lavoro e il giorno dopo avrebbe potuto benissimo riposare. Quando ne ho parlato con lei, è rimasta un attimo titubante, perché temeva che la cosa avrebbe potuto influire negativamente sul nostro rapporto, ma, soprattutto, perché anche lei si mostrava alquanto sorpresa per il fatto che lui voleva chiavare con lei, mentre io avrei dovuto esser un semplice guardone. Ho compreso appieno le sue preoccupazioni, ma l’ho rassicurata dicendo che, in fondo, era un'esperienza che volevo vivere anch'io, in considerazione del fatto che mi era piaciuto moltissimo allorché l'avevo vista godere sotto i colpi del cazzo del marito della coppia conosciuta al mare. Ci dà appuntamento a casa sua e ci viene incontro in un bar, perché voglio conoscerlo anch'io ed esser certo che sia una persona più che discreta. Quella sera Anna proprio non stava nella pelle: era insicura su tutto! Solo per convincerla a vestire un po' sexy, ho dovuto sudare le proverbiali sette camicie. Alla fine, ha indossato una minigonna non troppo corta, fortunatamente larga, un perizoma ed un paio di scarpe dai tacchi alti. Il reggiseno dello stesso colore del perizoma ed una camicetta nera, poi siamo andati all'appuntamento. Quando me lo son trovato davanti, ho capito perché aveva suscitato l'interesse di mia moglie. Aspetto imponente, massiccio ma non grasso, capelli brizzolati, occhi neri molto profondi. Un bel maschio maturo, dallo sguardo assassino di quelli che mandano in tilt ogni tipo di donna; nel caso di mia moglie, sicuramente le ricordava quel porco del primario che, per diversi anni, se l'era scopata insieme all'altro maiale del caposala. Fatte le presentazioni, vedo che si muove con estrema disinvoltura, indice del fatto che l'esperienza non le manca. Parliamo un po' del più e del meno, poi lui si allontana, facendo in modo che io e mia moglie possiamo confrontare le nostre impressioni su di lui. Anna è tutt'un fascio di nervi! È indecisa se accettare di chiavarselo oppure andarsene, ma, a questo punto, sono io che, nonostante avverta le classiche "farfalle" allo stomaco per un misto di gelosia ed eccitazione, incito mia moglie a provare l'esperienza. Lui ritorna e sono proprio io a dirgli che va tutto bene; quindi usciamo dal bar e ci rechiamo a casa sua. Entriamo nel suo appartamento ed entrambi restiamo piacevolmente sorpresi nel vedere che è pulito e ben tenuto; lui ci offre una coppa di prosecco. Ci mettiamo comodi, ma vedo che mia moglie non riesce ad allentare la tensione e, per un attimo, io e lui, senza farlo notare ad Anna, ci guardiamo negli occhi e lui capisce la situazione; così, con la scusa di andare in bagno, ci lascia di nuovo soli. Anna mi guarda e dice che vuole andarsene.
«Amore, lasciamo perdere! Dai, andiamo via! Temo che questa storia possa rovinare il nostro rapporto!»
Mentre parla, io le metto un braccio intorno al collo e la avvicino a me; mentre la bacio in bocca, le infilo una mano tra le cosce e scopro che è semplicemente fradicia. La accarezzo un po' da sopra le mutandine e, in qualche modo, lei trova un minimo di rilassamento. Quando torna, Carlo ci sorride, si siede accanto a lei e, a quel punto, sono io che mi dileguo, adducendo, a mia volta, di aver bisogno del bagno; resto qualche minuto nascosto, poi mi avvicino, non li sento parlare, così, mentre il cuore mi batte come un tamburo impazzito, guardo oltre l'angolo; vedo che lui è sopra di lei e la sta baciando con passione; ha una mano infilata sotto la sua gonna. Il cazzo mi esplode nei calzoni! È una scena sconvolgente, che mi eccita da morire! Mi rendo conto che è un maschio esperto e, sicuramente, la farà divertire; così, lentamente, entro in sala, restando in silenzio. È subito chiaro che lei sta godendo, perché vedo mia moglie che limona intensamente con lui, mentre la mano di Carlo si muove ritmicamente sotto la sua gonna; questa scena è tra le più eccitanti che abbia mai visto in vita mia! Nemmeno la volta precedente, mi ero eccitato così tanto nel vederla con un altro. Era una situazione assolutamente diversa: qui un maschio, che sapevo esser molto dotato, avrebbe tra poco chiavato mia moglie; ora, mentre la limonava, con destrezza le aveva sfilato la camicetta, aveva sganciato il reggiseno e, subito dopo, si era tolto la camicia; si è alzato in piedi ed ha fatto cadere pantaloni e boxer per terra, mettendole davanti la faccia un membro veramente incredibile. Sicuramente oltre la ventina di centimetri, ma ciò che era impressionante, era lo spessore, forse quanto il polso di Anna. Mia moglie si è girata, mi ha guardato ed io le ho fatto un cenno d'assenso con il capo; al che lei si è alzata in piedi e prima di far qualunque cosa, lui ha fatto cader per terra la sua gonna e subito dopo Anna si è inginocchiata davanti a lui: dapprima è rimasta a fissare quell'enorme totem di carne dura che aveva davanti alla bocca.
«Allora, Anna, ti piace? Ho visto come lo fissavi quando hai dovuto radere il mio inguine e, ora che lo vedi in tutto il suo splendore, che impressione ti fa?»
Ho visto Anna deglutire, mentre continuava a fissarlo; poi, senza dir niente, ha cominciato a passar la lingua dal basso verso l'alto e, dopo un po', si è anche cimentata a prenderne il più possibile in gola. Ero sconvolto! La scena di mia moglie con un cazzo enorme in bocca, quasi completamente nuda, era qualcosa che mi lasciava di fatto sconvolto e sentivo il mio cazzo farmi male dentro i pantaloni. Dopo aver gustato la sua bocca per qualche minuto, lui si è abbassato, l'ha fatta sollevare e le ha sfilato le mutandine. Ha preso mia moglie in braccio e l'ha portata nella camera da letto. L'ha fatta metter sdraiata sul letto a gambe aperte ed ha cominciato a leccar la figa. Anna ha preso a mugolare di piacere, perché adora esser leccata; vedevo che lui era molto esperto, perché faceva scorrere la lingua lungo tutto lo spacco e, poi, una volta giunto in cima, sul bottoncino, eseguiva dei cerchi con la punta della lingua, stimolando alla follia il piacere di Anna. Ha ripetuto più d'una volta questo giochino, fin quando lei ha preso ad urlare il suo godimento.
«Sì, così: mi fa impazzire la tua lingua. Cazzo, mi fai venire! Vengo! Vengo!»
Ho visto mia moglie godere come una forsennata, poi lui si è sollevato, è andato a baciare mia moglie e insieme si sono rotolati sul letto, con lei che si è ritrovata sopra di lui; le mani di Carlo si sono abbassate sui glutei di mia moglie e li ha divaricati; poi si è girato verso di me.
«Guarda la fica di tua moglie; osserva bene i suoi buchi adesso, perché dopo che ci sarò passato io, non saranno più così stretti!»
Ha fatto sdraiare mia moglie a cosce larghe, si è inginocchiato tra di esse; ha impugnato il suo grosso membro ed ha iniziato a spingerlo dentro di lei. Mi son avvicinato ed ho guardato quella scena, consapevole del fatto che quell’enorme fallo avrebbe definitivamente devastato la fica di mia moglie. Ha eseguito movimenti lenti, delicati, mentre spingeva quel membro dentro di lei, permettendo che i muscoli, le mucose della sua vagina si adeguassero all’enorme intrusione. Mi sarei aspettato qualcosa di più brusco e vigoroso, e invece lo ha fatto con estrema pacatezza; quando lei è riuscita ad accogliere nel ventre l'intera enorme asta, ho visto che ha spalancato la bocca, senza emettere alcun suono; lui ha sorriso e poi ha cominciato a muoversi, prima lentamente, e poi con un ritmo sempre più accelerato, fino a sbatterla con vigore; mia moglie ha preso ad urlare il suo piacere. Si è girata verso di me, ha preso la mia mano e me l'ha stretta con forza; d'un tratto ha urlato il suo primo orgasmo.
«Amore, vengo. Vengo! VENGO!»
Nel sentirla urlare, lui ha seguitato a pomparla, sempre con lo stesso ritmo forte e intenso, con colpi sempre più devastanti impattava il proprio corpo contro quello di mia moglie; vedevo i suoi seni sobbalzare in alto ad ogni spinta! È venuta ancora una volta, urlando ancor più forte; poi lui l'ha girata e l'ha messa prona; appena glielo ha infilato da dietro, ha preso a tenerla per i fianchi e la sbatteva contro di sé con una durezza che non aveva niente di umano; era una chiavata d'istinto animale, incredibile e sempre con un ritmo più che sostenuto. Anna era stravolta. Urlava di piacere in continuazione e lui mi ha guardato, con, sulle labbra, un mezzo sorriso ironico.
«Ti ho chiesto di scoparla da solo, perché è così che va scopata una troia come tua moglie. Ora la faccio godere ancora e poi ti dico perché va scopata così!»
Ero sbalordito da quello che vedevo: per la prima volta, mia moglie godeva in maniera intensa, assoluta. In quel momento mi son reso conto che era esattamente come diceva Carlo: mia moglie andava montata in quel modo! Ha continuato a chiavarla fin quando lei non è venuta, poi, d'un tratto, in un momento in cui lui non la teneva per i fianchi, Anna è crollata sul letto sfinita e lui è rimasto a mezz'aria, con il suo enorme cazzo, reso lucido da tutti i succhi che aveva emesso mia moglie e di cui era intriso. Subito si è abbassato e l'ha penetrata di nuovo, scopandola con delle sferzate ancor più forti; a quel punto ho visto mia moglie travolta dal piacere; d'un tratto lui si è sfilato da dentro di lei e si è messo di lato, con una mano le ha afferrato la testa e le ha infilato il cazzo in bocca, senza alcun riguardo.
«Adesso, bevi, troia! Ora è giunto il momento di dissetarti; cornuto guarda come beve tua moglie!»
Ha preso a schizzarle in bocca tanta di quella roba, che lei non è riuscita a contenere tutta; ho visto che è colata fuori agli angoli della bocca, scorrendo sui seni e sul corpo in genere. Era la cosa più sconvolgente che avessi mai visto in vita mia! Dopo un po' lui ha smesso di eiaculare, si è sdraiato accanto a lei e le ha sorriso soddisfatto. Io ero semplicemente sconvolto! Avevo visto mia moglie godere tante di quelle volte, che ne ero rimasto profondamente stupito! Ha guardato mia moglie, si è messo a ridere e poi le ha dato un bacio sulla guancia, senza trattenersi dal complimentarsi con lei.
«Sei davvero una gran puttanella! Davvero brava; ne ero certo!»
Ero così preso dalla voglia di scopar mia moglie, che non ha dato peso alle sue parole e, quando mi son avvicinato per scoparla, lui mi ha bloccato.
«Che vuoi fare?»
Io l'ho guardato stranito e gli ho detto che volevo scopar mia moglie. Lui non me lo ha permesso.
«Assolutamente no! Io non ho ancora finito!»
Son rimasto molto sorpreso da quelle parole; l'ho guardato senza capire e subito lui mi ha impartito un ordine alquanto perentorio.
«Vai in bagno, prendi un asciugamani; poi passa in cucina: nel frigo trovi la bottiglia di prosecco e ce ne porti un po' anche a noi!»
Ero sbalordito. Cazzo, prima si scopa mia moglie, le viene in bocca e poi mi dà anche ordini? Stavo per replicare, ma Anna, che aveva compreso il mio stupore, mi ha guardato ed ha sorriso.
«Dai, amore, fa come ti ha chiesto lui; portaci un po' di prosecco, che voglio sciacquarmi un po' la bocca… sai? Lui me l'ha riempita!»
Carlo mi ha guardato ed ha ribadito l'ordine con un tono ancor più stentoreo.
«Hai sentito cosa ha chiesto tua moglie? Muoviti, non farla aspettare; prendi anche un asciugamano, che ho voglia di asciugarmi un po' di sudore! Sbrigati! Un bravo cornuto non si deve far ripetere le cose!»
Incredulo, assolutamente sconvolto e intimamente già sottomesso, son andato a prendere ciò che mi era stato chiesto; quando son tornato in camera, ho visto mia moglie che si teneva già il cazzo di Carlo in bocca, facendolo quasi tornare perfettamente rigido come lo era all'inizio. Ho dato loro i calici di prosecco e lui ha fatto cin cin con mia moglie; poi hanno bevuto tutto d'un fiato e mi ha restituito i calici; subito dopo, Anna è tornata a pompare quel membro. Ero sconvolto ed eccitato in una maniera da non credere a veder mia moglie spompinare quel maschio superdotato, in una maniera così intensa e profonda. Lui ha assaporato bene Il piacere della bocca di Anna e, con una mano sulla sua testa, ha anche dettato il ritmo da imprimere alla pompa. Si è voltato verso di me e mi ha sconvolto ancora.
«Sapevo che questa troia lavorasse magnificamente con la bocca, quindi non aspettavo altro che il momento di poterla chiavare, Federico, il vecchio primario, è mio zio! È lui che mi ha detto di essersela scopata bene ed a lungo!»
Son rimasto a bocca aperta ed ho continuato ad osservare Anna che era stata capace di far tornare quell'enorme cazzo duro come la pietra. Carlo ha allungato una mano e, da un cassetto del comodino, ha preso uno stick di lubrificante, ha fatto girare Anna che non ha opposto resistenza. Per un attimo non avevo capito quale fosse la sua intenzione, fin quando non ho visto che ha messo del lubrificante sul buco del culo di mia moglie. Allora ho guardato Anna, cercando di interpretare se era questo che voleva.
«Ma, amore… ti rendi conto che lui è…»
Mia moglie mi ha sorriso, poi ha guardato sia lui che me, e mi ha risposto:
«Sì, lui vorrebbe provare ed io …. mi ha promesso che farà piano, non mi farà provar dolore!»
Ha visto il mio stupore e subito Carlo è intervenuto.
«Mario, dai, non creare problemi, sennò dovrò lasciarti fuori dalla stanza. Hai sentito la signora? Lo sappiamo tutti e due che lo ha già preso a fondo nel culo e, quelle a suo tempo fatte, erano scopate in doppia, quindi, perché vuoi privarla di questo piacere, che non si può far a meno di giudicarlo unico?»
Mi son messo in ginocchio sul letto ed ho guardato lui che, con molta dimestichezza, ha prima lubrificato bene il suo buchetto, poi anche la punta del suo cazzo e, come aveva fatto davanti, ha preso a scivolare, molto delicatamente, dentro il culo di mia moglie, che si è dilatato al massimo per permettere l'intrusione di quell'enorme verga. Un po' per volta, con assoluta calma e senza provocarle dolore, inesorabilmente glielo ha piantato tutto nel culo. La reazione di mia moglie a quella penetrazione è stata di spalancare la bocca, poi ha fatto un profondo respiro e, subito dopo, lui ha preso a pomparle il culo, mentre mia moglie si teneva aggrappata alla testiera del letto! Ben presto la monta è diventata davvero selvaggia! Una volta sfondato bene il culo a mia moglie, ha preso ad alternare fica e culo. La pompava in un buco, facendola godere, e poi lo estraeva per infilarglielo nell'altro, fin quando lei non urlava il suo godimento. L'ha scopata fino a tramortirla! Anna è crollata sul letto distesa, con il corpo squassato da spasmi di piacere; ho visto che lui aveva ancora il cazzo duro e, mentre lei era sfinita per i numerosi orgasmi, lui ancora non era venuto. Si è abbassato su di lei, glielo ha infilato di nuovo nel culo, ed ha preso a scoparla come un pazzo furioso, devastando quel suo buco, in maniera davvero insolita. Ad un tratto è rimasto immobile e si è svuotato dentro.
«Adesso il culo di tua moglie è rotto. Hai visto, cornuto, come si monta una zoccola come lei? Questa troia avrà sempre bisogno di un cazzo grosso come il mio, affinché la sfondi come è giusto che sia.»
Poi ha spinto la mia testa contro quelle chiappe.
«Adesso, da bravo cornuto, leccala tutta, mentre vado a far la doccia. Devi pulirla per bene da tutta la mia sbroda!»
Si è alzato ed è andato in bagno ed io sono rimasto lì con la faccia appiccicata ai buchi di mia moglie e ho visto che lei mi ha guardato un po' stupita.
«Non era questo che volevi? Ti avevo detto che era rischioso… adesso che fai? Mi lecchi, oppure…»
Son rimasto immobile e così lei si è alzata ed ha raggiunto Carlo in bagno; si è chiusa dentro insieme a lui. In quel momento mi son accorto che ero venuto senza toccarmi. È rimasta più di una quarantina di minuti chiusa in bagno con lui e, quando è uscita era decisamente distrutta. Si è vestita sommariamente, indossando solo gonna, camicetta e scarpe; poi mi ha guardato, dicendo di voler tornare a casa. Carlo si è avvicinato e mi ha sorriso.
«Ora che la porti a casa, falla riposare, che, tra qualche giorno, verrò a montarla ancora! È chiaro che, da oggi, solo io sono in grado di farla godere!»
E così è stato! Da quel momento è diventato il suo bull ufficiale ed è venuto a montarla regolarmente, una o due volte a settimana. Qualche volta è rimasto anche a dormire da noi, oppure siamo andiamo tutti e tre a cena fuori, ma loro erano la coppia ed io l'amico. All'inizio questa cosa mi ha dato molto fastidio, ma, ormai, son tre anni che son diventato cornuto ed ora son qui seduto al parco, con loro due che stanno ridendo e scherzando, mentre io tengo d'occhio il piccolo Michele. Sì, è di Carlo, perché me l'aveva anche ingravidata!
scritto il
2026-01-05
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