Melania

di
genere
confessioni

Con Melania ci conosciamo fin dall’asilo e siamo rimasti compagni di scuola fino alle medie, oltre al fatto che vivevamo nella stessa via a due case di distanza.
Figlia di immigrati era arrivata al nord quando aveva pochi mesi, era figlia unica e a scuola la ricordo molto timida e spesso per i fatti suoi questo perché, già dalle elementari, veniva presa in giro per il suo aspetto, non tanto quello fisico, aveva un corpo mingherlino, asciutto, ma per via della peluria su braccia e gambe e dei baffetti nel viso.
Non era una cosa eccessiva a pensarci oggi, ma quando si è bambini non è così difficile trovarsi presi di mira e se non riesci a mettere le cose a posto subito poi rischi di portarti dietro per anni alcune situazioni.
Comunque a me queste cose fin da piccolo non mi sono mai piaciute e spesso la difendevo quando veniva presa di mira dagli altri bambini.

Dopo le medie le nostre strade si divisero, lei andò in un istituto tecnico artistico, le piaceva creare e disegnare vestiti, una passione che ha coltivato fin da piccola e si vedeva che sarebbe stata quella la sua strada, mentre io ero uno di quelli che a scuola scaldava il banco, ma vado oltre.
Così anche se continuiamo a restare vicini di casa poteva passare molto tempo senza vederci e ogni volta che capitava la trovavo sempre cambiata, in meglio, stava diventando una bella ragazza, i baffetti erano spariti, come la peluria su braccia e gambe, quel corpo esile iniziava ad avere delle forme armoniose e piene, e poi ho sempre avuto un debole per i capelli e gli occhi neri e nei suoi non era difficile perdersi.
Spesso a tenermi informato sulla vita di Melania era mia madre che si sentiva tutti i giorni con Silvia, la madre di lei, le due erano in confidenza, a volte ho avuto l’impressione che le due “pettegole” ci avrebbero visto bene insieme.
Silvia mi ha detto che sua figlia è tornata single, ma tu da quanto non la vedi?
Silvia mi ha fatto vedere delle foto di Melania, sapessi quanto carina che s’è fatta!
Silvia mi….e basta ma’, e che cazzo ho capito!!
Ecco lo sapevo, tu sempre dietro a quella poco di buono con la quale ti vedi, e intanto Melania ha trovato un bravo ragazzo. Si va bene mamma ho capito io esco ciao!
E’ andata avanti per anni a dirmi queste cose, e ogni tanto quando incontravo Melania ne parlavamo e lei mi diceva che sua madre l’assillava con le stesse cose, l’ultima volta aggiunse un eh se sapesse, solo quello senza dare seguito. Lì per lì non ho dato molta importanza a quella frase.
Intanto gli anni passavano e da un paio di anni si era iscritta a una università di fashion design che l’avrebbe portata a vivere a Firenze, io invece aspettavo la cartolina per andare a fare il militare, l’avevo rinviato per motivi di studio e mi ero rotto di procrastinare ancora, e poi per l’impegno che ci mettevo a scuola stavo solo che perdendomi in giro, una volta finito mi sarei cercato un lavoro, nel frattempo continuavo a stare con “la poco di buono” che si era trovata un bel posto di lavoro da un dentista e da qualche settimana viveva in un grazioso appartamento in periferia.

Con Melania per un paio di anni non ci eravamo più visti ma ci sentivamo al telefono, una sera poco prima di Natale ci siamo trovati per caso in un locale,era in compagnia di una ragazza e quello che stavo vedendo non lasciava molto spazio all'immaginazione, le due si stavano scambiando teneri baci sedute in un tavolino appartato del locale, restai in disparte per alcuni minuti a guardarle, poi i nostri sguardi si incontrarono e vidi un filo imbarazzo nel suo viso, probabilmente lo stesso era nel mio, in effetti.
Superato quel momento abbozzò un sorriso, la vidi confabulare con l’altra ragazza che si girò subito a guardarmi, e infine si alzò venendo verso di me, la sua amica non l’ha perse di vista, sentivo il suo sguardo addosso almeno fino a quando si alzò per andare in bagno.
Ci siamo salutati con un abbraccio e subito dopo abbiamo ordinato qualcosa al barista, io ordinai un rum e lei due calici di vino rosso, vedendola un po’ sulle sue le dissi che non mi doveva nessuna spiegazione, sono cose tue, le dissi, e se tua madre non sa nulla non sarò di certo io a dirglielo, ma sarei bugiardo se non ti dicessi che sono rimasto sorpreso, se penso a mia mamma e a tutte le volte che mi diceva che eri insieme a un ragazzo, e che eri tornata single e poi insieme ad un altro ragazzo, bè ora mi viene da ridere, e questo fece sorridere anche lei tornando la Melania che conoscevo.

Eh immagino, mi disse, e si, mia mamma non ne sa nulla, ma ne parleremo se ti va, sai che tengo a te, lo so risposi io, ora vai che la tua amica è tornata al tavolo e mi sento molto osservato, aggiunsi, eh questa è proprio una cagacazzo, esclamò Melania prendendo i due calici in mano, ti chiamo promesso, girò i tacchi e tornò dalla sua amica.
Che culo che aveva, dissi tra me e me mentre il mio sguardo l’accompagnava al tavolo, proprio un bel culo pensai tracannando il rum in due sorsi e subito dopo me ne ordinai un altro ma che bevvi con più calma chiacchierando con un paio di amici che incontrai per caso in quel locale.

Quel mattino non ero molto presente, non riuscivo a levarmi dalla mente l'immagine di loro che si baciavano, la scena fa suscitato una serie di fantasie nella mia mente, anche perché è sempre stata una mia fissa quella di assistere al sesso tra due donne, tutti quei pensieri mi avevano fatto sbagliare strada due volte ed ero maledettamente in ritardo con le consegne, che palle sto lavoro.
Stavo mangiando un panino in un bar quando arrivò un messaggio di Melania sul cellulare che mi chiedeva se quella sera ci potevamo incontrare per parlare un po’, le risposi che non potevo perché dovevo vedere “la poco di buono”, proposi per il giorno dopo, pochi dopo mi rispose di si.
Fantasie ed immagini mi accompagnarono per tutta la sera e probabilmente se ne accorse anche “poco di buono” della mia “assenza” se ne accorse anche “la poco di buono”, mentre mi stava facendo un pompino è mancato poco che la chiamassi Melania, e la cosa avrebbe avuto spiacevoli conseguenze considerato la sua smisurata gelosia spesso anche senza nessun motivo.
Anche il mio gingillo non era particolarmente presente, per farmi venire a momenti si sloga la mascella, povera.
La serata continuò guardando un film sdraiati sul divano di casa, una volta terminato avrebbe voluto che mi fermassi a dormire da lei, mi giocai la scusa che dovevo alzarmi molto presto per andare al lavoro, storse il naso ovviamente, poi rincarò lo sfangamento di pelotas aggiungendo che ero uno stronzo egoista perché manco l’avevo scopata quella sera, che palle cazzo, questo lo dissi solo mentalmente, misi la modalità paraculo e gli diedi una abbondante mangiata di fica, pratica che amava particolarmente.

Che dovevo alzarmi presto era la verità, c’avevo proprio una giornata di merda, in quel periodo c’erano alcune cose che mi iniziavano a pesare e non poco, una di queste era il lavoro, andare in giro a fare consegne mi stava stancando, ma considerato che a scuola ho sempre dato il peggio di me tanto che manco mi ero riuscito a diplomare, per questo potevo solo che prendermela con me stesso, anche la storia con “la poco di buono” iniziava ad essere pesante, comunque per fortuna dopo un caffè doppio e amaro sono riuscito a scacciare via tutti quei pensieri e me ne andai a guadagnarmi la pagnotta.
Però ad essere onesto una cosa positiva ce l’aveva questo lavoro, vedevo un sacco di gnagna, come quella mattina che tra i vari giri che dovevo fare quel giorno avrei visto Dora, avvenente Donna sulla quarantina portati molto bene, sposata con due figlie, sguardo provocante e fare malizioso e con la battuta sempre pronta, mi aveva preso in simpatia da subito e ormai erano un paio di anni che ci conoscevamo, era diventata un’abitudine prendere il caffè insieme, alcune volte se ero in ritardo e arrivavo verso l’ora di pranzo mi invitava a mangiare con lei in un bar tavola calda di fronte alla sua azienda.
Dora sapeva bene che mi faceva sangue, molte volte era proprio lei che mi provocava di proposito con battute, sottintesi, doppi e anche tripli sensi, e molto altro. Una volta nel passarmi il bicchierino del caffè praticamente mi mise le tette in bocca, aggiungendo un ti piacerebbe vederle eh!!
Oh si, mi piacerebbe anche fare altro, le risposi facendo l’occhiolino.
Anche oggi abbiamo preso il caffè insieme solo che ero di fretta, avevo delle consegne in più da fare perché un collega si era ammalato, la salutai con la solita promessa, un giorno di questi ti devo proprio invitare a bere qualcosa, come no, se aspetto te torno vergine, mi rispose sbattendo i suoi occhioni verdi e regalandomi un bel sorriso.
Intanto manco mi ero accorto che era arrivato un sms di Melania, eh la fica, la fica, sei la mia rovina ma ti perdono!
Lessi in velocità l'SMS di Melania mentre guidavo mangiando un panino, manco il tempo di fermarmi quel giorno, che vitadimmerda, mi scriveva ora e posto dove vederci la sera, risposi con un laconico ok, e continuai col giro, che palle si può ancora dire?
Si, e allora che palle!

Il resto del pomeriggio tra una consegna e l’altra mi passarono nella mente una serie di pensieri e riflessioni sulla mia vita fino a quel momento, da alcuni mesi ero andato a stare da solo anche io, questo voleva dire che “due coglioni o meno” lo stipendio mi serviva e non mi potevo permettere colpi di testa.
Poi c’era “poco di buono”, le cose non stavano andando molto bene tra di noi ultimamente, a peggiorare è stato il suo sfangare la minchia riguardo alla mia scelta, secondo lei avremmo dovuto andare a convivere, ignorando le mie ragioni e il suo insistere, anzi il suo pretendere di voler imporre una convivenza che per il momento non volevo, non giovava al nostro rapporto.
Finalmente ero a casa, durante la doccia mi aveva assalito il desiderio di farmi una bella sega, avevo solo l'imbarazzo di scegliere il soggetto, “casualmente” i pensieri caddero su quel bacio, strano vero?
Giocai un po’ prima di godere con una copiosa sborrata contro le piastrelle nella doccia e questo mi ha fatto arrivare in ritardo all’appuntamento, non sono mai stato famoso per la puntualità confidando sempre nel mio essere ruffiano e paraculo, non bastasse si mise anche il catorcio che guidavo e che proprio quella sera sembrava non volerne sapere di mettersi in moto.
Alla fine dopo una serie di imprecazioni finalmente si decise di mettersi in moto, arrivai con solo mezz’ora di ritardo, Melania era già seduta al tavolo e quando mi vide entrare mi guardò con aria sconsolata e scuotendo il capo facendomi vedere l'orologio che aveva al polso con gesti teatrali ma sorridendo, d’altronde mi conosce, ci salutammo e lei mi disse, vedo che certe abitudini sono dure a morire, si ti voglio bene anche io le risposi, sei incorreggibile ribatté ed entrambi ci mettemmo a ridere

Ordinammo un paio di Caipirinha così per sciogliere un po’ la lingua, Melania ne aveva di cose da raccontarmi, mi parlò dei suoi ex, di quando ad un certo punto si era sentita attratta da una ragazza e questo la mise un po’ in crisi, di come aveva rotto con l’ultimo ragazzo e della ragazza di ieri con la quale non si stava trovando in sintonia perchè era troppo asfissiante e gelosa, infatti aveva già mandato almeno 5 sms in mezz’era.
Mi confidò molti aspetti intimi di lei, in certi momenti dimenticando che ero pur sempre un ragazzo, io l’ascoltavo e memorizzavo, particolarmente intrigante quando mi descrisse la differenza che aveva provato tra fare sesso con un ragazzo e una ragazza, con tanto di particolari che iniziavano a suscitarmi un discreto rigonfiamento.
Si fermò solo quando ci portarono le pizze, fin da piccoli ad entrambi ci piaceva mangiare senza parlare, e anche su questo siamo sempre andati molto d’accordo.
Finita la pizza abbiamo continuato a chiacchierare, mi ha chiesto di me, e così le parlai della ragazza con la quale stavo e dei dubbi che avevo sul futuro, delle tentazioni che mi capitavano, e altro ancora, ma io forse per un certo pudore, non entrai in certi particolari.

Quando arrivò il momento di salutarci Melania mi fissò in silenzio, sentivo che voleva dire altro, dai spara, la incalzai.
Ho bisogno di te mi disse, di te come persona, come confidente, come amico, te che non mi giudichi, che mi ascolti, non ho mai parlato con nessuno delle mie esperienze sessuali, descrivendo i particolari o le emozioni che ho provato, mai, neppure a un’amica.
Credimi, pensavo di parlarti di altro, o comunque di affrontare marginalmente quello che questa sera è uscito in modo naturale, spontaneo, quindi si, ho bisogno di te, magari sono egoista, me ne rendo conto, mi sono messa a nudo e tu sei il mio vestito e quindi si, vorrei tanto che questa persona fossi tu, si lo vorrei tanto.
L’ascoltavo in silenzio, i suoi occhi erano lucidi, ho percepito un velo di tristezza nelle sue parole, non so dire meglio, come se fosse stata ferita da qualcosa, poi le risposi il più sinceramente possibile, da amico.
Anche a me fa piacere avere una persona con la quale aprirmi completamente, e anche a me piacerebbe che questa persona fossi tu, ma prima ti devo fare una confessione, è giusto che te la faccia, perché così ti lascio libera di capire se quella persona che tu cerchi posso essere io, posso essere io fino in fondo!
No, non dirmi che sei innamorato di me cazzo!
No no, tranquilla, sei una gran bella gnoccolona ma no, credo che sei una delle poche donne che non riesco a guardare in quel modo, magari perché ci conosciamo fin da bambini, non lo so, e guarda, non so neppure come dirtelo, anzi si, senza tanti giri di parole, io ho una fantasia, da sempre, ed è quella di vedere due donne che fanno sesso, non voglio buttarmi in mezzo, ma solo vedere, assistere, e certamente mi ecciterebbe molto, tanto da sentire l’impulso di farmi una sega.
Ecco, questo era, te l’ho detto.
Beh dai, poteva andare peggio, rispose sdrammatizzando Melania, insomma sono proprio finiti i tempi dove parlavamo dei cartoni animati preferiti, dei miei baffetti o dei tuoi brufoli…
Eh sì amica mia, siamo cresciuti, come hai detto, poteva andare peggio…
Domani pomeriggio riparto, disse Melania, ho alcuni esami da fare e devo sistemare alcune cose che tra alcuni mesi torno qui per restare, ho accettato la proposta di una grossa azienda della zona e inizierò a collaborare con loro, mi danno la possibilità di finire gli esami che mi mancano, e allo stesso tempo posso imparare sul campo come funziona questo mondo, oltre a un discreto stipendio, aggiunse.
Promettimi che sarai quella persona, promettimelo!
Quello che avevo da dire l’ho detto Melania, dai, ci sentiamo e ci ritroveremo tra qualche mese.
Si ho ascoltato non ti preoccupare che ho capito, abbi cura di te amico mio, a presto, mi disse all’orecchio mentre ci stringevamo forte in un abbraccio, poi mi diede un bacio sulla guancia quasi sfiorandomi le labbra, e così ci salutammo.
Mentre guidavo per tornare a casa guardai il cellulare, avevo 3 chiamate perse della “poco di buono” e un suo sms giusto per non farci mancare niente, STRONZO, scritto proprio in maiuscolo casomai avessi fatto fatica a vederlo, cazzo che due palle però, aperta la porta di casa ecco arrivare l’ennesima sua chiamata, se rispondo mi tira su un pippone che non finisce più, se non rispondo probabile sia anche peggio, per fare testa o croce non c’era tempo, e niente.
Pronto Amore, scusa non avevo visto che avevo tolto la suoneria per sbaglio…
Ma la smetti di tirare sempre fuori scuse, per chi m'hai preso, stronzo e stronzo che non sei altro, ah ti detto che sei uno stronzo?
Si Amore, mi sembra ma non ne sono sicuro.
Ecco, vuoi anche avere ragione, guarda, guarda…
Eh tesoro, io guarderei anche ma cosa…
CLIK
Va bene, poco male, sarà caduta la linea, approfitto per andare in bagno che tanto sono certo che non è finita così. Mi devono fare Diavolo, mi devono fare…
Infatti giusto il tempo di scrollarmi il cazzo e lavarmi le mani che il cellulare suona un’altra volta.
Dimmi amore, ti sei calmata?
Si, stronzo!!
Ecco, almeno non me l’ha ringhiato come prima e anche il tono era diverso.
Cosa stai facendo, mi chiese.
Quel tono lo conoscevo bene, ha voglia di cazzo, e siccome sono stronzo, glielo dico proprio.
Non fece neppure finta di negarlo,
Si, dai vieni qui, dai dai dai…Ci sei ancora, hai capito, dai uffi!!
Si si ci sono, dammi mezz’ora che ero quasi a letto.
Mammamia quanto sai essere…..ti aspetto….CLICK



di
scritto il
2026-02-12
3 1 2
visite
4
voti
valutazione
7.8
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Titty amore mio....

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.