Vacanza Bollente a Sharm! 2 (Gravidanze)
di
Xian
genere
scambio di coppia
(II capitolo di Vacanza Bollente a Sharm)
Siamo tornati da Sharm da quattro mesi e mezzo. Le due coppie, io e Valentina, Tommy e Giorgia, abbiamo deciso di vivere insieme in un vecchio casale ristrutturato tra le colline senesi, immerso tra cipressi e vigneti. È una sorta di comune hippy-chic: di giorno sembra una famiglia allargata da Mulino Bianco, di notte diventa un covo di depravazione consensuale. Valentina (alta, atletica, pelle chiara, capelli castani mossi, ora con seni gonfi passati a quarta a quinta misura e capezzoli sempre turgidi) e Giorgia (minuta ma esplosiva, tette quarta a quinta misura pesanti e lattiginose, culo sodo e alto, capelli neri lunghissimi) sono incinte di cinque mesi e mezzo. Le pance rotonde, i corpi resi morbidi e sensibili dagli ormoni, le hanno trasformate in due bombe di desiderio continuo.
Di giorno tutto è perfetto: colazioni con pane toscano, marmellata di fichi fatta in casa, passeggiate mano nella mano, Valentina che impasta pane con il grembiulino che le accarezza la pancia, Giorgia che raccoglie erbe aromatiche e ride con quella voce bassa da gatta in calore. Io e Tommy ci occupiamo del giardino, del vino, delle riparazioni. Sembriamo la pubblicità di una vita ideale.
Ma sotto sotto ribolle tutto.
Una mattina, dopo una colazione apparentemente innocente, Giorgia mi guarda con quel sorrisetto malizioso mentre spalma marmellata sul pane. “Sai che ci manca un ingrediente speciale oggi?” dice, strizzando l’occhio a Valentina. Io capisco al volo. Mi alzo, mi abbasso i pantaloni da ginnastica, tiro fuori il cazzo già mezzo duro solo a sentirle parlare così. Valentina arrossisce ma non distoglie lo sguardo: “Dai… fallo sul mio.” Giorgia ride piano: “E sul mio croissant, per favore. Voglio sentire il sapore mentre mangio.”
Mi masturbo lentamente davanti a loro, guardandole dritte negli occhi. Tommy fa lo stesso dall’altro lato del tavolo. Le ragazze aprono la bocca, tirano fuori la lingua come cuccioli vogliosi. Prima vengo io: getti caldi e densi schizzano sul croissant di Valentina, coprendolo di sperma cremoso che cola sulla marmellata. Tommy segue subito dopo, spruzzando sul pane di Giorgia. Loro ridono, eccitate da morire.
Valentina prende il croissant, lo avvicina alle labbra e morde piano, assaporando il mix di burro, marmellata e seme. “Mmm… salato e dolce insieme… proprio come piace a me,” mormora, leccandosi le dita. Giorgia fa lo stesso, succhiando il pane imbrattato come fosse un cazzo: “Cazzo, è meglio della Nutella… continua a pomparti, voglio il bis.” Finiscono di mangiare così, sotto i nostri sguardi, leccandosi le labbra sporche di sperma, le tette che premono contro il tavolo e stillano già qualche goccia di colostro.
Quella sera, nel lettone della camera padronale con le finestre aperte sul giardino buio, la vera festa inizia.
Le ragazze si spogliano lentamente, aiutandosi a vicenda. Giorgia slaccia il reggiseno di Valentina: i seni enormi cadono fuori, pesanti, vene azzurre visibili sotto la pelle tesa, capezzoli scuri e gonfi come more mature. “Guarda questi… sembrano pronti da mungere,” sussurra Giorgia, prendendone uno in mano e strizzandolo. Un filo di colostro bianco esce dal capezzolo e cola sul ventre rotondo di Valentina. Giorgia si china e lo lecca via con la lingua piatta, poi succhia forte. Valentina geme alto: “Sì… succhia più forte… senti quanto sono pieni…”
Valentina ricambia: afferra le tette di Giorgia, ancora più grosse, quasi sproporzionate sul corpo minuto, e le strizza entrambe. Latte primordiale schizza fuori in getti sottili, bagnandole le mani. “Bevi, troietta… assaggia quanto sono dolce,” dice Valentina con voce roca, spingendo un capezzolo in bocca a Giorgia. Lei succhia avidamente, gorgogliando, mentre con una mano scende tra le gambe di Valentina e trova la figa rasata, gonfia e fradicia. Infila tre dita dentro senza preavviso, pompando forte. “Cazzo, sei un lago… ti piace quando ti mungo le tette mentre ti scopo con le dita?”
Io e Tommy ci spogliamo, cazzi duri come marmo. Valentina si mette a quattro zampe, pancia appoggiata su cuscini morbidi per non schiacciarla. Tommy le entra in figa da dietro con una spinta lenta ma profonda: “Senti come sei stretta anche incinta… cazzo, ti stringi intorno a me come se volessi tenermi dentro per sempre.” Valentina urla di piacere: “Più forte… scopami come se volessi farmi venire il bimbo ora!”
Io prendo Giorgia: la metto sopra di me, a cavalcioni inversa. Il mio cazzo scompare nella sua figa bagnatissima mentre lei si muove su e giù, le tette che rimbalzano schizzando latte sul mio petto. “Guardami mentre ti scopo… guarda come mi prendo tutto,” ansima lei. Con una mano si strizza un seno e dirige il getto di colostro direttamente sulla mia bocca: “Bevi… assaggia il latte della tua puttanella incinta.”
Le ragazze si baciano sopra di noi, lingue che si intrecciano con sapore di latte e saliva. Poi cambiano: Giorgia si sdraia accanto a Valentina, spalanca le gambe. Io entro nel culo di Giorgia – lubrificato dal suo stesso colostro e dai succhi – spingendo piano ma fino in fondo. “Oh porca troia… sì, nel culo… riempimi il culo mentre Tommy scopa Valentina,” geme Giorgia. Tommy intanto pompa Valentina in figa, le mani sulle sue tette, mungendole ritmicamente: latte schizza ovunque, bagna i corpi, il lenzuolo, i nostri visi.
Le ragazze iniziano un 69 laterale: lingue sulle fighe gonfie, succhiando clitoridi ipersensibili mentre noi le penetriamo. Valentina viene per prima, squirta sulla faccia di Giorgia in un getto caldo e lungo: “Cazzo… sto venendo… non fermarti!” Giorgia la segue subito dopo, contraendosi intorno al mio cazzo nel culo: “Riempimi… dammi tutto!”
Noi acceleriamo. Io vengo nel culo di Giorgia con ruggiti, getti potenti che la riempiono fino a colare fuori. Tommy esplode nella figa di Valentina, sperma denso che le esce piano quando si ritira. Le ragazze si girano subito: prendono i nostri cazzi in bocca, pulendoci con lingua avida, poi si baciano condividendo sperma e latte, facendoselo colare sui visi. “Guardaci… siamo due troie incinte ricoperte di seme,” sussurra Valentina, spalmandoselo sulle tette. Giorgia ride: “E ne vogliamo ancora… molto ancora.”
Nei mesi successivi la pancia cresce, i seni diventano enormi e lattiginosi, quarta/quinta misura per entrambe, turgidi e sensibili da farle gemere al minimo tocco. Organizziamo una “festa privata” nella comune: candele tremolanti che proiettano ombre sui muri di pietra, oli profumati che rendono la pelle lucida e scivolosa, un letto coperto di cuscini soffici per appoggiare le pance ormai enormi, rotonde e tese come tamburi. Le ragazze entrano per prime, nude eccetto per un velo trasparente che accarezza le curve amplificate dalla gravidanza: pance alte e sporgenti che si sfiorano quando camminano vicine, seni pesanti che oscillano a ogni passo, capezzoli eretti e scuri che stillano già gocce di colostro per l’eccitazione.
“Stasera comandiamo noi,” annuncia Giorgia con un ghigno malizioso, gli occhi verdi che brillano alla luce delle candele. “Voi due vi sedete lì e guardate. Vogliamo farvi impazzire.” Valentina annuisce, arrossendo ma con un sorriso complice: “Esatto. Sedetevi e godetevi lo spettacolo, ragazzi. Vedrete quanto siamo troie.”
Tommy e io ci accomodiamo su due poltrone ai piedi del letto, nudi e già duri, i cazzi che pulsano inutilizzati. Le ragazze si avvicinano al comodino e tirano fuori uno strap-on doppio: un dildo nero e spesso da un lato, curvo e vibrante dall’altro, progettato per dare piacere a entrambe. Giorgia lo allaccia intorno ai fianchi minuti, il dildo che sporge aggressivo contro la sua pancia gonfia. “Vieni qui, Valentina… ti scopo come meriti,” mormora, lubrificando il giocattolo con l’olio profumato misto ai loro succhi già abbondanti.
Valentina si sdraia sul letto a pancia in su, le gambe spalancate, la figa rosa e gonfia esposta, lucida di umori. La pancia enorme si erge come una collina fertile, i seni quinta misura che si aprono ai lati, capezzoli duri come sassi. Giorgia si posiziona tra le sue gambe, sfregando la punta del dildo contro il clitoride ipersensibile di Valentina. “Senti quanto sei bagnata… sei una fontana, cazzo,” geme Giorgia, spingendo piano. Il dildo entra centimetro per centimetro, dilatando la figa stretta nonostante la gravidanza, mentre l’altro lato preme contro la figa di Giorgia, vibrando leggermente.
Valentina inarca la schiena, la pancia che trema: “Oh dio… sì, spingi di più… riempimi tutta!” Giorgia accelera, le spinte ritmiche che fanno sbattere le pance l’una contro l’altra con un suono morbido e umido, i seni che rimbalzano sincronizzati, schizzando colostro in archi sottili che bagnano il letto. Si china per succhiare un capezzolo di Valentina, mungendolo con la bocca mentre pompa più forte: “Bevo il tuo latte… mmm, dolce e cremoso… ti fa venire, vero?” Valentina urla: “Sì… succhia… sto per schizzare!” E lo fa: un getto caldo schizza intorno al dildo, bagnando la pancia di Giorgia e colando sul lenzuolo.
Cambiano posizione: Giorgia a quattro zampe, pancia appoggiata sui cuscini, culo in alto. Valentina prende lo strap-on e lo infila nella figa di Giorgia da dietro, spingendo con forza. “Prendilo tutto, puttana incinta… senti come ti apro,” ansima Valentina, le mani sulle chiappe sode di Giorgia, separandole per vedere il dildo entrare e uscire lucido di succhi. Le pance si sfregano lateralmente, i seni di Giorgia che dondolano sotto, stillando latte che Valentina raccoglie con le dita e si spalma sul clitoride. “Guardate i vostri cazzi… duri e inutili,” ride Giorgia tra un gemito e l’altro, voltandosi verso di noi. “Vi state segando con gli occhi, vero? Immaginate di essere al posto di questo dildo…”
Noi siamo al limite: cazzi viola e pulsanti, pre-sperma che cola, ma obbediamo, guardare quelle due dee incinte scoparsi a vicenda è una tortura deliziosa. Giorgia viene con un urlo, contraendosi intorno al dildo, schizzando sul ventre di Valentina: “Cazzo… vengo… non fermarti!”
Alla fine, non resistono più. “Venite qui,” ordina Valentina, ansimante. Ci buttiamo sul letto. Tommy prende Valentina da dietro, entrandole in figa con una spinta brutale mentre io aiuto: le tengo le gambe spalancate, le lecco il clitoride gonfio e mungo i suoi seni giganti, schizzando latte sulla faccia di Tommy. “Dai, fratello… scopala più forte… falla urlare per me,” lo incito, e lui accelera, il cazzo che entra e esce fradicio. Io faccio lo stesso con Giorgia: la penetro nel culo stretto e dilatato, spingendo profondo mentre Tommy mi aiuta, infilando dita nella sua figa e strizzandole le tette. “Sì, così… riempila tutta… senti come si contrae quando la mungo,” mi dice lui, e io pompo più forte, le nostre mani che si sfiorano sui corpi delle ragazze.
L’orgia esplode: cambiamo, alternandoci in doppia penetrazione, io in figa di Valentina, Tommy nel suo culo, le pance che si schiacciano contro i nostri addomi; poi con Giorgia, cazzi che si sfregano separati solo da una sottile parete. Le ragazze si leccano a vicenda, bevendo latte e succhi, gemiti che riempiono la stanza. “Vengo di nuovo… riempitemi!” urla Valentina, schizzando mentre noi veniamo: sperma multiplo, denso che cola da fighe e culi, misto a latte e umori.
Le mettiamo in ginocchio per il finale: cazzi in bocca a turno, fino a esplodere sui loro visi, getti densi che coprono occhi, labbra, pance rotonde. Loro lo raccolgono, se lo bevono in baci sporchi, ridendo: “Siamo le vostre troie incinte… e non ne avremo mai abbastanza.”
Dopo 9 mesi, i parti arrivano vicini: due bimbi sani, nati a Siena nello stesso ospedale. Test del DNA sigillato per sempre. “Non importa di chi sono” diciamo ridendo. “Sono nostri.”
Dopo il parto i corpi tornano morbidi, le tette piene di latte vero. Ma questa… è un’altra storia, forse per un prossimo capitolo..
Siamo tornati da Sharm da quattro mesi e mezzo. Le due coppie, io e Valentina, Tommy e Giorgia, abbiamo deciso di vivere insieme in un vecchio casale ristrutturato tra le colline senesi, immerso tra cipressi e vigneti. È una sorta di comune hippy-chic: di giorno sembra una famiglia allargata da Mulino Bianco, di notte diventa un covo di depravazione consensuale. Valentina (alta, atletica, pelle chiara, capelli castani mossi, ora con seni gonfi passati a quarta a quinta misura e capezzoli sempre turgidi) e Giorgia (minuta ma esplosiva, tette quarta a quinta misura pesanti e lattiginose, culo sodo e alto, capelli neri lunghissimi) sono incinte di cinque mesi e mezzo. Le pance rotonde, i corpi resi morbidi e sensibili dagli ormoni, le hanno trasformate in due bombe di desiderio continuo.
Di giorno tutto è perfetto: colazioni con pane toscano, marmellata di fichi fatta in casa, passeggiate mano nella mano, Valentina che impasta pane con il grembiulino che le accarezza la pancia, Giorgia che raccoglie erbe aromatiche e ride con quella voce bassa da gatta in calore. Io e Tommy ci occupiamo del giardino, del vino, delle riparazioni. Sembriamo la pubblicità di una vita ideale.
Ma sotto sotto ribolle tutto.
Una mattina, dopo una colazione apparentemente innocente, Giorgia mi guarda con quel sorrisetto malizioso mentre spalma marmellata sul pane. “Sai che ci manca un ingrediente speciale oggi?” dice, strizzando l’occhio a Valentina. Io capisco al volo. Mi alzo, mi abbasso i pantaloni da ginnastica, tiro fuori il cazzo già mezzo duro solo a sentirle parlare così. Valentina arrossisce ma non distoglie lo sguardo: “Dai… fallo sul mio.” Giorgia ride piano: “E sul mio croissant, per favore. Voglio sentire il sapore mentre mangio.”
Mi masturbo lentamente davanti a loro, guardandole dritte negli occhi. Tommy fa lo stesso dall’altro lato del tavolo. Le ragazze aprono la bocca, tirano fuori la lingua come cuccioli vogliosi. Prima vengo io: getti caldi e densi schizzano sul croissant di Valentina, coprendolo di sperma cremoso che cola sulla marmellata. Tommy segue subito dopo, spruzzando sul pane di Giorgia. Loro ridono, eccitate da morire.
Valentina prende il croissant, lo avvicina alle labbra e morde piano, assaporando il mix di burro, marmellata e seme. “Mmm… salato e dolce insieme… proprio come piace a me,” mormora, leccandosi le dita. Giorgia fa lo stesso, succhiando il pane imbrattato come fosse un cazzo: “Cazzo, è meglio della Nutella… continua a pomparti, voglio il bis.” Finiscono di mangiare così, sotto i nostri sguardi, leccandosi le labbra sporche di sperma, le tette che premono contro il tavolo e stillano già qualche goccia di colostro.
Quella sera, nel lettone della camera padronale con le finestre aperte sul giardino buio, la vera festa inizia.
Le ragazze si spogliano lentamente, aiutandosi a vicenda. Giorgia slaccia il reggiseno di Valentina: i seni enormi cadono fuori, pesanti, vene azzurre visibili sotto la pelle tesa, capezzoli scuri e gonfi come more mature. “Guarda questi… sembrano pronti da mungere,” sussurra Giorgia, prendendone uno in mano e strizzandolo. Un filo di colostro bianco esce dal capezzolo e cola sul ventre rotondo di Valentina. Giorgia si china e lo lecca via con la lingua piatta, poi succhia forte. Valentina geme alto: “Sì… succhia più forte… senti quanto sono pieni…”
Valentina ricambia: afferra le tette di Giorgia, ancora più grosse, quasi sproporzionate sul corpo minuto, e le strizza entrambe. Latte primordiale schizza fuori in getti sottili, bagnandole le mani. “Bevi, troietta… assaggia quanto sono dolce,” dice Valentina con voce roca, spingendo un capezzolo in bocca a Giorgia. Lei succhia avidamente, gorgogliando, mentre con una mano scende tra le gambe di Valentina e trova la figa rasata, gonfia e fradicia. Infila tre dita dentro senza preavviso, pompando forte. “Cazzo, sei un lago… ti piace quando ti mungo le tette mentre ti scopo con le dita?”
Io e Tommy ci spogliamo, cazzi duri come marmo. Valentina si mette a quattro zampe, pancia appoggiata su cuscini morbidi per non schiacciarla. Tommy le entra in figa da dietro con una spinta lenta ma profonda: “Senti come sei stretta anche incinta… cazzo, ti stringi intorno a me come se volessi tenermi dentro per sempre.” Valentina urla di piacere: “Più forte… scopami come se volessi farmi venire il bimbo ora!”
Io prendo Giorgia: la metto sopra di me, a cavalcioni inversa. Il mio cazzo scompare nella sua figa bagnatissima mentre lei si muove su e giù, le tette che rimbalzano schizzando latte sul mio petto. “Guardami mentre ti scopo… guarda come mi prendo tutto,” ansima lei. Con una mano si strizza un seno e dirige il getto di colostro direttamente sulla mia bocca: “Bevi… assaggia il latte della tua puttanella incinta.”
Le ragazze si baciano sopra di noi, lingue che si intrecciano con sapore di latte e saliva. Poi cambiano: Giorgia si sdraia accanto a Valentina, spalanca le gambe. Io entro nel culo di Giorgia – lubrificato dal suo stesso colostro e dai succhi – spingendo piano ma fino in fondo. “Oh porca troia… sì, nel culo… riempimi il culo mentre Tommy scopa Valentina,” geme Giorgia. Tommy intanto pompa Valentina in figa, le mani sulle sue tette, mungendole ritmicamente: latte schizza ovunque, bagna i corpi, il lenzuolo, i nostri visi.
Le ragazze iniziano un 69 laterale: lingue sulle fighe gonfie, succhiando clitoridi ipersensibili mentre noi le penetriamo. Valentina viene per prima, squirta sulla faccia di Giorgia in un getto caldo e lungo: “Cazzo… sto venendo… non fermarti!” Giorgia la segue subito dopo, contraendosi intorno al mio cazzo nel culo: “Riempimi… dammi tutto!”
Noi acceleriamo. Io vengo nel culo di Giorgia con ruggiti, getti potenti che la riempiono fino a colare fuori. Tommy esplode nella figa di Valentina, sperma denso che le esce piano quando si ritira. Le ragazze si girano subito: prendono i nostri cazzi in bocca, pulendoci con lingua avida, poi si baciano condividendo sperma e latte, facendoselo colare sui visi. “Guardaci… siamo due troie incinte ricoperte di seme,” sussurra Valentina, spalmandoselo sulle tette. Giorgia ride: “E ne vogliamo ancora… molto ancora.”
Nei mesi successivi la pancia cresce, i seni diventano enormi e lattiginosi, quarta/quinta misura per entrambe, turgidi e sensibili da farle gemere al minimo tocco. Organizziamo una “festa privata” nella comune: candele tremolanti che proiettano ombre sui muri di pietra, oli profumati che rendono la pelle lucida e scivolosa, un letto coperto di cuscini soffici per appoggiare le pance ormai enormi, rotonde e tese come tamburi. Le ragazze entrano per prime, nude eccetto per un velo trasparente che accarezza le curve amplificate dalla gravidanza: pance alte e sporgenti che si sfiorano quando camminano vicine, seni pesanti che oscillano a ogni passo, capezzoli eretti e scuri che stillano già gocce di colostro per l’eccitazione.
“Stasera comandiamo noi,” annuncia Giorgia con un ghigno malizioso, gli occhi verdi che brillano alla luce delle candele. “Voi due vi sedete lì e guardate. Vogliamo farvi impazzire.” Valentina annuisce, arrossendo ma con un sorriso complice: “Esatto. Sedetevi e godetevi lo spettacolo, ragazzi. Vedrete quanto siamo troie.”
Tommy e io ci accomodiamo su due poltrone ai piedi del letto, nudi e già duri, i cazzi che pulsano inutilizzati. Le ragazze si avvicinano al comodino e tirano fuori uno strap-on doppio: un dildo nero e spesso da un lato, curvo e vibrante dall’altro, progettato per dare piacere a entrambe. Giorgia lo allaccia intorno ai fianchi minuti, il dildo che sporge aggressivo contro la sua pancia gonfia. “Vieni qui, Valentina… ti scopo come meriti,” mormora, lubrificando il giocattolo con l’olio profumato misto ai loro succhi già abbondanti.
Valentina si sdraia sul letto a pancia in su, le gambe spalancate, la figa rosa e gonfia esposta, lucida di umori. La pancia enorme si erge come una collina fertile, i seni quinta misura che si aprono ai lati, capezzoli duri come sassi. Giorgia si posiziona tra le sue gambe, sfregando la punta del dildo contro il clitoride ipersensibile di Valentina. “Senti quanto sei bagnata… sei una fontana, cazzo,” geme Giorgia, spingendo piano. Il dildo entra centimetro per centimetro, dilatando la figa stretta nonostante la gravidanza, mentre l’altro lato preme contro la figa di Giorgia, vibrando leggermente.
Valentina inarca la schiena, la pancia che trema: “Oh dio… sì, spingi di più… riempimi tutta!” Giorgia accelera, le spinte ritmiche che fanno sbattere le pance l’una contro l’altra con un suono morbido e umido, i seni che rimbalzano sincronizzati, schizzando colostro in archi sottili che bagnano il letto. Si china per succhiare un capezzolo di Valentina, mungendolo con la bocca mentre pompa più forte: “Bevo il tuo latte… mmm, dolce e cremoso… ti fa venire, vero?” Valentina urla: “Sì… succhia… sto per schizzare!” E lo fa: un getto caldo schizza intorno al dildo, bagnando la pancia di Giorgia e colando sul lenzuolo.
Cambiano posizione: Giorgia a quattro zampe, pancia appoggiata sui cuscini, culo in alto. Valentina prende lo strap-on e lo infila nella figa di Giorgia da dietro, spingendo con forza. “Prendilo tutto, puttana incinta… senti come ti apro,” ansima Valentina, le mani sulle chiappe sode di Giorgia, separandole per vedere il dildo entrare e uscire lucido di succhi. Le pance si sfregano lateralmente, i seni di Giorgia che dondolano sotto, stillando latte che Valentina raccoglie con le dita e si spalma sul clitoride. “Guardate i vostri cazzi… duri e inutili,” ride Giorgia tra un gemito e l’altro, voltandosi verso di noi. “Vi state segando con gli occhi, vero? Immaginate di essere al posto di questo dildo…”
Noi siamo al limite: cazzi viola e pulsanti, pre-sperma che cola, ma obbediamo, guardare quelle due dee incinte scoparsi a vicenda è una tortura deliziosa. Giorgia viene con un urlo, contraendosi intorno al dildo, schizzando sul ventre di Valentina: “Cazzo… vengo… non fermarti!”
Alla fine, non resistono più. “Venite qui,” ordina Valentina, ansimante. Ci buttiamo sul letto. Tommy prende Valentina da dietro, entrandole in figa con una spinta brutale mentre io aiuto: le tengo le gambe spalancate, le lecco il clitoride gonfio e mungo i suoi seni giganti, schizzando latte sulla faccia di Tommy. “Dai, fratello… scopala più forte… falla urlare per me,” lo incito, e lui accelera, il cazzo che entra e esce fradicio. Io faccio lo stesso con Giorgia: la penetro nel culo stretto e dilatato, spingendo profondo mentre Tommy mi aiuta, infilando dita nella sua figa e strizzandole le tette. “Sì, così… riempila tutta… senti come si contrae quando la mungo,” mi dice lui, e io pompo più forte, le nostre mani che si sfiorano sui corpi delle ragazze.
L’orgia esplode: cambiamo, alternandoci in doppia penetrazione, io in figa di Valentina, Tommy nel suo culo, le pance che si schiacciano contro i nostri addomi; poi con Giorgia, cazzi che si sfregano separati solo da una sottile parete. Le ragazze si leccano a vicenda, bevendo latte e succhi, gemiti che riempiono la stanza. “Vengo di nuovo… riempitemi!” urla Valentina, schizzando mentre noi veniamo: sperma multiplo, denso che cola da fighe e culi, misto a latte e umori.
Le mettiamo in ginocchio per il finale: cazzi in bocca a turno, fino a esplodere sui loro visi, getti densi che coprono occhi, labbra, pance rotonde. Loro lo raccolgono, se lo bevono in baci sporchi, ridendo: “Siamo le vostre troie incinte… e non ne avremo mai abbastanza.”
Dopo 9 mesi, i parti arrivano vicini: due bimbi sani, nati a Siena nello stesso ospedale. Test del DNA sigillato per sempre. “Non importa di chi sono” diciamo ridendo. “Sono nostri.”
Dopo il parto i corpi tornano morbidi, le tette piene di latte vero. Ma questa… è un’altra storia, forse per un prossimo capitolo..
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