Una mamma trasgressiva e anticonformista. 2 - Innamorata💞 e complice del marito🫂

di
genere
incesti

Io, nonostante al tempo avessi poco più di venti anni, grazie al mio carattere aperto, al mio aspetto ed al fatto che, frequentando l'università, non mi mancavano le occasioni per incontrare mie coetanee ed anche donne più mature alcune delle quali, addirittura vicine all'età di mia madre.

Ovviamente con queste ultime facevo un sesso più libero e gustoso anche se, in cuor mio le consideravo un po' depravate paragonate poi alla rettitudine morale di mia madre, dopo averle scopate, mi sentivo un po' complice delle loro perversioni da troie.

Comunque, era proprio da loro che imparavo i segreti del sesso che mi permettevano poi, di soddisfare meglio me stesso e le ragazze che "me la davano".

Dunque, nel momento in cui stavo leccando mia madre nella zona più intima del suo corpo che venti anni prima mi aveva dato la vita, aumentava il mio stato confusionale ed al tempo stesso, aveva risvegliato il mio pisello ridiventato duro nonostante avessi eiaculato pochi minuti prima.

Dio come godevo al calore della sua vagina che avvolgeva le mie labbra, al suo inebriante profumo di femmina ed al gusto insolito dei suoi umori.

La voce di mia madre poi, che ansimando mi incitava a leccarla e farla godere come una troia esasperava ogni reazione del mio corpo teso e della mia mente sempre più persa nel suo delirio dei sensi.

-Dio come sei bravo Giò.. che lingua.. che piacere.. così.. così.. leccami la fica.. mordimi il grilletto.. oddio godo.. godo.. perdio come mi fai godere.. godoooooo!-

Avevo già il viso completamente bagnato dai suoi umori, ma il potente squirt che aveva accompagnato il suo orgasmo, era stata una vera doccia che coi suoi spruzzi, aveva bagnato il mio petto ed ogni cosa intorno a me.

-Dio come mi hai fatta godere.. aveva ragione Lidia quando mi diceva che eri diventato un vero dio del sesso, un maschione, un toro da monta!

Me ne hai dato prova col tuo cazzo duro, resistente e pieno di sborra come un uovo.

Amore, sei proprio come tuo padre, solo lui col suo cazzo e i suoi modi riusciva a farmi toccare le vette di piacere che mi hai fatto provare tu.

E.. siamo solo all'inizio!

Non oso neanche immaginare quanto mi farai godere quando mi chiaverai, se avrai voglia di farlo, se avrai voglia di fare l'amore e chiavare tua madre che ti sente già dentro di se a cosce spalancate!-

Mentre mia madre mugulando, agitandosi e urlando in preda a spasmi di piacere anch'io mi ero bagnato ancora senza neanche toccarmi.

Poi, mentre mia madre nuda, abbracciata a me, continuava a tempestarmi di carezze e di baci il viso , il collo il petto ed i capezzoli, io ero immerso nei miei pensieri sempre più confusi.

Mai prima d'allora, avevo sentito uscire dalla bocca di mia madre una bestemmia o parole volgari in quella circostanza però, avevo udito parole che io stesso faticavo ad usare: "Leccami la fica- Succhiami la clitoride- Leccami il buco del culo- Che cazzo che hai- Sborrami in bocca-Che bel buco che hai tutto da leccare.. etc. etc."

La cosa che però più mi aveva sorpreso era il riferimento alla sua amica Lidia, una donna sposata con due figli della mia età che mi scopavo già dai tempi del liceo.

Lidia! Che ne sapeva lei di Lidia?

Naturalmente mia madre, non era solo una bellissima donna (Anche porca, come avrei scoperto in quella circostanza), riservata, colta, simpatica, gentile con tutti e molto apprezzata dagli amici, parenti e colleghi di lavoro, era anche una donna capace di capire le persone che le stavano intorno con me poi, che ero suo figlio, riusciva a leggermi i pensieri come un libro aperto.

-Amore, ti chiedi cosa ne so io di Lidia e dei vostri rapporti?

So tutto dei vostri rapporti ma anche tutte le tue cose più segrete che le confidi nei vostri momenti di intimità.

Io so tutto di Lidia del vostro rapporto, del marito semi impotente e degli altri suoi amanti.

Lei però, non sa nulla di me.

O meglio, sa tutto quello che emerge alla luce del sole mentre nulla sa della mia seconda vita da sola o con tuo padre.

Sai Giò, nella vita "Normale" sono sinceramente e senza ipocrisie, come tu, la nostra famiglie e tutti gli altri mi vedono e con te e con loro, sono sempre stata onesta e sincera.

Vi è però, una parte della mia vita che ho felicemente condivisa solo con mio marito, che abbiamo gelosamente custodito sino alla sua morte.

Con lui ho avuto un rapporto che tutti dovrebbero avere improntato sulla fedeltà, il reciproco rispetto e soprattutto sul totale rispetto delle proprie libertà fisica e cerebrale senza condizionamenti o pregiudizi di qualunque genere.

Io e tuo padre, ci siamo conosciuti all'università e subito abbiamo capito che era impossibile essere incatenati in un rapporto fatto di controllo, gelosie e senso di proprietà come imposto dalla moderna società ipocrita e vittima dei pregiudizi delle varie religioni inventate dagli uomini per controllarne e sottometterne altri con la violenza o l'indottrinamento.

Alla nostra iniziale intesa fatta di ragione e razionalità, era subentrato l'amore, forte indissolubile come può essere quello di condividere i pensieri e i piaceri dell'altro godendone a propria volta.

Che meraviglia vedere gli occhi di tuo padre riempirsi di gioia quando al mio rientro da una serata in cui avevo goduto col corpo e con la mente con altri maschi per poi abbracciarci e fare l'amore come se fosse la prima volta.

Naturalmente la cosa era reciproca ed io, al suo racconto, godevo come se ci fossi stata io tra le sue braccia anziché la donna che l'aveva reso felice quella volta e poi, facevamo l'amore o scopavamo come porci in base al desiderio del momento.

segue


scritto il
2026-01-31
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