Una convivenza particolare
di
Serena Rossi
genere
dominazione
Gli vedo comparire un sorriso sulle labbra, un sorriso in quel viso, un sorriso sorprendente.
Gli vedo comparire un sorriso sulle labbra, un sorriso in quel viso, un sorriso sorprendente.
Gli vedo comparire un sorriso sulle labbra, un sorriso in quel viso, un sorriso sorprendente.
Lui continua a fissarci e poi ci lancia un bacio e poi un altro, uno per ciascuna e va via.
Ci lascia sole…finalmente o maledettamente sole…
Non è la prima volta che Luisa si “prende una pausa” da Andrea, mi raccontò di altre occasioni in cui il loro rapporto sie era fatto più ingombrante della stessa sua gestione ma poi il bisogno, la necessità la dipendenza dal Master aveva risolto le situazioni.
Io stessa ero stata chiara con mio marito, avevo bisogno di riflettere su quella tempesta emotiva che mi aveva colto negli ultimi mesi e più ancora nelle ultime settimane con la conoscenza approfondita di Luisa.
Certo è che vedendolo andar via ognuna di Noi avrebbe voluto seguirlo, da sola. Valeva per me ma sono certa che era la stessa cosa che pensava la mia coinquilina.
Quella notte facemmo l’amore come non lo avevamo mai fatto, scopammo con una voglia e una intensità mai viste. Forse il pensiero del nostro Master che ci controllava, oppure l’esatto contrario, ossia il fatto di aver rotto, o pensato, di aver rotto quelle catene che ci imprigionavano a Lui, ecco…tutto questo ci diede una spinta sessuale mai provata.
Lingue, mani, addirittura due zucchine recuperate dalla spesa, tutto per arrivare agli orgasmi di cui avevamo bisogno, a cui ci siamo aggrappate in quella prima serata di questa nostra avventura.
Al mattino…la prima doccia fredda.
Ricevemmo in contemporanea sul nostro cellulare dedicato, quello che io chiamavo il Troy cell e che avevamo sia io che Luisa, ricevemmo dicevo un piccolo video. Era Andrea che si stava masturbando nel letto, pochi secondi di quella ginnastica onanistica…solo il suo cazzo duro e la sua mano che andava avanti e indietro nel più classico del movimento ipnotico.
Silenzio. Decidemmo tacitamente di non parlarne.
All’uscita di casa un’altra sorpresa. Due rose ad attenderci sull’uscio, due rose nere. Chiaramente il regalo, un altro regalo del nostro Master…tipico del Nostro Master.
Andai al lavoro con pensieri divergenti. Da un lato era evidente che rimanevamo al centro del suo progetto di dominazione, non si sarebbe sbattuto per quanto fatto se non fosse stato cosi.
Dall’altro non aveva aggiunto nulla, ne parole ne voce, a quanto ci aveva dato e mandato.
Luisa poi lo avrebbe visto al lavoro…
Un suo messaggio a metà mattina mi tranquillizzò: “tutto normale. Andrea si comporta normalmente…come nelle sue solite occasioni. Io qui sono una dipendente e qui divento la sua Troia soltanto quando lo decide Lui. Quindi…tutto tranquillo…”
In pausa pranzo ricevetti un altro video, simile a quello del mattino. Andrea si stava masturbando nel bagno del suo ufficio, davanti allo specchio. In abito col cazzo duro che usciva dai pantaloni. Non un’immagine elegante, ma terribilmente eccitante….che mi fece bagnare alle fantasie che riusciva a scatenarmi.
Luisa mi scrisse subito di aver ricevuto lo stesso messaggio.
Alla sera, dopo il solito aperitivo tornammo nella Nostra “casa” per la prima volta non da fuggitive.
Eravamo appena andate a letto quando arrivò il terzo messaggio.
Lo aprimmo insieme…ancora Andrea e il suo cazzo…un messaggio più lungo, un video più lungo, sempre un video della sua masturbazione. Stavolta era tutto nudo sulla poltrona di casa, a gambe aperte, erezione piena e mano che si muoveva.
Su questo video ci masturbammo anche noi due, come se fossimo con Lui…li davanti.
Noi venimmo in breve, eccitate da quello e dagli altri due arrivati. Il video non mostrava se Lui aveva sborrato o meno.
Al mattino seguente trovammo ancora due rose nere che ci attendevano.
Arrivata in ufficio fui accolta da un nuovo messaggio, un nuovo video.
Andrea si stava masturbando sulla fotografia di Luisa, di una Luisa splendidamente nuda e oscenamente con le gambe e la vulva aperta.
Lui che si masturbava, che cercava il piacere con lo stimolo della sua prescelta.
Un’ondata di gelosia e rabbia mi colpirono, facendo riaffiorare il dilemma che non avevo ancora dipanato: Luisa mi era entrata in testa, nel cuore e in fica ( come amo dire di chi mi prende…) come tale o perché era la preferita di colui, il Master, che tanto desideravo?
E il dubbio mi era venuto anche al contrario. I suoi sentimenti erano sinceri o soltanto volti a proteggere colui che poteva essere allontanato da lei per causa mia?
E intanto, pensieri e immagini mi eccitavano, sia il suo cazzo duro e venoso e sia quella foto.
La mia mano scese nelle mutandine e quando anche Luisa mi inviò quanto ricevuto, non resistetti.
Andai in bagno e seduta sul water a gambe larghe mi sditalinai convulsamente.
A lei aveva inviato lo stesso video, ma ero io che stava tributando col la sega. La mia foto scattata in non so quale occasione, la mia foto dove sono a gambe aperte e con la catena al collo, il collare.
Su queste immagini non resistetti, le foto in testa, anche la mia…e il suo cazzo, mi fecero venire, mi chiesero di venire, ne avevo bisogno…
Alla sera , a casa, ne parlammo. Anche Luisa era turbata, era eccitata, era sovreccitata.
Lui conosceva bene Andrea e a detta sua non avrebbe immaginato un comportamento simile.
Non ricordava tante occasioni in soli due giorni dove lui si toccasse cosi. Era sorprendente, ma eccitante.
Ricevemmo ancora due video, ancora prima di andare a letto. Ancora sorprendenti.
A me arrivò la sua masturbazione fatta nei bagni della mia azienda. Era stato da me, senza dirmelo per segarsi, a pochi metri dal mio ufficio.
A Luisa il video era stato fatto nella toilette del suo dipartimento, la toilette delle donne.
Rivedemmo insieme quei video domandandoci cosa ci avrebbe portato quella situazione. Eravamo ancora eccitate, sia per le immagini che per i pensieri, scopammo meravigliosamente, ma la mancanza del cazzo in queste nostre sessioni, del cazzo vero, del cazzo di Andrea, tacitamente si stava sentendo.
La mattina dopo ancora le due rose ma nulla durante la giornata.
Il quarto giorno ci svegliammo ancora con l’omaggio floreale e con un video.
Arrivò lo stesso a tutte e due, una ragazza, una bella ragazza che gli stava facendo un pompino.
A mezzogiorno un altro video, un’altra ragazza e un'altro pompino.
Dopo il solito aperitivo, diventata una necessaria abitudine, a casa arrivò un terzo vide, sempre come i due della giornata un’altra ragazza, e un altro pompino.
Non potevamo non fantasticare sul fatto che avremmo potuto essere Noi, che fino a qualche giorno prima eravamo noi due che lo soddisfacevamo in quelli che erano sia sui bisogni primari e suoi vezzi di dominazione.
A Luisa scappò una riflessione a voce alta: “…quanto vorrei essere io a prenderglielo in bocca, anche solo a toccarlo…leccarlo".
Avevo lo stesso pensiero e desiderio, mi sentivo attratta da Luisa perché ero con lei, ma sentivo la voglia e la mancanza di Andrea, voglia e mancanza stimolate dai sui messaggi.
Andai a dormire con questi pensieri.
A metà notte i nostri cellulari presero vita, un messaggio in contemporanea a tutte e due.
Lo aprimmo col cuore che batteva all’impazzata…un altro video, la parte finale dei tre pompini che ci aveva inviato quel giorno.
Ci aveva inviato le tre sborrate, ognuna con la ragazza che aveva in bocca il suo cazzo.
La prima, quella del mattino era stata davvero notevole. Si vedeva che la bionda che riceveva i suoi schizzi faceva fatica a trattenere lo sperma in bocca, quasi un sussulto per il troppo che le era arrivato.
Era comunque riuscita a finire e a ripulire tutto.
La seconda quasi uguale, Le sborra in faccia e poi con le dita le fa ingoiare il suo nettare, fino all’ultimo come fino all’ultimo anche da Lei si fa pulire il cazzo.
La terza la scopa in bocca, se il video la mostrava a nella fellatio, in quello arrivato come finale si vede che la scopa in bocca e che quando viene la obbliga ad ingoiare senza mai uscire dalla sua bocca, fino alla fine.
Erano immagini di un’eccitazione pazzesca, ancora di più di quelle inviate fino a quel momento. Immagini dove la sua supremazia era spiegata, erano quasi didattiche.
Non riuscii a dormire fino al mattino come anche Luisa.
Eravamo eccitate, ma troppo anche per masturbarci o fare l’amore. Ci ritrovammo al mattino a farlo sotto la doccia, dovevamo sfogare tutte le voglie e le fantasie da Troie in calore che quei video, quei video del nostro Master ci avevano stimolato.
Ancora le solite rose sull’uscio ci attendevano.
Quel giorno non successe nulla, fino alla sera.
Quando, insieme, stavamo facendo alcune pensate su come stessimo vivendo la nostra situazione e quella che invece avremmo voluto vivere ecco un messaggio, un vocale identico a tutte e due.
“Ciao Troia, finora mi sono limitato a giocare, come fanno i grandi con i piccini…”…e poi un lungo silenzio…”vieni domani sera al Club…con la tua chiave, alle 21.00”.
Lo stesso invito, le stesse identiche parole, tranne che per il ruolo.
Nel mio messaggio mi aveva chiamata Troia…in quello di Luisa Grande Troia.
Rimanemmo ancora a riflettere, la sera dopo sarebbe arrivata prima di quanto avessimo potuto immaginare.
Ci stringemmo nel letto, non scopammo e non ci masturbammo, volevamo conservarci “cariche” per la serata che ci aspettava.
Gli vedo comparire un sorriso sulle labbra, un sorriso in quel viso, un sorriso sorprendente.
Gli vedo comparire un sorriso sulle labbra, un sorriso in quel viso, un sorriso sorprendente.
Lui continua a fissarci e poi ci lancia un bacio e poi un altro, uno per ciascuna e va via.
Ci lascia sole…finalmente o maledettamente sole…
Non è la prima volta che Luisa si “prende una pausa” da Andrea, mi raccontò di altre occasioni in cui il loro rapporto sie era fatto più ingombrante della stessa sua gestione ma poi il bisogno, la necessità la dipendenza dal Master aveva risolto le situazioni.
Io stessa ero stata chiara con mio marito, avevo bisogno di riflettere su quella tempesta emotiva che mi aveva colto negli ultimi mesi e più ancora nelle ultime settimane con la conoscenza approfondita di Luisa.
Certo è che vedendolo andar via ognuna di Noi avrebbe voluto seguirlo, da sola. Valeva per me ma sono certa che era la stessa cosa che pensava la mia coinquilina.
Quella notte facemmo l’amore come non lo avevamo mai fatto, scopammo con una voglia e una intensità mai viste. Forse il pensiero del nostro Master che ci controllava, oppure l’esatto contrario, ossia il fatto di aver rotto, o pensato, di aver rotto quelle catene che ci imprigionavano a Lui, ecco…tutto questo ci diede una spinta sessuale mai provata.
Lingue, mani, addirittura due zucchine recuperate dalla spesa, tutto per arrivare agli orgasmi di cui avevamo bisogno, a cui ci siamo aggrappate in quella prima serata di questa nostra avventura.
Al mattino…la prima doccia fredda.
Ricevemmo in contemporanea sul nostro cellulare dedicato, quello che io chiamavo il Troy cell e che avevamo sia io che Luisa, ricevemmo dicevo un piccolo video. Era Andrea che si stava masturbando nel letto, pochi secondi di quella ginnastica onanistica…solo il suo cazzo duro e la sua mano che andava avanti e indietro nel più classico del movimento ipnotico.
Silenzio. Decidemmo tacitamente di non parlarne.
All’uscita di casa un’altra sorpresa. Due rose ad attenderci sull’uscio, due rose nere. Chiaramente il regalo, un altro regalo del nostro Master…tipico del Nostro Master.
Andai al lavoro con pensieri divergenti. Da un lato era evidente che rimanevamo al centro del suo progetto di dominazione, non si sarebbe sbattuto per quanto fatto se non fosse stato cosi.
Dall’altro non aveva aggiunto nulla, ne parole ne voce, a quanto ci aveva dato e mandato.
Luisa poi lo avrebbe visto al lavoro…
Un suo messaggio a metà mattina mi tranquillizzò: “tutto normale. Andrea si comporta normalmente…come nelle sue solite occasioni. Io qui sono una dipendente e qui divento la sua Troia soltanto quando lo decide Lui. Quindi…tutto tranquillo…”
In pausa pranzo ricevetti un altro video, simile a quello del mattino. Andrea si stava masturbando nel bagno del suo ufficio, davanti allo specchio. In abito col cazzo duro che usciva dai pantaloni. Non un’immagine elegante, ma terribilmente eccitante….che mi fece bagnare alle fantasie che riusciva a scatenarmi.
Luisa mi scrisse subito di aver ricevuto lo stesso messaggio.
Alla sera, dopo il solito aperitivo tornammo nella Nostra “casa” per la prima volta non da fuggitive.
Eravamo appena andate a letto quando arrivò il terzo messaggio.
Lo aprimmo insieme…ancora Andrea e il suo cazzo…un messaggio più lungo, un video più lungo, sempre un video della sua masturbazione. Stavolta era tutto nudo sulla poltrona di casa, a gambe aperte, erezione piena e mano che si muoveva.
Su questo video ci masturbammo anche noi due, come se fossimo con Lui…li davanti.
Noi venimmo in breve, eccitate da quello e dagli altri due arrivati. Il video non mostrava se Lui aveva sborrato o meno.
Al mattino seguente trovammo ancora due rose nere che ci attendevano.
Arrivata in ufficio fui accolta da un nuovo messaggio, un nuovo video.
Andrea si stava masturbando sulla fotografia di Luisa, di una Luisa splendidamente nuda e oscenamente con le gambe e la vulva aperta.
Lui che si masturbava, che cercava il piacere con lo stimolo della sua prescelta.
Un’ondata di gelosia e rabbia mi colpirono, facendo riaffiorare il dilemma che non avevo ancora dipanato: Luisa mi era entrata in testa, nel cuore e in fica ( come amo dire di chi mi prende…) come tale o perché era la preferita di colui, il Master, che tanto desideravo?
E il dubbio mi era venuto anche al contrario. I suoi sentimenti erano sinceri o soltanto volti a proteggere colui che poteva essere allontanato da lei per causa mia?
E intanto, pensieri e immagini mi eccitavano, sia il suo cazzo duro e venoso e sia quella foto.
La mia mano scese nelle mutandine e quando anche Luisa mi inviò quanto ricevuto, non resistetti.
Andai in bagno e seduta sul water a gambe larghe mi sditalinai convulsamente.
A lei aveva inviato lo stesso video, ma ero io che stava tributando col la sega. La mia foto scattata in non so quale occasione, la mia foto dove sono a gambe aperte e con la catena al collo, il collare.
Su queste immagini non resistetti, le foto in testa, anche la mia…e il suo cazzo, mi fecero venire, mi chiesero di venire, ne avevo bisogno…
Alla sera , a casa, ne parlammo. Anche Luisa era turbata, era eccitata, era sovreccitata.
Lui conosceva bene Andrea e a detta sua non avrebbe immaginato un comportamento simile.
Non ricordava tante occasioni in soli due giorni dove lui si toccasse cosi. Era sorprendente, ma eccitante.
Ricevemmo ancora due video, ancora prima di andare a letto. Ancora sorprendenti.
A me arrivò la sua masturbazione fatta nei bagni della mia azienda. Era stato da me, senza dirmelo per segarsi, a pochi metri dal mio ufficio.
A Luisa il video era stato fatto nella toilette del suo dipartimento, la toilette delle donne.
Rivedemmo insieme quei video domandandoci cosa ci avrebbe portato quella situazione. Eravamo ancora eccitate, sia per le immagini che per i pensieri, scopammo meravigliosamente, ma la mancanza del cazzo in queste nostre sessioni, del cazzo vero, del cazzo di Andrea, tacitamente si stava sentendo.
La mattina dopo ancora le due rose ma nulla durante la giornata.
Il quarto giorno ci svegliammo ancora con l’omaggio floreale e con un video.
Arrivò lo stesso a tutte e due, una ragazza, una bella ragazza che gli stava facendo un pompino.
A mezzogiorno un altro video, un’altra ragazza e un'altro pompino.
Dopo il solito aperitivo, diventata una necessaria abitudine, a casa arrivò un terzo vide, sempre come i due della giornata un’altra ragazza, e un altro pompino.
Non potevamo non fantasticare sul fatto che avremmo potuto essere Noi, che fino a qualche giorno prima eravamo noi due che lo soddisfacevamo in quelli che erano sia sui bisogni primari e suoi vezzi di dominazione.
A Luisa scappò una riflessione a voce alta: “…quanto vorrei essere io a prenderglielo in bocca, anche solo a toccarlo…leccarlo".
Avevo lo stesso pensiero e desiderio, mi sentivo attratta da Luisa perché ero con lei, ma sentivo la voglia e la mancanza di Andrea, voglia e mancanza stimolate dai sui messaggi.
Andai a dormire con questi pensieri.
A metà notte i nostri cellulari presero vita, un messaggio in contemporanea a tutte e due.
Lo aprimmo col cuore che batteva all’impazzata…un altro video, la parte finale dei tre pompini che ci aveva inviato quel giorno.
Ci aveva inviato le tre sborrate, ognuna con la ragazza che aveva in bocca il suo cazzo.
La prima, quella del mattino era stata davvero notevole. Si vedeva che la bionda che riceveva i suoi schizzi faceva fatica a trattenere lo sperma in bocca, quasi un sussulto per il troppo che le era arrivato.
Era comunque riuscita a finire e a ripulire tutto.
La seconda quasi uguale, Le sborra in faccia e poi con le dita le fa ingoiare il suo nettare, fino all’ultimo come fino all’ultimo anche da Lei si fa pulire il cazzo.
La terza la scopa in bocca, se il video la mostrava a nella fellatio, in quello arrivato come finale si vede che la scopa in bocca e che quando viene la obbliga ad ingoiare senza mai uscire dalla sua bocca, fino alla fine.
Erano immagini di un’eccitazione pazzesca, ancora di più di quelle inviate fino a quel momento. Immagini dove la sua supremazia era spiegata, erano quasi didattiche.
Non riuscii a dormire fino al mattino come anche Luisa.
Eravamo eccitate, ma troppo anche per masturbarci o fare l’amore. Ci ritrovammo al mattino a farlo sotto la doccia, dovevamo sfogare tutte le voglie e le fantasie da Troie in calore che quei video, quei video del nostro Master ci avevano stimolato.
Ancora le solite rose sull’uscio ci attendevano.
Quel giorno non successe nulla, fino alla sera.
Quando, insieme, stavamo facendo alcune pensate su come stessimo vivendo la nostra situazione e quella che invece avremmo voluto vivere ecco un messaggio, un vocale identico a tutte e due.
“Ciao Troia, finora mi sono limitato a giocare, come fanno i grandi con i piccini…”…e poi un lungo silenzio…”vieni domani sera al Club…con la tua chiave, alle 21.00”.
Lo stesso invito, le stesse identiche parole, tranne che per il ruolo.
Nel mio messaggio mi aveva chiamata Troia…in quello di Luisa Grande Troia.
Rimanemmo ancora a riflettere, la sera dopo sarebbe arrivata prima di quanto avessimo potuto immaginare.
Ci stringemmo nel letto, non scopammo e non ci masturbammo, volevamo conservarci “cariche” per la serata che ci aspettava.
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