La punizione meritata

di
genere
dominazione

Questa è una storia realmente accaduta tanti anni fa. Non so dove collocarla e se qualcuno l’apprezzerà, ma provo a raccontarla perché ritengo abbia un risvolto eccitante.
Giuseppe era un giovane che viveva in un paese e, come ovunque, i ragazzi si conoscevano tutti. Era un tipo che si dava arie da uomo e trattava male le ragazze del paese assumendo comportamenti arroganti, le faceva indispettire con commenti volgari, o faceva scherzi di cattivo gusto. Certo era un bel tipo, nonostante la giovane età, ma non veniva sopportato da nessuna ragazza, alcune più grandi di lui anche di qualche anno. Arrivò il giorno dove per fare uno scherzo a Nicoletta, la ragazza più grande di età del paese, la fece inciampare e cadere facendole sporcare il vestito “buono” che aveva appositamente indossato per andare a messa. La ragazza scoppiò ovviamente in lacrime e se ne torno a casa, dopo averlo maledetto e insultato. Questo episodio è stato visto da alcune ragazze del paese che subito si erano attivate e avevano accompagnato a casa la povera ragazza in lacrime. La notizia dell’ennesimo gesto stupido e dannoso di Giuseppe e anche le ragazze non presenti alla scena si indignarono e le critiche al ragazzo furono feroci. A dire il vero, qualcuna, vittima dei suoi dispetti, aveva provato a lamentarsi con i genitori del ragazzo, ma la cosa non aveva per nulla modificato la situazione.
Pochi giorni dopo alcune ragazze, tra cui Nicoletta, stavano parlando dell’accaduto tra loro ed erano d’accordo che Giuseppe meritasse una giusta punizione, ma non avevano un’idea precisa di cosa fare, ognuna esprimeva un suggerimento che veniva subitamente bocciato dal gruppo. All’improvviso Clara, una delle ragazze più grandi ebbe un’idea che tutte approvarono, avrebbero dovuto agire tutte insieme, erano sei ragazze. Ai bordi del paese vi era una cascina abbandonata e mezza diroccata, venne eletto dal gruppo delle ragazze come il luogo ideale per finalizzare il loro piano.
L’occasione giusta si presentò un giorno che il gruppo delle ragazze stava camminando in strada e Giuseppe vedendole si era accodato con il solito fare spavaldo, le ragazze con astuzia fecero in modo che le seguisse simulando di essere attratte da lui che subito si era sentito un gallo e le aveva seguite. Giunti alla cascina entrarono in uno stanzone desolato dove era rimasta solo una panca di legno e attraverso ammiccamenti e lusinghe fecero in modo di andarsi a sedere sulla panca, ma Giuseppe non si accorse che una di loro si era staccata dal gruppo ed era andata nel retro con il resto di un giornale in mano. Le ragazze fecero cenno a Giuseppe di sedersi per primo, facendolo sentire importante e curioso di come quelle ragazze volessero flirtare con lui, ma non appena seduto le ragazze gli si buttarono addosso costringendolo a sdraiarsi a pancia in giù sulla panca, mentre due lo bloccarono con il loro corpo immobilizzandolo una terza gli bloccava le braccia. Lui cercava di dibattersi e liberarsi senza esito, mentre due ragazze gli bloccavano le gambe ed iniziarono a togliergli le scarpe, poi slacciarono i pantaloni e le mutande fino a toglierli e buttarli in mezzo alla stanza. Giuseppe urlava e cercava di liberarsi, ma gli era impedito dalle ragazze robuste che gli bloccavano la schiena, inoltre le sue urla non venivano sentita da nessuno perché il cascinale era fuori paese e isolato. Improvvisamente entra in stanza Luisa la ragazza che era anda sul retro, era un tipo in carne e con braccia robuste, anche perché già lavorava in campagna col padre e fatica ne faceva parecchia. In mano aveva un mazzo di ortiche, tenuto alla base avvolto nel giornale e fuori dall’involto vi era il mazzo che sporgeva bello pieno. Si avvicinò a Giuseppe e lo vide sdraiato a culo nudo, che cercava di liberarsi senza successo e subito sentì salire in lei la rabbia per tutto ciò che aveva subito. Quindi, alzo imperiosamente il braccio “armato” e fece un gesto possente verso le natiche esposte del giovane se sentì la prima sferzata, poi cominciò a mulinare frustate di ortiche su quel sedere colpevole incitata dalle altre che ora ridevano allegre. Luisa scaricò tutta la sua rabbia frustando con forza, mentre Giuseppe ormai impotente si era lasciato punire piangendo di dolore misto a frustrazione. Quando finì di frustare Luisa era esausta e sudata, tutte le ragazze lasciarono la presa e guardarono quel sedere rosso e pieno di bolle che stava sdraiato sulla panca piangendo e l’ilarità mista a soddisfazione coinvolse tutte le ragazze che se ne andarono soddisfatte, lasciandolo solo con il suo dolore. Rimasto solo Giuseppe si alzo dalla panca e rimettersi le mutande fu un supplizio poi, una volta rivestito scappo a casa e non lo videro in giro per diverso tempo, ma la sua storia era diventata la notizia del paese e suscitava ilarità in molte persone, soprattutto le donne.
scritto il
2026-01-09
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