Il mio bel passero e altre storie

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IL MIO BEL PASSERO
Il mio bel “PASSERO” ovvero “PASSEROTTO”, alias “passivo rotto” o da rompere all'istante, una sera l'ho portato in un club dove gli schiavetti come lui vengono usati da chiunque. Diversi Dom lo hanno incantonato e ad uno ad uno se lo sono goduto. Fuori uno e dentro l'altro, non meno di dieci, gli hanno arrostito natiche e buco. Ce l'ha ancora aperto in diametro da sforzo e ci vorrà tempo prima che torni in decenza. Una volta a casa mi sono congratulato per come ha saputo reggere a raffica e gli ho chiesto se voleva ritornarci. Perché no, mi ha risposto. Ma dimmi cosa hai provato? Quanti bei cazzi! E ti è piaciuto? Mi sono sentito speciale. Lo sei ma d'ora in poi ti toccherà solo il mio, e guai a lamentarti. Sì Signore. Ti dovrà bastare. Certo Signore. Erano grossi? Li sentivi bene dentro tutti quanti? Solo uno mi ha fatto goder veramente. Come si chiamava? Si chiamava “TERREMOTO”. Lo conosco, la prossima settimana lo invito da noi per una ripassata e lo prego che ti faccia patire le pene dell'inferno. Grazie Signore. Intanto ti tengo in allenamento io. In tre secondi mi sono messo all'opera e siamo venuti insieme. Io a schizzo, lui in ludibrio di sguaiato godimento anale. Mi fa piacere che il tonto faccia dei confronti così si rende conto che pari al sottoscritto ce ne stanno pochi o quasi nessuno, tranne quello di quel tale che a buon diritto gli è rimasto impresso non so bene se per grandezza o per forza di come lo ha sfondato. Ci è arrivato in casa. Gliel'ho misurato. Cavolacci. Ce l'ha qualche bel centimetro più in tiro del mio. Ci credo che il zozzetto lo sentiva così tanto. L'ho fatto guaire in prestito e poi per scommessa mi sono immolato a ruota. È davvero uno stallone. Qualche volta torna e ci distrugge di natiche in pariglia. La “PASSERA” sussulta come una cavallina al trotto. A me sembra di essere tornato “SERVUS”. Una sera ci ha lusingato con la proposta di diventare completamente suoi in servizio permanente effettivo. Abbiamo chiuso bottega e ci siamo trasferiti. Lo coccoliamo molto. Stiamo bene in trio. Siamo una nave ammiraglia e due caravelle che dopo tante peripezie hanno raggiunto il porto e stanno alla fonda al riparo dai mari tempestosi dove infuria la burrasca. Prima o poi bisogna pur mettere la testa a posto e anche il sedere e stabilizzarsi di manubrio, soprattutto di uno come questo, imperativo come lo gnomone di una meridiana in Piazza Grande, che segna le ore anche di notte, nel fermento dei nostri sottosopra a giravolta.
ABBIAMO FATTO
Abbiamo fatto vaccanza a Berlino, patria del sadomaso. Siamo entrati in un Luna Park a tema, organizzato da brivido, stand dopo stand, in viaggio tra realtà e finzione. All'inizio del circuito c'era il Tiro al culetto da impallinare e il tiro all'uccello da inanellare. Poi la pioggia dorata con pipì finta, la cera colata che di incandescente non aveva niente, la passeggiata sui fuochi a piedi nudi, la passeggiata frigida sul gelo, la passeggiata nella bufera (vento, lampi, tuoni, musiche e luci ad effetto), la grotta delle torture (con sottofondo di lamenti e guaiti), la mollettatura ludica, il culo finto da fottere e da baciare o slinguare, il cazzo finto da succhiare e da prendere sul serio di sotto, palpato (sul serio), il lancio della frusta su robot semi-umani, il conosci la frusta (rassegna in giro per il mondo), la schiena e il culo arrossati e rigati in maquillage, i tatoo (marchiature provvisorie in decalcamonia e a richiesta autentiche a fuoco, previa anestesia), il punto ristoro con manicaretti sexy, la foto ricordo a pagamento su sagome a scelta in tenuta padronale o sottomessa su cui poggiare il viso, lo shop con attrezzi S/M, intimo, abbigliamento latex, riviste, manuali, abbonamenti a circuiti internazionali. Tutti vi giravano nudi senza alcuna vergogna in tanta esibizione di solenni pubi (dei Padroni) e di amatissimi sederi (degli schiavi). Verso sera ci siamo messi n coda verso la gettonatissima “Sala Comune”, dove tutto diventava lecito e normalmente praticabile, con facoltà di lasciarsi andare a vere cacce o a vere imboscate fra estranei, senza bisogno di chiedere o di rilasciare autorizzazione a delinquere, che tanto non servivano. Il Padrone se ne fece a ripetizione due in voglia di servire. Noi poveretti al seguito lo abbiamo ricevuto da molti sopra e sotto. Abbiamo fatto festa tra parate di ani e di uccelli, che di ora in ora durante la notte sono entrati in azione e reazione facendo bolgia di sudori, lacrime e coiti, a ruota libera, nel frastuono assordante di tale orgia, nel via vai senza sosta di padroni indaffarati su schiavi, nello splendore vivido delle loro arpionate da orbi, a menare scempio di culi predestinati e derelitti.
HO FATTO IL GIRO DEL MONDO
Ho fatto il giro del mondo peregrinando di sedere in sedere. Non ho avuto bisogno di mettermi in viaggio: quelli che cercavo li ho trovati in strada o nei pub dei dintorni fra gli immigrati più o meno regolari. Grande Europa ce l'avevo sottomano, al quale ho aggiunto un Africa Nera Split, un Cinese Vergognoso Liscio, un Indiano in formato Te lo Do Senza Storie, un Oceania in Carne senza Limiti, un Nord America Disinvolto del tipo non ne ho Mai Abbastanza e infine un Sud America ultimo reduce dal Carnevale di Rio. Li ho riuniti in salotto fianco a fianco in piega, ricavandone lurida foto panoramica dei loro posteriori a grandangolo lunga mezzo chilometro, che ho postato alla berlina in rete. Li ho ispezionati uno ad uno: davvero ottimi. Me li sono fatti e francamente non saprei proprio dire quale fosse meglio. Rispondono bene senza troppa differenza. Finché restano miei ci faccio la conta e utilizzo il prescelto. Di razza in razza sono un po' diversi ma il buco ce l'hanno uguale, cambia un po' la genetica e lo stile, la loro fame è identica e quando li accontento ululano nello stessa maniera, mentre in coro gli esclusi, disoccupati all'asciutto, li lascio liberi di sbaciucchiarsi e di pomparsi a vicenda, a succhiata genitale fino alla sborra, che i più macho producono sui più tonti in presa a mandarla giù. È un bel mix di attivi, bsx e passivi, facoltativi o quasi obbligati, che di voglia o costretti lo prendono dentro senza storie e senza troppo schifare cazzo, consapevoli soprattutto di quanto siano inferiori. I testardi e piagnucolosi li legno e tornano subito in riga scusandosi per come erano riottosi da pretesi etero e prima vergini, comunque destinati al macello, cui si concedono da squisite troiette diventanti, più analizzabili dei soliti affermati.
IL MEETING NAZIONALE DI CATEGORIA
Il MEETING NAZIONALE di categoria è riservato ai delegati di ciascun mandamento BDSM ma vi sono ammessi anche i dom freschi di nomina come il sottoscritto. I lavori si svolgono in un Hotel di un certo lusso ben frequentato dalla nostra gente anche per trascorrervi una vacanza in clima di amicizia e di complicità. Le stanze sono insonorizzate e dispongono tutte di uno splendido bagno padronale e di un abitacolo di poco conto con branda e servizi igienici a vista, utile come ricovero e quasi nascondiglio per i sub al seguito. L'assemblea di quest'anno aveva in calendario il tema spinoso della riduzione volontaria in schiavitù “contra legem” o “extra legem” quanto sia più o meno perseguibile. L'insigne giurista designato relatore ha compiuto una attenta analisi in argomento e ci ha presentato le sue conclusioni esortandoci ad autenticare questo genere di rapporto con la formula della UNIONE CIVILE (leggasi “incivile”) accompagnata da un contratto preliminare di subordinazione, che sia comprensivo di clausole standard per la messa in luce dei reciproci ruoli e di facoltà illimitata e unilaterale di recesso, ponendoci così al sicuro da eventuali obiezioni o rivalse. L'ordine del giorno è stato votato all'unanimità e per conseguenza si prevede un picco di richieste di maritaggi omosessuali. Al termine della riunione sono stati approvati e battuti all'asta i novizi, mentre nella sala accanto si attivava il borsino degli scambi e delle compravendite, il tutto ben organizzato e diretto da un gruppetto di “NEGRIERI”. Un cena impeccabilmente servita da un esercito di tirapiedi ha chiuso l'evento, prima del rientro in camera a fare baldoria in compagnia dei nostri fra non molto più che legittimi sottomessi. Visto poi che il resort sorge su un'isola deserta, il dì appresso abbiamo trascorso una gradevole giornata di mare su spiagge manco a dirlo nudiste, dentro le quali non era difficile distinguere i padroni dagli schiavi, floridi i primi, molto asciutti i secondi, tranne alcuni esemplari da ingrasso.
LO SCHIAVO NUOVO
Lo schiavo nuovo lo faccio alzare di buon mattino per abituarlo a pulire la stanza da bagno a specchio preparandola alla mia venuta dopo la colazione che voglio servita in camera ad ore sette in punto. Deve raggiungermi con i capelli e la pelliccia del pube ben spazzolati e in ordine. Gli sto insegnando ad avere dignità del suo ruolo anche in quei momenti in cui adempie funzioni poco onorevoli, come aiutante di pisciata o come vittima di stupro orale e anale. Restare composti è della massima importanza anche in corso di flagellazione su natiche peraltro più che predisposte a subirla in totale silenzio o accetta reattività di solo flebili e godibili lamenti. Un po' di sussiego suo nei miei confronti e mio nei suoi aggiunge quel tanto di fatalità che tiene viva le nostre eccitazioni perverse senza farle scadere nel cattivo gusto. Il rispetto dell'etichetta e dei protocolli statuiti rinforza lo scemo e compiace me che sono responsabile della sua educazione e della sua crescita. Mi basta uno sguardo di perplessità o una mancanza di rispetto o qualsiasi forma di trascuratezza che il negligente subito lo impalo su plug grosso a pera sempre a sua disposizione in cantina buia, dove lo mando ad espiare le sue colpe e le sue cadute di tono anche per un giorno, o più giorni o una settimana intera, secondo i casi, di insistente dilatazione del suo ano da sbarco, per la qualcosa che gli urgerà tra capo e collo e molto di più fra le gambe così a lungo quanto ho deciso mi deve solo essere grato in tanto ossequio della sollecitudine e del dispendio di energie con i quali mi sto occupando di lui. È nostra comune intenzione e proposito e mio obbligo tiralo su per benino in modo che non dia adito a contestazioni quando lo presto in giro, o anche nel malaugurato e sempre possibile caso che mi decida a disfarmene e a venderlo al miglior offerente, una volta espletato per intero il suo addestramento. Non me ne è mai stato contestato uno o tornato al mittente ma invece ricevo tante lettere di ringraziamento per il riuscito assemblaggio e mistura di loro doti fisiche e morali, perfettamente inclini e plasmate e allenate al top della sottomissione raffinata, senza se e senza ma, a cui li destino, smistati a gente che per rango non tollera certo di acquisire a servizio dei tangheri disadattati o inadeguati. L'alta società dei padroni li reclama esenti da difetti e così io li consegno a chiunque ne voglia uno già fatto e finito, che nulla richieda di farci tranne usarlo e abusarlo ad oltranza. Me ne arrivano anche di rifiutati di seconda mano che col mio metodo infallibile raddrizzo e rimetto in pista alla grande.
scritto il
2025-11-30
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