Segreti nell’ombra

di
genere
prime esperienze

Aurora si mosse con passo deciso verso il bagno dell’Autogrill, il cuore che le martellava nel petto come un tamburo impazzito. L’aria condizionata del locale le accarezzava la pelle, ma il calore che sentiva dentro era inarrestabile, alimentato dal desiderio che la consumava da ore. I suoi genitori erano seduti al bar, distratti da un caffè e da una conversazione banale, ignari di ciò che stava per accadere a pochi metri da loro. Lei sapeva di rischiare tutto, ma il pensiero di Angelo, del suo corpo, del suo dominio, era troppo forte per resistere.

Il bagno era deserto, il silenzio interrotto solo dal ronzio delle luci al neon e dal lontano brusio del traffico autostradale. Aurora si guardò intorno, assicurandosi che nessuno fosse nelle vicinanze, poi si voltò verso Angelo, che la osservava con uno sguardo intenso, quasi predatorio. I suoi occhi scuri brillavano di una mistura di desiderio e controllo, e lei sentì il corpo rispondere istintivamente a quella presenza.

Senza dire una parola, Aurora iniziò a spogliarsi. I suoi movimenti erano lenti, deliberati, come se stesse eseguendo una danza sacra. La maglietta cadde a terra, seguita dai jeans, lasciandole indosso solo l’intimo. Il suo corpo, modellato da anni di danza e allenamento, era un’offerta silenziosa, un invito che Angelo non poteva ignorare. Si inginocchiò davanti a lui, gli occhi fissi sui suoi, e afferrò la cintura dei suoi pantaloni con mani tremanti.

“Sarò sempre la tua puttana,” sussurrò, la voce roca di desiderio. Le parole le uscirono dalle labbra come un’ammissione, un giuramento che non aveva bisogno di conferme. I suoi occhi brillavano di una luce selvaggia, mentre le dita si muovevano con urgenza per liberarlo dai vestiti.

Angelo la osservò, il respiro che si faceva più affannoso. Non aveva bisogno di rispondere; il suo silenzio era più eloquente di qualsiasi parola. Si lasciò fare, i pantaloni che scivolavano giù lungo le gambe, rivelando il suo cazzo duro e pulsante, già pronto per lei.

Aurora lo afferrò con entrambe le mani, sentendo il calore e la forza di lui contro il palmo. Lo accarezzò lentamente, come se stesse adorando un oggetto sacro, poi lo portò alle labbra, baciarlo con devozione. La sua lingua tracciò cerchi intorno alla punta, gustando il sapore salato della sua pelle, mentre le mani continuavano a muoversi lungo l’asta, esplorando ogni vena, ogni curva.

“Scopami, Angelo,” mormorò, sollevando lo sguardo verso di lui. “Riempimi il culo e la figa, mmmmmmm.” La sua voce era un misto di supplica e ordine, un’espressione del suo desiderio più profondo. Voleva tutto, voleva lui, e lo voleva ora.

Angelo non si fece pregare. Con un movimento rapido, la sollevò, le gambe che si avvolgevano intorno alla sua vita mentre la spingeva contro il muro freddo del bagno. La sua forza era inebriante, il suo controllo assoluto. Lei gemette, il suono soffocato dal suo respiro affannoso, mentre lui la penetrava con un colpo deciso, riempiendola completamente.

Il piacere fu immediato, travolgente. Aurora si strinse intorno a lui, le unghie che affondavano nelle sue spalle mentre il suo corpo rispondeva al ritmo imposto da Angelo. I loro gemiti si mescolavano all’eco del traffico autostradale, un contrappunto selvaggio e proibito. Lei si muoveva con lui, il corpo che ondeggiava in sincronia, cercando di catturare ogni sensazione, ogni sfumatura di piacere.

“Ancora, Angelo,” ansimò, il viso sepolto nel suo collo. “Non fermarti.” Il suo corpo tremava, sull’orlo dell’orgasmo, ma voleva di più. Voleva che durasse per sempre, che quel momento non finisse mai.

Lui sorrise, un’espressione di soddisfazione e complicità. Sapeva che questo era solo l’inizio, che il loro gioco era destinato a diventare sempre più intenso, più trasgressivo. Continuò a pomparla senza sosta, i colpi sempre più profondi, più veloci, mentre il loro respiro si trasformava in un unico, affannoso ritmo.

Aurora sentì l’orgasmo avvicinarsi, una onda di piacere che la travolse come un tsunami. Il suo corpo si contrasse, i muscoli che si tendevano mentre il piacere esplodeva dentro di lei, un’esplosione di luce e calore. Gemette il nome di Angelo, la voce che si perdeva nel rumore del traffico, mentre il suo corpo si abbandonava al piacere.

Lui la seguì poco dopo, il suo seme che la riempiva, caldo e abbondante. I loro corpi rimasero uniti, i cuori che battevano all’unisono, mentre il sudore raffreddava sulla loro pelle. Aurora si aggrappò a lui, il viso sepolto nel suo collo, respirando il suo odore, sentendo il battito del suo cuore.

“La prossima volta,” sussurrò, la voce ancora tremante, “lo faremo sul cofano della macchina, mentre i miei genitori guardano il panorama.”

Angelo rise piano, un suono basso e roca. “Sei pericolosa, Aurora,” mormorò, baciandole la fronte. “Ma mi piace.”

Lei sorrise, soddisfatta. Sapeva che il loro gioco era appena iniziato, che i confini sarebbero stati spinti sempre più in là. E non vedeva l’ora.

Si staccarono lentamente, i loro corpi che si separavano con riluttanza. Aurora si sistemò i vestiti, il cuore che lentamente tornava a un ritmo normale, mentre Angelo si riassettava i pantaloni. Il bagno era di nuovo silenzioso, come se nulla fosse accaduto, ma loro sapevano la verità.

Uscirono insieme, le mani intrecciate, come se fossero una coppia qualsiasi. I genitori di Aurora erano ancora al bar, distratti dalla loro conversazione. Lei sorrise, un’espressione innocente che nascondeva un mondo di segreti e desideri.

“Pronti per ripartire?” chiese, la voce calma e controllata.

“Sì,” rispose Angelo, gli occhi che brillavano di complicità. “Pronti per tutto.”

E mentre si allontanavano dall’Autogrill, il rumore del traffico che li avvolgeva, Aurora sapeva che la loro avventura era solo all’inizio. Il futuro prometteva momenti ancora più intensi, più trasgressivi, e lei non vedeva l’ora di viverli, accanto all’uomo che aveva conquistato il suo corpo e la sua anima.Segreti nell’ombra
scritto il
2025-11-28
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