Wanda

Scritto da , il 2021-01-14, genere etero

La signora Wanda Pork ha circa 40 anni, il fisico di una Dea greca, la pelle bianca e perfetta, senza un annuncio di ruga, occhi blu cobalto, capelli lunghi e neri e tette che sembrano scolpite da Michelangelo.
Naturalmente, non si chiama Pork di cognome, ma Porchiani. L'etichetta gliel'hanno attribuita per il fatto che, ama prendere il sole integrale sulla sua terrazza. Consapevole o meno di quel fatto, la signora Wanda, incurante degli occhi indiscreti, si metteva in bella mostra sulla sdraio, messa tra l’antenna parabolica del signor Lubiani e l’antenna semplice della vedova Pisani.
Più di un paio di occhi sbirciava tra la tapparelle abbassate delle varie camere. Qualcuno si era anche procurato un cannocchiale o un binocolo. Lontano dagli sguardi indiscreti di mogli e amanti, gli uomini del condominio sbavavano e si facevano film mentali sul corpo della signora Wanda Pork

“Puntuale come un orologio svizzero” commenta Lunigia sbirciando tra le tapparelle.
Piccola, bionda con folti riccioli, un berretto tipo borsalino calcato in testa, pantaloni aderenti a stringere un culotto pieno e morbido, si volta appena verso di me “Secondo te, è una di quelle?”
Io, seduto sul divano, le gambe appoggiate al tavolino di finto legno dell’Ikea, il braccio destro ripiegato sugli occhi, bofonchio “mmm.. boh?” tachipirina +1000 per forte mal di testa post sbornia, post febbre, post tutto. Stravaccato alla Fantozzi, in canottiera unta e boxer quasi ascellari di un imbarazzante color fucsia
“Dovresti farti una doccia, sai?” fa lei tappandosi il suo bel nasino a patata
“L’ho fatta, prima di ammalarmi”
“Quattro giorni fa”
“Infatti, io ho dormito sul divano”
“E non abbiamo fatto sesso”
Lei alza l’indice nella mia direzione, l’indice che ondeggia come un metronomo “no,no,no. Non ti avvicini alla mia piccola patata con quell’aurea nucleare che ti ritrovi. Ne baci, ne carezze, ne scopate”
“Fammi passare questo mal di testa e poi, vedi che recupero che faccio”
“Dociia” perentoria
“Doccia” annuisco “Dopo…”
.. mi sono addormentato? Diavolo, cos’è questo torpore? E quest’acqua?.. Merdaccia lurida, mi sono addormentato sotto la doccia. Mi ritrovo seduto nel vano, con l’acqua che mi arriva addosso neanche fossi il Maestro dei 5 Picchi sotto la cascata del dragone. Beh, lui era molto più vecchio ed era molto più vestito(per fortuna).
Mi alzo mezzo intontito, sarà stata la tachipirina. Mi friziono vigorosamente con shampoo e sapone al miele ed arancia. Esco che profumo quanto un asciugamano in un hotel a cinque stelle. Afferro l’accappatoio, mi asciugo per bene. Sono rinato: Mauro Torre è pronto a far faville con la sua magnifica coinquilina, Luigia Malterra.
Entro in salotto annunciando allegramento “Eccomi e pronto per un trattamento a 360°…” mi blocco. Luigia non è sola seduta sul divano. Inguainata in un abito rosso con un vsitoso spacco sul davanti e sulla coscia di destra, in tutta la sua magnificenza erotica, c’è Wanda Pork “Ouch” faccio imbarazzato
“Beh, almeno non sei morto sotto la doccia” commenta Luigia
Wanda si alza e sembra che, la sua prestanza fisica riempia la stanza. IO imbarazzato, avverto un solletico verso il basso perché ripenso al suo corpo nudo steso al sole. Luigia si mette una mano sugli occhi stile ‘Oh, cribbio’. Wanda, sorride e sembra che un raggio di sole sia entrato in stanza “Piacere ad entrambi” dice Wanda
“Come?” poi sento freddo e mi accorgo che ‘Lui’,è scattato fuori dall’accappatoio per salutare la Wanda. “Oh” mi affretto a nascondere l’impudico, non senza imbarazzo “Mi scusi..” e Luigia che scuote la testa imbarazzata “Vado a cambiarmi” fuggo via, mi rivesto velocemente. Panni puliti, ovviamente. Rientro come se nulla fosse
“La signora Wanda..” incomincia a dire Luigia
“Wanda. Solo Wanda. Diamoci del tu” sorride
“Wanda è passata da noi per invitarci a cena”
“Oh, certo. E, a cosa dobbiamo quest’onore?”
“Chiamatelo rapporto di buon vicinato. In realtà, da quello che ho potuto appurare, voi siete gli unici che non si sono fatti vedere a spiarmi con binocoli, cannocchiali, o alzate di tapparelle” e, siamo stati più discreti di un ninja tra le ombre
“Beh, mi perd.. perdonami la schiettezza ma, se non volevi farti notare, potevi evitare di metterti sulla terrazza a prendere il sole integrale” commenta Luigia
“Vero” sorride Wanda “Chiamiamolo un piccolo esperimento di società”
“Quindi, questo invito, cosa nasconde?” chiedo
“Un invito per conoscerci meglio”
“Beh, allora, grazie dell’invito”
“C’è una cosa che dovete sapere. E ve lo dico per evitare imbarazzi al momento dell’incontro” dice Wanda “Ho l’abitudine di cenare come di prendere il sole”
“Oh” fa Luigia
“Se per voi è un problema..”
“Dobbiamo adattarci all’invito?” chiedo. Spera, spera, spera.
“Potete rimanere in intimo, se vi crea in imbarazzo. Lo farò anche io”

“Che donna strana” commenta Luigia iniziando a spogliarsi “Che dici? Ci sarà qualcosa sotto?”
“Non saprei” mi levo la maglietta, rimango a torso nudo e aiuto Luigia a togliersi reggiseno e mutandine. Rimane meravigliosamente nuda davanti a me, con le sue tette che rimbalzano verso di me. Mi accalappia, mi bacia, la lingua che cerca la mia. Io che maneggio cintura e zip per togliermi i pantaloni. Lei libera il mio uccello e si aggrappa a me. Io mi sposto verso il tavolo, l’appoggio sopra e la penetro con furia. Quattro giorni di sesso arretrato è troppo margine di astinenza.

Un’atmosfera ovattata, drappeggi rossi alle finestre, sui divani e sulle poltrone. Al centro un tavolo rotondo con una tovaglia nella stessa tonalità. Wanda ci ha aperto la porta avvolta in quel conturbante vestito rosso usato per venire a trovarci.
Noi non ci siamo formalizzati più di tanto: jeans, maglietta, scarpe da tennis io, scarponcini lei. Luigia ha portato un mazzo di rose rosse e dei cioccolatini al liquore. Io del Sangue di Giuda.
“Bene, mettetevi comodi” lei, un unico movimento, fa scivolare a terra la sua veste. Sotto, la magnificenza del suo corpo scolpito, tette grandi ma non troppo, che sobbalzano appena quando vengono attratte dalla gravità. Fianchi non stretti e un culo a mandolino che avrebbe fatto impazzire gli scultori più bravi. E poi, il taglio tra le gambe, una fica dalle labbra morbide con un velo nero triangolare a farne da cornice “Ah, i vostri sguardi” si allontana ancheggiando verso quella che, presumo, sia la cucina
“Zio scarlatto” esclamo in un soffio
“Hai l’uccello che sembra volerti strappare i vestiti” dice lei “MA, ti dirò, la vista del suo corpo, mi ha fatto vibrare la passera”
“Spogliamoci. Mettiamo in atto la buona ospitalità” io rimango in boxer e Luigia con gli slip color ruggine che le ho regalato per l’ultimo dell’anno
Lei rientra con gli aperitivi. Mangiamo, chiacchieriamo. Salta fuori che lei ha viaggiato molto ed è stata in vari angoli del Mondo, ha conosciuto molte persone e sì, si è concessa ad alcune di esse “Io amo il sesso” dice quando arriviamo al dessert
“A chi non piace” ribatto
“Allora arriviamo alla seconda parte della mia proposta” dice lei mangiando una fetta di torta alla crema. Come la mette in bocca, muove il cucchiaino, mi si rizza all’istante
Ancora di più quando sento la sua gamba che struscia contro la mia. Trattengo il fiato e lancio un’occhiata a Luigia. Lei ricambia con un po’ di rosso sulle guance. Aggrotto le sopracciglia e mi viene da chiedere se, la Wanda, stia solleticando sia me che Luigia. “Avete accettato di partecipare a questa cena senza veli, o quasi. E lo apprezzo. Ora, io mi chiedo: siete disposti ad andare oltre a questa serata piacevole?”
“Ci stai proponendo un’orgia a tre?”
“Orgia è volgare” sorride “Voi due mi piacete, anche fisicamente” infila l’indice nella panna montata e la spalma sul capezzolo destro di Luigia. Lei sussulta appena, sorpresa ma, non dice nulla. Lo vedo che i suoi occhi si accendono di una nuova luce “Vado a vanti?”
Luigia sposta il petto in avanti, un chiaro invito “Vai” Wanda spalma altra panna sui suoi capezzoli
“E tu, Mauro? Cosa ne pensi della proposta?”
“Dico che non è un’idea malvagia”
Wanda si abbassa verso Luigia e le lecca il capezzolo destro. Luigia emette un gridolino, si aggrappa al tavolo e asseconda il succhiotto della Wanda. Poi passa all’altro capezzolo “Vi avverto” ci dice “Sono un po’ perversa” prende a baciare Luigia ancora seduta, mentre lei è piegata in avanti, con il culo che urla ‘Sfondami’. Prendo l’iniziativa e le sono dietro. LA tocco, l’accarezzo, la massaggio. Vedo lei che continua a baciare Luigia. Con la mano sinistra che scende e le infila la mano negli slip.
Io estraggo l’uccello e sono pronto a calare le mutandine a Wanda quando, lei, si rizza in piedi e si gira verso di me “Hai voglia di fottermi?” mi afferra l’uccello e me lo massaggia. Poi mi bacia. Io le afferro le tette e comincio a stringerle. Poi si stacca e si gira nuovamente verso Luigia, le sfila le mutandine rivelando la piccola peluria nera che ha lei. Wanda ci si tuffa dentro, il culo ancora verso di me. Luigia mugugna. Io abbasso quelle di Wanda. Ora che siamo in carica, a cazzo duro entro tra le sue chiappe possenti e comincio a darci dentro. Sfondo. Geme. Sfondo. Geme. Più do colpo con le anche, più lei affonda la faccia tra le gambe di Luigia. E Luigia che geme e grida di non smettere.
Ho come un black out, non so perché. Ci ritroviamo a letto tutti insieme e Wanda ci sta ricoprendo di panna e fragole. Poi si abbassa sui nostri corpi e comincia a leccare e succhiare. Sul cazzo che brivido, sento anche i suoi denti. Scivola verso di me, un sensuale serpente con le zanne snudate..
Zanne?
Morde sul collo. Poco dolore e poi un abbandono di piacere =Ma, scherziamo? Carmilla mi sta scopando di brutto?=
Luigia sta masturbandosi. Sulla tetta sinistra ha dei buchi attorno ai capezzoli “Cosa?..”
“Voi mi piacete” sussurra Wanda

“Ma che diavolo fai?” mi riscuoto di colpo. Ho il cazzo in mano e mi sto masturbando selvaggiamente mentre l’acqua della doccia mi si infiltra in ogni poro della pelle. Luigia fuori dalla doccia, con i pugni sui fianchi, che mi guarda con l’espressione corrucciata della bimba bizzosa “Mezz’ora che aspetto e tu sei qui a trastullarti il gingillo?”
“Cosa?:.Ma, come ci sono arrivato qui?”
“Con i tuoi piedi. Sei ubriaco?”
“Ma, Wanda..”
“Wanda chi? La putta nona sul terrazzo?”
“Ma che cazzo.. Siamo stati a cena da lei..”
“Scemo.L’influenza ti ha fritto il cervello più del dovuto” si spoglia ed entra in doccia con me
“Ma, era così vivido”
“Smettila, scemo” mi afferra l’uccello già duro e ci si impala dentro “Ti addormenti sotto la doccia e sogni di scoparti la signora culo nudo?” si dimena contro di me “Quando hai me che ti posso fare felice”
Un sogno, così vivo, così… Mi metto a ridere. Come funziona la mente umana. Desideravo così tanto scopare che, la mia mente è scivolato nel tempo spazio e si è fatto un film mentale in technicolor. Mi asciugo e aspetto che Luigia esca dalla doccia per il secondo round.
“Cosa sono questi?” chiede Luigia toccandomi il collo
“Che cosa?” mi giro vero lo specchio appannato del bagno, pulisco e osservo. Netti, sui lati del collo, due buchi “Sembrano…”
“Morsi?”
Mi giro verso Luigia e avvicino la faccia alla sua tetta destra. Netti, quasi invisibili, due piccoli buchi a bordo areola “No,no,no, no”
Possibile?...

=The end=

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