Adoro i camper

Scritto da , il 2020-09-25, genere gay

Ho sempre adorato i camper, ma non per passarci le ferie, o per visitare città d'arte, no assolutamente, li adoro perché ci si può passare momenti e giorni felici, intendo sessualmente.
Non è la prima volta che racconto mie avventure come ospite di amici porcelli, ma questa è veramente stata per mè, una delle più belle avventure in camper.
Ero molto più giovane, avevo circa trent'anni, già sposata da sei anni, e già molto, ma molto omosessuale, io e mia moglie eravamo in vacanza a settembre al mare, e avevamo conosciuto una compagnia di uomini tra i cinquanta e i sessant'anni, simpaticissimi, avevano parcheggiato il loro camper, vicino al nostro albergo, zona Riccione, li avevamo conosciuti in spiaggia, inutile dire che l'interesse era verso mia moglie, stupenda donna, una quinta di seno, fisico da modella, e grande troia, per forza, con un marito frocio, non poteva essere differente.
Inizialmente, uno per volta, se la sono scopata, chi in camera chi in camper, era quattro amici, ben dotati, e lei si era ben divertita, poi sono finiti a scoparla tutti insieme, ma chiaramente quattro maschi erano un problema, e così, li ha convinti ad invitarmi, e così, una sera, io e mia moglie siamo salite sul loro camper, lei una minigonna mostra figa, senza slip, un bodi che non copriva nulla, e tacchi dodici, io camicetta bianca, senza reggiseno, che mostrava la mia seconda di seno, e un paio di pantaloni trasparenti che mostravano uno slip mini, e tacchi dieci, ben truccata e con parrucca.
Inutile dirvi che per tutta la notte, siamo state teatro di ogni abuso sessuale possibile, e che fiumi di sperma ci hanno ricoperte e riempite, al sorgere del sole, ci siamo ritirate in camera, con i nostri buchi, doloranti e colanti di sperma.
Ma il bello veniva dopo, le vacanze erano quasi finite, e si doveva rientrare, quando i quattro amici si sono presentati il giorno dopo in spiaggia, e si appartano con mia moglie, e pochi minuti dopo ritornano dove sono io, mia moglie si siede vicino a mè e mi dice, senti frocio, i nostri amici mi hanno fatto una proposta, che sia chiaro ho accettato, te lo dico solo per farti un favore, ora vai in camera, ti accompagnerà Franco, prepara la tua valigia, sali con loro in camper, e ci rincontreremo trà una settimana a casa, nel frattempo sarai di loro proprietà, ti ho ceduta per una certa cifra, quindi smamma e buona fortuna, ti servirà.
Franco mi prese per un braccio, e mi spinse verso l'albergo, ero stupita, non capivo, ma sicuramente sarebbe stato eccitante, una volta in camera, preparo le mie valige e vengo accompagnata al camper.
Un paio d'ore dopo si parte, Franco, Angelo, Andrea e Silvio, si accomodano, Franco guida, Angelo si mette al mio fianco, bene troia, da ora, per una settimana sei nostra, per prima cosa spogliati, eseguo e rimango nuda, ora indosserai quello che sceglieremo mano a mano per tè, sul camper o in pubblico, e incontrerai, chi decideremo noi, quando e dove lo decideremo, ora, indossa questi, in poco tempo ero in reggicalze calze e tacchi.
I primi kilometri furono saltare da un cazzo all'altro, cosa abbastanza normale, ma non immaginavo che ci saremmo fermati dopo una cinquantina di kilometri, e parcheggiato il camper, mi fecero indossare un abitino, e tacchi, nuda sotto e portata al ristorante, dove parlottarono con il titolare, e verso le ventidue, il ristoratore venne al tavolo, e mi disse, bene frocio seguimi, lo guardai non capivo, no lo ripetè, mi stattonò, mi buttò letteralmente contro il muro, e mi disse, non mi fare incazzare fai quello che dico e basta, ho pagato per tè, e tu farai quello che ti dico, e mi diede un ceffone, mi voltai verso i miei ospiti, che ridendo mi mostrarono delle banconote, mi avevano venduta.
Il titolare del ristorante mi trascinò al piano di sopra, in una camera, squallida, era un'alcova dove sicuramente si scopava qualche troia, togliti il vestito troia, e mettiti queste e mi gettò un paio di autoreggenti, luride e smagliate, ma eseguii e rimasi in tacchi e calze, ora disse, chi entrerà farà i suoi porci comodi con tè, e tù farai quello che vorranno, chiuse la porta.
Poco dopo, entrò un uomo, sui settant'anni, mi palpò il culo, mi gira, e senza dire nulla, sputa sul suo cazzo, un cazzo normale, e me lo sbatte dentro, e mi monta.
Un animale, che arrivato alla fine viene mi riempie e se ne và, passo circa cinque ore a sbocchinare e farmi scopare da vecchi e giovani, che senza problemi mi inculano, ho il buco che cola sborra, meglio dicono, scivola meglio, poi verso le sei di mattino, sono devastata, stanca, sporca e puzzolente, il titolare mi raggiunge, chiude la porta e mi dice, ora troia, succhiami, e mi porge il cazzo, indietreggio, sei pazzo è un palo non un cazzo, mi afferra tra le gambe stringe urlo dal male, ti stacco il cazzo e le palle vacca mi inginocchio e inizio con difficoltà a succhiare, e faccio del mio meglio, poi stufo, mi gira e mi dice, ora sei pronta, e mi incula.
Ero larga è vero e piena di sperma, ma il suo cazzo mi ha devastata, e una volta piena del suo sperma, finalmente posso riposarmi, almeno credo.
Mi metto sul sudicio letto, lui mi guarda ride, mi getta il vestito lurido e mi dice vattene troia, e mi butta in strada una volta indossato il vestito, mi incammino verso il camper, è a due kilometri, e a fatica a piedi nudi, ci arrivo, è chiuso, busso, Angelo si affaccia, che cazzo vuoi, mica entri così, vai a lavarti, e dammi prima il vestito, mi denudo lo consegno a lui e vado di corsa alla doccia comune, mi lavo e ritorno nuda al camper, i nostri vicini mi vedono, dei genitori mi dicono che sono sconcia, alcuni vedono il mio cazzo e mi deridono, e poi entro finalmente nel camper.
Cosa dirvi, mi hanno riconsegnata a mia moglie una settimana dopo devastata, alle undici di sera in centro a Milano, nuda in tacchi, una volta in casa, sul tavolo in sala vi erano dei soldi, molti, ecco per quanto ti ho venduta, e pensa che loro ne hanno ricevuti dieci volte tanto, li ho capito che era il momento di prostituirmi, e un mese dopo ero per strada.

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