Una madre che spacca
di
Ballyanos
genere
sadomaso
Questa è una storia di pura fantasia. Buona lettura!
Fin dall'adolescenza Francesca aveva l'abitudine di spaccare le palle dei suoi coetanei. Tutto era iniziato a scuola durante l'ora di educazione fisica. Stava lottando contro un compagno arrogante in uno sparring misto. In evidente difficoltà, iniziava a colpire i genitali, ribaltando così l'incontro. A sorpresa le era piaciuto al punto da volere ripetere l'operazione. Per questo nessuno voleva più affrontarla. Anche quando veniva infastidita mirava rigorosamente quel punto, facendo piangere il malcapitato. Naturale che con il passare del tempo si era appassionata al ballbustings. Pure i fidanzati erano stati costretti a praticarlo. Così come chi le chiedeva un appuntamento. Tuttavia ci si stancava ben presto di una partner 'spaccapalle'. Per questa ragione veniva regolarmente lasciata e alla fine si era vista costretta a porsi dei limiti. Adesso a quarantatre anni si ritrovava sposata e con un figlio diciannovenne. Francesca era alta un metro e sessanta, magra con i capelli biondi e ricci. Una quarta di seno e un sedere rotondo ne esaltavano il fisico. Inoltre il suo bel viso veniva illuminato da due occhi azzurri. Di certo non passava inosservata. Di tanto in tanto trovava su internet uomini incuriositi dal ballbustings, ma di solito s'imbatteva in persone che nella migliore delle ipotesi chiedevano colpi leggeri. Lei desiderava di più: voleva trovare qualcuno a cui spaccare regolarmente le palle. Avrebbe goduto come non mai nel vederlo contorcersi dal dolore con gli occhi fuori dalle orbite dopo un calcio o una ginocchiata. Il suo sogno era convincere il marito ma lui viveva lontano anni luce. Tra l'altro nemmeno sapeva nulla. Si erano conosciuti a una festa e avevano simpatizzato fin da subito. Memore delle precedenti esperienze si era comportata da normale brava ragazza e la cosa stava funzionando. Amava la famiglia ed era felice ma non poteva rivelare nulla riguardo quella passione. Un pomeriggio si trovava in casa. Il marito ancora non tornava dal lavoro. Suo figlio Ivano si trovava in camera. Il ragazzo era alto sul metro e ottanta, longilineo, scuro di capelli. Nel complesso carino. Studente universitario, era considerato il classico ragazzo di buona famiglia. "Ciao tesoro, che fai di bello?". "Mamma...niente di speciale, leggevo le notizie sportive. Ti serve qualcosa?". "No, ero solo curiosa". Francesca vedeva sul monitor un articolo sull'automobilismo. Rimase un po' sorpresa perché era sempre stato un amante del calcio, anche se il campionato doveva ancora iniziare. A Ivano venne sete. "Scusa mamma, vado a prendere un bicchiere d'acqua. Lo vuoi anche tu?". "Tranquillo, non ho sete. Vai pure". "Ok. Mi raccomando mamma, non toccare nulla" diceva ridendo. "Giusto...hai un segreto da nascondere...". Anche lei rideva. Rimasta sola vide una finestra aperta sul pc Senza pensarci troppo la aprì. Rimase senza parole. Un video messo in pausa mostrava una donna che prendeva un ragazzo a calci nelle palle! Vedeva suo figlio tornare e prima di essere scoperta rimetteva tutto a posto. Come se niente fosse salutò e si diresse nella camera matrimoniale. Aveva bisogno di riflettere. Suo figlio aveva la stessa passione o si trattava solo di un caso? Doveva scoprirlo senza fargli sospettare nulla. Ad ogni modo sapere che il ragazzo poteva essere un potenziale feticista la eccitava da matti. Era diventata tutta bagnata. E subito un'immagine si stampava nella sua mente: lei che spaccava le palle di suo figlio! Se Ivano avesse avuto veramente quel desiderio sarebbe stata onorata di disintegrargliele. In fondo chi meglio di colei che l'aveva messo al mondo... "Ora non correre troppo...prima bisogna indagare..." pensava la donna. Cercava di ragionare. Stava pensando di colpirlo fingendo un incidente. Se fosse stato un feticista avrebbe avuto un'erezione. Certo in caso contrario non sarebbe stato contento ma bisognava correre il rischio. Ivano intanto visionava il pc. Stava guardando youtube. "Per fortuna mamma non si è accorta di nulla. Avrei fatto una bella figura...chissà cosa avrebbe detto...". Aveva sentito parlare dell'argomento e si era avvicinato di recente informandosi con internet. Da qualche tempo osservava video di donne che praticavano il ballbustings sugli uomini. Lo eccitava soprattutto la grazia con cui donne affascinanti colpivano i testicoli dei ragazzi giovani. Avrebbe voluto provare almeno una volta ma desisteva perché per una cosa del genere occorreva comunque una persona fidata. Che non conosceva. Quindi si accontentava di questo. Se avesse saputo della madre glielo avrebbe chiesto immediatamente. Lei dal canto suo non aspettava altro. La sera erano tutti e tre a cena. Solita atmosfera rilassante. "Caro, com'è andata oggi?" faceva Francesca al marito. "Che ti devo dire? Più o meno come al solito. A voi invece?". Giordano, questo il nome dell'uomo, aveva sei anni più della moglie e lavorava da impiegato. Rispetto alla donna era un uomo di poche parole, che badava al sodo. Guardarono tutti insieme la televisione per un po', poi Giordano salutava e andava a dormire. Madre e figlio rimanevano da soli. A un certo punto appariva uno spot pubblicitario riguardo un incontro di lotta libera che avrebbe avuto luogo la settimana successiva. "Ricordo che alle superiori ci hanno fatto provare gli ultimi tre anni. Pensa che non sono mai stato battuto. Tu mamma hai esperienza?". "Anch'io a scuola ho praticato per due anni. Mi sono divertita...non posso negarlo...". "Ti piacerebbe riprendere?". Ivano iniziava a sondare il terreno perché valutava un'idea. A dire il vero la riteneva folle ma doveva tentare. Non immaginava che la madre avesse lo stesso pensiero. "Magari se avessi avuto qualche anno in meno...adesso non saprei. Sono diventata un po' pigra per tornare in palestra. A te invece piacerebbe?". "Beh...non ci ho mai pensato...". "Mi ricordo che nemmeno io ho perso un incontro. Battevo anche i ragazzi...". "Davvero? Wow". Francesca rideva divertita. "Avevo preso l'abitudine di colpirli regolarmente nei testicoli. Alla fine non volevano più affrontami. Avevano tutti una paura fottuta...Certo è stato oltre vent'anni fa figliolo. ". Anche lei voleva vedere fino a dove potersi spingere. Ivano intanto si arrapava. Capiva di dover osare... "Forse adesso non saresti in grado...è passato così tanto tempo...". "Ehi, mica ho detto che sono inferma...anzi, sono certa che ti metterei ko". "Dici? Ora non esagerare. Mi sono allenato fino a pochi mesi fa e nessuno mi ha atterrato. Non credo ci riusciresti tu..." Il momento giusto. Francesca iniziava ad eccitarsi. Poteva calare la carta vincente. "Perché allora non affittiamo una sala e ci affrontiamo in uno sparring libero?". "Sul serio? Non stai scherzando?". "Temi che proprio la tua mammina metterà fine alla tua serie di vittorie? Anch'io vanto soltanto successi....". "No vabbè...d'accordo. Quando mamma?". "Facciamo questa domenica. A Giordano metteremo una scusa per non fargli capire nulla. Ci sono diverse sale che si affittano per un'ora ad un prezzo ragionevole". Sapeva perfettamente come agire. Durante la lotta avrebbe colpito il figlio per vedere la reazione. In caso di erezione si sarebbe scatenata per testarne la resistenza. Certamente bisognava abituarlo. "Io vado in camera. Buonanotte mamma". "Buonanotte tesoro. Preparati a perdere". Ivano rifletteva. Quando sua madre aveva parlato in quel modo gli si era presentata un'occasione importante. "Mamma colpiva i ragazzi nei testicoli ma lo farà anche con me che sono suo figlio?". Intanto accendeva il pc. Cercò un video. C'erano una donna sui trentacinque anni e un ragazzo poco più che ventenne. Lei si avvicinava, quindi stringeva un testicolo. A un certo punto rallentava la presa, per poi aumentare notevolmente. Dopo questo 'tira e molla' sferrava due pugni potentissimi, quindi partiva una serie di calci. Alla sola vista Ivano si entusiasmava. A un certo punto bloccò il video: dovette andare in bagno. Chiuse a chiave. Tirò fuori il pisello e iniziò a masturbarsi. Un fiume di sborra inebriava la stanza. Francesca era altrettanto elettrizzata. Anche lei si accorse di essere tutta bagnata. Non vedeva l'ora di giocare con le palle di suo figlio. Pensava a come agire. All'inizio magari un tranquillo sparring per creare contatto fisico, poi sarebbe partita con un pugno. Quindi avrebbe deciso come muoversi. Ormai era certa che il ragazzo fosse un feticista. Troppi indizi. Naturalmente esisteva sempre quel margine di errore. "Se per caso mi sono sbagliata ti lascio stare per ovvie ragioni ma se ho ragione come credo ti farò vedere io...A un certo punto chi meglio di tua madre?". La donna si toccava sotto, gemendo dalla gioia. Aspettava con ansia la domenica. Mancavano due giorni. Incontro a parte, la quotidianità tra madre e figlio proseguiva normalmente. C'era sempre stato un bellissimo rapporto e anzi erano certi entrambi che comunque la loro sfida lo avrebbe rinforzato. "Spero non ti arrabbierai se la tua cara mammina ti metterà ko." lo sfotteva Francesca divertita. "Tanto non succederà mai...". Invece era proprio quello che desiderava. A scuola aveva sempre vinto grazie al maggior allungo. Con la madre avrebbe dovuto accorciare la distanza, favorendo il corpo a corpo. Giungeva finalmente la domenica. Dopo una mattinata trascorsa in relax si dirigevano verso la sala affittata. Era un piccolo locale a meno di mezz'ora. Si erano cambiati nello spogliatoio e adesso si trovavano uno di fronte all'altro. Ivano indossava una tuta verdina mentre Francesca un body scuro e una magliettina attillata bianca. Si poteva iniziare. "Scusa mamma, a parte tutto stai benissimo" commentava Ivano sincero. "Grazie. Rimani un bravo figliolo". Durante i primi minuti regnava l'equilibrio. Sembrava che entrambi attendessero il momento giusto per attaccare. Ivano teneva lontana Francesca facendo valere il maggior allungo, ma lei non demordeva. A un certo punto lui si avvicinò e tentò un affondo. La madre seppe schivare e partì con un potente destro allo stomaco. "Complimenti mamma, mi hai colto di sorpresa! Non credevo". Come primo approccio Francesca aveva preferito optare per lo stomaco, notando però una certa erezione. L'incontro continuava allo stesso modo. Ivano con l'allungo era in controllo e lei si rendeva pericolosa accorciando la distanza. A un certo punto Francesca si avvicinò. Ivano tentava un attacco ma la madre si abbassò prontamente. Il momento tanto atteso. La donna faceva roteare il braccio destro. Il suo pugno partito dal basso colpiva le palle del ragazzo. Cadde subito in ginocchio ma il suo cazzo era scattato a molla. Adesso per Francesca non c'erano più dubbi. Mirò con assoluta precisione piazzando altri tre violentissimi destri. Ivano si ritrovò a terra felice. Non immaginava che proprio sua madre avrebbe realizzato il suo grande desiderio. Quindi prese entrambe le palle, strizzandole a intervalli regolari. "Ahia! Mamma! Che dolore! Basta!". Nonostante la gioia faceva un male terribile e iniziava a non resistere. "Ti arrendi o devo continuare?". "Mi arrendo! Non ce la faccio più!". Francesca lo lasciò, quindi iniziò a massaggiare i testicoli di suo figlio. Era ancora più infoiata. "Non immagini da quanto tempo volevo rifarlo. Hai esaudito questo mio desiderio". "Aspetta mamma...vuoi dire che la cosa ti piace? Soprattutto eri al corrente del fatto che io...ehm...scusami...". Ivano adesso si sentiva imbarazzato. "Ma che dici? È stato meraviglioso. Sì figlio mio. Adoro praticare il ballbustings ma dopo aver sposato tuo padre ho dovuto smettere. Lui non sa niente. Quando ho scoperto che sei un feticista il cuore è impazzito di gioia. Grazie". "Grazie a te mamma. Speravo proprio accadesse questo. Mi dispiace solo aver resistito così poco. Spero mi perdonerai". Francesca se lo abbracciò. "Sei stato bravissimo invece. In fondo era la prima volta e devi abituarti. Diciamo che la base è buona. Certo ci vuole tempo...". "Sono contento allora. Comunque mamma mi hai messo ko. Complimenti". "Lo dicevo che saresti andato al tappeto. E così sono l'unica che ti ha battuto...spero non sarai arrabbiato per aver messo la parola fine alla tua serie di vittorie...". Madre e figlio ridevano. "È iniziato l'anno scorso. Durante l'ora di educazione fisica stavo praticando uno sparring misto contro una supplente. Le piaceva partecipare ed era brava nel corpo a corpo. Non ha colpito le palle ma i pugni li sentivo. Alla fine ho vinto ma è stata dura. Ad ogni modo sono rimasto scombussolato e in seguito ho visto casualmente un video...più o meno è andata così mamma". "Capisco. Quella situazione deve aver rappresentato una piccola svolta". "Comunque mi avresti sconfitto in ogni caso...ne sono sicuro...". "Non avrei mai mirato le tue palle così chirurgicamente...sei mio figlio. Oggi è diverso. Possiamo fare grandi cose insieme. Devi solo affidarti a me...". "Certo mamma, spero solo di poterti soddisfare come meriti". "Sei un tesoro, per questo avrai qualcosa in cambio. Facciamo che abbiamo pareggiato, così non ti ritrovi sconfitto dalla tua mammina...sei contento?".
Fin dall'adolescenza Francesca aveva l'abitudine di spaccare le palle dei suoi coetanei. Tutto era iniziato a scuola durante l'ora di educazione fisica. Stava lottando contro un compagno arrogante in uno sparring misto. In evidente difficoltà, iniziava a colpire i genitali, ribaltando così l'incontro. A sorpresa le era piaciuto al punto da volere ripetere l'operazione. Per questo nessuno voleva più affrontarla. Anche quando veniva infastidita mirava rigorosamente quel punto, facendo piangere il malcapitato. Naturale che con il passare del tempo si era appassionata al ballbustings. Pure i fidanzati erano stati costretti a praticarlo. Così come chi le chiedeva un appuntamento. Tuttavia ci si stancava ben presto di una partner 'spaccapalle'. Per questa ragione veniva regolarmente lasciata e alla fine si era vista costretta a porsi dei limiti. Adesso a quarantatre anni si ritrovava sposata e con un figlio diciannovenne. Francesca era alta un metro e sessanta, magra con i capelli biondi e ricci. Una quarta di seno e un sedere rotondo ne esaltavano il fisico. Inoltre il suo bel viso veniva illuminato da due occhi azzurri. Di certo non passava inosservata. Di tanto in tanto trovava su internet uomini incuriositi dal ballbustings, ma di solito s'imbatteva in persone che nella migliore delle ipotesi chiedevano colpi leggeri. Lei desiderava di più: voleva trovare qualcuno a cui spaccare regolarmente le palle. Avrebbe goduto come non mai nel vederlo contorcersi dal dolore con gli occhi fuori dalle orbite dopo un calcio o una ginocchiata. Il suo sogno era convincere il marito ma lui viveva lontano anni luce. Tra l'altro nemmeno sapeva nulla. Si erano conosciuti a una festa e avevano simpatizzato fin da subito. Memore delle precedenti esperienze si era comportata da normale brava ragazza e la cosa stava funzionando. Amava la famiglia ed era felice ma non poteva rivelare nulla riguardo quella passione. Un pomeriggio si trovava in casa. Il marito ancora non tornava dal lavoro. Suo figlio Ivano si trovava in camera. Il ragazzo era alto sul metro e ottanta, longilineo, scuro di capelli. Nel complesso carino. Studente universitario, era considerato il classico ragazzo di buona famiglia. "Ciao tesoro, che fai di bello?". "Mamma...niente di speciale, leggevo le notizie sportive. Ti serve qualcosa?". "No, ero solo curiosa". Francesca vedeva sul monitor un articolo sull'automobilismo. Rimase un po' sorpresa perché era sempre stato un amante del calcio, anche se il campionato doveva ancora iniziare. A Ivano venne sete. "Scusa mamma, vado a prendere un bicchiere d'acqua. Lo vuoi anche tu?". "Tranquillo, non ho sete. Vai pure". "Ok. Mi raccomando mamma, non toccare nulla" diceva ridendo. "Giusto...hai un segreto da nascondere...". Anche lei rideva. Rimasta sola vide una finestra aperta sul pc Senza pensarci troppo la aprì. Rimase senza parole. Un video messo in pausa mostrava una donna che prendeva un ragazzo a calci nelle palle! Vedeva suo figlio tornare e prima di essere scoperta rimetteva tutto a posto. Come se niente fosse salutò e si diresse nella camera matrimoniale. Aveva bisogno di riflettere. Suo figlio aveva la stessa passione o si trattava solo di un caso? Doveva scoprirlo senza fargli sospettare nulla. Ad ogni modo sapere che il ragazzo poteva essere un potenziale feticista la eccitava da matti. Era diventata tutta bagnata. E subito un'immagine si stampava nella sua mente: lei che spaccava le palle di suo figlio! Se Ivano avesse avuto veramente quel desiderio sarebbe stata onorata di disintegrargliele. In fondo chi meglio di colei che l'aveva messo al mondo... "Ora non correre troppo...prima bisogna indagare..." pensava la donna. Cercava di ragionare. Stava pensando di colpirlo fingendo un incidente. Se fosse stato un feticista avrebbe avuto un'erezione. Certo in caso contrario non sarebbe stato contento ma bisognava correre il rischio. Ivano intanto visionava il pc. Stava guardando youtube. "Per fortuna mamma non si è accorta di nulla. Avrei fatto una bella figura...chissà cosa avrebbe detto...". Aveva sentito parlare dell'argomento e si era avvicinato di recente informandosi con internet. Da qualche tempo osservava video di donne che praticavano il ballbustings sugli uomini. Lo eccitava soprattutto la grazia con cui donne affascinanti colpivano i testicoli dei ragazzi giovani. Avrebbe voluto provare almeno una volta ma desisteva perché per una cosa del genere occorreva comunque una persona fidata. Che non conosceva. Quindi si accontentava di questo. Se avesse saputo della madre glielo avrebbe chiesto immediatamente. Lei dal canto suo non aspettava altro. La sera erano tutti e tre a cena. Solita atmosfera rilassante. "Caro, com'è andata oggi?" faceva Francesca al marito. "Che ti devo dire? Più o meno come al solito. A voi invece?". Giordano, questo il nome dell'uomo, aveva sei anni più della moglie e lavorava da impiegato. Rispetto alla donna era un uomo di poche parole, che badava al sodo. Guardarono tutti insieme la televisione per un po', poi Giordano salutava e andava a dormire. Madre e figlio rimanevano da soli. A un certo punto appariva uno spot pubblicitario riguardo un incontro di lotta libera che avrebbe avuto luogo la settimana successiva. "Ricordo che alle superiori ci hanno fatto provare gli ultimi tre anni. Pensa che non sono mai stato battuto. Tu mamma hai esperienza?". "Anch'io a scuola ho praticato per due anni. Mi sono divertita...non posso negarlo...". "Ti piacerebbe riprendere?". Ivano iniziava a sondare il terreno perché valutava un'idea. A dire il vero la riteneva folle ma doveva tentare. Non immaginava che la madre avesse lo stesso pensiero. "Magari se avessi avuto qualche anno in meno...adesso non saprei. Sono diventata un po' pigra per tornare in palestra. A te invece piacerebbe?". "Beh...non ci ho mai pensato...". "Mi ricordo che nemmeno io ho perso un incontro. Battevo anche i ragazzi...". "Davvero? Wow". Francesca rideva divertita. "Avevo preso l'abitudine di colpirli regolarmente nei testicoli. Alla fine non volevano più affrontami. Avevano tutti una paura fottuta...Certo è stato oltre vent'anni fa figliolo. ". Anche lei voleva vedere fino a dove potersi spingere. Ivano intanto si arrapava. Capiva di dover osare... "Forse adesso non saresti in grado...è passato così tanto tempo...". "Ehi, mica ho detto che sono inferma...anzi, sono certa che ti metterei ko". "Dici? Ora non esagerare. Mi sono allenato fino a pochi mesi fa e nessuno mi ha atterrato. Non credo ci riusciresti tu..." Il momento giusto. Francesca iniziava ad eccitarsi. Poteva calare la carta vincente. "Perché allora non affittiamo una sala e ci affrontiamo in uno sparring libero?". "Sul serio? Non stai scherzando?". "Temi che proprio la tua mammina metterà fine alla tua serie di vittorie? Anch'io vanto soltanto successi....". "No vabbè...d'accordo. Quando mamma?". "Facciamo questa domenica. A Giordano metteremo una scusa per non fargli capire nulla. Ci sono diverse sale che si affittano per un'ora ad un prezzo ragionevole". Sapeva perfettamente come agire. Durante la lotta avrebbe colpito il figlio per vedere la reazione. In caso di erezione si sarebbe scatenata per testarne la resistenza. Certamente bisognava abituarlo. "Io vado in camera. Buonanotte mamma". "Buonanotte tesoro. Preparati a perdere". Ivano rifletteva. Quando sua madre aveva parlato in quel modo gli si era presentata un'occasione importante. "Mamma colpiva i ragazzi nei testicoli ma lo farà anche con me che sono suo figlio?". Intanto accendeva il pc. Cercò un video. C'erano una donna sui trentacinque anni e un ragazzo poco più che ventenne. Lei si avvicinava, quindi stringeva un testicolo. A un certo punto rallentava la presa, per poi aumentare notevolmente. Dopo questo 'tira e molla' sferrava due pugni potentissimi, quindi partiva una serie di calci. Alla sola vista Ivano si entusiasmava. A un certo punto bloccò il video: dovette andare in bagno. Chiuse a chiave. Tirò fuori il pisello e iniziò a masturbarsi. Un fiume di sborra inebriava la stanza. Francesca era altrettanto elettrizzata. Anche lei si accorse di essere tutta bagnata. Non vedeva l'ora di giocare con le palle di suo figlio. Pensava a come agire. All'inizio magari un tranquillo sparring per creare contatto fisico, poi sarebbe partita con un pugno. Quindi avrebbe deciso come muoversi. Ormai era certa che il ragazzo fosse un feticista. Troppi indizi. Naturalmente esisteva sempre quel margine di errore. "Se per caso mi sono sbagliata ti lascio stare per ovvie ragioni ma se ho ragione come credo ti farò vedere io...A un certo punto chi meglio di tua madre?". La donna si toccava sotto, gemendo dalla gioia. Aspettava con ansia la domenica. Mancavano due giorni. Incontro a parte, la quotidianità tra madre e figlio proseguiva normalmente. C'era sempre stato un bellissimo rapporto e anzi erano certi entrambi che comunque la loro sfida lo avrebbe rinforzato. "Spero non ti arrabbierai se la tua cara mammina ti metterà ko." lo sfotteva Francesca divertita. "Tanto non succederà mai...". Invece era proprio quello che desiderava. A scuola aveva sempre vinto grazie al maggior allungo. Con la madre avrebbe dovuto accorciare la distanza, favorendo il corpo a corpo. Giungeva finalmente la domenica. Dopo una mattinata trascorsa in relax si dirigevano verso la sala affittata. Era un piccolo locale a meno di mezz'ora. Si erano cambiati nello spogliatoio e adesso si trovavano uno di fronte all'altro. Ivano indossava una tuta verdina mentre Francesca un body scuro e una magliettina attillata bianca. Si poteva iniziare. "Scusa mamma, a parte tutto stai benissimo" commentava Ivano sincero. "Grazie. Rimani un bravo figliolo". Durante i primi minuti regnava l'equilibrio. Sembrava che entrambi attendessero il momento giusto per attaccare. Ivano teneva lontana Francesca facendo valere il maggior allungo, ma lei non demordeva. A un certo punto lui si avvicinò e tentò un affondo. La madre seppe schivare e partì con un potente destro allo stomaco. "Complimenti mamma, mi hai colto di sorpresa! Non credevo". Come primo approccio Francesca aveva preferito optare per lo stomaco, notando però una certa erezione. L'incontro continuava allo stesso modo. Ivano con l'allungo era in controllo e lei si rendeva pericolosa accorciando la distanza. A un certo punto Francesca si avvicinò. Ivano tentava un attacco ma la madre si abbassò prontamente. Il momento tanto atteso. La donna faceva roteare il braccio destro. Il suo pugno partito dal basso colpiva le palle del ragazzo. Cadde subito in ginocchio ma il suo cazzo era scattato a molla. Adesso per Francesca non c'erano più dubbi. Mirò con assoluta precisione piazzando altri tre violentissimi destri. Ivano si ritrovò a terra felice. Non immaginava che proprio sua madre avrebbe realizzato il suo grande desiderio. Quindi prese entrambe le palle, strizzandole a intervalli regolari. "Ahia! Mamma! Che dolore! Basta!". Nonostante la gioia faceva un male terribile e iniziava a non resistere. "Ti arrendi o devo continuare?". "Mi arrendo! Non ce la faccio più!". Francesca lo lasciò, quindi iniziò a massaggiare i testicoli di suo figlio. Era ancora più infoiata. "Non immagini da quanto tempo volevo rifarlo. Hai esaudito questo mio desiderio". "Aspetta mamma...vuoi dire che la cosa ti piace? Soprattutto eri al corrente del fatto che io...ehm...scusami...". Ivano adesso si sentiva imbarazzato. "Ma che dici? È stato meraviglioso. Sì figlio mio. Adoro praticare il ballbustings ma dopo aver sposato tuo padre ho dovuto smettere. Lui non sa niente. Quando ho scoperto che sei un feticista il cuore è impazzito di gioia. Grazie". "Grazie a te mamma. Speravo proprio accadesse questo. Mi dispiace solo aver resistito così poco. Spero mi perdonerai". Francesca se lo abbracciò. "Sei stato bravissimo invece. In fondo era la prima volta e devi abituarti. Diciamo che la base è buona. Certo ci vuole tempo...". "Sono contento allora. Comunque mamma mi hai messo ko. Complimenti". "Lo dicevo che saresti andato al tappeto. E così sono l'unica che ti ha battuto...spero non sarai arrabbiato per aver messo la parola fine alla tua serie di vittorie...". Madre e figlio ridevano. "È iniziato l'anno scorso. Durante l'ora di educazione fisica stavo praticando uno sparring misto contro una supplente. Le piaceva partecipare ed era brava nel corpo a corpo. Non ha colpito le palle ma i pugni li sentivo. Alla fine ho vinto ma è stata dura. Ad ogni modo sono rimasto scombussolato e in seguito ho visto casualmente un video...più o meno è andata così mamma". "Capisco. Quella situazione deve aver rappresentato una piccola svolta". "Comunque mi avresti sconfitto in ogni caso...ne sono sicuro...". "Non avrei mai mirato le tue palle così chirurgicamente...sei mio figlio. Oggi è diverso. Possiamo fare grandi cose insieme. Devi solo affidarti a me...". "Certo mamma, spero solo di poterti soddisfare come meriti". "Sei un tesoro, per questo avrai qualcosa in cambio. Facciamo che abbiamo pareggiato, così non ti ritrovi sconfitto dalla tua mammina...sei contento?".
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