Gusti strani 3

Scritto da , il 2020-01-12, genere pulp

Ormai il Don mi era entrato in testa, non facevo altro che pensare a lui, ne ero morbosamente attratta, e lo ero anche del mio porco, il mio sverginatore, che continuavo a incontrare giornalmente, e che soddisfavo in continuazione, anzi ogni giorno diveniva più porco, e inventava situazioni pazzesche, io chiaramente, ero ormai en femme, i capelli lunghi, biondi, le sopracciglia ben curate, i nuovi completini, che la moglie mi acquistava, sotto lecita di lui, il trucco sempre fresco, e io giovanissima e sottomessa completamente a lui.
Un pomeriggio, era un venerdì, mi disse, è ora che tu cresca, domani non andare a scuola, poi ti farò io la giustificazione, tanto era la moglie che mi accudiva quando i miei erano via, e così, il sabato mattina mi presento dal porco, mi preparo per bene, trucco pesante, da sgualdrinella, come dice lui, e poi la moglie mi porge una mini in pelle nera, cortissima, e una fascia per coprire il piccolo seno, e un micro slip, mi guardo sembro più una puttana che una ragazzina, vieni, e mi prende per mano, mi carica in auto e parte.
Dopo circa un'ora, arriviamo in una cittadina di periferia, arriva ad una villetta, aprono il cancello, entriamo e poi ci accomodiamo in un salotto.
Dopo alcuni minuti arriva una donna, sui sessant'anni, seno enorme, scollatura pazzesca, si intravedevano le aureole, e i capezzoli spuntavano durissimi dal tessuto, un vestitino nero, corto, da dove sbucavano due coscie tornite e inguainate da un paio di velatissime agganciate ad un reggiseno, nel contesto era una discreta donna, si siede vicino a mè, e mi mette una mano sulla coscia, e così, questa è la tua puttanella personale vero? e lui accenna di sì con la testa, e mi dici ch è speciale, e fa cose speciali, e lui ridendo dice, molto di più, è desiderosa di imparare, e così, racconta alla tipo dei miei due incontri con il Don, lei sorride e apoi si rivolge a mè.
Ottimo troietta, qui, imparerai molte cose, tante cose, ti farò diventare una vera professionista del sesso, io la guardo, non ho ben capito le dico, lei mi sorride, questa tesoro è una casa chiusa, un bordello, qui siete tutte prostitute, mè compreso, sei qui per iniziare la carriera di prostituta, sei giovanissima e imparerai bene vedrai, e guadagnerai bene.
Rimango basita, io prostituta, ma dico, sono ancora minorenne, i miei no lo permetteranno mai, e come faccio siete lontani, ecc ecc, ad un tratto lei mi molla un ceffone, la smetti o nò?, un attimo dopo infila una videocassetta e appaio io , con il Don, e rivedo tutto quello che avevo fatto con lui, e poi i vari incontri con il porco, vuoi che la vedano i tuoi? nessun problema domani stesso la vedranno, abbasso gli occhi, no ti prego, non non fatelo, brava la nostra troia, forza un bel giro per conoscere le tue nuove amiche.
E così, entriamo di stanza in stanza, dove le mie nuove colleghe, alcune donne alcune come mè, intraattenevano i clienti, chi era legato, chi veniva scopato, erano situazioni al limite, qui, se hai ben capito, non si viene solo per scopare, ma per fare cose spinte, e voi siete a loro disposizione.
Tù mi disse la metress, sarai il giocattolo dei vecchi pervertiti, ti useranno a piacimento, e la tua stanza, sarà parte cesso, parte camera, visto le tue attitudini, e rise.
Dieci minuti dopo, entrò il Don, con la suorina, bene piccola eccoti finalmente, ora capivo, era il padrone della casa, si avvicinò, mi baciò, e la suorina mi aiutò a spogliarmi, e io a spogliare lei.
Brave troie, ora giocate tra voi, iniziammo a baciarci, a toccarci, io le eccai la figa bagnatissima, e venne più volte, poi lei mi fece un pompino da favola, e una volta duro, e devo dire che iniziava a diventare bello grosso col passare dei giorni, si infilò tra le coscie e iniziò a montarsi, godeva come una pazza, urlava il piacere, e allora il Don si avvicinò, nudo, si stava segando, il suo bel cazzone duro e lungo, si stese vicino a mè, siii brava scopati troia, godi, e tù, puttanella, trattieniti, deve godere prima lei, poi ti scarichi dentro la sua fighetta, e la metterai incinta, lo gardai, si è fertile è il momento giusto, ci rimarrà, tranquilla, la scoperai anche nei prossimi giorni, devi metterla gravida , e così, in pochi attimi le venni dentro, godendo come una pazza.
Poi il Don, la fece sfilare e sedere e mi prese, mi infilò il suo meraviglioso cazzo e mi scopò per una mezz'ora, facendomi godere più volte, de poi venne, mi riempì di sperma caldo e denso, e poi come da dovere si liberò la vescica e mi innondò di piscio, era stupendo, lo sentivo scorrere caldo dentro di mè.
Ad un tratto, si aprì la porta, ed entrarono due uomini, uno nudo, e l'altro in reggicalze e tacchi, il Don si sfilò, e il primo si mise dietro e mi infilò a sua volta il cazzo, e iniziò a pomparmi, senza ritegno, si troia prendilo, era grosso, mi dava fartidio, ma era dentro, e iniziai a godermelo, fino alla sua sborrata finale, con relativo svuotamento di vescica, ero piena, il pancino era tondo, duro, eccola gravida finalmente la troietta e tutti risero, mi fecero un sacco di foto, e io mi massaggiavo il pancino tondo, ero felice, ma ero al limite, devo andare al bagno dissi, ottimo, e il tipo in reggicalze, si mise steso a terra, e infilò la testa in un buco apposito sotto la tazza, chiuse gli occhi, e vidi il suo cazzo duro dritto, era eccitato, attendeva che mi scaricassi.
Mi sedetti e mollai tutto in un getto pazzesco, che investì il trav, e inizio a colare per la stanza, e così mi scaricai del tutto, mi alzai, e il trav, mi seguì, era lordo di piscio sperma e altro, mi fece metere a pecora, e mi lavò per bene il culetto con la lingua ,entrando e facendo un discreto lavoro, poi si mise dietro, e mi infilò il suo cazzo, era stupendo, lungo duro, e mi scopò, per una decina di minuti perdendo parte del liquido su di mè, io godevo, e ad un tratto mi tirò a sé, e mi baciò.
Era pazzesco, odorava di tutto, la sua lingua era sporca di mè, il fragrore dei mie odori, mi eccitarono, lo baciai con ardore, allora si sfilò, mi girò e mi ripenetrò, potevo ora toccare quanto avevo espulso dal mio culetto, ci baciammo con ardore, e poi lui venne, mi innondò, ti prego dissi, riempimi di piscio, e lo fece, ero ancora incinta.
Poi si sfilò, ne vuoi ancora gli dissi, si non andammo nemmeno al cesso, mi liberai lì, e visto che ero solo piscio e sperma, aprì la bocca e la riempii, e poi mentre continuavo a espellere, lo baciai, e bevemmo il nostro succo come due amanti, il tutto filmato dalla tipa.
E così, passai il sabato a fare quello che meglio sapevo fare, e verso sera, rientrammo a casa, una volta in camera mia contai i soldi, 150 mila lire, era pazzesco.


Questo racconto di è stato letto 1 4 8 7 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.