Gusti strani 2

Scritto da , il 2020-01-06, genere pulp

Passarono alcuni giorni, il porco mi voleva per lui, dovevo soddisfare le sue voglie, sempre più maiale, ormai metà della mia giornata era come Paola, i capelli mi crescevano, e sembravo sempre più una bambina che un bimbo, ma i miei non sospettavano nulla, si usavano i capelli lunghi, i miei erano poi biondi, e avevo un viso angelico.
Un Angelo però corrotto, non avevo ancora sedici anni, che già il mondo del sesso era mio.
Comunque una settimana dopo circa, il porco mi disse, bene piccola troia, domani ti prepari per bene e vai dal don, avvisalo, e così, al mio rientro, suonai, lui mi venne ad aprire, e senza fermarmi un attimo dissi, Don domani vengo alle trè, ottimo mi disse, e mi strinse l'occhio.
E così do la scuola il giorno dopo mi recai dal mio maiale, mi spogliai, mi fece indossare reggicalze calze, una maglietta aderente, che rimarcavano i miei giovani seni, e una minigonna, da dove spuntavano calze e reggicalze, e un paio di scarpe tacco 10, mi truccai come una piccola troia, e mi fece due codini, ero una vera bimba discola.
E così, mi ritrovai in strada, e incurante delle occhiate dei passanti, mi diressi dal Don, vene ad aprirmi una suorina, giovane, avrà avuto 25 anni, rossa in viso, capo chino, mi aprì, e mi accompagnò da lui.
Rimasi un poco sorpresa, immaginavo che fosse un maiale, ma che avesse ana suora, bè dissi meglio .
Appena mi vide, mi abbracciò, e mi baciò, la sua lingua mi spazzolava tutta la bocca, adoro i baci, mi sciolgono, e così mi eccitai immediatamente, lui infilò la mano, e trovò il mio cazzetto, semiduro, ma brava esclamò, niente slip, ottimo, e così poco dopo ero sul letto, nuda, mi lasciò solo reggicalze, calze e tacchi.
Iniziai con fargli un pompini, come solo io so fare, e mentre succhiavo il suo possente cazzo, con la coda dell'occhio vide la suorina, in un angolino, in piedi, e vedevo il suo braccio sotto la tonica, si stava masturbando, ero eccitata, e mi girai con il culetto verso di lei che potesse ammirarlo e vedere il cazzettino penzolare.
Poi il Don, mi fece smettere, e ordinò alla suorina di portare l'occorrente e lei un attimo dopo si presentò con un vaso enorme di nutella, lo pose sul tavolino, e notai una siringa enorme, e poi il Don disse, spogliati sorella, e aiutami, a purificare la nostra dolce bambina, ero eccitatissima, lei si tolse la veste e rimase in autoreggenti, e tacchi, era bellissima, senza un pelo, si intravedevano le grandi labbra rosse rosse, e così, mi fecero mettere a pancia su, con sollevato il bacino da innumerevoli cuscini.
Un atimo dopo il don diede inizio al gioco, dopo che la suorina, con maestria aveva riempito la siringa di nutella, tiepida per renderla liquida, mi infilò delicatamente la stessa nel mio culetto, che si dilatò, accogliendo d'apprima il becco e poi la stessa siringa, entrò per una ventina di centimetri, e iniziò a riempirmi, la sentivo scorrere delicatamente sulle pareti intestinali, lenta e inesorabile, e poi la estrasse, richiusi velocemente il mio ano, e iniziai a vedere la mia pancia crescere, ripetè l'operazione più volte, e il volume cresceva sembravo una ragazzina gravida.
Era pazzesco, mi sentivo pienissima e allo stesso tempo non avevo l'impellenza di scaricarmi, ciò , mi disse il Don, era dovuto dal fatto che non era liquida ma densa al contatto delle pareti e che sarebbe stata ne dura ne molle, mi rialzai, e si vide per bene il mio pancino gonfio, mi fece delle foto, era eccitato, io ero eccitata e iniziavo a perdere gocce di sperma, poi la suorina mi prese per mano, e iniziammo a camminare per la stanza e poi per il corridoio, il pancino sballonzolava, sembravo gravida di quttro mesi, e il mio cazzetto ridicolo penzolava tra le gambe.
Vedrai, mi disse lei, che col tempo, te ne infilerà sempre di più, fino a portarti a nove mesi, userò cose diverse, ma ci riuscirà, la osservai, e le dissi, tu hai provato?, io? disse?, io ho provato altro, io sono rimasta gravida due volte del Don, e ho partorito due bellissime bambine, ora non può rimettermi gravida, è pericoloso se ci scoprono.
Rientrata in camera, il Don mi prese per i fianchi, mi appoggiò al letto, e mi spinse il suo cazzo direttamente nel culetto, sfondandomi con colpi ritmati e decisi, era pazzesco, e poi venne, mi riempì di sperma, e poi si sfilò, ora rimani per un po', e poi lei ti accompagnerà alla porta, rivestiti, e spera di non cagarti addosso mentre cammini, rise e se ne andò.
Rimasi stupita, di solito era gentile, lei mi guardò, e mi disse, sei venuta tù a cercarlo, e ora sei la sua schiava come lo sono io, questo è solo l'inizio vedrai, e così, mi ritrovai in strada con un pancino enorme a camminare e ad igni passo, fatto con i tacchi, la pancia mi doleva sempre di più.
A un centinaio di metri da casa del maiale, iniziai a non trattenermi più, e leggere scariche di sperma e nutella fuoriuscivano dal mio culo, ormai allo stremo.
Ad un tratto, le spinte erano più forti, e così, una buona parte del contenuto del mio intestino uscì, colandomi tra le coscie, e giù, fino alle scape, arrivai suonai, e una volta dentro, non mi trattenni, lì, in piedi davanti a lui, tremante e paralizzata, mollai, un getto di mistura cadde a terra, e sebbene ero in piedi il mio ano aveva ceduto, e così, in pochi attimi mi cagai fuori tutto, compreso la mia cacca.
Lo schifoso, mi fece ripulire tutto a mani nude, con un secchio, e poi mi fece leccare un poco di nutella rimasta, e certamente non era solo nutella, e poi sporca e lurida, mi portò in bagno mi mise nella vasca, mi fece mettere a pecora, mi fiondò il cazzo duro nel culo e mi stuprò per una mezz'ora, per poi sborrare dentro e pisciarmi per ripulirmi.
Dopo una doccia rientrai a casa, mamma mi salutò, e andai in camera, avevo il buco distrutto, dovetti prendere un salva slip della mamma e poi andammo a cena, tutto bene caro? certo risposi, oggi ho conosciuto il Don, o disse lei una vera brava persona, ne sono felice, anche io le dissi, e inizia a mangiare.

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