Senza contatto

Scritto da , il 2019-12-29, genere masturbazione

Ora quella che vi voglio raccontare è forse la storia più strana, anzi direi particolare, di quando facevo la escort, la cosa strana è che non ho mai visto in faccia il mio cliente.
A una prima impressione sembra impossibile, ma vi giurò che capirete il perché.
Mi contattò per mail e mi spiegò il suo desiderio. Era un italiano che lavorava in islanda e, vedendo il mio sito internet, si era invaghito del mio corpo, ma, per motivi di lavoro, non poteva tornare in italia per fare sesso con me.
Quindi nella mail mi proponeva una cosa intrigante. La faccio breve, dovevo masturbarmi per lui in cam, mentre lui mi ammirava dall’altra parte.
Ovviamente mi pagò solo 100 euro, ma del resto non mi penetrava neppure, e lo sforzo era minimo. Quindi mi procurai una web cam decente e appena ebbi la conferma del bonifico, mi misi in contatto con il mio cliente e stabilemmo l’ora.
Nella mail che mi scrisse aveva aggiunto anche un'altra richiesta, dovevo vestirmi come una scolaretta giapponese. Il vestito me lo fece arrivare lui, tramite amazon, assieme a una strana scatoletta.
Giunto il momento mi misi quel cosplay striminzito, mi sedetti sul letto e aspettai la sua chiamata su skype. Che giunse da li a pochi minuti.
Accettai la chiamata e apparse un uomo in giacca e cravatta e non mostrava il viso.
“Ciao”
“Ciao” – Risposi io insicura.
“Sono contento che hai accettato la mia richiesta”
“E io sono felice di eusadire i tuoi desideri, visto che paghi”
“Bene, iniziamo?”
“Va bene, ti ricordo che hai pagato per un ora” – Presi un timer e lo misi davanti alla cam e feci partire il contatore.
“Ora tesoro, balla per me”
Io alzai leggermente la cam, per una migliore inguadratura e iniziai a muovermi lentamente, i miei occhi erano fissi sull’obbiettivo, con lo scopo che lui li vedesse.
Mi accarezzai il seno, le mie mani scenderono sulle gambe, le strinsi. Immaginai di essere in discoteca. Ogni tanto facevo uscire la lingua dalle labbra, mordendola.
Vedevo chiaramente, tramite il monitor, che lui iniziava ad accarezzarsi il pacco, ma ancora rimaneva vestito.
Ogni tanto fingevo di camminare sul posto e mi mordevo le unghie delle mani. Continuavo a sbattere le ciglia, che per l’occasione, erano finte, fingendo desiderio.
Lui si abbassò la lampo e introdusse la mano nei pantaloni e mi sussurrò di spogliarmi, lentamente.
Per prima cosa, cercai di sfilarmi il cravattino, ma lui mi urlò di non farlo, quindi passai ai bottoni. Con le dita giocavo con le asole, fingevo di toglierlo mai poi tornavo a posto, volevo far impazzire il mio cliente. Appena sbottonai il quinto, si poteva intravedere il timido reggiseno, che avevo scelto per l’occasione. Avevo capito chi avessi dall’altra parte della cam e avevo compreso che gli piacevano le ragazze giovani e timide.
Infilai una mano nella camicia e mi palpai delicamente il seno destro, e con l’altra mano alzai delicamente la gonna, mostrando le mutandine. Mi accarezzai la passera da sopra la tela e per la prima volta vidi spuntare una cappella dalla sua patta. Osai di chiedere di toccarla per me, e lui fu felice di accarezzare delicatamente il glande con due dita.
Sulle mie mutandine, si formò una piccola chiazza, non so perché ma iniziai ad eccitarmi.
Mi girai, mi tolsi il gonnellino e iniziai a sculacciarmi, purtroppo non potevo vedere la sua reazione, ma ero sicura che gli facesse piacere. Mi rigirai ancora una volta e mi sfilai anche la camicia. Rimasi con l’intimo e il cravattino. Ricominciai a ballare tirandomi per il collare di seta.
Lui si sfilò di corsa i pantaloni e rimase nudo dalla vita in giù, aveva un normalissimo cazzo duro, pensai che fosse un peccato non poterci scopare, era la troia che è in me che parlava.
Slacciai il reggiseno, lo lasciai cadere per terra, mi afferrai il seno con entrambe le mani, mi chinai verso l’obiettivo, me le palpai per farlo eccitare, e lui iniziò a masturmarsi lentamente.
Il gioco era entrato nel vivo.
Mentre mi accarezzavo il seno, spinsi all’esterno la mia lingua e finsi di leccagli la cappella.
In seguito mi sedetti sul letto e mi tolsi le mutandine che gettai verso la cam. Rimasero appese e tramite il pc potetti notare, che dava una fantastica sensazione di vedo e non vedo.
Mi avvicinai lentamente alla cam, misi in primo piano la mia figa e me la toccai. Introdussi due dita dentro e sentii chiaramente, tramite le casse, i suoi gemi di piacere.
Tornai sul letto e rimasi immobile con le gambe aperte, fissandolo. In attesa di qualche sua istruzione, mi accarezzai dolcemente il mio corpo nudo. Mi sfiorai il seno, le gambe, la passera, il culo e ogni tanto mi umidificavo le dita con le labbra.
“Scopati” – Finalmente l’aveva detto.
MI infilai prima un dito, poi un altro e raggiunsi il numero di tre e iniziai a sbattermi. Prima delicatamente poi con forza. Ogni tanto fissavo il monitor. Lui era a gambe aperta, con quell’asta in mano che muoveva velocemente.
“Gran uomo, scopami con quel cazzone” – Mi introdussi le dita ancora più in profondità - “Mio dio come sei bravo, mi fai sentire una vera troia” – Non avendo il contatto umano mi dovevo aiutare con le parole.
“Sei bellissima”
“Grazie caro, sputa sopra quella cappella” – Sentii il classico rumore di risuccio e vidi la sua saliva riempigli il cazzo.
Mi alzai in piedi, aprii un cassetto, afferrai uno dei miei giocattoli preferiti, un dildo, mi misi a 90 davanti a lui, e iniziai a penetrarmi.
“Dio mioooo” – Furono le sue parole.
Introducevo quel simil fallo fino in profondità e ogni volta urlavo di piacere. Ogni tanto lo facevo uscire e lo leccavo, tutti i miei movimente erano per farlo eccitare, volevo che si immedesimasse alla perfezione.
Allargai ulteriolmente le gambe e urlai fottimi. Lui mi rispose che ero sua, solo sua e che ero la sua troia.
“Amore mio vogllio vederti in faccia” – Obbedii e mi risedetti sul letto e mi misi in bocca quel pene finto. Allungai la mano e, dal solito cassetto, questa volta estrassi quello vibrante, che appoggiai immediatamente alla passera, e impazzii.
Con una mano spompinavo il cazzo finto in bocca e con l’altra mi penetravo con il vibratore. Lui era evidentemente eccitato e si masturbava vistosamente, ogni tanto si metteva pure due dita in culo.
“Ti voglio inculare”
“Monello”
Vedevo il suo corpo contrarsi. Sapevo che stava per scoppiare, pregai che non venisse, mi stavo divertendo. Mi appoggiai meglio sul letto alzai le gambe e mi infilai il cazzo finto nel culo e mi penetrai.
“Solo per te amore”
Passai il vibratore sopra il clito, facendo dei piccoli cerchietti in senso orario. Il mio corpo iniziò a contorcesi, il piacere era così intenso che facevo fatica a concentrarmi e a usare quegli oggetti su di me.
Lui si avvicinò al microfono – “Prendi la scatola che ti ho mandato”
Mi fermai, lasciai il dildo nel culo, afferrai la scatoletta e l’aprii, conteneva uno strano oggetto di plastica rosa a forma di ovetto.
“Infilalo nella figa”
Lo guardai incuriosita, non avevo mai visto una cosa così in vita mia. Mi aprii leggermente la passera e me lo infilai. A parte l’entrata iniziare, non sentii nessun piacere. Ricominciai a incularmi in attesa di chissà cosa.
Ogni tanto guardavo il monitor e vedevo lui fermo con il cazzo in mano. Lo vidi allungare la mano destra, afferrare uno smartphone, probabilmente aveva ricevuto un messaggio. Lo vidi armaggiare sul dispositivo. Muoveva rapidamente il pollice. Premette ripetutamente sullo schermo, sentii una musica diffondersi dalla cassa e percepii uno strano impulso dentro di me, come una piccola scossa.
Un'altra scossa e il mio corpo sobbalzò. Mi invase uno strano piacere. Sentii, provenire dal monitor, una vivace musica classica. Improvvisamente l’ovetto si attivò e sentiii i miei addominali contrarsi.
Più la musica aumentava, più il mio piacere diventava intenso, smisi di toccarmi, era praticamente impossibile farlo. Dall’intensità del piacere, non riuscivo neppure a tenere gli occhi aperti. Mi agitai, da una parta volevo che smettesse, dall’altra volevo continuare, non avevo mai sentito una tale frenesia dentro di me.
Mi dimenavo sul letto, non capivo più nulla. Stavo per raggiungere l’orgasmo. In quel momento non potevo vedere il mio cliente, ma i suoni provenire dal monitor ero eloquenti.
Ebbi la sensazione di urinare, un liquido mi pervase la cavità vaginale. Qualcosa premeva sull’ovetto, lo svilai dalla mia passera, e un getto imperioso usci dalla mia fessura. Mi schiaffeggiai il clito, ogni volta che lo facevo, usciva un getto dalla mia vagina. Poche volte ebbì un orgasmo così intenso.
Una volta che mi ripresi, iniziai a massaggiarmi la passera e, ogni tanto, mi leccai le dita bagnate. L’intensità della sua masturbazione raggiunse livelli stratosferici.
“Sei bellissima, sei incantevole, sei una dea in terra” – Furono le parole che mi rivolse.
Vidi chiaramente un getto uscire dalla sua cappella e coprigli l’ombelico. Il secondo getto, fu ancora più intenso. Le sue palle erano cosi contratte che quasi erano scomparse.
Dopo che tutto il suo sperma fu uscito, si accarezzò il suo cazzo sporco e moscio. Il suo respiro era diventato rilassato. Prese il microfono in mano e, con una voce impecettibile mi disse:
“Sei stata stupenda, mi farò sentire per il prossimo appuntamento”
E dopo quelle parole, si scollego, lasciandomi sul letto da sola. Non riesco a descrivere quanto mi sia divertita. Fissavo la chiazza bagnata che avevo creato sul letto grazie al mio piacere. Fissavo quello strano stimolatore e, vi posso confessare, che lo rintrodussi nella vagina. Aprii il riproduttore musicale del mio smartphone ed ebbi un secondo orgasmo. Da allora è uno dei mie giocattoli preferiti e l’ho spesso usato con le mie amiche e anche amici, immaginate voi dove l’ho introdotto a loro.

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