Un lavoro fatto coi piedi 2

Scritto da , il 2019-08-08, genere feticismo

All'uscita da lavoro, Daniela era ancora agitata per le novità. Aveva troppi pensieri per mettersi a cucinare, preferì fermarsi ancora al bar, dove ordinò un piatto di pasta e un bicchiere di vino.
Il cameriere suo amico prese la comanda con faccia seria, quasi preoccupata.

" C'è qualcosa, Gi ? "

" Si. Volevo dirti che hai un ammiratore. E' venuto questo pomeriggio a fare domande. Lasciava intendere che desiderasse conoscerti. "

" Un uomo ? Sei geloso con quella faccia così seria ? E lo sa la tua ragazza che sei geloso di un'altra ? "

" Signora, sono solo un cameriere. non è gelosia. Però ci sono cose che non mi tornano, mi è sembrato uno abituato a chiedere informazioni.. come un giornalista, o un poliziotto.. e poi.. "

" Poi ? Dimmi. "

" Diceva di essere interessato a lei, signora, ma non mi ha chiesto il suo numero di scarpe. "

Daniela fece del suo meglio per non scoppiare a ridere, ma tutto inutile, Gi si allontanò offeso.
Larenzia: l'unico paese in cui la misura del piede sta nella carta di identità subito sotto il nome.
Rideva, ma dentro già collegava i fatti, era stata vista entrare nell'ufficio del Megadirettore e subito dopo qualcuno andava a informarsi su di lei.
Si sentiva come l'attrice di un film di spionaggio, un bel salto rispetto alla sua solita occupazione di segretaria poggiatesta.
L'agitazione saliva, si risvegliò dai suoi pensieri solo alla vista di Gi che tornava con gli spaghetti burro e acciughe e il calice di Franciacorta. Quanto tempo era passato?

Decise comunque di farsi perdonare per come aveva trattato l'amico prima, allungò le gambe sull'apposito sgabello e allentò i cinturini dei sandali, uno scivolò a terra, l'altro rimase a penzolare sorretto dall'alluce.
Era un gesto codificato, con cui una signora indicava di volere un massaggio ai piedi e di essere disposta a pagare sul conto il tempo che il cameriere avrebbe dovuto dedicarle.
Un onore enorme per il prescelto, che non sarebbe passato inosservato.
Infatti Gi servì al tavolo in maniera impeccabile, poi, dimentico di qualunque offesa, si inginocchiò impegnandosi con dedizione al suo compito.
La Dani intanto consumava tranquilla la sua cena e si godeva gli sguardi velenosi delle donne agli altri tavoli, indispettite da quella esibizione.


Il giorno dopo se la prese comoda, non doveva presentarsi in ufficio, fino all'arrivo di Carletti il suo unico lavoro sarebbe stato studiare tutti i particolari del soggetto e della trattativa in corso, cose che poteva fare anche a casa. Non fece neppure la solita colazione al bar, uscì invece per negozi e finalmente potè comprare quegli stivaletti di camoscio che desiderava. Tacco basso, comodissimi, caldissimi, del genere che si può acquistare solo esibendo un certificato di matrimonio, oppure una liberatoria come quella che lei aveva appena ricevuto.

Un altro vantaggio dell'essere a casa con del tempo, era di potersi fare per pranzo quelle cose che mai, per nessun motivo, avrebbe mangiato in presenza di altre persone.
Così sul ritorno prese tutto il necessario per la pasta e fagioli, e la frittata di cipolle e pecorino, ma mentre spignattava risuonò per la sua cucina la voce dell'intelligenza artificiale domestica.

- Richiesta di videochiamata in arrivo, signora, numero da lei registrato come "Capo" -

" Guido ? Sticazzi che mi faccio vedere col grembiule macchiato mentre taglio del pecorino. Passamelo in vivavoce senza nessuna visuale. "

Un attimo dopo fu la voce del manager a risuonare come se lui si trovasse li nella stanza.
" Dani ? Ti disturbo, mi spiace, è che sono entrato adesso in pausa pranzo e posso chiamare. Sono stato una mezza giornata senza di te e sto già sclerando, non riesco a stare senza. "

Daniela impostò una voce sensuale, tipo come se fosse nuda nella vasca da bagno.
" Esagerato. Non ti hanno già assegnato la sostituta ? "

" Si, ma non è la stessa cosa. Non sei tu ! Non è solo una cosa di piedi, non l'ho mai detto per non fare la figura di quello che approfitta della posizione superiore, ma adesso che non ci sei e mi rendo conto.. insomma.. potremmo vederci stasera fuori dal lavoro ? "

" Mi stai invitando a uscire ? "

" Si ! "

Fu prenotato un tavolino per le ore 21 in uno di quei locali minuscoli dove va la gente da soldi.
Daniela aveva deciso per l'appuntamento di spianare le sue nuove scarpe chiuse, anche per non dare subito l'impressione di essere disponibile, il suo ex-capo apprezzò la serietà e si mise d'impegno per dimostrare il sentimento che provava. Tanto che alla fine gli fu permesso di salire un attimo da lei prima di salutarsi, in modo che potesse finire di spiegare.

In realtà già nell'ascensore cominciarono a spiegarsi, caduta ogni finzione le loro bocche si erano fuse assieme, gli occhi chiusi e le mani che correvano sui volti, come due ciechi, mentre il riconoscimento vocale cercava di capire a che piano volessero andare. Si fermarono solo quando l'ascensore minacciò di chiamare i pompieri, salirono finalmente all'appartamento e subito ripresero le spiegazioni, subito a letto senza neppure passare per la doccia.

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