Storie di uno stupratore professionista – Paola 7

Scritto da , il 2019-05-28, genere pulp

Storie di uno stupratore professionista – Paola 7

ATTENZIONE : QUESTO RACCONTO CONTIENE SCENE, DESCRIZIONI E RIFERIMENTI VIOLENTI. GLI EVENTI RAPPRESENTATI SONO RIGOROSAMENTE DI FANTASIA E NON RIFERITI AD EPISODI REALMENTE AVVENUTI PER CUI QUALUNQUE SOMIGLIANZA A PERSONE OD A FATTI VERIFICATISI NELLA REALTA' E' NON VOLUTA E PURAMENTE CASUALE. CHI SCRIVE NON INTENDE TURBARE NESSUNO E, PERTANTO, INVITA CHIUNQUE POSSA ESSERE IMPRESSIONABILE O SIA CONTRARIO A RACCONTI VIOLENTI DI NON PROSEGUIRE NELLA LETTURA. IL SADISMO ESPRESSO DA ALCUNI PERSONAGGI DELLA STORIA COSI' COME I LORO COMPORTAMENTI ABERRANTI NON SONO CONDONATI DA CHI SCRIVE E NON CORRISPONDONO AI SUOI GUSTI OD ALLE SUE TENDENZE.

Scendendo dal letto tolsi la corda che le legava le gambe, lasciandole le mani legate alla testiera del letto. Non fui sorpreso che lasciasse le gambe spalancate : una ragazza così giovane, soprattutto una appena sverginata con violenza, di solito non ha le riserve di forza o testardaggine o esperienza per riprendersi rapidamente dal tormento fisico e psicologico a cui l'avevo sottoposta. Tornato sul letto, mi chinai su di lei, il mio corpo a pochi centimetri da quello di lei, e sciolsi i polsi dalla testiera, staccando anche le manette di cuoio che le legavano i polsi. Paola aveva chiuso gli occhi e stava cercando di rimanere assolutamente immobile, con un unico movimento : il serramento quasi involontario dei muscoli della coscia in risposta al vibratore che le stuzzicava il clitoride ed il punto G.

Mentre le lasciavo le braccia, osservavo il suo viso da vicino, godendo della sua giovinezza e bellezza. Le sue labbra si muovevano, a malapena, ancora e ancora, come se stesse parlando a se stessa. Smisi e ascoltai il suono del vibratore nel silenzio mentre mi alzavo sulla mia vittima. Era un sussurro, quasi impercettibile, la modellatura delle sue labbra che guidava le mie orecchie tanto quanto il suono stesso.

"Io non sono una puttana."
"Io non sono una puttana."
"Io non sono una puttana."

Quasi mi misi a ridere quando mi posizionai a cavalcioni del suo stomaco e comandai :

"Troia mettiti in ginocchio sul letto"

Quando ella non obbedì e rimase lì immobile, le schiaffeggiai forte i seni, lo shock del colpo fece sobbalzare tutto il suo corpo, le sue ginocchia si sollevavano, le sue mani che si agitavano davanti a lei, i suoi occhi si aprirono di scatto per fissare il mio viso incappucciato, le sue labbra divaricate e umide.

"Ho detto, girati e mettiti sulle mani e sulle ginocchia…a quattro zampe…troia!"

Mi fissò semplicemente, così velocemente le schiaffeggiai ancora i seni e la presi per la gola, chinandomi vicino, annusando la sua paura.

"Farai la difficile, troia?"

"N... no, per favore."

Iniziò a torcere il suo corpo per girarsi, così la rilasciai ed aspettai mentre si girava sotto di me. Mi spostai di lato così da poterla guardare mentre si metteva a quattro zampe sul letto, lasciandola inginocchiarsi lì, in attesa...era uno spettacolo eccezionale e la divoravo con gli occhi. Per le prossime ore questa ragazza bellissima, sexy, questo giovane, tremante, pezzo di carne era mio. Le feci scorrere la mano lungo i fianchi, sollevando pelle d'oca sulla carne liscia e soda, sentendo il tremito dei suoi muscoli mentre combatteva contro il vibratore sul suo clitoride ed il suo punto G. I suoi piccoli seni pendevano sotto il suo corpo, si estendevano in coni per gravità, oscillando leggermente mentre si inginocchiava, le tastai i capezzoli erano eretti e duri. I suoi capelli castani le coprivano il viso mentre la sua testa penzolava. Non saprei dire se si stesse ancora dicendo che non era una puttana, ma, per certo, non sarebbe stata in grado di ripeterlo a lungo.

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