Erotici Racconti

Il segreto della biblioteca. Sesso con Rula e i gemelli e la stanza segreta

Scritto da , il 2018-05-30, genere pulp

-Scendi Victor…- 

Accetto l’invito. 
Ho il bisogno fisico di vedere il corpo di Rula. 
E poi da quando li ho conosciuti vivo in un perenne stato di eccitazione, loro e l’atmosfera della biblioteca mi condizionano, mi sembra di non poter più decidere per me. 
Mi accorgo che lascio malvolentieri la biblioteca come se qualcosa mi trattenesse. 
Rula è distesa su un lettino.
Nuda. Il seno è simile a quello di Anais e cioè perfetto, ma più grosso con due consistenti capezzoli. Il corpo più pieno da donna fatta. I fianchi si allargano in una curva voluttuosa. Un ventre piatto… un cenno di pelo pubico e la sua figa. 
Ha le gambe aperte e mi permette una perfetta visuale. 
Magnifica. 
Le piccole labbra sporgono come ali di farfalla.
Ho immediatamente un desiderio di baciarla, di morderla. Si mette a sedere al mio arrivo e il seno si muove con lei. I due ragazzi sono in acqua, appoggiati al bordo e guardano.
-Spogliati…-
Sono vicino a lei e mi tolgo la polo mentre lei mi sta aprendo i jeans. A fatica lo fa uscire da tanto è duro! Lo accarezza con le due mani… mi palpa il sacco dello scroto e mi tira la pelle del prepuzio a fondo. Ora mi masturba piano e con il palmo dell’altra mano mi accarezza il glande. 

-Non hanno esagerato i miei fratelli… hai un cazzo superbo!-
 
Mi fa togliere i pantaloni… ora sono nudo davanti a lei e comincia a baciarmelo. Bagna bene il glande… passa la punta della lingua sul frenulo, me lo spinge contro il ventre e lecca il nervo sotto, Cerca di prendere in bocca tutto lo scroto. Stacca la bocca e mi guarda… 

-Ti accorgerai di quanto sono puttana. Vedrai quanto saremo capaci di farti godere…- 

Sono inarcato e voglio la sua bocca, voglio metterle le mani nei cappelli e tirarla contro il mio ventre fino a entrare tutto, voglio fotterla così. 

-Sei puttana davvero… scopavi anche con il Maestro? Con tuo padre? - 

Fra una introduzione in bocca e l’altra… 

-Si… lui ci scopava tutti. A me… i due gemelli… mia madre. Anche Anita e anche Giuseppe… tutti, assieme e da soli… aveva un cazzo inesauribile, risorse infinite, una fantasia eccezionale…-

Al solito… queste cose mi fanno impazzire, prendo la sua testa e la fotto forte… le violento le labbra. Mi lascia fare per un bel po’, mi lascia sfogare… mi da la sua bocca completamente, mentre i ragazzi lasciano la piscina e si avvicinano. Approfitta di un mio attimo di pausa per staccarsi… 

-Sdraiati… qui su il lettino… dai lasciaci fare…- 

Mi stendo e il cazzo si innalza come un lingam di pietra, duro eguale. Riprende a lavorarmi, i due ragazzi si inginocchiano accanto. Anais mi da la sua bocca e Miro prende a baciarmi e succhiarmi i capezzoli, li ho enormemente sensibili… gli prendo i capelli e lo allontano, lui ritorna… riesce a darmi dei brividi incredibili, irresistibili. 
Mordo la bocca di Anais, le sue labbra, la sua lingua. Anais mi scavalca e appoggia la sua figa direttamente sulla bocca. E’ bagnata, fragrante del suo umore, la strofina fortemente. Spinge… e io la mordo. Forte, uso tutto per farla godere, mento, naso, bocca.
Sento Rula staccare la bocca e un attimo dopo sento le sue mani che mi tengono il cazzo dritto mentre lei si strofina contro il glande e si impala. Si alza e si abbassa lentamente, si ferma contro il mio ventre, strofinandosi forte contro il mio pelo pubico. 
Ora tengo forte Anais contro la mia bocca. Sono in piena fibrillazione erotica. Sento solo la figa di Anais sul viso e Rula che mi monta con violenza. Milo continua a mordermi i capezzoli. 
Voglio il culo di Anais sulla faccia… 
Sento i loro orgasmi, li sento dai loro movimenti e dai loro gemiti o meglio dalle urla belluine di Rula. Quando gode si lascia andare a movimenti frenetici, spinge forte e urla… 

-Sborra… sborra…!! Riempimi…- 

Il mio orgasmo lo sento partire da lontanissimo, farsi sempre più prossimo e infine esplodere!!! Non riesco a urlare quanto vorrei con la bocca chiusa dal culo di Anais. 
La mordo… 
E’ una lunga kermesse erotica. Mi compiaccio della mia resistenza. So… che a turno si impalano sul mio cazzo sempre duro, ora è Anais… mentre è Milo che mi da il suo cazzo da succhiare. Poi? Il culo di Rula, magnifico! Bello… formoso, sodo e liscio. Il buco è fradicio di umori e si apre come un fiore sotto la spinta, appena un po’ di sforzo e le sono dentro fino ai coglioni. Il culo di Anais. Il culo di Miro. Godo ancora… non so con chi e chi riempio. Mentre sto montando Rula da dietro, lei in ginocchio e io che la copro, sento prima le dita di Miro entrarmi nel culo e poi il cazzo spingere… mi lascio prendere. 
Mi incula. 
Quando sfiniti decidiamo di smettere Anita ci porta da mangiare. 
Lì… all'ombra della grande quercia. Anita mi fa i suoi complimenti. Dice che guardandomi si è masturbata più volte. 
Quando voglio, dice ancora... è a mia completa disposizione. 
So che ne approfitterò e glielo dico. 
E Giuseppe? Giuseppe è sempre d’accordo, se voglio anche lui basta dirlo.
 
Chiedo a Rula se esiste un elenco dei libri, qualcosa sulla loro provenienza, dove sono stati acquistati. Lei dice che non lo sa, forse è nella stanza segreta.

Stanza segreta?
 
Si… dietro la libreria c’è una porta chiusa. Non sanno dove è la chiave per entrarci. In quella stanza ci entrava solo il Maestro e a loro sembra una profanazione entrarci con la forza. 
Questo mistero mi affascina, mi attrae. 
Sento una stranissima e violenta curiosità alla quale non so negarmi.
Chiedo e loro mi rispondono ormai senza nessun riserbo. Sono stato accettato. Le loro riunioni avvenivano nell'atelier del Maestro. 
Orge erano. Tutti vi partecipavano. 
Tutti compresi Giuseppe ed Anita. Qualche volta anche estranei alla famiglia. Donne che loro usavano. Donne che volevano provare il piacere di essere torturate, frustate, penetrate con oggetti enormi. 
E ancora… uomini. Alcuni enormemente dotati dai quali il Maestro costringeva le proprie donne a farsi possedere. 
Anche tu Anais? Chiedo.  
Si… certo che si, risponde.
Poi? Transessuali, scherzi della natura, ermafroditi, nani. Ragazzi, ragazze e… altro…
Altro? Si… risponde Rula senza specificare… altro.
Ormai sto godendo con il cervello, orgasmi cerebrali. Voglio viverle le cose che Rula racconta. Mi ha preso completamente.
E voglio entrare nella stanza segreta.
Voglio vedere l’atelier? Certo che si. E’ sullo stesso piano della biblioteca. Molto ampio con delle finestre su tre pareti, finestre munite di inferriate. Alcuni quadri attendono ancora invano di essere terminati su dei cavalletti, ci sono pennelli e colori dappertutto. Al centro tappeti e divani, e su di una parete sinistri anelli, quelli usati per legare? Immagino la scena… una donna legata, loro che la attorniano. 
Le urla di dolore e di godimento… 
Una porta chiusa comunica con la stanza dove il Maestro teneva i suoi segreti. 
In biblioteca mi mostrano come far girare su dei cardini una sezione della libreria e poi mi lasciano solo.
Esamino la porta, molto robusta di quercia piena e la serratura, è una Chubb risalente ad inizio secolo scorso, una serratura che se sforzata da chiavi non sue, si blocca ed ha bisogno di una chiave speciale per essere riaperta. Niente, senza chiave impossibile entrare. Eppure dove poteva tenere la chiave il Maestro? In camera sua? Addosso? O addirittura qui nella biblioteca? Abbandono il pensiero della porta e cerco di organizzarmi. 
Prima cosa… contraddistinguere le varie ante della libreria, i piani delle singole ante e infine i volumi di ogni anta. Può essere che la disposizione dei volumi segua una logica, una sua particolare e ignota esigenza, o magari è casuale e solo in ordine di arrivo. Al solito perdo la nozione del tempo e quando torno al presente è ormai notte. 
Ho sete e fame, vado in cucina che trovo deserta. Sul tavolo Anita mi ha lasciato dei piatti coperti, pane, vino e acqua. E mentre sto mangiando entra, indossa una semplice camicia aperta e mette in mostra due tette strepitose. Grosse e sode… larghe areole scure e sotto uno spacco chiuso depilato, un grosso culo. Prosperose natiche. Si accarezza con le dita fra le cosce… mi chiede se mi serve qualcosa, ho ancora fame? Il suo sguardo è eloquente, so a cosa allude. Cerco di tergiversare, le dico che sono stanco, che è tardi ma lei si avvicina, si mette le dita dentro la figa e me le fa annusare e chiede…

-Davvero…? - 

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